Stavolta indosserai davvero i tuoi obiettivi!

Derfy si fotta!
Recycled camera focus lens cuff

Vi sono piaciuti i bracelet bundle 2.0? Be, con qualcosina in più di 10 dollari questa volta…direi dieci volte tanto potrete prendere dei veri pezzi di obiettivi!
Infatti re:vision by Oye Modern ha creato una linea di braccialetti fatti con le vecchie parti delle macchine fotografiche, che spasso!

p.s.: stavolta se ne comprate uno vi vengo a cercare gh gh gh

bracelet bundle 2.0: Indossa i tuoi obiettivi

bracelet bundle 2.0

Il titolo è la traduzione letterale del post in cui Adam Elmakias vende dei braccialetti davvero interessanti :-)

In pratica potrete indossare alle ghiere dei vostri obiettivi, non ne siete contenti? Dal 50ina classico sino ai superzoom e ad un costo di 10 dollari poi.

Divertente, quasi quasi!

E guardate che bell’effetto che fanno!!!

lens user

Altre foto le potete vedere qui.

Obiettivi tutto fare…un bene o un male?

La discussione vera la trovate su Flickr nel gruppo di Fotografia Reflex, io qui riporto soltanto il mio pensiero a riguardo.

Due anni fa sono andato in vacanza in Irlanda…be, stanco di cambiare sempre fra 50 e 70-300 ed arrivato davanti ad un negozio di Galway, ovviamente fotografico, trovai un 18-200 della Sigma – uno dei primi stabilizzati non “ufficiale”. Be, l’ho rivenduto appena tornato in italia allo stesso prezzo, ma devo dire che per le foto “ricordino” si è comportato benissimo.
Stampe 13×18 e qualche 20×30 e molta praticità d’uso.
Da quando l’ho provato, ogni volta che parto per le “vacanzette” ripenso a lui con una certa nostalgia.
A lui che mi evitava tante discussioni tipo “La pianti di cambiare ogni 5 minuti obiettivo?” oppure “Possibile che per una foto ci metti cosi tanto?”
Be, varrà poco dal punto di vista ottico ma vi assicuro che dal punto di vista “umano” lo rimpiango molto.
Adesso chiudo che “ci stai mettendo troppo a scaricare ste email” ;-)

Fico, adesso mi autocito … annamo bene … forse ha ragione chi dice che sono egocentrico, se non fosse che nel mentre mi vietava di pubblicare link al di fuori del suo sito gh gh gh

DxOMark: test e classifica e confronto fra obiettivi

DxOMark ha aggiornato il proprio sito aggiungendo, oltre la già presente classifica sui corpi macchina, anche quella relativa agli obiettivi.

Hanno testato un buon numero di obiettivi (non dite lenti che è una cattiva traduzione!) di diversi costruttori, montandoli e testandoli fra l’altro su numerosi e vari corpi macchina.

Si possono confrontare più obiettivi su più corpi macchina in innumerevoli combinazioni; per sapere ad esempio come si comporta lo stesso obiettivo su diverse Reflex o come si comporta la stessa macchina con obiettivi simili (magari siete indecisi su quale comperare).

La quantità di informazioni elencate nel test è davvero considerevole e può darvene un’idea l’immagine qui sotto.

Lens rankings with DxOMark Scores (via NikonRumors)

Custom Lens Hood ovvero il paraluce fai da te

Non avete il paraluce per il vostro obiettivo? che problema c’è, ci sono qua io ^_^

Anzi ci sono i nostri amici di Lenshoods.co.uk, la cosa è molto semplice, andate sul loro sito, scegliate la marca fra:

Canon
Nikon
Olympus
Pentax
Sigma
Tamron
Tokina

ed il modello del vostro obiettivo e … lo stampate!!!

Come fare? be, ci sono le istruzioni ed una sezione  in cui trovano risposta le per le domande frequenti.

Differenza fra un obiettivo Fisheye e uno Grandandolare

Me lo hanno chiesto e ho pensato che può essere una informazione utile da dare.

In sostanza la cosa che distingue i grandangoli rettilineari dai fisheye, anche a pari angolo di campo, è la distorsione curvilinea di questi ultimi (fisheye = occhio di pesce).

Nei grandangoli rettilineari lo schema ottico tende a raddrizzare le linee e ottenere meno distorsione, date un’occhiata alle immagini di esempio in cui la prima immagine (in alto) è fatta con un fisheye e la seconda (in basso) è stata  “rettilinearizzata”.

da wikipedia:

Gli obiettivi con angolo di campo maggiore ovvero lunghezza focale minore del normale, sono detti grandangoli. L’angolo di campo passa da 60° a 80° per un grandangolare, per portarsi anche a 180° negli ultragrandangolari e fish-eye. Questi ultimi sono così chiamati perché a causa dell’angolo di campo estremamente esteso l’immagine risulta tonda, come se fosse catturata attraverso un occhio di pesce. Per il 24x36mm il più classico è il 24mm, ma sono comuni anche il 35mm e il 28mm. I grandangolari spinti producono un’immagine molto deformata dovuta alla proiezione equidistante dei fasci luminosi sulla pellicola, fino ad arrivare alla formazione di un’immagine circolare. Il loro angolo di campo raggiunge i 180° e i 220° nel Nikkor 6mm 2,8 (in foto sotto).

ed ancora:

In fotografia, un fish-eyefisheye (letteralmente: occhio di pesce) è un obiettivo fotografico o cinematografico grandangolare estremo (o ultragrandangolare) che abbraccia un angolo di campo non minore di 180° (esistono infatti fisheye che abbracciano angoli di campo superiori a 180°).

