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Tre palle un soldo, com’è andata a finire?
20 giu
DSC_7732_hk, originally uploaded by adolfo.trinca.
Direi che la discussione sul ritratto di Giulia, sul gruppo Fotografia Reflex, si sia esaurita. E’ una settimana che nessuno la movimenta, per cui credo sia giunto il momento di darvi conto di com’è andata a finire.
Io sono orgoglioso che una mia foto sia stata selezionata da Forti per discuterne, tanto più, come lui stesso ha ammesso gli piace.
Ho avuto la possibilità di conoscere diversi approcci alla lettura della foto attraverso la lettura di interessantissimi punti di vista.
GRAZIE!
Continuate a leggere il post per avere la cronaca esatta di com’è andata.
Tre palle un soldo
1 giu
Cosi ha titolato Giulio Forti, direttore della rivista Fotografia Reflex, il post nel quale chiede agli utenti Flickr appartenenti all’omonimo gruppo, di criticare la (mia) foto che vedete in apertura di articolo.
Che dire, per me è un’onore ed un piacere essere messo alla gogna dato si che lo ritengo un buon modo per crescere.
Che una mia foto sia stata scelta comunque mi fa sperare che che anche se non piaciuta almeno abbia colpito il direttore Forti in testa (era una battuta, ridete!)
Ma bando alle ciance, sentite (si fa per dire) che apertura fa il direttore alla mia foto:
Tanti, tanti anni fa nei baracconi delle fiere e dei luna park, c’era quello che con un soldo* ti permetteva di tirare tre palle contro la sagoma di personaggi più o meno famosi, più o meno simpatici. Se abbattevi quella del tuo antipatico, vincevi un premio. Certo non è la stessa cosa, ma mi divertiva la citazione di altri tempi. Naturalmente, qui non voleranno palle ma parole, che non sono meno indolori.
Con questa gogna fotografica torniamo a rilanciare la discussione sulla critica. Dopo le prime due scaramucce di prova, nel bene o nel male tocca ai volontari del gruppo a sentirsene dire di tutti i colori.
[qui c'è la foto ma io l'ho messa su ^_^]
Adolfo Trinca si è offerto tra gli altri è noi abbiamo scelto questo suo ritratto come bersaglio. A lui il nostro ringraziamento per il sacrificio cui si è sottoposto. Ora tocca a voi: criticate, applaudite, condannate, ma con un minimo di motivazione.
*Valeva 5 centesimi di lira prima della II guerra mondiale.
E quando ve ricapita, andate a farmi nero forza!!!
Gocce d’acqua con riflesso dentro qualcosa di bello
14 mag
Il titolo originale è How to put pretty stuff in those drops ed è un’articolo preso da Flickr postato da
Steve took it il 26 maggio del 2007, tenetelo presente quando parla della sua attrezzatura. L’ho voluto postare perché è un’argomento affascinate, le foto sono indubbiamente belle e le si possono fare senza essere dei nostri come si potrebbe pensare. E poi è una delle foto che voglio realizzare per il 2010, devo battere Lisa.
Tutorial su come fotografare le Gocce D’acqua
Ovvero come inserire dei bei soggetti all’interno di qualche piccola gocciolina d’acqua.
ndr: salto tutta l’introduzione nella quale descrive, il suo amore per le gocce d’acqua, la natura ecc ecc.
Molte persone, dice, credono che queste fotografie siano soltanto frutto di complesse elaborazioni in Photoshop, ma non è cosi.
Le gocce d’acqua si comportano come delle lenti che, come sappiamo, capovolgono l’immagine, come farebbe, provate, il vostro tolto dalla fotocamera, provate :-)
Ci racconta di come il suo stream, davvero interessante, sia il frutto di molto, molto lavoro, di innumerevoli prove ed errori e che la fortuna, cosi come la pazienza, gioca un ruolo molto importante nella realizzazione di questo tipo di fotografia. Pensate che usa una lattina di Diet Coke come cavalletto ah ah ah
Da tutto questo lavoro mi ha portato a focalizzare l’attenzione su alcune semplici ma importanti cose:
1. Focus
2. Focus
3. Composizione
4. Sfondo
1. Focus
No, non è un’errore di battitura; c’è scritto davvero due volte Focus ma c’è una buonissima ragione. Bisogna considerare sia il fuoco sulla goccia in se per se sia sull’oggetto (in questo caso il fiore) contenuto (o meglio visibile) all’interno della goccia. All’inizio mi concetravo soltanto sulla goccia e sulla pianta a cui era attaccata. Mi piace impostare la mia fotocamera su priorità di diaframmi per controllare meglio la profondità di campo. Il trucco è quello di avere abbastanza profondità di campo da mettere ben a fuoco la goccia, la pianta (magari anche qualche goccia vicina) ma lasciare lo sfondo sufficientemente sfocato in modo che non rubi attenzione. Generalmente uso f8 o f10 ma qualche volta uno stop sopra fino a f18, questo se lo sfondo non era cosi invadente da necessitare uno sfocato maggiore. Alla ricerca di una messa a fuoco migliore, preferisco fare un sempre un passettino indietro e poi ricomporre (croppare) la foto in post produzione, piuttosto che scattare alla minima distanza possibile per quella inquadratura.
2. Focus
Come si può vedere nell’esempio sopra, la goccia d’acqua è a fuoco, l’immagine del fiore visto attraverso la goccia è a fuoco ma il fiore vero e proprio non lo è. Questo effetto non è ottenuto regolando le impostazioni o la messa a fuoco sulla fotocamera, ma utilizzando la goccia d’acqua come se fosse una lente a focale fissa. In altre parole, invece di agire sulla fotocamera agisco sull’oggetto che voglio far apparire all’interno della goccia d’acqua. In pratica mi sono semplicemente spostato avanti o indietro fino a quando non ho trovato la nitidezza e la messa a fuoco che volevo. Alcune foto sono più belle con rifrazioni sfocate. Per una maggiore nitidezza ho sperimentato che l’oggetto deve trovarsi 3-4 centimetri dietro la goccia d’acqua. Questo, naturalmente, può variare se si utilizza una lente macro diversa. Assicurati di sperimentare.
ndr: per la cronaca questi sono alcuni degli exif della foto
| Camera: | Nikon D200 |
| Exposure: | 0.017 sec (1/60) |
| Aperture: | f/14 |
| Focal Length: | 60 mm |
| ISO Speed: | 200 |
| Exposure Bias: | 0/6 EV |
Immagino abbia usato, come obiattivo, il 60mm macro della Nikon ma non ho modo di saperlo con certezza.
