Foto al cielo stellato: la regola del 600

Ho letto questo interessantissimo post di Greg Gibbs in cui parla del come gli venisse spesso domandato come ottenere foto notturne con stelle fisse nonostante l’uso dei tempi lunghi.
La sua risposta è semplice, uso la mia reflex il cavalletto e non faccio altro che applicare la regola del 600.
Come saprete usando tempi lunghi, anche di qualche secondo, le stelle appaiono come scie e non come punti fissi nel cielo.
La regola del 600 non fa altro che indicare quali sono i tempi (in secondi) da utilizzare prima che il movimento sia percettibile nelle vostre foto. Questo valore si ricava dividendo il numero 600 per la lunghezza focale (full frame) dell’ottica che state utilizzando.

N.B.: Visto che la prima stesura del presente articolo risale al 18 Ottobre del 2012 volevo consigliare a tutti, specialmente chi ha dei sensori con numerosi milioni di pixel di tenersi più su un 300 che sul 600. Lo potete fare comodamente tramite il foglio excel che trovate a questo link. Il valore è già impostato a 300, fate qualche prova e valutatene i risultati.

Ah, se mettete la macchina sul cavalletto ed ovviamente lo farete SPEGNETE LA STABILIZZAZIONE!!! Altrimenti succede che inizierete a sbroccare non capendo come mai vengono le stelle mosse. Fate riferimento a questa piccola ricerca che feci sui sistemi di stabilizzazione.

Tempo di scatto = 600 / Lunghezza focale

Lunghezza Focale Full Frame (sec) Crop Canon 1.6 (sec) Crop Nikon 1.5 (sec)
 8 75.00 46.88 50.00
10 60.00 37.50 40.00
12 50.00 31.25 33.33
14 42.86 26.79 28.57
16 37.50 23.44 25.00
18 33.33 20.83 22.22
20 30.00 18.75 20.00
22 27.27 17.05 18.18
24 25.00 15.63 16.67
35 17.14 10.71 11.43
50 12.00 7.50 8.00
75 8.00 5.00 5.33
100 6.00 3.75 4.00
200 3.00 1.88 2.00
300 2.00 1.25 1.33

La tabella qui sopra indica il tempo di scatto in secondi sia per le full frame sia per i due fattori di crop (sensori APS-C) usate da Canon e Nikon…per altri formati quali APS-H ecc ecc, basterà prendere il valore indicato nella colonna Full Frame e moltiplicarlo per il fattore di crop del vostro sensore (potete usare il sito Camera Image Sensor che indica fra le varie informazioni anche il fattore di crop).

Ma cosa serve per fare una bella foto notturna? Nulla di eccezionalmente difficile da trovare:
1. Macchina fotografica (con la quale possiate lavorare in manuale)
2. Un tripod o treppiede o cavalletto o come volete chiamarlo
3. Un obiettivo grandangolare (preferibilmente)
4. Un cavo di scatto remoto o un telecomando che faccia la stessa funzione anche se potete sempre optare per il caro vecchio scatto automatico (quello per gli autoritratti).
5. Acqua, cibo e vestitevi in maniera adeguata (a cipolla) che la notte fa freddo!
6. Torce elettriche, ne esistono alcune a led molto efficienti e batterie di ricambio.

Un’altra raccomandazione alla quale mi associo è quella di non andare mai da soli in giro di notte in posti sperduti o almeno avvisate qualcuno di dove andate, Google Maps in questo può esservi di aiuto.

Greg alla fine del suo post da l’immancabile elenco delle cose da fare e noi non possiamo non riportarlo:

  1. Cercate di sapere dove e quando alcune parti del cielo saranno visibili nel luogo dove volete andare (io ho tradotto più o meno bene, non prendetevela con me e comunque credo si riferisca alla via lattea)
  2. Cercate un posto il più lontano possibile dalle città per evitare inquinamento luminoso e magari aspettate che la luna o non ci sia o sia al minimo
  3. Mettete la fotocamera sul cavalletto e montate la lente con la lunghezza focale minore che avete
  4. Mettete la macchina in manuale
  5. Impostate il tempo di scatto come visto sopra
  6. Impostate la massima apertura di diaframma che potete
  7. La sensibilità (ISO) dipende dalla macchina, impostate quella più alta possibile senza che si generi troppo rumore
  8. Usate se lo avete il live view per puntare alle stelle e/o pianeta più luminoso e mettete a fuoco su di esso. Se non avete il live view mettete a fuoco sull’oggetto più lontano che avete, dovrebbe funzionare
  9. Usate lo scatto remoto o il telecomando o impostate lo scatto ritardato
  10. Guardate lo scatto ed aggiustate fuoco, apertura e ISO se necessario

