Classifica Flickr con flickranking.com

Era il 2008 quando Alessandro, in arte Etrusco74, tirò fuori un bellissimo tool il quale permetteva di generare la classifica delle foto più viste di un gruppo. all’epoca lo si usava su Supercontest, quanta nostalgia :-(

Ebbene, adesso ha fatto ancora di meglio. Ha creato un sito attraverso il quale tutti possono generare la suddetta classifica e gratis!

Ma lascio a lui la parola:

Nel lontano 2008 rilasciai un tool per la generazione di

classifiche relative ai gruppi Flickr, tali classifiche mostrano le migliori (o peggiori)  foto del mese (o anno) inserite in un determinato gruppo Flickr ed ordinate per data di scatto ed “interesse”. Il concetto di interesse è un qualcosa di abbastanza oscuro, perchè gestito da Flickr stesso (Explore).

Per generare la classifica utilizzavo le API Flickr, invocate da una pagina asp classic, il risultato in xml veniva parsificato e mostrato a video. Poi la cosa iniziò a destare interesse nel mondo dei “flickeriani” cosi decisi di fare un badge dinamico ossia generare una immagine che contenesse in real-time le cinque migliori immagini del mese in formato 75×75 da includere nel proprio gruppo flickr. Il badge creator lo realizzai in C#.Net 2008, in pratica tutte le notti alle 3:00 girava sul server una procedura che effettuava il resync di tutti i badge, salvandone una copia in locale.

La cosa è diventata sempre più utilizzata su Flickr, al punto che i badge creati sono oltre 400 e le classifiche generate oltre 10.000 … insomma un discreto successo per un tool che non è stato fatto su un dominio ad-hoc.

Cosi ho deciso di far diventare classifica flick un dominio vero e proprio, ed è nato così ufficialmente:

che dire!

Quanto valgo?

Questa foto è una cagata pazzesca!!!!! (và letto con la voce di fantozzi alla visione della corazzata potionkin......)

Approfitto della riflessione di Tommaso Tani sul gruppo Fotografi Italiani su facebook per dare un semplice consiglio a tutti NOI.
Alla domanda quanto valgo non si può sperare di trovar risposta, almeno quasi mai, postando foto su gruppi come Flickr o 500px o partecipando a forum nei quale il livello medio è il nostro stesso.
Certo delle volte capita di incontrare, come ho avuto la fortuna di fare io, persone davvero valide in gamba preparate e competenti che ti fanno nero con cognizione di causa e via dicendo.
Ma non sempre ahime capita.

Il mio consiglio?
Semplice, fate un piccolo sforzo, pagate un professionsita serio che vi faccia una lettura portfolio altrettanto seria!!!

Vi dirà chi siete e cosa vi manca e sopratutto sei una merda se sei una merda, da li la strada sarà tutta in discesa, una volta rimessi i piedi per terra potrete correre verso la perfezione cosa che rimane difficile se non si scende dal piedistallo in cui ci si auto colloca.

Ah, Tommaso diceva questo:

[Avviso, post molto lungo]
Ciao, faccio parte del gruppo da un po’ anche se partecipo relativamente poco alle discussioni – anche se mi piace molto leggervi e lo trovo molto interessante.
vorrei condividere con voi una riflessione un po’ impegnativa e che sotto alcuni aspetti potrebbe darvi fastidio, ma mi sento “in dovere” di farla e spero che possa servire un minimo a qualcuno di voi.
Mi rivolgo in particolar modo a quelli più piccoli e che si trovano in procinto di fare delle scelte importanti.
Mi sono accorto che frequentemente ritorna fuori la questione degli studi, se servono i corsi e, ultimo in termini temporali, sulle “lauree in fotografia”: al di là delle opinioni sui corsi nello specifico vorrei mettervi in guardia su cosa vuol dire prendere la decisione di studiare fotografia. Anzi, meglio: vorrei mettervi in guardia su cosa vuol dire decidere di studiare fotografia frequentando i social network. Vi dico questo perchè mi sono accorto di essere più “vecchio” della maggior parte di voi e perchè sono già passato per quelle fasi in cui bisogna decidere cosa fare della vita.

