ustasha
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Post di ustasha
Sbiacamento anale: per rimanere in tema
12 mag
da Wikipedia (per chi non mi crede)
Anal bleaching, or lightening, is the practice of bleaching the pigmentation of the skin of medium- to light-skinned people around the anus. All people have some degree of darker pigmentation of the skin immediately around the anus, which can be mistaken for poor personal hygiene. Discoloration of the anal and vaginal areas can be caused by aging, hormonal changes from pregnancy, diet, and other factors.[citation needed]
Bleaching is used mostly for cosmetic purposes to lighten the color of the skin around the anus, making it more uniform with the surrounding area.
Cultural acceptance
Originally, anal and vaginal lightening was discovered by pornographic film stars, strippers, models, beauty-conscious celebrities and others on the forefront of the waxing trend who were “exposed” and wanted to enhance the appearance of the anal, vaginal and other areas.[citation needed]
The subject has made headway into the news and has been featured on E! Network’s program Dr. 90210.
Procedure
Some treatments are applied in the office by a medical technician, while others are given as a prescription to be applied by the user. This skin bleaching cream may be[citation needed] similar to prescription acne creams Retin-A (tretinoin) or Azelex (azelaic acid). These creams are often prescribed for a condition called Melasma. Melasma are dark discolorations of the skin in patches.
Skin bleaching cream is also available over-the-counter. Often, Hydroquinone creams are used to minimize spots that occur due to sun exposure, age, and birth control pills. For this reason they are often coupled with sunscreens. However, hydroquinone is a suspected carcinogen and banned by several countries.
Eliseo
6 apr
Re 2, 2, 23-25
24 Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.
25 Di là egli andò al monte Carmelo e quindi tornò a Samaria

The Gold One
17 mar
Terza visita di un Pontefice nel continente africano dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II che si recò 42 volte
Camerun e Angola saranno le tappe di Benedetto XVI: “In questa crisi ci vuole etica”
Viaggio in Africa del Papa: non mi sento solo
“E l’Aids non si vince con preservativi”
Unica strada efficace quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualità
da repubblica.it 17_03_2009
Il Papa ha ricordato che la chiesa cattolica fa tanto in Africa contro l’Aids. “E’ una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi”. Serve invece, ha proseguito, un comportamento umano morale e corretto e una grande attenzione verso i malati: “soffrire con i sofferenti”.
Papa Ratzinger ha poi definito ridicolo il “mito della sua solitudine”. “Non mi sento solo in alcun modo”, ha aggiunto dicendo di essere circondato da amici, collaboratori e vescovi. Il Papa ha risposto a una domanda sulla sua presunta solitudine dopo la crisi scoppiata in Vaticano dopo la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani.
Il Papa ha poi detto che la chiesa in Africa è vicina ai poveri e ai sofferenti, ma non è esente da peccati e deve purificarsi. Rispondendo a chi gli chiedeva se oltre alla quantità sia necessaria anche la qualità nella presenza cattolica nel continente nero, il Papa ha osservato che anche la chiesa non è “una società perfetta”. Piuttosto che la purificazione delle strutture – ha indicato – occorre però “una purificazione dei cuori”.
Benedetto XVI ha anche parlato dell’aggressività dei nuovi movimenti protestanti: “E’ vero – ha ammesso – in Africa ci sono problemi con le sette. Noi non annunciamo miracoli o prosperità, al contrario di loro”. Tuttavia, ha spiegato, queste nuove chiese sono “molto instabili” e il cattolicesimo può fronteggiarle grazie alla sua struttura e alla sua unità. “Abbiamo una rete – ha concluso – che supera il tribalismo”.
Durante la conferenza stampa a bordo dell’aereo in viaggio verso la capitale del Camerun, il Papa ha poi lanciato un appello alla solidarietà internazionale perché non lasci sprofondare l’Africa sotto il peso della crisi economica. Benedetto XVI ha però ribadito che il mondo della finanza e dell’economia devono ritrovare la centralità dell’etica. “Questa crisi economica – ha osservato – è il prodotto di un deficit dell’etica”. Benedetto XVI ha anche annunciato che di questo parlerà nella sua prossima enciclica. “Era quasi pronta – ha rivelato – ma poi è intervenuta la recessione globale e abbiamo dovuto rilavorarci proprio per offrire un messaggio all’umanità in questa congiuntura”.
Benedetto XVI ha lasciato questa mattina intorno alle 10.20 l’Italia diretto in Camerun, prima tappa del suo primo viaggio in Africa – la seconda è l’Angola – dove si tratterrà fino al 23 marzo. E’ la sua prima visita nel continente africano, la terza di un pontefice dopo Paolo VI (che si recò solamente una volta in Uganda) e Giovanni Paolo II che invece toccò per 42 volte il suolo africano.
