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Foto di Maternità – studio o location?
20 mar
Mi sono divertito a tradurre, magari aggiungendo piccolo commento, alcuni interessantissimi articoli apparsi su Digital Photography School che trattano dei ritratti o se preferite servizi fotografici durante la maternità.
La prima volta ho tradotto l’articolo:
mentre stavolta tocca a …. Maternity Photography – Studio or Location?
Foto di Maternità – studio o location?
“Everyone loves someone who’s pregnant” -Knocked Up
“Tutti amiamo chi è incinta” -Knocked Up
Quando fate una sessione fotografica di Maternità, vi piace di più farla in atmosfera controllata oppure portate la futura mamma in una location?
Ognuna delle due soluzioni ha le sue difficoltà, i suoi pro ed i suoi contro. La fotografia di Maternità porta ad affrontare molte difficoltà ed esserne coscienti aiuta a prepararsi meglio.
note: date una letta al precedente articolo Maternity Photography tips.
{Studio}
Pro
- Ambiente controllato. Non c’è la luce del sole da “combattere”.
- Più privacy – fondamentale per quelle mamme che non si sentono a loro agio scattando foto in pubblico.
- Un volta impostato il giusto setup hai l’unica preoccupazione di mettere a fuoco la mamma ed il pancione e non ti devi preoccupare di null’altro.
Contro
- Le foto in studio potrebbero sembrare tutte uguali se non ti fai venire qualche brillante idea per movimentare un po la situazione. Si lo so, ogni pancia è ogni volta la più speciale del mondo, ed ogni parente vuole la foto con le mani sulla stessa, ma attenzione, le foto potrebbero rassomigliarsi troppo se non sembrare tutte uguali.
- Le foto fatte in studio sono fantastiche quando dovete fotografare soltanto la pancia, ma se volete provare a catturare le emozioni (o semplicemente dei visi rilassati), scattare in studio può diventare una difficoltà. A meno che i soggetti non si trovino a loro agio davanti all’obiettivo a qual punto nessuno dei parenti si accorgerà che “recitavano ad essere naturali”.
In breve
- La mia opinione è che lo studio va benissimo per gli scatti al pancione (da solo). Alla fine della sessione di scatto, quando si sono rilassati (o sono convinti che tu stia fotografando soltanto la pancia) dovresti essere in grado di catturare delle vere emozioni e tenerezze, ma in generale userete questo tipo di sessione soltanto per tirar fuori delle bellissime foto dell’ombelico.
{Location}
Pro
- Scattare in una location da la possibilità di cucire addosso al cliente il servizio che andiamo a fare basandosi sul loro stile. La location potrà essere cosi in città, in campagna, formale o più casual.
- Per le coppie che non riescono proprio a rilassarsi davanti all’obiettivo, scattare in una location li può aiutare a far finta che voi non siate li, permettendogli cosi di essere più romantici.
- Non devi avere molte idee per le foto in location. In studio tutto l’onore nel decidere la prossima posa è a carico tuo, in location puoi semplicemente limitarti a registrare quello che accade catturando i momenti più belli.
- Essere incinta è una cosa naturale. molto spesso fotografare questa condizione in studio fa sembrare…be…tutto scomodo. Anche quando guardiamo delle foto che riguardano la maternità, è più “facile” guardare quelle in una location naturale perché sembrano cogliere l’occasione in maniera migliore (ndr: meglio de cosi non ho saputo fare, andate a leggere l’originale).
Contro
- La tua attenzione sarà disturbata (divisa). Dovrai prestare attenzione alla Mamma ed in contemporanea ai settaggi della macchina, la posizione del sole, il tempo etc etc.
- “Everyone loves someone who’s pregnant”. E questo significa che molte persone penseranno che sia naturale assistere alla vostra sessione fotografica. Questo potrà risultare imbarazzante per la mamma ed il papà ed almeno che tu non abbia una forte personalità e la battuta pronta (esempio: “Avete pagato il biglietto per vedere lo spettacolo?”) ti toccherà trovare una location più appartata. Nota: Penso di avere bisogno di qualche “dritta”. Qualsiasi suggerimento sarà apprezzato! :)
In breve
- La base delle fotografie di Maternità? Io mi concentro molto su questo tipo di sessione. Sono più difficili e mettono a dura prova le vostre abilità tecniche e creative ed il vostro spirito di adattamento sarà fortemente sollecitato ma sono situazioni che danno molto.