Premetto che il mio intento non è quello di distruggere le vostre aspiranti carriere da fotografi o fare del terrorismo psicologico demoralizzandovi. Vi voglio solo far capire come – per voi che vi trovate a fare una scelta importante in questi anni – questo gruppo, così come flickr e facebook o qualsiasi altro social, non rappresentano un buon modo per capire se si è portati o meno. Mi spiego: qui dentro siamo relativamente pochi e relativamente inesperti, almeno per quanto riguarda un livello professionale (dove per professionale si intende un qualcosa che ti faccia mangiare e permetta di vivere). Per quanto sia costruttivo confrontarsi in questo gruppo, quello che esce da qui non può essere in alcun modo un serio criterio per capire se per voi vale la pena investire la vita nella fotografia. È chiaro che può essere il sogno di tutti, magari è stato anche il mio, ma quello che si vuole fare più avanti è roba seria. Purtroppo all’interno di qualsiasi gruppo di facebook, per forza di cose, c’è una tendenza autoreferenziale che alla fine ti porta a credere che possa essere un buon campione per giudicare i propri lavori. Lo stesso è Flickr e così dicendo: gli unici giudizi seri possono arrivare solo dal mondo del lavoro, da chi lo fa veramente ogni giorno per tutto il giorno, dai professionisti insomma. C’è anche molta riluttanza a darsi dei commenti negativi o delle critiche, pur sempre costruttive – non per mancanza di chissà quale coraggio, ma semplicemente perchè magari non ne abbiamo le competenze! O ancora, fare delle fanpage con migliaia e migliaia di fan, può essere totalmente fuorviante.Non voglio sminuire il nostro dialogare qui dentro oppure la condivisione delle esperienze sui social network (sono il primo che vive di Flickr), voglio solo spingervi a mettervi alla prova su un terreno da cui potete veramente farvi un’idea. Insomma, è come fare un sondaggio sulla qualità di vita chiedendo solo ai vostri vicini e scoprire che vivono tutti come voi. In statistica è un classico errore di scelta del campione di riferimento.

Ok, scusate il mega papiro ma ci tenevo a mettervi in guardia visto che le discussioni sul vostro futuro escono sempre più spesso.
Enjoy :)

Ed io ho consigliato questo:

Manca una possibile soluzione…hai parlato del “problema” ma non hai suggerito una soluzione il che potrebbe significare, mi dirai tu, che più di mettere in guardia cercavi una possibile soluzione.

Il problema, la piaga o il punto debole di forma gruppi e via dicendo come questo è appunto l’auto referenzialità. Metto una foto, magari dico anche “scusatemi per lo spam” o “che ne dite” nella speranza di ricevere semplicemente dei massaggini dell’ego e guai a chi lascia una critica anche costruttiva.

Io un consiglio ve lo do. Pagate un prefessionista che vi faccia una lettura portfolio SERIA

Qui scrissi due righe a riguardo, magari servono.
http://www.adolfo.trinca.name/wordpress/index.php/tag/portfolio/

http://www.adolfo.trinca.name/wordpress/index.php/2011/02/08/lettura-portfolio-on-line-con-photo-synesi/

Il vostro parere è assai gradito.

Celeste Messina: Una donna è…

314/365 Una donna è…, inserito originariamente da Celeste Messina.

…le sue scarpe!

Amo le scarpe come poche altre cose al mondo!! E pensare che non molti anni fa non le calcolavo minimamente… Mi sentivo quasi “superiore” a tutte le donne che morivano dietro ad un paio di costosissime scarpe che non si sarebbero mai potute permettere o a tacchi vertiginosi da far male ai piedi dopo poco… Quanto avevo da crescere ancora!
Dal menefreghismo più assoluto all’adorazione!!
Credo che le scarpe siano una sorta di biglietto da visita…un “piacere, questa sono io”…

Avendo bisogno di un decoltèe chiaro sono finita in un negozio che credevo chiuso da anni ed ho trovato il paradiso! Non una scarpa che non mi piacesse… No aspetta…che paradiso?! Un inferno totale! Il mondo di ghiande di Scrat! Il negozio di caramelle di un bambino troppo basso! La barbie dell’amica! Ahhhhhh…
Ne sono uscita divisa a metà: una parte raggiante con in mano la scatola; l’altra avvilita per tutto il bendiddio lasciato dentro…

Sceicchi di tutto il mondo…fatevi avanti!!! ;)

by Celeste Messina

ndr: Io ho un progetto che riguarda le donne e le loro scarpe e leggere questo post su Flickr di Celeste è stato davvero imprevisto ed ha risvegliato in me la voglia di portare avanti la cosa, grazie Celeste!

Negativo e file Raw diversi? ma de che!


_ADT0504, inserito originariamente da adolfo.trinca.

Quello che segue è il commento che ho lasciato sul gruppo Flickr di Fotografia Reflex nel quale si discuteva se inserire nella rivista alcune pagine che trattassero esclusivamente l’analogico. Come potete leggere si è poi finiti sull’eterna “guerra” fra analogico e digitale ed ho avuto uno scambio di idee con Ferod circa l’esistenza o meno delle sviluppo del negativo in digitale.