3. Composizione
Ovviamente le regole per una buona composizione non possono non applicarsi anche a questo tipo di fotografia. Una particolare attenzione sarà data alla Regola dei terzi, alla semplicità, alle geometrie all’interno della cornice, ed a tutti i consueti elementi di composizione. L’importante è che ricordiate, però, che è la forma della goccia ossia la goccia stessa (ndr: la lente organica come la chiama lui) ad influenzare la vostra composizione. Siccome la forma della goccia e sferica (o quasi), piccoli movimenti…sinistra, destra, sopra, sotto…possono creare effetti radicalmente diversi in quello che si vede attraverso la goccia. Ancora una vola, sperimentate.
4. Sfondo
Siccome stai lavorando con la natura, il controllo che hai sullo sfondo è minimo. Devi arrangiarti con quello che hai a disposizione. Come detto prima, proprio per la forma particolare della “lente organica” formata dalla goccia piccolissimi movimenti permettono di ottenere risultati nettamente diversi su quello che si vede all’interno della goccia. Quando ci sono pochi oggetti in scena, si riesce sicuramente ad avere un maggior controllo sullo sfondo. Per esempio, io spesso utilizzo un grande foglio di carta con un alto blu. All’inizio lo usavo per bloccare il vento, poi mi sono accorto che anche nei giorni più brutti si può simulare che ci sia un bellissimo cielo azzurro.
Altre considerazioni
Ogni volta che sono andato a fotografare gocce d’acqua ho imparato qualche cosa di nuovo. C’è sempre qualche cosa di nuovo (fattore) da mettere in considerazione (ndr: questo vale per tutti i tipi di fotografia!). Ho imparato per esempio, che potevo trovare gocce più grosse e belle nei giorni umidi (ndr: un genio!). Ho scoperto che il vento può avere effetti disastrosi sulla messa a fuoco mentre si è in macro. Ho scoperto che abbassare l’esposizione (da – 0.3EV a – 0.7EV) compensa la “lucentezza” della goccia d’acqua impedendo che vi siano zone bruciate. Ma la cosa più importante è che ho dovuto imparare che la lente organica formata dalla goccia presenta le immagini speculari, sarebbe a dire destra a sinistra e sopra sotto (come succede in una camera a foto stenopeico o una grande formato).
Cosi sono diventato una delle poche persone che ama ed aspetta le giornate afose ed umide. Ed anche se adesso il mio agognato obiettivo Nikkor 18-200mm è arrivato, io continuo ad utilizzare per più della metà del tempo il mio macro. Le foto alle gocce d’acqua non sono soltanto reali (ndr: vi ricordate? mota gente pensa che sia photoshop ecc ecc), ma ti spingono a migliorare.
Questo è tutto. Questo è come faccio. E semplice come imparare a muovere pezzi degli scacchi, ed ha anche la stessa complessità di una partita a cacchi. Buona fortuna e pensate piccolo.
Dropico: organizzare le tue foto in qualunque social network si trovino
6 apr
Dropico è un bel sistema per gestire le proprie foto on line in qualsiasi social network esse si trovino (sopra potete vedere i miei stream su Flickr e su Facebook). Attraverso il drag & drop è davvero facile la gestione degli album. Si possono inserire il titolo i tag e la descrizione, si possono creare nuovi album, cancellare foto esistenti, e altro ancora. A breve si avrà anche la possibilità di effettuare il backup di tutte le proprie foto.
Direi molto interessante, provatelo.
E se dovessi fotografare delle modelle dilettanti 2.0?
1 feb
Tempo fa scrissi un post con alcuni semplici accorgimenti sulle cose da fare per fotografare una modella non professionista (e non solo).
Aggiorno l’argomento proponendo quanto scrive Claudia Rocchini su un post molto interessante del gruppo Flickr Fotografia Reflex.
Ciao Dario e ciao Roberta,
entrambi avete evidenziato uno dei problemi più frequenti, e inevitabili, nell’approccio fotografico quando si scelgono soggetti umani : il blocco emotivo.
Dario ha scritto: Nel fotografare le persone non mi sento proprio a mio agio, non ho la stessa sicurezza che ho nel fare una macro ad un fiore o nel fotografare un panorama. Può dipendere da qualcosa di tecnico o è solo un fattore emotivo? Non so, mi sembra sempre che sulle persone la luce abbia un effetto diverso che sul resto delle cose.
Roberta ha scritto: Le persone . 1. si muovono – 2. si annoiano – 3. non sono modelli che puoi comandare a bacchetta (altrimenti ti picchiano) – 4. non si riconoscono nella foto scattata (e questo per noi è una delusione)
Fermo restando che solo pratica ed esperienza serviranno a farvi sentire più a vostro agio, ci sono alcuni piccoli accorgimenti utili per tentare di superare lo scoglio.
Tecnicamente parlando, per questi primi approcci, consiglio uno zoom medio: aiuta, e tanto, a non farvi sentire bloccati e vi permetterà di cogliere maggiori dettagli. E’ importante, per chi scatta, prendere confidenza con espressioni e posture senza dover andare troppo vicino al soggetto.
Evitate all’inizio foto in posa: il vostro blocco emotivo sarà contagioso e anche se avrete di fronte modelli professionisti, nella migliore delle ipotesi otterrete scatti asettici.
Scegliete dunque un amico o un’amica che non hanno particolari problemi a farsi riprendere, spiegate loro che non vi interessano pose plastiche ma che volete solo spontaneità.
Tentate di entrare in sintonia con il soggetto: la strada più veloce è quella di assuefarlo/a alla vostra presenza, dunque per quanto paradossale sia cominciate con gli scatti a raffica, sdrammatizzando sempre e comunque. Fate in modo che diventi un gioco e passateci una giornata assieme, in esterni ed in interni.Mostrate ogni tanto il work in progress: sarete voi stessi stupiti di quante sfumature umorali siete riusciti a cogliere. E’ inoltre un passaggio fondamentale perché abituerà il modello/a per caso a prender confidenza con l’immagine di sé che hanno gli altri.
L’amico o l’amica non si riconoscono negli scatti?
No problem: spiegate loro che la visione che si ha di sé non sarà mai quella che restituisce la macchina fotografica, perché è la visione che si ha davanti allo specchio, dunque riflessa.
