Post con tag Pericolo
di Salvatore Furia e Aimi Lisa: Pericolo di Crollo
22 gen
Nel secolo scorso la Sardegna è stata una delle regioni europee in cui si concentravano grandi strutture minerarie. Davano lavoro a tante famiglie e creavano posti di lavoro non solo nel settore, ma anche in quell collegati alla vita di tutti i giorni.
Iglesias, in particolare, fu una delle città che visse e crebbe all’ombra di questo periodo minerario d’oro. Nel caso infatti faceste un giretto per la città, numerosi sono gli esempi che quella fortunata epoca ha lasciato: palazzi con stupende forme architettoniche, l’istituzione di un moderno Istituto Tecnico per la preparazione dei tecnici di miniera, la creazione di strutture pubbliche e private legate all’estrazione mineraria. Oggi, queste strutture sono, purtroppo, lasciate andare al tempo.
Ma c’è un posto, dove il tempo lo si percepisce come presenza fisica. Lo si tocca, lo si vede e lo si respira. Dove, un attento ascoltatore, un po avventuroso, può ancora sentire i rumori dei macchinari pesanti e lenti, il sibilo dell’elettricità, la sirena che segnala la fine del turno, il vociare degli uomini e delle donne addetti alla cernita o alla manutenzione degli attrezzi da lavoro.
Il complesso minerario di Monteponi, situato sulla odierna strada che collega Iglesias a Carbonia, era uno dei centri più importanti e più all’avanguardia per l’estrazione di piombo, argento e zinco nel territorio sardo e in Europa.
Oggi il complesso è lasciato al tempo, nonostante i tanti progetti di riqualificazione per farne un parco-geominerario che possa richiamare turisti, appassionati e semplici curiosi. Salvatore e Lisa, però non sono semplici curiosi, non sono turisti. Sono Fotografi. Fotografi con “F” maiuscola, quelli insomma che cercano, attraverso le loro fotografie, di far rivivere le storie che si sono svolte in quei luoghi.
Hanno scarpinato per il SulcisIglesiente, hanno letto libri e libri per capire il chiodo fisso che li attanagliava, hanno pensato, hanno fotografato, hanno un po litigato, hanno scelto, hanno dato un nome e hanno pubblicato un libro. Un libro fotografico su quello che è oggi, ciò che era ieri modernità e avanguardia.
Si intitola “Pericolo di Crollo” e lo si può acquistare su Blurb.com, al seguente indirizzo: http://www.blurb.com/books/545927 (qui ne potete vedere un’anteprima).
Oggi, quello che un tempo risuonava di Vita, risuona solo di Silenzio. Il Silenzio di chi ha lavorato, di chi ha lottato, di chi è morto. Questo modesto libro di fotografie, è dedicato a loro da chi, oggi, non li dimentica.
Salvatore Furia e Aimi Lisa
Per maggiori informazioni:
Lisa Aimi
lisa.aimi@yahoo.it
http://www.flickr.com/photos/lisaaimi/
Salvatore Furia
http://www.flickr.com/photos/salvatore_furia/
Un’anno di matrimonio
8 dic
Un’anno di matrimonio
Ed il primo anno di matrimonio è andato!
Uno di matrimonio e quattro d’ammmmore!
Ne danno la triste notizia Adolfo & Deborah.
p.s.: mortacci vostra ce ne fosse unoc he s’è ricordato e c’ha fatto l’auguri!
Facebook: cosa ne penso
12 nov
Facebook: cosa ne penso
Sò che è una cosa non buona ma ce l’ho
Sò che è volendo anche pericoloso ma non cancello il mio account
Comunque sia … alla fine … tutti un pò la pensiamo cosi:
http://www.adolfo.trinca.name/public/video/Facebook_Posta.flvBufala letale in Pakistan
16 apr
Bufala letale in Pakistan
Panico nel paese per un pericoloso virus che si trasmette dal cellulare all’uomo. Si tratta di una bufala colossale, ma ci cadono in molti
Il primo che mi manda l’email con l’avviso di stare attento lo ucciso io e dò la colpa al virus !!!
da Punto Informatico
Karachi – Venerdì scorso gli operatori di telefonia mobile del Pakistan hanno ricevuto moltissime chiamate da parte di utenti impauriti da un SMS nel quale si avvertiva che un pericoloso virus poteva diffondersi anche attraverso i cellulari e aveva già provocato 20 vittime.
