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ARAI … fritta? Ovvero: sarà la vola buona per l’avvio del Wifi?
28 gen
Apprendo dal buon caro vecchio Punto Informatico che ARIA, l’unico operatore che ha acquisito le licenze per portare il WiMAX su tutto il territorio nazionale, dal 2 febbraio offrirà la connettività wireless veloce sia per i privati che per gli uffici.
L’offerta sarà di due tipi: CASA ed UFFUCIO

I due tipi di offerta wifi di ARIA
ARIA casa, sia 4 che 7 mega, ha un costo di attivazione di 100 € che non viene applicato nel caso scegliate l’addebito automatico sul conto corrente. In nesun modo garantisce la banda minima. Per il resto è come le altre offerte ADSL normali…caselle postali ecc ecc….ne di più ne di meno. La prima costa 15 € al mese mentre la seconda 20 € con la differenza della velocità di upload che và dai classici 256 kbs della 4 mega ai 512 kbs della 7 mega.
ARIA Ufficio ha le stesse caratteristiche nominali della 7 mega per casa, compreso il discorso commerciale anche se cambia il costo mensile che è di 30 €, MA…
“Velocità media minima di navigazione di 100 Kbps” !!!
Finalmente anche un rivenditore di connettività “grande” parla chiaro!!!
Forse e dico FORSE riusciremo finalmente a sapere quello che paghiamo! alla fine il costo è 30€ mensili per 100 Kbps!
Adesso speriamo come dicono che porteranno l’offerta su tutta italia … sopratutto per Acor3 ^_^
Come disdire il canone RAI .. yeahhhhhh
8 ott
Come disdire il canone RAI .. yeahhhhhh
Appena ho letto la notizia ieri mi sono commosso…che figata se pagassi il canone lo disdirei! Ma ahime sono povero e non ho nessun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di segnali televisivi…me ne regalate uno?
Ah, considerate anche se il funzionario RAI fosse accompagnato da un CC o GdF NON puo’ entrare in casa, il domicilio e’ INVIOLABILE senza un mandato di perquisizione firmato da un magistrato…
Roma – Un lettore racconta a Punto Informatico come ha ottenuto l’autorizzazione a non pagare più il Canone RAI. Descrive nei dettagli la sua trafila burocratica con cui si è aggiudicato l’autorizzazione a non pagare l’odiato balzello, quello che come noto di questi tempi viene richiesto non più solo per i televisori ma anche per una serie di altri apparecchi elettronici. Strategie diverse per scopi simili, un’esperienza che può essere utile riportare.
Buon giorno!
Sono uno dei pochi fortunati che ha in mano una lettera della RAI che lo AUTORIZZA a non pagare il canone.
Come ci sono riuscito? Semplicemente seguendo la legge e quanto previsto dal Regio Decreto R.D.L.21/02/1938 n. 246, convertito in legge il 4 giugno 1938, n. 880.
Chiariamo un punto.
Il canone, come tassa di possesso, non si può "disdire", anche se la formula "disdetta" verrà usata sul vaglia. Però si può chiedere alla RAI la "suggellazione" dell’apparecchio "atto alla ricezione del segnale televisivo". Una volta in attesa della suggellazione (che di solito non arriva mai) si ha il DIRITTO di non pagare il canone.
Veniamo alla pratica.
1) Bisogna essere in possesso del libretto di abbonamento alla televisione, dal quale ricavare il "numero di ruolo".
Se non lo si ha, si chiede un duplicato con raccomandata A.R. all’indirizzo degli abbonamenti Tv (1° ufficio entrate Torino – S.A.T Sportello Abbonamenti Tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino).
2) Non si devono avere pendenze con il SAT (arretrati, multe, etc.)
3) Versare 5,16 euro con vaglia postale (non con il bollettino ordinario), specificando nella causale del versamento "per disdetta canone numero di ruolo: (scrivete il vostro numero di ruolo)". Beneficiario del versamento è il S.A.T. casella postale 22, 10121 TORINO, l’agenzia di pagamento è TORINO VAGLIA E RISPARMI (non sempre questo è chiesto)
4) Staccare dal libretto la cartolina "d", (la "b" se il vostro libretto è recente) intitolata "denuncia di cessazione dell’abbonamento tv". Barrare la casella 2 che riporta la richiesta di suggellamento. Quindi compilare gli spazi in bianco riportando il numero del vaglia e la data del versamento. Più sotto, trovate lo spazio per la data di spedizione della cartolina, riportatela e apponete la vostra firma. Sul retro della cartolina riportare nome, cognome e indirizzo del titolare che intende disdire. Correggete eventualmente il vecchio indirizzo URAR TV in SAT. Se non avete la cartolina per la denuncia di cessazione dell’abbonamento, usate la cartolina per le comunicazioni generiche e scrivete:
Il sottoscritto (nome, cognome, indirizzo) chiede la cessazione del Canone TV e chiede di far suggellare il televisore (numero di ruolo:…) a colori detenuto presso la propria abitazione. A tale scopo ha corrisposto l’importo di 5,16 euro a mezzo vaglia postale n…. del…/…/… sul quale ha indicato il numero di ruolo dell’abbonamento.