Contro la fame nel mondo
3 mar
TISANE CONTRO LA FAME
- OLIVO FOGLIE GR. 30
- BARDANA GR. 20
- MALVA GR. 50
- GRAMIGNA GR. 100
Fate bollire in un litro di acqua per 5 minuto due cucchiai del mix di erbe, fare riposare il tutto per 30 minuti, filtrare e bere nella giornata a piccole dosi.
- ALTEA FUSTI GR. 30
- BIANCOSPINO GR. 40
- GRAMIGNA GR. 130
- TIGLIO ALBURINO GR. 50
- MALVA FIORI GR. 50
Fate bollire in un litro di acqua per 1 minuto due cucchiai del mix di erbe, fare riposare il tutto per 15 minuti, filtrare e bere nella giornata a piccole dosi.
Patente, libretto e ceffoni Boom di agenti aggrediti
17 feb
Nel 2008 quasi 1200 automobilisti hanno picchiato chi fa controlli su strada
Un numero impressionante, in forte ascesa ( 34%) rispetto all’anno precedente
Patente, libretto e ceffoni
Boom di agenti aggrediti
di VINCENZO BORGOMEO
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“E’ un fenomeno – spiega infatti il presidente dell’Asaps Giordano Biserni – purtroppo sottovalutata. In realtà si tratta della punta di un gigantesco iceberg visto che nel solo 2004 (ultime statistiche ISTAT disponibili) le persone denunciate per violenza o resistenza a Pubblico Ufficiale sono state 25.800: nel corso dello stesso anno ne sono state condannate 10.928″.
In ogni caso dal 2007 al 2008 l’incremento è stato impressionante, un vero e proprio boom, secondo l’Asaps in parte ricollegabile con l’aumento dei controlli alcolemici. I test con precursori ed etilometri sono infatti cresciuti del 76%): “È stata monitorata – commenta il presidente dell’Asaps – la stretta correlazione all’uso di alcol e di armi proprie o improprie, facendo rilevare che il 57,6% della violenza è alcol-correlata: in pratica più di un episodio su due” (672 aggressioni su 1.167). Nel 2007 la percentuale era stata del 55,9%. Il 21,1% degli attacchi (246) è stato invece sferrato mediante l’uso di un’arma propria o impropria, considerando tale ogni mezzo in grado di amplificare la forza fisica, come ad esempio un veicolo lanciato contro un agente. La percentuale si fermò 19.5% nel 2007.
Non solo, una grave colpa va anche alla popolazione straniera residente in Italia: 460 eventi (39,4%) hanno come protagonista “i forestieri”, la gran parte dei quali in stato di ebbrezza. Nel 2007 erano stati però il 41,7%.
Anche la divisione per aree geografiche lascia di stucco: la maggior parte degli episodi avviene al nord, con 601 eventi (51,5%), mentre nel Mezzogiorno e nel Centro del Paese si osservano rispettivamente 280 (24%) e 286 episodi (24,5%). Possibile? Chi ha fatto la ricerca spiega che proprio al settentrione c’è un maggior abuso di alcol e che i controlli siano più intensi e severi, come dimostrano le rilevazioni per il prelievo dei punti dalla patente. Mentre l’analisi in relazione alla forza di polizia oggetto di aggressione denuncia che la Polizia di Stato ha subito 391 aggressioni, corrispondenti al 33,5%), i Carabinieri (603 episodi, pari al 51,7%), le forze di Polizia Locale (184 eventi e quindi il 15,8% del totale) ed “Altro”, intendendo con quest’ultima voce le divise che in generale non effettuano controllo del territorio, i Pubblici Ufficiali o gli Incaricati di Pubblico servizio, comprendendo anche conducenti di autobus (o ferrovieri), guardie private e sanitari (74 casi, corrispondenti all’6,3%) delle violenze.
Una cosa è certa: c’è un crescente rancore verso chi interviene in difesa dei più deboli e della legalità.
(17 febbraio 2009)
Ecco la risposta del PD alla Carfagna
16 dic
Pd, Parietti: ”Potrei candidarmi alle prossime primarie”
La showgirl: ”So esprimermi e mastico politica da quando ero una ragazzina, non escludo che tra quattro anni io possa concorrere". E aggiunge: ”Veltroni me l’ha sconsigliato”
ultimo aggiornamento: 16 dicembre, ore 13:47 ADNKronos
Roma, 16 dic. (Adnkronos) – "Vista la comatosa situazione del partito, non escludo che alle prossime primarie, tra quattro anni o comunque quando si svolgeranno, io possa concorrere". Lo ha affermato la showgirl Alba Parietti (nella foto), all’indomani della sconfitta del Pd in Abruzzo, invitata da Klaus Davi a commentare a ‘KlausCondicio’ un sondaggio condotto tra 1.000 internauti, che l’hanno incoronata icona femminile della sinistra italiana.
