Post con tag howto
DIY: portagelatine per flash fai da te
29 nov
Vi riporto, mi perdonerà il caro Gianchan, se approfitto della sua fatica. Vi invito ad andare nel post originale sul gruppo Flickr degli Strobisti Italiani a ringraziarlo!!!
In pratica trattasi di come autocostruirsi una belle alternativa al LumiQuest Gel Holder che si fa fatica a trovare.
Grazie Gianchan!
L’ho postato già nella versione inglese(strobist) e adesso posto la traduzione qui su lampista.
Vi serviranno:
una cartellina porta documenti di plastica trasparente
nastro biadesivo
Velcro adesivo(si compra in merceria)
taglierino, righello, ecc.
L’esecuzione non è impeccabile,ma l’ho fatto solo per documentare la procedura che non ho pensato di fare quando mi sono fatto il primo set.1) Innanzi tutto misurate la testa del flash tenendo in considerazione anche lo spessore dello speedstrap.
2)Alla misura ottenuta aggiungete due volte l’altezza del nastro biadesivo e del velcro.Trasferite la misura sulla cartella porta documenti
3) Tagliate la cartellina. Otterrete così due strati di plastica uniti tra di loro lungo un lato.
4) Dopo averne tagliato un pezzo della larghezza della testa del vostro flash usate il nastro biadesivo per incollare i due strati lasciando una tasca aperta su due lati nel centro.
5) Coprite le due zone incollate con il biadesivo con il velcro, io ho usato due strisce di velcro con anelli da un lato e due strisce di velcro con i ganci dall’altro, questo permette l’applicazione di altri elementi anche quando è montato il porta gelatine.
6) infilate un pezzo di cartone di scarto tagliato a misura nella tasca.
7)Aiutandovi con un bicchiere o come ho fatto io con un rotolo di nastro tagliate una mezzaluna in uno degli strati di plastica
8)Questo faciliterà la rimozione delle gelatine
9) Ed ecco il porta gelatine finito con infilato una gelatina CTO, potrete facilmente sovrapporre più gelatine se vi dovesse servire.
10) Quando non è in uso lo potete arrotolare su se stesso, occupando così pochissimo spazio. Io per tenere organizzate le mie gelatine uso un porta carte di credito di plastica comperato in un negozio di cinesi, comodo ed economico.
Come fare: scarica batterie per pile ricaricabili da 1,2 Volt
23 ott
Qual’era la mia esigenza? Rivolvere il problema del mio flash il Nikon SB-900 che và in protezione.
Se ne parla anche nel form della Nital Italia esattamente qui quindi non vi faccio tutta la pappina. Vi dico solo che ho comperato le batterie consigliate e da mamma Nikon e nel forum su indicato e a quel punto volevo essere sicuro che durassero nel tempo e che fossero sempre al massimo della loro efficienza.
A questo punto mi serviva uno scarica batterie degno di questo nome e sempre nel forum Nikon ho trovato una bellissima “guida”, scritta da Tony su come sostruirsene uno da soli.
Leggete che spettacolo.
Per scaricare in sicurezza pile ricaricabili da 1,2 volt.
Avete presente gli accoppiatori per pile dei giocattoli e delle radio portatili di un tempo?
Si trovano ancora in commercio a cifre irrisorie con attacco tipo batteria 9 v (come quelli raffigurati) o con fili uscenti rosso/nero.
Interrompere, tagliando con tronchesino, i ponticelli che mantengono in serie le pile ed eliminare, in alloggiamenti alterni, le mollette del polo negativo che assicurano il contatto ad ogni elemento.
Si avranno così disponibili un numero dimezzato dei posti iniziali. Gli altri saranno poi occupati cadauno da una resistenza (resistore) e da un diodo collegati in serie tra loro.
Procurarsi diodi e resistenze necessari (1+1 ogni pila) ed assemblare il tutto, con saldature a stagno, seguendo le indicazioni dello schema sottostante nel quale sono riportati anche i valori necessari.
La resistenza determina l’intensità di corrente per la scarica.
Per esempio:
5,6 ohm = circa 80 mA (per una scarica lenta)
2,2 ohm = circa 210 mA (consigliata per pile da 1500 – 3000 mAh)
1,0 ohm = circa 480-500 mA (troppi per carico continuo delle pile citate)
Il diodo sopporta max 1Ampere continuo ma è meglio non arrivarci.
Per determinare la potenza in W necessaria della resistenza impiegata moltiplicare la tensione sui
terminali di essa per la corrente in Ampere (consigliabile abbondare con la capacità dissipante)
Con 4,6 volt medi su resistenza da 2,2 ohm e 210 mA (0,21 A) di corrente la potenza da dissipare sarà:
4,6 x 0,21 = 0,966 W.
