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Articoli con tag Fotografia

Come te lo addrizzo con Photoshop

mag19
2010
Lascia un commento Scritto da adolfo
DSC_1613-1

Copyright Adolfo Trinca 2010 - All Rights Reserved

Ops, ho sbagliato foto ed intendevo dire come vi raddrizzo il cancelletto.

Porci maiali che non siete altro … ma guarda si che gente me tocca sopporta!

Matrimonio in pezzi

Copyright Adolfo Trinca 2010 - All Rights Reserved

Ecco, partiamo da questa che è meglio. L’idea di scrivere questo articoletto è nata dal bellissimo post di titti61 sul gruppo Flickr … Life… NO CHILDREN’s PICS.

Come potete vedere, la foto sopra, è leggerissimamente storta, pende per cosi dire sulla sinistra. Vediamo come sistemarla con Photoshop.

Dagli strumenti a sx cliccate sul simbolo dove appare un contagocce e dal menu che vi si apre prendete lo strumento Righello..

Avrà la forma di una crocetta con un righello a fianco, nel caso di questa foto dovete tirare una riga in verticale dall’inizio alla fine della parte che volete usare come riferimento. Ovviamente nel caso di un’orizzonte storto, tirerete la linea in orizzontale su tutto l’orizzonte della vostra foto.

A questo punto dal menu in alto a sx:
Immagine
Ruota Quadro
Scegliete Altro.

Automaticamente Photoshop calcola delle nuove coordinate che vedete in alto a sx e vi dice il nuovo angolo.
Cliccate su OK.

Ecco l’immagine, leggermente raddrizzata in modo antiorario, con l’angolo di correzione scelto direttamente da Photoshop.
A questo punto non vi resta che croppare l’immagine per togliere la parte bianca, con lo strumento taglierina, ed il gioco è fatto.

Pubblicato sotto fotoritocco - con tag addrizzare le immagini, allineare le immagini, fotoritocco, photoshop, post produzione
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Per chi scatti la foto?

mag17
2010
Lascia un commento Scritto da adolfo

E’ da un po che nello scattare delle foto, oltre a cercare di pre-visualizzare il risultato finale, cerco sempre di tener conto del media su cui essa andrà a “finire”, sia esso il mio blog, la carta stampa o un bel DVD ricordo. Fa parte del gioco giusto?

Se andasse pubblicata sul paginone centrale per l’apertura di un’articolo su un Fotografia Reflex, ad esempio, dovrei lasciare magari lo spazio sulla destra per scrivere l’articolo. (Indiana: Si si sogna!)

Altresì mi sono reso conto dell’importanza delle aspettative che il destinatario delle foto ha. Ovvero mi pongo sempre più spesso la domanda: com’è che si aspetta la foto?

Ovviamente è una domanda che non porrò mai al destinatario delle stesse, il bello della fotografia è capire come se le aspetta l’utilizzatore finale, fossimo anche noi stessi, e convincerlo poi che era proprio cosi che le voleva gh gh gh

Una volta a Parigi un tizio che faceva caricature mi disse: “Io sono bravissimo a fare caricature, è per me di una facilità imbarazzante. Quello che trovo veramente difficile e trovare qualcuno che gli somigli“. (Indiana: Tu scherzi ma sono parecchi che fanno sto ragionamento!)

Per cercare di concentrarmi meglio e scattare “solo quello che serve” uso spesso fare lunghe chiacchierate con il mio amico immaginario Indiana Click che potete ammirare qui sotto mentre eravamo con nostra moglie in Australia.

Indiana Clicks

E’ uno stronzo pieno di se ma molte volte ha ragione (Indiana: Fottiti mammoletta, qui l’artista sono io!).

Insomma alla fine cerco sempre e comunque di valutare le aspettative di chi ho davanti, pur mantenendo la mia linea cerco di andare incontro alle sue aspettative…in fondo se anche due rette parallele all’infinito si incontrano io non posso certo esimermi dal farlo!

