Claudia Rocchini: And the winner is

Copyright Claudia Rocchini

Era da un po di tempo che non ospitavamo qualche articolo della nostra amica Claudia Rocchini.

Lo faccio volentieri perché stavolta va a parlare di un’argomento che a me sta particolarmente a cuore….anzi più su, sulle palle!

Si tratta delle clausole dei vari concorsi fotografici che si vedono in giro. Secondo loro le nostre foto valgono qualche cosa tant’è che organizzano questi “trappoloni” per prendersele ma non sono disposti a pagarle…delle due l’una! O le mie foto valgono e le paghi o non valgono e allora che zzo vuoi?

Cose del tipo

‎”l’utente non potrà riutilizzare il contenuto che non è stato scelto tra i vincitori, per un altro uso, un altro marchio, o concorso”

oppure

“l’utente non potrà riutilizzare il contenuto che non è stato scelto tra i vincitori, per un altro uso, un altro marchio, o concorso”

Questo è quanto Claudia premette su facebook:

Leviamoci qualche sassolino e parliamo di concorsi fotografici, di condizioni capestro, di spregiudicatezza dei Promotori e chiediamoci se, per cinque minuti di gloria e qualche gadget, vale davvero la pena continuare ad alimentare certe iniziative.

Che dire, a parte un sono vaffanMulo, speriamo che esca presto il nuovo numero di Fotografia Reflex sul quale potremmo leggere l’articolo nella sua interezza, per ora accontentiamoci dell’anteprima, molto corposa, che trovate sul suo blog!

Articolo: http://www.claudiarocchini.it/blog/and-the-winner-is/

Professionisti o Professionali?

Ultimamente, sarà la vecchiaia, sto diventando sempre meno tollerante verso chi, per “diritto di IVA”, si permette di accusare gli altri di poca professionalità o peggio di plagio, che può avvenire in varie forme: dal “furto” di immagini altrui fino alla scopiazzatura delle idee, spesso talmente originali che in confronto la scoperta dell’acqua calda meriterebbe il nobel per la fisica.

Il tutto salvo scoprire,  ne parleremo più avanti, che questi stessi personaggi,  si sarebbero macchiati delle stesse “colpe” per cui si sentono in dovere di accusare gli altri!

Dopo aver avuto  a che fare, ve lo ricorderete, con persone riconducibili a 4 o 5 profili facebook, uno come modella, uno come fotografa, una come assistente e via dicendo, oppure dopo aver assistito alla pubblicazione di articoli, parlo di Clickblog, sui quali venivano scritte, con la scusa della traduzione di articolo altrui, emerite cazzate ( ed ancora stanno li!!!)… insomma dopo aver assistito a tutto ed il contrario di tutto ho deciso di dire la mia senza più tanti scrupoli, ora ed ogni volta che assisterò ad un comportamento del genere.

Anzi vi invito a segnalarmeli che magari apriamo una sezione del blog apposita, che ne dite?

Da qui in poi soltanto fatti, lascio a Voi le considerazioni. Per meglio dire, rubando a Claudia Rocchini (a mia volta ^_^) l’apertura di un suo articolo su Reflex di febbraio, dedicato a una riproduzione non autorizzata di suoi contenuti pubblicati sulla rivista, fatta addirittura da un avvocato!!!:

Mettendo assieme dati pubblici, accessibili da chiunque, ho esercitato il semplice diritto di cronaca”

Andiamo alla questione per cui mi sono “scandalizzato”. La questione è in apparenza semplice, c’è da una parte Giovanna Griffo, fondatore e amministratore di Maxartis, nonché “fotografa e Photoshop Instructor” (definizione tratta dalla sua pagina Facebook), che prima ha accusato Daniele di Stanio, leggete il post in cui riporta il tutto, di aver copiato il format “sfide di post produzione”. Non solo, l’ha accusato di offrire corsi a pagamento laddove lei i consigli li dà gratis…  poi, date le risposte civili, argomentate e soprattutto assai cortesi di Di Stanio,  ha schiesto scusa ironizzando sui “casi” ma, al posto di permettere uno scambio di idee e opinioni sul fattaccio e magari farne anche un esempio di come si gestiscono situazioni critiche sui social network, ha cancellato tutta la conversazione, bannando dalla propria pagina Facebook chi non la pensava come lei.  Vi consiglio vivamente di leggere il post di Daniele ed i commenti allo stesso.