La macchina fotografica non potrà cogliere quello che si vede in uno specchio, ma metterà in risalto lineamenti o dettagli in modo differente. Potrete dunque far leva su questo aspetto: aiutarli a scoprire come li vedono gli altri.Scattate mentre chiacchierate, concentrandovi anche sui dettagli delle posture: molte persone si sforzano di adottare una posa seducente o affascinante, arrivando spesso a scimmiottare le pose di modelli professionisti, con effetti a dir poco grotteschi.
Fateli appoggiare a un divano o a un tavolino, è ininfluente, l’importante è riuscire a distrarli dalla convinzione che si devono mettere in posa, e scattate proprio nel momento in cui non badano all’obiettivo.Man mano che farete pratica non vi preoccuperete più di come sta venendo il lavoro, perché sarete totalmente concentrati nella ri-scoperta del vostro amico/a che, nel frattempo, si sarà completamente dimenticato di chi ha di fronte.
Complicità e sintonia con il soggetto portano a un livello superiore: vi accorgerete che il rapporto non sarà più con voi ma con la vostra fotocamera, perché sarete riusciti a far scattare in lui/lei quel sottile piacere di essere fotografati.
Flickr: con le tette si alza!
12 gen
Dopo anni che cerco di avere un minimo di seguito, sia per vanità sia per avere maggiore possibilità di imparare, ieri ho imparato un amara lezione!
Sono bastate delle belle foto di donna succinta per farlo alzare!
Fotobounce: scaricare gli album fotografici di FaceBook con un click
18 ott
Come al solito Maestro Alberto è una fonte inesauribile di informazioni e di notizie utili. Come quella che riguarda Fotobounce.

Fotobounce è un software gratuito che consente di scaricare gli album fotografici di FaceBook e Flickr in modo semplicissimo e veloce con un click.
In questo modo potremo visualizzare ed usare le nostre foto direttamente sul computer senza doversi connettere ad internet. Oppure effettuare un backup prima di chiudere un account.
L’utility dispone del riconoscimento facciale e ci consente dunque di etichettare al volo le immagini.
Permette anche di scaricare gli album fotografici dei nostri amici di FaceBook e funziona come uploader. Vale a dire che tramite il software possiamo caricare le immagini dal computer nei nostri account di FaceBook e Flickr.
Ciò consente di trasferire facilmente le foto da un servizio all’altro.
Fotobounce al momento gira solo in Windows.
Via | Digital inspiration
da maestroalberto
FlickrDrive: le vostre foto di Flickr come un hard disk locale
9 lug
Oggi gironzolando ho trovato una utility carina, si chiama FlickrDrive. La simpatica utilities non fà altro che creare un disco virtuale con le fotografie del proprio account di Flickr.
Ti crea una bella icona ( un disco) su “esplora risorse” sotto la voce “computer“. Potete a questo punto aprire le foto per elaborarle, fare il copia incolla di altre foto oppure semplicemente cancellarle o creare nuove cartelle. Ad ogni operazione sul disco virtuale corrisponde un’azione sull’account Flickr.
FlickDrive funziona “solo” su Windows Vista o superiore.
Al primo avvio si dovrà abilitare FlickDrive all’accesso al proprio stream sul sito di Flickr. Nulla di complicato, seguite le istruzioni ed in due minuti.
non avete uncazzodafare? bene FlickrFight !
1 lug
Come da titolo: non avete un cazzo da fare e volete divertirvi un po?
Potreste provare l’eterna battaglia fra:
- pisellino vs fragolina (indovinate chi vince?)
- uomo vs donna
- ….
- ….
Come e dove? basta che andiate su FlickrFight e digitiate i due termini che volete mettere a confronto ed il gioco è fatto!
FlickrFight non fà altro che cercare i due termini su Flickr e dare il risultato numero delle due ricerche decretando al contempo il vincitore.
A cosa serve? a un cazzo! Però è divertente eh eh eh
duepiù: Fantasma o perversione?
24 giu
Vi voglio riportare lo splendido articolo apparso su Duepi.Net (le immagini le ho aggiunte io) che tratta di un argomento a voi, porci e porce, molto caro: le fantasie sessuali o peggio le perversioni. E’ inutile che storcete la bocca, se siete qui è perché siete disturbati mentalmente altrimenti non seguireste certo il mio blog ^_^
Ah, vi consiglio di leggere anche i vari link che ho aggiunto alle parole “chiave” dell’articolo tipo: perversione, sculacciare ecc ecc
E’ difficile stabilire un limite preciso tra fantasma e perversione; lasciandosi andare al proprio immaginario erotico, molte persone hanno l’impressione di avvicinarsi pericolosamente alla perversione, e si sentono in colpa. Non dimentichiamo che il desiderio di farsi sculacciare o insultare, al pari di molti altri sogni, non rappresenta per forza una perversione.
Una donna può immaginare di fare l’amore con molti partner, un uomo può immaginare di avere un rapporto con un altro uomo, per capire “che effetto fa”, o si può ripensare con nostalgia al rapporto un po’ brutale, fisicamente e verbalmente, che si aveva con un partner precedente. Tutti hanno dei fantasmi: consci o censurati, ogni uomo e ogni donna possiede delle immagini mentali erotiche che creano o aumentano il suo desiderio. Questi scenari possono essere più o meno crudi, netti e precisi, e possono andare da fantasmi “vuoti”, in cui prevale una sensazione o solo un’emozione, a scenari minimi molto dettagliati che riproducono un’esperienza immaginaria specifica desiderata o rivissuta. Il fantasma evolve, cambia con l’uomo. Si può passare all’atto, cioè agire il proprio fantasma, oppure mantenere il proprio immaginario popolato di figure, ruoli e scenari senza agirli mai, al solo fine di provare piacere o eccitazione
La perversione è una gabbia
Contrariamente a quello fantasmatico, lo scenario perverso è sempre identico a se stesso: il soggetto non fa che ripensare sempre alle stesse immagini. Il perverso vive in una gabbia indistruttibile ed è costretto a passare all’atto per accendere il desiderio e raggiungere il piacere. Una donna può avere la fantasia di essere percossa o insultata, e questa idea la eccita; ma questo pensiero resta un fantasma e non diventa una perversione non tanto perché non viene mai agito, ma perché fa parte di uno scenario erotico molto più vasto che comprende questa fantasia insieme a molte altre, e perché questa donna può provare desiderio ed eccitazione in un rapporto erotico multiforme, variegato e mutevole. Questa persona può inscenare il proprio fantasma come un gioco erotico insieme al partner e in accordo con lui, così come può godere in un rapporto sessuale più tranquillo e “tradizionale”.La perversione è legata invece al concetto di obbligatorietà: essa è una monomania in cui il piacere non può essere raggiunto che attraverso la realizzazione di quella esclusiva perversione. Al pari della pedofilia, la pratica perversa diventa davvero grave quando manca il consenso del partner; si parla in questo caso di abuso sessuale, una perversione grave riguardo alla quale la società non può non prendere posizione.
