Post con tag Giulio Forti
Fotografia Reflex: De pellicola e dintorni
15 mar
Vi consiglio vivamente di dare una letta al post, come sempre accade in quel gruppo, interessantissimo sulla possibilità o meno di riproporre articoli sulla fotografia analogica (non me ne voglia il direttore Forti) nella nostra amata rivista Fotografia Reflex.
Vi riporto l’intervento di Giulio Forti, il direttore di Fotografia Reflex, che dice:
La richiesta di Lehasnikro e di spiderfrank sul tema bianconero analogico e la lunga catena di interventi mostra che la questione esiste e che esista una voglia di fotografare con un mezzo chimico di estrema bellezza e manualità.
La discussione inconsciamente rilancia l’idea vagante da tempo in redazione di riprendere l’argomento su FR. Dicendo manualità, intendo quel gusto irripetibile che tutti coloro che per la camera oscura sono passati conoscono bere: la sfida senza compromessi con se stessi nel portare a termine il processo con le proprie mani, senza software di supporto. Ovvio che si possa immaginare amche la via ibrida che consiste nello sviluppo della pellicola (facile) e nella stampa digitale via scansione.
Se è vero che il sistema all’alogenuro d’argento non aveva più molti modi di perfezionarsi, altrettanto lo è il sistema digitale oggi perché, dopo 15 anni, strizzati come limoni gli elementi base l’industria non sa più come innovare e quindi ripiega su soluzioni di marketing per mantenere vivo il mercato.
Chi ha avuto esperienza analogica, sa che una reflex digitale va usata nello stesso identico modo. Insomma, che non c’è un modo digitale per fare fotografie. Non è vero, d’altro canto, che scattare con pellicola significhi usare la testa. O ce l’hai, o non ce l’hai, la testa. Fatta salva ogni sua utile e riconosciuta caratteristica usata con la testa, il digitale ha reso possibile a chiunque di vedere la fotografia sul display, ciò che è la chiave del suo successo commerciale e della risultante massificazione culturale.
Quell’ansia da ricerca del negativo perfettamente esposto è scomparsa, sostituita dell’ansia da menu, da colorimetria, da bilanciamento del bianco, da rumore, da profili colore… Il tutto ancora perché il sistema fa una fatica boia ad emulare la semplicità della ripresa analogica. Dubito che riprendere l’argomento sulla rivista basti a far ripartire il gusto della fotografia su pellicola, penso però che un certo numero di lettori apprezzerà e che altri potranno incuriosirsi.
Ci ragioneremo in modo più approfondito. E voi aiutateci a chiarirci le idee.
Ovviamente vi consiglio di andare a leggere tutto il post dove troverete i pareri di gente come Claudia Rocchini o Le Ali.
Claudia Rocchini: Sdoganiamo igitur
1 gen
La cosa si fa interessante, sul blog di Claudia Rocchini è intervenuto in “risposta” a Smargiassi niente popo di meno che Giulio Forti (per chi non lo sapesse direttore di Fotografia Reflex). La sua analisi, manco a dirlo è stata fredda lucida e a dir poco devastante.
Io vi consiglio di andarla a leggere, c’è anche la risposta di Smargiassi.
Giulio Forti: intervista e consigli per Passione Italia
4 ago
Intervista al direttore della rivista Fotografia Reflex Giulio Forti, nella quale ci da alcune dritte su come realizzare dei bei ritratti.
Poche ma preziose indicazioni.
Tre palle un soldo, com’è andata a finire?
20 giu
DSC_7732_hk, originally uploaded by adolfo.trinca.
Direi che la discussione sul ritratto di Giulia, sul gruppo Fotografia Reflex, si sia esaurita. E’ una settimana che nessuno la movimenta, per cui credo sia giunto il momento di darvi conto di com’è andata a finire.
Io sono orgoglioso che una mia foto sia stata selezionata da Forti per discuterne, tanto più, come lui stesso ha ammesso gli piace.
Ho avuto la possibilità di conoscere diversi approcci alla lettura della foto attraverso la lettura di interessantissimi punti di vista.
GRAZIE!
Continuate a leggere il post per avere la cronaca esatta di com’è andata.
Tre palle un soldo
1 giu
Cosi ha titolato Giulio Forti, direttore della rivista Fotografia Reflex, il post nel quale chiede agli utenti Flickr appartenenti all’omonimo gruppo, di criticare la (mia) foto che vedete in apertura di articolo.
Che dire, per me è un’onore ed un piacere essere messo alla gogna dato si che lo ritengo un buon modo per crescere.
Che una mia foto sia stata scelta comunque mi fa sperare che che anche se non piaciuta almeno abbia colpito il direttore Forti in testa (era una battuta, ridete!)
Ma bando alle ciance, sentite (si fa per dire) che apertura fa il direttore alla mia foto:
Tanti, tanti anni fa nei baracconi delle fiere e dei luna park, c’era quello che con un soldo* ti permetteva di tirare tre palle contro la sagoma di personaggi più o meno famosi, più o meno simpatici. Se abbattevi quella del tuo antipatico, vincevi un premio. Certo non è la stessa cosa, ma mi divertiva la citazione di altri tempi. Naturalmente, qui non voleranno palle ma parole, che non sono meno indolori.
Con questa gogna fotografica torniamo a rilanciare la discussione sulla critica. Dopo le prime due scaramucce di prova, nel bene o nel male tocca ai volontari del gruppo a sentirsene dire di tutti i colori.
[qui c'è la foto ma io l'ho messa su ^_^]
Adolfo Trinca si è offerto tra gli altri è noi abbiamo scelto questo suo ritratto come bersaglio. A lui il nostro ringraziamento per il sacrificio cui si è sottoposto. Ora tocca a voi: criticate, applaudite, condannate, ma con un minimo di motivazione.
*Valeva 5 centesimi di lira prima della II guerra mondiale.
E quando ve ricapita, andate a farmi nero forza!!!




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