A parte i modi e le implicazioni che non sta a me giudicare, vi voglio riportare il mio commento prima di continuare tanto per chiarire il mio pensiero:

Ritengo la professionalità, che ritengo un modo di essere, molto più importante dell’essere professionisti (dotati di partita IVA).
Detto questo gratis vuol dire GRATIS. Se ci sono banner pubblicitari e se usi la lezioncina gratis per offrire, giustamente e lecitamente, corsi a pagamento stai solo offrendo un campioncino di profumo in attesa dell’acquisto della confezione grande altro che gratis.
Sulla censura poi mi vien da ridere, oramai si sa tutto in un nano secondo e poi esiste anche la cache di google e non ultimo cancellare, bannare e altri metodi a senso unico non solo tolgono la possibilità ai terzi di farsi un’idea e alla contro parte il diritto di replica ma ritengo siano un grande autogol.
Un consiglio, in questi casi conviene catturare le schermate ( prima che democraticamente vengano cancellate ) e copiarle su un supporto non riscrivibile, quale può essere un cd-rom. In questo modo si hanno le “prove” caso mai, a titolo di esempio, si voglia fare causa a qualcuno per danno di immagine.
my 2 cents

Passiamo ora a quello che ho scoperto o meglio a quello che la vicenda in questione mi ha fatto tornare in mente. Procediamo con ordine. Non so se lo sapete, ma iscrivendosi alla newsletter di MaxArtis si ha la possibilità di scaricare guide e manuali in formato pdf. Buono, comodo ed istruttivo.

Una di queste guide è:

Come realizzare uno scontorno di una modella con capelli svolazzanti e vestito trasparente su sfondo non omogeneo in 5 minuti?? 

Potete voi stessi scaricarlo gratuitamente, addirittura senza iscrivermi da questo link. Tutto senza trucco e senza inganno, basta inserire il testo in neretto su un motore di ricerca ed il gioco è fatto.

Proprio in quell’opuscolo c’è una bellissima foto di una ragazza altrettanto bella su sfondo verde. Questa foto aveva un’aria … conosciuta ecco. Diciamo che non era la prima volta che la vedevo. Rimugina e rimugina….ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh adesso ricordo!

L’ho vista su un dvd della linea venduta su Lynda.com, quello di Chris Orwig, a cui per inciso la foto appartiene… (si nota dagli exif). La cosa strana è che tuttavia non c’è traccia del suo nome nella guida distribuita su Maxartis a firma della Griffo.

Ma noi non vogliamo pensar male anzi, ci permettiamo di usare le parole della Griffo nella discussione con Di Stanio quando, a proposito del presunto plagio del suo format, ha così risposto a Daniele: “…sarà un caso? sarà un caso!”

Claudia Rocchini presenta: Come proteggersi dal furto di fotografie online

Oramai non vi dico più nulla su Claudia Rocchini, che conoscete benissimo. Vado dirtto alla notizionA !!!

Un bel Webinar in collaborazione con Manfrotto sul come proteggersi dal furto delle imamgini, e si, avete capito benissimo! Claudia scrisse già sull’argomento ma avere l’occasione di poterle fare domende ed avere le giuste risposte be … fesso chi manca ;-)

Il webinar è fissato per l’8 Novembre 2011 alle ore 20.00 e durerà fino alle 21.00, quindi aperitivo prima di iniziare cosi non morirete di fame ;-)

Ma ecco il comunicato stampa:

Il furto delle immagini sul web è sempre più frequente. Anche da parte dei giornali on line. Ecco come difendersi con i consigli degli avvocati specializzati in tema di proprietà intellettuale