"Sono stata chiamata da Veltroni dopo avergli esposto il mio desiderio di fare politica, ma lui, esattamente come fece già in passato Mastella, me l’ha sconsigliato. Perché? A suo giudizio, sarei troppo abituata a essere protagonista e, quindi, dal momento che a contendersi la scena sono sempre in due o tre, avrei finito con l’annoiarmi. Veltroni – ha proseguito Parietti – ha insistito sul fatto che io sono abituata a stare in video e a starci anche tanto, per cui avrei avuto qualche difficoltà ad accettare un ruolo da subordinata".
"Adesso, ripensandoci, mi sfugge onestamente il vero motivo per cui non potrei intraprendere la carriera politica. So esprimermi e mastico politica da quando ero una ragazzina, anzi anche prima. Mio padre mi dava il biberon e mi parlava di grandi idealità. Una volta cresciuta, mi portava con lui a manifestare il 25 aprile", ha aggiunto Parietti, annunciando poi che "se tra cinque anni la sinistra non avesse ancora alcuna intenzione di candidarmi, io inizierei comunque a pensare a cosa poter fare per questo Paese e in che contesto poterlo fare e comincerei a domandarmi per quale motivo io non possa essere messa in condizione di far questo".
40 Anni di salute
16 dic
Un sito sul quale le over 40 raccontano le loro esperienze e si sfidano in foto per posare sul calendario delle "panterone"
Urban Cougar, la donna cacciatrice che conquista i giovanotti con stile
"Facciamo quello che gli uomini fanno da sempre, ovvero frequentare partner che hanno la metà dei nostri anni"
di BENEDETTA PERILLI da Repubblica.it
ALLE SPALLE hanno un matrimonio, a volte anche due, molti uomini passati nel loro letto, qualche ritocco estetico e tanta, tanta esperienza. In inglese le definiscono cougar, letteralmente puma, per sottolineare la loro attitudine a cacciare le prede più prelibate. Ma a loro, magnifiche over 40 senza scrupoli, il termine va un po’ stretto. Ecco allora che direttamente dai night club più fumosi degli Stati Uniti sbarcano sul web, sul sito Urban Cougar, per raccontare perché essere una cacciatrice e avere più di 40 anni può essere un’esperienza molto divertente. Soprattutto se le prede in questione hanno la metà della loro età.
L’Urban dictionary, il vocabolario online che raccoglie le definizioni date dagli utenti e le classifica in base ai voti, fornisce, come primo risultato per la parola urban cougar, il seguente: "Donna adulta, di età compresa tra i trenta e i cinquanta anni, che ha abbandonato le tradizionali regole delle relazioni romantiche per cercare di conquistare il maggior numero possibile di giovani ragazzi". In italiano le potremmo definire "panterone" ma loro, le cougar, non ci stanno e da cinque anni a questa parte cercano di "ripulire" l’immagine di seduttrici spietate promuovendo sul sito Urban Cougar la loro filosofia dai toni rosa e dalle sfumature maculate. E per iniziare ci mettono la faccia. Ma anche il corpo.
Ogni mese infatti il sito decreta la miglior cougar, selezionata tra tutti gli scatti che vengono postati online, e a fine anno la più bella fra le belle cacciatrici vince la possibilità di posare per il calendario. La reginetta del 2009 è Debra Garrett – 44 anni, californiana, fisico mozzafiato – che descrive così lo spirito delle cougar: "Ho avuto molte esperienze con uomini più giovani di me e adoro l’ammirazione che hanno per i miei modi felini. Per sedurli uso soprattutto lo sguardo". Insomma cacciatrici si, ma non senza l’anima.
Cougar non è solo l’attitudine di una donna adulta che ama la compagnia dei ragazzi più giovani. Cougar è una maniera di vivere la propria vita e la propria sessualità basata su sei caratteristiche: avere tutto sotto controllo, essere indipendenti, avere esperienza, essere innegabilmente sexy, adorare le attenzioni degli uomini e soprattutto essere orgogliosamente una cacciatrice.