Fatemi sapere e sopratutto vedere cosa combinate!

fixed_tripod_astrophotoraphy_and_the_600_rule

[via greg-gibbs.deviantart.com]

10 Replies to “Foto al cielo stellato: la regola del 600”

  1. sono riuscita a fare i giochi di luciiii grazie ora faro’ anche le foto alle stelle grazie grazie davvero

  2. @Marco: grazie dell’intervento Marco, bisogna sempre, visto che con il digitale è gratis, controllare il risultato e ri-tarare i parametri di scatto in base ai risultati ottenuti; ci deve anche essere scritto nel post da qualche parte. Cosa utile per me, sarebbe scattare e verificare su un monitor di un portatile che garantisce una maggiore accuratezza. Un saluto.

  3. Io conoscevo la regola del 550, vabbè, 600 o 550 alla fine fa poca differenza.
    I tempi che riporta nella tabella sono “strettini”, secondo me un po’ ci si può allargare, per esperienza 30 secondi con il 18mm su crop nikon vanno ancora bene per non vedere il movimento.
    Anche sulla massima apertura di diaframma boh… non sono molto d’accordo, secondo me è bene fare delle prove con diverse impostazioni ISO/DIAFRAMMA.

  4. Oddio, non e’ che frequento l’ambiente, ho solo rubato delle esperienze descritte da altri utenti su vari forum.
    Qui http://www.castfvg.it/notiziar/fotolupo.htm ho trovato le basi per costruire la tavoletta, poi ho chiesto un paio di cose ad un utente trovato sul forum di juza che mi ha gentilmente risposto e dato dei consigli.
    La mia “cosa” (finche’ non la provo non posso definirla col suo titolo ^_^ ) l’ho fatta senza il primo piano di regolazione, pensando di usare l’estensione delle gambe del treppiede per azimutarla. Il tutto per risparmiare peso nello zaino. So’ pigro.
    Un buon forum con utenti con tante idee e’ http://dobsoniani.forumfree.it/, sebbene qui la parte fotografica assuma un ruolo secondario.

  5. @Na2GuL: Vestirsi a cipolla sarà anche imbarazzante ma è termicamente confortevole, una soluzione elegante potrebbe anche essere quella di portarsi dietro una tendina di quelle da gioco di Ikea che cosi almeno di para dalla guazza…una specie di capanno per la “caccia” fotografica, ne parlammo molto tempo fa qui: http://www.adolfo.trinca.name/wordpress/index.php/2010/11/09/come-fare-un-capanno-per-la-caccia-fotografica-a-meno-di-30-euro/
    .
    Per quanto riguarda la massima apertura che inficia l’incisione della foto e le conseguenti difficoltà di messa a fuoco ti dico che ognuno deve fare i conti con l’attrezzatura che ha. Se hai come me un Tamron 11-16 f4-5.6 hai poco da scegliere, metti a f4, fuoco manuale (a qualche metro da te) e al resto ci pensano i suoi 16.5mm equivalenti (fattore di crop 1.5).

    L’alternativa sarebbe quella di alzare gli ISO di molto ottenendo rumore e comunque perdita di dettaglio…bisogna provare provare provare provare e provare (cit).

    p.s.: dacci qualche link di siti sull’astronomia che fa piacere ^_^

  6. Una cosa sola che non ho capito:
    “e vestitevi in maniera adeguata (a cipolla)”
    A parte per la scomodita’, la cosa e’ alquanto imbarazzante
    http://tinyurl.com/8zudnur
    :D

    Grazie, molto utile.
    Tempo fa mi son costruito una tavoletta equatoriale, ma mi credi che non ho mai avuto il tempo per provarla? :(

    In altri siti dedicati alla fotografia astronomica sconsigliavano la massima apertura per la morbidezza che poteva causare e per la maggior difficolta’ nella messa a fuoco, che va messa a “quasi infinito”. Tu cosa ne pensi?

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