Essendo molto vicini al Watt intero è consigliabile una res. da 2 Watt (almeno).
Ogni serie diodo/resistore sarà collegata all’allogiamento pila adiacente (attenzione alla giusta polarità dei collegamenti) e scollegata elettricamente da qualsiasi altro contatto.
Inserire le pile negli alloggiamenti del “supertecnologico scaricapile” realizzato, esse si scaricheranno attraverso diodo e resistenza.
Considerando che sui terminali del diodo saranno mantenuti circa 0,8 volt (mediamente 0,78), la resistenza lascerà transitare corrente (Volt : Ohm = Amp) fino alla scarica totale della pila ma senza farla mai scendere sotto 0.8 volt. Infatti la corrente diminuirà fino a valore quasi nullo man mano che la tensione scende e si avvicina a quel valore minimo.
In queste condizioni, vedi sotto, le pile possono essere anche “dimenticate” per parecchie ore senza subire danni.
Se ci si vuole sincerare in tempo reale dello stato di ogni singolo elemento può essere usato un semplice testerino tascabile, come in figura, o altro analizzatore universale più completo sempre utile in moltissime occasioni per chi lo sa usare.
La ricarica
La ricarica delle pile può essere fatta con lo stesso tipo di accoppiatori non modificati collegati opportunamente ad un caricabatterie a Corrente Costante (ne esistono con valori variabili in uscita nei negozi di elettronica; un esempio nell’immagine sottostante) oppure con i soliti a scelta dedicati al tipo di pile acquistate.
Nel primo caso i tempi di ricarica per Ni-Cd o Ni-Mh sono rapportati alla corrente iniettata.
Moltiplicare per 1,4-1,5 la capacità in mAh delle pile e dividere il prodotto per il N° delle ore in cui si vuole ricaricarle. Il risultato sarà pari ai mA da iniettare per una ricarica totale.
Esempio per pile da 2700 mAh:
2700 x 1,4 = 3780
3780 : 5 = 756
Occorrerà una corrente di 756- 800 mA per ricaricarle in 5 ore.
Poiché, per prolungare la vita delle pile nel tempo, è meglio non eccedere con cariche rapide, salvo necessità particolari sarebbe preferibile, per elementi di questo tipo e capacità, usare per esempio 500 mA per 8 ore oppure 400 mA per 10 ore.
Un qualsiasi timer per accensione/spegnimento luci può essere utile allo scopo.
Conclusioni
Caricabatterie + timer + accessori potrebbero raggiungere il prezzo di un carica/scarica batterie commerciale, ma con questo sistema si sa esattamente cosa si sta facendo (e per chi è interessato non è poco) ma ciò che credo sia più interessante per alcuni dovrebbe essere la prima parte titolata “Per scaricare in sicurezza pile ricaricabili da 1,2 volt”, molto economica e di facile realizzazione per chi maneggia senza difficoltà un saldatore.
Un saluto e ……….. buon divertimento,
Tony.
SaraTopa il vibratore sigillante (fatto in casa)
20 ott
Lo ammetto, questa ha stupito anche me! Cercando in un raro momento di pausa vari howto (come fare) qualcosa di spassoso da postare mi sono imbattuto in questo divertentissimo post di un certo piero144 su AlFemminile.com, guardate un po cosa ci suggerisce il nostro caro Piero!
Vibratore fai da te
Da un p di giorni mi è venuta l’idea di costruire un vibratore da usare con la mia ragazza, non volendo entrare e spendere soldi in un sexyshop, ho avuto questa idea per farmene uno in casa!
Tra gli attrezzi per la manutenzione della casa ho preso uno stik mezzo usato ma ancora buono di silicone, poi ho sottratto per un p di tempo dalla gabbia del mio uccelino il beverino a sifone “cosi si chiama e nei negozi di animali ci sono di varie grandezze, ha la stessa forma di un dildo rigido liscio”.
Prima di versare il silicone nel beverino, ho inserito uno spazzolino elettrico che non ho più usato nel beverino, facendo attenzione che stesse precisamente al centro, e lasciando uno spazio di qualche centimetro dal fondo, dopo di che ho inserito il silicone e ho aspettato che si solidificasse.
Una volta estratto dal beverino l’ho rivestito con un preservativo e il giochetto erotico è pronto per l’uso!
Piero, ti prego, facci vedere l’opera realizzata e magari dacci anche le di lei impressioni d’uso!