La società dice loro di indossare abiti seriosi, guidare una station wagon e portare i figli a scuola ma queste donne sono ancora molto sexy e non vogliono lasciare agli uomini tutto il divertimento. Eccole allora immortalate in abiti striminziti mentre ballano attorniate da ragazzi o in posa davanti ad un autoscatto mentre catturano il loro lato più sexy. Non disdegnano le nudità, sono generose nel mostrare il decoltè, amano l’abbronzatura e i capelli biondi, frequentano discoteche e night club e qui, tra un bicchiere e qualche ballo, selezionano i loro accompagnatori.
Quella delle Urban cougar è una storia che fa notizia ma loro, all’interno della community del sito, si dichiarano stupite: "Facciamo quello che gli uomini fanno da sempre, ovvero frequentare partner che hanno la metà dei nostri anni. Perché – si domanda Nikki, 38 anni – quando sono gli uomini a farlo appaiono come delle persone sexy e affascinanti e quando siamo noi a preferire i più giovani veniamo catalogate come donne tristi o affamate di sesso?".
In fondo basta dare un’occhiata alla pagina delle storie, là dove tra cronache e confessioni le cacciatrici raccontano i particolari più piccanti delle loro notti, per capire che queste donne hanno solo molta voglia di divertirsi e di sentirsi ancora attraenti dopo matrimoni finiti o cuori spezzati. C’è Lucia, 59 anni, che racconta di essersi innamorata di un uomo di 37; Tina, 38 anni, che dopo aver provato la sua prima esperienza da cougar con un ragazzo di 25 anni ora vorrebbe conoscerne altri e c’è chi, ancora alle prime armi, si chiede quale sia la differenza di età a partire dalla quale si viene considerata una cougar.
La risposta è matematica: basta applicare la regola della metà degli anni della donna più sette. Ad esempio l’attrice Jennifer Aniston, quasi 40 anni, frequenta il cantante John Mayer, 31. La loro differenza di età rende la Aniston una cougar socialmente accettabile: la metà della sua età più sette fa infatti 27. È questa l’età al di sotto della quale la bionda attrice non dovrebbe mai andare nel reclutare i suoi partner.
E proprio dal cinema arrivano le cacciatrici più celebri, quelle insomma che sono per le donne di Urban Cougar, dei miti da emulare. Tra tutte la più amata è Demi Moore, 47 anni e ben 16 di differenza con il marito Ashton Kutcher; ma anche Sharon Stone, Halle Berry, Cameron Diaz e Mariah Carey vantano un passato da estimatrici di uomini più giovani.
Infine, per sapere dove incontrare le cougar, come approcciarle o, soprattutto, come lasciarsi approcciare il sito raccoglie nella sezione Dens tutti gli indirizzi dei locali statunitensi da frequentare e alcuni consigli su come vestirsi e cosa dire.
(16 dicembre 2008)
Pagnozzi dove sei??
12 dic
Barcone affonda sotto ponte Umberto I a Roma
Uno dei barconi che solitamente stazionano sul Tevere sotto il ponte Umberto I si è staccato in poco dopo mezzogiorno dall’ormeggio, si è incastrato sotto una delle arcate del ponte che collega le due sponde del fiume davanti al Palazzo di Giustizia e nel giro di pochi minuti è affondato. Sul posto sono arrivati i mezzi fluviali dei vigili del fuoco.

Il pedagogo che
2 dic
Finalmente il pedagogo che è in me ieri è uscito allo scoperto nella sua interezza
Un branco di adolescenti campani in aereo ancor prima del decollo stava testando la resistenza dei tavolini alzandoli ed abbassandoli continuamente. Per loro sfortuna erano nella fila immediatamente successiva a quella occupata dalla mia dolce metà che stava dando cenni di insofferenza. Ricordandomi di quanto sia bella la loro età ed immedesimandomi nei loro docenti ho provveduto ad apostrofare dolcemente i ragazzi esagitati con queste parole:
Non dico che dobbiate stare fermi per tutta la durata del volo ma se continuate a muoverVi così non è detto che arriviate vivi in Italia
. Incredibilemnte ho passato un viaggio tranquillissimo ed anche gli adolescenti hanno preferito riposare o cambiare posto a sedere.
Gabbanelli 4 president
25 nov
Rifiuti a Roma, dopo Report l’assessore Di Carlo si dimette
di Riccardo Barlaam .jpg)
REPORT / L’oro di Roma
Dopo l’inchiesta di Report che ha alzato il velo sulla gestione dei rifiuti a Roma e la commistione di interessi tra privati e politica l’assessore della Regione Lazio Mario di Carlo, che ha la delega in materia di rifiuti, si fa da parte. Di Carlo, assessore alla Casa con delega ai rifiuti, vedrà alle 17.30 il presidente, Piero Marrazzo, per rimettere la delega in materia di rifiuti. E’ quanto afferma la segreteria dell’assessorato, spiegando che la scelta è maturata dopo la messa in onda, ieri sera, della puntata della trasmissione ‘Report’ dedicata ai rifiuti.