Una bufala che rassomiglia per molti versi alle decine di catene di S.Antonio che intasano la rete e talvolta anche la telefonia mobile. Ma è così "grossa" da aver destato l’attenzione dei media internazionali.
Per quanto incredibile, questo SMS allarmistico è andato via via diffondendosi, tanto che alcuni muezzin nelle moschee hanno lanciato avvertimenti, leggendo talvolta questa notizia come un segno dall’alto, invitando i fedeli a non usare il telefonino in quanto reale minaccia. Inoltre il capo del pronto intervento della regione del Punjab ha ricevuto un richiesta di aiuto per un uomo che si era accasciato a terra subito dopo aver ricevuto una telefonata sul proprio telefonino.
Nel paese, che conta 160 milioni di cittadini, vi sono circa 52 milioni di persone che possiedono almeno un cellulare. Farah Hussain, portavoce di Warid Telecom, ha riferito che i propri operatori hanno provveduto a calmare gli animi di coloro che, terrorizzati, avevano chiamato, smentendo quella che è stata definita, a ragione, una diceria senza alcun fondamento scientifico.
Oltre a suscitare ilarità, questa notizia ha destato le impressioni, non proprio entusiaste, di alcuni blogger. Uno di questi, Ali Eteraz, sostiene come questa sia una testimonianza dell’ignoranza tecnologica che affligge molti paesi islamici, spesso ancorati a superstizioni antiche che li rendono più impressionabili di altri popoli più avvezzi alla tecnologia.
Giorgio Pontico
Folena, sulle ADSL nude ribassi in arrivo
23 mar
Folena, sulle ADSL nude ribassi in arrivo
Ieri il Governo ha accolto l’ordine del giorno che provocherà un piccolo terremoto sul fronte delle ADSL attivate in assenza di linea Telecom. Si temevano rincari
Finalomente qualcuno, mi chiedo dove siano le Autorità garanti delle tariffe e cosa facciano, ha pensato bene di prendere la enostre difese. Certo ci danno da una parte e ci levano dall’altra ma la politica relativa ai canoni fissi ed ai costi "rubati" mi piace!
Roma - Gli utenti lo chiedono da tempo e così molti operatori: il canone sulle linee cosiddette ADSL nude imposto da Telecom Italia va rimosso o ridotto, perché l’attivazione e il mantenimento di connessioni ADSL in assenza di linea Telecom secondo i consumatori oggi costa troppo. Ed è questo il senso di un ordine del giorno presentato dal presidente della Commissione cultura della Camera, Pietro Folena, accolto ieri dal Governo.
L’ordine del giorno impone al Governo di varare un provvedimento che porti all’azzeramento o alla riduzione del canone di 10 euro che grava sulle offerte degli operatori che offrono le "naked ADSL" e, di conseguenza, sui portafogli dei consumatori che le adottano. Si tratta di una novità che potrebbe scongiurare il pericolo rincari su questo genere di connessioni.
Il provvedimento deriva direttamente da un emendamento al decreto legge sulle liberalizzazioni (il cosiddetto decreto Bersani) che la presidenza della Camera non aveva potuto ammettere dal punto di vista regolamentare poiché non corrispondente a misure già presenti nel testo del decreto-legge.
"Il governo – ha commentato Folena – è favorevole a venire incontro ai consumatori e agli operatori e si è impegnato a studiare una soluzione già nel disegno di legge Bersani che sarà prossimamente alla Camera. È giusto che i consumatori non paghino il prezzo di un monopolio ancora esistente e invece si favorisca la concorrenza e il conseguente abbassamento dei prezzi".
La misura, di sicuro interesse per ISP e consumatori, è probabilmente destinata a rinfocolare il mai sopito dibattito sul ruolo delle Autorità garanti sul fronte del controllo sulle tariffe, un ruolo che molti ritengono sempre meno incisivo e superato dall’iniziativa governativa.
Aiuto… mi hanno avvelenato la pizza!!!!
22 mar
Quando il pericolo si nasconde nella margherita…
da msn.it
I cartoni delle pizze contengono davvero sostanze pericolose per la salute?

