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sir Arthur Conan Doyle, le fate di Cottingley e la fotografia
3 nov
Si tratta di una serie di cinque fotografie realizzate da Elsie Wright e da Frances Griffiths, due cugine di Cottingley, un villaggio presso Bradford, Inghilterra. Le fotografie riproducono le due ragazze mentre giocano con delle creature alate simili a fate. Nel 1917, data di realizzazione degli scatti, Elsie era sedicenne e Frances aveva solo 10 anni.

La prima delle cinque fotografie, realizzate da Elsie Wright nel 1917, mostra Frances Griffiths con una serie di fate.
L’inizio
Elsie era la figlia di Arthur Wright, uno dei primi ingegneri elettrici inglesi: la ragazza prese la macchina fotografica a lastre del padre e andò sul retro della casa, dove realizzò alcune foto. Quando il padre, sviluppando le lastre, vide le “fate” sull’immagine, le ritenne false e proibì alla figlia di usare ancora la macchina fotografica. La madre di Elsie, Polly, invece le credette autentiche.
Nel 1918 una settimana prima della conclusione della prima guerra mondiale, Frances scrisse una lettera ad un’amica, Johanna Parvin, in Sudafrica. La lettera, del 9 novembre 1918, includeva una foto realizzata da Elsie in cui Frances era ritratta con alcune “fate”. Frances affermava inoltre che era in buoni rapporti con quelle fate, e che supponeva che le fate non esistessero in Africa poiché sarebbe stato troppo caldo per loro.
Cottingley era un piccolo borgo a tre miglia da Bradford. Le foto erano prese presso un torrente dove era visibile una torre dell’acqua e un acquedotto, con alcune piante nei dintorni: acqua e alberi sono parte dell’iconografia tipica delle fate.
La questione emerse nell’estate del 1919, quando la madre di Elsie, Polly Wright, andò ad un incontro della Theosophical Society a Bradford. La signora Wright era interessata al mondo dell’occulto, affermava di aver avuto esperienze di proiezione astrale e di avere memorie delle proprie vite precedenti.
L’incontro era incentrata sul tema della “vita della fate”, e Polly disse al suo vicino di avere alcune foto scattate dalla figlia e dalla nipote nel proprio giardino, con alcune fate in atteggiamenti giocosi. La cosa suscitò interesse e le stampe vennero portate all’attenzione del gruppo Teosofico durante una conferenza ad Harrogate nell’autunno successivo, e sottoposte al teosofo Edward Gardner all’inizio del 1920.
Gardner, un uomo molto preciso tanto da tener copia di tutta la corrispondenza con la signora Wright, autenticò le immagini.
Fotografia notturna: appunti
6 ago
Dopo aver letto l’articolo apparso su DPS (Digital Photography School) ho deciso di scrivere un piccolo appunto su come realizzare degli scatti notturni traducendo tagliando e reimpastando quanto letto dall’articolo originale.
Vediamo cosa serve per fare delle belle fotografie notturne.
- Tripod o se preferite un Treppiede. Anche se non indispensabile (puoi sempre usare degli apopggi che trovi per strada come macchine cassonetti ecc ecc), un treppiede vi darà la massima flessibilità mantenedo bel salda ed immobile la fotocamera durante le lunghe esposizioni. Anche quelli da bancarella possono andare bene sempre che non abbiate intenzione di usarlo con “carichi” troppo pesanti (obiettivi pro).
- Lenti grandangolari. Almeno in genere. La lente in dotazione con l’acquisto della macchina fotografica và benissimo, tanto non deve essere strafichissima visto che la useremo a diaframmi decisamente alti.
- Un paraluce. Per ridurre al minimo le interferenze delle luci laterali.
- Una torcia elettrica. Oltre ad essere utile se siete in luoghi bui come boschi o montagne può anche servire per disegnare o per schiarire delle parti della immagine che volete riprendere.
- Se la vostra fotocamera ha la funzione NR su esposizioni lunghe (Long Exposure NR) usatela. Vi permetterà di ottenere foto prive di pixel bruciati. Questo vale sopratutto per le fotocamere con sensore CCD che usano un voltaggio maggiore di quelle con sensore CMOS.
- Chiudete il view finder (il buco da dove inquadrate) con l’apposito tappo in dotazione. Se avete il live view tanto meglio per voi altrimenti inquadrate, tappate e scattate.
- Se li avete potete usare o il cavetto di scatto remoto od il telecomando. Non sono necessari perché potete sempre usare il timer.
Adesso beccatevi alcuni esempi presi direttamente dall’articolo originale:

