Post con tag diabete
CAPIRE GLI ESAMI DEL SANGUE
3 ott
CAPIRE GLI ESAMI DEL SANGUE
Fra le altre cose vi trovate anche la spiegazione delle analisi delle urine e delle feci, nse sà mai! Non sò se s’è capito…sto unguaiato!
ATTENZIONE : Le informazioni contenute in questo sito sono a carattere informativo, generico e divulgativo, pertanto devono solamente essere usate a scopo didattico e NON per diagnosi su se stessi o su terzi, NON per scopi terapeutici, NON per automedicazione. In NESSUN CASO le informazioni presenti in questo sito si sostituiscono al parere di un medico. Pertanto si esortano i visitatori a rivolgersi IN OGNI CASO al proprio medico per avere dei pareri sul proprio stato di salute e le eventuali terapie da adottare. I gestori del sito non si assumono responsabilità per danni, di qualsiasi natura, che l’utente, attingendo le informazioni da questo sito, potrebbe causare a se stesso a o terzi, derivanti da uso improprio o illegale delle informazioni riportate in questo sito, o da errori e imprecisioni relativi al loro contenuto, o da libere interpretazioni, o da qualsiasi azione che l’utente del sito possa intraprendere autonomamente e disgiuntamente dalle indicazioni del proprio medico curante.
TEMPO DI PROTROMBINA
Vedi PT o tempo di protrombina e PTT o APTT
TESTOSTERONE
Ormone maschile prodotto dal testicolo, dall’ovaio e dai surreni. Regola i caratteri sessuali primari e secondari (esempio, la barba) nell’uomo e stimola il desiderio sessuale.
Sono considerati valori normali 5-12 ng/ml nell’uomo adulto e 0,1-1,2 ng/ml nella donna adulta.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da iperplasia surrenale, da neoplasie dell’ovaio, del surrene, del testicolo, da sindrome di Stein-Leventhal, da uso di androgeni e contraccettivi, da virilizzazione femminile
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da cardiopatie congenite, da castrazione, da criptorchidismo, da insufficienza epatica e renale cronica, da ipogonadismo maschile, da ipotiroidismo, da irradiazioni, da mongolismo, da obesità, da parotite, da sindrome di Klinelfeter, da sindrome di Turner, da traumi, da uso di estrogeni.
TRANSAMINASI GOT e GPT
Si tratta di sostanze enzimatiche (proteine) che stanno all’interno delle cellule del fegato. Più che la bilirubina (vedere), il loro valore è utile per valutare il corretto funzionamento del fegato; possono anche indicare lo stato di salute del cuore e dell’apparato scheletrico. Si dividono in: transaminasi GPT o ALT, che riguardano soprattutto il fegato e transaminasi GOT o AST che riguardano invece soprattutto il cuore e lo scheletro. L’esame delle transaminasi viene prescritto di routine o spesso richiesto per tenere sotto controllo il fegato.
TRANSAMINASI GOT o AST
Enzima molto importante, si chiama "transaminasi glutamico-ossalacetico" che in sigla si definisce GOT oppure AST (aspartato transferasi). È presente nel fegato e viene analizzato per studiare le condizioni di questo organo, ma anche per valutare eventuali lesioni del muscolo cardiaco oppure alterazioni di quei muscoli che coordinano i movimenti dello scheletro.
Valori normali oscillano fino a 40-45 U/l negli adulti e fino a 80 U/l nei bambini
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da alcolismo, da asma, da cirrosi epatica, da distrofia muscolare, da epatite, da gotta, da infarto del miocardio, da interventi chirurgici, da leptospirosi, da ittero ostruttivo, da metastasi epatiche, da mononucleosi, da pancreatite.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da diabete, da dialisi, da gravidanza.
TRANSAMINASI GPT o ALT
Enzima molto importante presente nel fegato. Si chiama "transaminasi glutamico piruvica", in sigla GPT oppure ALT (alanino amino transferasi); le transaminasi GPT danno la esatta valutazione della gravità dell’alterazione del fegato.
Valori normali dovrebbero essere compresi tra 10 e 40 U/l per gli uomini e tra 5 e 35 U/l per le donne.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da cirrosi epatica, da uso di contraccettivi, da distrofia muscolare, da emolisi, da epatiti, da ittero ostruttivo, da metastasi epatiche, da mononucleosi, da obesità, da pancreatite, da scompenso circolatorio, da traumi.
TRIGLICERIDI
Sono sostanze grasse prodotte nel fegato o introdotte con gli alimenti. Insieme all’aumento del colesterolo, l’innalzamento dei trigliceridi costituisce un fattore di rischio perchè danneggia le arterie. I trigliceridi hanno la sola funzione di "scorta" dei grassi per l’organismo, cioè non forniscono immediatamente energia (come il glucosio) ma vengono utilizzati solo nei momenti di emergenza, cioè quando l’organismo ha bisogno di energia. Essi entrano nell’organismo insieme ai cibi (soprattutto burro, insaccati e formaggi grassi) e non appena l’intestino li assorbe, vengono catturati da particolari proteine, i chilomicromi, e trasportati al fegato e al tessuto adiposo per essere immaganizzati. Nel momento in cui l’organismo ha bisogno di energia, altre proteine (chiamate Vldl) intaccano le scorte e trasportano i trigliceridi in circolo.