Fate una fotocopia della cartolina (davanti e dietro). L’originale della cartolina va spedito con raccomandata ricevuta ritorno all’indirizzo già stampato.
5) Attendere il ritorno della ricevuta di ritorno
6) Spedire con raccomandata A.R. il libretto di abbonamento originale completo con tutto quanto attaccato, tenendovi a casa le ricevute dei pagamenti degli ultimi 10 anni, sempre all’indirizzo del SAT.
Tutto questo va completato entro il 30 novembre, pena dover ricominciare da capo.
A fronte di quanto sopra, la RAI vi scriverà chiedendo i vostri dati anagrafici (ma non li avevano già?), la marca dell’apparecchio da suggellare e dove si trova. A me personalmente ha chiesto altri 3,24 euro (non so a che titolo) che ho pagato volentieri, dicendomi di rimanere in attesa della suggellazione dell’apparecchio.
Ricordo a tutti che il funzionario RAI NON ha il diritto di entrare a casa vostra, a meno che non sia accompagnato da un finanziere o carabiniere. Quindi il televisore glielo potete far trovare FUORI dall’uscio.
Bene. Sono tre anni che attendo, e quest’anno la RAI mi ha scritto che "dato che non risulta alcun abbonamento a mio nome, le modalità per accendere un nuovo abbonamento sono…".
EVVIVA! Ho sconfitto il Burocratosauro!!!
Cesare B.
Ma c’è chi suggerisceun’altra via più sicura e senza sorprese asserendo che solo il 10% delle disdette fatte con il metodo di cui sopra và a buon fine. La domanda che faccio io è: ma sti dati chi li tira fori? Io intanto riporto…poi vedete voi, siete grandi e vaccinati. Anzi fatemi sapere com’è andata.
da M.A.B. online – Lo stato di diritto
DISDETTA IL CANONE RAI
La pretesa dello pseudo “canone di abbonamento” alla RAI è un vero e proprio furto legalizzato la cui forza si basa solo sull’accettazione supina dei tanti cittadini che lo pagano senza chiedersi cosa e perché stanno pagando con questo “canone” Non rassegnarti a subire la prepotenza: ora insieme con noi puoi difenderti e farti valere senza aggravio di spese e senza perdite di tempo. Recupera la Tua dignità di cittadino!!
RICORDATI CHE:
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La RAI è una televisione offre servizi generalisti (programmi che vanno dall’intrattenimento all’informazione, passando per lo sport, film, musica, documentari, approfondimenti, talk show, ecc.) al contrario delle TV via cavo e via satellite che danno servizi a domanda.
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L’utente del servizio generalista non è lo spettatore, bensì le imprese che comprano gli spazi pubblicitari per promuovere i propri marchi. Solo nel servizio a domanda l’utente è lo spettatore, ed infatti paga un canone mensile.
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Pertanto la RAI, svolgendo solo servizio generalista, avendo come clienti le imprese, non può farsi pagare un canone di abbonamento da noi spettatori che non siamo utenti, bensì oggetto del servizio.
IL CANONE È ILLEGALE
Per tenerlo in piedi “Lorsignori” lo hanno trasformato in “tassa di possesso dell’apparecchio televisivo”. Sì, proprio così, una tassa di possesso: vedi che non sai nemmeno Tu che cosa stai pagando?
Invece il “canone” vero e proprio è quello che lo stato versa alla società RAI per la concessione del servizio pubblico che essa è tenuta a svolgere per conto dello Stato, a mo’ di risarcimento poiché si sostiene che la RAI, effettuando il servizio pubblico, subisce una perdita di introiti che è compensata, appunto, con il canone. Lo Stato ha disposto, poi, che per pagare il “canone” alla RAI venga imposto l’obbligo ai cittadini di versare direttamente alla RAI la tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo.