DIFENDERSI DA SOPRUSI E FREGATURE CONSIGLI PER IMBASTIRE UNA PRATICA LEGALE
20 mar
DIFENDERSI DA SOPRUSI E FREGATURE CONSIGLI PER IMBASTIRE UNA PRATICA LEGALE
Succede ormai molto spesso di trovarsi in situazioni tali che prima o poi ci obbligheranno a giungere ad uno scontro, con persone che hanno cercato di ingannare nella conclusione di un lavoro o di un acquisto, o che, anche solo per poca esperienza o superficialita’, causano danni e disagi.
da ADUC.it a cura di Barbara Vallini
La prima cosa da tenere presente
e’ che la giustizia aiuta chi si sa difendere. Non esiste un diritto “dogmatico” a niente. Chi ha ragione, lo deve provare e non solo per controbattere le insinuazioni od i punti di vista dell’avversario, ma proprio perche’ la giustizia ha bisogno di essere convinta. Occorre dimostrare buona fede e danno effettivo.
E’ quasi inutile, ad esempio, attendere inermi per settimane o mesi che si sblocchi una situazione e poi, svegliandosi d’improvviso, pretendere che vengano risarciti chissa’ quali danni economici e morali. L’inerzia dei mesi prima non verra’ considerata con comprensione, ma biasimata come menefreghismo, buttando anche una luce di dubbio sull’intera pretesa.
Chi e’ stato fregato, non e’ contento o non ha ricevuto quello che voleva, deve farsi sentire, deve protestare. Non bisogna avere paura di scrivere una raccomandata A/R (unico documento certo), ne’ di minacciare di adire le vie legali se entro un tot di tempo non si ottiene cio’ che si vuole: non succede niente, nessuno fara’ una denuncia per una letteraccia, anche prima di quanto potrebbe sembrare opportuno. Certo, conviene prima cercare un dialogo con la controparte, ma se cio’ diventa impossibile od inutile, se non da’ risultati immediati o se comunque ci sono dubbi….meglio scrivere subito. Dare un termine per adempiere (secondo il codice 15 giorni, salvo i casi di manifesta urgenza) e minacciare che in caso contrario si adiranno le vie legali. Questa e’ la messa in mora.
La messa in mora
Dare un termine e’ necessario: se non si da’, il giudice non giudichera’ favorevolmente la cosa, e comunque non si avra’ la possibilita’ di pretendere l’adempimento. Quando si potra’ richiedere l’adempimento? Senza un termine preciso di riferimento, chi dira’ quando e’ giusto rivolgersi al giudice? E il giudice, non giudicherebbe forse vaghi ed un po’ inconcludenti i solleciti privi di un qualsiasi ultimatum? Essere -od apparire- ambigui non e’ mai un atteggiamento giusto, anzi c’e’ il rischio di fare un favore all’avversario. Spesso da questi comportamenti puo’ dipendere -se non addirittura tutto lo svolgimento della causa- quantomeno l’entita’ della colpa attribuita (od “equamente” condivisa) tra le parti in causa. Anche perche’ non sempre la giustizia sta da una parte sola: errori possono essere commessi da entrambe le parti e spesso anche chi ha ragione ha avuto alcune mancanze. O per lo meno, tali possono apparire se non si dimostra sufficientemente la propria posizione.
Minacciare le vie legali e’ opportuno:
dettare un termine per l’adempimento senza minacciare vie legali o risoluzione del contratto, serve a poco. Allo stesso modo sarebbe sbagliato -di punto in bianco- decidere di aver aspettato abbastanza ed inviare una lettera di risoluzione del contratto. E’ un po’ pretenzioso, dopo settimane o mesi di silenzio, senza un sollecito, senza dare un termine per l’adempimento, d’improvviso dire basta. Puo’ darsi, anche, che ci siano state molte telefonate e ci si e’ sfiniti nel cercare un accordo, ma come si dimostra? Qualcosa si puo’ anche dedurre, pero’ prima di tutto occorre che le deduzioni del giudice vadano nella giusta direzione. Comunque affidarsi alla sorte ed all’incertezza e’ un po’ pericoloso.
Ricordarsi sempre di inviare lettere raccomandate con ricevuta di ritorno.
Una lettera semplice e’ carta straccia, non si puo’ provare, ed il fax non ha praticamente mai valore legale. Serve solo per anticipare, per far decorrere subito i termini rispetto alla raccomandata. Un fax, infatti, non merita di essere preso in considerazione anche per tutelare chi lo invia: i dati possono essere modificati e teoricamente chiunque lo potrebbe mandare. Nello spedire la raccomandata, in alcuni casi, e’ addirittura opportuno utilizzare lo stesso foglio come busta, in modo che la controparte non possa dire -ad esempio- di aver ricevuto una busta vuota.