Sono considerati valori normali 40-170 mg/100 ml; i valori sono molto influenzabili dall’alimentazione immediatamente precedente al prelievo; se si mangiano cibi grassi nei giorni che precedono l’esame, è possibile che il loro livello si alzi; anche l’alcol sortisce questo effetto.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da alcolismo, da diabete mellito, da epatopatie, da insufficienza renale, da ipotiroidismo, da obesità, da pancreatite acuta. Se un loro aumento si associa a forte diminuizione dei valori del colesterolo HDL (vedere), rappresentano anch’essi fattore di rischio per infarto e ictus.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da anemia, da contraccettivi orali e gravidanza, da ipertiroidismo, da digiuno prolungato, da malnutrizione, da senilità (alterazioni delle capacità mentali che si verificano in conseguenza dell’invecchiamento), da ustioni.
Dieta per un corpo perfetto
23 mag
By "Sabrina the body "
Quando avete un attimo di tempo per leggere…..
Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.
Anche un´ arancia per la vitamina C e una tazza di té verde senza zucchero, per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d´acqua (sí, e poi pisciarli, che richiede il doppio del tempo che hai perso in berteli).
Tutti i giorni bisogna mangiare un Actimel o uno yogurt per avere i ‘L.Cassei Defensis’, che nessuno sa bene che cosa cavolo sono, peró sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi bacilli (?) tutti i giorni, inizi a vedere sfocato.
Ogni giorno un´ aspirina, per prevenire l´ infarto, e un bicchiere di vino rosso, sempre contro l´ infarto. E un altro di bianco, per il sistema nervoso. E uno di birra, che giá non mi ricordo per che cosa era. Se li bevi tutti insieme, ti puó dare un´ emorragia cerebrale, peró non ti preoccupare perché non te ne renderai neanche conto.
Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione.
Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone. Facendo i calcoli, solo in mangiare se ne vanno 5 ore. Ah, e dopo ogni pranzo bisogna lavarsi i denti, ossia che dopo l´Actimel e la fibra, lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo il banano i denti… e cosí via finché ti rimangono dei denti in bocca, senza dimenticarti di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive,il risciacquo con Listerine… Meglio ampliare il bagno e metterci il lettore di CD, perché tra l´acqua, le fibre e i denti, ci passerai varie ore lí dentro.
Bisogna dormire 8 ore e lavorare altre 8, piú le 5 necessarie per mangiare, 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico. Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno. Giá non si puó, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz´ora (per esperienza: dopo 15 minuti torna indietro, se no la mezz´ora diventa una).
Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando vai in vacanza, suppongo. Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.
Ah!, si deve fare sesso tutti i giorni, peró senza cadere nella routine: bisogna essere innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione. Tutto questo ha bisogno di tempo. E senza parlare del sesso tantrico (al rispetto ti ricordo che bisogna lavarsi i denti dopo che si mangia qualsiasi cosa!). Bisogna anche avere il tempo di scopar per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o … dei FIGLI???
Insomma, per farla breve, i conti mi danno 29 ore al giorno. L´unica possibilitá che mi viene in mente é fare varie cose contemporaneamente: per esempio: ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta, cosí ti bevi i due litri d´acqua. Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l´amore (tantrico) col compagno/a, che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra. Ti é rimasta una mano libera?? Chiama i tuoi amici! E i tuoi! Bevi il vino (dopo aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno). Il BioPuritas con la mela te lo puó dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l´Actimel, e domani fanno cambio. E meno male che siamo cresciuti, se no dovremmo trangugiare un ALPINITO Extra Calcio tutti i giorni. Uuuuf! ….. Peró se ti rimangono
2 minuti liberi, invia questo messaggio ai tuoi amici (che bisogna innaffiare come una pianta) mentre mangi una cucchiaiata di Total Magnesiano, che fa un mondo di bene. Adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d´acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, giá non so piú cosa sto facendo, peró devo andare urgentemente al cesso. E ne approfitto per lavarmi i denti….

Attenti al vostro PC…
15 mar
Disturbi da computer
da dica33.it
Anche ragioni psicologiche contribuirebbero alla comparsa di malattie e disturbi muscolo scheletrici sul lavoro. Questa è almeno la conclusione cui sono giunti ricercatori britannici dopo uno studio condotto su circa 2000 soggetti, uomini e donne, tra i 18 e i 65 anni. I disturbi considerati, noti come RSI (Repetitive Strain Injuries), colpiscono tessuti corporei quali muscoli, tendini e nervi delle mani e delle braccia di lavoratori e lavoratrici impegnati nei diversi settori produttivi e addetti a lavori pesanti, monotoni, ripetitivi. Si tratta di tendiniti, tenosinoviti e Sindrome del Tunnel Carpale, cui spesso sono associati anche mal di schiena e patologie della colonna vertebrale, tipici di chi come imballatori, addetti a catene di montaggio o musicisti sforzano a lungo sempre gli stessi muscoli. Oggi peraltro con l’uso sempre più diffuso del computer per lavorare, questi disturbi vanno diffondendosi velocemente anche tra gli utenti informatici, con inevitabili complicazioni a carico della vista.