A tal proposito o se preferiti sull’argomento ho trovato un’interessantissimo post di scottbourne su PhotoFocus e l’ho tradotto qui di seguito, anche se non mi trovo d’accordo su tutto in special modo, visto che sono un fotografo che fa fotografia per passione e non per guadagno, quando dice che bisogna fare quello che il pubblico si aspetta. Preferisco tenerne conto per poi comunque fare come mi pare ;-)

titolo originale: Attention Photographers – Who’s Your Audience?

Quando decidete di scattare una fotografia, pensate mai al destinatario della stessa?

La stai scattando per te stesso, un cliente, per lasciarla ai posteri, o forse, la stai facendo per far colpo o impressionare i membri del tuo foto club? Per chiunque tu la stia facendo, tieni ben chiaro a mente che LORO sono il tuo PUBBLICO.

Loro (TE stesso incluso) si aspettano, cercano, qualche cosa nelle tue immagini. Il fatto che trovino o meno qual qualcosa dipende dal fatto che tu abbia capito cos’è questo qualcosa o meno.

Ricordate che è il pubblico che decide qualsiasi cosa. ESSI decidono tutto sulla vostra foto. ESSI decidono se la foto gli piace o no. ESSI decidono se la foto e memorabile, se è bella, se esprime movimento ecc ecc.

Ora, probabilmente quello che LORO decidono non è corretto secondo voi ma sono SEMPRE loro che lo decidono.

Penso che una delle regole base dei media in generale venga spesso dimenticata in fotografia. Il pubblico è tutto (ndr: esempio di dove non sono d’accordo, dipende da cosa stiamo facendo. Se è un servizio a pagamento o se è per nostro diletto. Anche se c’è da dire che all’inizio dell’articolo Scott mette noi stessi come “clienti”).

Se non ne capite quello che si aspettano, credenze, sentimenti o desideri, non entrerete con loro in sintonia.

Così la prossima volta che stai per premere il pulsante di scatto, chiediti … “Perché sto facendo questo foto e chi è il destinatario?” Questa semplice domanda potrebbe trasformarvi da semplice esecutore a creatore di immagini in meno di un secondo.

P.S.: A mio parere uno dei più grandi errori che puoi fare è quello di fare foto soltanto per compiacere altri fotografi (ndr: qui invece mi trovo pienamente d’accordo con lui!). Con l’avvento di Internet e dei vari forum di critica, questo è diventato una prassi. Il problema che nasce nel fotografare per altri fotografi è semplice. Essi hanno una visione contorta (ndr: credo intendesse elaborata, complicata) di quello che una fotografia dovrebbe essere. E non sono un buon mercato per vendere le tue immagini, per cui perché preoccuparsi tanto di impressionarli? Just my two cents (ndr: un modo di dire che non traduco).

Voi che cosa ne pensate?

con tag committente, destinatario, PhotoFocus, scottbourne
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Gocce d’acqua con riflesso dentro qualcosa di bello

mag14
2010
Lascia un commento Scritto da adolfo

Il titolo originale è How to put pretty stuff in those drops ed è un’articolo preso da Flickr postato da Steve took it il 26 maggio del 2007, tenetelo presente quando parla della sua attrezzatura. L’ho voluto postare perché è un’argomento affascinate, le foto sono indubbiamente belle e le si possono fare senza essere dei nostri come si potrebbe pensare. E poi è una delle foto che voglio realizzare per il 2010, devo battere Lisa.

Tutorial su come fotografare le Gocce D’acqua

Ovvero come inserire dei bei soggetti all’interno di qualche piccola gocciolina d’acqua.

by Steve Wall

ndr: salto tutta l’introduzione nella quale descrive, il suo amore per le gocce d’acqua, la natura ecc ecc.

Molte persone, dice, credono che queste fotografie siano soltanto frutto di complesse elaborazioni in Photoshop, ma non è cosi.

