Post con tag Alimentazione
Tumore dello stomaco, dieta sbagliata per sei italiani su 10
2 mar
Dominano mancanza di informazione e cattive abitudini. La metà degli intervistati non si cura della prevenzione e poi incolpa l’inquinamento atmosferico
da Corriere.it
MILANO - Metà degli italiani è convinta, erroneamente, che lo smog sia un fattore di rischio più importante della dieta nello sviluppare il tumore dello stomaco. A dirlo è un sondaggio condotto dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) su più di 600 persone intervistate nel dicembre scorso in centri commerciali di Roma e Milano, «con l’obiettivo – spiega Carmine Pinto, coordinatore del progetto e responsabile dei Trattamenti integrati dei tumori del tratto gastro-enterico dell’Oncologia medica del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna – di sondare il livello di consapevolezza dei cittadini su una patologia particolarmente aggressiva che colpisce ogni anno circa 13mila persone».
IL QUARTO BIG KILLER – Causa di 10.620 decessi nel 2006 e circa 13mila nuovi casi nel 2008, il tumore dello stomaco rappresenta il quarto big killer (dopo polmone, seno e colon retto) nel nostro Paese. Eppure il 93 per cento degli intervistati non ha mai sentito parlare di questa neoplasia, il 57 per cento non sa se esistano esami in grado di individuarlo precocemente, l’84 per cento non ha mai letto nessun articolo sull’argomento, sebbene il 78 per cento vorrebbe saperne di più su come prevenire e affrontare questa malattia. Inoltre, il 79 per cento ritiene che il carcinoma gastrico non sia guaribile. «anche se si stanno registrando importanti progressi nelle terapie», sottolinea Francesco Di Costanzo, direttore dell’oncologia medica del Policlinico Careggi di Firenze.
Le vere ragioni di un’infelice digestione
25 gen
Mal di stomaco quasi scontato per chi perde l’amore
o il lavoro. E il fumo non aiuta
da Corriere.it
MILANO - La vostra relazione affettiva sta andando a rotoli, siete sull’orlo del divorzio, o vi siete già separati? Avete perso il lavoro per colpa della crisi? Fumate, magari per scacciare la tensione? Attenti, perché siete i candidati ideali a mal di stomaco e cattiva digestione. Il primo studio italiano che ha valutato nella popolazione generale prevalenza e caratteristiche della dispepsia funzionale, ovvero dei disturbi digestivi non spiegati da una vera e propria malattia organica, parla chiaro: divorzio, disoccupazione e fumo, assieme alla sindrome dell’intestino irritabile, sono i fattori che più spesso si associano al problema. Finora nessuno lo aveva mai dimostrato: Maurizio Zagari e Franco Bazzoli, gastroenterologi del Dipartimento di Medicina clinica dell’Università di Bologna, ci sono riusciti studiando circa mille abitanti di due comuni in provincia di Bologna, Loiano e Monghidoro, sottoponendoli non solo a questionari per valutare i sintomi, ma soprattutto a una gastroscopia che fugasse qualsiasi dubbio diagnostico. «Si tratta di persone chiamate da noi a partecipare allo studio, che non si erano rivolte al medico per i disturbi: ciò significa che i dati raccolti sono lo specchio di quel che accade nella popolazione generale» spiega Franco Bazzoli. Continua >
I cibi grassi accendono i «geni dell’obesità»
22 gen
Gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri attivano recettori che portano ad accumulare peso
da Corriere.it
MILANO - Attenzione ai cibi che colano grassi e zuccheri. Ci fanno ingrassare non solo perché sono ipercalorici, ma anche perché «accendono» geni e quindi recettori cellulari che, in ultima analisi, ci spingono al sovrappeso virando il metabolismo verso l’accumulo dei grassi.