Ma non è mica finita qui!!! C’è anche yagoryo che ci dà delle indicazioni casomai volessimo farne uno su misura per la di lei “grotta”.
Su misura?
Recupera della resina a due componenti (indurisce in 5 minuti) tipo quella usata dagli odontotecnici, quella usata per uso industriale potrebbe essere irritante.
dopo averla mescolata la metti dentro ad un preservativo e gli fai un nodo e crei un salcicciotto.
Poi velocemente (5 miniti) te lo infili strizzando la parte esterna in modo che (dentro il preservativo) entri la maggior parte all interno, ovviamente devi essere eccitata per avere dimensioni interne maggiori.
Aspetti che la resina indurisca e ti sei fatta un calco delle tue dimensioni interne.
Poi a piacere fai un calco e controcalco modificato del ” Tuo ” dildo personale.PS: si puo usare anche resina siliconica che resta morbida.
I miei due centesimi.
Anche qui ci piacerebbe vedere un “realizzato” con le impressioni d’uso!
E se anche a voi è venuta voglia di consigliare l’uso di frutta ed ortaggi…non fatelo, almeno non prima di aver visto il video qui sotto!
Comunque sappiate che esiste anche un kit di montaggio (in tutti i sensi) per costruire da soli il proprio vibratore, si chiama, indovinte? bravi “Make Your Own Dildo” ed è esattamente quello che pensate: un pratico kit fai da te per creare una esatta replica in gomma del proprio pene, magari per natale. Ah, non credetele se vi dice che con tempo il vostro rimpicciolisce e che quello in gomma è più grosso perché fatto tempo prima…fatevi qualche domanda piuttosto!
Ma per tutte le ragazze rispettose della natura esiste anche vibratore completamente ecologico. Ha un nome bellissimo: Earth Angel Wind-Up Vibrator ed è realizzato con materiali riciclabili al 100%, non usa batteria e va a manovella (immagino se la faccia lui mentre lei lo usa gh gh gh). A parte gli scherzi, per ricare il coso basta semplicemente girare la manovella posta sul manico. Cinque minuti di fatica per ben trenta, dico trenta minuti di ingroppata. Non ci credete? andate a vedere sul sito LoveHoney.

Come proteggere il tuo flash con un Frisbee
30 giu
Utilizzate il flash montato sul cavalletto ed avete il terrore (sigh sigh) che cada facendo miliardi di danno?
qual’è il problema per proteggerlo basta applciare, come nella foto, un bel frisbee alla base dello stesso che farà da collare di protezione ^_^

Suggerimento preso da DIYphotography.NET
Come aumentare la portata del WiFi con un’antenna fatta in casa
12 feb
Non tutti sapete che io utilizzo “a mezzi” la connesione ad internet via Wi-Fi. Il problema di questa soluzione, molto economica visto che non pago una lira, è che fra me e l’antenna trasmissiva ci sono ben 4 muri di cemento armato e una 20 di metri di distanza.
Era praticamente impossibile ricevere e trasmettere segnale a quella distanza e con quegli ostacoli. La soluzione, anche se tremolante, è stata quella di acquistare un’antennona gigante da mettere sul mio router ed una direzionale (piccola paraboletta) da collegare al mio pc fisso.
Problema risolto…peccato che poi ho preso un portatile ed il segnale era troppo basso…be, la fortuna ha voluto che aggiornando il firmware del mio router le cose sono andate meglio…perchè??? semplice il router dopo l’aggiornamento era compatibile con la draft delle 802.11n e quindi trasmette con maggiore efficacia.
Adesso mi connetto anche con il portatile ma…ahime…mi ritrovo a dover connettermi solo dove c’è campo.
Oggi però ho letto un paio di giude su come aumentare la portata del WiFi costruendo un’aggeggio da mettere dietro l’antenna del router.
Ho trovato anche questo video su Youtube che posto volentieri
http://www.adolfo.trinca.name/public/video/HOW_TO_MAKE_A_WIFI_EXTENDER.flv
Ecco invece l’articolo, che rimanda anche ad altre fonti, di cui vi acennavo e preso da Dynamick.it:
La connessione WiFi per sua natura fa fatica a coprire zone ampie con il proprio segnale: se vi interessa capire come fare per aumentare la portata del segnale WiFi e magari spendendo poco siete capitati nel posto giusto!

Ripetitore di segnale WiFi
La maniera migliore ovviamente è quella di aggiungere dei ripetitori di segnale WiFi nei punti dove il segnale inizia ad indebolirsi ma questo comporta una spesa discreta e poi presenta un problema: il ripetitore va alimentato quindi vi dovreste piazzare in casa uno scatolotto munito di antenne con un bel filo che va ad una presa elettrica.
