Post con tag Amore
Ho scelto te
5 mar
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell’incanto dell’aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell’arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gìoia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.
di Charles S. Lawrence
Ciao e grazie Zio Graziano
25 dic
Due giorni fa mio zio Graziano è morto. Ho molti bei ricordi legati a lui. Era uno di quegli zii che mi sono goduto e vissuto nella fase iniziale della mia vita, quella in cui impari.
Grazie anche a mia Zia Tina che mi ha insegnato cosa vuol dire amare a tutti i costi.
Mi ha detto una cosa che non dimenticherò mai in vita mia.
Dopo 41 anni di matrimonio quello che mi ha detto è: “Me lo sono goduto fino alla fine, anche fosse ‘durato’ altri sei mesi me lo sarei goduto o fissuto fino alla fine…ogni momento!”
Considerate che era molto malato e che molto spesso veniva ospedalizzato per qualche tempo e lei doveva prendere una vagonata di mezzi per andare a trovarlo partendo la mattina e tornando la sera tardi con grandi grandissimi sacrifici.
Alla fine se l’è portato a casa, scegliendo di farlo andare via in mezzo ai propri cari.
GRAZIE
Se apre le gambe gli interessi
9 dic

Un altro interessantissimo studio, stavolta del Professor Geoff Beattie, membro (e proprio il caso di dirlo) della Britain’s leading psychologists.
In pratica dice che se piaci ad una donna apre le gambe! Cazzo mio nonno era un genio incompreso! La versione pulità potrebbe essere che una donna nel parlare con uomini per i quali prova dell’attrazione, muove le gambe verso l’esterno, assumendo un atteggiamento di “apertura”. Meglio?
Va be, la notizia “seria” è che Beattie dice: “Le persone possono falsificare i sorrisi o usare gli occhi in modo ingannevole, ma i piedi sono più facili da leggere, in quanto li muoviamo in modo inconscio“.
E poi da alcune indicazioni su come leggere le gambe delle donne.
Attrazione: la donna muove le gambe verso l’esterno, assumendo un atteggiamento di “apertura” (magari sorridendo).
Repulsione: una donna accavalla le gambe o le tiene nascoste sotto il suo corpo per segnalare che lei non accoglie le avance dell’uomo.
Nervosismo: gli uomini si muovono nervosamente i piedi, mentre le donne cercano di tenerli a bada.
Disonestà: entrambi i sessi adottano un’innaturale immobilità dei piedi.
Buona lettura!
Due anni fa…
8 dic
Dua anni fà ero nervosamente felice.
Due anni fa ero vestito di tutto punto.
Due anni fa…mi hanno messo la cipria sulla capoccia !
Due anni fa avevo tutti gli amici intorno, quelli vecchi vecchissimi e quelli nuovi.
Due anni fa mi sono ricordato cosa significa il calore dato dell’affetto.
Due anni fa
Due anni fa ho detto si alla donna della mia vita.
Poraccia
Kamasutra Cattolico: ovvero il ritrovamento della pecorella smarrita!
14 ott
Mary ha una pecorella…, inserito originariamente da magicamentelena.
Non è blasfemia, con il parere tacito della chiesa Polacca il frate francescano Padre Ksawery Knotz ha scritto quello che si può definire il kamasutra dei cattolici.
Intandiamoci niente di piccante e di rivoluzionario, padre Ksawery non esce dai binari della dottrina cattolica. Ma rimanendo nei sicui binari della dottrina vaticana offre della sessualità matrimoniale (ovviamente l’ambito rimane quello della coppia regolarmente sposata in chiesa, che v’eravate messi in testa?) una visione che farà prendere un colpo ai più bacchettoni e/o conservatori.
Padre Padre Ksawery Knotz ha e continua la sua opera di divulgazione anche e sopratutto attraverso il sito Szansaspotkania.net dove come pagina di apertura si legge:
«On this page you can find issues connected with sex. To be exact, the contents of this page pertain to married couples that arrange their sexual life according to the teaching of the Catholic Church».
Che tradotto suona più o meno:
«In questa pagina potrete trovare argomenti legati al sesso. Ma per essere esatti, il contenuto di questa pagina è rivolto alle coppie sposate che vivono la loro vita sessuale in accordo con l’insegnamento della Chiesa cattolica».
Ma perché non lasciare per una volta da parte i pregiudizi ed ascoltare serenamente una “opinione” diversa, nata dall’ascolto che Padre Ksawery ha fatto del suo gregge (a pecorella quindi … ah ah ah, ok ok, una pessima battuta ^_^) oltre ad una miriade di sessuologi?
Ad esempio cosa avete da ridire di questo che dice Padre Ksawery?
«Molta gente immagina che il sesso debba essere privo di gioia, di giochi frivoli, di fantasia e di posizioni attraenti. Pensa che debba essere triste come uno dei canti di lode della Chiesa». Pensate come saranno felici le vecchie coriste di chiesa all’ascoltare quest’ultima affermazione gh gh gh (altra pessima battuta lo ammetto) Ed ancora: «Dio è interessato nella vita sessuale felice dei credenti e ha dato loro il suo regalo».
Sono cose serie, ne hanno parlato il Guardian, Il Corriere della Sera, Il Giornale ed io personalmente ne ho avuto notizia attraverso l’interessantissimo sito italiano White Spaces che si occupa dei problemi legati alla sessualità adolescenziale.
Fatemi sapere se ne volete una copia anche voi :-)
duepiù: Fantasma o perversione?
24 giu
Vi voglio riportare lo splendido articolo apparso su Duepi.Net (le immagini le ho aggiunte io) che tratta di un argomento a voi, porci e porce, molto caro: le fantasie sessuali o peggio le perversioni. E’ inutile che storcete la bocca, se siete qui è perché siete disturbati mentalmente altrimenti non seguireste certo il mio blog ^_^
Ah, vi consiglio di leggere anche i vari link che ho aggiunto alle parole “chiave” dell’articolo tipo: perversione, sculacciare ecc ecc
E’ difficile stabilire un limite preciso tra fantasma e perversione; lasciandosi andare al proprio immaginario erotico, molte persone hanno l’impressione di avvicinarsi pericolosamente alla perversione, e si sentono in colpa. Non dimentichiamo che il desiderio di farsi sculacciare o insultare, al pari di molti altri sogni, non rappresenta per forza una perversione.
Una donna può immaginare di fare l’amore con molti partner, un uomo può immaginare di avere un rapporto con un altro uomo, per capire “che effetto fa”, o si può ripensare con nostalgia al rapporto un po’ brutale, fisicamente e verbalmente, che si aveva con un partner precedente. Tutti hanno dei fantasmi: consci o censurati, ogni uomo e ogni donna possiede delle immagini mentali erotiche che creano o aumentano il suo desiderio. Questi scenari possono essere più o meno crudi, netti e precisi, e possono andare da fantasmi “vuoti”, in cui prevale una sensazione o solo un’emozione, a scenari minimi molto dettagliati che riproducono un’esperienza immaginaria specifica desiderata o rivissuta. Il fantasma evolve, cambia con l’uomo. Si può passare all’atto, cioè agire il proprio fantasma, oppure mantenere il proprio immaginario popolato di figure, ruoli e scenari senza agirli mai, al solo fine di provare piacere o eccitazione
La perversione è una gabbia
Contrariamente a quello fantasmatico, lo scenario perverso è sempre identico a se stesso: il soggetto non fa che ripensare sempre alle stesse immagini. Il perverso vive in una gabbia indistruttibile ed è costretto a passare all’atto per accendere il desiderio e raggiungere il piacere. Una donna può avere la fantasia di essere percossa o insultata, e questa idea la eccita; ma questo pensiero resta un fantasma e non diventa una perversione non tanto perché non viene mai agito, ma perché fa parte di uno scenario erotico molto più vasto che comprende questa fantasia insieme a molte altre, e perché questa donna può provare desiderio ed eccitazione in un rapporto erotico multiforme, variegato e mutevole. Questa persona può inscenare il proprio fantasma come un gioco erotico insieme al partner e in accordo con lui, così come può godere in un rapporto sessuale più tranquillo e “tradizionale”.La perversione è legata invece al concetto di obbligatorietà: essa è una monomania in cui il piacere non può essere raggiunto che attraverso la realizzazione di quella esclusiva perversione. Al pari della pedofilia, la pratica perversa diventa davvero grave quando manca il consenso del partner; si parla in questo caso di abuso sessuale, una perversione grave riguardo alla quale la società non può non prendere posizione.