TUTTO CIÒ È SOLO UNA VERGOGNOSA PRESA IN GIRO, ESPRESSIONE DELLA INCULTURA DEL CETO POLITICO E DELLA BUROCRAZIA, CHE SI ORGANIZZANO PER DERUBARE IL CITTADINO, ECCEZIONE UNICA A LIVELLO MONDIALE (IN TUTTO IL MONDO NON ESISTE NESSUNA ALTRA TELEVISIONE GENERALISTA AUTORIZZATA A PAGARSI UN CANONE, TANTO CHE L’EUROPA HA INTIMATO L’ITALIA DI FAR CESSARE QUESTO SCANDALO);
NON ACCETTARE CHE RIDANO DI TE, NON FARTI DERUBARE:
FAI LA DISDETTA
L’inganno che formalmente non si vede deriva dal fatto che quello formalmente viene chiamato “canone di abbonamento RAI” di fatto si trasforma in una vera e propria tassa di possesso del televisore. A questo punto cominciano le ingiustizie e le vessazioni. Infatti il televisore è un bene mobile di cui è impossibile provare il possesso (provateci, se ci riuscite) salvo che non ci autodenunci. Ecco spiegata la ragione per cui il “Canone RAI” è una tassa “in libertà”, cioè chi vuole (autodenunciandosi) la paga e chi non vuole non la paga, basta non denunciare il possesso del televisore. Gli enti preposti al controllo non potranno provare il contrario. al fine di evitare la consumazione di tale vessazione di massa, è quindi opportuno mettere tutti i cittadini sullo stesso piano. Chi, per errore o per ignoranza, si è autodenunciato in passato e l’apparecchio televisivo che aveva allora non lo ha più può mettersi sullo stesso piano degli altri, cessando l’abbonamento del canone RAI ed attendendo tranquillo, paziente, quanto speranzoso, il controllo da parte degli addetti ai quali, se caso mai nel frattempo avesse riacquistato un altro apparecchio televisivo, potrà sempre chiedere il suggellamento dell’apparecchio stesso.
Scarica il modulo della disdetta e dell’autocertificazione e chiedi tutta l’assistenza necessaria o il riferimento del comitato comunale MAB a te più vicino alla sede nazionale di UNICO – MAB (Tel. 059/776.777 – e-mail: unico.ortofrutta@libero.it):
Disdetta.pdf
ADSL: Overbooking, poca banda molti utenti
22 mag
ADSL: Overbooking, poca banda molti utenti
Punto Informatico stamattina ha pubblicato un’interessante indagine giornalistica sulla situazione delle ADSL in italia.
Ve ne riporto un pezzetto consigliandovi di trovare 10 minuti per leggere il loro articolo:
Si chiama overbooking di banda e, sostanzialmente, significa che i provider vendono una quantità di banda maggiore rispetto a quello che la potenzialità tecnologica messa in campo permette di sostenere. È un po’ quello che accade nelle tangenziali delle grandi città nell’ora di punta: strade troppo strette, molte macchine in circolazione e lunghissime code estenuanti.
Diritto di panorama: che famo? E fate come ve pare!
14 feb
Diritto di panorama: che famo? E fate come ve pare!
Evviva Franco Grillini e Cinzia Dato
Alla fine qualcuno che cerca di portare a casa il risultato e risolvere le questioni c’è! Leggo stamattina con molto piacere un’articolo su Punto Informatico nel quale parlano della risposta, la trovate qui in fondo, data dal ministro dei Beni Culturali all’interrogazione parlamentare degli onorevoli Grillini e Dato.

"In Italia, non essendo prevista una disciplina specifica, deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo, per qualunque scopo anche commerciale salvo che, modificando o alterando il soggetto, non si arrivi ad offenderne il decoro ed i valori che esso esprime."
Questo il principio affermato. Ovviamente non si può fare come si pare ma si deve seguire il controverso addendum alla legge sul diritto d’autore che riguarda le opere degradate.
"Il Ministero spiega che le opere in forma degradata possano essere riprodotte esclusivamente con finalità didattiche o scientifiche e mai per scopo di lucro. Visto il riferimento esplicito a Wikipedia nell’interrogazione, e vista la natura collaborativa del progetto enciclopedico, non è azzardato ritenere che la riproduzione di opere sull’enciclopedia online possa essere effettuata liberamente, sebbene in forma degradata." (dall’articolo di Punto Informatico)
Forma degradata…be, gli mp3 e le jpg sono una forma degradata ^_^
Ecco invece la riposta del Ministro dei Beni culturali e a seguire il testo dell’interrogazione parlamentare.
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI UFFICIO LEGISLATIVO
Roma 5 febbraio 2008
All’Onorevole Grillini Camera dei Deputati ROMA
Alla Camera dei Deputati Segretariato Generale ROMA
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento Rapporti con Parlamento
Uff. III
ROMA
Al Segretario Generale ROMA
All’Ufficio Stampa SEDE
Allo Schedario generale Elettronico
Camera dei Deputati
ROMA
OGGETTO: Interrogazione parlamentare n. 4-05031.
In merito all’opportunità di introdurre nel nostro ordinamento giuridico l’istituto del "panorama freedom" per consentire ai gestori di siti internet privati la pubblicazione di immagini di opere d’arte contemporanee e non, al fine di favorire ed accrescere in Italia ed all’estero la conoscenza del nostro patrimonio culturale, occorre procedere ad alcune precisazioni preliminari.
