Il primo fotolibro della storia

Anna Atkins - Photographs of British Algae Cyanotype_Impressions
Anna Atkins – Photographs of British Algae Cyanotype_Impressions

Lo sapete da chi è quando è stato fatto il primo libro esclusivamente fatto di fotografie della storia? Ebbene lo ha fatto la pioniera della fotografia Anna Atkins. Atkins è nata 216 anni fa (16 marzo 1799), ed è una delle prime, se non la prima, donna fotografo.

Ritratto di Anna Atkins, 1861
Ritratto di Anna Atkins, 1861

 

La Atkins è risaputo che ebbe accesso ad una “macchina fotografica” nel 1841. Cosi molte fonti ritengono che la Atkins sia la prima donna fotografo. Ma altre fonti attribuiscono questo onore a Constance Talbot, la moglie di William Fox Talbot. Ma siccome nessuna fotografia con “macchina fotografica” di Anna Atkins e neppure di Constance Talbot è giunta a noi,  la questione rimarrà ahime irrisolta.

Torniamo al  libro in questione che fu realizzato con il metodo della cianotipia (stampa a contatto), processo inventato da John Herschel, nel 1842. Anna Atkins apprese direttamente da Talbot delle sue due invenzioni nel campo fotografia: la tecnica “photogenic drawing” (disegni fotogenici in cui l’oggetto da ritrarre veniva posizionato direttamente sopra il foglio sensibilizzato alla luce ed esposto alla luce diretta del sole per produrre l’immagine finale) ed il calotipo.

“John Herschel fu il primo a utilizzare il calendario giuliano nell’astronomia, portò importanti contributi al miglioramento dei procedimenti fotografici del periodo (dagherrotipia, calotipia e antotipia), scoprendo la proprietà del tiosolfato di sodio, al tempo iposolfito di sodio, nel fissaggio dell’immagine. Coniò inoltre i termini fotografia, negativo e positivo.” [wikipedia]

Nel giro di un anno , Atkins applico il processo inventato da Herschel alle sua alghe (in particolare alghe marine) facendo per ogni pagina del libro una cianotipia (stampe a contatto) “by placing the unmounted dried-algae original directly on the cyanotype paper.” creaò un vero capolavoro ancora non eguagliato. [wikipedia]

Le immagini sovrastanti sono (prese da wikipedia) sono alcune di quelle contenute nel libro, intitolato Photographs of British Algae: Cyanotype Impressions, che è considerato il primo libro mai pubblicato ed interamente realizzato con la fotografia.

Date un’occhiata a questo video:

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=ekUUuU7whe0[/youtube]

Alla Atkins è stato dedicato da Google un bellissimo Doodle.

p.s.: questo NON è il primo fotolibro commerciale ^_^

Link interessante: http://www.bl.uk/catalogues/photographyinbooks/record.asp?RecordID=3048

Magpies: una graphic novel di Sara Lando.

Copyright Sara Lando 2012 – All Rights Reserved

Magpies è 9 mesi di lavoro, 173 gigabyte di immagini, 7.854 foto, 450 sagome ritagliate, 15 lame di bisturi spezzate, 25 scatole di cartone, 3 barattoli di colla, 3 maschere, 1 cappello peloso, 156 puntate di serie TV guardate durante la post produzione, 2 personaggi, 412 km corsi, 7 gazze, 13 persone coinvolte, 86 litri di caffè di Starbucks, 150 pagine di graphic novel.

La graphic novel di Sara Lando racconta la storia di due personaggi, uno femminile, nei capitoli dispari, e uno maschile, nei capitoli pari, e del modo in cui le loro vite si intrecciano, della perdita di qualcuno che si ama e della scoperta della propria identità.

Copyright Sara Lando 2012 – All Rights Reserved

Magpies, parola inglese che significa “gazza”, richiama una filastrocca inglese per bambini: quando si vedono delle gazze si dice che sia un presagio: una per qualcosa di triste, due per qualcosa di felice, tre per una femmina, quattro per un maschio, cinque per argento, sei per l’oro, sette per un segreto che non deve essere rivelato.