Fantasmi e cultura
Il fantasma erotico è una rappresentazione mentale molto personale, che è però legata indissolubilmente alla nostra cultura e alla nostra educazione. Vent’anni fa le donne occidentali sognavano Sean Connery come massima incarnazione della virilità; oggi Connery è sostituito da Brad Pitt o, per le adolescenti, da Leonardo di Caprio, un modello molto più femmineo. I canoni di bellezza cambiano da un’epoca all’altra, e da una regione all’altra: gli uomini orientali amano le donne fragili, gli occidentali quelle alte e atletiche, gli Africani amano al contrario quelle bene in carne. I fantasmi non potranno che ricalcare queste differenze. Anche il divieto sociale gioca un ruolo molto importante nella formazione dei fantasmi collettivi, in quanto consente lo sviluppo di sensi di colpa talvolta necessari al piacere; si pensi per esempio che in alcuni stati degli Stati Uniti la sodomia è una pratica ancora oggi illegale, e perseguibile a termini di legge. Inoltre, il contenuto dei nostri fantasmi deriva probabilmente dai costumi culturali ancestrali: per esempio i manga, fumetti erotici in cui le eroine hanno le sembianze di adolescenti, e la diffusione della prostituzione tra le liceali, potrebbero essere legati a una tradizione e a una tendenza pedofile tipiche della società nipponica. Inoltre, i Giapponesi non amano i peli, e infatti i sessi spesso glabri delle donne nelle pubblicazioni erotiche evocano il corpo delle bambine prepuberi (ndr vedi Shotacon). Spesso i fantasmi che alimentano il piacere mentale sono in realtà irrealizzabili o non li si vorrebbe realizzare mai, per esempio persone di colore che si eccitano all’idea di ritornare, durante un incontro erotico, a vestire i panni di uno schiavo, o donne che hanno fantasie di stupro. In questi casi, è proprio la paura il carburante principale dell’eccitazione.
I fantasmi più comuni
La fellatio
“I fantasmi maschili abbondano di eroine immaginarie che fanno esattamente quello che le donne vere evitano con cura: non solo amano praticare la fellatio a un uomo, ma si leccano i baffi con il suo sperma” – così racconta Nancy Friday nel suo libro sui fantasmi maschili-Il fantasma della fellatio è molto presente negli uomini, e si tratta di un fantasma in fondo elementare, che non richiede un grande scenario. Questo potrebbe essere attribuito al fatto che l’immaginario erotico maschile si basa soprattutto sui film pornografici, ricchissimi appunto di scene di fellatio. O anche perché proprio questa pratica cinematografica porta in primo piano il sesso maschile, cioè il simbolo della mascolinità e del potere di affermazione dell’uomo. Un’altra fantasia maschile molto diffusa, che sembra confermare che l’immaginario erotico dell’uomo è relativamente primitivo e legato soprattutto al suo genitale, è quella di avere un sesso gigantesco, verso il quale donne vogliose accorrerebbero per baciarlo.
Simbolo di dominazione ?
Di questo si tratterebbe allora, di dominare. Ben oltre il semplice piacere fisico, la fellatio ha rappresentato per millenni il rapporto dominante-dominato: per gli antichi romani, essa costituiva un diritto di riparazione, un modo cioè di reclamare danni e interessi. Diminuito dall’atto stesso, colui che eseguiva la fellatio era considerato alla stregua di una persona sub-umana. Allo stesso modo nella cultura Incas ottenere la fellatio era in diretto rapporto con la forza del richiedente, e più si pratica la fellatio, meno si vale. Per contro, la fellatio nei fantasmi femminili non ha alcun rapporto con il desiderio di essere sottomesse, o in ogni caso, non sempre. In un articolo apparso sul New York Times il dottor Levy Warren sosteneva che il 50-60% delle connazionali di Monica Lewinski pratica la fellatio prima ancora di aver avuto il primo rapporto sessuale; in questo modo, sostiene l’articolo, attraverso l’attesa del rapporto completo imposta al partner le giovani Americane misurano inconsciamente il potere che possiedono sull’uomo.Il cunnilingus
Ci può essere un legame diretto tra la richiesta di questa pratica e l’autostima delle donne? Nancy Friday dice: “In materia di stimolazione orale le donne, dopo averci messo millenni a esprimersi, domandano ogni giorno di più”Potremmo leggere questo contributo di Nancy Friday come il segno di un cambiamento epocale, dopo millenni in cui la donna ha svilito il proprio sesso: “Ciò che sento oggi, è un coro di donne che reclamano il contatto della bocca, che pregano i propri uomini di scendere tra le loro gambe”.
Un tabù maschile ?
Al giorno d’oggi il cunnilingus fa parte delle più diffuse pratiche sessuali, almeno questo sembra essere il punto di vista femminile. Per gli uomini, invece, questa pratica continua a restare un tabù, come esprime con grande efficacia Nancy Friday: “Gli uomini pensano agli odori, e a gusti abominevoli”. Infatti, mentre la fellatio rientra da sempre nei fantasmi maschili, il cunnilingus è una pratica che alcuni ancora oggi considerano una forma di sottomissione alle donne, e pertanto indegna di un “vero” uomo. Toccherebbe dunque ai maschi fare un passo avanti in direzione della femmina, e alle donne convincersi della legittimità del loro desiderio di questo bacio fatale…La sodomia
Per quanto molto diffusa, questa fantasia incontra ancora molte resistenze da parte delle donne, che collegano l’atto a una sensazione disgustosa di sporcizia, cioè esattamente il contrario di come dovrebbe essere una donna. Un altro grande ostacolo alla realizzazione di questa fantasia è collegato al timore del dolore fisico. Ciononostante, i fantasmi di sodomia continuano ad aleggiare nelle menti di tutti, forse perché di tutte le attività sessuali possibili, la sodomia è una delle più proibite e “sporche”. In alcune donne che la praticano, la sodomia è collegata a fantasmi di sottomissione.Fantasmi maschili e femminili
I sondaggi ci informano periodicamente delle pratiche sessuali degli Italiani, ma i fantasmi erotici continuano a restare un continente per la maggior parte inesplorato.
Uomini e donne: l’origine dei fantasmi
Esibizionismo, voyeurismo: la maggior parte delle nostre inclinazioni sono universali, e si ritrovano più o meno con la stessa frequenza in entrambi i sessi. Uomini e donne amano toccare, guardare, essere guardati o scoperti, trasgredire i divieti, subire o infliggere qualche violenza, sottomettere o essere sottomessi. Poiché però uomini e donne presentano differenze anatomiche, fisiologiche, educative, culturali e sociali, le condizioni sono propizie all’emergere di fantasmi diversi. Per esempio, un ragazzo erotizzerà (ndr: dare inconsciamente un significato erotico a qualcosa che di per sé non l’avrebbe) di preferenza attraverso la vista, il tatto e l’aspetto, e prediligerà riviste in cui l’immagine prevale sul testo, mentre nelle donne il fenomeno è opposto: il modo di essere di una persona, il sentimento, l’intimità o il romanticismo saranno i suoi modi privilegiati di raggiungere l’eccitazione. Molte donne in età matura sperimentano spesso la fantasia di essere dominate dal partner, e quindi indirettamente protette e rassicurate da lui; al contrario le fantasie degli uomini prediligono immagini di dominio o di violenza, perché spesso, attraverso gli scenari sessuali, gli uomini manifestano la loro ambivalenza tra l’amore che provano per le donne, e la rabbia che provano nel piegarsi alle loro esigenze. Alcuni sostengono che nella società attuale il femminismo abbia cambiato molti dati di fatto: gli uomini starebbero rivelando la loro parte femminile, mentre le donne starebbero sviluppando un immaginario sessuale più maschile. Ma è proprio vero che le donne sono inibite ?
