siiiiii viaggiare

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Prendo spunto da quello che Russ Burden ci racconta nel post apparso su CultorWeb sulla fotografia di viaggio e del come raccontare il posto visitato facendo delle belle foto.

Bisogna andare oltre il riduttivo ”io sono stato qui” e poter tornare dalla vostra destinazione con un più soddisfacente ”guarda che grandi immagini ho scattato dove sono stato”.

Detto questo Russ ci dà alcune indicazioni preziose sul come preparare ed affrontare il viaggio. Indicazioni che vanno dalla ovvia necessità di un treppiede, sempre che voi vogliate andare oltre il banale, fino al rispetto di regole formali (qui mi trovo meno d’accordo) come la regola dei terzi.

Torno un attimo sul treppiede per dirvi che per il mio imminente viaggio in Libia, ahime non per turismo, non portarò il mio Manfrotto da 8 Kg ne mi svenerò, come vorrebbe Russ, comperando un cavalletto in carbonio ma più semplicemente ho ripiegato sul più economico GorillaPod con testa mobile. Spero sia efficace come promettono (ovviamente vi farò sapere).

Che dire, io aggiungo di non andare impreparati e di leggere oltre i posti da vedere anche chi andrete a conoscere. Sapere con chi avrete a che fare e le abitudini locali è secondo me fondamentale. Quindi mano al posrtafoglio e prendete una bella guida del paese che andrete a visitare. E se avete dubbi, specialmente se andate a visitare paesi come la Libia ad esempio, chiamate senza pensarci l’ambasciata e chiedete a loro quali sono le limitazioni in fatto di fotografia (anche se le attuali guide tengono oramai conto di questa nostra esigenza).

Meglio ancora sarebbe se aveste l’opportunità di un contatto locale che possa portarvi oltre l’ovvio e magari farvi da accompagnatore. Dove non si parla ne l’inglese ne la vostra lingua è sempre meglio poter comunicare con chiarezza.

Per il resto, preparate il vostro zaino fotografico e pensate bene a cosa metterci dentro. Ma quasi quasi per questo faccio un’altro post dedicato, voi cosa mi suggerite?

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