Pur non essendo espressamente disciplinata nel nostro ordinamento, la libertà di panorama ossia il diritto spettante a chiunque di fotografare soggetti visibili, in particolare monumenti ed opere dell’architettura contemporanea, è riconosciuta in Italia per il noto principio secondo il quale il comportamento che non è vietato da una norma deve considerarsi lecito.
In altre legislazioni, invece, tale diritto è disciplinato diversamente a seconda dell’interesse che si ritiene di tutelare prevalentemente (si pensi, ad esempio, alla legislazione belga ed a quella olandese che consentono di fotografare liberamente solo gli edifici mentre è necessaria la richiesta di un permesso per le sculture ove costituiscano il soggetto principale della fotografia; oppure a quella tedesca secondo cui è possibile invece fotografare anche le sculture pubblicamente visibili per usi commerciali; infine a quella statunitense che, similmente a quella italiana consente di poter utilizzare le fotografie scattate in luoghi pubblici o aperti al pubblico per qualunque scopo, salvo che si tratti di opere d’arte non stabilmente installate in un luogo pubblico poiché in tal caso è necessaria l’autorizzazione del titolare).
In Italia, non essendo prevista una disciplina specifica, deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo, per qualunque scopo anche commerciale salvo che, modificando o alterando il soggetto, non si arrivi ad offenderne il decoro ed i valori che esso esprime.
Per quanto attiene alla tematica del pagamento dei diritti agli autori delle opere contemporanee, si evidenzia che l’art. 2 della legge 9 gennaio 2008, n. 2 (in G.U. serie generale n. 21 del 25 gennaio 2008) ha modificato l’articolo 70 della legge sul diritto d’autore ampliando il regime delle esenzioni. In particolare, è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.
Pertanto, ove il soggetto fotografato fosse un’ opera di autore vivente, l’utilizzo non potrà avvenire che nei limiti anzidetti. Il problema chiaramente non riguarda le opere considerate beni culturali, ossia aventi più di cinquant’anni e di interesse culturale che si trovano in consegna nei musei o negli altri luoghi della cultura, le quali possono essere riprodotte ai sensi e con i limiti previsti dagli art. 107 e 108 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (autorizzazione da parte dell’amministrazione consegnataria e pagamento di un canone, salvo che la riproduzione non sia chiesta per scopi personali o didattici e non commerciali).
IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
On. Danielle Mazzonis
A seguire l’interrogazione presentata da Franco Grillini e Cinzia Dato lo scorso ottobre.
Interrogazione all’Ill.mo Sig. Presidente della Camera dei Deputati ai sensi dell’art. 128, comma 1, del Regolamento della Camera dei Deputati I sottoscrittori Deputati interrogano il Ministro per i Beni e le attività Culturali, On. Francesco Rutelli, per sapere – premesso che: Come segnalava di recente una serie di articoli sulla stampa italiana, fra i quali un articolo di Aprileonline.info del 2 luglio 2007 che riportiamo in calce, "La legislazione italiana, a differenza di molti altri paesi, non contemplerebbe il cosiddetto panorama freedom (libertà – o diritto, ndr. – di panorama), che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d’autore".
Il problema è stato portato alla ribalta dal fatto che l’edizione italiana dell’enciclopedia "Wikipedia" e il progetto collegato "Commons" (un database di immagini liberamente e gratuitamente disponibili a tutti), dopo avere rilevato l’assenza in Italia di una normativa che conceda la "libertà di panorama" ha deciso di cancellare tutte le fotografie, già presenti o inserite in futuro, riguardanti opere dell’architettura progettate in Italia da architetti che non siano morti da almeno 70 anni, e così pure tutte le opere d’arte esposte in pubblico (ivi inclusi i monumenti cittadini). Questo implica che "L’intera architettura contemporanea e moderna italiana – di progettisti ancora in vita, o morti da meno di 70 anni (come previsto dalla Legge 633/1941 sul diritto d’autore) -, perciò, rischia di non poter essere raffigurata nella pi&
ugrave; grande enciclopedia del mondo, col pesante danno per i beni culturali italiani che questo comporta". Wikipedia è infatti la più grande enciclopedia del web e con sessanta milioni di utenti al giorno è tra i dieci siti più visitati al mondo (settimo sito in Italia con oltre 17 milioni di visite – fonte Nielsen, agosto 2007), è libera, gratuita, indipendente, gestita e costruita da volontari, e disponibile a tutta la popolazione grazie ad Internet, e rappresenta una delle novità più interessanti del secolo nella diffusione della cultura.