Le gocce d’acqua si comportano come delle lenti che, come sappiamo, capovolgono l’immagine, come farebbe, provate, il vostro tolto dalla fotocamera, provate :-)

Ci racconta di come il suo stream, davvero interessante, sia il frutto di molto, molto lavoro, di innumerevoli prove ed errori e che la fortuna, cosi come la pazienza, gioca un ruolo molto importante nella realizzazione di questo tipo di fotografia. Pensate che usa una lattina di Diet Coke come cavalletto ah ah ah

Da tutto questo lavoro mi ha portato a focalizzare l’attenzione su alcune semplici ma importanti cose:

1. Focus
2. Focus
3. Composizione
4. Sfondo

1. Focus

No, non è un’errore di battitura; c’è scritto davvero due volte Focus ma c’è una buonissima ragione. Bisogna considerare sia il fuoco sulla goccia in se per se sia sull’oggetto (in questo caso il fiore) contenuto (o meglio visibile) all’interno della goccia. All’inizio mi concetravo soltanto sulla goccia e sulla pianta a cui era attaccata. Mi piace impostare la mia fotocamera su priorità di diaframmi per controllare meglio la profondità di campo. Il trucco è quello di avere abbastanza profondità di campo da mettere ben a fuoco la goccia, la pianta (magari anche qualche goccia vicina) ma lasciare lo sfondo sufficientemente sfocato in modo che non rubi attenzione. Generalmente uso f8 o f10 ma qualche volta uno stop sopra fino a f18, questo se lo sfondo non era cosi invadente da necessitare uno sfocato maggiore. Alla ricerca di una messa a fuoco migliore, preferisco fare un sempre un passettino indietro e poi ricomporre (croppare) la foto in post produzione, piuttosto che scattare alla minima distanza possibile per quella inquadratura.

2. Focus

Come si può vedere nell’esempio sopra, la goccia d’acqua è a fuoco, l’immagine del fiore visto attraverso la goccia è a fuoco ma il fiore vero e proprio non lo è. Questo effetto non è ottenuto regolando le impostazioni o la messa a fuoco sulla fotocamera, ma utilizzando la goccia d’acqua come se fosse una lente a focale fissa. In altre parole, invece di agire sulla fotocamera agisco sull’oggetto che voglio far apparire all’interno della goccia d’acqua. In pratica mi sono semplicemente spostato avanti o indietro fino a quando non ho trovato la nitidezza e la messa a fuoco che volevo. Alcune foto sono più belle con rifrazioni sfocate. Per una maggiore nitidezza ho sperimentato che l’oggetto deve trovarsi 3-4 centimetri dietro la goccia d’acqua. Questo, naturalmente, può variare se si utilizza una lente macro diversa. Assicurati di sperimentare.

ndr: per la cronaca questi sono alcuni degli exif della foto

Camera: Nikon D200
Exposure: 0.017 sec (1/60)
Aperture: f/14
Focal Length: 60 mm
ISO Speed: 200
Exposure Bias: 0/6 EV

Immagino abbia usato, come obiattivo, il 60mm macro della Nikon ma non ho modo di saperlo con certezza.

3. Composizione

Ovviamente le regole per una buona composizione non possono non applicarsi anche a questo tipo di fotografia. Una particolare attenzione sarà data alla Regola dei terzi, alla semplicità, alle geometrie all’interno della cornice, ed a tutti i consueti elementi di composizione. L’importante è che ricordiate, però, che è la forma della goccia ossia la goccia stessa (ndr: la lente organica come la chiama lui) ad influenzare la vostra composizione. Siccome la forma della goccia e sferica (o quasi), piccoli movimenti…sinistra, destra, sopra, sotto…possono creare effetti radicalmente diversi in quello che si vede attraverso la goccia. Ancora una vola, sperimentate.