LA SCOPERTA – La scoperta è stata fatta da Traci Ann Czyzyk-Morgan, ricercatrice di un’azienda farmaceutica, che ha studiato però topolini e non esseri umani. Obiettivo delle sue indagini verificare il ruolo di un recettore per gli oppioidi, il kappa, nel metabolismo dei grassi: ha perciò sottoposto a una dieta super-energetica, ricca di grassi e zuccheri, animali normali e topolini in cui il recettore era stato geneticamente inattivato. Sedici settimane di bagordi da roditori e, al termine, il verdetto: il gruppo con il recettore integro aveva messo su peso e grasso a volontà, gli altri erano rimasti miracolosamente magri e avevano riserve di grasso inferiori. Per la verità era scarsina anche la capacità di immagazzinare nutrienti in generale, un dato che fa subito capire a chi vorrebbe «silenziare» il recettore in questione che forse non è tanto opportuno provarci. Continua >
Guardatevi le unghie
13 mar
Vi siete mai chiesti che cosa sono in realtà le nuvolette bianche che avanzano sulle vostre unghie? come dite? le buggie? Cosi mi dicevano i miei nonni tanto tempo fà in realtà leggete cosa scrivono quelli di Psichesoma.com nell’interessante articolo: Guardatevi le unghie!
Avete mai avuto dei piccoli puntini bianchi o altre piccole macchie sulle unghie? Ecco a voi dei disegni abbastanza esplicativi; le unghie possono essere un buon sistema per capire cosa sta succedendo nel nostro corpo. Chiaramente non si può diagnosticare una malattia o un deficit solo dalle unghie l’invito è quindi, come sempre, quello di rivolgervi al vostro medico di famiglia!
Anatomia dell’unghia
Patologie dell’unghia
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Contro la fame nel mondo
3 mar
TISANE CONTRO LA FAME
- OLIVO FOGLIE GR. 30
- BARDANA GR. 20
- MALVA GR. 50
- GRAMIGNA GR. 100
Fate bollire in un litro di acqua per 5 minuto due cucchiai del mix di erbe, fare riposare il tutto per 30 minuti, filtrare e bere nella giornata a piccole dosi.
- ALTEA FUSTI GR. 30
- BIANCOSPINO GR. 40
- GRAMIGNA GR. 130
- TIGLIO ALBURINO GR. 50
- MALVA FIORI GR. 50
Fate bollire in un litro di acqua per 1 minuto due cucchiai del mix di erbe, fare riposare il tutto per 15 minuti, filtrare e bere nella giornata a piccole dosi.
Sovrappeso? Potrebbe essere colpa del glutammato
3 feb
da Corriere.it
Gli esperti “È la precoce esposizione al glutammato una della cause dell’aumento di obesità tra le nuove generazioni”.
Gli esseri umani 5 volte più sensibili degli animali a questa sostanza.
Più che la gola, poté la fretta, si potrebbe dire: la fretta di mangiare qualcosa già pronto anziché cucinare da sé cibi più salutari. E, spesso, la fretta si paga.
Il risultato è un aumento dei casi di obesità o, più semplicemente, di sovrappeso.
Sotto accusa è il glutammato monosodico. Dà più gusto ai cibi, ma nuoce gravemente alla salute. In molti lo usano, ma solo pochi conoscono i reali effetti collaterali: si sospettano malattie degenerative , cardiovascolari, disturbi del comportamento, diabete, glaucoma e… sovrappeso.
Tecnicamente si chiama E 621 e lo si trova nella stragrande maggioranza di cibi confezionati. Negli ultimi decenni è stato oggetto di molte ricerche dai risultati davvero sconcertanti. Come mai però queste sono pressoché sconosciute ai consumatori? E perché si trova ancora praticamente dappertutto?
Chi mangia meno ricorda di più Merito degli omega3
28 gen
da Sole24ore.it
Gli omega 3 , categoria di acidi grassi essenziali che cooperano al mantenimento dell`integrità delle membrane cellulari; contenuti in alcuni pesci quali il salmone, il pesce spada, le sardine, lo sgombro e l`acciuga, aiuterebbero a proteggere da ictus e infarto.
La ricetta per una memoria di ferro? Ridurre le calorie del 30 per cento e integrare la dieta con una giusta dose di acidi grassi come gli omega 3 contenuti soprattutto nel pesce. Una formula che a quanto pare vale soprattutto per chi ha superato la sessantina secondo lo studio pubblicato oggi sulla rivista Pnas da un gruppo di neurologi dell`Università di Munster, in Germania.
Le misure della salute. La ricerca è stata condotta su 49 persone, uomini e donne con un`età media di 60 anni, tutti con un indice di massa corporea di 28, ovvero nella fascia che indica il sovrappeso. L`indice di massa corporea (IMC) è un parametro di semplice calcolo che si ottiene dividendo il peso per il quadrato della propria altezza. Ad esempio, una donna che pesa 63 chili ed è alta 1 metro e 68 (al quadrato 2,8224) ricaverà l`IMC dividendo 63 per 2,8224 ottenendo un indice di massa corporea di 22,32, nella fascia di normalità. La forbice tra 18,5 e 24,9 indica un IMC regolare, da 25 a 29,9 sovrappeso, da 30 in su i vari gradi di obesità, sino alle forme patologiche.
