Softbox per still life da IKEA?

IKEA - KOJA Tenda € 5,99

Volete un piccolo studio casalingo spendendo qualche decina di euro?

Bene, basterà che compriate la tenda Koja al costo di 5,99 euro, ci mettiate una superfice bianca magari riflettente (un vecchio calendario da ufficio, un po di carta da plotter, un lenzuolo bianco ecc ecc) a questo punto se avete dei flash usate quelli altrimenti prendete anche un paio di lampade da comodino ed il gioco è fatto!

Date un’occhiata a questa realizzazione.

© 2006 by Manuel Segura
© 2006 by Manuel Segura

Usare le lenti correttive dei vostri occhiali per fare Macro

Il titolo orgiginale è: Use Reading Glasses as a Makeshift Macro Lens dal solito e prezioso PetaPixel.

Sapevate che le lenti dei vostri occhiali per leggere possono diventare delle economiche lenti macro da usare con il vostro cellulare? Basta dare una letta a cosa dice Sean Lee che lo ha scoperto e descritto nel suo breve tutorial spiegandone la tecnica.

Qui sotto un prima e dopo per permettervi di capire l’effetto con o senza lenti per la lettura:

Per provarlo anche voi basta rimediare una paio di occhiale che oramai vendono anche in edicola o in farmacia per pochissimi euro.

A Fifty Cent Macro Lens (via Lifehacker)

Come fare: Un capanno per la caccia fotografica a meno di 30 euro!

Riporto una bellissima realizzazione di Gero Merella postata sul forum di FotoCommunity nel quale ci spiega come realizzare con meno di 30 euro un bel capanno da cattura fotografica.

A lui la parola!

Mi sono fatto un capanno mobile per la foto naturalistica.
Ci ho studiato e fatto prove en bel po di sere…tanto abito a Collegno e nessuno si stupisce (nemmeno in casa…ehehehe)
Il capanno consiste nel normale cavalletto che usiamo per fotografare,Una staffa che si usa per montare un leggio musicale a un’asta microfonica,Un pezzo di canalina elettrica e un ombrello.
Questa la struttura

Sulla staffa a “L” si infila la canalina nella quale verra’ infilato l’ombrello al quale viene segato il manico.

Lo so…cosi fa ridere….
E questo è il capanno finito con il telo mimetico sopra.

Si monta in 2 minuti e il tutto sta nello zaino.
Nel prezzo di 30 euro non ho conteggiato la staffa perchè era una cosa che avevo ma non credo proprio che costi molto.
Tra i tanti vantaggi c’è quello dell’ombrello che in caso di pioggia ripara del tutto chi sta sotto.
Ovviamente seduti su un comodo seggiolino pieghevole.

:-))

Come convertire una pagina web in DOC e/o PDF

Avete mai avuto la necessità o la voglia di convertire una pagina web in DOC o PDF ma veniva fuori una schifezza? Be, e io qui che ci sto a fare?

In breve dovrete: aprire la pagina web con un word processor, rimuovere la formattazione delle tabelle, rompere i collegamenti esterni ed infine convertire il documento in pdf ^_^

Introduzione

Le pagine web sono disegnate in maniera molto diversa fra loro e sopratutto i maniera molto diversa da come lo sono i documenti creati con un word processor. Ad esempio una pagina HTML contiene il testo la formattazione dello stesso ma le immagini ad esempio sono linkate ed esterne (anche in word si possono linkare oggetti esterni ma in genere li si ingloba nel documento).
Come dicevamo, alcune volte, può risultare comodo convertire le pagine web che cin interessano in un formato più familiare come può essere il doc od il pdf.

Vediamo come.

Come salvare una pagina web in un documento Word?

Aprire la pagine web direttamente da Word

Le moderne versioni di Word (ma anche quelle di Open Office ad esempio), se non sbaglio dalla versione 2000, permettono di aprire le pagine web direttamente come fareste, più o meno, per i normali documenti. Dovrete semplicemente andare sul menu File – Open ed incollare nella casellina del File name l’URL della pagina che vorrete aprire. Noi apriremo quella del Chi Siamo di Culture fotografiche.

aprire una pagina web con word
Aprire una pagina web con Word incollando un URL nella dialog box File -> Open

Word aprirà la pagina da voi indicata. Ma, siccome molte pagine web contengono tabelle nascoste ed altri escamotage allo scopo di formattare meglio la pagina in word potrebbe essere scomodo e difficile editarla.

pagina web aperta da web
Pagina web aperta da word

Se siete interessati soltanto al testo ed alle immagini della pagina e non alla sua formattazione, non dovete fare altro che rimuovere le tabelle nascoste o meno presenti in essa andanto sul manu Table -> Convert -> Table to Text

Mi raccomando, selezionate l’opzione:  Paragraph marks, and Convert nested tables)

popup per la conversione delle tabelle in testo
Popup per la conversione delle tabelle

A questo punto non dovrete fare altro che portare le immagini linkate esternamente all’interno del documento Word, altrimenti ogni volta che aprite il documento, word cercherà di recuperare le immagine dal Web. Per evitare questo dovete semplicemente rompere i collegamenti esterni cosicchè word copierà all’interno del documento le immagini di cui parlavamo. Per fare questo, usate il menu Edit – Links… selezionate tutte le immagini e cliccate sul bottone Break link.