Old World New World by Robin Ryan
Le belle forme (linee guida) della Biblioteca Pubblica di Vancouver sono “fotogeniche” a qualsiasi ora del giorno, ma la morbidezza della luci notturne le rendono ancora più più attraenti. Avviso circa il riflesso (flare) verde in alto a sinistra – può essere evitato rimuovendo il filtro o con una velocità di scatto maggiore. Giudicate voi. Questo scatto è stato fatto con 30 secondi di esposizione ad un apertura f/22.

Vancouver in the Night by Robin Ryan
L’acqua è il tuo miglior amico nel lavoro notturno. Riflette e filtra i colori, ammorbidisce ed aggiunge un bagliore affascinante per le immagini.

Lion’s Gate Bridge by Robin Ryan
Ancora una volta, vedete come l’acqua porta più in luce alle vostre immagini, creando splendide simmetrie. Un’altra delizia della fotografia notturna è il modo in cui appaiono le luci dei lampioni, bellissime stelle – e non ci sono effetti speciali qui. 25 secondi a f/22.

The Twilight Runner by Robin Ryan
Mi sono trovato di fronte a questa statua sulla terra ferma chiedendomi come avrei potuto aggiungere un minimo di dettaglio per la parte di essa non esposta alla luce. Era una notte da congelare ed ero in bicicletta intorno al parco, così ho preso la lampadina della mia bici e l’ho puntata alla gola e al torace della statua. 30 secondi a f/22.

Bene, in finale … un’altra cosa che amo della fotografia notturna è che le uniche persone nella mia foto sono quelle che io ci voglio dentro. Vuoi ritrarre una figura ben riconoscibile? Scatta veloce; desideri che la folla si perda del tutto. Imposta dei tempi di scatto di 10-30 secondi e guardali sparire nell’oscurità. In questo scatto la folla di pattinatori si sono trasformati in una nube scura che aggiunge movimento e vita all’immagine che altrimenti risulterebbe statica. Un secondo di esposizione a f/8 mi ha permesso di confondere i pattinatori mantenendo la folla di spettatori in background.

Vi ricordate quando ho detto che il treppiedi non è sempre necessario? In effetti non è. Il mondo è pieno di superfici piane su cui appoggiare la fotocamera. Basta assicurarsi di utilizzare un timer (lo scatto a mano potrebbe far muovere la fotocamera e creare del mosso), appoggiare la fotocamera su una superficie piana e mantenere una velocità relativamente veloce (da 1/8 di un secondo a 2 secondi) . Questo scatto è stato preso a 2,5 secondi con f/22.

Come sempre, cercare scorci unici. Questo scatto del Rockefeller Center di New York l’ho catturato prendendo soltanto la parte superiore di esso, mostrando l’interazione di luce degli edifici circostanti. Senza treppiede, ho scattato impostando il timer a 2 secondi e tenendo la macchina fotografica saldamente premuta contro la base di una statua. 1/8 di un secondo a f/8.
Infine, se le scattate con una macchina che ha il Live View, usatelo! Live View is indispensable for nailing your focus, especially as you can do a digital zoom to manually adjust your focus. Live View è indispensabile per fissare la messa a fuoco, specialmente se puoi zoommare. Un treppiede sarà un grande aiuto. Basta accendere il Live View, mettere la lente sul fuoco manuale e regolare la messa a fuoco finché non è perfetta.
Spero che questo articolo ha incoraggiato a uscire stasera e vedere come sia meravigliosamente diverso il nostro mondo sotto la luce della luna e dei lampioni. Mi piacerebbe conoscere i vostri pareri e le vostre tecniche nei commenti.
L’autore: Robin è un fotografo di Vancouver, che è attualmente in partenza le isole Galapagos a continuare la sua odissea attraverso il Sud America e il Rio delle Amazzoni in Brasile. È possibile leggere i suoi racconti sul suo blog, My Lost Words e vedere il suo portafoglio a www.robinryan.ca.







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