Copyright Sara Lando 2012 – All Rights Reserved

Prima di scrivere questo post ho voluto leggere Megpies, al di la della simpatia e della stima che ho verso Sara volevo capire se valesse la pena finanziare il suo progetto.

MegPies è una bella storia. Scritta bene e realizzata ancora meglio! Ed io, non appena finito di leggerla ero già con la carta di credito in mano.

MegPies ci da una possibilità, una grande possibilità, decidere se vale la pena che “nasca” nel reale o rimanga soltanto un bellissimo pdf da scaricare!

Abbiamo la possibilità di premiare l’impegno di un’artista e dei suoi collaboratori attraverso il crowdfunding. Termine “strano” che altro non è che una forma di finanziamento distribuita. Un modo per partecipare acquistando qualche cosa che ancora non esiste e che verrà prodotto grazie proprio ai nostri finanziamenti. La cosa bella è che se la cifra stabilita per la realizzazione del progetto non dovesse essere raggiunta entro il termine stabilito, i sostenitori non verserebbero nulla!

Da qui potrete partecipare anche voi alla raccolta fondi: Click

Ma perché scegliere questa modalità di pubblicazione e non rivolgersi ad un editor “normale” che, vi assicuro, avrebbe accolto Sara a braccia aperte? risponde lei stessa, e CHE risposta:

“Ho deciso di realizzare autonomamente Magpies per avere controllo totale sul prodotto finale e sulla qualità di quello che verrà reso disponibile al pubblico. Voglio che abbia una carta specifica, che sia stampato con attenzione, voglio poter decidere di collaborare con persone che lavorano bene e con entusiasmo, ma che non sarebbero proponibili all’interno di un discorso di editoria tradizionale (per esempio lo stampatore con cui lavoro normalmente). Mi piace l’idea di creare un prodotto che per certi versi è locale, in un momento in cui tutti vanno a stampare in Cina perché costa meno. Preferisco supportare realtà più piccole, che lavorano con passione e che condividono il mio desiderio di creare un prodotto di cui essere innanzi tutti fieri.”

Capito di chi stiamo parlando?

“Nata come storia, scritta da Sara Lando nel 2004, ha atteso finora per prendere forma visiva attraverso un processo fotografico utilizzato in modo da diventare un’illustrazione: le iniziali foto ai personaggi sono state stampate, ritagliate, inserite in diorami di cartone e nuovamente fotografate, ottenendo un’immagine finale fotografica che dà l’impressione di essere un collage.

Copyright Sara Lando 2012 - All Rights Reserved
Copyright Sara Lando 2012 – All Rights Reserved

Ad arricchire il lavoro è stato inserito un lettering realizzato manualmente, grazie alla collaborazione di Nicola Scodellaro, un graphic designer specializzato in motion graphics.

Copyright Sara Lando 2012 – All Rights Reserved

Scritta in inglese come molto di ciò che la Lando scrive, a cominciare dal suo blog principale, si prevede una versione in italiano a seconda del tipo di risposta che avrà il progetto su Indiegogo.”

Quindi diamoci da fare che con soli 30$, 24 €, avrete il libro a casa con il vostro nome nei ringraziamenti!

Ovviamente non devo dirvi nulla su Sara Lando, vero? Sapete chi è giusto? noooo o_O

Andate immediatamente via dal mio blog e correte a leggere il suo curriculum e a visitare il blog di Megpies!

FotoNote: Henri Cartier Bresson

Visto che abbiamo parlato già di Henri Cartier Bresson, in particolare del suo L’immaginario dal vero, oggi vi voglio raccomandare un’altro libro che secondo me, visto anche il costo di 12,5 € irrisorio, non potete non avere. E’ un volumetto dal titolo Henri Cartier-Bresson facente parte della collana FotoNote edito dalla Constrasto.

Le FotoNote sono una serie di piccoli volumi (13×19 cm) che raccolgono monografie sui grandi fotografi del passato e del presente. In questo volume in particolare ci sono 63 foto in bianco e nero di Cartier-Bresson, accompagnate da un bellissimo testo introduttivo di Jean Clair,  grande amico del maestro e direttore del Museo Picasso. A chiudere il libro ci sono una una biografia ed una bibliografia aggiornatissime.

