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40 Anni di salute
16 dic
Un sito sul quale le over 40 raccontano le loro esperienze e si sfidano in foto per posare sul calendario delle "panterone"
Urban Cougar, la donna cacciatrice che conquista i giovanotti con stile
"Facciamo quello che gli uomini fanno da sempre, ovvero frequentare partner che hanno la metà dei nostri anni"
di BENEDETTA PERILLI da Repubblica.it
ALLE SPALLE hanno un matrimonio, a volte anche due, molti uomini passati nel loro letto, qualche ritocco estetico e tanta, tanta esperienza. In inglese le definiscono cougar, letteralmente puma, per sottolineare la loro attitudine a cacciare le prede più prelibate. Ma a loro, magnifiche over 40 senza scrupoli, il termine va un po’ stretto. Ecco allora che direttamente dai night club più fumosi degli Stati Uniti sbarcano sul web, sul sito Urban Cougar, per raccontare perché essere una cacciatrice e avere più di 40 anni può essere un’esperienza molto divertente. Soprattutto se le prede in questione hanno la metà della loro età.
L’Urban dictionary, il vocabolario online che raccoglie le definizioni date dagli utenti e le classifica in base ai voti, fornisce, come primo risultato per la parola urban cougar, il seguente: "Donna adulta, di età compresa tra i trenta e i cinquanta anni, che ha abbandonato le tradizionali regole delle relazioni romantiche per cercare di conquistare il maggior numero possibile di giovani ragazzi". In italiano le potremmo definire "panterone" ma loro, le cougar, non ci stanno e da cinque anni a questa parte cercano di "ripulire" l’immagine di seduttrici spietate promuovendo sul sito Urban Cougar la loro filosofia dai toni rosa e dalle sfumature maculate. E per iniziare ci mettono la faccia. Ma anche il corpo.
Ogni mese infatti il sito decreta la miglior cougar, selezionata tra tutti gli scatti che vengono postati online, e a fine anno la più bella fra le belle cacciatrici vince la possibilità di posare per il calendario. La reginetta del 2009 è Debra Garrett – 44 anni, californiana, fisico mozzafiato – che descrive così lo spirito delle cougar: "Ho avuto molte esperienze con uomini più giovani di me e adoro l’ammirazione che hanno per i miei modi felini. Per sedurli uso soprattutto lo sguardo". Insomma cacciatrici si, ma non senza l’anima.
Cougar non è solo l’attitudine di una donna adulta che ama la compagnia dei ragazzi più giovani. Cougar è una maniera di vivere la propria vita e la propria sessualità basata su sei caratteristiche: avere tutto sotto controllo, essere indipendenti, avere esperienza, essere innegabilmente sexy, adorare le attenzioni degli uomini e soprattutto essere orgogliosamente una cacciatrice.
La società dice loro di indossare abiti seriosi, guidare una station wagon e portare i figli a scuola ma queste donne sono ancora molto sexy e non vogliono lasciare agli uomini tutto il divertimento. Eccole allora immortalate in abiti striminziti mentre ballano attorniate da ragazzi o in posa davanti ad un autoscatto mentre catturano il loro lato più sexy. Non disdegnano le nudità, sono generose nel mostrare il decoltè, amano l’abbronzatura e i capelli biondi, frequentano discoteche e night club e qui, tra un bicchiere e qualche ballo, selezionano i loro accompagnatori.
Quella delle Urban cougar è una storia che fa notizia ma loro, all’interno della community del sito, si dichiarano stupite: "Facciamo quello che gli uomini fanno da sempre, ovvero frequentare partner che hanno la metà dei nostri anni. Perché – si domanda Nikki, 38 anni – quando sono gli uomini a farlo appaiono come delle persone sexy e affascinanti e quando siamo noi a preferire i più giovani veniamo catalogate come donne tristi o affamate di sesso?".
In fondo basta dare un’occhiata alla pagina delle storie, là dove tra cronache e confessioni le cacciatrici raccontano i particolari più piccanti delle loro notti, per capire che queste donne hanno solo molta voglia di divertirsi e di sentirsi ancora attraenti dopo matrimoni finiti o cuori spezzati. C’è Lucia, 59 anni, che racconta di essersi innamorata di un uomo di 37; Tina, 38 anni, che dopo aver provato la sua prima esperienza da cougar con un ragazzo di 25 anni ora vorrebbe conoscerne altri e c’è chi, ancora alle prime armi, si chiede quale sia la differenza di età a partire dalla quale si viene considerata una cougar.
La risposta è matematica: basta applicare la regola della metà degli anni della donna più sette. Ad esempio l’attrice Jennifer Aniston, quasi 40 anni, frequenta il cantante John Mayer, 31. La loro differenza di età rende la Aniston una cougar socialmente accettabile: la metà della sua età più sette fa infatti 27. È questa l’età al di sotto della quale la bionda attrice non dovrebbe mai andare nel reclutare i suoi partner.
E proprio dal cinema arrivano le cacciatrici più celebri, quelle insomma che sono per le donne di Urban Cougar, dei miti da emulare. Tra tutte la più amata è Demi Moore, 47 anni e ben 16 di differenza con il marito Ashton Kutcher; ma anche Sharon Stone, Halle Berry, Cameron Diaz e Mariah Carey vantano un passato da estimatrici di uomini più giovani.
Infine, per sapere dove incontrare le cougar, come approcciarle o, soprattutto, come lasciarsi approcciare il sito raccoglie nella sezione Dens tutti gli indirizzi dei locali statunitensi da frequentare e alcuni consigli su come vestirsi e cosa dire.
(16 dicembre 2008)
Pigotta08 alla IV Collettiva di Arte Contemporanea a Roma
3 dic
Pigotta08 alla IV Collettiva di Arte Contemporanea a Roma
E’ con piacere che vi invito a partecipare alla IV edizione dellla Collettiva di Arte Contemporanea che si terra a Roma il 5 dicembre prossimo in via dei conciatori 3/i.
Io mi informo su quando c’è Pigotta 08, magari è un’occasione per conoscerla e stringerle la mano da sincero ammiratore.
Se l’immagine è troppo piccola cliccateci sopra ed ingranditela ma mi raccomando partecipate numerosi e se la conoscete portatele i miei saluti.
Nel profondo di molti di noi
27 ott
Parla la scrittrice che ha sconvolto la Germania con «Zone umide», romanzo scandalo

da pariopportunità prov.Grosseto
BERLINO – L’incipit conta, in un libro. In questo di Charlotte Roche – Zone umide – conta più che in altri: «Che io ricordi, ho sempre avuto le emorroidi. Per molti anni ho pensato fosse meglio non dirlo a nessuno».
Leggerezza un po’ proustiana per contenuti scioccanti. Soprattutto, però, è l’apertura immediata di una finestra sul corpo, sulla malattia, sul disgusto, sulle cosiddette parti intime femminili che non si chiude nemmeno nell’ultima pagina. Forse, il racconto del femminismo del Ventunesimo Secolo. Anzi, il suo manifesto. «Sì, quando ho iniziato a scriverlo la mia idea era quella – dice Roche, 30 anni, dalla sua casa di Colonia, dove vive con il marito e una figlia -. Scrivere qualcosa per liberare le donne da una costrizione, per renderle meno schiave in fatto di odori, sesso, corpo, organi. In questo senso è un manifesto, anche se poi ha preso la forma del racconto». In effetti, il volume (Feuchtgebiete il titolo in tedesco) è davvero diventato un manifesto per le ragazze della Germania: ha ormai venduto oltre un milione di copie dalla primavera scorsa, è stato il primo e unico libro in tedesco a guidare la classifica di Amazon, le teenager ne parlano, i giovani ci organizzano dibattiti.
Henry Matisse, "The joy of life", 1905-1906 La rivista letteraria britannica Granta ha scritto che evoca, non solo per la forza di rottura ma anche per la capacità narrativa, la voce di J.D. Salinger de Il giovane Holden, la perversione di James G. Ballard in Crash, l’agenda femminista di Germaine Greer ne L’eunuco femmina. «È fantastico – dice Roche, finora una conduttrice televisiva in diverse reti nazionali, soprattutto in programmi destinati ai giovani -. Per strada, le ragazzine mi riconoscono ma non mi chiamano per nome, nonostante da anni mi vedano in tv. Mi dicono "tu sei quella che ha scritto Feuchtgebiete"». La protagonista di Zone umide (in Italia uscirà il 22 ottobre da Rizzoli) è Helen Memel, una diciottenne con numerose esperienze sessuali di diverso genere, sfrontata con il prossimo, esplicita con il suo corpo e soprattutto non conformista in fatto di mode e di obblighi sociali. Tutto inizia quando, depilandosi, si ferisce le emorroidi, è ricoverata in ospedale, viene operata (due volte) e deve dunque restare a letto per qualche giorno. Il racconto tratta della permanenza di Helen in ospedale; dei suoi sforzi per provocare e fare innamorare l’infermiere; della necessità di riempire il tempo trattando noccioli di avocado da usare poi a scopo di masturbazione; del bisogno di «andare di corpo», come dicono irritandola le infermiere, dopo l’operazione. E dell’ossessione di rimettere assieme i suoi genitori, da tempo separati. Attorno a questo, le azioni e le riflessioni fulminanti di una teenager che ha scritto le sue regole. O almeno ha gettato alle ortiche quelle codificate. I punti forti del manifesto per la liberazione del corpo femminile dagli obblighi dell’igiene passano per il sesso.
«Ma non visto nel solito modo – precisa Roche -. C’è chi sostiene che il mio sia un libro pornografico. E io lo accetto, ho voluto che fosse sexy e divertente. Ma occorre aggiungere che non è solo pornografico. È anche disgustoso, nel senso che al sexy fa seguire il disgusto, ad esempio le emorroidi. Perché la donna è una cosa sola, non è unicamente sesso profumato, è anche altro, va in bagno, si ammala, sanguina. Non riconoscere e non parlare di questa sua parte limita e costringe la donna». Questo, dunque, è il punto di partenza del femminismo di Charlotte Roche e di Zone umide: una donna intera opposta a una idealizzata e falsificata da scuola, famiglia, religione, pubblicità, posto di lavoro. «La gente si lamenta perché la società si occupa troppo di sesso, e mi chiede se c’era proprio bisogno di un altro libro sull’argomento – spiega -. Ma il sesso che imperversa è sesso super-pulito, da supermodel, che non ha niente a che fare con la vita. Un sesso falso. Io voglio demistificare il corpo della donna per rompere questa menzogna. Andare in bagno e parlare di diarrea con il proprio partner è importante quanto parlare d’amore. Meglio il sesso che sbaglia, che fallisce piuttosto che il sesso finto che non esiste».
L’igiene, insomma, limita la sessualità. «Certo, è un limite. Prendiamo il profumo. Personalmente non lo sopporto, non lo metto mai, e quando entro al piano terra dei grandi magazzini, quello dei cosmetici, devo uscire subito a prendere una boccata d’aria. Ma, a parte me, non c’è dubbio che il sesso sia sempre migliore con l’odore naturale dei corpi. Una donna non dovrebbe preoccuparsi dei suoi umori. Sono sicura che chi mi ha amato lo abbia fatto perché ha amato il mio odore». La prima rottura di Zone umide con il femminismo delle generazioni precedenti è dunque questa: è meno politico e più personale, più attento al corpo della donna, al sesso non patinato, anche alla pornografia. E vede la donna nella sua interezza.
Ma ce n’è un’altra: l’uomo non è necessariamente un bruto. «Sono femminista nello stomaco – dice la scrittrice-conduttrice -. Sono cresciuta con una madre femminista politica di sinistra. Ma la differenza con lei e con femministe come Alice Schwarzer è che loro vedono la donna sempre vittima dell’uomo. Io, invece, a 30 anni, non vedo ogni maschio come un cattivo. I miei uomini li ho sempre scelti in modo femminista, nessuno di loro ha mai neanche pensato, per esempio, di dirmi che non devo lavorare. Sa qual è stato uno dei problemi? Che molte delle femministe note sono lesbiche: per loro è difficile capire le eterosessuali e ancora più difficile è parlargli. Credono che le donne sui tacchi siano cretine». Dunque: niente profumo, «al massimo un deodorante inodore», zero obblighi di depilazione in ogni parte del corpo, nessuna vergogna per i brufoli e le malattie, sesso a 360 gradi. Ma anche tacchi alti, «certo che li porto, mi piace essere bella per mio marito», doccia e shampoo, «giuro, la faccio ogni mattina», e famiglia la più unita possibile, «perché la mia esperienza mi dice che un figlio di genitori separati si porta dietro per sempre la speranza che un giorno tornino assieme, e soffre». È questo un manifesto generazionale, Il giovane Holden degli anni Duemila, ora che dalla Germania si espande nel mondo? «Non oso sperarlo. Non lo so. O forse lo spero». Beh, il nuovo femminismo sarà pure un po’ ambizioso. «Già, io lo sono molto, e anche arrogante, almeno sul lavoro. Quindi dico vedremo».
Danilo Taino
Donne Milanesi: non vi impicciate, son cazzi nostri !
2 ott
Donne Milanesi: non vi impicciate, son cazzi nostri !
I «sex toys» piacciono a una milanese su due
(io preparo le valige)
dal Corriere.it che dice:
Sondaggio sui giocattoli erotici: il 50% delle intervistate li ha osservati o provati. L’esperto: «Interessante valenza terapeutica»
(ndr) Ah ah ah, allora è vero quando dico alle mie amiche che hanno bisogno di una bella supposta di carne ah ah ah
MILANO – Il 20% delle donne milanesi ha sperimentato, almeno una volta, i «sex toys», i giocattoli erotici finora relegati nelle bacheche dei negozi «a luci rosse». E un altro 30% riferisce di averli quantomeno osservati con attenzione. E’ il risultato di un’indagine condotta dall’Aispa (Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata) nel capoluogo lombardo; la ricerca, condotta su 200 cittadine milanesi attraverso un questionario anonimo, sarà presentata venerdì all’ospedale San Carlo di Milano durante il convegno Aispa «L’intimità ritrovata: le cure del sesso tra psiche e soma». Secondo l’indagine, l’esperienza dei «sex toys» è condivisa quasi sempre con il partner, che li propone per primo in almeno il 60% dei casi. Il 70% delle intervistate si dichiara soddisfatta.
«VALENZA TERAPEUTICA» – «È un dato su cui riflettere, per le potenzialità che questi oggetti offrono una volta affrancati dall’alone di perversione che ancora li avvolge», commenta Roberto Bernorio, ginecologo e psicoterapeuta ideatore dell’inchiesta. Secondo l’esperto, i sex toys possono avere «una interessante valenza terapeutica, oltre che ricreativa e relazionale, perché danno corpo alle fantasie e possono migliorare il piacere individuale e di coppia». Negli Stati Uniti alcuni di questi giocattloli erotici sono addirittura riconosciuti come presidi medici dall’agenzia regolatoria Food and Drug Administration (Fda), mentre da noi c’è ancora una certa resistenza: «forse con troppa superficialità sono giudicati giocattoli innaturali e onanistici, relegati alle bacheche dei sexy shop – commenta Bernorio – ma la richiesta aumenta».
Ma siccome io vi voglio bene vi allego anche un bel documentario sui giocattoli sezy la loro storia, quanti tipi ce ne sono e cosi via…ma solo per i maggiorenni!
qui
SEX TOYS: I GIOCATTOLI DELL’AMORE
Introduzione (ndr ah ah ah ah, sembra una battuta)
L’esperienza erotico-sessuale non può essere finalizzata ad un semplice “compito” svolto regolarmente, o meno, all’interno del menage di coppia; questa potrebbe cadere vittima, troppo precocemente, di atteggiamenti routinari e monotoni. Il comportamento sessuale maschile e femminile deve essere compreso in una più ampia visuale del “piacere”. L’attività sessuale ha l’obbligo di portare alla soddisfazione personale con il raggiungimento del piacere orgasmico e deve essere vista sotto una prospettiva di tipo ludico. Il giocare, l’improvvisare comportamenti fantasiosi, dare spazio ai propri desideri e bisogni, può e deve rappresentare un nuovo modo di vivere l’attività erotico-sessuale. Riuscire a non incastrarsi in forme “perverse”, che inevitabilmente spingono la coppia ad entrare in quella routine fastidiosa e a volte responsabile di quelle somatizzazioni psicosessuali, diventa il primo elemento necessario per il buon andamento della vita a due. Vista la grande importanza che acquista il “gioco” nella sfera sessuale è necessario, quindi comprendere l’utilità dei noti “sex toys”, che da sempre sollevano, in una società tendenzialmente ipocrita e perché no bigotta, curiosità e sciocche incomprensioni. Prima di fare un inquadramento preciso di questi giocattoli “speciali” è necessario ricordare comunque che la chiave utile ad aprire le porte per una “sana” ed efficace relazione intimo-sessuale rimane la “comunicazione”. Infatti, una buona interazione con il partner è necessaria a prescindere dall’utilizzo o meno dei sex toys!
Uno sguardo alla storia
I “giocattoli” per il piacere sessuale non sono un’idea nuova e legata al business della trasgressione degli ultimi tempi, anzi, pur non avendo chiare testimonianze dell’utilizzo dei dildos (oggetti di forma fallica, costruiti con vari materiali) nelle donne dell’età della pietra, ci sono invece documenti importanti a partire dal periodo della Grecia classica. In Danimarca al Museo Nazionale di Copenaghen, ad esempio, le raffigurazioni di un vaso greco mostrano una donna che pratica attività autoerotica per mezzo di un dildo . Anche i romani si avvalsero di questo tipo di oggetti erotici utilizzando per la loro costruzione vari materiali come il cuoio, l’osso e il legno. Inoltre, come non dimenticare Pompei e le stanze dove sono raffigurate scene di sesso: alcune di esse mostrano giochi erotici con i dildos e altre scene particolarmente piccanti. Durante il medioevo (XII secolo) un vescovo europeo rimproverò severamente alcune donne della sua comunità religiosa per avere costruito uno strumento molto simile al membro maschile, di una taglia particolarmente consistente, per soddisfare i propri desideri. Quello che rese però più scandaloso il fatto fu la modalità con cui l’oggetto veniva utilizzato. Il dildo era infatti adoperato per commettere la “fornicazione” tra donne! Le parole del vescovo non sembrano aver avuto particolare effetto, infatti l’utilizzo del dildo continuò insindacabilmente ad essere adottato per tutti i secoli seguenti. Per esempio nel 1750 la Duchessa di Tanis provocò un enorme scandalo in Germania sposandosi con una donna travestendosi da uomo e facendo l’amore utilizzando un dildo .
Con la Rivoluzione Industriale e l’avvento di nuove tecnologie e nuovi materiali viene dato il via alla reale commercializzazione dei sex toys. L’utilizzo del lattice consentì la produzione di dildo s con questo materiale e anche quella dei primi stimolatori clitoridei. Una ditta francese che vendeva sex toys per corrispondenza ideò dei “foderi” di gomma aventi delle punte molli simili ad una cresta. Questo “fodero” poteva essere indossato sulle dita ed utilizzato per una stimolazione autoerotica oppure di coppia. L’idea sembrò molto interessante al punto di creare anche degli “stimolatori-duplici” che indossati sul pene, potevano essere utilizzati dalla coppia durante il coito. L’unione del dildo alla possibile vibrazione dette l’avvio ai primi “vibratori” o “vibromassaggiatori”. I primi apparvero nel 1869, quando un medico americano George Taylor brevettò un oggetto, che produceva un massaggio tramite una vibrazione fornita da un motore. Purtroppo, i materiali utilizzati erano particolarmente costosi per l’epoca, quindi di difficile accessibilità. Ecco perché l’oggetto venne introdotto sul mercato solamente per uso medico. Infatti, fino ai primi anni del 900, l’uso dei vibratori fu ristretto ai medici che li impiegarono terapeuticamente in un "massaggio” per alleviare i sintomi dell’isteria.
Ordinare per corrispondenza oggetti ludici per l’attività erotica era il modo standard di vendere vibratori nella prima metà del XX secolo, successivamente le vendite iniziarono ad esseri anche al dettaglio con i primi sexy shop introdotti negli anni 60. Oggi la crescita della vendita dei sex toys trova spazio non solo nei sexy shop o boutique erotiche, ma sicuramente anche on line, quindi accedendo ancora più anonimamente via internet. Le invenzioni più nuove includono stimolatori clitoridei radiocomandati, galvanizzatori elettrici e vibratori da dita di nuova generazione tecnologica. Tutto questo porta a pensare quanto nel futuro prossimo i giocattoli del sesso saranno sempre più controllati dal computer e quindi saranno ancor più capaci di soddisfare le necessità più disparate dei loro utenti. Come non pensare eventualmente anche a possibili sex toys che, per mezzo della realtà virtuale, prendendo spunto dalle nostre più profonde fantasie, ci gratificheranno avvicinando l’immaginazione al dato di realtà!
Una possibile classificazione
L’“uomo” ha da sempre ben chiara l’importanza del divertimento all’interno dell’attività erotico-sessuale e dei giocattoli erotici come elementi di complemento anche della relazione di coppia, ma probabilmente alcune resistenze psicologiche, imposizioni sociali e culturali lo hanno condotto costantemente a negare, ovvero ribellarsi a tutto questo. Sicuramente nell’evoluzione dell’individuo e dei suoi comportamenti sessuali l’oggetto erotico più conosciuto rimane il dildo, che nei tempi moderni acquista ulteriore importanza con la “vibrazione”. Sono molti i toys che possono riprodurre non solo il divertimento di uomini e donne, bensì la rappresentazione “piccante” di molte delle fantasie erotiche. Si prova a dare una chiara classificazione in merito.
L’abbigliamento e gli accessori
La “lingerie” femminile è sempre stata considerata come particolarmente eccitante e stimolante nell’immaginario maschile. Non importa quale sia il tessuto di fabbricazione (seta, pizzo, raso…), quanto la possibilità di fantasticare su ciò che si vede e quello che si deve immaginare. Acquistano particolare interesse quegli indumenti intimi prodotti solamente in strass o, nella modalità più preziosa, con dei veri gioielli. Gli indumenti più ricercati riguardano culotte, baby dolls, corsetti, jarretières , e stravaganti perizomi . Anche gli uomini possono usufruire di particolari indumenti intimi esaltando, quando indossati, parti dell’anatomia intimo-maschile. La maggior parte degli indumenti riguarda curiosi perizomi spesso di materiale lucido e apparentemente aggressivo come il cuoio, la pelle e il cotone intrecciato come una rete. Altro indumento particolarmente eccitante è il pantalone in cuoio che copre totalmente o parzialmente parti di gamba e di genitali, lasciando totalmente scoperta la zona dei glutei. Anche se appartenenti ad un preciso immaginario come quello feticistico varietà di tacchi e modelli di scarpa possono rappresentare particolari eccitanti durante i giochi erotici.
Per quanto riguarda gli accessori è possibile individuare tra quelli più singolari l’occhio di capra: un anello elastico dove su tutta la circonferenza sono incollati dei filamenti morbidi e particolarmente solleticanti. Questo anello viene posizionato sull’asta del pene eretto e durante la penetrazione stimola nella donna le zone esterne della vagina e il clitoride donandole particolari intense sensazioni. Anche i profilattici
ad oggi hanno subito una particolare evoluzione al fine di poter rendere meno artificiale e molto più ludico il rapporto intimo-sessuale. Infatti, oltre alle varie colorazioni, ai possibili gusti e sapori, si possono osservare profilattici ritardanti e stimolanti e perché no, anche ironici e divertenti. Anche i piercing
rappresentano una variante erotico-trasgressiva all’interno degli accessori sex toys. Sono spesso associati a comportamenti particolarmente sado-masochisti o, cosa molto più superficiale in linea con tendenze e mode socio-culturali. I piercings come sex toys sono rappresentati sia negli uomini che nelle donne sui capezzoli e anche sui genitali. Nelle donne sono presenti sulle grandi labbra oppure sul cappuccio del clitoride, negli uomini oltre alla zona scrotale si osservano anche sul glande in corrispondenza dell’apertura dell’orifizio uretrale (Prince Albert), il frenulo (Frenum) e la corona del glande (Dydoes). Ultimo, ma non in ordine d’importanza è il Rosebud
(bottone di rosa), un bijou per l’orifizio anale che permette una costante stimolazione dovuta alla dilatazione dello sfintere una volta indossato.
I sostituti
Tra i sex toys definiti “sostituti” spicca sicuramente il dildo,
che durante l’evoluzione storica, come già commentato, è passato da forme molto similari dell’organo maschile a designer più hi-tech e rivoluzionari.
Un particolare dildo è quello doppio
spesso utilizzato nei rapporti omosessuali femminili, o la cintura
alla cui estremità è fissato un dildo, anche questa d’interesse lesbico, ma perché no, anche di curiosità e trasgressione eterosessuale. Altro importante toys degno dei sostituti è il vibromassaggiatore.
Piccolo apparecchio elettrico che se posizionato sulla zona clitoridea può procurare intenso piacere e molto probabilmente l’esperienza degli orgasmi multipli femminili. Anche questi toys hanno subìto trasformazioni simili ai dildo nel tempo, nello specifico, proprio per favorire una maggiore conoscenza alle donne del piacere orgasmico, è stata fatta una campagna pubblicitaria che vede possibile l’acquisto di questi oggetti anche nelle farmacie. Altri oggetti che possono essere utilizzati durante l’attività autoerotica sono le dita cinesi:
ditali in lattice dalle forme bizzarre, rivestiti di protuberanze (creste) molli e/o dure necessarie alla stimolazione e solleticazione clitoridea. Anche le perle della geisha
rivestono un ruolo molto importante nella pratica masturbatoria femminile, ma, se accolte dalla coppia, possono rivelarsi divertenti e molto eccitanti. Queste sfere collegate da un filo come le perle devono essere inserite nella cavità vaginale e/o anale e successivamente sfilate. La dilatazione e costrizione degli orifizi procurerà intenso piacere.
Gli ostacolanti
Questo termine decisamente ambiguo se riferito al gioco, quindi al piacere erotico-sessuale, vuole rappresentare tutti quegli oggetti che, una volta scelti dalla coppia, procurano piacere in quanto vanno facilmente ad ostacolare, o comunque a porre forte resistenza tra le dinamiche sessuali dei partner. Quello più conosciuto è caratterizzato dal “legare”, quindi pratiche essenzialmente di bondage . A tale riguardo si possono menzionare dei lacci,
che possono essere di seta, raso, corda… e che se utilizzati per immobilizzare alcune parti del corpo (mani, braccia, piedi, gambe) possono stimolare una particolare eccitazione dovuta al ruolo passivo subito. In fondo lasciarsi andare fidandosi del partner può essere non solo eccitante, ma sicuramente di rinforzo alla coppia stessa! Similmente possono essere utilizzate delle manette
che, oltre a sollecitare una particolare passività nel ruolo sessuale giocato, vanno a stimolare fervidamente fantasie legate ai giochi di ruolo. Spingendosi verso un immaginario più tipicamente sado-masochista si possono osservare oggetti quali le catene
, i collari, o i morsi a palla
. Anche i cockring
di varie dimensioni e materiali possono essere annoverati tra i toys ostacolanti. Questi anelli, infatti vanno a costringere la zona scrotale e la base dell’asta del pene procurando una consistente erezione (compressione del sangue nei corpi cavernosi) e un’eventuale possibilità di ritardo eiaculatorio. Una versione esclusiva per i testicoli, ma simile ai cockring è la ballstretchers.
I punitivi
Come implicito nel nome questi oggetti sono strettamente legati alle pratiche sado-maso. Implicano nel rispetto e nel consenso tra i partner di stimolare alcune zone del corpo procurando sensazioni di lieve dolore che successivamente si trasformano in forte eccitazione e piacere erotico. Tra i più diffusi si trovano fruste e frustini, racchette o palette
, pinze
per capezzoli, piumini
e non ultime le candele.
I commestibili
Probabilmente tra i sex toys sono quelli più divertenti e diffusi in quanto suscitano ilarità e ironia. Nella maggior parte dei casi vengono utilizzati per fare dei regali originali e divertenti (feste di nozze, compleanni, anniversari…), ma anche per divertirsi in coppia utilizzando nello specifico il senso del gusto. Tra quelli più conosciuti si ricorda gli indumenti intimi fatti con le caramelle (candy g-string)
, l’inchiostro
al gusto di cioccolato, la pasta e le caramelle fatte a forma di organo genitale maschile.
I giochi da tavolo
Chi l’ha detto che i giochi di società non possono essere legati anche al divertimento erotico-sessuale? Alla base di questo tipo di sex toys, quando non vengono praticati esclusivamente dalla coppia, si osserva una libertà del comportamento erotico-sessuale che va in linea con un certo equilibrio psicocorporeo e un forte abbattimento degli stereotipi socio-culturali. Negli ultimi tempi sono molti i giochi che evidenziano caratteristiche tipicamente erotiche. Giochi fatti con le carte (strip poker, hot memory ), oppure quelli con i dadi. Tutti giochi che stimolano le fantasie di uomini e donne pronti a divertirsi e godere dei piaceri del corpo.
Non catalogabili (singolari)
In questa categoria si descrivono tutti quegli oggetti che difficilmente potrebbero essere annoverati nelle precedenti descrizioni, nonostante, per alcune caratteristiche sia facile identificarne l’eventuale appartenenza. Curiosamente è semplice notare che nella maggior parte dei seguenti toys è rappresentato il piacere al maschile. Si tratta infatti di pompe
a pressione per l’ingrossamento del pene, vagine
in lattice (anche vibranti) e bambole gonfiabili. Probabilmente gli uomini che utilizzano tali sex toys potrebbero nascondere particolari caratteristiche psicologiche, ovvero, senza addentrarsi in spiegazioni specifiche, è possibile notare elementi comportamentali con chiare caratteristiche di insicurezza, timidezza e difficoltà di affermazione nel sociale, quindi anche con eventuali partner.
Conclusioni
La varietà dei sex toys può stimolare realmente l’interesse ludico ed erotico degli individui e allo stesso tempo può condurre i componenti della coppia a confrontarsi costantemente. Questo porta la coppia a maturare interessi e impegni diversi abbattendo sciocche routine e soprattutto stimolando un continuum erotico e sessuale. Spesse volte però può non essere così facile e scontato riconoscere il bisogno e/o l’utilità di elementi ludici come quelli sopra descritti. A tale riguardo può essere necessario abbattere falsi preconcetti e stupidi moralismi, o comunque riconoscere, dando spazio ai bisogni del partner che, molto probabilmente, quelle necessità potrebbero non essere così distanti dalle proprie. Dall’esperienza clinica è facile riconoscere alcuni imbarazzi quando si propone di visitare un sexy shop o una boutique erotica alla coppia con disagi sessuali, ma, dopo il superamento della resistenza iniziale, è altrettanto facile riconoscere l’input necessario che avvia quel processo di cambiamento nella psicologia degli individui. La sessualità viene vista da un’angolazione diversa, probabilmente molto più libera e divertente. Il piacere viene sentito come parte necessaria e importante da condividere con il partner, ma cosa più importante da sperimentare senza freni inibitori. Unica regola insindacabile è quella di divertirsi e giocare liberamente nel rispetto di se stessi e degli altri.
Bibliografia
- Ferrier B., Lévy-Kuentz S., (2005) Sex Toys forever , France Marabout
- Hooper A., (2003) Sex Toys , London, Carroll & Brown Publishers Limited

questa cosi…mi piaceva ^_^
e comunque per soli 247 dollari la potete avare a casa (spedizione gratuita) ecco l’indirizzo…poi me la prestate!
Il piacere di fare la spesa
24 lug
il piacere di fare la spesa
dal corriere.it
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Il 59enne è accusato di interferenza illecita nella vita privata Riprese «osé» al supermercato, denunciato Un pensionato di Treviglio riprendeva le parti intime delle clienti con una microtelecamera su un cestino per la spesa
Il video
BERGAMO – Nessuna signora o signorina, con gonna corta o medio corta, poteva sospettare di quel distinto signore al supermercato, col cestino della spesa in mano. E nessuna ci faceva caso se quel cestino si avvicinava un po’ di più all’orlo della sottana. E invece lui, un pensionato 59enne di Treviglio (Bergamo), non era interessato ai prodotti esposti e alle offerte speciali, ma a un altro tipo di attrazione: aveva piazzato sul cestino una microtelecamera, con la quale riprendeva le «parti nascoste» delle clienti più giovani e belle.
COMPORTAMENTO SOSPETTO – Un sistema decisamente ingegnoso, che è costato al pensionato una denuncia da parte dei carabinieri di Treviglio per «interferenza illecita nella vita privata». L’uomo aveva un vero e proprio archivio informatico con numerosi video «piccanti» realizzati all’interno di numerosi supermercati della provincia. I militari gli davano la caccia dopo le segnalazioni di alcuni direttori di supermercati, che erano preoccupati per il comportamento sospetto dell’uomo: si erano accorti delle strane manovre che compiva con il cestino per gli acquisti e degli «scatti» che ogni tanto faceva per allontanarsi. I gestori hanno cominciato a sospettare che l’uomo fosse addirittura il complice di una banda di rapinatori pronti a entrare in azione. L’hanno fatto pedinare dai carabinieri, che hanno scoperto il suo obiettivo: nessun interesse per i soldi delle casse del supermercato, ma soltanto per le parti intime delle clienti.
HA AMMESSO TUTTO – Come si legge sul sito Bergamonews, l’uomo è residente a Fara Gera d’Adda; è pensionato, ma collaboratore di una ditta di progettazione di Palosco. Il 59enne ha ammesso: «Ho questo vizio, e adesso cosa mi succede?». Succede che è stato denunciato per «interferenza illecita nella vita privata»: due delle signore, identificate dai militari, hanno sporto querela.
23 luglio 2008
Boris is gail
13 giu
Becker e i gemiti della Sharapova "Proibiamoli, ricordano il sesso
di GIANNI CLERICI da repubblica.it

esempio
ROMA – Boris Becker non riesce, da adulto, ad essere all’altezza dell’ammirevole 17enne capace di vincere il suo primo Wimbledon (1985) affascinandoci non solo per potenza ma per tocco, e a farlo seguire da altre due vittorie (’86 e ’89). Si è dunque reso alfine conto che le donne gemono e rantolano, in campo, da cui il ben noto neologismo "grantolo", ormai assunto anche da un dizionario. Non solo infatti le tenniste gemono (la Sharapova, la Williams), ma quelle loro emissioni vocali potrebbero – sempre secondo il nostro genio – suggerire analoghe sonorità riservate, per solito, ad intimità sessuali. Viene subito il sospetto che il povero Becker, fulmineo in un rapporto con una ancella tra un water e un bidet, che condusse un incolpevole fantolino al battesimo, non sia ancora riuscito a liberarsi da quel trauma.

Per essere meno vaghi, vale ricordare che i primi grantoli furono emessi da Monica Seles, nell’anno 1990. La Women Tennis Association, e l’ancor più conservatrice Federazione Internazionale, rivolsero un vigoroso suggerimento alla tennista, in seguito alle proteste di avversarie vivamente disturbate. Ne nacque una polemica, i gemiti vennero accuratamente inventariati, il livello dei decibel paragonato ad un acuto della Callas, ma non saltò in mente a nessuno che simile impiego delle corde vocali potesse ritenere gli acuti "malsani, capaci di rovinare le corde vocali", come ci fa sapere il Becker, di certo possessore di un diploma di laringoiatra.
Nacque dunque un confronto tra il partito pro-gemiti, liberale, e quello proibizionista. E , alla fine, i gemiti prevalsero, anche in seguito ad uno studio di laboratorio. Venimmo a sapere che, come accade nelle arti marziali alla pronuncia del Mantra detto KA, l’emissione è in grado di accrescere la forza del colpo di un 5-10%. E il grantolo divenne legale. Ora abbiamo un ex-campione costretto agli alimenti dalla prima moglie e dalla fulminea cameriera aiutata dal dna, colpito in seguito dalle tasse, e desideroso di pubblicità. E l’autore di queste righe è tanto ingenuo da stare al gioco, e diffondere la notizia pubblicata da un settimanale noto per approfondimenti filosofici quale G. C. Gentlemen’s Quarterly.
Ce lo meritiamo, Becker.
(13 giugno 2008)
In vino cardias
6 giu
I vantaggi del vino rosso

da le scienze espresso
Negli animali in regime di restrizione dietetica il 90 per cento di questi geni cardiaci subisce un’alterazione nel profilo di espressione, mentre basse dosi di resveratrolo inibiscono le variazioni legate all’età nel 92 per cento dei casi Per quale motivo in Francia si registra una bassa prevalenza di malattie cardiovascolari nonostante il notevole consumo di grassi saturi di derivazione animale?
Al ben noto paradosso francese, nel corso degli anni, sono state date alcune risposte, tutte connesse al consumo di vino rosso e di altre bevande alcoliche. L’ultima in ordine di tempo è apparsa ora sulla rivista online ad accesso libero PLoS ONE a firma di un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin a Madison, che puntano l’attenzione sul resveratrolo, un composto contenuto nel vino, così come nell’uva, nel melograno e in altri vegetali.
Secondo i risultati dello studio, effettuato su topi di mezza età, il resveratrolo a basso dosaggio avrebbe un’influenza ad ampio spettro sull’organismo degli animali, poiché interviene sui processi di invecchiamento, con una protezione particolare nei confronti del cuore.
Si è riscontrato che il composto imita gli effetti della restrizione calorica, la diminuzione delle calorie del 20-30 per cento che numerosi studi hanno dimostrato essere correlata a una maggiore longevità dei modelli animali. 
Le conclusioni vanno così a conferma di precedenti ricerche che hanno mostrato come il consumo di resveratrolo in alte dosi sia in grado di prolungare la vita negli invertebrati e prevenga la morte prematura in topi in regime di dieta ipercalorica.
"Il resveratrolo è attivo anche in dosi molto inferiori a quelle precedentemente individuate come efficaci e riproduce, a livello dell’espressione genica, una significativa parte del profilo di restrizione calorica”, ha spiegato Tomas Prolla, docente di genetica della UW-Madison e autore senior dell’articolo.
Il gruppo ha indagato l’influenza del resveratrolo su cuore, muscoli e cervello studiando le variazioni nell’espressione genica nei tessuti relativi. Con l’avanzare dell’età dei topi, l’espressione genica nei differenti tessuti dell’organismo varia a seconda che i geni siano attivi o meno.
Nel caso del tessuto cardiaco, per esempio, ci sono almeno 1029 geni le cui funzioni cambiano con l’età ed è ben noto come la funzionalità dell’organo diminuisca con l’invecchiamento. Negli animali in regime di restrizione dietetica il 90 per cento di questi geni cardiaci subisce un’alterazione nel profilo di espressione, mentre basse dosi di resveratrolo inibiscono le variazioni legate all’età nel 92 per cento dei casi. (fc)
N coppa o Vesuvio
5 mag
Nel quartiere di Fuorigrotta Pubblicità con seni prosperosi,
traffico rallentato a Napoli
Tantissimi automobilisti fanno frenate improvvise oppure soste troppo prolungate per dare una occhiata

da repubblica.it
Il cartellone pubblicitario con la foto dei seni nel quartiere Fuorigrotta a Napoli (Ansa)
NAPOLI – Le fotografie di seni prosperosi coperti solo dalle mani di una modella su quattro maxi cartelloni pubblicitari, che si estendono per una ottantina di metri, stanno creando non pochi disagi alla circolazione stradale. Tutto ciò accade a Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta dove da qualche giorno, come riferiscono i residenti, tantissimi automobilisti fanno frenate improvvise oppure soste troppo prolungate per dare una occhiata alla pubblicità.
Le foto sono utilizzate per la campagna promozionale di una compagnia di navigazione nazionale. «Nulla che non si sia già visto – ha commentato un passante che si e soffermato a pochi metri dalla grande foto – ma si rimane certamente impressionati dalle dimensioni. E non solo delle foto».
Come le api ed i fiori
11 mar
gli amanti non dovranno però lasciare sul terreno sigarette e profilattici
Olanda: sì al sesso libero nei parchi Nuovo regolamento di polizia: si potrà fare sesso all’aperto, dal pomeriggio in poi

dal corriere.it
AMSTERDAM (OLANDA) – Si potrà fare sesso senza problemi, anche di giorno, ma guai a fumarsi una sigaretta dopo il rapporto e a gettare il mozzicone per terra: allora potrebbe arrivare una salatissima multa. Una bozza di regolamento messa a punto dagli esperti della polizia olandese – che dovrebbe entrare in vigore dopo l’estate – parla chiaro: appartarsi in un giardino pubblico e lasciarsi andare a libere effusioni, dal petting al rapporto sessuale completo, d’ora in poi non dovrà più essere considerato un comportamento perseguibile, almeno in Olanda.
LE REGOLE – Gli amanti del sesso nei giardini pubblici dovranno però rispettare alcune semplici regole: rispettare gli orari, appartandosi solo dal tardo pomeriggio in poi; piazzare la coperta lontano dall’area giochi riservata ai bambini; gettare i preservativi e l’eventuale sigaretta negli appositi cestini. La polizia invita dunque tutte le più grandi città d’Olanda – da Rotterdam a L’Aja a Utrecht – a seguire l’esempio di Amsterdam, dove già il libero sesso in alcuni parchi pubblici è permesso. Di fronte a coppie o più persone che si appartano – si legge nella bozza di regolamento inviata alle principali amministrazioni comunali – «i pubblici ufficiali non devono nella maniera più assoluta disturbare le attività, fintanto che non arrechino disturbo agli altri». Azioni «correttive» da parte degli agenti potranno essere prese «solo in presenza di comportamenti offensivi visibili da pubblico passaggio».
IL SOSTEGNO DEI GAY – A esultare sono soprattutto le principali associazioni gay: «Vietare non è mai servito a nulla, e ora stare nei parchi sarà più sicuro», affermano, sottolineando come numerosi sono stati ultimamente i casi di aggressione nei confronti di omosessuali colpevoli solo di essersi appartati in un parco. Un po’ meno contenti sono invece i proprietari dei cani che, grazie al nuovo regolamento, vedono inasprite le sanzioni verso chi porta a spasso il proprio amico a quattro zampe senza guinzaglio.
Vi presento Stefano e Pinuzzo!!!! Grandi!!!!!!!
19 feb
Cari Amici vicini e lontani…. urge mano d’opera!!!
Entro domenica dobbiamo togliere tutto lo Spatolato Veneziano! Si accettano volenterosi!!!
Ricambiamo con porcellino alla brace e tiramisù vari….
Diritto di panorama: che famo? E fate come ve pare!
14 feb
Diritto di panorama: che famo? E fate come ve pare!
Evviva Franco Grillini e Cinzia Dato
Alla fine qualcuno che cerca di portare a casa il risultato e risolvere le questioni c’è! Leggo stamattina con molto piacere un’articolo su Punto Informatico nel quale parlano della risposta, la trovate qui in fondo, data dal ministro dei Beni Culturali all’interrogazione parlamentare degli onorevoli Grillini e Dato.

"In Italia, non essendo prevista una disciplina specifica, deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo, per qualunque scopo anche commerciale salvo che, modificando o alterando il soggetto, non si arrivi ad offenderne il decoro ed i valori che esso esprime."
Questo il principio affermato. Ovviamente non si può fare come si pare ma si deve seguire il controverso addendum alla legge sul diritto d’autore che riguarda le opere degradate.
"Il Ministero spiega che le opere in forma degradata possano essere riprodotte esclusivamente con finalità didattiche o scientifiche e mai per scopo di lucro. Visto il riferimento esplicito a Wikipedia nell’interrogazione, e vista la natura collaborativa del progetto enciclopedico, non è azzardato ritenere che la riproduzione di opere sull’enciclopedia online possa essere effettuata liberamente, sebbene in forma degradata." (dall’articolo di Punto Informatico)
Forma degradata…be, gli mp3 e le jpg sono una forma degradata ^_^
Ecco invece la riposta del Ministro dei Beni culturali e a seguire il testo dell’interrogazione parlamentare.
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI UFFICIO LEGISLATIVO
Roma 5 febbraio 2008
All’Onorevole Grillini Camera dei Deputati ROMA
Alla Camera dei Deputati Segretariato Generale ROMA
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento Rapporti con Parlamento
Uff. III
ROMA
Al Segretario Generale ROMA
All’Ufficio Stampa SEDE
Allo Schedario generale Elettronico
Camera dei Deputati
ROMA
OGGETTO: Interrogazione parlamentare n. 4-05031.
In merito all’opportunità di introdurre nel nostro ordinamento giuridico l’istituto del "panorama freedom" per consentire ai gestori di siti internet privati la pubblicazione di immagini di opere d’arte contemporanee e non, al fine di favorire ed accrescere in Italia ed all’estero la conoscenza del nostro patrimonio culturale, occorre procedere ad alcune precisazioni preliminari.
Pur non essendo espressamente disciplinata nel nostro ordinamento, la libertà di panorama ossia il diritto spettante a chiunque di fotografare soggetti visibili, in particolare monumenti ed opere dell’architettura contemporanea, è riconosciuta in Italia per il noto principio secondo il quale il comportamento che non è vietato da una norma deve considerarsi lecito.
In altre legislazioni, invece, tale diritto è disciplinato diversamente a seconda dell’interesse che si ritiene di tutelare prevalentemente (si pensi, ad esempio, alla legislazione belga ed a quella olandese che consentono di fotografare liberamente solo gli edifici mentre è necessaria la richiesta di un permesso per le sculture ove costituiscano il soggetto principale della fotografia; oppure a quella tedesca secondo cui è possibile invece fotografare anche le sculture pubblicamente visibili per usi commerciali; infine a quella statunitense che, similmente a quella italiana consente di poter utilizzare le fotografie scattate in luoghi pubblici o aperti al pubblico per qualunque scopo, salvo che si tratti di opere d’arte non stabilmente installate in un luogo pubblico poiché in tal caso è necessaria l’autorizzazione del titolare).
In Italia, non essendo prevista una disciplina specifica, deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo, per qualunque scopo anche commerciale salvo che, modificando o alterando il soggetto, non si arrivi ad offenderne il decoro ed i valori che esso esprime.
Per quanto attiene alla tematica del pagamento dei diritti agli autori delle opere contemporanee, si evidenzia che l’art. 2 della legge 9 gennaio 2008, n. 2 (in G.U. serie generale n. 21 del 25 gennaio 2008) ha modificato l’articolo 70 della legge sul diritto d’autore ampliando il regime delle esenzioni. In particolare, è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.
Pertanto, ove il soggetto fotografato fosse un’ opera di autore vivente, l’utilizzo non potrà avvenire che nei limiti anzidetti. Il problema chiaramente non riguarda le opere considerate beni culturali, ossia aventi più di cinquant’anni e di interesse culturale che si trovano in consegna nei musei o negli altri luoghi della cultura, le quali possono essere riprodotte ai sensi e con i limiti previsti dagli art. 107 e 108 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (autorizzazione da parte dell’amministrazione consegnataria e pagamento di un canone, salvo che la riproduzione non sia chiesta per scopi personali o didattici e non commerciali).
IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
On. Danielle Mazzonis
A seguire l’interrogazione presentata da Franco Grillini e Cinzia Dato lo scorso ottobre.
Interrogazione all’Ill.mo Sig. Presidente della Camera dei Deputati ai sensi dell’art. 128, comma 1, del Regolamento della Camera dei Deputati I sottoscrittori Deputati interrogano il Ministro per i Beni e le attività Culturali, On. Francesco Rutelli, per sapere – premesso che: Come segnalava di recente una serie di articoli sulla stampa italiana, fra i quali un articolo di Aprileonline.info del 2 luglio 2007 che riportiamo in calce, "La legislazione italiana, a differenza di molti altri paesi, non contemplerebbe il cosiddetto panorama freedom (libertà – o diritto, ndr. – di panorama), che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d’autore".
Il problema è stato portato alla ribalta dal fatto che l’edizione italiana dell’enciclopedia "Wikipedia" e il progetto collegato "Commons" (un database di immagini liberamente e gratuitamente disponibili a tutti), dopo avere rilevato l’assenza in Italia di una normativa che conceda la "libertà di panorama" ha deciso di cancellare tutte le fotografie, già presenti o inserite in futuro, riguardanti opere dell’architettura progettate in Italia da architetti che non siano morti da almeno 70 anni, e così pure tutte le opere d’arte esposte in pubblico (ivi inclusi i monumenti cittadini). Questo implica che "L’intera architettura contemporanea e moderna italiana – di progettisti ancora in vita, o morti da meno di 70 anni (come previsto dalla Legge 633/1941 sul diritto d’autore) -, perciò, rischia di non poter essere raffigurata nella pi&
ugrave; grande enciclopedia del mondo, col pesante danno per i beni culturali italiani che questo comporta". Wikipedia è infatti la più grande enciclopedia del web e con sessanta milioni di utenti al giorno è tra i dieci siti più visitati al mondo (settimo sito in Italia con oltre 17 milioni di visite – fonte Nielsen, agosto 2007), è libera, gratuita, indipendente, gestita e costruita da volontari, e disponibile a tutta la popolazione grazie ad Internet, e rappresenta una delle novità più interessanti del secolo nella diffusione della cultura.
Così una fotografia della Stazione Centrale o del portone del Duomo o del Pirellone a Milano, piuttosto che del nuovo edificio dell’Ara Pacis o il nuovo Auditorium di Roma o la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, o il monumento ai partigiani a Bergamo o quello a Pertini a Milano, o la Stazione di Firenze o il "Colosseo Quadrato" all’Eur, fino alle singole opere come la fontana di Piazza Esedra a Roma…, non possono essere riprodotte in Internet su Wikipedia (né, teoricamente, su alcun sito di qualsiasi tipo) per illustrare "le immagini di tutte le opere architettoniche moderne" presenti sul territorio italiano.
Questo implica che illustrare l’arte italiana degli ultimi 100-150 anni (a seconda della durata della vita dell’autore) è impossibile, anche quando si tratti di opere prodotte con denaro pubblico al preciso scopo di abbellire gli spazi pubblici ed accrescerne il pubblico godimento. A questo va aggiunto il fatto che realizzazioni artistiche contemporanee, dalla Défence di Parigi al nuovo Reichstag tedesco, sono oggi utilizzate attivamente per generare turismo, con beneficio della collettività ed anche della fama degli artisti che hanno realizzato le opere, nonché vantaggio d’immagine e di prestigio degli enti che le hanno commissionate e pagate.
L’assenza di una legge sulla "libertà di panorama" danneggia quindi, anziché aiutarli, gli artisti contemporanei italiani, specie quelli meno noti, che vedono preclusa da questa lacuna la possibilità di fare conoscere attraverso un mezzo di comunicazione potente e gratuito le loro realizzazioni. Al tempo stesso danneggia le città che hanno investito in opere d’arte e in ristrutturazioni affidate a nomi prestigiosi allo scopo dichiarato di favorire il turismo, dato che il solo artista ha oggi il potere di impedire, se lo desidera, qualsiasi riproduzione di una propria opera, anche se nata per essere di pubblico godimento, e che tale potere è in mano ai suoi eredi per 70 anni dopo la sua morte.
La gratuità di Wikipedia, e l’enorme valore socio-culturale della diffusione di fotografie che riguardano opere d’arte moderne e contemporanee, meritano una deroga al diritto d’autore che preveda, per la loro diffusione a scopo didattico, la totale libertà.
La legge sul diritto di autore risale al 1941 ed è urgente una omogenizzazione della legislazione italiana con quella internazionale, che tenga in considerazione i nuovi media, e che esistono numerosi progetti di legge bipartisan per la revisione delle norme sul diritto di autore.
si chiede se il Signor Ministro non intenda
provvedere urgentemente alla regolamentazione della "libertà di panorama", considerate le diverse specificità dei media e il valore della diffusione didattica della cultura a tutta la popolazione.
On. Franco Grillini
On. Cinzia Dato
Il balzo della quaglia
5 dic
I dati presentati a un convegno su giovanissime e immigrate categorie più esposte al rischio di gravidanze indesiderate
Contraccezione, gli italiani sfidano la sorte il coito interrotto è il metodo preferito
da repubblica.it
ROMA – Le donne italiane sono ancora poco informate sui diversi metodi contraccettivi. E nel terzo millennio è ancora il coito interrotto il "metodo" più usato per non avere bambini. Lo sostiene, dati alla mano, Emilio Arisi, consigliere della Società italiana di Ginecologia e ostetricia (Sigo), intervenuto oggi a Roma al convegno "Sessualità e scelte consapevoli, quale informazione per le donne ‘a rischio’?". 
"Purtroppo l’educazione sessuale in Italia è ancora insufficiente – afferma Arisi – Un’ignoranza che può determinare conseguenze anche molto gravi per la salute fisica e psichica della donna". Il convegno ha riunito studiosi, medici, esperti di comunicazione e associazioni proprio per esaminare modalità e necessità di informare le categorie più deboli, le giovanissime e le immigrate, più esposte al rischio di gravidanze indesiderate e contagio da malattie sessualmente trasmissibili. "In Italia aumentano le richieste di interruzione di gravidanza, così come gli aborti fra le donne immigrate – ha spiegato Arisi – eppure si fa ancora poco per prevenire il rischio di una gravidanza indesiderata".
In base ai dati forniti dalla Sigo, in Italia crescono le richieste di interruzione di gravidanza per le minorenni (più 10,7% dal 1999), gli aborti fra le immigrate rappresentano il 30% del totale e la contraccezione è ai minimi europei (solo il 29% delle donne usa la pillola). Inoltre, secondo un’indagine realizzata l’estate scorsa, che ha coinvolto 1.100 ragazze, le italiane arrivano impreparate al primo appuntamento importante con il sesso: "La prima volta è senza ‘paracadute’ per una su tre. E il 30 per cento continua a sfidare la sorte, senza utilizzare alcun metodo contraccettivo oppure facendo affidamento sul coito interrotto (20 per cento). In pratica, solo una su due usa metodi sicuri ed efficaci".
L’esperto cita anche l’ultima ricerca del Population Reference Bureau, dalla quale emerge che nei Paesi dell’Europa latina, Italia in particolare, il coito interrotto "è di gran lunga il sistema più utilizzato per prevenire una gravidanza". Rispetto alla media europea nel nostro Paese si fa ancora poco uso della pillola, utilizzata da circa il 20% delle donne in età fertile.
Meno sicuri i dati sugli altri sistemi. "E’ difficile fare un calcolo su quante spirali vengono utilizzate – aggiunge Arisi – perché si tratta generalmente di prodotti non farmaceutici, e l’uso è quindi incalcolabile". Lo stesso vale per il preservativo. "La quasi totalità dei profilattici usati nella prostituzione, ad esempio – termina l’esperto – è importata dall’estero".
Rapporti a rischio nel nostro Paese, dunque, e senza che le donne possano opporsi: secondo una ricerca condotta su 12 paesi europei, presentata da Giuseppe Benagiano, direttore della prima scuola di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università La Sapienza, solo il 49% delle italiane ha voce in capitolo sul metodo contraccettivo da usare, contro il 90-92% di olandesi o tedesche. In ogni caso, gli italiani in generale si confermano amanti del sesso: per il 78% è "molto importante", e il 53% ammette di volerlo fare più di frequente. Da vero maschio latino, l’italiano diventa reticente solo se gli si chiede del desiderio sessuale: appena il 20% (molto meno di qualsiasi altro paese europeo) ammette di non aver fatto sesso perché non ne aveva voglia, e il 56% si trincera dietro una generica motivazione di "stress".
Gli italiani sono in testa alle classifiche anche per un’altra bizzarra caratteristica: sono i più desiderosi di essere osservati mentre fanno l’amore. Il 26% ammette di aver avuto già un’esperienza in un luogo pubblico e il 23% ha fatto sesso in ascensore, un vero record europeo. Resta insoluto il problema di fondo, cioè la scarsità di informazione e educazione alla sessualità.
Il convegno è stato promosso dall’Osservatorio nazionale sulle abitudini sessuali e i comportamenti contraccettivi, promosso dal programma di informazione sulla contraccezione ("Scegli tu"), per migliorare l’educazione sessuale nel nostro Paese. "L’Osservatorio sarà uno strumento di servizio" spiega ancora Arisi, "un punto di indagine e approfondimento per promuovere convegni, ricerche, campagne informative e sensibilizzare le istituzioni per l’educazione sessuale e anticoncezionale nelle scuole".
(4 dicembre 2007)
John Titor, il soldato venuto dal 2036
15 nov
John Titor, il soldato venuto dal 2036
Pubblicato Agosto 29, 2006 12:07 AM su Carmilla
Sul numero 167 della rivista Focus, attualmente in edicola, è pubblicata un’intervista a John Titor, l’uomo che da sette anni produce prove, per alcuni inconfutabili e per altri bufale ben cognegnate, del fatto che proviene da una dimensione parallela, appartiene alla specie umana ma non di questo frame universale in cui esiste Berlusconi. Titor sta dividendo la scienza americana, perché ha riprodotto lo schema della macchina che gli permette di compiere viaggi tra dimensioni e tempi diversi. Un’ossessione della letteratura fatta realtà. Proponiamo due contenuti di segno diverso: gli scettici del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale); e brani da un sito italiano dedicato a John Titor. Quanto a noi, ci limitiamo a sottolineare quanto Titor ha finora azzeccato in maniera comprovata da enti scientifici o industriali consultati.
- Nel 2000, John Titor ha descritto in maniera dettagliata le scoperte che saranno compiute dal CERN e le applicazioni che da queste deriveranno, in particolare in relazione alla creazione di mini buchi neri. Alla fine del 2001, dunque a circa un anno di distanza dalle affermazioni di Titor, come da lui stesso preannunciato, il CERN ha confermato ufficialmente la possibilità di creare artificialmente mini buchi neri;
- Titor ha svelato che il computer portatile IBM 5100 era dotato di particolari caratteristiche, rimaste nascoste alla totalità degli utilizzatori. Numerosi ingegneri IBM hanno confermato questa affermazione;
- Tra le sue “profezie”, Titor ha parlato dell’Iraq, affermando come Saddam Hussein non possedesse alcuna arma di distruzione di massa e di come, nonostante questo, una guerra venisse scatenata con lo scopo ufficiale di rimuovere tali armi (queste le sue parole: “Sareste più sorpresi di sapere che l’Iraq ha armi nucleari o che si tratta solo di un pretesto per convincere tutti riguardo la prossima guerra?”);
- Titor ha presentato una notevole conoscenza di alcuni importanti campi della fisica, esponendo con parecchia proprietà e sicurezza argomenti assai complessi, in maniera non semplicemente didattica o divulgativa: se fosse un impostore, gli andrebbero comunque fatti i complimenti per la sua preparazione.
La storia di John Titor: il viaggiatore del tempo
di Fabio Lottero
[dal CICAP]
Florida. Il giorno 2 novembre 2000 sul forum Internet communities.anomalies.net si fece vivo un individuo con nickname Timetravel_0, che affermava di essere proveniente dal 2036. Subito accolto con scetticismo e, nel corso di numerosi interventi, pressato da domande fatte dagli altri partecipanti al forum, il personaggio raccontò di sé scatenando interesse tra gli iscritti.
Il racconto può essere sintetizzato in questo modo: il suo nome vero sarebbe John Titor, nato in Florida nel 1998, dopo aver partecipato a una guerra civile scoppiata negli USA, nel 2039 sarebbe entrato a far parte di un programma militare specializzato nei viaggi nel tempo, e sarebbe tornato negli anni Settanta per cercare e portare nel suo tempo un vecchio PC.
Naturalmente queste informazioni sarebbero state un po’ scarse, così Titor iniziò a raccontare altri particolari. La sua storia futura parlò così di disordini che sarebbero dovuti scoppiare negli USA tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, e che avrebbero dovuto scatenare una guerra civile. Nel 2009 con gli USA in quella situazione, nel resto del mondo i problemi sfoceranno in uno scontro totale, fino alla crisi finale del 2015 quando la Russia bombarderà quasi tutto il mondo causando 3 miliardi di morti.
Con questo bombardamento, il mondo piomberà sì in un inverno nucleare, ma non grave, la tecnologia e le istituzioni sopravvivranno anche se in maniera più semplice.
Sembra che Titor non sia mai caduto in contraddizione, anche se spesso si trincerava dietro dei "non ricordo", o "non so", cosa che venne però accettata.
La storia finì nel 2001 quando, affermando che era giunto il momento propizio per rientrare nel suo tempo, sparì definitivamente dal forum.
I temi trattati da Titor furono innumerevoli: oltre alla storia del futuro e al racconto di come si vive nei suoi tempi, si mise anche a spiegare come i suoi viaggi sarebbero stati possibili in un futuro prossimo.
A questo proposito presentò alcuni schemi, a suo dire estratti dal manuale della sua macchina del tempo, e anche alcune foto che mostravano una scatola piuttosto ingombrante posta all’interno di un veicolo: una Chevrolet Corvette [a destra]. Queste fotografie non sono molto chiare e mostrano l’interno di un veicolo non bene identificabile.
La scatola riporta delle strisce di colore giallo e nero, tipiche di molte apparecchiature militari, anche se non si capisce che cosa dovrebbero indicare. Le pagine del manuale mostrano degli schemi a prima vista sensati, ma che se esaminati con attenzione non appaiono molto comprensibili. Una cosa che salta agli occhi è la copertina del manuale che è stampata, ma riporta scritte a macchina le date di revisione.
D’accordo che le radiazioni hanno bloccato molti apparati elettronici, ma non si capisce perché la stampante con cui è stato prodotto il manuale non abbia potuto scrivere anche le note. Le basi scientifiche del viaggio nel tempo poi sono esposte in maniera talmente vaga che si capisce appena che sono in relazione con la teoria dei buchi neri.
Naturalmente i siti Internet che si occupano della storia di John Titor sono molti (alcuni anche in italiano). Qualcuno ha addirittura scritto un libro su di lui con chiari intenti economici.
In definitiva questa storia non è altro che una delle tante leggende che la rete diffonde, con una piccola consolazione: al momento in cui si scrivono queste righe (giugno 2005) negli USA non c’è ancora traccia dei disordini sociali di cui Titor parlava; casomai servisse una ulteriore prova dell’inconsistenza del suo racconto.
Un brillante imbroglio, o un vero soldato del 2036?
[dal sito italiano dedicato a John Titor]
Qualcuno usando il nome di John Titor e sostenendo di essere un soldato del 2036 ha presentato una quantità considerevole di informazioni su un forum (bbs.artbell.com) con l’username Timetravel_0 iniziato il 2 novembre del 2000 circa la sua macchina del tempo e di una missione, la sua prospettiva sulla nostra società, non è delle migliori, si concluderà in una guerra nucleare globale molto breve ma devastante nel 2015. "Ora ritorno nel 2036" ha detto scrivendo il suo ultimo post il 24 Marzo, 2001. Col passare del tempo l’interesse nella storia di Titor si sviluppa in modo considerevole; ma torniamo alla missione, il recupero di un computer IBM 5100 portatile le cui caratteristiche particolari erano note solo alla casa costruttrice.
Nella foto si può notare un modello simile a quello che John descrive, uno dei primissimi pc con funzionamento di un driver a nastro magnetico con una espansione massima di 32K, il costo si aggirava intorno ai 14000 $, era dotato di uno schermo di ridotte dimensioni, il personal computer della IBM servirebbe a quanto sostiene John a superare un bug sconosciuto sui sistemi UNIX. Titor nei suoi post ha parlato anche di sé, dicendo di essere nato in Florida nel 1998, ricorda con molta gioia quando per Natale andò a DisneyWorld, la spiaggia di Daytona, ma ricorda anche che circa nel 2006 si è dovuto rifugiare con la famiglia presso una comunità agricola per sfuggire alla guerra civile iniziata qualche anno prima: "Nel 2011 ne ho fatto parte anche io per 4 anni".
La guerra civile si concluderà nel 2015 e proprio in questa periodo ci sarà una guerra globale termonucleare scatenata dall’attacco della Russia contro le città degli USA, Europa e della Cina, i superstiti saranno pochissimi. Nel 2029 è entrato in un programma militare, nel 2033-2034 si è laureato ma non ha accennato il campo di studi, ma John dice che il morbo della mucca pazza diventerà una cosa seria, la nuova capitale degli Stati Uniti sarà Omaha, Nebraska. Titor ha portato foto, progetti, schemi della macchina del tempo. Ha dato delle spiegazioni tecniche plausibili sul suo viaggio nel tempo (per lo meno coerenti con le teorie attuali). Se si tratta di un burlone, ha sicuramente studiato molto bene la fisica relativistica, e le ultimissime teorie sui viaggi nel tempo perché il suo discorso è logico e fila bene. Ha risposto a praticamente tutte le domande che gli sono state poste nei 4 mesi che era on-line. A causa di ciò molte persone che non avevano letto i post precedenti hanno rivolto spesso le stesse domande a John, con sua comprensibile irritazione (e senza che cadesse mai in contraddizione). Certamente gli scettici avranno molto materiale su cui lavorare, anche per chi crede a questa straordinaria storia, ma una cosa è certa: Titor ha lasciato un monito a tutta l’umanità per cambiare il corso degli eventi.
Ecco un’immagine di John scattata nel 2035 durante un normale addestramento. Mostra il suo istruttore alle prese con un laser che irradia al di fuori del veicolo durante il funzionamento. Il fascio viene piegato dal campo gravitazionale prodotto dall’unità di distorsione. Il fascio è visibile attraverso fumo che sta venendo dal suo sigaro.
Ragionare col sedere
12 nov
Notizia del 12 novembre 2007 – 08:45 da libero.it
Sinuose e geniali
Due studi rivoluzionano le convinzioni su bellezza e intelligenza: le donne "a clessidra", con vita stretta e fianchi generosi, sono più sveglie delle magre
MILANO, 12 nov – C’era una volta Cesare Lombroso, che dalla forma dei crani e dai lineamenti delle persone pensava di poter capire se erano delinquenti o bravi cittadini. A distanza di quasi un secolo dalla sua morte si scopre che lo studioso veronese era un dilettante, soprattutto se paragonato agli accademici delle università di Pittsburgh e Santa Barbara. 
In base agli studi di questi ultimi si è scoperto che le donne "a clessidra", quelle dalla vita stretta e i fianchi larghi (meglio se con rapporto di 0,6-0,7), sarebbero molto più intelligenti sia di quelle tondeggianti ("a mela") sia delle pseudo-modelle tutte ossa. Non solo: i pregi delle sinuose e geniali signore passerebbero in via ereditaria anche ai loro figli.
Sono questi i risultati di una ricerca effettuata su 16 mila donne e ragazze, sottoposte a specifiche prove di intelligenza, nelle quali le "vite strette e fianchi generosi" avrebbero surclassato le concorrenti. In particolare quelle con un rapporto tra 0,6 e 0,7, come la mitica Marilyn, la gettonatissima Jessica Alba, Beyoncé o Scarlett Johansson, farebbero sfracelli oltre che tra gli uomini anche nei "compiti in classe".
Ma il merito di tanto genio dove sta? Secondo gli scienziati americani, negli Omega3, gli acidi grassi che si accumulano su fianchi e cosce femminili, che al contrario degli Omega6 presenti sul girovita sono assai utili alla crescita intellettiva.
Se lo studio (che sarà pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behaviour) troverà conferma, sarebbe la quadratura del cerchio: le donne più belle e sensuali sarebbero anche le più intelligenti e le madri ideali. Nascerà allora un comitato per la difesa e la salvaguardia delle top anoressiche? (Libero News)
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