Per una donna può essere più difficile accettare i propri fantasmi, semplicemente perché li teme di più; deve quindi sbarazzarsi non solo delle sue inibizioni, ma anche del suo “disgusto”, sentimenti che raramente gli uomini provano: è rarissimo che un uomo consideri il sesso una “faccenda sporca” o “disgustosa”. Alcune donne pensano di non avere fantasmi sessuali, ma questo è solo l’effetto dell’autocensura che impedisce loro di ricordarli.Fantasmi femminili: lo stupro
Tipicamente femminile, questo sarebbe uno dei fantasmi più diffusi. In media, però, il fantasma prevede lo stupro da parte di una persona che la donna già conosce, o che ha comunque caratteristiche “amabili”, e quasi mai da parte di uno sconosciuto. Senza arrivare al parossismo dello stupro, fantasie di sesso in qualche modo subito, o esercitato con una certa violenza, o che prevede atti di sottomissione, fanno parte delle comuni fantasie sessuali di quasi tutte, se non di tutte, le donne. Magari, o soprattutto, se agito nel rassicurante bozzolo della relazione di coppiaAbbasso la colpa, viva il piacere
Certamente per una donna agire i propri fantasmi richiede una grande fiducia non solo in se stessa, ma anche nel partner. Perché, come scrive Nancy Friday: “molte temono di passare per svergognate”. Allora, ecco perché il fantasma di una violazione legittima in qualche modo un piacere che riesce difficile assumere senza sensi di colpa, e si demanda all’altro l’eventuale onta legata alla capacità di godere. Il fantasma sessuale consente di amplificare il piacere di andare “oltre” nelle sensazioni, ma diventa un segno negativo quando lo si evoca al posto di una sessualità reale piacevole e soddisfacente.Variazioni sul tema
Il bondage
“Legata, sono alla mercé di un gruppo di uomini”: che cosa significa questo fantasma, più femminile che maschile? Il bondage, cioè la pratica di immobilizzare il partner per impedirgli di muoversi e reagire, offre alcuni vantaggi. La sottomissione reale o simulata al desiderio dell’altro scaccia le inibizioni e attenua i sentimenti di colpa legati spesso a un’educazione severa e repressiva. Si può quindi godere senza sentirsi responsabili delle sensazioni provate. Se in questa fantasia la donna si immagina di essere a disposizione di un gruppo di uomini, è perché il suo desiderio contiene quello di essere capace di accendere quello altrui: estremamente desiderabile nella fantasia, questa donna potrebbe nutrire dubbi e insicurezze riguardo al proprio aspetto, alla sua femminilità o alla sua identità sessuale. In questo caso, il fantasma del bondage può compensare la sua insicurezza.
La donna esperta, l’uomo passivo
“Lasciar fare”: ci siamo dati appuntamento da lei, prima di trascorrere la serata da amici. Suono, sua madre mi apre. Mi dice che la figlia sarà in ritardo di un’ora ma che posso aspettarla. Mi offre un tè. E’ gentile, attraente e sorridente come al solito. Parliamo un po’, e mi rendo conto dell’ambiguità della situazione. Lei mi provoca, gioca con i capelli, mi lancia sguardi carichi di sottintesi. E’ una bella donna, sulla quarantina. Poi, finalmente, mi salta addosso, mi sveste e mi chiede di lasciarla fare. Io acconsento. Ci ritroviamo nudi sul tappeto della sala… e lì … fa tutto lei. Tutto! L’incontro è finito, mi sento un po’ stordito. Lei è calma, serena, rassetta i cuscini come se niente fosse. Io mi rivesto, sento suonare alla porta, è la mia fidanzata. Bacia la madre e poi mi conduce in camera sua, per fare l’amore. In una sola serata, madre e figlia mi sono saltate addosso. Il paradiso… In questa simulazione come nella realtà, il fantasma della donna iniziatrice è molto presente negli uomini giovani che nutrono ancora incertezze riguardo alle loro capacità sessuali. Dolce e sensibile, il nostro protagonista immaginario è totalmente passivo, non fa che ubbidire. Scrive ancora Nancy Friday: “molti uomini definiscono la loro realtà come un luogo in cui devono essere “forti”. Nei loro fantasmi essi possono invece sciogliere le definizioni rigide della mascolinità, e permettersi di ubbidire, per esempio, invece di comandare”. I ruoli sono dunque ribaltati: sessualmente sicura di sé, la donna esperta domina, sollecita, quasi violenta il partner. Attraverso un fantasma come questo, gli uomini possono godersi il piacere di rinunciare alla responsabilità sessuale, possono abbandonarsi alla passività, al semplice piacere di ricevere il piacere che viene loro regalato, anche se in qualche modo imposto. In realtà, però, questo fantasma può nascondere problemi più profondi, quali il legame edipico irrisolto per la madre, che può portare, se non correttamente analizzato, a problemi legati all’erezione e all’eiaculazione.Offrire la propria donna ad altri uomini
Al picco del desiderio mi viene in mente un’immagine, sempre la stessa: offro la mia donna a un uomo, anzi a più di uno. Loro la possiedono, poi la possiedo io. Anche in questa fantasia simulata, che magari non diventerà mai un atto e che può senz’altro riguardare un uomo che ama moltissimo la propria compagna, e anzi ne è geloso, la ragione ultima dello scenario potrebbe riguardare l’angoscia che la propria compagna finisca davvero, prima o poi, per avere rapporti con qualcun altro. Quindi questa fantasia potrebbe servire a placare l’angoscia della gelosia, ed equivarrebbe a un meccanismo di difesa attuato per esorcizzare la paura. D’altra parte, una scena di questo genere può nascondere anche una reale o immaginaria mancanza di mascolinità, una virilità che fa acqua, oppure un’omosessualità latente e sconosciuta dal soggetto. Questo fantasma, però, non è ancora propriamente omosessuale, dato che la donna è comunque presente; come dice Nancy Friday, “è proprio sotto l’egida della donna che ha luogo l’avvicinamento maschile. L’intervento della donna nella scena agisce come riduttore di angoscia. La sua presenza autorizza l’avvicinamento tra i due uomini, è lei il catalizzatore che consente una accresciuta intimità maschile”
Le scene saffiche
Le scene saffiche – con o senza uomo – affollano la filmografia pornografica, perché sono massimamente eccitanti per gli uomini. Poiché il maschio è più incline al voyeurismo rispetto alla donna, guardare la donna, e anzi, più donne in azione può costituire per lui un’eccitazione visiva molto intensa. Inoltre, l’immagine delle donne che fanno l’amore tra di loro colpisce con forza un altro dei tipici fantasmi erotici maschili, quello della donna sessualmente insaziabile. In questo mito la donna, divorata dal suo stesso desiderio carnale, è così presa dal piacere che niente la può più fermare. Questa immagine, per quanto forte, non implica per l’uomo la sua eventuale inutilità o l’indifferenza della donna per lui, ma al contrario rende evidente che il desiderio sessuale della donna, a dispetto talvolta delle apparenze, è forte e intenso almeno quanto il suo. Inoltre, la tradizione vuole che siano gli uomini a fare i primi approcci sessuali, e quindi immaginare un’orgia femminile prova il fatto che anche gli uomini possono apprezzare talvolta il piacere di vivere un’esperienza sessuale senza prenderne l’iniziativa.Lo scambismo
Il fantasma dello scambismo è un tentativo di risolvere in una volta sola i problemi della varietà e della fedeltà sessuali, cioè di aggiungere un lato piccante alla relazione amorosa, mantenendo intatto il legame con il proprio partner. Come sappiamo, qualunque rapporto extra-coppia costituisce una minaccia per il legame, e chi ha fantasie di scambismo cerca di rovesciare la situazione e di rendere l’infedeltà un’esperienza condivisa, che dunque dovrebbe rafforzare la relazione, piuttosto che distruttiva. Probabilmente è questo, per quanto magari inconscio, il ragionamento che sottende i fantasmi di scambismo.La sodomia violenta
Alcuni uomini si rifiutano di praticare la sodomia con la propria compagna perché la ritengono una pratica omosessuale, altri invece la apprezzano in modo particolare perché l’ano è un orifizio molto più stretto della vagina, e quindi capace di procurare al maschio un maggiore piacere. Nella versione violenta di questa fantasia, si trovano riuniti insieme il piacere trasgressivo della pratica in sé, il piacere del dominio e quello di provocare dolore fisico.Il voyeurismo
L’atto di guardare permette di eccitarsi e di procurarsi piacere, e fino a quando non diventa compulsivo, non assume le caratteristiche costrittive e limitanti della perversione. Si pensi per esempio alla curiosità infantile, al desiderio di tutti i bambini di guardare tutto ciò che è proibito o nascosto: tutti i bambini hanno provato un forte desiderio di vedere i genitori nudi. Anche in questo caso entrano in gioco le limitazioni sociali e culturali: per un uomo, guardare le donne è un atto del tutto lecito, mentre per le donne guardare gli uomini assume una connotazione immorale e invereconda. Le donne, infatti, vengono incoraggiate a esibirsi, piuttosto che a guardare. Il desiderio di vedere e di essere visti è presente in ognuno di noi fin da quando siamo bambini, anche se poi la pressione sociale spingerà i maschi a guardare, e le donne a mostrarsi.
Trasgressività e tabù
Adele Fabrizi: la trasgressione è un modo di comportarsi, è un atteggiamento mentale che va al di là della normalità statistica. E’ vivere fuori dagli schemi convenzionali senza che però diventi perversione.Luisella Del Bosco : è difficile stabilire i confini della trasgressione: la trasgressione è oggi riconducibile a una scelta personale più che morale, ognuno si confronta con i propri limiti. Come vivere diventa una scelta personale. Le differenze tra trasgressione – violenza – illegalità sono praticamente scomparse.I tabù sessuali sono caduti uno alla volta e non ne esistono praticamente più.