Fantasmi e cultura
Il fantasma erotico è una rappresentazione mentale molto personale, che è però legata indissolubilmente alla nostra cultura e alla nostra educazione. Vent’anni fa le donne occidentali sognavano Sean Connery come massima incarnazione della virilità; oggi Connery è sostituito da Brad Pitt o, per le adolescenti, da Leonardo di Caprio, un modello molto più femmineo. I canoni di bellezza cambiano da un’epoca all’altra, e da una regione all’altra: gli uomini orientali amano le donne fragili, gli occidentali quelle alte e atletiche, gli Africani amano al contrario quelle bene in carne. I fantasmi non potranno che ricalcare queste differenze. Anche il divieto sociale gioca un ruolo molto importante nella formazione dei fantasmi collettivi, in quanto consente lo sviluppo di sensi di colpa talvolta necessari al piacere; si pensi per esempio che in alcuni stati degli Stati Uniti la sodomia è una pratica ancora oggi illegale, e perseguibile a termini di legge. Inoltre, il contenuto dei nostri fantasmi deriva probabilmente dai costumi culturali ancestrali: per esempio i manga, fumetti erotici in cui le eroine hanno le sembianze di adolescenti, e la diffusione della prostituzione tra le liceali, potrebbero essere legati a una tradizione e a una tendenza pedofile tipiche della società nipponica. Inoltre, i Giapponesi non amano i peli, e infatti i sessi spesso glabri delle donne nelle pubblicazioni erotiche evocano il corpo delle bambine prepuberi (ndr vedi Shotacon). Spesso i fantasmi che alimentano il piacere mentale sono in realtà irrealizzabili o non li si vorrebbe realizzare mai, per esempio persone di colore che si eccitano all’idea di ritornare, durante un incontro erotico, a vestire i panni di uno schiavo, o donne che hanno fantasie di stupro. In questi casi, è proprio la paura il carburante principale dell’eccitazione.
I fantasmi più comuni
La fellatio
“I fantasmi maschili abbondano di eroine immaginarie che fanno esattamente quello che le donne vere evitano con cura: non solo amano praticare la fellatio a un uomo, ma si leccano i baffi con il suo sperma” – così racconta Nancy Friday nel suo libro sui fantasmi maschili-Il fantasma della fellatio è molto presente negli uomini, e si tratta di un fantasma in fondo elementare, che non richiede un grande scenario. Questo potrebbe essere attribuito al fatto che l’immaginario erotico maschile si basa soprattutto sui film pornografici, ricchissimi appunto di scene di fellatio. O anche perché proprio questa pratica cinematografica porta in primo piano il sesso maschile, cioè il simbolo della mascolinità e del potere di affermazione dell’uomo. Un’altra fantasia maschile molto diffusa, che sembra confermare che l’immaginario erotico dell’uomo è relativamente primitivo e legato soprattutto al suo genitale, è quella di avere un sesso gigantesco, verso il quale donne vogliose accorrerebbero per baciarlo.
Simbolo di dominazione ?
Di questo si tratterebbe allora, di dominare. Ben oltre il semplice piacere fisico, la fellatio ha rappresentato per millenni il rapporto dominante-dominato: per gli antichi romani, essa costituiva un diritto di riparazione, un modo cioè di reclamare danni e interessi. Diminuito dall’atto stesso, colui che eseguiva la fellatio era considerato alla stregua di una persona sub-umana. Allo stesso modo nella cultura Incas ottenere la fellatio era in diretto rapporto con la forza del richiedente, e più si pratica la fellatio, meno si vale. Per contro, la fellatio nei fantasmi femminili non ha alcun rapporto con il desiderio di essere sottomesse, o in ogni caso, non sempre. In un articolo apparso sul New York Times il dottor Levy Warren sosteneva che il 50-60% delle connazionali di Monica Lewinski pratica la fellatio prima ancora di aver avuto il primo rapporto sessuale; in questo modo, sostiene l’articolo, attraverso l’attesa del rapporto completo imposta al partner le giovani Americane misurano inconsciamente il potere che possiedono sull’uomo.Il cunnilingus
Ci può essere un legame diretto tra la richiesta di questa pratica e l’autostima delle donne? Nancy Friday dice: “In materia di stimolazione orale le donne, dopo averci messo millenni a esprimersi, domandano ogni giorno di più”Potremmo leggere questo contributo di Nancy Friday come il segno di un cambiamento epocale, dopo millenni in cui la donna ha svilito il proprio sesso: “Ciò che sento oggi, è un coro di donne che reclamano il contatto della bocca, che pregano i propri uomini di scendere tra le loro gambe”.
Un tabù maschile ?
Al giorno d’oggi il cunnilingus fa parte delle più diffuse pratiche sessuali, almeno questo sembra essere il punto di vista femminile. Per gli uomini, invece, questa pratica continua a restare un tabù, come esprime con grande efficacia Nancy Friday: “Gli uomini pensano agli odori, e a gusti abominevoli”. Infatti, mentre la fellatio rientra da sempre nei fantasmi maschili, il cunnilingus è una pratica che alcuni ancora oggi considerano una forma di sottomissione alle donne, e pertanto indegna di un “vero” uomo. Toccherebbe dunque ai maschi fare un passo avanti in direzione della femmina, e alle donne convincersi della legittimità del loro desiderio di questo bacio fatale…La sodomia
Per quanto molto diffusa, questa fantasia incontra ancora molte resistenze da parte delle donne, che collegano l’atto a una sensazione disgustosa di sporcizia, cioè esattamente il contrario di come dovrebbe essere una donna. Un altro grande ostacolo alla realizzazione di questa fantasia è collegato al timore del dolore fisico. Ciononostante, i fantasmi di sodomia continuano ad aleggiare nelle menti di tutti, forse perché di tutte le attività sessuali possibili, la sodomia è una delle più proibite e “sporche”. In alcune donne che la praticano, la sodomia è collegata a fantasmi di sottomissione.Fantasmi maschili e femminili
I sondaggi ci informano periodicamente delle pratiche sessuali degli Italiani, ma i fantasmi erotici continuano a restare un continente per la maggior parte inesplorato.