Di Carlo, sottolinea la sua segreteria, "è stato vittima di una trappola. Dopo aver parlato per due ore del piano rifiuti, ha detto due battute a telecamere spente ed è quasi solo quello che è andato in onda".
Ad affidare il problema dei rifiuti a Di Carlo, che non aveva una delega sulla materia, era stato lo stesso Marrazzo, che gli aveva chiesto di seguirla per suo conto. Non c’è ancora un assessore competente, perché sui rifiuti, ricorda l’ufficio stampa della Regione, il Lazio è stato commissariato dal 1999 fino al 24 giugno 2008.ma, 24 nov.
Report, nella puntata di ieri sera, domenica 23 novembre, in una lunga inchiesta ha messo a confronto la gestione dei rifiuti della capitale tedesca Berlino con quella di Roma. A Berlino la raccolta e il trattamento dei rifiuti sono gestiti da una società pubblica. "Perché – ha spiegato la responsabile della municipalizzata – così non siamo vincolati dalla logica del profitto, non dobbiamo fare profitti, ma cerchiamo con la nostra gesione di far pagare il meno possibile ai cittadini e di ricavare energia dai rifiuti". Con il controllo delle emissioni dei termovalorizzatori, ben al di sotto delle soglie di legge, che è affidato a società terze.
Diversa la situazione a Roma. Un salto nel Terzo mondo. A Roma la raccolta differenziata (che ha percentuali bassissime) di plastica e vetro viene fatta in unico cassonetto, in strada e non casa per casa. La raccolta è inutile – è stato spiegato – perché nel momento in cui vengono compressi i rifiuti il vetro si rompe ed è difficilmente separabile dalla plastica. Oltre a questo l’inchiesta di Report ha riportato le dichiarazioni dell’assessore Di Carlo che hanno mostrato un’inequivocabile vicinanza all’imprenditore Manlio Cerroni che gestisce la discarica di Malagrotta (…«C’è vado a magnà la coda a la vaccinara»). Lo stesso assessore ha confermato le voci che parlano di un suo ingresso nella società dell’ottantenne imprenditore. Insomma un classico pasticcio all’italiana. Evidenziato da una pagina di giornalismo.
Vero.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Raniero Maggini, presidente Wwf Lazio: «E’ grave la prossimità tra interessi privati e chi dovrebbe garantire quelli della collettività. Le dimissioni sono dovute, ma non sufficienti se si vuole cambiare registro nella politica per la gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio. A nulla serve la costosa affissione di manifesti pubblicitari inneggianti alla raccolta differenziata se poi non si dá seguito concretamente alla diffusione della raccolta Porta a Porta. Basta con slogan ed attendismi: ambiente e cittadini chiedono risposte immediate per un’efficace gestione e controlli affidabili, che Regione, Provincia e Comune non possono più permettersi di negare»
Antonio Cicchetti, capogruppo di An alla Regione Lazio: «Mario di Carlo si dimetta da assessore. Dopo le ammissioni inequivocabili ascoltate nella trasmissione Report, che dimostrano i suoi coloriti rapporti con l’indiscusso leader del sistema dei rifiuti nel Lazio, crediamo non sia sufficiente la rinuncia alla sola delega ai rifiuti, che peraltro non capiamo quando gli sia stata attribuita».
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Le rivelazioni fatte ieri dalla trasmissione Report sono estremamente gravi come è molto significativa la remissione delle deleghe presentata dall’assessore regionale Mario Di Carlo. Di fronte a questo credo sia necessaria una revisione immediata e profonda del piano regionale dei rifiuti».
Ma delle belle figure nessuno ne scrive mai
11 nov
Colpo ad affetto alla conferenza congiunta con il presidente del Brasile "Gli ho fatto questa sorpresa perché sa tutto di calcio, questi campioni maestri di vita"
Berlusconi a Villa Madama con Lula
in prima fila i brasiliani del Milan

ROMA – Più che la sala stampa di Villa Madama sembrava la panchina della Selecao. Alla conferenza stampa congiunta con il presidente brasiliano Luis Ignazio Lula, Silvio Berlusconi si è presentato infatti con tutti i giocatori milanisti del Brasile seduti in prima fila. Da Kakà a Pato, dalla star Ronaldinho all’ormai dimenticato Dida, da Emerson al direttore tecnico Leonardo, i sudamericani del Milan erano tutti ad ascoltare le parole del presidente rossonero-presidente del Consiglio.