4. Sfondo

Siccome stai lavorando con la natura, il controllo che hai sullo sfondo è minimo. Devi arrangiarti con quello che hai a disposizione. Come detto prima, proprio per la forma particolare della “lente organica” formata dalla goccia piccolissimi movimenti permettono di ottenere risultati nettamente diversi su quello che si vede all’interno della goccia. Quando ci sono pochi oggetti in scena, si riesce sicuramente ad avere un maggior controllo sullo sfondo. Per esempio, io spesso utilizzo un grande foglio di carta con un alto blu. All’inizio lo usavo per bloccare il vento, poi mi sono accorto che anche nei giorni più brutti si può simulare che ci sia un bellissimo cielo azzurro.

Altre considerazioni

Ogni volta che sono andato a fotografare gocce d’acqua ho imparato qualche cosa di nuovo. C’è sempre qualche cosa di nuovo (fattore) da mettere in considerazione (ndr: questo vale per tutti i tipi di fotografia!). Ho imparato per esempio, che potevo trovare gocce più grosse e belle nei giorni umidi (ndr: un genio!). Ho scoperto che il vento può avere effetti disastrosi sulla messa a fuoco mentre si è in macro. Ho scoperto che abbassare l’esposizione (da – 0.3EV a – 0.7EV) compensa la “lucentezza” della goccia d’acqua impedendo che vi siano zone bruciate. Ma la cosa più importante è che ho dovuto imparare che la lente organica formata dalla goccia presenta le immagini speculari, sarebbe a dire destra a sinistra e sopra sotto (come succede in una camera a foto stenopeico o una grande formato).

Cosi sono diventato una delle poche persone che ama ed aspetta le giornate afose ed umide. Ed anche se adesso il mio agognato obiettivo Nikkor 18-200mm è arrivato, io continuo ad utilizzare per più della metà del tempo il mio macro. Le foto alle gocce d’acqua non sono soltanto reali (ndr: vi ricordate? mota gente pensa che sia photoshop ecc ecc), ma ti spingono a migliorare.

Questo è tutto. Questo è come faccio. E semplice come imparare a muovere pezzi degli scacchi, ed ha anche la stessa complessità di una partita a cacchi. Buona fortuna e pensate piccolo.

con tag come fotografare, flickr, gocce, macro, Nikon, nikon d200, Steve took it, waterdrops
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Claudia in “Regole per Osservare”

mag12
2010
Lascia un commento Scritto da adolfo
Fotografe Italiane su Facebook

by Paola Casali

Su Facebook è nato un bel gruppo, si chiama Fotografe Italiane su Facebook.

Guarda caso lo ha creato Claudia insieme a Paola Casali, fotografa professionista di Roma (che ha scattato la fotografia qui a fianco).

Ma chi cazz’è Claudia?

ANCORAAAAAAAAAAAAAAAA, basta!

Claudia lo sapete benissimo chi è!!!

Torniamo a noi, nella sessione “Discussioni” c’è un bellissimo post che parla delle “Regole per osservare”.

Io, da bravo ladro, non potevo certo farmi scappare un’occasione cosi ghiotta e non riportare qui una cosi preziosa guida.

Ovviamente vi suggerisco di andare a leggere e ricontrollare spesso l’originale perché arricchito dalle osservazioni e dalle domande delle iscritte e sopratutto dalle risposte ed osservazioni che mano mano Claudia aggiungerà nel post.

Anche se scritto evidentemente come nota per le iscritte e non certo per la pubblicazione vera e propria troverete l’articolo davvero interessante ed esauriente pur restando, come sempre, semplice da capire e scritto magistralmente. Io mi sono permesso di aggiungere qualche nota (ndr) e qualche link di approfondimento.

Come dite? si capisce che adoro Claudia? e be, non posso negarlo!

Peccato non poter commentare direttamente anche noi mascietti ma che ci volete fare, vi dovrete accontentare di fare le vostre osservazioni qui sul mio blog.

Chissà, magari un giorno le potrebbe leggere, vero Claudia?