La ricerca. Gli studiosi si sono concentrati sugli effetti che troppi grassi hanno sulle funzioni cognitive e hanno osservato che il gruppo di persone sottoposte ad un regime alimentare con porzioni ridotte, un minor apporto di calorie del 30 per cento, ma una dieta mai inferiore alle 1200 calorie, dopo tre mesi mostravano di ricordare di più e meglio.
Memo-magazzini più capienti. Sul perché la riduzione di peso abbia delle ripercussioni evidenti sull`attività cerebrale gli studiosi non sono concordi. La ragione potrebbe essere il miglioramento delle prestazioni di ippocampo e corteccia prefrontale, parti del cervello che immagazzinano, organizzano e recuperano l`informazione. Ci vorranno ulteriori studi più estesi per dare ragione a questa tesi, per ora i medici si sono concentrati su alcune sostanze che possono migliorare la salute del cervello. Ad esempio aggiungere all`alimentazione un integratore a base di olio di pesce ricco in omega 3 avrebbe effetti positivi sulla riduzione degli stati infiammatori dei centri nervosi, offrendo uno scudo supplementare ai rischi di patologie degenerative come l`Alzheimer. La riduzione dell`apporto calorico avrebbe un`influenza decisiva “sulla salute pubblica, aiutando a prevenire il declino cognitivo dovuto a invecchiamento”, ha commentato uno degli autori, Agnes Floel, neurologa dell`Ateneo tedesco.
Data: 27-01-2009
Se non riesci ad eliminarle, gestiscile…
8 gen
Comunicazione: come gestire le persone stressanti
di Vittoria Nervi da Piùchepuoi.it
NdM: Ebbene signori e Signore sperando che con queste poche righette si riesca ad abbattere tutte quelle persone rompiballe che ci invadono la vita… Allora Buona Lettura a Tutti!!!
Si parla sempre del come gestire il tempo ma poco di come gestire la propria energia preziosa, quella che ci stimola,ci fa fare progetti e ci fa andare avanti.
La gestione del proprio capitale energia e’ vitale.
Ti senti in riserva,fisicamente stanco,emotivamente inquieto, mentalmente demotivato senza, spesso, trovare una ragione specifica?
Vorresti fare questo e quello ma ti senti come il Titanic in lotta con l’iceberg? Controlla il tuo capitale energia.
RIDEFINIRE IL PROPRIO CAPITALE ENERGIA
Prendiamo come esempio una auto. Ha bisogno di carburante per marciare.Vai a far benzina e sai quale scegliere. Usando la metafora della macchina sai dove trovare e quale carburante usare per rifornire il tuo corpo,la tua mente e ritrovare l’ equilibrio?
Tieni nota dei primi segnali,quando la luce della riserva si accende dentro di te.?
Puoi ancora andare avanti fino all’esaurimento o puoi fermarti a rifare il pieno. Per ricaricarti durante la giornata hai bisogno di pause.L’attenzione e la concentrazione diminuisce dopo 90 minuti. Continua >
Mac che smemorato…
2 dic
Studio svedese: I cibi ‘fast food’ favoriscono l’Alzheimer
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Esiste davvero
6 nov
Per provarlo ecco le foto di 2 persone reali fotografate da me stesso medesimo
Vaffancola

I forzati del finesettimana…
3 nov
Diete: la ricaduta del weekend
Durante il fine settimana si tende a trasgredire alla dieta e così si blocca la perdita di peso
da Corriere.it
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| Esagerare bek week.end rischiadi vanificare l’effetto della dieta. ma non trasgredire per nulla può essere controproducente. Biosgna trovare il giusto equilibrio (Ap) |
Chi cerca di perdere peso durante la settimana ci riesce grazie alla dieta o all
Fochetta Kid era obeso…
23 ott
Chi mangia il broccoletto ha colesterolo perfetto…
20 ott
Salumi e carni lavorate:
molto meglio non esagerare
Una dieta che ne sia troppo ricca può favorire lo sviluppo del tumore dell’intestino
da Corriere.it
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| Salsicce, salumi, carni lavorate: il loro abuso favorisce il tumore al colon (Afp) |
Se vi capita spesso di mangiare uova al tegamino, salsicce e bacon le probabilità di essere colpiti da un tumore all’intestino crescono del 63%. L’allarme è stato lanciato dagli esperti del Fondo internazionale per la ricerca sul cancro (Wcrf). Il rischio maggiore di incorrere nel tumore dell’intestino sarebbe da attribuire alle carni lavorate, cioè conservate grazie all’aggiunta di sale, all’affumicamento o mediante qualsiasi altra procedura, escluso il congelamento.