Così una fotografia della Stazione Centrale o del portone del Duomo o del Pirellone a Milano, piuttosto che del nuovo edificio dell’Ara Pacis o il nuovo Auditorium di Roma o la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, o il monumento ai partigiani a Bergamo o quello a Pertini a Milano, o la Stazione di Firenze o il "Colosseo Quadrato" all’Eur, fino alle singole opere come la fontana di Piazza Esedra a Roma…, non possono essere riprodotte in Internet su Wikipedia (né, teoricamente, su alcun sito di qualsiasi tipo) per illustrare "le immagini di tutte le opere architettoniche moderne" presenti sul territorio italiano.
Questo implica che illustrare l’arte italiana degli ultimi 100-150 anni (a seconda della durata della vita dell’autore) è impossibile, anche quando si tratti di opere prodotte con denaro pubblico al preciso scopo di abbellire gli spazi pubblici ed accrescerne il pubblico godimento. A questo va aggiunto il fatto che realizzazioni artistiche contemporanee, dalla Défence di Parigi al nuovo Reichstag tedesco, sono oggi utilizzate attivamente per generare turismo, con beneficio della collettività ed anche della fama degli artisti che hanno realizzato le opere, nonché vantaggio d’immagine e di prestigio degli enti che le hanno commissionate e pagate.
L’assenza di una legge sulla "libertà di panorama" danneggia quindi, anziché aiutarli, gli artisti contemporanei italiani, specie quelli meno noti, che vedono preclusa da questa lacuna la possibilità di fare conoscere attraverso un mezzo di comunicazione potente e gratuito le loro realizzazioni. Al tempo stesso danneggia le città che hanno investito in opere d’arte e in ristrutturazioni affidate a nomi prestigiosi allo scopo dichiarato di favorire il turismo, dato che il solo artista ha oggi il potere di impedire, se lo desidera, qualsiasi riproduzione di una propria opera, anche se nata per essere di pubblico godimento, e che tale potere è in mano ai suoi eredi per 70 anni dopo la sua morte.
La gratuità di Wikipedia, e l’enorme valore socio-culturale della diffusione di fotografie che riguardano opere d’arte moderne e contemporanee, meritano una deroga al diritto d’autore che preveda, per la loro diffusione a scopo didattico, la totale libertà.
La legge sul diritto di autore risale al 1941 ed è urgente una omogenizzazione della legislazione italiana con quella internazionale, che tenga in considerazione i nuovi media, e che esistono numerosi progetti di legge bipartisan per la revisione delle norme sul diritto di autore.
si chiede se il Signor Ministro non intenda
provvedere urgentemente alla regolamentazione della "libertà di panorama", considerate le diverse specificità dei media e il valore della diffusione didattica della cultura a tutta la popolazione.
On. Franco Grillini
On. Cinzia Dato
Chi è un Bravo Informatico?
31 ott
Chi è un Bravo Informatico?
Articolo, con il quale mi trovo in sintonia, preso paro paro (tranne le immagini) da Punto Informatico. Buona lettura!
Roma – Sono 25 anni che mi occupo d’informatica, e mi sono sempre chiesto: ma come dovrebbe essere un bravo informatico? Sono partito dalle basi della mia esperienza per giungere alla conclusione che ciò che si dice dell’informatica è vero: è quella cosa dove chi comanda non la conosce, e chi la conosce non comanda.
Questo perché per il nostro utente/cliente/committente quella cosa lì, (l’informatica) la vede a seconda del suo ruolo, (la realtà è rappresentazione, ci ricorda Schopenhauer), in molti modi differenti: talvolta come una form, talvolta come un semplice pulsante, e spesso solo come una cifra in un conto d’investimento, quasi mai, anzi proprio mai come un sofisticato meccanismo creato dalle abili mani di un artigiano.
Si, perché per quanto la si voglia far sembrare un prodotto industriale, l’informatica fatta a qualsiasi livello è del tutto artigianale.
Magari ci fosse un prodotto che schiacciando il tasto mi tiri fuori un gestionale, un ERP, un real time e cosi via. È vero, ci sono i tools che automatizzano molte azioni, ma il succo è che senza l’intervento umano poco o nulla si fa.
Nell’informatica poi si distinguono 3 grandi categorie:
1. I realizzatori di codice puro. In genere sono coloro cui occorre solo dire di che cosa hai bisogno e loro te lo costruiscono. Difficilmente si pongono domande sul perché ti serve qualcosa, loro lo fanno e basta. Si arrabbiano moltissimo quando ricevono richieste illogiche od astruse.
2. Coloro che ricevono le richieste dell’utente. Non so voi, ma il 99% delle richieste dei miei utenti è: non so cosa voglio, ma lo riconosco quando lo vedo. La maggior parte di coloro che si riconoscono in questa categoria passa il tempo a spiegare ad un utente, senza sembrare brusco, che una 500 con le ali, anche se fattibile, non è il massimo; meglio dotarsi o di una bella utilitaria o di un biplano o di entrambi. Se poi si dice sì all’utente (sulla 500), devi poi passare altrettanto tempo a parlare con i realizzatori per far digerire loro che adesso quello che hanno fatto lo buttano a mare e ricominciano a fare qualcosa di diverso. (Se avete manie masochistiche fatelo pure, io non ve lo consiglio!)