;-)

Inauguriamo l’area discussioni con un piccolo ma utile decalogo tratto da letture sulla fotografia fatte qua e là (ebbene sì, facciamo il lavoro sporco per voi ;) integrato con esperienze personali.

E’ una sintesi, non esaustiva, che ci piace condividere. In attesa di vostri ulteriori spunti.

Fotografia non è solo vedere con gli occhi, ma anche saper pre-visualizzare (ndr: Ansel Adams è stato un pioniere dell’idea di previsualizzazione oltre che del famosissimo sistema zonale) una foto, mettendo in moto il cervello prima di scattare :)
Per esempio, sapere come verrà fotograficamente il soggetto che stiamo inquadrando, ci aiuterà a capire come ripulire l’inquadratura e la composizione prima di scattare.

Ecco alcuni spunti in pillole:

1. Cercate la semplicità.
Guardarsi attorno alla ricerca di zone dove c’è meno confusione. Se invece vi capita di voler fotografare il caos cosmico della vostra stanza, almeno cercate di individuare Il simbolo del disordine all’interno di una piccola area.

2. Girateci attorno.
Si dice che alle donne piaccia girare attorno a cose e concetti, senza mai arrivare al dunque (ndr: confermo! ed in verità invidio moltissimo alle donne, oltre qualche altra cosetta che noi maschietti desideriamo da sempre, questa capacità ^_^ ). Vero o non vero, ecco, in questo caso se avete questa predisposizione, sfruttatela fotograficamente per cambiare punto di visione. Se è il caso, non dimenticatevi di arrampicarvi sull’armadio, con un bel grandangolo, meglio se a occhio di pesce (ndr: detto anche fish eye).

3. Lo sfondo, questo sconosciuto.
Siete maniache del teleobiettivo, come la sottoscritta? Siete di quelle che basta avere ben a fuoco il dettaglio dell’occhio del micio e chissenefrega di cosa ci sta dietro? Se sì, ribaltate l’approccio. Provate a individuare prima uno sfondo gradevole, previsualizzandolo, sapendo che quello che i vostri occhi vedono, in fotografia verrà sfocato. Per esempio, non c’è peggior sfondo di una foresta o un bosco con macchie di cielo bianco che spuntano qua e là per distogliere l’attenzione dal soggetto in primo piano. Parola d’ordine: sfondo ordinato. (ndr: la composizione di una fotografia con il tele è molto più semplice di quella fatta con un grandangolo … ma ne parleremo)

4. Non c’è niente da fotografare.
Quante volte, figliole, vi è capitato? Tantissime, anzi di più. E’ il momento di farsi qualche domanda. Avete esplorato il luogo da ogni punto di vista, incluso dal basso e dall’alto? Vi siete messe a testa in giù con la fotocamera in mezzo alle gambe? (ndr: il primo che fa battute lo cionco!) Le ginocchia sono fatte anche per essere piegate e le cose non si posizionano da sole così come vorreste voi. La luce fa schifo? Avete provato a sfruttare positivamente l’apparente negatività? Se il cielo è bianco e noioso, chi l’ha detto che la foto deve per forza includere il cielo? Avete fatto finta di essere una persona con uno stile differente dal vostro solito?

5. Siete ancora convinte che non c’è niente da fotografare.
Va bene, avete ragione voi: non c’è proprio nulla che meriti l’onore di un vostro click. Fate una cosa, mollate la fotocamera e andate in giro, godendovi il posto, guardando le cose comunque ma senza la fissa di dover scattare a tutti i costi. Comportatevi da bambine curiose alla ricerca di nuovi giochi: toccate le cose, sollevate sassi (occhio alle vipere), giocate a contare le foglie su un ramo, parlate con la gente, cercate persone che attraggono la vostra curiosità e osservate come si muovono nell’ambiente. Vogliamo scommettere che dopo mezz’ora di questo gioco, tornate a casa con le schede piene? :) (ndr: ha detto schede?)