Il furto di fotografie, tecnicamente definito come “riproduzione non autorizzata di immagini altrui”, non è un fenomeno nuovo, certamente non è nato con il web. La tecnologia digitale e i relativi strumenti di diffusione delle immagini, vedi social network fotografici, album e siti, hanno però contribuito ad amplificare un malcostume che sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, soprattutto per l’importanza dei soggetti coinvolti. Rubare una fotografia su Internet è facile, perlopiù è sufficiente un semplice copia e incolla, ma se inizialmente a rendersi responsabili di queste azioni nella maggior parte dei casi erano soggetti privati e con superficiali conoscenze della legislazione sul diritto di autore, di recente si sono moltiplicati i casi in cui a rendersi responsabili di comportamenti illeciti sono grandi gruppi editoriali, proprio coloro che, per primi, dovrebbero dare ben altri esempi.

Quali sono i comportamenti più diffusi di chi è vittima di un furto? 
In molti casi ci si limita a salvare una schermata della pagina web che contiene la fotografia rubata per poi ricorrere alla cosiddetta “diffida informale”, scrivendo ai titolari del sito responsabile del prelievo e chiedendo la rimozione dell’immagine pubblicata. Molti professionisti, invece, procedono direttamente con l’invio di una fattura, o di un avviso di fattura, indicando un tempo minimo per il pagamento, riservandosi eventuali azioni legali.
Non solo comunicazioni di questo tipo molto spesso non hanno alcun seguito, ma rischiano di danneggiarci nel caso in cui si decida, in un secondo momento, di ricorrere a un legale: infatti, nel frattempo con ogni probabilità la nostra foto sarà stata rimossa senza un cenno di riscontro. Inoltre, non è detto che la semplice schermata sia sufficiente a provare la paternità di una fotografia: ciò che conta non è avere ragione, ma poter dimostrare di averla.
Infine, non tutti sanno che anche se un’immagine viene rimossa, si ha comunque diritto a un risarcimento per tutto il tempo in cui è stata pubblicata.

Quali le giustificazioni spesso addotte?
Tra le scusanti più utilizzate da chi ruba una fotografia vi è il “principio della corretta citazione”, secondo cui il diritto di paternità verrebbe rispettato principalmente tramite la citazione della fonte, a patto che venga utilizzata per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Tuttavia è sufficiente la presenza di un qualsiasi riferimento pubblicitario, (che sia un banner, un testo, un elemento grafico o altra soluzione di web advertising poco importa), nella pagina Internet che ospita fotografie altrui, perché si configuri il cosidetto “lucro indiretto”.

Prevenire è meglio che intervenire
In questo webinar, grazie anche alla consulenza di avvocati specializzati in diritto d’autore e in diritto penale inforatico, affronteremo sia gli step più opportuni su come comportarci in caso di furto di nostre fotografie sia le indicazioni per capire cosa dobbiamo sapere, e fare, prima di pubblicare una fotografia on line ed essere certi di poterne eventualmente dimostrare la paternità.

Per registrarsi: https://www1.gotomeeting.com/register/559292768

Giorgio Benni

La cosa bella di questo blog, almeno per quando mi riguarda, è la possibilità che mi ha dato in questo anni di conoscere gente del mestiere, persone in gamba, veramente forti. Gente come Claudia Rocchini o Monica Silva oppure Giorgio Benni di cui parleremo stasera.

Giorgio l’ho conosciuto per per alcuni commenti lasciati proprio qui su questo blog ed alla fine, come spesso accade, l’ho conosciuto di persona mentre era a fare compere da Ikea.  Prima di allora ci eravamo sentiti “soltanto” in tutti i modi che la tecnologia moderna consente.

Ma cosa fà Giorgio Benni? Ma il fotografo ovviamente, ma non un fotografo normale…uno che ha studiato, uno che ha praticato, uno che sa di cosa parla e sopratutto sa sempre cosa sta facendo.

Potrebbero sembrare tutte cose scontate ma non è cosi, in un momento in cui tutti sono dei professionisti basta avere la reflex nuova e magari non sapere neanche cos’è un banco ottico avere la possibilità di parlare con gente come Giorgio vi assicuro che può risultare quanto meno interessante.