Ce l’avete fatta ad arrivare alla fine? Avete notato che lavoraccio aggiungere tutti i link ai vari argomenti trattati? Be, a me questo articolo è piaciuto molto e devo dire che molto cose le ho trovato coerenti con il mio pensiero, i miei fantasmi e la mie perversioni…e voi?
Faccio davvero i complimenti per il loro lavoro a Adele Fabrizi e Luisella Del Bosco, complimenti davvero per l’ottima analisi.
Più coccole, baci e tanto “chupa dance”…
15 gen
Sesso e baci, toccasana contro lo stress

da KataWeb Blog
Baci, carezze e coccole sono il primo strumento per combattere stress e tensioni. Lo svela una recente ricerca pubblicata dalla rivista Psychosomatic Medicine. I ricercatori hanno messo in evidenza che quando le coppie si abbracciano spesso, si fanno effusioni e hanno una buona intimità fisica hanno livelli di ormoni dello stress nettamente inferiori rispetto ai coniugi ‘più freddi’. In poche parole per combattere i ritmi frenetici della vita quotidiana è bene fermarsi e dedicarsi senza fretta al proprio partner.
I ricercatori dell’Università di Zurigo hanno preso in esame 51 coppie che hanno seguito 24 ore su 24 per una settimana monitorando comportamenti e attività. Nelle varie fasi della giornata alle persone che partecipavano allo studio sono stati prelevati campioni di saliva a intervalli regolari. L’operazione ha avuto come scopo quello di misurare i livelli di cortisolo, il cosiddetto ‘ormone dello stress’. Se la persona è stressata il livello di cortisolo aumenta.
A conclusione della ricerca è emerso che chi ha una vita di coppia appagata e con molte effusioni presenta livelli di cortisolo drasticamente inferiori a chi ha invece un rapporto più freddo con il marito o la moglie. Il livello cortisolo è più basso se i coniugi si scambiano carezze affettuose, baci o abbracci oppure se hanno spesso rapporti sessuali.
In poche parole le parole con una vita sessuale e con una maggiore intimità di coppia sono più serene e appagate e risultano meno stressate. La ricerca dell’Università di Zurigo ha rivelato come i rapporti fisici nella coppia favoriscono relax, benessere e anche una maggiore qualità del sonno.
Un’anno di matrimonio
8 dic
Un’anno di matrimonio
Ed il primo anno di matrimonio è andato!
Uno di matrimonio e quattro d’ammmmore!
Ne danno la triste notizia Adolfo & Deborah.
p.s.: mortacci vostra ce ne fosse unoc he s’è ricordato e c’ha fatto l’auguri!
Economia Domestica del 21
19 nov
“Saldi anticipati per combattere la recessione”
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Stamattina quasi tutti i giornali on-line avevano all’incirca lo stesso tema… i poveri commercianti che alle strette hanno cercato qualche escamotage per poter sopravvivere alle feste natalizie… avvalendosi insomma di qualche marcia in più data dalle vendite promozionali.
Spesso negli ultimi anni, ci siamo chiesti come mai le decorazioni dell’albero di natale fossero arrivate a cifre astronomiche… tipo 5 o 6 euro per i festoni luccicanti o 10 euro per una palla di vetro… che non abbiamo ovviamente comprato.
Oppure ci chiedevamo come facessero un paio di stivali (non in pelle) a costare più di 180 euro (al cambio erano 360 mila delle vecchie lire)… e cose simili. Ce lo chiedevamo e nel frattempo acquistavamo solo lo stretto necessario ai saldi o all’outlet (sempre ai saldi). Parliamo degli hair stylist? Sì, proprio di loro… hanno fatto la stessa conversione… e si lamentano se ci si fa la tinta a casa e si varca la soglia solo per le feste comandate?
Ora i poveri commercianti vendono in “rimissione” gli stessi festoni a 0,90 euro e le palline di vetro a 2,50 euro… Gli stivali ancora non lo so perchè li comprerò (forse) solo ai saldi…
La recessione, hanno dato anche loro una buona mano a crearla, approfittando del cambio “virtuale” alla pari tra euro e lira… Alcuni disonesti ci hanno venduto i prodotti cinesi come prodotti “made in Italy” ed ora ci viene il dubbio che quando i prodotti cinesi ormai sono alla portata di tutti, non abbiano di che lamentarsi… O forse si solo per il mancato guadagno…
A Roma, qualche tempo fa, si parlava di un artigiano che ha continuato a fabbricare i suoi prodotti mantenedo inalterati i prezzi da lire in euro tanto da essere famoso.. perchè il suo fatto a mano e su misura era più conveniente di molte note marche…
Mi chiedo se tutta questa paura della deflazione, come declamata dall’editoria e dalla TV, alla fine non farà tornare i prezzi ad un valore umano… ad un costo che una famiglia normale o un giovane che prende meno di 1000 euro al mese magari possa permettersi oltre alla spesa di sopravvivenza anche le scarpe nuove, il parrucchiere ed un bell’albero di Natale.
Mah… maghi della finanza tutti, non ci fate discorsi di alta economia, non ci parlate di PIL o di Borsa… diteci solo perchè le verdure comprate direttamente dall’agricoltore costavano 0,90 al chilo mentre al supermercato (anche al mercato rionale è lo stesso) costavano oltre i 3… il costo del trasporto? Non ci crediamo. Ci avete spremuto e solo ora, che siamo stufi ed a secco, ve ne rendete davvero conto…
Allora Buon Natale a tutti… speriamo più spirituale, con meno consumismo e con tanta gioia ed amore lo stesso…
Morgana
E chi c’ha “i maniglioni antipanico” che fa???
14 nov
Attenti alle maniglie dell’amore:
aumentano il rischio di fine prematura
da il Messaggero.it
ROMA (13 novembre) – Le maniglie dell’amore riconosciute come un vero pericolo per la salute. Uno studio ha dimostrato che le persone con un girovita abbondante aumentano il rischio di una fine prematura rispetto ai coetanei che mantengono una linea migliore.
A parità di peso corporeo, bastano 5 cm in più sul girovita per aumentare del 13-17% la possibilità di una fine prematura. Lo studio condotto su 360mila persone in nove paesi europei, pubblicato sul New England Journal of Medicine invita i medici di famiglia a mettere mano al centimetro per misurare regolarmente i propri pazienti. Il legame tra grasso addominale è salute è ormai definito da molte ricerche, ma il team internazionale – che ha coinvolto anche alcuni studiosi dell’Imperial College di Londra – ha voluto definire con maggiore chiarezza le conseguenze di un girovita extralarge.
Così gli scienziati hanno seguito centinaia di migliaia di persone, in media di 51 anni, per 10 anni, durante i quali 14.723 sono morte. In questo modo si è visto che proprio la misura del girovita aiuta a individuare con molta precisione le persone a più alto rischio di una fine prematura. In particolare, nei casi estremi, gli uomini con più di 119 cm di girovita presentavano un tasso doppio di morte rispetto ai coetanei più esili, sotto gli 80 cm.
Un dato simile si è riscontrato per le donne “over 99 cm”, rispetto a quelle al di sotto dei 64,7 cm. Insomma, le celebri misure del fascino femminile delle dive di qualche anno fa (90-60-90) sembrano indicare non solo canoni di bellezza, ma anche di salute. Non solo, sembra che fra due uomini con lo stesso indice di massa corporea, sia sufficiente una differenza di 5 cm nel girovita per far accumulare a quello con le maniglie dell’amore un 17% di pericoli letali in più (13% nelle donne).
M’hai lasciato la tavoletta alzata e il rossetto sul lavandino…
13 nov
Dal dentifricio alla salsa
così litigano lui e lei
di CARLOTTA MISMETTI CAPUA da Repubblica.it
ROMA – L’amore non vince tutto. Perde miseramente, ad esempio, al cospetto di oggetti casalinghi piuttosto pacifici come: il dentifricio, le chiavi della macchina, la macchina stessa; il cesto della biancheria, la lavatrice, il water, il telecomando ed il telefono. Quando una coppia confessa che da venti anni discute sempre delle stesse cose, intende dire che discute di una delle cose di cui all’elenco precedente. Ma non ci si lascia perché il dentifricio è spremuto male, o per la durata delle telefonate dopo cena: anzi, più spesso si sta insieme grazie a questo.