6. Non tutte le cose possono essere fotografate.
Prendetene atto: le nostre scelte fotografiche vanno adeguate alla scena che abbiamo di fronte (luce, elementi, soggetti, sfondi, linee rette, curve, diagonali) e non al pensiero che “tanto sistemo tutto con Fotosciop”.

7. Raccontate di voi
Siete al supermercato a fare la spesa, magari in quel bellissimo orario tra le 21 e le 22 quando non c’è più nessuno a parte i soliti single alla ricerca dell’anima gemella (cliché, passatemelo)(ndr: vabbè non lo faccio più sigh). Cosa c’è da fotografare in un supermercato? La vostra esperienza. Siete affascinate dalle forme, dalla moltitudine di barattoli, dai contrasti di colore delle differenti marche di pasta, dall’occhio vitreo della trota quando lo osservate per chiedervi se è veramente pesce fresco o cosa… Compris?

8. Pensate positivo
Oh che noia. Eh sì, sarà anche una noia l’invito al pensiero con il più, ma se passate il vostro tempo sulla scena a tirar giù tutti i santi del paradiso, riserve comprese, perché non avete il grandangolo o perché la luce fa schifo, o se vi capita di dover fotografare cose che emotività zero… ovvio che i risultati faranno schifo. Mente aperta e leggerezza aiutano a scoprire qualcosa di inusuale. (ndr: amen!)

9. Dove puntare la fotocamera?
Quando cambiate genere vi capiterà spessissimo di non riuscire a “vedere la foto”. Un esempio: un campo arato con cascina sullo sfondo, e dietro l’orizzonte, con cielo magari bianco. Il principiante punterà sulla cascina, magari centrale, senza badare al resto. Il fotoamatore medio metterà la cascina a destra o a sinistra dell’immagine, intuendo senza saper bene il perché una composizione più suggestiva. Il fotoamatore più scafato invece osserverà le righe del campo arato e punterà su di loro, facendo in modo di condurre l’occhio dell’osservatore verso la cascina. E volete scommettere che gestirà lo scatto in bianconero?

10. Accettate i compromessi.
Anche in fotografia, non è tutto bianco o nero. Le infinite sfumature di grigio restituiscono suggestioni che meritano di essere prese in considerazione. Ma il mondo è a colori, obietterà qualcuna. E infatti, il modo migliore per non complicarsi la vita è accettare che, a colori o in bianconero, la foto perfetta non esiste ed è meglio un buon compromesso che lasci capire che è stata proprio quella la scelta del fotografo, ad un (finto) miracolo ottenuto in post produzione.

Pubblicato sotto Io Fotografa - con tag Adams, blocco del fotografo, Claudia Rocchini, composizione, fish eye, fotocamera, Fotosciop, grandangolo, osservare, previsualizzazione, teleobiettivo
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Emanuela De Luca: la mia prima mostra

mag06
2010
Lascia un commento Scritto da adolfo

inserito originariamente da manupiripiri / Emanuela De Luca.

Ieri, come faccio sempre la sera, stavo dando un’occhiata alle ultime foto dei miei contatti su Flickr e vengo colpito dalla locandina che vedete sopra.

L’ha pubblicata manupiripiri al secolo Emanuela De Luca mettendo come descrizione:

In esposizione dall’8 al 13 maggio.

INTERPRETO IL BIANCO E NERO II EDIZIONE
c/o Associazione Culturale Spaziodarte
via di Monteverde 57A – Roma

10 fotografi emergenti espongono i loro lavori confrontandosi sul tema del bianco e nero, liberi di interpretare ciò che li circonda e li emoziona attraverso la fotografia.