"Ho fatto questa sorpresa a Lula perchè lui sa tutto di calcio", ha detto il premier durante la conferenza stampa a Villa Madama con il presidente brasiliano. Poi Berlusconi ha aggiunto: "I campioni che sono qui sono dei maestri di vita. Sia fuori che dentro al campo. Portano prestigio al Brasile. Sono felice di avere tanti campioni in una squadra di cui ho qualche…responsabilità".
Lula è stato apparentemente al gioco, ricordando che "in Brasile ci sono così tanti italiani che c’era pure una squadra chiamata la ‘palestra Italia’, poi diventata Palmeiras". "E il Palmeiras – ha aggiunto – si batte sempre con la mia squadra preferita, il Corinthias".
Parlando poi dei temi al centro dell’incontro bilaterale, il presidente del Consiglio ha spiegato di aver affrontato con il Lula la questione del G20 a Washington e del G8 allargato ai paesi in via di sviluppo che si terrà l’anno prossimo sull’isola della Maddalena. "Ho portato a conoscenza – ha detto Berlusconi – lo sforzo che l’Italia sta facendo sul piano politico-diplomatico per mettere fine alla contrapposizione assurda tra gli Stati Uniti e la federazione Russa e tra l’alleanza Atlantica e la federazione russa". Riferendosi alla ‘querelle’ sorta sull’installazione dei missili in Polonia e a Kalinigrad, il premier ha osservato che "nessuno sente il bisogno di un ritorno alla guerra fredda".
Esiste davvero
6 nov
Per provarlo ecco le foto di 2 persone reali fotografate da me stesso medesimo
Vaffancola

Strike
5 nov
Alla guida dell’auto un nomade in stato di ebbrezza. L’incidente in zona Ostia Tra i feriti anche un minorenne. L’investitore ha rischiato il linciaggio
Roma, ubriaco investe 13 persone
alla fermata del bus: tre gravi
- Ha investito i pedoni che stavano aspettando l’autobus alla fermata di viale dei Romagnoli ad Acilia, sulla strada per Ostia. Un nomade del vicino campo di Dragona, pregiudicato di 26 anni, probabilmente ubriaco, è finito contromano ed è piombato contro le persone che attendevano il bus. Tra i feriti anche un quattordicenne. Alcune vittime sono state trasportate in elicottero negli ospedali Sant’Eugenio e San Camillo: tre di loro, tra cui il minorenne, sono in gravi condizioni.
La gente che ha assistito all’incidente, voleva linciare l’investitore, anche lui lievemente ferito, trascinato via dai vigili urbani e trasportato in ospedale dove è piantonato. Aggredito dai famigliari di una vittima, anche il padre del romeno che ha raggiunto il figlio in ospedale.
Bruno Radosavljevic, nato a Torino, era alla guida di una Bmw 320 la cui proprietà è ancora incerta. Alle otto del mattino, percorreva viale dei Romagnoli in direzione Ostia Lido quando è sbandato e ha investito sul marciapiede opposto le persone ferme in attesa dell’autobus. I testimoni dicono che andava “come un razzo”.
E il pensiero corre alla strage di Fiumicino, nel febbraio scorso: un’auto finì su un gruppo di persone in attesa dello scuolabus. Morirono tre bambine e due donne.
(5 novembre 2008)
Immacolata televisione
4 nov
Studio Usa: i programmi a esplicito sfondo sessuale deformano la percezione del reale
L’autrice della ricerca: “Bisognerebbe anche monitorare il web, la stampa e la musica”
Gravidanze giovanili indesiderate Rischio doppio tra le teledipendenti

di BENEDETTA PERILLI repubblica.it
ROMA – In America se lo chiedono da tempo: ma la Juno Generation, quella delle ragazzine spensierate che nascondono il pancione sotto la maglietta, da dove è spuntata? Probabilmente dalle giovanissime teledipendenti. A dirlo è un team di ricercatori della Rand Corporation che ha pubblicato sul numero di novembre della rivista Pediatrics, il giornale ufficiale dell’Accademia americana dei pediatri, uno studio su “Guardare il sesso in tv può predire la gravidanza giovanile?”
E mentre negli Stati Uniti il fenomeno delle baby mamme sembra diminuire, pur coinvolgendo nomi noti come Jamie Lynn Spears, la 17enne sorella di Britney, e la coetanea Bristol Palin, figlia, in dolce attesa, della candidata repubblicana alla vicepresidenza della Casa Bianca, la scienza dice finalmente la sua sul discusso argomento. Televisione e gravidanze adolescenziali, insomma. C’è una connessione?