Personalmente suggerisco alle mie coppie entrambe le situazioni. Vado a casa loro con un paio di luci, faccio la sessione in “studio” dopodiché si va fuori a cercare una bella location adatta a loro. Avranno più foto da cui scegliere e alla fine saranno più soddisfatti!
Elizabeth Halford is a professional photographer and mother of three. She owns a photo studio in Hampshire, England. Visit her online: elizabethhalford.com and GlacierCake.com
7 Foto assolutamente da avere della Maternità
19 mar
Mi sono divertito a tradurre, magari aggiungendo piccolo commento, alcuni interessantissimi articoli apparsi su Digital Photography School che trattano dei ritratti o se preferite servizi fotografici durante la maternità.
Oggi vi presento (qui l’articolo originale – here the original one):
7 Foto assolutamente da avere della Maternità
1.} Pancia Pancia Pancia (“did you ever ride a Wump?” -Dr. Seuss) Ovviamente, riprendete la pancia! Ci sono un paio di foto che non potete non fare del pancione:
- Mani sulla pancia (non dimenticate Papa e Fratelli se ce ne sono!)
- con l’Ecografia. E’ il modo con cui il bambino dice “hei, sono qui!”
2.} Papa – Non dimenticate che il papa ha un ruolo importante nella faccenda (ndr: e considerate che un gran numero di divorzi avviane durante il primo anno del bambino perché il Papa si sente escluso! quindi non emarginatelo ^_^) Sembra stupido che dire una cosa del genere ma come mamma di tre figli posso dirvi con certezza che spesso il papa viene dimenticato. Fate alcune foto incentrate su di lui e l’emozione che sta provando nel diventare papa.
L’unica cosa a cui dovete fare attenzione è di non fare solo foto con le mani del papa sulla pancia. L’unico effetto che otterrete è quello di far sembrare la mamma dotata di più mani del normale!
3.} La pancia tutta intera – Non diementicate che c’è una faccia la sopra. Cercate di fare degli scatti in cui si veda la pancia ma nei quali sia inclusa anche la parte superiore della mamma. (questa sono io! (ndr Elizabeth Halford) –>)
4.} Relazioni (ndr: ho lasciato il termine relazione anche indica anche le persone coinvolte nel sentimento/relazione)– E’ facile concentrarsi esclusivamente sul piccoletto in arrivo, dimenticandosi completamente dei sentimenti che hanno portato a che tutto questo accadesse. Ho realizzato che non sempre c’è un papa coinvolto nelle relazioni affettive che ci sono dietro ad una maternità. Se è cosi (ma anche se il papa c’è) ci sono molte altre relazioni affettive che verranno coinvolte nella vita del bambino. Ad esempio la mamma con la sua mamma, oppure la sorella od amiche, magari incinte a loro volta. Se c’è un fratello o una sorella maggiori è importante sottolineare anche questa relazione. Fate scatti che non siano soltanto concentrati sul pancione ma anche sulla famiglia in cui lei/lui sta per entrare.
5.} POV (Point of view) (ndr: punto di vista)– Io sono una grande fan della sperimentazione di nuovi punti di vista. Scattate da diversi punti di vista a modo che le foto non sembrino tutte “uguali”.
6.} Accessori – E’ sempre una buona idea quella di provare a fare qualche scatto con degli accessori in “scena”. Come ad esempio questa foto di me con un fiore, rosa perché stavo avendo una bimba! Ci sono molte altre idee da usare: dati con le lettere che compongono il nome del bimbo/bimba, le scarpine da neonato sulla pancia della mamma ecc ecc. Adoro uno scatto che ho fatto di recente in cui una mamma annaffiava il suo ombelico con un’annaffiatoio da giardino! Come fotografi noi dobbiamo sempre inventare qualche cosa oltre alla solita foto della pancia della mamma con i blocchi di lettere sopra, ma per la mamma, prima di tutto è la prima volta per cui datele un po di riposo ogni tanto e siate gentili (ndr: leggete l’originale che io ho fatto quello che ho potuto ^_^).