Le cause fisiche e psicologiche
Due sono le principali correnti di pensiero riguardo alle cause di questi fenomeni: quella più recente identifica la ragione principale nella somatizzazione, una condizione per la quale uno stress psicologico forte produce sintomi fisici. Gli studi recenti , cui abbiamo accennato in apertura, infatti portano ad una nuova prospettiva: l’esistenza di una relazione tra stress e insoddisfazione sul lavoro e un più alto rischio di RSI. Se cioè i rapporti con i colleghi e i responsabili sul lavoro non sono ideali (il cosidetto mobbing) e si vive in una situazione di alto stress, aumenta il rischio di dolori associati alla ripetizione di movimenti sempre uguali. Una strettissima relazione mente-corpo tutta da approfondire ma comunque attestata dai risultati sperimentali. La maggior parte dei medici ritengono invece che questi disturbi siano, in prevalenza, indotti da motivazioni fisiche ossia i movimenti rapidi e ripetitivi delle braccia e delle dita per tempi di lavoro prolungati. È noto infatti- come confermano i dati dell’OSHA (ente governativo americano per la sicurezza e la salute sul lavoro)- che lavorare a lungo al computer sottopone alcuni muscoli ed articolazioni a posture fisse mentre i muscoli delle mani e delle braccia si muovono incessantemente.
Queste tensioni muscolari impediscono il normale afflusso di sangue ai tessuti biologici (muscoli, tendini, nervi, dischi intervertebrali). Le cellule non ricevono ossigeno e nutrimento a sufficienza e non riescono a smaltire le sostanze di rifiuto: nel tempo tutto ciò può causare prima delle micro-lesioni, poi lesioni maggiori con dolori, infiammazione dei tendini, compressione dei nervi ed in alcuni casi lunghi periodi di invalidità.
Alcune disfunzioni fisiche – diabete, peso eccessivo, artrite, ipertensione, fumo e gravidanza – ed attività extra-lavorative, aumentano il rischio di questi disturbi – tendiniti, tenosinoviti (infiammazione delle guaine dei nervi) e Sindrome da Tunnel Carpal.ite. Abitudini di lavoro corrette ed una pratica regolare di esercizi fisici sono la migliore forma di prevenzione. Può essere utile così ridurre i movimenti rapidi e ripetitivi prolungati, tenere gli avambracci paralleli al pavimento e ben appoggiati al tavolo o infine mantenere polsi distesi e dritti nella digitazione.
Le terapie più comuni
Dal punto di vista terapeutico è buona norma adottare nel posto di lavoro una serie di accorgimenti, mirati a ridurre i rischi sia per l’apparato muscolo-scheletrico sia per quello visivo. I consigli più frequenti sono: scegliere attrezzature ergonomiche cioè adattabili alle proprie esigenze, adottare una postura rilassata: il tronco sullo schienale tra 90 e 110°, variare spesso la posizione del corpo, effettuare delle pause brevi ma frequenti, variare le attività nel corso della giornata, regolare con cura la posizione, l’altezza e la distanza del monitor; per quel che riguarda gli occhi è opportuno: schermare finestre con tende ergonomiche adeguate al lavoro al PC, schermare e ridurre luci artificiali, usare lampada da tavolo, disporre il monitor perpendicolare alle fonti luminose, inclinarlo per eliminare eventuali riflessi, collocare monitor e documenti alla stessa distanza dagli occhi il più lontano possibile purché siano leggibili, regolare contrasto, luminosità e caratteri del monitor, ammiccare spesso e fissare oggetti o persone lontani, pulire periodicamente monitor e schermi antiriflessi se presente, infine rinnovare l’aria del locale di lavoro. Nel caso però in cui i disturbi abbiano "preso il sopravvento" la soluzione ideale, dopo accurata visita medica, è stabilire un programma di riabilitazione fisica mirato a ridare alla muscolatura di braccia, schiena e collo, forza, resistenza e flessibilità. Qualora questo tipo di terapia non funzionasse è sempre valido il ricorso ad antiinfiammatori- aspirina, diclofenac, ibuprofene tra i più comuni- o come ultima ratio anche ad iniezioni cortisoniche cui ricorrere con le dovute precauzioni. L’intervento chirurgico è particolarmente utilizzato nella Sindrome del Tunnel Carpale e può essere effettuato tramite un incisione o in alternativa ricorrendo alla tecnica endoscopica. Non vanno trascurate infine una serie di terapie opzionali come: agopuntura, chiropratica e massaggi, dalle differenti caratteristiche e adattabili alle esigenze di ciascuno.
Gli RSI sono disturbi complessi e di non facile soluzione con un unico metodo, l’approccio multifattoriale, sia psicosociale sia ergonomico, sembra perciò essere quello ideale sia nella prevenzione che nella riabilitazione di questi disturbi.
Marco Malagutti



Commenti recenti