Così afferma il nuovo saggio del sociologo francese Jean-Claude Kaufmann, da lui intitolato (piuttosto benevolmente) "Le baruffe d’amore", edito dal Mulino (16 euro): "L’irritazione per l’altro è una stranissima sensazione, che pure svolge un ruolo decisivo nella strutturazione della coppia", racconta l’autore. Le storie sono state raccolte dallo staff di Kaufmann attraverso annunci sui giornali, e il sociologo ha poi tenuto con le coppie volontarie lunghe corrispondenze via mail: più con le donne che con gli uomini, più restii ad affrontare le questioni spinose o a parlare di vicende intime.
Le coppie protagoniste sono coppie felici, perché nel libro si fa un’antropologia della vita comune, non di casi patologici. E alla fine il saggio non ha alcuna pretesa teorica, piuttosto è un catalogo: di coppie e dei loro litigi "preferiti", quasi tutti intorno ad otto oggetti-totem della vita domestica. Gran parte della riflessione ruota intorno al totem-dentifricio, strizzato dal basso, dall’alto, chiuso, aperto o perfino scelto in forma di tubo rigido da una donna che voleva evitare il divorzio. Perché il dentifricio è il primo oggetto che entra in casa, la prima presenza concreta, nella vita di coppia, dell’altro, della sua alterità e del suo fantasma.
Secondo Kaufmann esiste una formidabile equazione nella vita amorosa. E cioè che 1+1 faccia 4. In quei primi mesi di fusione e di incanto, l’amore si regge sull’idea che 1+1 faccia 1, che lui e lei si comprendano, amino e rispecchino al punto da essere una cosa sola (come dice l’adagio popolare).
Ma la vera matematica delle coppie è sballata: 1 (uomo) più 1 (donna) fanno infatti 4 persone, perché ognuno si porta dentro, conficcato nel cuore e negli schemi misteriosi della nostra mente, anche il proprio schema-padre e schema-madre.
Quanto agli oggetti di cui si discute nelle coppie, all’inizio della nuova avventura coabitativa o dopo trenta anni di vacanze insiemesi va dalla salsa di pomodoro al dentifricio grande, dall’immondizia alle spese al supermercato, dai risparmi in banca alle telefonate di Natale agli zii, e tutti si caricano di ogni altro conflitto latente. Il catalogo di storie tipiche raccolte in Francia da Kaufmann ? che aveva già scritto un bel saggio sui risvegli nel letto, campionario di scene di prima mattina, dopo aver fatto l’amore per la prima volta ? è così alla lettura irresistibilmente comico. Ma anche a tratti noiosissimo, come sempre sono noiosi i litigi degli altri. Gli schemi del litigio raccolti sono tenacissimi e universali, e questo li rende simili in tutto e per tutto alle scenette domestiche su cui Sandra & Raimondo sono andati avanti per venti anni (e tante coppie idem, a conferma che il litigio tiene in equilibrio).
I confini di queste baruffe sono imprecisi: ma dietro il marito che rimette in lavatrice le camicie appena lavate e stirate dalla moglie a 40 gradi (perché lui è un teorico dei 60 gradi e "lei me lo fa di proposito") c’è collera e conti in sospeso. E fa ridere la moglie che confessa: "Io non posso fare l’amore con qualcuno che mi rinfaccia di aver condito male l’insalata".
Dedicato a tutti i ghiri del mondo
3 nov
Congresso in Germania dei medici della Sleep Society
Che ammoniscono: “Dormire poco non è certo un vanto”
Gli esperti ai forzati della veglia
“Fare sesso per avere sonni d’oro”

da repubblica.it
ROMA – Fare sesso fa bene alla salute. Ormai la scienza ha certificato quello che il buon senso popolare ha sempre saputo. Così come ora ha sottoscritto un altro luogo comune: una buona dose di sesso prima di addormentarsi regala sogni d’oro e notti tranquille. Altro che camomilla e tranquillanti, secondo gli esperti tedeschi di medicina del sonno della German Sleep Society (Dgsm), riuniti a Kassel, in Germania, per la loro convention annuale, fare all’amore è l’unica attività che impegna il fisico ma che al contempo lo distende e aiuta a scivolare senza problemi fra le braccia di Morfeo.
Gli specialisti a congresso confermano le virtù benefiche di un sonno sano sulla salute dell’intero organismo, e bacchettano senza mezzi termini i ‘forzati della veglia’: dormire poco non è certo un vanto, avvertono i medici. Per assicurarsi notti ristoratrici, gli esperti della Dgsm promuovono stili di vita positivi, come dieta sana ed esercizio fisico costante. Ma attenzione: niente attività sportive serali: “Determinano il rilascio di ormoni stimolanti”, spiegano gli esperti, che mantengono il corpo attivo e il cervello sveglio, complicando e ritardando l’addormentamento. Fa eccezione il sesso. Inoltre dormire bene previene molte malattie, ribadiscono gli specialisti, preoccupati per l’abitudine sempre più diffusa di ‘risparmiare’ sul sonno.
Complici i ritmi frenetici della vita moderna – ricordano – nel mondo industrializzato il tempo dedicato ai sogni si è ridotto progressivamente di un’ora e mezza. Tanto che un tedesco medio dorme oggi circa 7 ore. Anche se il fabbisogno di sonno è soggettivo e non esiste una formula ideale, ammettono gli specialisti.
La moda di ridurre al minimo le ore di sonno viene da lontano. “Quattro ore di sonno per gli uomini, 5 per le donne e 6 per gli idioti”, era la ricetta di Napoleone Bonaparte. Oppure c’è la regola del tre di Berlusconi: “Dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l’amore per altre tre”, ha detto di recente il premier ospite di una discoteca milanese. Ma gli esperti ammoniscono: “Chi cerca di impressionare gli altri dormendo ‘quanto basta’ si muove su un terreno molto pericoloso”.
Che siano le 8 ore ‘prescritte’ dalla saggezza popolare, oppure le 9 ore o forse più predicate da attrici e modelle che fanno della buonanotte una cura di bellezza, “ognuno ha bisogno di dormire – assicurano i medici della Dgsm – E non esiste alcuna prova che certe persone riescano ad ‘allenare’ il proprio organismo abituandolo nel tempo a farsi bastare il minino sonno indispensabile”, precisano gli scienziati.
Se inizialmente si pensava che il sonno disturbato fosse causato da alcune condizioni patologiche, aggiungono, oggi il rapporto causa-effetto si è invertito ed è stato dimostrato che alcune malattie sono scatenate proprio dall’insonnia cronica. “Problemi cardiaci o cardiocircolatori”, per esempio, “possono precipitare nei pazienti che dormono male per un lungo periodo”. Si è stabilita inoltre una significativa correlazione fra disturbi del sonno e patologie come demenza o Parkinson.
Secondo uno studio, in particolare, “il 69% dei malati di Parkinson ha sofferto di problemi di sonno nei decenni precedenti. Disturbi che a volte erano iniziati già nell’infanzia”. Secondo le ricerche, infatti, “circa il 40% dei bimbi piccoli ha un sonno problematico” possibile ‘anticamera’ di “disturbi mentali, paure, depressione o iperattività”.
E “più o meno un terzo dei pre-adolescenti e degli adolescenti, con punte ancore più alte in Giappone, sperimenta attacchi di sonno durante il giorno” dormendo male di notte. Per migliorare il sonno dei più piccoli, gli specialisti suggeriscono di limitare al massimo il ‘consumo’ di pc e tv, perché “basta un’ora al giorno davanti a computer e televisione per compromettere il riposo”. Ma oltre alla quantità del tempo trascorso davanti a uno schermo, conta anche la qualità di ciò che si guarda: “Certi show o videogame possono provocare degli incubi”, chiudono i medici evidentemente più favorevoli a ben altre visioni.
Nel profondo di molti di noi
27 ott
Parla la scrittrice che ha sconvolto la Germania con «Zone umide», romanzo scandalo

da pariopportunità prov.Grosseto
BERLINO – L’incipit conta, in un libro. In questo di Charlotte Roche – Zone umide – conta più che in altri: «Che io ricordi, ho sempre avuto le emorroidi. Per molti anni ho pensato fosse meglio non dirlo a nessuno».
Leggerezza un po’ proustiana per contenuti scioccanti. Soprattutto, però, è l’apertura immediata di una finestra sul corpo, sulla malattia, sul disgusto, sulle cosiddette parti intime femminili che non si chiude nemmeno nell’ultima pagina. Forse, il racconto del femminismo del Ventunesimo Secolo. Anzi, il suo manifesto. «Sì, quando ho iniziato a scriverlo la mia idea era quella – dice Roche, 30 anni, dalla sua casa di Colonia, dove vive con il marito e una figlia -. Scrivere qualcosa per liberare le donne da una costrizione, per renderle meno schiave in fatto di odori, sesso, corpo, organi. In questo senso è un manifesto, anche se poi ha preso la forma del racconto». In effetti, il volume (Feuchtgebiete il titolo in tedesco) è davvero diventato un manifesto per le ragazze della Germania: ha ormai venduto oltre un milione di copie dalla primavera scorsa, è stato il primo e unico libro in tedesco a guidare la classifica di Amazon, le teenager ne parlano, i giovani ci organizzano dibattiti.