7.} Solo la Mamma – Siate certi di aver scattato foto con soltanto la Mamma. La bellezza, il bagliore, delle donne in stato interessante passa presto ed io spero di catturarlo per sempre.
Sono rimasta per 10 minuti a cercare di tirar fuori qualche cosa per lo scatto 8, 9 e 10 ma senza riuscirci giusto per avere il gusto di fare numero pari, pensaci tu! Quali sono secondo te gli scatti fondamentali da farsi in gravidanza?
Elizabeth Halford is a professional photographer and mother of three. She owns a photo studio in Hampshire, England. Visit her online: elizabethhalford.com and GlacierCake.com
ndr: nel post originale trovate dei commenti in cui i suoi lettori hanno inserito dei loro scatti, potreste fare altrettanto qui o andare a vedere quelli.
p.s.: volete foto della vostra maternità? contattatemi via email.
Fotografia notturna: appunti
6 ago
Dopo aver letto l’articolo apparso su DPS (Digital Photography School) ho deciso di scrivere un piccolo appunto su come realizzare degli scatti notturni traducendo tagliando e reimpastando quanto letto dall’articolo originale.
Vediamo cosa serve per fare delle belle fotografie notturne.
- Tripod o se preferite un Treppiede. Anche se non indispensabile (puoi sempre usare degli apopggi che trovi per strada come macchine cassonetti ecc ecc), un treppiede vi darà la massima flessibilità mantenedo bel salda ed immobile la fotocamera durante le lunghe esposizioni. Anche quelli da bancarella possono andare bene sempre che non abbiate intenzione di usarlo con “carichi” troppo pesanti (obiettivi pro).
- Lenti grandangolari. Almeno in genere. La lente in dotazione con l’acquisto della macchina fotografica và benissimo, tanto non deve essere strafichissima visto che la useremo a diaframmi decisamente alti.
- Un paraluce. Per ridurre al minimo le interferenze delle luci laterali.
- Una torcia elettrica. Oltre ad essere utile se siete in luoghi bui come boschi o montagne può anche servire per disegnare o per schiarire delle parti della immagine che volete riprendere.
- Se la vostra fotocamera ha la funzione NR su esposizioni lunghe (Long Exposure NR) usatela. Vi permetterà di ottenere foto prive di pixel bruciati. Questo vale sopratutto per le fotocamere con sensore CCD che usano un voltaggio maggiore di quelle con sensore CMOS.
- Chiudete il view finder (il buco da dove inquadrate) con l’apposito tappo in dotazione. Se avete il live view tanto meglio per voi altrimenti inquadrate, tappate e scattate.
- Se li avete potete usare o il cavetto di scatto remoto od il telecomando. Non sono necessari perché potete sempre usare il timer.
Adesso beccatevi alcuni esempi presi direttamente dall’articolo originale:

Old World New World by Robin Ryan
Le belle forme (linee guida) della Biblioteca Pubblica di Vancouver sono “fotogeniche” a qualsiasi ora del giorno, ma la morbidezza della luci notturne le rendono ancora più più attraenti. Avviso circa il riflesso (flare) verde in alto a sinistra – può essere evitato rimuovendo il filtro o con una velocità di scatto maggiore. Giudicate voi. Questo scatto è stato fatto con 30 secondi di esposizione ad un apertura f/22.

Vancouver in the Night by Robin Ryan
L’acqua è il tuo miglior amico nel lavoro notturno. Riflette e filtra i colori, ammorbidisce ed aggiunge un bagliore affascinante per le immagini.

Lion’s Gate Bridge by Robin Ryan
Ancora una volta, vedete come l’acqua porta più in luce alle vostre immagini, creando splendide simmetrie. Un’altra delizia della fotografia notturna è il modo in cui appaiono le luci dei lampioni, bellissime stelle – e non ci sono effetti speciali qui. 25 secondi a f/22.