Se in alcuni casi questo tipo di soluzione è accettabile, in molti altri casi non lo è.
Dove e come mettere l’antenna
Spesso capita che il Router WiFi sia in un angolo della casa (ma se fosse anche al centro di una parete di confine della casa il discorso sarebbe identico) e quindi irraggi casa vostra e poi disperda il segnale anche fuori dalle vostre mura.
Questo è un caso tipico nel quale la soluzione del ripetitore WiFi sarebbe costosa, brutta ed efficace solo al costo di un notevole spreco.
In questo caso è opportuno direzionare l’emissione del segnale principalmente verso l’interno di casa vostra. Per farlo esistono in commercio delle antenne direzionali (più o meno direzionali a seconda di quanto concentrino le emissioni) ma, oltre a non essere economiche, richiedono che il vostro Router WiFi abbia l’antenna scollegabile in modo da poterci attaccare un cavo e una nuova antenna direzionale.
Crearsi una parabola in casa
Tutto questo vanifica l’economicità della soluzione e quindi io suggerisco un altro sistema: costruirsi una piccola parabola da applicare direttamente sull’antenna del vostro Router WiFi.
Non spaventatevi: questa operazione non richiede calcoli matematici, materiali super tecnologici strumenti sopraffini e capacità elevate
Vi servono pochi oggetti e quasi sicuramente li avete già tutti in casa!
- Una stampante
- Cartoncino
- Carta stagnola (oppure unendo questi due ingredienti un cartoncino già rivestito in metallo)
- Una forbice
Per costruirla dovrete stampare il template che vedete qui, usarlo per sagomare il cartoncino al quale incollerete la carta stagnola, unire anche la parte anteriore preparata con i buchi adatti alla vostra antenna e il gioco è fatto!
Se volete qualche dettaglio in più su Napoli Wireless ne troverete. Ci sono anche indicazioni su alcune varianti tipo usare una lattina di birra invece che il cartoncino stagnato e usare un foglio di lucido da proiezione per la parte anteriore (una elegante raffinatezza).

Una volta realizzata la mini parabola piazzatela sulla antenna e direzionatela verso la zona da coprire.
Considerazioni
Una mini parabola fatta in questo modo non è perfetta ma questo, più che un difetto, è un vantaggio.
Se fosse perfetta renderebbe l’emissione del vostro Router WiFi troppo direzionale e quindi rischiereste di perdere delle zone della casa che prima erano coperte dal segnale. In realtà le zone vicine al Router WiFi ma fuori dal raggio della mini parabola continueranno ad essere coperte: magari con un segnale inferiore a prima ma coperte.
Nel caso (sfortunato) il vostro Router WiFi sia quasi al centro della casa ma una zona risulti coperta male potreste comunque usare una mini parabola di questo tipo magari un po’ più piccola. Sia per il motivo che vi ho spiegato sopra che per il fatto che è più piccola e quindi non ingloba tutta la vostra antenna dovreste evitare di perdere copertura verso il retro dell’antenna, nel contempo, riuscirete a guadagnare un po’ di segnale nella direzione voluta.
Se poi il Router WiFi è sotto il tetto e dovete illuminare la casa sottostante con il segnale tanto meglio: in questo caso puntate la mini parabola verso il pavimento! Non è un caso assurdo: chi ha EOLO potrebbe non riuscire a farsi portare il cavo che proviene dalla antenna piazzata sul tetto fino dentro casa e quindi dovrebbe fermarsi nel sottotetto.
Anche non avendo EOLO ma ipotizzando una futura connessione internet WiMax la situazione è tristemente invariata visto che le frequenze in assegnazione in questi giorni sono simili alle Hiperlan2 e quindi vi trovereste a dover piazzare comunque una antenna WiMax sul tetto ![]()
Più semplicemente potreste voler coprire un piano e il sottostante e, in questo caso, dovreste mettere il Router WiFi molto in alto (sul soffitto è l’ideale) e puntare in basso la mini parabola.
(Progetto originario in inglese su Freeantennas)
















Tra gli attrezzi per la manutenzione della casa ho preso uno stik mezzo usato ma ancora buono di silicone, poi ho sottratto per un p di tempo dalla gabbia del mio uccelino il beverino a sifone “cosi si chiama e nei negozi di animali ci sono di varie grandezze, ha la stessa forma di un dildo rigido liscio”.




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