CARNI LAVORATE - Secondo Martin Wiseman, consulente scientifico del Wcrf, 50 grammi al giorno di carni lavorate, ovvero l’equivalente di una salsiccia, basterebbero ad aumentare di un quinto il pericolo di ammalarsi di cancro all’intestino. Tra le carni lavorate, oltre a salsicce e bacon, sono da annoverare anche gli hot dog, la pancetta, il salame e i salumi in generale. (N.d.M. Ci sono anche i wrustel….) «Per alcune persone, fare colazione con bacon e salsiccia può sembrare una buona maniera per iniziare la giornata. Ma se si consuma regolarmente questo tipo di alimenti, si incrementa in maniera significativa il rischio di contrarre il cancro all’intestino, una delle forme di tumore più diffuse nel Regno Unito» fa notare Wiseman.
SOSTANZE DANNOSE – Ad oggi non è ancora ben chiaro il motivo per cui le carni lavorate, come del resto probabilmente anche la carne rossa – come suggerito da studi precedenti – possano avere un effetto negativo sul colon. Una delle ipotesi è quella che chiama in causa i grassi saturi presenti in abbondanza in questo tipo di prodotti. Non solo, è possibile che la loro cottura ad alte temperature porti alla formazione di sostanze cancerogene. «Tuttavia – fa notare Marcello Ticca, libero docente di scienze dell’alimentazione all’Università La Sapienza di Roma – ad oggi non ci sono prove concordanti ed inequivocabili circa un legame fra elevato consumo di carne rossa e salumi e alcuni tumori, tra cui quello del colon».
SALUMI - «Bisogna inoltre tenere presente che negli ultimi anni la qualità dei salumi e delle carni italiane è molto cambiata in meglio – continua Ticca -. I salumi "moderni” contengono meno grassi e hanno una percentuale maggiore di grassi polinsaturi, cosa che è stata resa possibile da nuove tecniche di allevamento (che hanno favorito la presenza di masse muscolari maggiori e di depositi adiposi minori) e da una più bassa età di macellazione. In pratica: meno grassi di deposito, meno grassi di infiltrazione (quelli “invisibili” che si trovano nella parte rossa della carne), meno colesterolo e, contemporaneamente, minor apporto calorico». Anche se è migliorata la qualità delle carni lavorate, questo ovviamente non significa che bisogna esagerare. «I salumi vanno consumati con giudizio perché se non si presta attenzione alle quantità usate e alla frequenza con la quale si fa ad essi ricorso, e se lo stile di vita non è sufficientemente attivo, si corre il rischio di cadere in consumi eccessivi, sia riguardo a qualche particolare principio nutritivo, sia, in generale, riguardo al valore calorico della reazione» puntualizza l’esperto.
Antonella Sparvoli
Chi non mangia il latticino prima o poi si frattura il bacino…
16 ott
L’attrice resa famosa dai film di 007
CAPIRE GLI ESAMI DEL SANGUE
3 ott
CAPIRE GLI ESAMI DEL SANGUE
Fra le altre cose vi trovate anche la spiegazione delle analisi delle urine e delle feci, nse sà mai! Non sò se s’è capito…sto unguaiato!
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TEMPO DI PROTROMBINA
Vedi PT o tempo di protrombina e PTT o APTT
TESTOSTERONE
Ormone maschile prodotto dal testicolo, dall’ovaio e dai surreni. Regola i caratteri sessuali primari e secondari (esempio, la barba) nell’uomo e stimola il desiderio sessuale.