La qualità della stampa poi, nonostante il costo, è davvero notevole e si ha davvero la possibilità, se pur nel piccolo formato, di godere di alcuni dei capolavori della fotografia moderna.

Per ulteriori informazioni sul libro cliccate qui.

L’immaginario dal vero di Henri Cartier-Bresson

Come sapete io non sono un giornalista ne un letterato ne tanto meno posseggo una cultura che in qualche modo mi dia i titoli per fare recensioni ma, di fronte a libri del genere voglio scrivere anche io la mia…come dire…di pancia! non aspettatevi termini colti ma tanti wow, fico ecc ecc

Procediamo. L’immaginario dal vero di Henri Cartier-Bresson è un diario in cui il maestro, uno dei più grandi se non il più grande, racconta la sua visione della fotografia in una maniera che vi farà, almeno con le cosi è stato, sembrare di essergli al fianco. Leggendo il libro avevo la netta sensazione di stare parlando con mio nonno del più e del meno. Cosi  potrei riassumere la sensazione di sacralità con cui io ho affrontato la lettura, oramai tempo fa, di questo prezioso volumetto.

Adesso…alzi la mano chi di voi non hai mai sentito o letto la frase “Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio ed il cuore”? bene è sua e sta su questo libro ^_^
Di questo “piccolo” uomo che da solo ha rivoluzionato la fotografia moderna inventando il fotogiornalismo cosi come lo conosciamo, uomo che ha girato tutto il mondo e che ha fatto di tutto per portare le regole pittoriche nella composizione fotografica e uomo, inutile credo ricordarvelo, che è uno dei fondatori della Magnum Photos (una delle più grandi agenzie fotografiche del mondo).

Adesso che avete chiaro di quanto adoro questo libro ed il suo autore, torniamo al libro. Nelle prime pagine del libro, che in totale ne ha 96,  il maestro ci mostra la sua visione della fotografia e del come essa sia stata fortemente influenzata dalla pittura (suo principale amore) e dal cinema dal quale, come lui stesso ammette, ha imparato il “saper vedere”.

Il libro riunisce scritti usciti in tempi diversi e si compone sostanzialmente di due parti: L’istante decisivo del 1952 con post scritum del 1985 e L’immaginario dal veroinframmezzati da appunti scritti a mano dell’autore (inchiostro a china e grafia elegante) e fotografie.

E’ affascinante e colpisce ad esempio quello che scrive per confrontare il disegno con la fotografia “La fotografia è un’azione immediata, il disegno una meditazione”.

Io non vado oltre ma vi dico di prendere questo libro che costa pochissimo ma arricchirà di molta la vostra cultura fotografica ma … non vi aspettate tempi e diaframmi, qui si parla di fotografia e non di strumenti ^_^

In fotografia l’istante è al tempo stesso la domanda e la risposta.

Quello che mi appassiona e che mi guida in fotografia è che il gesto e il pensiero coincidono.

Illumina Scatta Ritocca

Dallo studio vuoto alla foto finale. Questa è la traduzione del titolo con cui il bel libro di Scott Kelby è stato presentato in italiano.

L’approccio adottato da Scott Kelby è sostanzialmente quello “del fare”.

Approccio da me molto apprezzato in quanto offre la possibilità di seguirlo passo dopo passo in tutto l’iter per la produzione di una sua immagine. Iter che come sappiamo va dalla preparazione del set fino alla consegna della foto (a seguito della sua post produzione).

In ogni singola fase avrete a disposizione tutti i dettagli e le indicazioni esatte sul come impostare il materiale usato (di cui fornisce un lungo elenco con marca e modello!) dalla distanza dei flash dal soggetto sino ai tempi di scatto e via dicendo, una sorta di assistente virtuale che vi permetterà di ricreare la stessa immagine e da questo trarne sicuramente un insegnamento valido.