Basterebbe chiedergli che flash utilizza per rendersi conto che non siamo di fronte al fighetto di turno oppure basterebbe, cosa che vi consiglio, leggere l’intervista fattagli dalla rivista Fotografare (credo sia ancora in edicola).

Io sono rimasto colpito da come è partito e da come si passi nell’intervista dai Pink Floyd alla metro A di Roma. Io non riesco a non citare alcune frasi di Giorgio che dice:

Pian Piano quello che avevo cercato in me, lo iniziai a trovare negli altri. Un lavoro continuo al servizio dell’arte: mettere la mia tecnica a disposizione, senza protagonismi. Cercando di mediare il meno possibile, diventando un fotografo trasparente. Perché se ami qualcuno o qualcosa lo lasci libero.

Oppure quando gli è stato chiesto se fotografasse al di fuori del lavoro:

Si, spesso. Ritratti di amici ed amiche, familiari, semisconosciuti che me lo chiedono. Gratis ovviamente. Si guardano ritratti sul display, sono felici. Regalare la felicità con un gesto mi viene naturale. E’ straordinario. Poi fotografo i miei figli, la mia famiglia, i matrimoni dei parenti, amici campestri sulla spiaggia, una foto che terranno per sempre è un dono che faccio volentieri. Vado a casa di conoscenti e vedo le mie foto sul muro, sul comodino con loro che sorridono…Perché i talenti si usano, non si sotterrano.

 

Questo fa capire molto su chi è. E prendete carta e penna oppuro no, meglio, fatevi tatuare sull’avambraccio questa frase:

Per me le macchine fotografiche sono uno strumento di lavoro, le uso e le intendo cosi, una vale l’altra se rispondono ai miei standard, non sono un feticista.

Scioccane vero? E guardate come conclude l’articolo, dopo che a Giorgio è stato chiesto cosa consiglierebbe ai giovani, mai capito perché fanno sempre questa domanda.

Vorrei dire ai giovani di stare attenti, ragazzi non perdetevi in cose poco concrete. Il tempo passa e alle 21 la metro A chiude per lavori. C’è un’autobus sostitutivo ma è sempre pieno.

Ovviamente l’articolo è molto molto più interessante e completo di questo piccolo post ma spero di aver reso almeno il giusto a Benni.

Fotografia Reflex, Getty Images e l’Italian Lifestyle?

"Italian flag in map" di Jeffrey Coolidge - Per gentile concessione di Getty Images. Tutti i diritti riservati

Fotografia Reflex, della quale sapete essere innamorato, e Getty Images, leader mondiale nella creazione e distribuzione di immagini, filmati e prodotti multimediali in genere…ma che ci fanno insieme?

Un’iniziativa aperta a tutti, con uno speciale canale preferenziale: insieme a Fotografia Reflex, Getty Images selezionerà i migliori scatti per aggiungerli alla propria collezione FlickR, con l’opportunità di un contratto ai prescelti”

Cosi apre Claudia Rocchini, sulle pagine Flickr di Fotografia Reflex, il post con il quale spiega l’iniziativa. Immortalare lo stile di vita del Bel Paese con la possibilità di entrare a far parte della propria collezione Flickr, accessibile da tutto il mondo.

“Obiettivo di Getty Images è sempre stato quello di scoprire nuovi talenti che possano arricchire la nostra collezione con immagini fresche ed originali. Per questo promuoviamo un’iniziativa attraverso la quale intendiamo spronare gli appassionati di fotografia italiani a fotografare come si vive la vita vera in Italia, oltrepassando gli stereotipi che ci hanno rappresentato fino ad oggi”, spiega Stefano Fantoni, direttore vendite di Getty Images Italia.
da Fotografia Reflex

“L’idea della collaborazione con una grande agenzia come Getty Images – spiega Giulio Forti, editore e direttore di Fotografia Reflex – è di dare ai nostri lettori l’opportunità di fare un salto di qualità entrando nel mondo professionale dalla porta principale. Presentare al mondo la vera Italia è l’ambizioso obiettivo di questo progetto, che mira a modificare preconcetti e luoghi comuni per rappresentare il nostro Paese visto da italiani”.