La pre-costituzione delle prove
Durante le discussioni con la controparte e’ opportuno essere sempre accompagnati da amici o conoscenti. Gli amici potranno testimoniare, e la loro affidabilita’ in giudizio viene ancora stimata superiore rispetto a quella dei parenti (la cui testimonianza viene sottoposta al vaglio del giudice, che la valuta con maggiore severita’ ed attenzione). Ma se non si trova un amico, meglio un parente che andare da soli! Anche in questo occorre essere previdenti: prima di andare all’incontro, per esempio, invece di scambiarsi con la controparte telefonate che poi, alla fine, nessuno puo’ testimoniare cosa sia stato detto, e’ meglio, alla presenza di una terza persona, usare un telefono a viva voce.
Documentare: e’ importante!
Oltre a far vedere a testimoni l’oggetto rotto, il lavoro fatto male, l’auto accartocciata, e’ opportuno fare fotografie, e subito, non appena succede il fatto: questo anche nel caso che non si sospettino possibili ostacoli futuri. In seguito, si potra’ continuare a constatare gli effetti progressivi con nuove foto, ma quelle immediate sono molto importanti; specialmente se si ha intenzione di modificare lo stato dei fatti (avendo gia’ provveduto a fare le contestazioni) e si ritene che non sia necessario richiedere al Tribunale una consulenza tecnica d’ufficio (che costa un po’ di soldini). Nelle inquadrature delle foto sara’ meglio riprendere anche la copertina di un giornale la cui data sia certa (non importa su tutte le foto: si chiedera’ al fotografo di non tagliare il rullino): si avra’ cosi’ la possibilita’ di dimostrare che in quella data la situazione era quella. Ma la controparte potrebbe accusare di aver utilizzato un giornale vecchio per attribuirle la responsabilita’ di altri; si puo’ circoscrivere ulteriormente il periodo: occorrera’ mettere un francobollo da lettera sul retro delle foto e scriverci accanto: “In corso particolare” e farlo annullare da un timbro dell’ufficio postale. Alcuni addetti postali pretendono che venga indicato anche l’indirizzo di chi fa questa operazione, come se si trattasse di una vera lettera: e’ un po’ eccessivo, ma se e’ richiesto, non ci si perde nulla a farlo. Cosi’ la data e’ certa: la foto non potra’ essere stata scattata prima dell’uscita del giornale ne’ dopo la data del timbro postale.
La perizia: in alcuni casi e’ meglio richiederla
Conviene richiedere immediatamente una CTU -consulenza tecnica d’ufficio- ai sensi dell’art.700 c.p.c. E’ indicata nei casi in cui si ha intenzione di mutare definitivamente la situazione, aggiustando l’oggetto o ristrutturando il luogo; oppure se c’e’ il rischio di deterioramento o di manomissione, per apportare le dovute riparazioni o comunque per sostituire quello che non va piu’. Siccome il procedimento -tra avvocato e perizia- costa una certa cifra, occorre ricorrervi solo nel caso in cui effettivamente la situazione rischi di mutare e deteriorarsi, o se comunque sia effettivamente necessario apportare delle modifiche.
In causa, poi, il giudice ordinera’ un’altra perizia, ed anche quella dovra’ essere pagata, motivo per cui la prima -pur se utile- potrebbe venire superata. Nel caso in cui -ad esempio- ci sia il soggiorno spaccato ed il bagno divelto, non si potra’ certo attendere per anni i tempi della giustizia, prima di metterci mano. Occorrera’ quindi giudicare la necessita’ della CTU in relazione alla spesa, senza dimenticare che, quando sara’ effettivamente necessaria, allora andra’ fatta e non si potra’ tendere al risparmio. Probabilmente la controparte avra’ un suo perito (che partecipera’ ai rilievi dei periti d’ufficio, presentando le sue considerazioni), e quindi sarebbe meglio avere anche un
proprio perito, che a sua volta prospetti al tecnico d’ufficio la visione della situazione. Si consideri che un bravo consulente tecnico d’ufficio (CTU) non dovrebbe farsi influenzare, e che i soldi per il consulente tecnico di parte (CTP) potrebbero essere risparmiati. Comunque, potendosela permettere, e’ pur sempre una tutela in piu’.
In conclusione, molto dipende dal tipo di problema.
Per cui le cose da fare potrebbero mutare caso per caso.