3. La terza categoria degli informatici ha per me qualcosa di magico. In genere la si trova nei piani alti della scala gerarchica. Di informatica hanno uno spruzzo, come le torte con su lo zucchero a velo, però sono degli abilissimi comunicatori e dei perfetti creatori di presentazioni ad effetti speciali creati ad arte con Power Point. Eccellono nel redigere piani in Project e sono degli ottimi oratori. Quanto poi a realizzare prodotti informatici…In genere sono soliti dire per farvi capire che sono dentro la materia:
Un prodotto informatico è un insieme di sequenze logiche che prendono delle informazioni in input, le elaborano e forniscono un output!
Si ma come ? Beh, questo è un lavoro per i tecnici… (vedi 1 e 2).
Un bravo informatico, qualsiasi sia il suo livello, deve avere le seguenti qualità per non finire presto in depressione o scoprire che la sua settimana lavorativa dura tra le 60 e le 80 ore.
· Preveggenza. Ormai in ufficio mi chiamano Cassandra, quando entra un utente e mi chiede qualcosa che sia di solo 2 giorni lavorativi, so già che stiamo parlando di 2-4 mesi. L’ultima volta che mi hanno chiesto un db provvisorio per una cosuccia da niente, è rimasto in piedi 3 anni. Ancora mi domandano come facevo a saperlo. Io uso questa Regola, tramandatami da un vecchio saggio. Quando vi chiedono una stima di qualcosa di nuovo, aumentatelo alla categoria superiore e moltiplicatelo per 2.
1 giorno=2 settimane. Siete molto vicino a quello che impiegherete.
. Ascolto. Mai e dico mai realizzate qualcosa non appena l’utente ha finito di parlare. Aspettate, fate una pausa e poi dite sempre, lo metto per iscritto perché cosi lo capisco meglio. A questo punto accadono 2 cose: o l’utente dice, non mi serve più (40%), o vi cambia i requisiti (60%). Nel secondo caso si ricomincia il loop.
· Essere un terribile mal fidato. Controllate l’attività dell’utente, è facile che vi chieda cose pazzesche, solo perché non sa che la stessa cosa la fa la calcolatrice di windows. Testate, testate sempre ogni singola cosa e poi ri-testatela. Avere dei programmi free bugs è l’unico vostro scudo ad ogni possibile richiesta assurda ed alla domanda, ma perché ci vuole cosi tanto…?!
L’ultimo talento lo si acquista con l’esperienza, con tanta esperienza, o si è fortunati ad averlo dalla nascita e si chiama la capacità di vendere la propria attività.
Dilbert insegna che se siete dei super esperti, bravissimi, capaci, ottimi risolutori, fornitori di soluzioni, ecc,ecc, beh, questo non vi sarà mai riconosciuto. Mai. Perché (sempre per la solita legge della rappresentazione) state per tutti solo facendo il vostro lavoro.
È come dire bravo ad un chirurgo. Certo che è bravo, è il suo lavoro.
Però il chirurgo si fa pagare ! E questo, perchè il chirurgo fa pesare tantissimo il suo know-how.
Questo talento poi, più passa il tempo e più diventa molto più importante di tutti gli altri, specie qui in Italia.
Posso affermare con sicurezza che il Vostro stipendio e livello in azienda è direttamente proporzionato a questa capacità.
Più saprete far intendere al Vostro utente, (Capo od altro), quanto il Vostro lavoro sia complesso e sfaccettato ( e di conseguenza oneroso ed impegnativo) perché deve essere accurato, completo per dare un servizio che nel tempo porterà guadagno (ovvero risparmio), e maggiori saranno i Vostri compensi. (C’è sempre chi vi dirà, ma che ci vuole a farlo?! A quel punto cedetegli la sedia ed chiedetegli di mostrarvi la sua bravura…Si azzittirà all’istante).
Al mio team dico sempre: se realizziamo un’intera applicazione in Ajax, con le ultimissime tecnologie, in un terzo del tempo e senza bugs non potremmo mai pretendere nulla in più di quello che abbiamo. Questo perché per tutti questo è il nostro lavoro, e non si può pretendere di avere di più per fare “solamente” il proprio lavoro.
Invitare l’utente ad una serie di 3, 4 riunioni in cui illustriamo come lavoriamo, come Egli sarà sempre informato su tutto durante tutto il progetto, e come il servizio prodotto gli renderà la vita migliore, non ha prezzo!
Ed infine due massime:
- La prima da esporre come bigliettino da visita: Se tu lo sai immaginare, noi lo sappiamo realizzare.