Uomini e donne: l’origine dei fantasmi
Esibizionismo, voyeurismo: la maggior parte delle nostre inclinazioni sono universali, e si ritrovano più o meno con la stessa frequenza in entrambi i sessi. Uomini e donne amano toccare, guardare, essere guardati o scoperti, trasgredire i divieti, subire o infliggere qualche violenza, sottomettere o essere sottomessi. Poiché però uomini e donne presentano differenze anatomiche, fisiologiche, educative, culturali e sociali, le condizioni sono propizie all’emergere di fantasmi diversi. Per esempio, un ragazzo erotizzerà (ndr: dare inconsciamente un significato erotico a qualcosa che di per sé non l’avrebbe) di preferenza attraverso la vista, il tatto e l’aspetto, e prediligerà riviste in cui l’immagine prevale sul testo, mentre nelle donne il fenomeno è opposto: il modo di essere di una persona, il sentimento, l’intimità o il romanticismo saranno i suoi modi privilegiati di raggiungere l’eccitazione. Molte donne in età matura sperimentano spesso la fantasia di essere dominate dal partner, e quindi indirettamente protette e rassicurate da lui; al contrario le fantasie degli uomini prediligono immagini di dominio o di violenza, perché spesso, attraverso gli scenari sessuali, gli uomini manifestano la loro ambivalenza tra l’amore che provano per le donne, e la rabbia che provano nel piegarsi alle loro esigenze. Alcuni sostengono che nella società attuale il femminismo abbia cambiato molti dati di fatto: gli uomini starebbero rivelando la loro parte femminile, mentre le donne starebbero sviluppando un immaginario sessuale più maschile. Ma è proprio vero che le donne sono inibite ?
Per una donna può essere più difficile accettare i propri fantasmi, semplicemente perché li teme di più; deve quindi sbarazzarsi non solo delle sue inibizioni, ma anche del suo “disgusto”, sentimenti che raramente gli uomini provano: è rarissimo che un uomo consideri il sesso una “faccenda sporca” o “disgustosa”. Alcune donne pensano di non avere fantasmi sessuali, ma questo è solo l’effetto dell’autocensura che impedisce loro di ricordarli.Fantasmi femminili: lo stupro
Tipicamente femminile, questo sarebbe uno dei fantasmi più diffusi. In media, però, il fantasma prevede lo stupro da parte di una persona che la donna già conosce, o che ha comunque caratteristiche “amabili”, e quasi mai da parte di uno sconosciuto. Senza arrivare al parossismo dello stupro, fantasie di sesso in qualche modo subito, o esercitato con una certa violenza, o che prevede atti di sottomissione, fanno parte delle comuni fantasie sessuali di quasi tutte, se non di tutte, le donne. Magari, o soprattutto, se agito nel rassicurante bozzolo della relazione di coppiaAbbasso la colpa, viva il piacere
Certamente per una donna agire i propri fantasmi richiede una grande fiducia non solo in se stessa, ma anche nel partner. Perché, come scrive Nancy Friday: “molte temono di passare per svergognate”. Allora, ecco perché il fantasma di una violazione legittima in qualche modo un piacere che riesce difficile assumere senza sensi di colpa, e si demanda all’altro l’eventuale onta legata alla capacità di godere. Il fantasma sessuale consente di amplificare il piacere di andare “oltre” nelle sensazioni, ma diventa un segno negativo quando lo si evoca al posto di una sessualità reale piacevole e soddisfacente.Variazioni sul tema
Il bondage
“Legata, sono alla mercé di un gruppo di uomini”: che cosa significa questo fantasma, più femminile che maschile? Il bondage, cioè la pratica di immobilizzare il partner per impedirgli di muoversi e reagire, offre alcuni vantaggi. La sottomissione reale o simulata al desiderio dell’altro scaccia le inibizioni e attenua i sentimenti di colpa legati spesso a un’educazione severa e repressiva. Si può quindi godere senza sentirsi responsabili delle sensazioni provate. Se in questa fantasia la donna si immagina di essere a disposizione di un gruppo di uomini, è perché il suo desiderio contiene quello di essere capace di accendere quello altrui: estremamente desiderabile nella fantasia, questa donna potrebbe nutrire dubbi e insicurezze riguardo al proprio aspetto, alla sua femminilità o alla sua identità sessuale. In questo caso, il fantasma del bondage può compensare la sua insicurezza.