Faccio questo post perché ritengo interessante la discussione che ne è nata ed anche dare qui il mio parere, voi che ne pensate?

Comunque non so se la tua era voglia di scherzare o meno o di fare un po di polemica o meno ma ti dico che lo lo sviluppo del negativo esisteva allora ed esiste ancora.
Ma facciamo cosi, magari dico cosa intendo io per sviluppo cosi partiamo da un dato (il MIO per carità): per sviluppo intendo qualsiasi procedimento atto alla rivelazione dell’immagine latente. Poi se lo si ottiene con l’uso di sostanze chimiche o con l’uso di software a me non importa.
Essendo il RAW un formato non direttamente utilizzabile, cosi com’è come non lo era un negativo appena esposto, vi è la necessità di intervenire per trasformare una serie di dati in un’immagine bitmap visualizzabile e/o stampabile.
Se poi non ti piace il nome sviluppo digitale troviamone un’altro, magari convinciamo il mondo ad adottarlo (sto facendo polemica).
E mo fattene un’altra de risata dai. Ops…avevo detto…va be aho, gnofatta!

E’ per chi mi chiedesse “e se scatto in jpeg” rispondo che fa la stessa cosa che si faceva scattando con le istantanee (Polaroid).

Fotografia Reflex: De pellicola e dintorni

Vi consiglio vivamente di dare una letta al post, come sempre accade in quel gruppo, interessantissimo sulla possibilità o meno di riproporre articoli sulla fotografia analogica (non me ne voglia il direttore Forti) nella nostra amata rivista Fotografia Reflex.

Vi riporto l’intervento di Giulio Forti, il direttore di Fotografia Reflex, che dice:

La richiesta di Lehasnikro e di spiderfrank sul tema bianconero analogico e la lunga catena di interventi mostra che la questione esiste e che esista una voglia di fotografare con un mezzo chimico di estrema bellezza e manualità.

La discussione inconsciamente rilancia l’idea vagante da tempo in redazione di riprendere l’argomento su FR. Dicendo manualità, intendo quel gusto irripetibile che tutti coloro che per la camera oscura sono passati conoscono bere: la sfida senza compromessi con se stessi nel portare a termine il processo con le proprie mani, senza software di supporto. Ovvio che si possa immaginare amche la via ibrida che consiste nello sviluppo della pellicola (facile) e nella stampa digitale via scansione.

Se è vero che il sistema all’alogenuro d’argento non aveva più molti modi di perfezionarsi, altrettanto lo è il sistema digitale oggi perché, dopo 15 anni, strizzati come limoni gli elementi base l’industria non sa più come innovare e quindi ripiega su soluzioni di marketing per mantenere vivo il mercato.

Chi ha avuto esperienza analogica, sa che una reflex digitale va usata nello stesso identico modo. Insomma, che non c’è un modo digitale per fare fotografie. Non è vero, d’altro canto, che scattare con pellicola significhi usare la testa. O ce l’hai, o non ce l’hai, la testa. Fatta salva ogni sua utile e riconosciuta caratteristica usata con la testa, il digitale ha reso possibile a chiunque di vedere la fotografia sul display, ciò che è la chiave del suo successo commerciale e della risultante massificazione culturale.

Quell’ansia da ricerca del negativo perfettamente esposto è scomparsa, sostituita dell’ansia da menu, da colorimetria, da bilanciamento del bianco, da rumore, da profili colore… Il tutto ancora perché il sistema fa una fatica boia ad emulare la semplicità della ripresa analogica. Dubito che riprendere l’argomento sulla rivista basti a far ripartire il gusto della fotografia su pellicola, penso però che un certo numero di lettori apprezzerà e che altri potranno incuriosirsi.

Ci ragioneremo in modo più approfondito. E voi aiutateci a chiarirci le idee.

Ovviamente vi consiglio di andare a leggere tutto il post dove troverete i pareri di gente come Claudia Rocchini o Le Ali.

Claudia Rocchini: Sdoganiamo igitur

La cosa si fa interessante, sul blog di Claudia Rocchini è intervenuto in “risposta” a Smargiassi niente popo di meno che Giulio Forti (per chi non lo sapesse direttore di Fotografia Reflex). La sua analisi, manco a dirlo è stata fredda lucida e a dir poco devastante.

Io vi consiglio di andarla a leggere, c’è anche la risposta di Smargiassi.

La risposta dei Pixel

Ecco la replica di Smargiassi al mio commento, del quale lo ringrazio. Non avendo la possibilità di replicare direttamente sull’articolo dello stesso lo faccio qui, nella speranza che lo legga.