 

 

Ulteriori specifiche e regolamento li trovate a questo link: http://www.flickr.com/groups/fotografia_reflex/

Monica Silva: ormai il suo io è dentro noi!

E si, ieri ho assistito a qualche cosa alla quale raramente si ha la fortuna di assistere. Ieri ho visto un balletto molto speciale. Ieri ho avuto l’onore ed il piacere di vedere la luce ballare sotto la direzione di Monica Silva e della sua arte.

E si, quando Monica fa le foto balla, danza ed incanta, credo che nelle bibite che ci hanno offerto abbia messo della polvere di fata cosi da portarci tutti sull’isola che non c’è dove abbiamo conosciuto Jack Sparrow e la sua Perla Nera, c’era Primo Carnera dopo un’incontro, Crudelia Demon in tutta la sua perfidia e bellezza e poi Shaggy, che stranamente non era con Scooby-Doo.

Poi c’erano anche strani pagliacci dai quali ho davvero imparato che con un sorriso la malattia può sembrare meno brutta.

Ho visto fragili angioletti strappare le loro vesti interiori e mostrare al mondo il significato della parola IO SONO! Ho visto occhi pieni di lacrime giurare a se stessi che non avrebbero mai più organizzato un’evento del genere e cuori iniziare a pensare dove realizzarlo. Ho visto dolore, dolore vero nel doversi distaccare da persone, delle splendide persone, che in soli due giorni avevano prepotentemente messo radici nel proprio cuore.

Ma adesso che l’effetto della polvere di fata è finita, parliamo in maniera il più possibile obiettiva anche se non credo di riuscirci.

Non si è parlato soltanto di tecnica, non soltanto, si è andati ben oltre…il ritratto è un’analisi della persona che stiamo ritraendo ed insieme la proiezione di noi stessi in essa ed è da qui che Monica ci ha fatto partire, dalla conoscenza dell’altro con tecniche di rilassamento e spiegandoci il suo metodo di approccio al soggetto. Ragazzi, non capita spesso che un’artista del calibro di Monica ti dica la verità tutta la verità su come lui lavora!

Ma andiamo un passo indietro, la prima cosa che ho detto a Claudia quando mi propose questo workshop, organizzato da lei e tenuto da Monica, fu “bello si, ma un po costosetto” all’epoca pensavo fra me e me “si tratterà della solita cosa, piano americano, primo piano l’inquadratura migliore e bla bla … la luce e piri pi, qualche schema di illuminazione e via dicendo. Nulla di più sbagliato.

Ovviamente la stima e l’ammirazione per Claudia e per Monica mi hanno portato a riflettere e prendere in considerazione CHI sono e COSA hanno realizzato in passato.

Perché come spesso mi capita di dire, io giudico le persone da ciò che fanno e non per quello che dicono! E non avendo mai visto o sentito di cose organizzate da Claudia che fossero state giudicate fatte male o semplicemente care ho aderito ben volentieri. Di Monica poi basta ammirare anche solo una fotografia per aver voglia di ascoltarla!
Ebbene, ogni singolo centesimo della quota di partecipazione è meritatissimo anzi, vorrei dire a Claudia e Monica un grazie enorme per aver mantenuto un prezzo del genere (non diventerete mai ricche) con tutto quanto quello che ci hanno dato, sia in termini materiali sia in termini di umani.

La quota sarebbe bastata a mala pena soltanto per le attrezzature messe a disposizione. Attrezzature “da paura”, un set completo con 4 flash della Profoto, softbox ed ombrellini è il caso di dire, come se piovesse! Ben due assistenti a nostra completa disposizione senza contare Monica e Claudia sempre sulle spallucce pronte a correggere e suggerire.

Vogliamo poi parlare delle mua? che più che make up artist definirei dei geni del male eh eh eh.

E’ bastato dire loro la parola aggressività per scatenare una magia fatta di ali di pipistrello e coda di lucertola…un piccolo rimprovero però per i dalmata che non sono riuscite a creare dal nulla e e e, non si fa!

E tutto questo con due Hasselblad e svariati obiettivi.

Tutto questo per due giorni, 7 persone e più e tutto quel ben di Dio a disposizione per due giorni, fate due conti.