Come vi dicevo avrete le esatte impostazioni della macchina fotografica (iso, tempi, diaframmi), quelle dei flash e le altre attrezzature della sala ma sopratutto, cosa che non troverete negli altri  libri che “insegnano” tecniche di illuminazione, vi mostrerà passo passo (con tanto di immagini) la post produzione utilizzata! Fra le altre cose potrete scaricare le immagini ad alta definizione (“grezze”) scattate da Scott per poter meglio seguire le sue tecniche.

Lo scatto che vedete qui sotto è stato realizzato da me seguendo pari pari il capitolo 6 del libro, dalla impostazione dei flash fino al salva per il web.

L’innovazione di questo libro, il vero motivo per cui, oltre la post produzione, vale la pena comperarlo sta nel suo approccio visivo nell’insegnamento degli schemi di illuminazione. Vedrete lo schema d’illuminazione in una foto a pagina intera, scattata dall’alto durante il lavoro come se foste li per cui soggetto, fotografo, luci, sfondo, etc saranno esattamente dove voi stessi dovrete metterli.

Sono 12 capitoli ognuno dei quali vi da la possibilità di sperimentare una diversa tecnica di illuminazione e post produzione…dal beauty all’illuminazione “sportiva” passando per l’uso del flash anulare…insomma, molto interessante e ve lo consiglio.

Ah, una chicca…il tredicesimo capitolo ripete tutti gli schemi con dei flash da slitta, magari evitate si spennarvi per fare qualche esperimento ;-)

Un’altra cosa…è vero che solo la parte di post produzione “pratica” vale il prezzo del biglietto, ma se proprio non sapete nulla o poco di flash e magari sapete cosa voglia dire esposimetro esterno vi consiglio di imparate prima ad usare flash ed esposimetro ^_^

Che altro volete? Bona lettura.

Che tipo di tasto dovrò usare

© 2011 by adolfo.trinca

Approfitto di questa email:

Buongiorno Sig. Trinca.

Mi scuso se la disturbo, volevo farle una domanda, premesso che sono appena 4/5 mesi che ho acquistato una canon Eos 500 e quindi non so praticamente niente.

Domani dovro’ fare delle foto in una partita di calcio, entrero’ in campo per farle, siccome non vorrei fare brutte figure mi può consigliare, a grandi linee, il metodo migliore per fare queste foto, e soprattutto che tipo di tasto dovro’ usare? io ho provato ad usare il tasto “sport” per capirci meglio quello con “l’omino che corre” ma mi vengono mosse, mentre invece ho provato a farle con il tasto “Automatico” e “Primo Piano” e vengono abbastanza bene, come obbiettivi a supporto ho il classico 18/55 stabilizzato, e un 300 e qualcosa che non ricordo non stabilizzato.

La ringrazio se vorrà rispondermi.

Colgo l’occasione per salutarla.

Alcune sua affermazioni, lasciano intendere che lei pensi alla macchinetta fotografica come l’unico strumento necessario per fare fotografie. Prima di usare il tasto sport, dovrebbe capire cosa fa la macchina quando lei imposta sport o atomatico. Se volessi liquidarla velecomente le direi di impostare:

1. iso automatici

2. priorità dei tempi

3. 1/125 o comunque un tempo che vi permetta di ottenere il congelamento del soggetto (se è quello che cercate)

4. misurazione matrix

5. fuoco continuo

Ma a cosa le sevirebbe? Quello che mi sento di consigliarle, proprio per evitare brutte figure è di investire su se stesso. Se non vuole spendere per un bel corso di fotografia, magari si rivolga ad una struttura “universitaria” o comunque riconosciuta come valida diffidando dei due corsettini di due giorni, prenda un bel manuale di quelli fatti bene, mi viene in mente quello di Giulio Forti, il direttore di Fotografia Reflex, dal titolo:

FOTOGRAFIA, TEORIA E PRATICA DELLA REFLEX
Il libro sulla fotografia più venduto ed apprezzato in Italia negli ultimi dieci anni. La fotografia spiegata in tutti i dettagli: tecnica, attrezzature analogiche e digitali, ripresa, camera oscura, conservazione. Il libro di Giulio Forti che comincia dove gli altri manuali finiscono. Dove la tecnica classica si dimostra indispensabile per fotografare meglio in digitale. Un viaggio dalla tecnica alla composizione lungo 384 pagine.

fonte Reflex.it

Io personalmente le consiglio anche, magari è uno di quelli allergici alle letture di libri con più di 100 pagine anche quest’altro libro:

NUOVO CORSO AVANZATO DI FOTOGRAFIA – N.55
Come scattare grandi fotografie con la pellicola o in digitale ed il controllo dell’esposizione
di Peterson Bryan

Le metto qui di seguito alcuni link che magari la potranno aiutare:

Capire l’ esposizione

Modi di scatto

Ma anche, tanto per non essere autoreferenziali:

http://www.lucidistorte.it/blog/fotografia/guida-le-basi-della-fotografia-sportiva/

http://www.marcotogni.it/articoli/fotografare-poca-luce

http://www.fotocomefare.com/fotografia-sportiva-azione-impostazioni/

Due Libri gratuiti sulla Street Photography

Il fotografo Thomas Leuthard ha da poco pubblicato il suo secondo libro sulla street photography dal titolo “Collecting Souls… What Street Photography means to me”.

Sia questo sia il precedente “Going Candid… An unorthodox approach to Street Photography” possono essere scaricati il formato PDF (sono in inglese) cliccando sulle foto che vedete qui sotto.

Collecting Soul“Collecting Souls…”
Il mio secondo libro sulla fotografia di strada. Cosi come il primo libro parlava delle basi della street photography,
questo approfondisce l’argomento e contiene molte idee e concetti personali. Ho cercato di spiegare cosa rappresenta
per me la street photography e come la vedo. Contiene più di 30 capitoletti che illustrano le differenti aree ed argomenti riguardanti la street photography. Aiuteranno i neofiti a capire il processo di narrazione di una storia attraverso le immagini ed aoutaranno altresì a migliorare il proprio stile sempre riguardo la street. Insieme al primo libro questo rappresenta un buon riferimento per tutti quelli che vogliono iniziare.
CLICK THE COVER TO DOWNLOAD —>

 Going Candid“Going Candid…”
Un libro sulla street photography nell’era digitale. Dimenticate tutto quello che sapete sulla street photography e leggete come Thomas Leuthard (85mm) interpreta questo stile fotografico con la sua fotocamera. Troverete molti suggerimenti e trucchi su come approcciare le persone, come avvicinarle e come ottenere il massimo dalle vostre esperienze.
Questo libro non parla dell’attimo fuggente o di come impostare la vostra fotocamera. Parla di come approcciare a questo genere per avere successo.
<—CLICK THE COVER TO DOWNLOAD
A questa pagina potete trovare altre risorse condivise da Thomas.
via [Fstoppers]

Fotografia Creativa ed affini

Roma
© 2010 by Adolfo Trinca

Come sapete ogni tanto mi piace parlare dei libri che leggo, ho letto o mi piacerebbe leggere. Uno di questi è senz’altro quello segnalato da Claudia Rocchini nel suo post di ieri “Lo scatto Creativo“.

Il libro in questione non l’ho letto ma avendone letti altri di Peterson, po vi dirò, mi sembrava giusto segnalare, anche visto quello che ne dice Claudia questo volume che sicuramente ordinerò non appena finito di scrivere questo post.

Il libri di cui vi accennavo, quelli che ho già letto di Bryan Peterson, sono “Come fotografare la gente“, molto interessante ma sopratutto “Nuovo Corso Avanzato di Fotografia” che lessi nella sua prima versione (titolo: Corso Anazato di Fotografia) fu la causa della mia “rinascita” fotografia. Leggerlo fece riaccendere in me la passione per quella che adesso è anche una mania ^^

Non aggiungo altro visto che sia Claudia sia la redazione di ReflexShop hanno scritto tutto quello che c’è da sapere in dettaglio sui libri che vi ho segnalato.