Incorporare la immagini in Word rompendo i link esterni
Incorporare la immagini in Word rompendo i link esterni

A questo punto non vi resta che salvare il documento nel formato Doc usando il menù File – Save As…

Mi raccomando di selezionare il formato file come Word Document (*.doc).

Se tutto è andato bene dovreste avere, nel formato Word, tutti i contenuti della pagina che volevate convertire.

Copiare ed incollare i contenuti della pagina web dentro un documento Word

La procedura descritta sopra potrebbe risultare abbastanza complicata, parlo della parte in cui bisogna aprire il file direttamente dal web e poi potreste voler convertire soltanto un pezzettino della pagin web e sarebbe inutile aprirla tutta. Per questo basterà aprire la pagina web con explorer o altro browser, e fare copia ed incolla della sezione che vi interessa convertire.

Per tutto il resto del procedimento vale quanto detto prima.

Come salvare la pagina web in un documento PDF (Adobe Acrobat)?

Tralasciando la possibilità di utilizzare software proprietari come Adobe Acrobatda installare (e  pagare) sul vostro computer vi sono altre interessanti possibilità per convertire un documento word in pdf.

Quella che mi sento di sconsigliare è sicuramente l’installazione di una stampante PDF. In pratica si tratta di una stampante finta che non è altro che un convertitore di “qualsiasi cosa stampabile” in pdf.

Quella che uso io è la Bullzip PDF Printer.

Che ne pensate?

Strobist: un ritrattino con un flash ed ombrellino

Tanto perché sono in pausa pranzo ecco un piccolo appunto su come ho realizzato questo ritratto.

DSC_5565

Lo schema di luci adottato è questo:

lighting-diagram-1268745337

Non è il massimo per per una sessione fatta al volo direi che può andare, voi che ne dite?

DIY: Fatevi da soli il riflettore per il flash (bounce card)

Troppo forte, l’ho scovata su PetaPixel, leggete e sopratutto stampate e fatemi sapere com’è andata ^__^

Stai cercando un modo di “aggiornare” il tuo flash senza spendere soldi per un prodotto comemrciale? be, il Los Angeles Digital Imaging Group (Ladig) ha un bel regalo per te. Ritaglia e creati la tua eprsonale bounce card (diffusore). Basta scaricare il modello (link qui sotto in formato PDF), stampare su cartoncino e seguire le istruzioni per “collegarlo” al vostro flash o con un elastico o con del velcro.

Download the Whacky Hack Bounce Card PDF

Come rendere lo sfondo trasparente con Photoshop CS4

Mi hanno domandato come si fa a rendere lo sfondo di una immagine trasparente in Photoshop, presto detto.

  1. Aprite l’immagine in Photoshop

  1. Selezionate il Magic Wand (detta anche bacchetta magica)

  1. Selezionate lo sfondo, basta fare click sulla parte bianca (nel mio caso)

  1. Selezionate lo strumento per la cancellazione dello sfondo (la gomma da cancellare)

  1. Passatela sull’immagine

Fatto, adesso non vi resta che salvare l’immagine (in PNG o GIF mi raccomando altrimenti siete da capo a 12).

Spero di essere stato utile.

Focus stacking: aumentare la profondità di campo con una combinazione di più foto

Un’interessantissima tecnica di post produzione che ci consente di aumentare la profondità di campo della fotografia, molto usate nella macro fotografia.

Preso da Chrysis.net (Gian Luca Agnoli, Manuale di Fotografia Chrysis.net)

Premessa

Quando è necessaria una profondità di campo superiore a quanto consentito dall’obiettivo si ricorre ad una tecnica di combinazione di più immagini, o focus stacking.

Questa tecnica può essere adottata su qualunque scala, dal paesaggio alla fotografia still-life alla fotomicrografia. Ma è proprio nel campo della macrofotografia e della fotomicrografia che la tecnica può rivelare risultati normalmente impensabili: in questi ambiti fotografici, infatti, la profondità di campo si riduce all’aumentare dell’ingrandimento, per cui diventa un fattore assolutamente critico. Allo stesso tempo, però, è necessario documentare tutti i particolari del soggetto, che in molti casi sono di importanza diagnostica per caratterizzare la morfologia di una specie rispetto ad un’altra.

Chiudendo il diaframma oltre F/16 (a volte già anche oltre F/8) la profondità di campo aumenta, ma subentrano fenomeni di diffrazione della luce e l’immagine diviene via via più sfumata e meno nitida al progressivo chiudersi del diaframma.

I software di focus stacking

Sono di recente nati svariati software per la combinazione delle immagini tramite algoritmi di image processing, fra cui:

Per approfondimenti sugli algoritmi utilizzati (Depth Map, Pyramid, Lowpass, Highpass, etc.), si rimanda ai rispettivi siti web.

In generale, la tecnica prevede i seguenti passaggi:

  • 1. Eseguire più scatti del soggetto a distanze differenti e con un diaframma ottimale.
  • 2. Importare la sequenza di scatti nel software di stacking.
  • 3. Effettuare l’allineamento in automatico del soggetto fra scatto e scatto.
  • 4. Effettuare il bilanciamento dei parametri espositivi.
  • 5. Effettuare lo stack secondo algoritmi differenti da caso a caso.

Ovviamente, il risultato ottimale è ottenuto quando il sistema fotocamera-obiettivo-soggetto è fisso e stabile (treppiede, stativo) e le condizioni di esposizione e di illuminazione sono le stesse. In pratica, una volta sistemato il set di ripresa e scelti i parametri di esposizione, è bene concentrarsi solamente sulla messa a fuoco, per garantire la (quasi) perfetta sovrapponibilità del soggetto fra uno scatto e l’altro. Quindi, usare stativi solidi, sistemi privi di “giochi” e uno scatto remoto o flessibile.

Il numero di scatti ideale sarà pari al numero di piani perfettamente a fuoco che, sulla base del diaframma impostato, sono compresi nell’intero spessore del soggetto. Il diaframma F/4 è considerato ottimale per macro e fotomicro, dal momento che presenta massima nitidezza e una profondità di campo leggermente superiore rispetto a quella a tutta apertura:

Poi, ovviamente, nella pratica si tenderà ad effettuare il numero di scatti più accettabile per scopo, risultato e produttività, dopo aver speso molto tempo nel tentativo di catturare tutti i piani che tagliano il soggetto.

Il focus stacking un’operazione onerosa in termini di risorse hardware (CPU, RAM) e tempi di attesa. Con alcuni programmi la memoria che è bene riservare al programma deve essere di almeno 1GB (1024MB) e le operazioni si allungano notevolmente se non si dispone di processori almeno dual core.

Focus stacking con CombineZP

Questo software è abbastanza facile da usare, una volta che si accetta la sua interfaccia minimalista. Con i settaggi di default i risultati che si ottengono sono altamente spettacolari, ma, rispetto ad altri software, i valori del contrasto possono risultare eccessivi. Inoltre, gli artefatti dovuti all’impacchettamento fra immagini riprese con prospettiva differente sono visibili e devono essere poi corretti con un software di fotoritocco, ma questo non è un limite del software, ma della tecnica in sé. CombineZP è un software facile da usare e che dà ottimi risultati fin da subito e questo per noi è un punto assolutamente a favore.

Il procedimento base comporta il caricamento del pacchetto di immagini JPEG/TIFF/PNG/etc. col pulsante New, la selezione dell’insieme delle immagini, l’allineamento (Align and Balance) e la scelta del procedimento di stacking:

Una finestra parallela riporta sottoforma di registro testuale (log) le fasi dell’operazione, fino al suo completamento:

*** Executing Do Stack Macro ***
Find Detail(5,1,710)
Remove Islands(5)
Fill Gaps
Create a Lowpass Filter(250,0)
Filter Depth Map
Copy Last Filter Output to Depthmap
Interpolated Output
Create New Frame
(8) New-Out99999
Go to Top Frame(8)
Create a Highpass Filter(1000,750)
Filter Active Frame
Replace New-Out99999
With out
Adjust Contrast(5)
Replace New-Out99999
With out
*** Finished Executing Do Stack Macro ***

Focus stacking con ZereneStacker

ZereneStacker è un software a pagamento, con la licenza ad uso “familiare” del costo di un’ottantina di dollari. A nostro giudizio è un software molto interessante, con un’interfaccia intuitiva e risultati eccellenti al primo colpo, in cui gli artefatti prospettici sono molto contenuti. Per contro, le risorse hardware di cui si deve disporre per il suo funzionamento sono notevoli e il contrasto di default dei risultati è piuttosto basso.

Il procedimento base comporta innanzitutto l’allocazione della memoria RAM da dedicare al programma. Dopodiché si carica il pacchetto di immagini JPEG/TIFF con un semplice drag & drop dalla cartella delle immagini al frame di sinistra del software. Quindi si avvia il comando di stack dal menu omonimo. Molto semplice e da tenere presente.

Focus stacking con Photoshop CS4 Extended

La procedura di stacking con Photoshop CS4 Extended è la seguente:

  • Menu File > Script > Carica file in serie (Menu File > Scripts > Load Files into Stack), e nella finestra di dialogo scegliere i file da importare, partendo da quella che deve stare in basso nell’immagine finale (per ragioni prospettiche);
  • selezionare tutti i livelli nel pannello Livelli;
  • menu Modifica > Allineamento automatico livelli (Edit > Auto-align layers), e nella finestra di dialogo selezionare la proiezione Automatica (Projection: Auto);
  • menu Modifica > Fusione automatica livelli (Edit > Auto-blend layers), e nella finestra di dialogo selezionare l’opzione di fusione “Crea serie di immagini” (Blend Method: Stack Images);
  • con lo strumento di ritaglio (crop) si eliminano i bordi dell’immagine.

Esempio di focus stacking

Nell’esempio che segue, un esemplare di Imenottero Mutillide (Hymenoptera Mutillidae) di circa 6mm di lunghezza e 3mm di spessore è stato ripreso con 5 scatti a differente distanza di messa a fuoco:

Per la prima immagine (1) il fuoco è stato fissato sul cartellino di plastica trasparente su cui era incollato l’insetto (è visibile infatti l’alone chiaro della colla in corrispondenza del centro dell’immagine). In tal modo, sono state riprese a fuoco sicuramente le zampe e le antenne, che poggiavano sul cartellino. La fotocamera è poi stata allontanata micrometricamente dal soggetto per gli scatti successivi, fino al quinto (5), in cui il fuoco è stato fatto direttamente sul dorso del torace.

Gli scatti da 1 a 5, singolarmente presi, sono inaccettabili dal punto di vista della profondità di campo, se il nostro obiettivo è quello della documentazione scientifica (pubblicazione di una nuova specie, database specialistico, etc.). Ad esempio, il quinto scatto ha un buon fuoco sul torace, ma le zampe e le antenne sono solamente intuibili. Idem per il primo scatto, inaccettabile per tutte le parti tranne che per zampe e antenne. Ciò conferma la bassissima profondità di campo a F/4 all’ingrandimento di lavoro (~1.5:1), molto inferiore all’intero spessore dell’esemplare (3mm) e pari a meno di 1 millimetro.

Il risultato dell’operazione di combinazione è il seguente:

in cui tutte le aree più a fuoco dei 5 scatti sono state combinate a formare un’immagine singola in grado di caratterizzare al meglio il soggetto.

Focus stacking artigianale con Photoshop e simili

Per ottenere qualcosa di simile esiste anche una via più artigianale, in cui, però, i tempi di lavoro si allungano e la precisione si abbassa. Il metodo di seguito descritto è applicabile a quasi tutti i software di fotoritocco capaci di gestire i layer (= livelli). I layer vanno visti come “fogli” appoggiati l’uno sull’altro e singolarmente gestibili, come i lucidi da proiezione che si usavano tempo fa.

Nel nostro caso, i cinque scatti dell’esemplare vengono impilati come layer l’uno sopra l’altro, mantenedo in basso l’immagine con il fuoco sulle zampe:

L’immagine nell’area di lavoro, però, non sembra cambiare: mostra solamente l’ultimo layer (nell’esempio di cui sopra è l’immagine 2009_10_02_2891.jpg), quello cioé che sta al di sopra di tutti gli altri. Se si nascondesse quel layer, l’immagine mostrerebbe il penultimo layer, e così via.

Tramite lo strumento  GOMMA (Eraser) è possibile cancellare manualmente le aree non a fuoco di ogni layer, conservando solamente le porzioni a fuoco. Selezionato lo strumento, è bene scegliere un diametro proporzionato alle aree da cancellare e con i margini sfumati, per rendere al meglio la transizione fra un layer e l’altro:

Le operazioni di cancellazione richiedono attenzione, ma è possibile annullare le operazione eventualmente sbagliate. E’ inoltre fondamentale accendere/spegnere dalla visibilità il layer su cui si sta lavorando per controllare passo passo l’effetto della cancellazione.

Una volta terminato il lavoro di cancellazione layer per layer (ad eccezione dell’ultimo che costituisce la base per gli altri), sarà possibile impacchettare il tutto in un’immagine singola e salvarla nel formato che si preferisce.

FONTE: Gian Luca Agnoli, Manuale di Fotografia Chrysis.net, URL: http://www.chrysis.net/photo/.

Dalla stessa fonte vi segnalo “Test sulla combinazione di foto (Focus stacking)