La donna esperta, l’uomo passivo
“Lasciar fare”: ci siamo dati appuntamento da lei, prima di trascorrere la serata da amici. Suono, sua madre mi apre. Mi dice che la figlia sarà in ritardo di un’ora ma che posso aspettarla. Mi offre un tè. E’ gentile, attraente e sorridente come al solito. Parliamo un po’, e mi rendo conto dell’ambiguità della situazione. Lei mi provoca, gioca con i capelli, mi lancia sguardi carichi di sottintesi. E’ una bella donna, sulla quarantina. Poi, finalmente, mi salta addosso, mi sveste e mi chiede di lasciarla fare. Io acconsento. Ci ritroviamo nudi sul tappeto della sala… e lì … fa tutto lei. Tutto! L’incontro è finito, mi sento un po’ stordito. Lei è calma, serena, rassetta i cuscini come se niente fosse. Io mi rivesto, sento suonare alla porta, è la mia fidanzata. Bacia la madre e poi mi conduce in camera sua, per fare l’amore. In una sola serata, madre e figlia mi sono saltate addosso. Il paradiso… In questa simulazione come nella realtà, il fantasma della donna iniziatrice è molto presente negli uomini giovani che nutrono ancora incertezze riguardo alle loro capacità sessuali. Dolce e sensibile, il nostro protagonista immaginario è totalmente passivo, non fa che ubbidire. Scrive ancora Nancy Friday: “molti uomini definiscono la loro realtà come un luogo in cui devono essere “forti”. Nei loro fantasmi essi possono invece sciogliere le definizioni rigide della mascolinità, e permettersi di ubbidire, per esempio, invece di comandare”. I ruoli sono dunque ribaltati: sessualmente sicura di sé, la donna esperta domina, sollecita, quasi violenta il partner. Attraverso un fantasma come questo, gli uomini possono godersi il piacere di rinunciare alla responsabilità sessuale, possono abbandonarsi alla passività, al semplice piacere di ricevere il piacere che viene loro regalato, anche se in qualche modo imposto. In realtà, però, questo fantasma può nascondere problemi più profondi, quali il legame edipico irrisolto per la madre, che può portare, se non correttamente analizzato, a problemi legati all’erezione e all’eiaculazione.Offrire la propria donna ad altri uomini
Al picco del desiderio mi viene in mente un’immagine, sempre la stessa: offro la mia donna a un uomo, anzi a più di uno. Loro la possiedono, poi la possiedo io. Anche in questa fantasia simulata, che magari non diventerà mai un atto e che può senz’altro riguardare un uomo che ama moltissimo la propria compagna, e anzi ne è geloso, la ragione ultima dello scenario potrebbe riguardare l’angoscia che la propria compagna finisca davvero, prima o poi, per avere rapporti con qualcun altro. Quindi questa fantasia potrebbe servire a placare l’angoscia della gelosia, ed equivarrebbe a un meccanismo di difesa attuato per esorcizzare la paura. D’altra parte, una scena di questo genere può nascondere anche una reale o immaginaria mancanza di mascolinità, una virilità che fa acqua, oppure un’omosessualità latente e sconosciuta dal soggetto. Questo fantasma, però, non è ancora propriamente omosessuale, dato che la donna è comunque presente; come dice Nancy Friday, “è proprio sotto l’egida della donna che ha luogo l’avvicinamento maschile. L’intervento della donna nella scena agisce come riduttore di angoscia. La sua presenza autorizza l’avvicinamento tra i due uomini, è lei il catalizzatore che consente una accresciuta intimità maschile”
Le scene saffiche
Le scene saffiche – con o senza uomo – affollano la filmografia pornografica, perché sono massimamente eccitanti per gli uomini. Poiché il maschio è più incline al voyeurismo rispetto alla donna, guardare la donna, e anzi, più donne in azione può costituire per lui un’eccitazione visiva molto intensa. Inoltre, l’immagine delle donne che fanno l’amore tra di loro colpisce con forza un altro dei tipici fantasmi erotici maschili, quello della donna sessualmente insaziabile. In questo mito la donna, divorata dal suo stesso desiderio carnale, è così presa dal piacere che niente la può più fermare. Questa immagine, per quanto forte, non implica per l’uomo la sua eventuale inutilità o l’indifferenza della donna per lui, ma al contrario rende evidente che il desiderio sessuale della donna, a dispetto talvolta delle apparenze, è forte e intenso almeno quanto il suo. Inoltre, la tradizione vuole che siano gli uomini a fare i primi approcci sessuali, e quindi immaginare un’orgia femminile prova il fatto che anche gli uomini possono apprezzare talvolta il piacere di vivere un’esperienza sessuale senza prenderne l’iniziativa.Lo scambismo
Il fantasma dello scambismo è un tentativo di risolvere in una volta sola i problemi della varietà e della fedeltà sessuali, cioè di aggiungere un lato piccante alla relazione amorosa, mantenendo intatto il legame con il proprio partner. Come sappiamo, qualunque rapporto extra-coppia costituisce una minaccia per il legame, e chi ha fantasie di scambismo cerca di rovesciare la situazione e di rendere l’infedeltà un’esperienza condivisa, che dunque dovrebbe rafforzare la relazione, piuttosto che distruttiva. Probabilmente è questo, per quanto magari inconscio, il ragionamento che sottende i fantasmi di scambismo.La sodomia violenta
Alcuni uomini si rifiutano di praticare la sodomia con la propria compagna perché la ritengono una pratica omosessuale, altri invece la apprezzano in modo particolare perché l’ano è un orifizio molto più stretto della vagina, e quindi capace di procurare al maschio un maggiore piacere. Nella versione violenta di questa fantasia, si trovano riuniti insieme il piacere trasgressivo della pratica in sé, il piacere del dominio e quello di provocare dolore fisico.Il voyeurismo
L’atto di guardare permette di eccitarsi e di procurarsi piacere, e fino a quando non diventa compulsivo, non assume le caratteristiche costrittive e limitanti della perversione. Si pensi per esempio alla curiosità infantile, al desiderio di tutti i bambini di guardare tutto ciò che è proibito o nascosto: tutti i bambini hanno provato un forte desiderio di vedere i genitori nudi. Anche in questo caso entrano in gioco le limitazioni sociali e culturali: per un uomo, guardare le donne è un atto del tutto lecito, mentre per le donne guardare gli uomini assume una connotazione immorale e invereconda. Le donne, infatti, vengono incoraggiate a esibirsi, piuttosto che a guardare. Il desiderio di vedere e di essere visti è presente in ognuno di noi fin da quando siamo bambini, anche se poi la pressione sociale spingerà i maschi a guardare, e le donne a mostrarsi.
Trasgressività e tabù
Adele Fabrizi: la trasgressione è un modo di comportarsi, è un atteggiamento mentale che va al di là della normalità statistica. E’ vivere fuori dagli schemi convenzionali senza che però diventi perversione.Luisella Del Bosco : è difficile stabilire i confini della trasgressione: la trasgressione è oggi riconducibile a una scelta personale più che morale, ognuno si confronta con i propri limiti. Come vivere diventa una scelta personale. Le differenze tra trasgressione – violenza – illegalità sono praticamente scomparse.I tabù sessuali sono caduti uno alla volta e non ne esistono praticamente più.
Ce l’avete fatta ad arrivare alla fine? Avete notato che lavoraccio aggiungere tutti i link ai vari argomenti trattati? Be, a me questo articolo è piaciuto molto e devo dire che molto cose le ho trovato coerenti con il mio pensiero, i miei fantasmi e la mie perversioni…e voi?
Faccio davvero i complimenti per il loro lavoro a Adele Fabrizi e Luisella Del Bosco, complimenti davvero per l’ottima analisi.
La nuova funicolare di Rocca di Papa
18 giu

La Funicolare di Rocca di Papa. È uno di quei ricordi che rischiano di svanire dalla mente dei più anziani e potrebbe mai essere annoverato tra quelli delle nuove generazioni.