La risposta è si. Chi vede programmi televisivi che trasmettono contenuti sessualmente espliciti, come ad esempio i telefilm Sex & the City e Friends, ma anche film e talk-show che affrontano tematiche sessuali, avrebbe più del doppio di possibilità di diventare un baby genitore rispetto a chi non segue questo genere di programmi. I risultati variano poi a seconda delle fasce di età degli intervistati ma, parlando in numeri, per quanto riguarda i 16enni si tratta del 12 per cento di possibilità contro il 5%.
Per arrivare alla conclusione che, se vista troppo, male e senza la supervisione dei genitori, la televisione può portare a seri danni comportamentali per gli adolescenti, i ricercatori dell’associazione non profit Rand Corporation, guidati da Anita Chandra, hanno condotto, dal 2001 al 2006, un sondaggio telefonico longitudinale su un campione di adolescenti tra i 12 e i 17 anni. Il sondaggio, misurando il tempo trascorso davanti alla televisione, le conoscenze sessuali, l’attitudine, il comportamento e una vasta scala di variabili demografiche e psicologiche, ha cercato di prevedere le abitudini e il comportamento sessuale degli adolescenti.
Dopo aver individuato una rosa di ventitré programmi televisivi più in voga tra i teenager, i ricercatori hanno chiesto loro di stabilire quanto tempo veniva dedicato quotidianamente ad ogni programma, oltre ad analizzare i reali contenuti sessuali veicolati dalle varie trasmissioni. A questo punto il sondaggio si è spostato sulle abitudini sessuali degli intervistati, su eventuali gravidanze avute in passato e sulla possibilità di averne in futuro. Proprio in base a queste predizioni e grazie alla natura longitudinale del sondaggio, condotto sullo stesso campione di giovani prima ad un anno di distanza e poi a due, ovvero nel 2001, 2002 e 2004, è stato possibile stabilire che la maggiore esposizione a contenuti sessuali ha corrisposto ad una maggiore incidenza di baby gravidanze.
Ma in un’intervista telefonica rilasciata all’agenzia di stampa Reuters la ricercatrice Anita Chandra ha precisato: “La televisione è solo uno degli ingredienti che influenza il comportamento degli adolescenti. Dovremmo concentrarci anche sul ruolo di internet, dei giornali e della musica”. Dello stesso parere anche la psicologa dell’infanzia Maria Rita Parsi che commenta così la notizia: “Già da cinque anni nei convegni di pediatria ginecologica si discute dei danni del bombardamento di immagini inappropriate subito dai bambini attraverso la televisione e Internet e alla loro conseguente eccessiva adultizzazione. La soluzione? Riappropriarsi dei tempi della vita. I bambini hanno diritto a vivere le giuste fasi della loro infanzia e adolescenza”.
In Italia la situazione dei giovani è diversa da quella americana, soprattutto per quanto riguarda la salute riproduttiva e, se non si può parlare del fenomeno delle baby gravidanze, si può però analizzare la relazione tra televisione e comportamenti degli adolescenti. A farlo è la Società Italiana di Pediatria, che ogni anno pubblica il Rapporto sulle abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani. L’analisi dei dati del 2007, relativi a televisione e sessualità, è in linea con la ricerca americana che individua nella televisione un fattore capace di influenzare i comportamenti sessuali degli adolescenti.
La percentuale di giovani italiani che considera un rapporto sessuale non protetto come un comportamento a rischio aumenta infatti di circa il 6% se a rispondere alla domanda sono ragazzi che guardano la televisione meno di un’ora al giorno, mentre per chi la vede più di tre ore il sesso non protetto è percepito in maniera meno rischiosa.
Un altro dato importante è quello che riguarda l’informazione sessuale. Chi vede la televisione meno di un’ora al giorno dichiara di ricevere le informazioni soprattutto da amici, genitori e insegnanti, mentre per chi guarda la televisione più ore al giorno le percentuali di interazione con i genitori (soprattutto con la madre che passa dal 35 al 21%), diminuiscono sensibilmente a favore di amici e soprattutto altro, categoria all’interno della quale è presumibile che venga inserita proprio la televisione.
“Chi vede la televisione per più tre ore al giorno manifesta una presunta, e falsa, consapevolezza sessuale, che deriva probabilmente da quello che vede in tv – così il dottor Maurizio Tucci, curatore dell’indagine della SIP – i dati dimostrano inoltre che chi trascorre più ore davanti alla televisione tende a ricercare autonomamente le informazioni relative al sesso, ricorrendo sempre più alla televisione stessa, ai giornali e a internet e sempre meno ai soggetti reali come genitori, insegnanti o medici”.