Henry Matisse, "The joy of life", 1905-1906 La rivista letteraria britannica Granta ha scritto che evoca, non solo per la forza di rottura ma anche per la capacità narrativa, la voce di J.D. Salinger de Il giovane Holden, la perversione di James G. Ballard in Crash, l’agenda femminista di Germaine Greer ne L’eunuco femmina. «È fantastico – dice Roche, finora una conduttrice televisiva in diverse reti nazionali, soprattutto in programmi destinati ai giovani -. Per strada, le ragazzine mi riconoscono ma non mi chiamano per nome, nonostante da anni mi vedano in tv. Mi dicono "tu sei quella che ha scritto Feuchtgebiete"». La protagonista di Zone umide (in Italia uscirà il 22 ottobre da Rizzoli) è Helen Memel, una diciottenne con numerose esperienze sessuali di diverso genere, sfrontata con il prossimo, esplicita con il suo corpo e soprattutto non conformista in fatto di mode e di obblighi sociali. Tutto inizia quando, depilandosi, si ferisce le emorroidi, è ricoverata in ospedale, viene operata (due volte) e deve dunque restare a letto per qualche giorno. Il racconto tratta della permanenza di Helen in ospedale; dei suoi sforzi per provocare e fare innamorare l’infermiere; della necessità di riempire il tempo trattando noccioli di avocado da usare poi a scopo di masturbazione; del bisogno di «andare di corpo», come dicono irritandola le infermiere, dopo l’operazione. E dell’ossessione di rimettere assieme i suoi genitori, da tempo separati. Attorno a questo, le azioni e le riflessioni fulminanti di una teenager che ha scritto le sue regole. O almeno ha gettato alle ortiche quelle codificate. I punti forti del manifesto per la liberazione del corpo femminile dagli obblighi dell’igiene passano per il sesso.
«Ma non visto nel solito modo – precisa Roche -. C’è chi sostiene che il mio sia un libro pornografico. E io lo accetto, ho voluto che fosse sexy e divertente. Ma occorre aggiungere che non è solo pornografico. È anche disgustoso, nel senso che al sexy fa seguire il disgusto, ad esempio le emorroidi. Perché la donna è una cosa sola, non è unicamente sesso profumato, è anche altro, va in bagno, si ammala, sanguina. Non riconoscere e non parlare di questa sua parte limita e costringe la donna». Questo, dunque, è il punto di partenza del femminismo di Charlotte Roche e di Zone umide: una donna intera opposta a una idealizzata e falsificata da scuola, famiglia, religione, pubblicità, posto di lavoro. «La gente si lamenta perché la società si occupa troppo di sesso, e mi chiede se c’era proprio bisogno di un altro libro sull’argomento – spiega -. Ma il sesso che imperversa è sesso super-pulito, da supermodel, che non ha niente a che fare con la vita. Un sesso falso. Io voglio demistificare il corpo della donna per rompere questa menzogna. Andare in bagno e parlare di diarrea con il proprio partner è importante quanto parlare d’amore. Meglio il sesso che sbaglia, che fallisce piuttosto che il sesso finto che non esiste».
L’igiene, insomma, limita la sessualità. «Certo, è un limite. Prendiamo il profumo. Personalmente non lo sopporto, non lo metto mai, e quando entro al piano terra dei grandi magazzini, quello dei cosmetici, devo uscire subito a prendere una boccata d’aria. Ma, a parte me, non c’è dubbio che il sesso sia sempre migliore con l’odore naturale dei corpi. Una donna non dovrebbe preoccuparsi dei suoi umori. Sono sicura che chi mi ha amato lo abbia fatto perché ha amato il mio odore». La prima rottura di Zone umide con il femminismo delle generazioni precedenti è dunque questa: è meno politico e più personale, più attento al corpo della donna, al sesso non patinato, anche alla pornografia. E vede la donna nella sua interezza.
Ma ce n’è un’altra: l’uomo non è necessariamente un bruto. «Sono femminista nello stomaco – dice la scrittrice-conduttrice -. Sono cresciuta con una madre femminista politica di sinistra. Ma la differenza con lei e con femministe come Alice Schwarzer è che loro vedono la donna sempre vittima dell’uomo. Io, invece, a 30 anni, non vedo ogni maschio come un cattivo. I miei uomini li ho sempre scelti in modo femminista, nessuno di loro ha mai neanche pensato, per esempio, di dirmi che non devo lavorare. Sa qual è stato uno dei problemi? Che molte delle femministe note sono lesbiche: per loro è difficile capire le eterosessuali e ancora più difficile è parlargli. Credono che le donne sui tacchi siano cretine». Dunque: niente profumo, «al massimo un deodorante inodore», zero obblighi di depilazione in ogni parte del corpo, nessuna vergogna per i brufoli e le malattie, sesso a 360 gradi. Ma anche tacchi alti, «certo che li porto, mi piace essere bella per mio marito», doccia e shampoo, «giuro, la faccio ogni mattina», e famiglia la più unita possibile, «perché la mia esperienza mi dice che un figlio di genitori separati si porta dietro per sempre la speranza che un giorno tornino assieme, e soffre». È questo un manifesto generazionale, Il giovane Holden degli anni Duemila, ora che dalla Germania si espande nel mondo? «Non oso sperarlo. Non lo so. O forse lo spero». Beh, il nuovo femminismo sarà pure un po’ ambizioso. «Già, io lo sono molto, e anche arrogante, almeno sul lavoro. Quindi dico vedremo».
Danilo Taino
Donne Milanesi: non vi impicciate, son cazzi nostri !
2 ott
Donne Milanesi: non vi impicciate, son cazzi nostri !
I «sex toys» piacciono a una milanese su due
(io preparo le valige)
dal Corriere.it che dice:
Sondaggio sui giocattoli erotici: il 50% delle intervistate li ha osservati o provati. L’esperto: «Interessante valenza terapeutica»
(ndr) Ah ah ah, allora è vero quando dico alle mie amiche che hanno bisogno di una bella supposta di carne ah ah ah
MILANO – Il 20% delle donne milanesi ha sperimentato, almeno una volta, i «sex toys», i giocattoli erotici finora relegati nelle bacheche dei negozi «a luci rosse». E un altro 30% riferisce di averli quantomeno osservati con attenzione. E’ il risultato di un’indagine condotta dall’Aispa (Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata) nel capoluogo lombardo; la ricerca, condotta su 200 cittadine milanesi attraverso un questionario anonimo, sarà presentata venerdì all’ospedale San Carlo di Milano durante il convegno Aispa «L’intimità ritrovata: le cure del sesso tra psiche e soma». Secondo l’indagine, l’esperienza dei «sex toys» è condivisa quasi sempre con il partner, che li propone per primo in almeno il 60% dei casi. Il 70% delle intervistate si dichiara soddisfatta.
«VALENZA TERAPEUTICA» – «È un dato su cui riflettere, per le potenzialità che questi oggetti offrono una volta affrancati dall’alone di perversione che ancora li avvolge», commenta Roberto Bernorio, ginecologo e psicoterapeuta ideatore dell’inchiesta. Secondo l’esperto, i sex toys possono avere «una interessante valenza terapeutica, oltre che ricreativa e relazionale, perché danno corpo alle fantasie e possono migliorare il piacere individuale e di coppia». Negli Stati Uniti alcuni di questi giocattloli erotici sono addirittura riconosciuti come presidi medici dall’agenzia regolatoria Food and Drug Administration (Fda), mentre da noi c’è ancora una certa resistenza: «forse con troppa superficialità sono giudicati giocattoli innaturali e onanistici, relegati alle bacheche dei sexy shop – commenta Bernorio – ma la richiesta aumenta».