Il rumore caratteristico della rapida corsa sui binari, il suono della campanella, che azionata a mano scandiva l’arrivo ad ogni fermata, sono stati ricordati dai molti rappresentanti della terza età romani e di Rocca di Papa, intervenuti all’Assemblea pubblica tenutasi il 26 febbraio scorso, nella Sala consiliare del Comune di Rocca di Papa.
L’incontro al quale hanno partecipato anche alcuni Sindaci dei Castelli Romani, dell’XI^ comunità Montana, del Parco Regionale dei Castelli Romani, delle Associazioni del Territorio, dei Comitati di Quartiere e del Coordinamento dei Comitati Difesa Diritti dei Cittadini Lazio, è stato anche una conferenza stampa.
Presieduto dal Sindaco Pasquale Boccia affiancato, per la Giunta, da Roberto Sellati – Assessore al turismo e da Alberto Cardinali – Assessore all’ambiente. La proprietà della funicolare e del terreno su cui verrà realizzata la nuova linea, era rappresentata dall’Ing. Antonio Mallamo ? Amministratore unico COTCOTRAL Asset srl e Direttore dell’AREMOL (Agenzia Regionale per la Mobilità della Regione Lazio), la Regione Lazio da Franco Dalia -Assessore alla Mobilità e da Umberto Ponzo – Presidente della Commissione X ? Bilancio.
L’ingegner Mallamo ha detto che il progetto per la realizzazione della nuova funicolare, della viabilità, del recupero delle vecchie stazioni è già stato realizzato e finito e la società è pronta a bandire la gara d’appalto, la Regione Lazio, dal canto suo, ha già stanziato i fondi necessari ed è pronta ad erogarli ma…la stazione di valle è occupata, senza titolo, da un individuo che ha modificato il cambio di destinazione d’uso dell’immobile da ex stazione storica della tramvia in abitazione personale.
L’occupante, oggetto di varie cause, amministrative e penali, da parte della proprietà ha chiesto una “buonuscita” di 50.000 euro. Purtroppo questa proposta di transazione è arrivata tardivamente e l’Ingegner Mallamo ha spiegato che come Amministratore della Società, avrebbe difficoltà a fermare le azioni legali intraprese per occupazione senza titolo e per i conseguenti danni causati per l’impossibilità di iniziare i lavori.
La situazione si può risolvere solo con un’azione congiunta Istituzioni e cittadini, quindi l’Assessore Dalia, in accordo con il Comune di Rocca di Papa e il COTRAL, chiederà un incontro urgente al Prefetto di Roma Pecoraro, per sollecitare un esproprio per pubblica utilità.
Tra le motivazioni addotte, oltre a quelle legali, verrà detto che la Regione Lazio, sta varando provvedimenti economici anticrisi e quest’opera pubblica è uno dei più importanti. Ci dice il Sindaco Boccia:”L’avvio di un’opera pubblica di interesse strategico per l’intera zona dei Castelli Romani, ma specialmente per Rocca di Papa, non deve essere rimandato ulteriormente. Sarà mia cura diffidare l’occupante ed intimargli l’immediato rilascio del bene comune.
La riqualificazione della funicolare sarà una risorsa occupazionale, un punto di riferimento aggregativo e sociale, un risultato economico importante, il trampolino di lancio promozionale e turistico e, soprattutto, una svolta per la mobilità che tramite lo smistamento delle auto nell’area di parcheggio oggetto del progetto, consentirà un vero e proprio evento rivoluzionario che migliorerà anche le condizioni ambientali della nostra Città.”
15 punti per valutare un obiettivo
20 apr
Riporto fedelmente la traduzione dell’articolo apparso su PhotoFocus ad opera di ClickBlog:
Spesso si sente parlare di un obiettivo per quanto sia nitido, ma per ogni obiettivo c’è anche molto altro.
1. Nitidezza
Uno dei punti più importanti e che influenza in maniera significativa il contrasto delle foto scattate. Bisogna sempre tenere presente che anche gli obiettivi più scarsi tendono ad essere nitidi al centro dell’inquadratura.Bisogna fare molta più attenzione ai bordi dell’immagine dov’è più semplice notare la differenza di qualità fra due obiettivi.
2. Apertura
La massima apertura è molto importante se pensate di scattare con poca luce, ma è un ottimo parametro per intuire la qualità delle lenti all’interno. Se potete permettervelo comprate lenti con grandi aperture o zoom con apertura costante a tutte le lunghezze focali.3. Distanza minima di messa a fuoco
Un elemento importante, ma che si può valutare solo singolarmente perché ogni fotografo ha richieste differenti. Spesso, ma non sempre, gli obiettivi migliori hanno una distanza minima di messa a fuoco minore.4. Lenti
Le lenti sono molto importanti per le prestazioni. Gli elementi a bassa dispersione o asferici servono a ridurre le aberrazioni cromatiche, distorsioni e, quindi, mantenere il contrasto. Più elementi di questo tipo sono presenti e più alta potrebbe essere la qualità.5. Obiettivi crop
Il mercato contiene molti obiettivi realizzati solamente per fotocamera a formato ridotto APS-C che non possono essere utilizzati per reflex full frame o analogiche.6. Riflessi
I riflessi posso manifestarsi come forme geometriche ripetute o come zone con contrasto ridotto. Spesso non si notano nel mirino, ma possono rovinare le foto. Per limitare questo problema utilizzare il paraluce, mentre per testarne il comportamento provate a fotografare controluce.7. Aberrazioni cromatiche
Si tratta di linee colorate attorno agli oggetti o aloni che contornano oggetti molto contrastati. Si nota più spesso a grandi aperture. Tutti gli obiettivi soffrono di aberrazioni, ma quelli più professionali in maniera minore da rendere le correzioni al fotoritocco opzionali.8. Bokeh
Il bokeh è la qualità dello sfocato generato da un obiettivo nelle aree fuori fuoco. Meno è definito e miglior è il bokeh.9. Perdita di luminosità
La luminosità dev’essere la stessa al centro ed ai bordi e per fare una prova basta scattare alla massima apertura una foto al cielo.10. Peso
Un parametro semplice da misurare. Normalmente cercate gli obiettivi più leggeri che rispondono alle vostre caratteristiche.11. Qualità costruttiva
Obiettivi con molta plastica sono molto meno resistenti rispetto ad altri completamente in metallo e tropicalizzati. In mano deve dare una sensazione di solidità.12. Velocità di messa a fuoco
La velocità in alcuni casi può essere fondamentale, come quando si scatta a soggetti in movimento.13. Stabilizzatore
Lo stabilizzatore può essere molto importante soprattutto all’aumentare della lunghezza focale. Alcuni funzionano anche con i treppiedi, altri no.14. Ergonomia
Una caratteristica più personale. Le ghiere si girano facilmente? Sono messe alla giusta distanza? L’obiettivo si tiene bene in mano?15. Prezzo
Alla fine il fattore più determinante nell’acquisto. Se un obiettivo costa troppo cercatene qualcuno nella fascia di prezzo per cui siete disposti a spendere. Valutate tutti i punti ricordando sempre di quanto state per pagare e se vi serve realmente oppure no.
