LEZIONE 2: DESCRIVERE IL PROGETTO E LE 10 REGOLE D’ORO

close

Italiano: Questo post è stato pubblicato 5 anni 9 mesi 28 giorni fà e potrebbe quindi non essere più attendibile. Questo sito non è responsabile per qualsiasi incomprensione o problema derivante dalla lettura del presente post.

Avete trovato il vostro progetto? il chiodo fisso che non fa dormire voi e la vostra metà (se piange, vi assicuro che non è un chiodo, ma è il pargolo che aspetta o la pappa o il cambio interntturno)? Ottimo. Si passa alla fase successiva.
La più difficile. La più ardua, ma che vi darà la possibilità di capire se quello è un progetto valido o se era solamente una vaga idea che può aspettare e maturare meglio.

Dovete descrivere il progetto in modo che sia comprensibile all’umana popolazione a cui lo sottoporrete.
Le dieci regole (generali) che ho imparato sono queste
1. Usate parole semplici.
2. Non dilungatevi troppo nella spiegazione.
3. Trovate risposte alle domande che potrebbero farvi (la peggiore è “Perchè?”): mettetevi nei panni della persona a cui vi rivolgete (non fisicamente) e cercate di far venire fuori tutte le possibili domande assurde che potrebbero farvi e date una risposta.
4. Prima di partire, provate su voi stessi. è bruttissimo e anticommerciale dire che si fa una cosa e poi non saperla fare.
5. Pubblicità. Preparate delle cartoline (con il vostro numero di telefono bene in evidenza) da lasciare nei negozi, dei manifestini da lasciare al supermercato, usate i social network (non abbiate paura di spammare, chiedere è lecito, rispondere è cortesia), chiedete ai colleghi, ai famigliari, agli amici. Ai buoni, ottimi amici date del materiale da diffondere ai loro amici.
6. Fatevi amici i “coglioni”, ossia i fighetti con cui non uscireste neanche se fossero le ultime persone al mondo. Loro servono sempre per :
a) pubblicizzare il progetto prima della realizzazione e preparare un buon substrato pieno di positività verso di voi;
b) pubblicizzarlo dopo.
7. (ma la possiamo denominare 6bis). Fatevi vedere ad eventi a cui non sareste mai andati e pubblicizzate in modo cortese il vostro progetto (io di solito mi avvento sulle persone, ma questo è un altro discorso) ai soggetti.
8. Preparatevi moralmente. Una buona fetta di popolazione a cui chiederete, vi dirà di no. è fisicamente provato che la popolazione italiana è cerebralmente chiusa a progetti di qualsivoglia tipo. è bene che lo sappiate prima di iniziare, in modo da non demoralizzarvi. Ricordate che non sempre piove e che qualcuno dirà di si. In ogni caso: chiedere, chiedere, chiedere, chiedere. Alla fine qualcuno per pietà o per pura finta simpatia, molla sempre.
9. Attrezzatura. Preparatela in modo che non ci siano mai (e quando dico mai, intendo mai) dei problemi (il flash non va, la macchina non scatta ecc) e che sia sempre a portata di mano.
10. Trovatevi un valido assistente (serve sempre) su cui:
a) scaricherete le frustrazione del punto 8;
b) darete la colpa se l’attrezzatura non funziona (anche se è colpa vostra e lui lo sa);
c) inculcherete nella zucca le regole e il tema del progetto;
d) vi porterà, grazie anche al navigatore satellitare dove dovrete andare a fare ciò che volete fare.
e) farà fotografie che, nel caso non vengano le vostre, verranno usate da voi.

Ti potrebbero interessare:

image_pdfimage_print

Rispondi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: