Terza visita di un Pontefice nel continente africano dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II che si recò 42 volte
Camerun e Angola saranno le tappe di Benedetto XVI: “In questa crisi ci vuole etica”

Viaggio in Africa del Papa: non mi sento solo
“E l’Aids non si vince con preservativi”

Unica strada efficace quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualità

da repubblica.it 17_03_2009

A BORDO DEL VOLO PAPALE - L’epidemia di Aids “non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi”: è quanto ha affermato Benedetto XVI, durante il suo viaggio verso l’Africa. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un “rinnovo spirituale e umano” nella sessualità.

Il Papa ha ricordato che la cattolica fa tanto in Africa contro l’Aids. “E’ una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi”. Serve invece, ha proseguito, un comportamento umano morale e corretto e una grande attenzione verso i malati: “soffrire con i sofferenti”.

Papa Ratzinger ha poi definito ridicolo il “mito della sua solitudine”. “Non mi sento solo in alcun modo”, ha aggiunto dicendo di essere circondato da amici, collaboratori e vescovi. Il Papa ha risposto a una domanda sulla sua presunta solitudine dopo la crisi scoppiata in Vaticano dopo la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani.

Il Papa ha poi detto che la chiesa in Africa è vicina ai poveri e ai sofferenti, ma non è esente da peccati e deve purificarsi. Rispondendo a chi gli chiedeva se oltre alla quantità sia necessaria anche la qualità nella presenza cattolica nel continente nero, il Papa ha osservato che anche la chiesa non è “una società perfetta”. Piuttosto che la purificazione delle strutture – ha indicato – occorre però “una purificazione dei cuori”.

Benedetto XVI ha anche parlato dell’aggressività dei nuovi movimenti protestanti: “E’ vero – ha ammesso – in Africa ci sono problemi con le sette. Noi non annunciamo miracoli o prosperità, al contrario di loro”. Tuttavia, ha spiegato, queste nuove chiese sono “molto instabili” e il cattolicesimo può fronteggiarle grazie alla sua struttura e alla sua unità. “Abbiamo una rete – ha concluso – che supera il tribalismo”.

Durante la conferenza stampa a bordo dell’aereo in viaggio verso la capitale del Camerun, il Papa ha poi lanciato un appello alla solidarietà internazionale perché non lasci sprofondare l’Africa sotto il peso della crisi economica. Benedetto XVI ha però ribadito che il mondo della finanza e dell’economia devono ritrovare la centralità dell’etica. “Questa crisi economica – ha osservato – è il prodotto di un deficit dell’etica”. Benedetto XVI ha anche annunciato che di questo parlerà nella sua prossima enciclica. “Era quasi pronta – ha rivelato – ma poi è intervenuta la recessione globale e abbiamo dovuto rilavorarci proprio per offrire un messaggio all’umanità in questa congiuntura”.

Benedetto XVI ha lasciato questa mattina intorno alle 10.20 l’Italia diretto in Camerun, prima tappa del suo primo viaggio in Africa – la seconda è l’Angola – dove si tratterrà fino al 23 marzo. E’ la sua prima visita nel continente africano, la terza di un pontefice dopo Paolo VI (che si recò solamente una volta in Uganda) e Giovanni Paolo II che invece toccò per 42 volte il suolo africano.