Le spese di transazione
In questo caso (la proposta della controparte di concedere una cifra in cambio della rinuncia all’azione legale, che non e’ necessariamente un’ammissione di responsabilita’ e come tale non verra’ giudicata) e’ opportuno cercare di pretendere di accollare le proprie spese alla controparte: in caso contrario, c’e’ da tener presente le spese del proprio avvocato (oltre ai periti): se la cifra concessa ce la fa o meno a coprirle.
Nel caso di particolari accordi con la controparte (prima di giungere all’intervento degli avvocati) c’e’ da ricordarsi che un accordo non puo’ essere ritenuto valido senza un documento scritto, inequivocabilmente datato e controfirmato.
Si apre un nuovo mondo sottomarino…
26 feb
I ghiacciai si ritirano, spuntano nuove specie marine
da Repubblica.it – Fotografie dell’Antartide

Crea il tuo vino, come fare il vino
4 feb
Crea il tuo vino, come fare il vino
Benvenuti !!! In questo spazio troverete semplici ed utili consigli su come fare il vino in casa!!! Prima di tutto non badate a spese per l’acquisto dell’uva, è la base per produrre un buon vino!
In tal senso è opportuno informarsi sul periodo migliore per la raccolta dal proprietario del vigneto, in quanto localita’, tipo di impianto del vigneto, tipo di vitigno e fattori climatici dell’annata influiscono sulla data di raccolta. Inoltre, è bene che il processo di vinificazione si svolga in un luogo areato (durante la fermentazione si sviluppa anidride carbonica nociva alla salute) e fresco (le temperature elevate potrebbero vanificare gli sforzi). In ogni caso, la vostra cantina deve essere sempre pulita, il vino non deve prendere aria e vanno evitati sempre odori forti e grosse vibrazioni. 
Ammettiamo che abbiate l’intenzione di produrre circa 150 litri di vino (se le quantita’ cambiano fate le dovute proporzioni): considerando che ogni quintale di uva dà circa 70 litri di vino (avendo un torchio, altrimenti si diminuisce), bisognerà acquistare 2,5 quintali d’uva da vino. Le prime operazioni da effettuare dopo la raccolta dell’uva sono quelle della pigiatura e della diraspatura, ovvero separare i raspi dall’acino (a tal proposito ci sono delle pigiadiraspatrici manuali, che per piccole quantità vanno benissimo). Mentre svolgete questa operazione aggiungete del metabisolfito (o trefosolfina):questa sostanza ha infatti proprieta’ antisettiche, antiossidanti ed aiuta la precipitazione delle sostanze in sospensione da eliminare (la quantità da aggiungere, è scritta sulla confezione).
Il "vino" ottenuto da questa prima fase di lavorazione deve essere posto in un recipiente, possibilmente di acciaio inox, da 250 litri e con rubinetto.
Il contenitore, deve essere lavato e disinfettato con una parte di un dischetto di zolfo, facendolo bruciare all’interno (o pulito con acqua bollente).
Solo dopo questa operazione potrete tappare il contenitore: dopo qualche minuto potrete riaprire, ma evitando di respirare il fumo che si è prodotto. Dovrete ripetere questa operazione ogni qual volta riutilizzerete il recipiente.

Chiudete appena il coperchio, in modo tale che i gas prodotti durante la fermentazione possano fuoriuscire. Le bucce devono essere "affogate" (follatura) due volte al giorno per evitare che si ossidino (diventerebbero più scure ed irrancidirebbero alterando il mosto) e anche per abbassare leggermente la temperatura della massa, che oltre i 36 gradi circa, potrebbe far arrestare la fermentazione (si arresta infatti l’attività dei lieviti che sono gli autori della fermentazione).
A questo punto passate alla svinatura: dopo 1 giorno, se si tratta di uve bianche, circa 5 giorni, se si tratta di uve nere.
La svinatura, consiste nella fuoriuscita del mosto dal recipiente e nella raccolta delle bucce che possiedono ancora molto liquido. Inserite le bucce nella piccola pressa e passate alla torchiatura: il mosto ottenuto dovra’ essere unito a quello appena svinato. Tutto il mosto che avrete ottenuto dovra’ essere posto in 3 damigiane da 54 litri ciascuna (eventualmente distribuendo il mosto ottenuto dalla pressatura in ciascuna damigiana), la rimanenza, che all’incirca dovrebbe essere di 10 -15 litri, in un contenitore più piccolo .