Vernissage sabato 8 maggio ore 19.00

Fooorte! E allora decido di farle pubblicità, ma anche di fargliela pagare ;-)

Cosi la costringo a scrivermi due righe per presentare la sua prima mostra, ecco cosa mi ha risposto:

© Emanuela De Luca

“La mia prima mostra.”
stato d’animo, cosa da fare, cose fatte, come ho scelto le foto ecc ecc

Sinceramente non mi sento pronta per un’esposizione.
Da amante della fotografia e dell’arte, credo sia necessario avere un progetto ben strutturato da proporre, per non rischiare “di bruciarsi” prima del tempo (ndr: sono pienamente d’accordo con te).

Tuttavia, avere la possibilità di mostrare le proprie fotografie al di fuori di uno spazio puramente virtuale, quale Flickr per esempio, è un buon modo per mettersi alla prova e comprendere il livello a cui si è arrivati.

Quando ho letto dell’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Spaziodarte, che cercava adesioni per la II edizione di una collettiva sul tema del bianco e nero, ho pensato che forse era arrivato il momento di superare quella indecisione cronica che mi caratterizza, concretizzando finalmente qualcosa.

Mostrare le mie fotografie e confrontarle con quelle di altri – di livello nettamente superiore – in uno spazio reale, tangibile e, soprattutto, con tanta visibilità, significa poter superare una sorta di blocco che, fino a questo momento, mi ha impedito di concludere una serie fotografica.

Mille idee e foto scattate in questi due anni ma nulla di così sensazionale da poter creare un vero e proprio portfolio fotografico.

Poi è arrivata Eve.
Eve è il soggetto di questa piccola esposizione.
Eve La Plume, la diva del Burlesque del Chiambretti Night. Un’artista eccezionale, di una sensualità pazzesca in assoluta contrapposizione con il suo animo gentile e disponibile.

Ho avuto la fortuna di incontrarla ad una delle serate organizzate da ZouZou, la prima boutique by women for women a pochi passi da Piazza Navona, dove l’erotismo viene esaltato dalla qualità, dal design e dal glamour degli oggetti in vendita, grazie alle magnifiche donne che la gestiscono (ndr: poi ne parlimo a 4 occhi gh gh gh).

Armata della mia Nikon, una volta al mese, Les Zouzettes mi danno la possibilità di immortalare le serate dedicate ad un pubblico femminile, in cui ci si confronta su tematiche legate non solo alla sessualità ma anche alla psicologia femminile in genere; un appuntamento al femminile che ogni volta prende spunto da un tema diverso e dove le partecipanti abbandonano le loro vesti ordinarie per immergersi in un’atmosfera sensuale e ironica.

Ho trascorso un pò di tempo in camerino con Eve mentre si preparava per lo spettacolo che avrebbe offerto alle ospiti de Les Zouzttes e, tra una chiacchera e l’altra, ho fotografato tutto il rito della vestizione, che lei è solita preparare da sola con gran cura e dedizione.
Le foto che ho selezionato sono per lo più ritratti – il genere che prediliggo – che appunto documentano  varie fasi della sua preparazione fino al raggiungimento del “prodotto finale”.

In tutta sincerità, credo di aver realizzato foto migliori di queste ma la logica di un’esposizione è quella di raccontare una storia o, comunque, mettere insieme degli scatti che abbiamo un senso o un particolare significato nel loro insieme. Da qui la scelta delle otto fotografie esposte.

E’ d’obbligo un ringraziamento a Giancarlo, che gestisce lo Spaziodarte, che mi ha dato la possibilità di far parte di questo evento, alla mia modella d’eccezione, Eve La Plume, a Les Zouzettes - Tiziana soprattutto - per avermi dato la possibilità di partecipare alle loro serate pur non essendo una fotografa professionista, e, infine ma non in ultimo, a Marco, il mio amato sponsor!

Che fatica!!!! spero vada bene…vista l’ora e la stanchezza ci saranno un casino di refusi!!!
Non so come ringraziarti.

baci
manu

con tag Associazione Culturale Spaziodarte, Emanuela De Luca, esposizione, Eve, Eve La Plume, Les Zouzettes, manupiripiri, mostra
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78 consigli per fotografi idioti

mag04
2010
3 commenti Scritto da adolfo

78 divertenti regole fotografiche ed utili avvisi creati dal fotografo lituano Ivars Gravlejs

Occhio! che so cazzate!