Nikkor lenses positioning map

nikkor_lenses_positioning_map

Una bellissima applicazione Nikon con la quale potrete ricercare le lenti che vi interessano in base alle loro caratteristiche.

L’asse orizzontale mostra la lunghezza focale coperta dall’obiettivo, quello verticale l’apertura minima e massima raggiungibile dello stesso.

E’ possibile fra le altre cose inserire in un’apposita casella le lenti che abbiamo o che vorremmo. Fico…non ho capito a cosa serve ma fico ;-)

Macro Fotografia: pillole di…

da Fotografia Digitale

Introduzione

Gli spazi che ci circondano sono ricchi di particolari che ad occhio nudo spesso passano inosservati; la macrofotografia si pone, a tal proposito, come strumento ideale per la ricerca di un punto di vista insolito ed inaspettato nel quotidiano.
Possiamo sintetizzare questa tecnica come l’arte di osservare la realtà da vicino

Definizioni
Prima di esporre i principi ottici alla base di questa ricerca del particolare, è opportuno fare una distinzione tra le varie terminologie di uso corrente:

Fotografia Close-Up, immagine che va da almeno 1:10 delle dimensioni effettive a circa 1:2 della grandezza naturale del soggetto;
Macrofotografia, l’immagine va da un rapporto di 1:1 fino a 10 volte la dimensione originale;
Microfotografia, tecnica che spinge il fattore di ingrandimento oltre il precedente 10x .

Principio fisico

Di solito gli obiettivi fotografici producono un’immagine ridotta della scena; tuttavia con un’estensione sufficientemente lunga fra l’obiettivo e il piano della pellicola (o il sensore) i soggetti vengono riprodotti a grandezza naturale e persino maggiore.

Possiamo sintetizzare tutta l’arte dell’ingrandimento come la ricerca di un’estensione maggiore.

Partendo da questa osservazione descriveremo ora tutte le apparecchiature classiche per la macrofotografia.

Attrezzature
In questo articolo verranno presi in considerazione i seguenti strumenti
Opzione Macro
Presente in molte fotocamere, è tipicamente contrassegnata con un fiorellino. La sua funzione è quella di permettere di ridurre la distanza oggetto anche fino a 1-2 cm (ma varia molto a seconda della macchina). Rappresenta quindi un’utile opportunità per iniziare i primi esperimenti nel “mondo piccolo” senza dover spendere ulteriori soldi.

Per chi non si accontentasse delle prestazioni raggiunte solo con questa impostazione, risultano d’obbligo le seguenti apparecchiature.

Lenti Addizionali
Rappresentano il primo approccio alla macrofotografia; il loro utilizzo è particolarmente semplice infatti è sufficiente montarle sugli obiettivi delle reflex per ottenere immediatamente un incremento del fattore moltiplicativo.
Per le macchine digitali compatte è spesso richiesto l’acquisto di opportuni anelli adattatori.

Il vantaggio di questo ausilio alla fotografia close up consiste nell’avere lenti che non assorbono luce e aumentano l’avvicinamento al soggetto.
Se quindi da un lato si ha una leggera riduzione della lunghezza focale, si ha d’altra parte una forte riduzione di quella che abbiamo chiamato distanza oggetto.


Esempio approssimato della diminuzione “distanza oggetto” grazie a ottiche aggiuntive

Tubi di estensione
A differenza delle lenti addizionali i tubi di estensione aumentano l’ingrandimento del soggetto andando ad incrementare la distanza obiettivo-pellicola (sensore).

E’ necessario precisare che, aumentando la lunghezza del tubo, si incide sulla quantità di luce in arrivo sulla pellicola; questo comporta una maggior difficoltà della messa a fuoco.

L’uso del treppiede è suggerito anche perché a tali ingrandimenti si ha una forte riduzione della profondità di campo.

Esempio approssimato dell’aumento di “estensione” grazie a tubi aggiuntivi
Obiettivo Macro
Sono Ottiche dedicate alla fotografia ravvicinata; hanno tipicamente rapporti di ingrandimento di 0,5x.>

Gli obiettivi macro possono essere utilizzati anche su tubi di estensione e soffietti.

Si segnala l’esistenza di obiettivi macro a zoom, ma questi non danno risultati soddisfacenti.

Inversione dell’ottica
Perché molti fotografi montano l’obiettivo in posizione invertita?
Per rispondere è necessario osservare come gli obiettivi ordinari (persino quelli macro) siano calcolati e corretti per distanze obiettivo-soggetto più lunghe di quelle obiettivo-film.