Sono considerati valori normali 5-12 ng/ml nell’uomo adulto e 0,1-1,2 ng/ml nella donna adulta.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da iperplasia surrenale, da neoplasie dell’ovaio, del surrene, del testicolo, da sindrome di Stein-Leventhal, da uso di androgeni e contraccettivi, da virilizzazione femminile
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da cardiopatie congenite, da castrazione, da criptorchidismo, da insufficienza epatica e renale cronica, da ipogonadismo maschile, da ipotiroidismo, da irradiazioni, da mongolismo, da obesità, da parotite, da sindrome di Klinelfeter, da sindrome di Turner, da traumi, da uso di estrogeni.
TRANSAMINASI GOT e GPT
Si tratta di sostanze enzimatiche (proteine) che stanno all’interno delle cellule del fegato. Più che la bilirubina (vedere), il loro valore è utile per valutare il corretto funzionamento del fegato; possono anche indicare lo stato di salute del cuore e dell’apparato scheletrico. Si dividono in: transaminasi GPT o ALT, che riguardano soprattutto il fegato e transaminasi GOT o AST che riguardano invece soprattutto il cuore e lo scheletro. L’esame delle transaminasi viene prescritto di routine o spesso richiesto per tenere sotto controllo il fegato.
TRANSAMINASI GOT o AST
Enzima molto importante, si chiama "transaminasi glutamico-ossalacetico" che in sigla si definisce GOT oppure AST (aspartato transferasi). È presente nel fegato e viene analizzato per studiare le condizioni di questo organo, ma anche per valutare eventuali lesioni del muscolo cardiaco oppure alterazioni di quei muscoli che coordinano i movimenti dello scheletro.
Valori normali oscillano fino a 40-45 U/l negli adulti e fino a 80 U/l nei bambini
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da alcolismo, da asma, da cirrosi epatica, da distrofia muscolare, da epatite, da gotta, da infarto del miocardio, da interventi chirurgici, da leptospirosi, da ittero ostruttivo, da metastasi epatiche, da mononucleosi, da pancreatite.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da diabete, da dialisi, da gravidanza.
TRANSAMINASI GPT o ALT
Enzima molto importante presente nel fegato. Si chiama "transaminasi glutamico piruvica", in sigla GPT oppure ALT (alanino amino transferasi); le transaminasi GPT danno la esatta valutazione della gravità dell’alterazione del fegato.
Valori normali dovrebbero essere compresi tra 10 e 40 U/l per gli uomini e tra 5 e 35 U/l per le donne.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da cirrosi epatica, da uso di contraccettivi, da distrofia muscolare, da emolisi, da epatiti, da ittero ostruttivo, da metastasi epatiche, da mononucleosi, da obesità, da pancreatite, da scompenso circolatorio, da traumi.
TRIGLICERIDI
Sono sostanze grasse prodotte nel fegato o introdotte con gli alimenti. Insieme all’aumento del colesterolo, l’innalzamento dei trigliceridi costituisce un fattore di rischio perchè danneggia le arterie. I trigliceridi hanno la sola funzione di "scorta" dei grassi per l’organismo, cioè non forniscono immediatamente energia (come il glucosio) ma vengono utilizzati solo nei momenti di emergenza, cioè quando l’organismo ha bisogno di energia. Essi entrano nell’organismo insieme ai cibi (soprattutto burro, insaccati e formaggi grassi) e non appena l’intestino li assorbe, vengono catturati da particolari proteine, i chilomicromi, e trasportati al fegato e al tessuto adiposo per essere immaganizzati. Nel momento in cui l’organismo ha bisogno di energia, altre proteine (chiamate Vldl) intaccano le scorte e trasportano i trigliceridi in circolo.
Sono considerati valori normali 40-170 mg/100 ml; i valori sono molto influenzabili dall’alimentazione immediatamente precedente al prelievo; se si mangiano cibi grassi nei giorni che precedono l’esame, è possibile che il loro livello si alzi; anche l’alcol sortisce questo effetto.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da alcolismo, da diabete mellito, da epatopatie, da insufficienza renale, da ipotiroidismo, da obesità, da pancreatite acuta. Se un loro aumento si associa a forte diminuizione dei valori del colesterolo HDL (vedere), rappresentano anch’essi fattore di rischio per infarto e ictus.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da anemia, da contraccettivi orali e gravidanza, da ipertiroidismo, da digiuno prolungato, da malnutrizione, da senilità (alterazioni delle capacità mentali che si verificano in conseguenza dell’invecchiamento), da ustioni.









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