Come tappo dovrete utilizzare dei piccoli "bollitori" di plastica (uno per damigiana) che dovranno essere riempiti al loro interno con un po’ d’acqua. In questo modo otterrete una barriera che impedirà all’aria di entrare, e allo stesso tempo farete fuoriuscire l’anidride carbonica (l’effetto è molto evidente e si vedranno fuoriuscire dal tappo delle bolle). Mettete le damigiane su di un piano rialzato. Il mosto pian piano si quieterà e dopo circa 20 giorni potrete fare il 1° travaso (dico circa, perché non è sbagliato eseguire l’operazione con la luna in fase calante). A questo punto si potra’ effettuare il travaso tramite un tubo di plastica nel recipiente in acciaio inox, sciacquate bene le damigiane e riempitele nuovamente. Non bisogna assolutamente toccare il fondo delle damigiane né agitare il vino da travasare, perche’ si potrebbe causare il movimento della "feccia" che si è accumulata nel fondo (i residui oltre ad essere causa della non limpidezza del vino sono anche portatori di batteri pericolosi per lo stesso).
Durante il travaso prelevate un campione del vostro vino (circa ½ litro), chiudetelo bene in una bottiglia di pari quantità e portatelo ad analizzare da un enologo (la spesa si aggira intorno a 10 euro). L’enologo sicuramente vi darà dei correttivi come ad esempio acido citrico, o tartarico, di cui il vostro vino è deficitario e vi consiglierà di mettere un po’ di bentonite per la chiarificazione del vino (fatevi spiegare bene come utilizzarla): in commercio esistono comunque dei filtri ad un prezzo accessibile.
La quantità del vino è diminuita per via dei depositi che avrete eliminato e va reintegrata con il vino del piccolo recipiente, colmandolo . Di nuovo andrete a mettere gli speciali tappi. Dopo circa 30 giorni dovrete effettuare un nuovo travaso – II TRAVASO (se avete acquistato la bentonite ricordatevi di metterne un po’ per damigiana circa una settimana prima del nuovo travaso). Mettete tutto il vino che avete nel recipiente di acciaio e dopo aver miscelato bene i prodotti che vi sono stati dati dall’enologo con del vino(non vi preoccupate non sono sostanze pericolose ma solo sostanze che il vino possiede naturalmente e di cui il vostro necessita per la sua buona conservazione ed il miglioramento delle qualità organolettiche).
Ripulite le damigiane e, se potete, lasciatele scolare a testa in giù (risciaquare con acqua prima di un nuovo utilizzo).
Il nostro recipiente con il vino deve essere dotato di galleggiante, è l’ideale perché con l’aggiunta di una piccola quantità di olio enologico (intorno al galleggiante) avrete ottenuto un’ottima protezione dall’aria; in caso contrario la quantità di olio da utilizzare sarà di circa 1 litro, e l’effetto sarà identico. Dopo circa 15 giorni assaggiate il vostro vino, ma se volete un consiglio del tutto personale non iniziate a berlo prima di Natale: ha bisogno di maturare !!!
Ora se tutto è andato bene avrete la grande soddisfazione di aver CREATO IL VOSTRO VINO!!! Guardatelo dentro ad un bicchiere rigorosamente di vetro non lavorato, se il vostro vino bianco avrà un colore dorato va bene se risulta ambrato dovrete iniziare a preoccuparvi !
Procedete alla degustazione del primo bicchiere…..vi emozionerete perché vi sembrerà il vino più buono che abbiate mai bevuto!!! Qualora vogliate imbottigliare il vostro vino, posto che quest’ultimo non potra’ durare a lungo nelle bottiglie, dovrete usare tappi in plastica o in sughero tenendo presente che per questi ultimi serve necessariamente un’imbottigliatrice manuale.
Per il vino rosso imbottigliato con tappi di sughero, provate a vedere com’e’ dopo un anno. L’imbottigliamento deve essere fatto comunque a primavera. Cercate quindi di consumare il vino nell’anno in corso,con maggiore attenzione per il bianco e ricordatevi di imbottigliare con la Luna giusta.
Per presentare meglio il vostro vino potrete creare una vostra etichetta ed utilizzare una capsula termorestringente sul tappo. Ora che avete imparato a fare il vino in casa, sperando che tutto sia andato bene e soprattutto che sia venuto un buon vino vi auguro….. BUONA BEVUTA A TUTTI!!!!!!




Commenti recenti