Progetto Fotografico: Terza Lezione
11 mar
Buona parte dei progetti fotografici comprende soggetti come luoghi o persone. Ora, qualsiasi tipo di attrezzatura voi usiate, di pellicola, di macchina fotografica, di flash, di assistente, una sola cosa deve diventare vostra amica. Sarà un’amica-nemica, ma vi aiuterà.
Il suo nome è Liberatoria (alcune volte è Autorizzazione, soprattutto quando andiamo in luoghi dove non potremmo). L’aspetto è quello di un foglio di carta A4 su cui due persone appongono le loro firma. Quale è il suo scopo? Tutelare il lavoro del fotografo e di chi è fotografato.
Il fotografo deve veder tutelati i suoi diritti di copyright (non è bello denunciare una persona, anche se alcune volte andrebbe fatto per un fatto di fargli vivere quello che si è vissuto) e chi è fotografato i suoi diritti (soprattutto se colui che è fotografato non è “persona nota”): non potete usare la foto della persona per uno scopo diverso da quello che avete indicato. Non si fa. No. No. No.
Se il progetto prevede il fotografare persone che sono parte attiva della comunità in cui vivete (la nonna, non è persona nota, anche se è parte attiva della comunità familiare, a meno che non sia impegnata attivamente in politica) o comunque persone note alla maggior parte della popolazione, allora la liberatoria non serve. Se il progetto prevede che vengano fotografate persone che sono riunite in una festa, allora non serve nulla.
Ma ipotizzo che questo accada nel 0,000000001% delle persone che seguono questa interessante rubrica, e quindi la liberatoria va scritta.
La liberatoria sarà compilata sia dal fotografo che dal soggetto. Quindi materialmente si può dire che sia divisa in due parti:
- la prima dove il soggetto andrà ad inserire i suoi dati sensibili (nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza ecc): guai a voi se divulgate questi dati per scopi diversi.
- la seconda dove inserirete lo scopo per cui il soggetto vi autorizza a riprenderlo (dovete inserire anche i vostri dati). In questa parte inserirete anche due righe in cui assicurate il soggetto che le foto che scatterete le userete solo ed esclusivamente il vostro scopo primo (il vostro progetto)
Ovviamente vanno lasciati due campi per inserire la data e il luogo in cui sono eseguite le foto.
Seguono la firma del fotografo e del fotografato.
Nel caso di minorenni (anche se non sembrano minorenni e portano una 4a di seno) la liberatoria va compilata e firmata DA UN MAGGIORENNE COME UNO DEI GENITORI O CHIUNQUE NE FACCIA LE VECI.
La liberatoria deve restare sia al fotografo che al soggetto (io ho usato la buona e cara carta carbone, ma se avete una copiatrice in tasca, potete usare quella).
Nel caso invece il progetto si realizzi in luoghi dove non tutti i giorni possiamo entrare, allora bisogna, dopo aver preso i dovuti contatti e visti i rischi che si possono incorrere, rilasciare una autorizzazione in cui vi assumete tutte le responsabilità nel caso in cui vi facciate male.
Non avete le scarpe antinfortunistiche e cade qualcosa? Sono fatti vostri.
Per questo, quando andate in posti in cui non sapete i rischi che ci possono essere o in cui potete incorrere, chiedete sempre prima se dovete procurarvi materiale speciale e possibilmente, fatevi accompagnare da qualcuno che in quel luogo ci lavora.
Io non sono un avvocato, posso aver commesso e scritto qualche inesattezza. Succede. Ditemi dove, cosa e come posso rimediare e io lo farò. Promesso
p.s. La Liberatoria va sempre fatta firmare. Anche nel caso facciate fotografie che poi non inserirete nella versione finale del progetto (libro o qualsiasi altra cosa).
ADOLFO: Mi permetto di integrare un po l’articolo di Lisa aggiungendo dei fac-simile di Liberatoria.
2009.03.13 : Aggiungo anche la liberatoria per il soggetto fotografato che Telethon, immagino i suoi avvocati, ha messo sul sito per il suo concorso “La scienza si fa Arte“.
Simpatico Adolfo Trinca e sito vario ed interessante…
10 mar
Sò soddisfazioni, oggi dando un’occhiata nelle statistiche del blog ho letto di un riferimento al gruppo (su Flickr) Foggia e dintorni in cui è stato scritto un simpatico post che ci riguarda dall’emblematico titolo: Simpatico Adolfo Trinca e sito vario ed interessante…
Ecco cosa ha scritto
Semaclaro:
Cercando delle informazioni su un problema tecnico della fotografia digitale, mi sono imbattuto nella pagina di Adolfo, che è anche su flickr, pensando di postare questo link, dal quale si accede a pagine molto interessanti e divertenti…
ciao
seb
E ci fosse stata mai una volta che Voi…miei lettori affezionati aveste lasciato un messaggio di lodi lodi e lodi!!!
One-Light Portraits: Introduction
9 mar
Sempre alla ricerca di nuovi “stimoli” e nuove dritte ho trovato su Flickr, precisamente sullo stream di snapify un serie molto interessante di foto che mostrano che con l’uso di una singola fonte di illuminazione si possono ottenere ben 10 diverse tipologie di ritratto…anzi di autoritratto!
One-Light Portraits: Introduction, inserito originariamente da snapify.
Oltre le foto, sopra c’è il riassuntino, ed una ricca spiegazione sul come realizzarle ci sono anche gli schemi di luce e tutti gli altri accorgimenti necessari.
Direi molto interesasnte.














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