Quando si entra nel campo della fotografia ravvicinata la distanza obiettivo-soggetto diventa sempre più piccola e, d’altra parte, si tende ad aumentare l’estensione al fine di ottenere un ingrandimento desiderato.

Capito questo risulta facile comprendere come, girando i nostri obiettivi, noi si vada a ricostruire le condizioni ottimali per il sistema ottico ma, attenzione, nel campo del ravvicinato!
Con l’operazione di inversione abbiamo infatti invertito anche il funzionamento della lente e pertanto avrò la messa a fuoco non appena la distanza obiettivo-film diventa maggiore della lunghezza obiettivo-soggetto.

Ultima osservazione, con l’inversione dell’ottica si aumenta oltre la possibilità di avvicinarsi al soggetto, anche l’ingrandimento!
Abbiamo quindi un’ottima soluzione applicabile a macchine reflex e alle digitali compatte attraverso apposite ghiere.

Soffietto
La loro funzione è molto simile ai tubi d’estensione, tuttavia permettono grande versatilità grazie alle differenti regolazioni applicabili.
Il soffietto deve essere accoppiato a particolari obiettivi da macro oppure con l’inversione dell’ottica. L’uso a questo punto è molto semplice: fissato il rapporto d’ingrandimento allunghiamo l’estensione finché la nostra scena non appare nitida.
Macrofotografia con la digitale, alcuni consigli.

Regolazione della macchina
Come primo accorgimento che mi sento di suggerirvi: utilizzate sempre il manual focus.
Questo perché una volta bloccato il fuoco, è possibile fare delle piccole oscillazioni, in avanti ed in dietro, con la camera finché l’immagine sul monitor LCD non risulta perfetta. Per raggiungere una buona dimestichezza con questa tecnica sono necessari parecchi scatti, ma, appunto, anche questo è un vantaggio per chi possiede una digitale.
Un secondo consiglio riguarda l’apertura: questa dovrebbe essere piccola (F grande) per aumentare la profondit�
di campo e poter mettere a fuoco tutta la scena d’interesse.
Si ricorda a tal proposito che con l’aumento dell’ingrandimento inevitabilmente si incorre in una diminuzione della profondità di campo.
Flash ed Illuminazione
Punto di partenza è la luminosità della giornata:
ovviamente se il tempo è clemente e vi concede una buona luce, potrete scegliere delle alte velocità dell’otturatore e fissare meglio i piccoli soggetti in movimento.
L’utilizzo del flash è comunque sempre consigliato in particolare con l’accorgimento della diffusione. Alle piccole distanze l’uso del flash diretto porterebbe alla sovraesposizione del soggetto, quindi è un buon trucco quello di mascherare la propria lampada con una pezza.
Io personalmente ho fatto molte prove con dei fazzoletti bianchi di tela fino a trovare il numero giusto di strati che mi consentisse una buona illuminazione.
Un altro metodo più professionale prevede di far giungere la luce attraverso un riflettore bianco esterno alla scena.
Treppiedi
Il vantaggio di una digitale per la macrofotografia è rappresentato dall’ottimo supporto dato dal monitor LCD; questo permette di avere tempestivamente un’idea della composizione e del controllo della profondità di campo.

In commercio esistono anche treppiedi che permetto lo spostamento in orizzontale della camera attraverso incrementi molto piccoli; grazie a queste apparecchiature, è possibile fissare il fuoco e variare con molta precisione la distanza della camera dalla scena.

Per chi si affidasse alle proprie mani si ricorda che un buon appoggio per i gomiti e una presa salda sulla macchina possono scongiurare il mosso.

Come fotografare
I soggetti della macrofotografia sono molteplici… ma i più ricercati sono sicuramente gli insetti.
Penso tutti siano rimasti sbalorditi dal film “Microcosmos-Le peuple de l’herbe”… ebbene ora cercherò di darvi qualche consiglio per “catturare” qualche immagine da quel “piccolo mondo”.
La cosa più importante è muoversi lentamente, senza fretta, senza arrecare nessun disturbo al soggetto.
La seconda regola è avere MOLTA pazienza… aver paura di non riuscire a scattare la foto porta inevitabilmente a commettere qualche movimento brusco col risultato di far scappare l’insetto o di ottenere un brutto mosso.
Detto questo analizziamo l’approccio all’insetto:
una volta avvistato vi consiglio di regolare la vostra macchina in anticipo; questo perché spesso capita di aver a disposizione solo uno scatto. A questo punto avvicinatevi molto lentamente cercando di non far cadere la vostra ombra sulla scena.
Man mano che acquistate confidenza con la tecnica vi risulterà naturale scegliere non solo il soggetto ma anche l’ambientazione e la composizione stessa della fotografia.
Composizione della scena
Possiamo dire che le regole base sono quelle viste per la composizione in generale, ma non solo…
essendo la macrofotografia incentrata su profondità di campo molto piccole, è sempre un’ottima idea cercare di ritrarre i soggetti non frontalmente. Questa soluzione porta inesorabilmente ad un’appiattimento della fotografia!
Cercate quindi di conferire alla scena tridimensionalità con una opportuna scelta dell’inquadratura.

Con questo è tutto, buon viaggio nel “mondo piccolo”!