Ma siccome io vi voglio bene vi allego anche un bel documentario sui giocattoli sezy la loro storia, quanti tipi ce ne sono e cosi via…ma solo per i maggiorenni!
qui
SEX TOYS: I GIOCATTOLI DELL’AMORE
Introduzione (ndr ah ah ah ah, sembra una battuta)
L’esperienza erotico-sessuale non può essere finalizzata ad un semplice “compito” svolto regolarmente, o meno, all’interno del menage di coppia; questa potrebbe cadere vittima, troppo precocemente, di atteggiamenti routinari e monotoni. Il comportamento sessuale maschile e femminile deve essere compreso in una più ampia visuale del “piacere”. L’attività sessuale ha l’obbligo di portare alla soddisfazione personale con il raggiungimento del piacere orgasmico e deve essere vista sotto una prospettiva di tipo ludico. Il giocare, l’improvvisare comportamenti fantasiosi, dare spazio ai propri desideri e bisogni, può e deve rappresentare un nuovo modo di vivere l’attività erotico-sessuale. Riuscire a non incastrarsi in forme “perverse”, che inevitabilmente spingono la coppia ad entrare in quella routine fastidiosa e a volte responsabile di quelle somatizzazioni psicosessuali, diventa il primo elemento necessario per il buon andamento della vita a due. Vista la grande importanza che acquista il “gioco” nella sfera sessuale è necessario, quindi comprendere l’utilità dei noti “sex toys”, che da sempre sollevano, in una società tendenzialmente ipocrita e perché no bigotta, curiosità e sciocche incomprensioni. Prima di fare un inquadramento preciso di questi giocattoli “speciali” è necessario ricordare comunque che la chiave utile ad aprire le porte per una “sana” ed efficace relazione intimo-sessuale rimane la “comunicazione”. Infatti, una buona interazione con il partner è necessaria a prescindere dall’utilizzo o meno dei sex toys!
Uno sguardo alla storia
I “giocattoli” per il piacere sessuale non sono un’idea nuova e legata al business della trasgressione degli ultimi tempi, anzi, pur non avendo chiare testimonianze dell’utilizzo dei dildos (oggetti di forma fallica, costruiti con vari materiali) nelle donne dell’età della pietra, ci sono invece documenti importanti a partire dal periodo della Grecia classica. In Danimarca al Museo Nazionale di Copenaghen, ad esempio, le raffigurazioni di un vaso greco mostrano una donna che pratica attività autoerotica per mezzo di un dildo . Anche i romani si avvalsero di questo tipo di oggetti erotici utilizzando per la loro costruzione vari materiali come il cuoio, l’osso e il legno. Inoltre, come non dimenticare Pompei e le stanze dove sono raffigurate scene di sesso: alcune di esse mostrano giochi erotici con i dildos e altre scene particolarmente piccanti. Durante il medioevo (XII secolo) un vescovo europeo rimproverò severamente alcune donne della sua comunità religiosa per avere costruito uno strumento molto simile al membro maschile, di una taglia particolarmente consistente, per soddisfare i propri desideri. Quello che rese però più scandaloso il fatto fu la modalità con cui l’oggetto veniva utilizzato. Il dildo era infatti adoperato per commettere la “fornicazione” tra donne! Le parole del vescovo non sembrano aver avuto particolare effetto, infatti l’utilizzo del dildo continuò insindacabilmente ad essere adottato per tutti i secoli seguenti. Per esempio nel 1750 la Duchessa di Tanis provocò un enorme scandalo in Germania sposandosi con una donna travestendosi da uomo e facendo l’amore utilizzando un dildo .
Con la Rivoluzione Industriale e l’avvento di nuove tecnologie e nuovi materiali viene dato il via alla reale commercializzazione dei sex toys. L’utilizzo del lattice consentì la produzione di dildo s con questo materiale e anche quella dei primi stimolatori clitoridei. Una ditta francese che vendeva sex toys per corrispondenza ideò dei “foderi” di gomma aventi delle punte molli simili ad una cresta. Questo “fodero” poteva essere indossato sulle dita ed utilizzato per una stimolazione autoerotica oppure di coppia. L’idea sembrò molto interessante al punto di creare anche degli “stimolatori-duplici” che indossati sul pene, potevano essere utilizzati dalla coppia durante il coito. L’unione del dildo alla possibile vibrazione dette l’avvio ai primi “vibratori” o “vibromassaggiatori”. I primi apparvero nel 1869, quando un medico americano George Taylor brevettò un oggetto, che produceva un massaggio tramite una vibrazione fornita da un motore. Purtroppo, i materiali utilizzati erano particolarmente costosi per l’epoca, quindi di difficile accessibilità. Ecco perché l’oggetto venne introdotto sul mercato solamente per uso medico. Infatti, fino ai primi anni del 900, l’uso dei vibratori fu ristretto ai medici che li impiegarono terapeuticamente in un "massaggio” per alleviare i sintomi dell’isteria.
Ordinare per corrispondenza oggetti ludici per l’attività erotica era il modo standard di vendere vibratori nella prima metà del XX secolo, successivamente le vendite iniziarono ad esseri anche al dettaglio con i primi sexy shop introdotti negli anni 60. Oggi la crescita della vendita dei sex toys trova spazio non solo nei sexy shop o boutique erotiche, ma sicuramente anche on line, quindi accedendo ancora più anonimamente via internet. Le invenzioni più nuove includono stimolatori clitoridei radiocomandati, galvanizzatori elettrici e vibratori da dita di nuova generazione tecnologica. Tutto questo porta a pensare quanto nel futuro prossimo i giocattoli del sesso saranno sempre più controllati dal computer e quindi saranno ancor più capaci di soddisfare le necessità più disparate dei loro utenti. Come non pensare eventualmente anche a possibili sex toys che, per mezzo della realtà virtuale, prendendo spunto dalle nostre più profonde fantasie, ci gratificheranno avvicinando l’immaginazione al dato di realtà!
Una possibile classificazione
L’“uomo” ha da sempre ben chiara l’importanza del divertimento all’interno dell’attività erotico-sessuale e dei giocattoli erotici come elementi di complemento anche della relazione di coppia, ma probabilmente alcune resistenze psicologiche, imposizioni sociali e culturali lo hanno condotto costantemente a negare, ovvero ribellarsi a tutto questo. Sicuramente nell’evoluzione dell’individuo e dei suoi comportamenti sessuali l’oggetto erotico più conosciuto rimane il dildo, che nei tempi moderni acquista ulteriore importanza con la “vibrazione”. Sono molti i toys che possono riprodurre non solo il divertimento di uomini e donne, bensì la rappresentazione “piccante” di molte delle fantasie erotiche. Si prova a dare una chiara classificazione in merito.
L’abbigliamento e gli accessori
La “lingerie” femminile è sempre stata considerata come particolarmente eccitante e stimolante nell’immaginario maschile. Non importa quale sia il tessuto di fabbricazione (seta, pizzo, raso…), quanto la possibilità di fantasticare su ciò che si vede e quello che si deve immaginare. Acquistano particolare interesse quegli indumenti intimi prodotti solamente in strass o, nella modalità più preziosa, con dei veri gioielli. Gli indumenti più ricercati riguardano culotte, baby dolls, corsetti, jarretières , e stravaganti perizomi . Anche gli uomini possono usufruire di particolari indumenti intimi esaltando, quando indossati, parti dell’anatomia intimo-maschile. La maggior parte degli indumenti riguarda curiosi perizomi spesso di materiale lucido e apparentemente aggressivo come il cuoio, la pelle e il cotone intrecciato come una rete. Altro indumento particolarmente eccitante è il pantalone in cuoio che copre totalmente o parzialmente parti di gamba e di genitali, lasciando totalmente scoperta la zona dei glutei. Anche se appartenenti ad un preciso immaginario come quello feticistico varietà di tacchi e modelli di scarpa possono rappresentare particolari eccitanti durante i giochi erotici.
Per quanto riguarda gli accessori è possibile individuare tra quelli più singolari l’occhio di capra: un anello elastico dove su tutta la circonferenza sono incollati dei filamenti morbidi e particolarmente solleticanti. Questo anello viene posizionato sull’asta del pene eretto e durante la penetrazione stimola nella donna le zone esterne della vagina e il clitoride donandole particolari intense sensazioni. Anche i profilattici
ad oggi hanno subito una particolare evoluzione al fine di poter rendere meno artificiale e molto più ludico il rapporto intimo-sessuale. Infatti, oltre alle varie colorazioni, ai possibili gusti e sapori, si possono osservare profilattici ritardanti e stimolanti e perché no, anche ironici e divertenti. Anche i piercing
rappresentano una variante erotico-trasgressiva all’interno degli accessori sex toys. Sono spesso associati a comportamenti particolarmente sado-masochisti o, cosa molto più superficiale in linea con tendenze e mode socio-culturali. I piercings come sex toys sono rappresentati sia negli uomini che nelle donne sui capezzoli e anche sui genitali. Nelle donne sono presenti sulle grandi labbra oppure sul cappuccio del clitoride, negli uomini oltre alla zona scrotale si osservano anche sul glande in corrispondenza dell’apertura dell’orifizio uretrale (Prince Albert), il frenulo (Frenum) e la corona del glande (Dydoes). Ultimo, ma non in ordine d’importanza è il Rosebud
(bottone di rosa), un bijou per l’orifizio anale che permette una costante stimolazione dovuta alla dilatazione dello sfintere una volta indossato.