Il mio rammarico o meglio la sensazione che ho avuto andando via è quello di aver potuto assistere agli ultimi 5 minuti della finale del campionato mondiale del 1982!

Purtroppo non ho potuto partecipare alla giornata di sabato perché impegnato a teatro, difficile dire al mio regista potresti fare lo spettacolo senza uno degli attori? Mi sono perso il primo e la metà del secondo tempo. Ho “soltanto” assistito a dei giocatori oramai fuoriclasse ed ad un’allenatore soddisfatto del lavoro svolto.

Che aggiungere se non GRAZIE, è stato un piacere fare la vostra conoscenza e sopratutto toccare con mano la vostra professionalità cosi estrema, umana e sopratutto passionale!

p.s.: prenoto un posto per il prossimo!

Claudia Rocchini e Monica Silva: l’io dentro loro!

dal Blog di Claudia RocchiniFrancesca Conti in uno scatto di Monica Silva, effettuato davanti a un’installazione della mostra “L’Io dentro me”

Un workshop ad alto impatto emotivo: due giornate dedicate alla psicologia e alla tecnica del ritratto, dalla conoscenza dell’Altro alla scoperta del Sé, in un coinvolgente percorso fotografico tra le suggestioni dell’Anima. Attrezzatura Hasselblad, Profoto e Manfrotto in prova.

Cosi apre il post sul blog di Claudia che presenta il workshop da lei ideato, con la media partnership di FOTOGRAFIA REFLEX, che vede la partecipazione come docente di Monica Silva (!!!) che dopo il successo della sua mostra personale L’Io dentro Me ha deciso insieme a Claudia appunto, di fare qualche cosa di diverso dal solito (giudicate voi dal programma).

Ci riusciranno? Be, conoscendo le due “capetoste” e la loro professionalità direi che le premesse ci sono tutte.

E poi oh…

…il workshop prevede il coinvolgimento di 25 partecipanti disposti a mettersi in gioco nel doppio ruolo di fotografi e soggetti fotografati.
Due le giornate, strutturate in un percorso in crescendo: nella prima verranno affrontati i temi legati alla psicologia del ritratto, oltre agli aspetti tecnici di allestimento set e ripresa e di individuazione styling e trucco adeguati a seconda dei soggetti, cui seguirà shooting su tre modelli, due donne e un uomo; nella seconda, i partecipanti verranno divisi a coppie per lo shooting emozionale, con la possibilità di ritrarre e farsi ritrarre da Monica Silva, disponibile a diventare il vostro soggetto fotografico, con analisi a monitor degli scatti.

Ed ancora, psicologia del ritratto, schemi di luce (illuminazione Profoto, c’è Pietro Rocchetta Casadio, consulente tecnico per fotografi professionisti), Claudia, Monica, le Hasselblad H4D-31Hasselblad H4D-40, ma che altro volete? (il primo che mi offre un’amaro lo cionco!!!!)


Francesca Conti davanti a un’installazione della mostra “L’Io dentro me”. Sullo sfondo, Samuele Bersani.

Link al programma completo.

Claudia Rocchini: Il fotoreporter è come il giornalista. L’unica differenza è che scrive con la luce

Riporto qui il mio commento all’intervistaChiara Corio (photo editor del settimanale “A” (RCS), è curatrice di mostre fotografiche, insegna fotogiornalismo ed è anche docente di Obiettivo Reporter) apparso sul blog di Claudia.

Oramai non so più come scrivere che le tue interviste sono favolose. La cosa interessante di questa in particolare è l’averci dato l’opportunità, con le domande giuste, di orientarci verso la direzione giusta.
Cosi come hai fatto con il post “A tempo perso” ci dai la possibilità di aggiustare il tiro sentendo la voce e l’opinione di chi le foto le fa ma sopratutto le riceve e le deve pubblicare.
Voglio dire, una professionista come te (Claudia Rocchini) e come Chiara Corio che mettono a nostra disposizione informazioni cosi preziose (a saperle leggere) credo sia una cosa buona. Un saluto.

Adesso cosa aspettate ad andare a leggere il suo post?