The Twilight Runner by Robin Ryan
Mi sono trovato di fronte a questa statua sulla terra ferma chiedendomi come avrei potuto aggiungere un minimo di dettaglio per la parte di essa non esposta alla luce. Era una notte da congelare ed ero in bicicletta intorno al parco, così ho preso la lampadina della mia bici e l’ho puntata alla gola e al torace della statua. 30 secondi a f/22.

Bene, in finale … un’altra cosa che amo della fotografia notturna è che le uniche persone nella mia foto sono quelle che io ci voglio dentro. Vuoi ritrarre una figura ben riconoscibile? Scatta veloce; desideri che la folla si perda del tutto. Imposta dei tempi di scatto di 10-30 secondi e guardali sparire nell’oscurità. In questo scatto la folla di pattinatori si sono trasformati in una nube scura che aggiunge movimento e vita all’immagine che altrimenti risulterebbe statica. Un secondo di esposizione a f/8 mi ha permesso di confondere i pattinatori mantenendo la folla di spettatori in background.

Vi ricordate quando ho detto che il treppiedi non è sempre necessario? In effetti non è. Il mondo è pieno di superfici piane su cui appoggiare la fotocamera. Basta assicurarsi di utilizzare un timer (lo scatto a mano potrebbe far muovere la fotocamera e creare del mosso), appoggiare la fotocamera su una superficie piana e mantenere una velocità relativamente veloce (da 1/8 di un secondo a 2 secondi) . Questo scatto è stato preso a 2,5 secondi con f/22.

Come sempre, cercare scorci unici. Questo scatto del Rockefeller Center di New York l’ho catturato prendendo soltanto la parte superiore di esso, mostrando l’interazione di luce degli edifici circostanti. Senza treppiede, ho scattato impostando il timer a 2 secondi e tenendo la macchina fotografica saldamente premuta contro la base di una statua. 1/8 di un secondo a f/8.
Infine, se le scattate con una macchina che ha il Live View, usatelo! Live View is indispensable for nailing your focus, especially as you can do a digital zoom to manually adjust your focus. Live View è indispensabile per fissare la messa a fuoco, specialmente se puoi zoommare. Un treppiede sarà un grande aiuto. Basta accendere il Live View, mettere la lente sul fuoco manuale e regolare la messa a fuoco finché non è perfetta.
Spero che questo articolo ha incoraggiato a uscire stasera e vedere come sia meravigliosamente diverso il nostro mondo sotto la luce della luna e dei lampioni. Mi piacerebbe conoscere i vostri pareri e le vostre tecniche nei commenti.
L’autore: Robin è un fotografo di Vancouver, che è attualmente in partenza le isole Galapagos a continuare la sua odissea attraverso il Sud America e il Rio delle Amazzoni in Brasile. È possibile leggere i suoi racconti sul suo blog, My Lost Words e vedere il suo portafoglio a www.robinryan.ca.
Ritratti: un modo rapido per entrare nella testa dei vostri soggetti
11 mar
L’articolo originale (tradotto alla meno peggio) è stato preso da Digital Photography School.
Il grande giorno è arrivato. Non credevi fosse possibile ma il momento è arrivato, sei entusiasta ma molto, molto nervoso.
E’ il tuo primo incarico.
Ti è stato commissionato di fare il ritratto a 55 giovani di un coro locale. Hai meno di due ore per scattare. Potresti fare un casino. Oppure potresti fare un capolavoro. Non puoi sapere a priori quale delle due ipotesi si avvererà.
Mentre pulisci la tua attrezzatura, pensi hai fatti:
1. 55 ragazzi.
2. 100 minuti di tempo.
3. Neanche un minuto a persona.
4. [accidenti] [accidenti]
5. Ci sono un sacco di personalità diverse.
6. La location è una graziosa chiesetta con una finestra verde. In fin dei conti potrei sfruttarla ma….
7. E’ il grande Nord-Ovest – potrebbe piovere.
Hmmm. Potrebbe essere interessante. Per questo lavoro avete a disposizione la Canon 30D, ed il vostro obiettivo preferito: il 50 millimetri f1,8. Hai anche un riflettore che potrà reggere uno dei ragazzi del coro in attesa.
Entri in macchina e ti avvii. E, naturalmente, inizia a piovere. Ok. Oramai è andata. E’ stata una gran cosa aver portato il riflettore.
Vedi la chiesa, dai una rapida occhiata all’ingresso. Due banchi. Bagni. E – ti manca il respiro – un’ampia finestra ed un’elegante poltrona. La speranza si riaccende. Potrebbe funzionare. Le finestra, luminosissima, sarà il tuo miglior alleato. La poltrona la potrai far usare alle persone che poseranno. Il riflettore poi potrà darà una bellissima luce di riempimento.
Ma non avete neanche il tempo di respirare che il direttore del coro vi ha visto arrivare e si avvicina con calma salutandovi. “Ok, siete pronti? E ti manda i ragazzi 3 alla volta. Appena avete finiti con ogni singolo ragazzo, ne spunta un altro che deve posare. E’ tutto ok? Voi annuite con fiducia [dopo tutto la fiducia è la chiave giusta per qualsiasi fotografo]. “Assolutamente. Stiamo procedendo.”
Mentre il direttore se ne và, tu fai dei rapidissimi pensieri. Non stai ottenendo dei buoni ritratti. Nonostante tu abbia realizzato 55 (frettolosi) scatti. Vuoi qualcosa di più artistico. Vuoi qualcosa di più individuale. Come fare?
Ed è allora che ti ricordi quello che diceva il tuo mentore. Il suo utile suggerimento per definire velocemente la personalità di un soggetto. Prendi dalla tua tasca 5 sets di opposti. Chiedi al tuo soggetto di scegliere quello che preferisce. Se sceglie quello più drammatico, fallo posare come estroverso. Se sceglie quello più tranquillo a solenne, allora fatelo posare come se fosse un introverso.
Non puoi sapere se funzionerà, ma hey, dopo i primi 3 tentativi dovresti farti un’idea.
“Hey there!”. Ti presenti.” Chiedete il loro nome, e poi cominciate. “OK, ho un paio di domandine per te.” Fate una piccola pausa per aggiungere un po di drammaticità. “Ti piacciono le mele o le arance?” Otterrete, come unica risposta, uno sguardo vuoto. Incalzatelo. “E’ tutto ok, veramente. Dimmi soltanto quale pensi sia più buona.” Le mele sono morbide, le arance più saporite?
Lei tentenna ma risponde. “Arance.”
“Ok. Fico. Eccone un’altra. Preferisci lo scii o lo snowboard?” Sorridete a questa domanda – un argomento chiave per fare un profilo nel Nord Est. [Gli Snowboarders sono molto giovanili, gli sciatori sono molto sicuri di se].
“Snowboard.” Risponde con un’altra risata.
“L’ultima, prometto. Preferisci vedere un film a casa con gli amici o andare a teatro?” Questa è un pochino più difficile. La prima implica la preferenza alla sicurezza della propria casa, l’altra la gioia del vivere in mezzo agli altri.
“Sicuramente il teatro.”.
“Grande! Cominciamo allora!” Decidi di far posare il soggetto come una ragazza che ama l’avventura e la vita in mezzo agli altri – ma non dimenticare un po di verve. Per la successiva ora e mezza fai queste domande ad ogni membro del coro con grandi risultati. Le domande fanno sorridere ed incuriosire i ragazzi e tu ti sei fatto una buona idea sul come farli posare esaltando la loro personalità.
Quando risali in macchina, non sai se il trucco funzionerà ancora, ma per stavolta è stato un successo.
Dopo 3 settimane, l’annuale del coro è pubblicato. Hai piacere nel vedere la disposizione dei ragazzi. Noti l’eccitazione che traspare dai loro sorrisi.I ragazzi sono soddisfatti di come i ritratti li rappresentino e tu hai guadagnato la reputazione di essere un veloce, divertente ed imprevedibile ritrattista!
Yeah. Questo è ciò che amo.













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