Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?

Italiano: Questo post è stato pubblicato 5 anni 1 mese 21 giorni fà e potrebbe quindi non essere più attendibile. Questo sito non è responsabile per qualsiasi incomprensione o problema derivante dalla lettura del presente post.
Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?
Lo sostengono i molti che hanno risolto i propri problemi di connettività modificando gli indirizzi dei server DNS. Ma gli addetti ai lavori avvertono: la rete italiana soffre di più profondi problemi strutturali
Roma – Tra le molte segnalazioni che continuano ad arrivare dagli utenti sulle difficoltà di navigazione, arrivano anche email che spiegano come sono state risolte, in particolare modificando nei parametri della connessione gli indirizzi dei server DNS. Grazie al passa parola in rete molti hanno optato per le soluzioni diOpenDNS.
Attivo dal mese di luglio, propone un servizio di Domain Name System che, a fronte di un po’ di pubblicità, promette velocità, sicurezza e un minor rischio di errori nella battitura degli indirizzi web. In un recente post nel suo blog, OpenDNS dà il benvenuto agli utenti che ne hanno scelto la soluzione e che, allo stesso post, rispondono con commenti entusiastici.
Le ragioni per cui questa “migrazione” può funzionare si trovano forse nelle parole di Telecom Italia raccolte la scorsa settimana da Punto Informatico: Telecom identificava la causa di questi problemi di connessione nella “notevole diffusione di software malevolo di tipo spyware o adware il cui effetto si manifesta nella possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi DNS dei vari Internet Service Provider”. Ai più appare quindi verosimile che la “migrazione” dell’utenza verso impostazioni differenti di server DNS, possa aver risolto i problemi di “sovraccarico dei sistemi DNS dei vari ISP” menzionati da Telecom.
Problema risolto, dunque? Non sembra detta l’ultima parola: nonostante i festeggiamenti di molti utenti, non manca chi manifesta, dati alla mano, il proprio scetticismo sul fatto che questa soluzione sia risolutiva. La causa dell’inconveniente, sostengono molti, risiederebbe in un’estrema saturazione del backbone ATM, su cui viaggiano le ADSL “entry level” di Telecom e degli operatori alternativi.
Ai dubbi già manifestati da Stefano Quintarelli di AIIP, che in settembre aveva dato conto di alcune avvisaglie sul degrado prestazionale delle dorsali offerte da Telecom sul mercato wholesale, fanno eco le perplessità di Gigi Tagliapietra, presidente Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), che esprime la convinzione che “le difficoltà pesanti che la rete sta incontrando non sono in parte imputabili al worm ma piuttosto a una fragilità intrinseca della rete italiana dovuta anche al sovraccarico di traffico a cui è sottoposta, non controbilanciato da investimenti adeguati per il potenziamento”.
“
Post simili:
- adolfo: Mosca, le licenze costose giustificano il sw pirata
- adolfo: Folena, sulle ADSL nude ribassi in arrivo
- adolfo: Wi-Fi per tutti…aggratis con le Wi-Fi Comunity
- adolfo: Msn Repair: ripara tutti gli errori di Windows Live Messenger con un click
- adolfo: 27 giorni per impedire l’appecoronamento nostro a favore delle major
- adolfo: Bufala letale in Pakistan
- adolfo: Diffida e Messa in Mora
- adolfo: ” Xxxxxxx xxx x xxxxxxx xxxxxxx x xx” Xxxxx
- adolfo: Anche la Mela si arrende al P2P
- adolfo: Diritto di panorama: che famo? E fate come ve pare!
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da adolfo il 22 dicembre 2006 alle 12:16, ed è archiviato come dblog, Rete. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |




