DIY: Flash sommergibile

Parto dall’immagine che ha postato il mio amico Fabio Orfino sul gruppo Facebook di Roberto Fiocco, altro nostro amico, per suggerirvi una soluzione molto interessante nel caso aveste bisogno di realizzare delle fotografie in cui vi servisse un flash sottomarino ^^

In realtà l’idea originale (immagine di apertura), come mi ha ricordato lo stesso Fabio, è di un’experience apparsa sul sito Nital tempo fa.

Insomma, un bel barattolo di quelli per la marmellata fatta in casa, magari di marca cosi la tenuta sarà garantita ed il gioco è fatto. Per il controllo remoto radiocomandi e via.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Riecco la tenda di Ikea stavolta come softbox

Vi ricordate l’articolo nel quale vi proposi la realizzazione di un set per still life usando la IKEA – KOJA Tenda € 5,99 (tenda per bimbi)? Bene, adesso ci facciamo un bel softbox!

Oggi vi propongo, dopo aver visto la foto di Latente e il post su riazmissaghi.com di usarlo come softbox da 120 x 120. Ovviamente parliamo sempre di oggetti amatoriali, non spererete mica di usarli per un servizio di moda vero?

© 2008 by Latente

Ecco invece la soluzione, un po “pecoreccia”, trovata da Lactose come cavalletto. Ma tenete conto che potete usare una sedia, una scala, uno stativo economico di quelli che trovate sulle bancarelle del mercato. Basterà anche solo utilizzare del nastro telato ed un po di fantasia.

© 2008 by Lactose

Fatemi vedere che combinate ^_^

DIY: da tubo di Pringels a snoot

Altro interessante articolo di PetaPixel su come costruirsi in maniera facile e divertente un po di gingilli da usare per le nostre fotografie, in questo caso un bello snoot con un tubo di Pringols e qualche cannuccia da aperitivo.

Approfitto di questo articolo sopratutto per le foto visto che non trovo dove ho messo quello che realizzai tempo fa ;-) Ve lo traduco anche se bastano le figure ^_^

Se avete un tubo di patatine in giro per casa è possibile convertirlo in un super e semplice da realizzare snoot. Tutto quello che devi fare creare un’apertura sul fondo del tubo della grandezza della testa del flash (consiglio: utilizzare del nastro isolante per evitare che si graffi il flash).

Per fare un’ulteriore miglioria allo snoot è possibile inserirci dentro una serie di cannucce che aiutino a concentrare ancora di più la luce (ndr: lui ha usato delle cannucce lunghe ma ce ne sono anche di più corte o comunque, sempre se volete lasciarle inserite dentro, ce ne sono di più corte, quella da cocktail).


Una mia considerazione: utilizzate una striscetta di velcro alla base del tubo per tenerlo attaccato al flash in maniera più salda senza per questo rischiare di rovinare il fash.

[Via PetaPixel]

DIY: portagelatine per flash fai da te

Vi riporto, mi perdonerà il caro Gianchan, se approfitto della sua fatica. Vi invito ad andare nel post originale sul gruppo Flickr degli Strobisti Italiani a ringraziarlo!!!

In pratica trattasi di come autocostruirsi una belle alternativa al LumiQuest Gel Holder che si fa fatica a trovare.

Grazie Gianchan!

L’ho postato già nella versione inglese(strobist) e adesso posto la traduzione qui su lampista.

Vi serviranno:
una cartellina porta documenti di plastica trasparente
nastro biadesivo
Velcro adesivo(si compra in merceria)
taglierino, righello, ecc.
L’esecuzione non è impeccabile,ma l’ho fatto solo per documentare la procedura che non ho pensato di fare quando mi sono fatto il primo set.

1) Innanzi tutto misurate la testa del flash tenendo in considerazione anche lo spessore dello speedstrap.

gel_holder_1 di Gianchan

2)Alla misura ottenuta aggiungete due volte l’altezza del nastro biadesivo e del velcro.Trasferite la misura sulla cartella porta documenti

gel_holder_2 di Gianchan

3) Tagliate la cartellina. Otterrete così due strati di plastica uniti tra di loro lungo un lato.

gel_holder_3 di Gianchan

4) Dopo averne tagliato un pezzo della larghezza della testa del vostro flash usate il nastro biadesivo per incollare i due strati lasciando una tasca aperta su due lati nel centro.

gel_holder_4 di Gianchan

5) Coprite le due zone incollate con il biadesivo con il velcro, io ho usato due strisce di velcro con anelli da un lato e due strisce di velcro con i ganci dall’altro, questo permette l’applicazione di altri elementi anche quando è montato il porta gelatine.

gel_holder_5 di Gianchan

6) infilate un pezzo di cartone di scarto tagliato a misura nella tasca.

gel_holder_6 di Gianchan

7)Aiutandovi con un bicchiere o come ho fatto io con un rotolo di nastro tagliate una mezzaluna in uno degli strati di plastica

gel_holder_7 di Gianchan

8)Questo faciliterà la rimozione delle gelatine

gel_holder_8 di Gianchan

9) Ed ecco il porta gelatine finito con infilato una gelatina CTO, potrete facilmente sovrapporre più gelatine se vi dovesse servire.

gel_holder_9 di Gianchan

10) Quando non è in uso lo potete arrotolare su se stesso, occupando così pochissimo spazio. Io per tenere organizzate le mie gelatine uso un porta carte di credito di plastica comperato in un negozio di cinesi, comodo ed economico.

gel_holder_10 di Gianchan

Luciana Ognibene: terza ed ultima puntata

E dopo il primo, il secondo ecco a voi il terzo ed ultimo capitolo della saga Foto-fai-da-te in cui Luciana Ognibene ci psiega come fare delle bellissime foto ai nostri oggettini di casa gestendo luci e tutto il resto.

In particolare in questa puntata ci racconta di come sia importante lo Sfondo.

Buona lettura.

Luciana Ognibene su Un’idea nelle mani

Il primo che fa battute stupide sul titolo lo cionco!
Premessa la fine che farete se fate gli sciocchi, mi fa piacere segnalare il primo post di tre in cui Luciana Ognibene*, ospite del blog Un’idea nelle mani, ci parla della realizzazione con mezzi “poveri” e con tanta fantasia di foto di still life.

In soldoni questo è il contentuto dello stesso, ve ne metto un pezzettino preso dal blog di Dora (sono pigro non rompete):

Molte di voi saranno probabilmente appassionate di artigianato, sartoria, bricolage, cucina e lavori creativi in genere: alcune avranno un proprio blog, una gallery su Flickr o una fan page su Facebook.

E qui veniamo al punto.

Quando si realizzano lavori creativi, ci si scontra prima o poi con una necessità fondamentale: mostrare le proprie opere.
E farlo, possibilmente, nel modo migliore!

Avrete di certo presente la classica foto “da catalogo”: è perfetta, l’oggetto è mostrato in tutte le sue caratteristiche (estetiche e funzionali), e non c’è nessun elemento intorno a distogliere l’attenzione da esso, ma semmai gli elementi di contorno (se ci sono) servono esclusivamente a valorizzarlo. Sono foto realizzate da professionisti speciati in still-life, un particolare genere fotografico che riguarda la fotografia di oggetti, e non a caso un fotografo di still-life si fa pagare fior di quattrini: pensate a quanto è importante la presentazione di un oggetto, potenzialmente destinato alla vendita, e a quanto possa essere penalizzante una foto di cattiva qualità.

Lo still-life è un genere fotografico non banale che richiede uno studio fotografico professionale (luci, diffusori, fondali) e spesso prevede anche la presenza di uno “stylist”, ovvero quella persona che “apparecchia”, per così dire, l’oggetto da fotografare. Questo però non vuol dire che non si possano ottenere delle foto efficaci e di buona qualità, anche utilizzando mezzi amatoriali.

Nel corso di questo post e dei due che seguiranno, vi darò qualche consiglio su come creare dei piccoli set fotografici utilizzando oggetti d’uso comune, che avete probabilmente già in casa, o che potete reperire facilmente in cartoleria.

Come attrezzatura fotografica, vi garantisco che si possono ottenere buone foto anche con una compattina da 70 euro, purché abbia una buona qualità d’immagine, uno zoom ottico4x (almeno), e la possibilità di impostare manualmente alcuni settaggi. Naturalmente, se avete a disposizione una buona “compattona” (o bridge che dir si voglia), o meglio ancora una reflex (anche il modello più economico sul mercato), le cose saranno più semplici.

(Ricordatevi questa storia della “compattina da 70 euro” perché non è buttata lì a caso, ci torneremo più avanti)


Io vi assicuro che vale la pena seguire i suoi scritti, che aspettate?

Il primo guest post lo trovate qui: Foto fai-da-te, 1° parte.

* Luciana Ognibene è una fotografa di Roma che scrive e fa cose interessantissimi “anche” sul blog Fibre di Luce, cliccate e ve ne accorgerete e che scrive questo nel suo profilo facebook:

Creativa, eccentrica, lunatica webdesigner con la passione delle arti grafiche e fotografiche.
Informatica per vocazione, istruttrice di fitness per passione, fotografa per delirio di onnipotenza…
…yo no me parezco a nadie… ;)

Softbox per still life da IKEA?

IKEA - KOJA Tenda € 5,99

Volete un piccolo studio casalingo spendendo qualche decina di euro?

Bene, basterà che compriate la tenda Koja al costo di 5,99 euro, ci mettiate una superfice bianca magari riflettente (un vecchio calendario da ufficio, un po di carta da plotter, un lenzuolo bianco ecc ecc) a questo punto se avete dei flash usate quelli altrimenti prendete anche un paio di lampade da comodino ed il gioco è fatto!

Date un’occhiata a questa realizzazione.

© 2006 by Manuel Segura
© 2006 by Manuel Segura

Come fare: Un capanno per la caccia fotografica a meno di 30 euro!

Riporto una bellissima realizzazione di Gero Merella postata sul forum di FotoCommunity nel quale ci spiega come realizzare con meno di 30 euro un bel capanno da cattura fotografica.

A lui la parola!

Mi sono fatto un capanno mobile per la foto naturalistica.
Ci ho studiato e fatto prove en bel po di sere…tanto abito a Collegno e nessuno si stupisce (nemmeno in casa…ehehehe)
Il capanno consiste nel normale cavalletto che usiamo per fotografare,Una staffa che si usa per montare un leggio musicale a un’asta microfonica,Un pezzo di canalina elettrica e un ombrello.
Questa la struttura

Sulla staffa a “L” si infila la canalina nella quale verra’ infilato l’ombrello al quale viene segato il manico.

Lo so…cosi fa ridere….
E questo è il capanno finito con il telo mimetico sopra.

Si monta in 2 minuti e il tutto sta nello zaino.
Nel prezzo di 30 euro non ho conteggiato la staffa perchè era una cosa che avevo ma non credo proprio che costi molto.
Tra i tanti vantaggi c’è quello dell’ombrello che in caso di pioggia ripara del tutto chi sta sotto.
Ovviamente seduti su un comodo seggiolino pieghevole.

:-))