(4 novembre 2008)
Dedicato a tutti i ghiri del mondo
3 nov
Congresso in Germania dei medici della Sleep Society
Che ammoniscono: “Dormire poco non è certo un vanto”
Gli esperti ai forzati della veglia
“Fare sesso per avere sonni d’oro”

da repubblica.it
ROMA – Fare sesso fa bene alla salute. Ormai la scienza ha certificato quello che il buon senso popolare ha sempre saputo. Così come ora ha sottoscritto un altro luogo comune: una buona dose di sesso prima di addormentarsi regala sogni d’oro e notti tranquille. Altro che camomilla e tranquillanti, secondo gli esperti tedeschi di medicina del sonno della German Sleep Society (Dgsm), riuniti a Kassel, in Germania, per la loro convention annuale, fare all’amore è l’unica attività che impegna il fisico ma che al contempo lo distende e aiuta a scivolare senza problemi fra le braccia di Morfeo.
Gli specialisti a congresso confermano le virtù benefiche di un sonno sano sulla salute dell’intero organismo, e bacchettano senza mezzi termini i ‘forzati della veglia’: dormire poco non è certo un vanto, avvertono i medici. Per assicurarsi notti ristoratrici, gli esperti della Dgsm promuovono stili di vita positivi, come dieta sana ed esercizio fisico costante. Ma attenzione: niente attività sportive serali: “Determinano il rilascio di ormoni stimolanti”, spiegano gli esperti, che mantengono il corpo attivo e il cervello sveglio, complicando e ritardando l’addormentamento. Fa eccezione il sesso. Inoltre dormire bene previene molte malattie, ribadiscono gli specialisti, preoccupati per l’abitudine sempre più diffusa di ‘risparmiare’ sul sonno.
Complici i ritmi frenetici della vita moderna – ricordano – nel mondo industrializzato il tempo dedicato ai sogni si è ridotto progressivamente di un’ora e mezza. Tanto che un tedesco medio dorme oggi circa 7 ore. Anche se il fabbisogno di sonno è soggettivo e non esiste una formula ideale, ammettono gli specialisti.
La moda di ridurre al minimo le ore di sonno viene da lontano. “Quattro ore di sonno per gli uomini, 5 per le donne e 6 per gli idioti”, era la ricetta di Napoleone Bonaparte. Oppure c’è la regola del tre di Berlusconi: “Dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l’amore per altre tre”, ha detto di recente il premier ospite di una discoteca milanese. Ma gli esperti ammoniscono: “Chi cerca di impressionare gli altri dormendo ‘quanto basta’ si muove su un terreno molto pericoloso”.
Che siano le 8 ore ‘prescritte’ dalla saggezza popolare, oppure le 9 ore o forse più predicate da attrici e modelle che fanno della buonanotte una cura di bellezza, “ognuno ha bisogno di dormire – assicurano i medici della Dgsm – E non esiste alcuna prova che certe persone riescano ad ‘allenare’ il proprio organismo abituandolo nel tempo a farsi bastare il minino sonno indispensabile”, precisano gli scienziati.
Se inizialmente si pensava che il sonno disturbato fosse causato da alcune condizioni patologiche, aggiungono, oggi il rapporto causa-effetto si è invertito ed è stato dimostrato che alcune malattie sono scatenate proprio dall’insonnia cronica. “Problemi cardiaci o cardiocircolatori”, per esempio, “possono precipitare nei pazienti che dormono male per un lungo periodo”. Si è stabilita inoltre una significativa correlazione fra disturbi del sonno e patologie come demenza o Parkinson.
Secondo uno studio, in particolare, “il 69% dei malati di Parkinson ha sofferto di problemi di sonno nei decenni precedenti. Disturbi che a volte erano iniziati già nell’infanzia”. Secondo le ricerche, infatti, “circa il 40% dei bimbi piccoli ha un sonno problematico” possibile ‘anticamera’ di “disturbi mentali, paure, depressione o iperattività”.
E “più o meno un terzo dei pre-adolescenti e degli adolescenti, con punte ancore più alte in Giappone, sperimenta attacchi di sonno durante il giorno” dormendo male di notte. Per migliorare il sonno dei più piccoli, gli specialisti suggeriscono di limitare al massimo il ‘consumo’ di pc e tv, perché “basta un’ora al giorno davanti a computer e televisione per compromettere il riposo”. Ma oltre alla quantità del tempo trascorso davanti a uno schermo, conta anche la qualità di ciò che si guarda: “Certi show o videogame possono provocare degli incubi”, chiudono i medici evidentemente più favorevoli a ben altre visioni.

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