Questo è il mio commento (22 dicembre 2010 alle 14:50):

Salve a tutti.
Grazie Smargiassi per la possibilità di discutere di un argomenti cosi controverso e delicato.
Siccome la stimo e siccome la sua mi è sembrata “semplicemente” una giustificazione comandata, spero di sbagliare, le faccio una domanda precisa:
Lei pensa che il comportamento di Repubblica.it sia stato corretto?
A me il prima prendo e poi in caso – soltanto se mi contatta qualcuno – vedrò cosa fare, mi sembra un comportamento scorretto e credo anche illegale.
E per capire meglio, la redazione dopo l’appropriazione indebita delle immagini (credo si chiami cosi e se cosi non è chiedo scusa), ha comunque contattato gli autori avvisandoli della modifica e della pubblicazione delle loro foto, magari offrendogli un compenso?
Ma come ho detto credo, anzi spero, di aver capito male.
Pensi che fra le righe del suo articolo mi sono messo in testa che vi fosse un messaggio del tipo siccome tutti rubano rubare e bene.
La saluto e la ringrazio se vorrà pubblicare e dare una risposta a queste domande (un porovocatorie in verità).
Adolfo Trinca

E questa la sua risposta (22 dicembre 2010 alle 15:39):

@adolfo.trinca
Avrei appena promesso di replicare solo con un intervento riassuntivo, ma lei mi costringe…
Nessuno mi ha comandato giustificazioni. E non devo dare altre prove della mia libertà di giudizio se non la mia carriera di giornalista i cui prodotti sono disponibili a chiunque, gratuitamente. Se non si rpesuppone l’onestà dell’interlocutore non vale neanche la pena fargli domande.
Io penso che repubblica.it abbia sbagliato se ha riprodotto foto coperte da copyright. Su come sia andata la vicenda fra redazione e fotografi ho detto fin dall’inizio che non è argomento di questa discussione, visto che è già stato affrontato nella sede giusta, e questo non è lo sportello reclami di Repubblica, è un blog di discussione.
Ridurre il mio lunghissimo argomento a una frasetta come “tutti rubano dunque è giusto” è una semplificazione che non fa onore all’intelligenza. Posso essermi spiegato male, ma temo ci sia anche poca voglia di capire e molta di sfogarsi con chi ha avuto semplicemente il coraggio di sedersi a un tavolo di discussione e invitare tutti ad accomodarsi.
Ma pazienza. Se non avessi le spalle robuste avrei aperto un blog di giardinaggio.
Il Fotocrate

Innanzi tutto grazie della sua risposta che per quanto mi riguarda chiarisce una cosa non da poco. Lei ritiene, come ha scritto, che nell’eventualità che Repubblica abbia pubblicato foto coperte da copyright la cosa è sbagliata. Il resto verrà deciso in altre sedi.

A me premeva sapere questo.

Come le ho scritto alla fine del mio commento volevo essere un po provocatorio e mi tengo stretto il suo giudicare come “offesa all’intelligenza” il mio commento.

Purtroppo o per fortuna sono un tipo di persona che non crede nel delitto di lesa maestà e sono convinto che tutti possiamo sbagliare e che a tutti si possa chiedere conto delle proprie opinioni ed azione ed è quello che ho “semplicemente” e goffamente cercato di fare con Lei. Un comportamento antipatico, maleducato e senz’altro da vili sarebbe stato quello di rifugiarmi su Facebook o sul mio blogghino a sparlare di lei senza darle la possibilità di replica.

Prima di concludere e per esser chiari le voglio dire che non penso a lei come ad un difensore della Repubblica ne al bersaglio delle frustrazioni di chi è stato derubato (parlo in generale) ma come ad un giornalista che ha avuto il fegato di mettersi a tavolino con centinaia di persone e discutere di un argomento assai scottante, sopratutto per la sua posizione all’interno di Repubblica. La mia stima nei suoi confronti le assicuro è maggiore di quella di ieri.

Come lei stesso ha scritto “Ho scoperchiato senza che nessuno me lo chiedesse una pentola di rabbie e frustrazioni che bollivano e mi sono beccato un po’ di schizzi infuocati che probabilmente non erano diretti a me”.

Contento della sua risposta la ringrazio ancora di averci dato la possibilità di discutere della cosa.

L’altra parte dei Pixel

Sul blog di Claudia Rocchini, Luca Farinelli, uno dei fotografi che ha subito il “furtarello” delle foto da parte di Repubblica.it ha dato la sua versione dei fatti e badate bene, dice che nessuna offerta di ricompensa è stata rifiutata semplicemente perché nessuna offerta è stata fatta.