(ndr) Anche se io ho imparato molto!!! Sarebbe carino che lasciaste un commento su queli sono le cazzate che fate voi, su che vi costa un minutino al massimo!

via: gawno.com

Pubblicato sotto Scemenze - con tag composizione, consigli, pdf, pdf da scaricare, regole, Scemenze, trucchi
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FotoUp: la lettura del mio portfolio

apr28
2010
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You FotoUp Dovrò chiedere a Wendy di ricucirmi l’ego sotto i piedi come ha fatto con l’ombra de Peter Pan!

Ebbene, il vostro fotografo preferito, che sarebbe il sottoscritto, ha aderito all’iniziativa “Il Portfolio di Denis Curti” ed oggi il “responso” di tale lettura è sul web, su  Foto Up appunto.

Si tratta di una bella iniziativa, di quelle che c’è ne vorrebbero a mazzi a fiumi a valanghe! In pratica Denis Curtis si offre di leggere il nostro portfolio mandandoci via email le sue considerazioni e se diamo il consenso, come nel mio caso, pubblicherà il nostro portfolio nel suo sito.

foto sottoposte alla letture di Deni Curti

foto sottoposte alla letture di Deni Curti

Ecco cosa ha scritto della mie foto:

Gentile Adolfo Trinca, il suo portfolio si presenta con una serie di ritratti che considero davvero interessanti per le scelte formali e compositive: sono scatti realizzati spesso all’insaputa dei soggetti, colti in movimenti spontanei e sguardi ammalianti.

In particolare, ho apprezzato la serie di fotografie che ritraggono in momenti diversi la celebrazione di un matrimonio: l’uso del bianco e nero e il forte contrasto tonale conferiscono alle immagini un autentico sapore vintage, accentuandone lo stile dolce e romantico.

Sono sicuro che un editing più asciutto e sintetico potrebbe donare al suo portfolio maggiore unitarietà. La invito perciò a concentrarsi sul tema del ritratto lasciandosi ispirare dall’opera di maestri come Yousuf Karsh e Bert Stern.

La modalità per ottenere una lettura è la seguente, dovrete mandare le vostre foto all’indirizzo portfolio@fotoup.net tenendo in considerazione le seguenti regole:

1. Le foto devono essere al massimo 20
2. Le foto devono essere numerate progressivamente
3. I file devono rispettare i seguenti standard:
- Formato JPG
- 800 pixel (H/V)
- 72 dpi

L’email dovrà contenere i  vostri dati anagrafici ed un recapito telefonico.

La risposta arriverà via email e se accettate pubblicata sul sito di Foto Up com’è successo nel mio caso.

Mi sembra un’ottima opportunità non trovate?

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Storia della fotografia secondo Aniceto Antilopi

apr26
2010
2 commenti Scritto da adolfo

Storiadellafotografia.it, un’interessantissimo se non imperdibile sito che parla esclusivamente di storia della fotografia. Non potete non andarlo a visitare, pieno com’è di spunti e di informarmazioni e con una bellissima timeline da dove partire.

Ecco le due righe di presentazione del progetto:

Grazie al fotografo e storico Aniceto Antilopi siamo in grado di offrirvi questo sito web interamente dedicato alla storia della fotografia.

Per una storia della fotografia, intrigante e divertente, per conoscere le origini e comprendere meglio le macchinette  hi-tech dei  giorni nostri.

Aggiungete anche che il tutto è sotto Creative Commons Logo creative commons (significa che chiunque voglia può utilizzare materiale tratto da quel blog basta citarne le fonti ecc ecc) capirete da soli che può essere una fonte preziosa di sapere.

Che ne dite?

con tag Aniceto antilopi, Salute, Storia
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