- La seconda da dire al Vostro Team: Alla gente quasi mai interessa un’applicazione che giri 1 secondo più veloce o che abbia una base dati ultra ottimizzata od utilizzi solo paradigmi OO, ma tutti vogliono che sia bella, sicura, affidabile e che risolva il loro problema.
Ecco, forse alla fine una possibile definizione è: il bravo informatico è colui che gli altri riconoscono come un risolutore di problemi.
Dove c’è corrente c’è TV: quindi paga il canone o ti stacco la corrente!
29 ott
Dove c’è corrente c’è TV: quindi paga il canone o ti stacco la corrente!
Sembra proprio che la RAI non voglia saperne di modernizzarsi e rendere le sue trasmissioni più attraenti e di conseguenza “guadagnare”.
Anche quest’anno ci riprova, vuole che il pagamento del canone sia legato a quello della bolletta ENEL.
Ma voi lo sapete chi è tenuto a pagare il canone? chiunque disponga di apparecchi atti o adattabili alla ricezione del segnale televisivo!!!
Io sono miope, se comperò gli occhiali adatto i miei occhi alla visione della tv…devo pagare il canone?
Comunque sia la RAI è stata già condannata più volte per l’aver rotto i coglioni in maniera pensate molti utenti (in breve vessato). Ad esempio l’ADUC riporta in formato PDF la sentenza di condanna del Guidice di pace di Varese che l’ha condannata al risarcimento dei danni ed alle spese procedurali. Dategli una letta…è molto istruttiva la cosa e ti fà sentire meno indifeso. Della serie ogni tanto Don Chisciotte je la fà!
Per maggiori informazioni o per leggere un vero articolo fatto da un vero giornalista date una letta al bell’articolo di Punto Informatico. Al suo interno troverete i riferimento ad altri fatti ed avvenimenti legati a questa faccenda.
E tenete presente che c’è sempre l’ADUC con il suo servizio di consulenza gratuita online per i cittadini che intendano tutelarsi.
- Ho il pisello, che faccio mi costituisco perché adattabile allo stupro?
- Ho anche degli affilatissimi coltelli a casa…che faccio, mi adatto e chiedo i finanziamenti per rifare l’insegna?
- Ho anche la caffettiera, adatto la mia cucina e venite a fare colazione da me (ovviamente non faccio lo scontrino e chiedo che mi vengano abbassate le tasse)?
- Ho anche un’auto grosso e diesel, la adatto e quando accompagno la socera faccio paritre il tassametro (non sempre altrimenti non posso chiedere la diminuzione delle tasse)?
- … (continuate voi?)
una sola cosa:
MA VAFFANCULO VAI !!!
Wi-Fi per tutti…aggratis con le Wi-Fi Comunity
5 ott
Wi-Fi per tutti…aggratis con le Wi-Fi Comunity

Semplice…io ho una connessione flat ad internet, mi iscrivo ad una comunità che mi REGALA un modem router Wi-Fi che, con un particolare Bios, funge anche da contarore (avete rpesente quello del gas?).
La rete Wi-Fi che irradio è aggratis e libera per tutti quelli che appartengono alla mia comunity. Per ognuno di quelli che si connettono attraverso il mio collegamento vengo REMUNERATO. Non saranno cifre esorbitanti ma almeno riesco a pagarmi il collegamento ad internet.
Ecco qui che io ho l’abbonamento ad internet gratis cosi come tutti quelli della mia Comunity.
In inghilterra "il maggiore operatore di TLC britannico, British Telecom, al secolo BT, ha scelto la community di FON come propria partner per la diffusione del wireless nel regno di Elisabetta, dando al paese la chance per diventare il primo al Mondo dotato di una vera e distribuita connettività WiFi accessibile potenzialmente a, e da, tutti i cittadini (qui l’annuncio ufficiale in PDF)." Questo è quanto si legge su Punto Informatico.
Ed ecco quello che dici la FON nella sua home page:
BT e FON hanno unito le forze per dar vita ad una comunità WiFi che consente ai propri membri di collegarsi gratuitamente da migliaia di luoghi diversi, nel Regno Unito e nel Mondo. Per essere parte di tutto questo, tutto ciò che devi decidere è di unirti alla BT FON community".
In italia? C’è RomaWireless che dovrebbe consentire agli FONERS di connettersi, per dettagli qui. Oppure date un’occhiata al Fon Blog (tutto in italiano) nel quale potete informarvi sulle ultime novità a riguardo e magari date anche unìocchiata alla copertura della rete FON nella vostra zona qui.
Il mouse? Buttalo che ti fa male
17 giu
Il mouse? Buttalo che ti fa male
Deborah ed un suo collega hanno già abbandonato il mouse a favore di una bella tavoletta grafica…io l’ho comperata e devo solo abituarmi all’idea di usarla. Voi intanto leggete il bell’articolo preso da Punto Informatico!