I sostituti
Tra i sex toys definiti “sostituti” spicca sicuramente il dildo,
che durante l’evoluzione storica, come già commentato, è passato da forme molto similari dell’organo maschile a designer più hi-tech e rivoluzionari.
Un particolare dildo è quello doppio
spesso utilizzato nei rapporti omosessuali femminili, o la cintura
alla cui estremità è fissato un dildo, anche questa d’interesse lesbico, ma perché no, anche di curiosità e trasgressione eterosessuale. Altro importante toys degno dei sostituti è il vibromassaggiatore.
Piccolo apparecchio elettrico che se posizionato sulla zona clitoridea può procurare intenso piacere e molto probabilmente l’esperienza degli orgasmi multipli femminili. Anche questi toys hanno subìto trasformazioni simili ai dildo nel tempo, nello specifico, proprio per favorire una maggiore conoscenza alle donne del piacere orgasmico, è stata fatta una campagna pubblicitaria che vede possibile l’acquisto di questi oggetti anche nelle farmacie. Altri oggetti che possono essere utilizzati durante l’attività autoerotica sono le dita cinesi:
ditali in lattice dalle forme bizzarre, rivestiti di protuberanze (creste) molli e/o dure necessarie alla stimolazione e solleticazione clitoridea. Anche le perle della geisha
rivestono un ruolo molto importante nella pratica masturbatoria femminile, ma, se accolte dalla coppia, possono rivelarsi divertenti e molto eccitanti. Queste sfere collegate da un filo come le perle devono essere inserite nella cavità vaginale e/o anale e successivamente sfilate. La dilatazione e costrizione degli orifizi procurerà intenso piacere.
Gli ostacolanti
Questo termine decisamente ambiguo se riferito al gioco, quindi al piacere erotico-sessuale, vuole rappresentare tutti quegli oggetti che, una volta scelti dalla coppia, procurano piacere in quanto vanno facilmente ad ostacolare, o comunque a porre forte resistenza tra le dinamiche sessuali dei partner. Quello più conosciuto è caratterizzato dal “legare”, quindi pratiche essenzialmente di bondage . A tale riguardo si possono menzionare dei lacci,
che possono essere di seta, raso, corda… e che se utilizzati per immobilizzare alcune parti del corpo (mani, braccia, piedi, gambe) possono stimolare una particolare eccitazione dovuta al ruolo passivo subito. In fondo lasciarsi andare fidandosi del partner può essere non solo eccitante, ma sicuramente di rinforzo alla coppia stessa! Similmente possono essere utilizzate delle manette
che, oltre a sollecitare una particolare passività nel ruolo sessuale giocato, vanno a stimolare fervidamente fantasie legate ai giochi di ruolo. Spingendosi verso un immaginario più tipicamente sado-masochista si possono osservare oggetti quali le catene
, i collari, o i morsi a palla
. Anche i cockring
di varie dimensioni e materiali possono essere annoverati tra i toys ostacolanti. Questi anelli, infatti vanno a costringere la zona scrotale e la base dell’asta del pene procurando una consistente erezione (compressione del sangue nei corpi cavernosi) e un’eventuale possibilità di ritardo eiaculatorio. Una versione esclusiva per i testicoli, ma simile ai cockring è la ballstretchers.
I punitivi
Come implicito nel nome questi oggetti sono strettamente legati alle pratiche sado-maso. Implicano nel rispetto e nel consenso tra i partner di stimolare alcune zone del corpo procurando sensazioni di lieve dolore che successivamente si trasformano in forte eccitazione e piacere erotico. Tra i più diffusi si trovano fruste e frustini, racchette o palette
, pinze
per capezzoli, piumini
e non ultime le candele.
I commestibili
Probabilmente tra i sex toys sono quelli più divertenti e diffusi in quanto suscitano ilarità e ironia. Nella maggior parte dei casi vengono utilizzati per fare dei regali originali e divertenti (feste di nozze, compleanni, anniversari…), ma anche per divertirsi in coppia utilizzando nello specifico il senso del gusto. Tra quelli più conosciuti si ricorda gli indumenti intimi fatti con le caramelle (candy g-string)
, l’inchiostro
al gusto di cioccolato, la pasta e le caramelle fatte a forma di organo genitale maschile.
I giochi da tavolo
Chi l’ha detto che i giochi di società non possono essere legati anche al divertimento erotico-sessuale? Alla base di questo tipo di sex toys, quando non vengono praticati esclusivamente dalla coppia, si osserva una libertà del comportamento erotico-sessuale che va in linea con un certo equilibrio psicocorporeo e un forte abbattimento degli stereotipi socio-culturali. Negli ultimi tempi sono molti i giochi che evidenziano caratteristiche tipicamente erotiche. Giochi fatti con le carte (strip poker, hot memory ), oppure quelli con i dadi. Tutti giochi che stimolano le fantasie di uomini e donne pronti a divertirsi e godere dei piaceri del corpo.
Non catalogabili (singolari)
In questa categoria si descrivono tutti quegli oggetti che difficilmente potrebbero essere annoverati nelle precedenti descrizioni, nonostante, per alcune caratteristiche sia facile identificarne l’eventuale appartenenza. Curiosamente è semplice notare che nella maggior parte dei seguenti toys è rappresentato il piacere al maschile. Si tratta infatti di pompe
a pressione per l’ingrossamento del pene, vagine
in lattice (anche vibranti) e bambole gonfiabili. Probabilmente gli uomini che utilizzano tali sex toys potrebbero nascondere particolari caratteristiche psicologiche, ovvero, senza addentrarsi in spiegazioni specifiche, è possibile notare elementi comportamentali con chiare caratteristiche di insicurezza, timidezza e difficoltà di affermazione nel sociale, quindi anche con eventuali partner.
Conclusioni
La varietà dei sex toys può stimolare realmente l’interesse ludico ed erotico degli individui e allo stesso tempo può condurre i componenti della coppia a confrontarsi costantemente. Questo porta la coppia a maturare interessi e impegni diversi abbattendo sciocche routine e soprattutto stimolando un continuum erotico e sessuale. Spesse volte però può non essere così facile e scontato riconoscere il bisogno e/o l’utilità di elementi ludici come quelli sopra descritti. A tale riguardo può essere necessario abbattere falsi preconcetti e stupidi moralismi, o comunque riconoscere, dando spazio ai bisogni del partner che, molto probabilmente, quelle necessità potrebbero non essere così distanti dalle proprie. Dall’esperienza clinica è facile riconoscere alcuni imbarazzi quando si propone di visitare un sexy shop o una boutique erotica alla coppia con disagi sessuali, ma, dopo il superamento della resistenza iniziale, è altrettanto facile riconoscere l’input necessario che avvia quel processo di cambiamento nella psicologia degli individui. La sessualità viene vista da un’angolazione diversa, probabilmente molto più libera e divertente. Il piacere viene sentito come parte necessaria e importante da condividere con il partner, ma cosa più importante da sperimentare senza freni inibitori. Unica regola insindacabile è quella di divertirsi e giocare liberamente nel rispetto di se stessi e degli altri.
Bibliografia
- Ferrier B., Lévy-Kuentz S., (2005) Sex Toys forever , France Marabout
- Hooper A., (2003) Sex Toys , London, Carroll & Brown Publishers Limited

questa cosi…mi piaceva ^_^
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Che cos’è Milk Maps
24 set

Che cos’è Milk Maps
Cito dal loro sito:
Milk Maps è un sito internet creato da Phase Web Agency per amore dell’ambiente e dell’informazione.
Grazie a questo sito, in un anno di servizio oltre 99.000 cittadini italiani hanno iniziato a consumare latte a chilometri zero (0 km), risparmiando all’ambiente emissioni di CO2 e centinaia di migliaia di contenitori di rifiuto (bottiglie di plastica e tetra-pak).
Il tutto, bevendo un alimento fresco, locale, genuino.
Aho, io ho controllato nella zona di Roma, qualla che mi interessa direttamente e ce ne giusto giusto uno a Ciampino, eccone i riferimenti:
Ciampino (RM), Via Mario Calò
Note: Ciampino – al parcheggio all’ incrocio tra Giovedì tra Viale Kennedy e Via Calo’ dalle 13:30 alle 15:30 . L’iniziativa e’ sostenuta dal Gruppo di acquisto solilale “BotteGAS-Ciampetto” e dalla Bottega del Commercio Equo e Solidale di via del Lavoro 23 Ciampino .
Sito internet: http://www.biola.it







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