Roma – Dolorino insistente al polso? La spalla pesa? Le dita fanno male ogni volta che toccano la tastiera? Questi alcuni dei sintomi delle note e temute RSI, sigla che sta per Repetitive Strain Injury, patologie dovute ad uno sforzo ripetitivo, problemi che secondo Wacom, tra i maggiori produttori di tavolette grafiche, sono spesso e volentieri attribuibili al mouse.
Wacom si affida per queste deduzioni ad uno studio, Prevenzione del RSI attraverso un diverso dispositivo di puntamento, realizzato sotto la direzione di Hardo Sorgatz, docente di psicologia clinica presso l’Istituto universitario di Tecnologia a Darmstadt, in Germania, ed è stato completato da un test durato tre mesi su 60 persone, che utilizzavano il mouse con il PC da circa dieci anni, "senza aver mai lavorato con una pen tablet", specifica Wacom.
10 modi vecchi e nuovi per perdere dati
14 giu
da Punto Informatico
Milano – È una curiosità ma è anche un monito: i dati digitali, soprattutto quelli importanti, vanno conservati con cura perché ci sono incidenti, sempre inattesi ma spesso prevedibili, che possono provocarne la perdita. E Kroll Ontrack, società che si occupa di data recovery, ha deciso di rendere pubblici i 10 modi più curiosi con cui dati, a volte di grande importanza, sono andati perduti. Sono 10 casi del 2006 scelti tra gli oltre 50mila trattati dall’azienda, tutti casi in cui, a sentire Kroll Ontrack, i dati sono stati alfin recuperati.
Ma eccoli qui sotto:
Giù dall’elicottero
Alcuni dipendenti di una società di telecomunicazioni hanno fatto cadere un laptop da un elicottero in volo nel cielo di Montecarlo.
Dati lavati
Un passeggero in volo da Londra a Varsavia aveva inserito nello stesso bagaglio il suo laptop e il beauty case. Sfortunatamente il flacone dello shampoo si è aperto, danneggiando l’hard disk del computer. Per poter recuperare tutti i dati, i tecnici hanno dovuto ripulire accuratamente l’hard disk e altri componenti in modo da ristabilire il funzionamento del drive.
Il caso Dom Joly
L’attore britannico Dom Joly aveva lasciato cadere in modo accidentale il suo laptop, danneggiando l’hard disk su cui erano memorizzate cinquemila fotografie, seimila canzoni, mezzo libro in fase di stesura e tutti i suoi vecchi articoli pubblicati sui giornali.
Una biblioteca in fiamme
Un’importante università britannica aveva subito una disastrosa perdita di dati causata da un incendio che si era sviluppato nella facoltà di informatica durante un weekend; tutti i computer avevano subito ingenti danni sia per il fumo che per l’acqua usata dai vigili del fuoco.
Attenti alle banane
Un cliente aveva lasciato su un hard disk esterno una banana matura, che marcendo, ha danneggiato l’apparecchio.
Una cunetta? No, un hard disk
Accade tutti gli anni, ma le persone continuano a lasciare computer e hard disk sulla rotta di veicoli in movimento. Anche quest’anno Kroll Ontrack ha recuperato dati da un laptop che era stato schiacciato dai rulli di una corsia mobile di un aeroporto e diversi hard disk esterni che si trovavano in uno zaino su cui è passato un camion.
La decima volta è…quella giusta
Un utente ha riformattato il proprio hard disk ben dieci volte prima di rendersi conto che conteneva informazioni di cui aveva assolutamente bisogno.
Alla ricerca di Nemo
Al rientro da una meravigliosa vacanza alle Barbados un cliente ha scoperto di non poter accedere alle foto scattate in immersione con la sua nuova macchina fotografica digitale “subacquea” perché sembra che il dispositivo non fosse a tenuta stagna.
Drive rumoroso? Mettici un po’ d’olio
Un docente universitario si era accorto che il drive del suo nuovo computer era un po’ troppo rumoroso. Per ovviare all’inconveniente ha pensato di aprire il cabinet e irrorare l’interno del disco con WD-40, un potente lubrificante. Il drive ha smesso di cigolare, ma anche di funzionare!
Spedizione… in una calza
Un cliente ha deciso di spedire a Kroll Ontrack un drive malfunzionante, mettendolo in un paio di calzini sporchi, che ovviamente non hanno garantito la protezione necessaria durante il trasporto. I danni che ne sono risultati si sono rivelati più gravi di quelli provocati dall’incidente originale.
Bush: vi abbiamo spiati ma non potrete indagare
7 mag
Bush: vi abbiamo spiati ma non potrete indagare
Dopo l’11/9 l’intelligence USA ha ottenuto una collaborazione senza precedenti da società TLC e provider. E ora la Casa Bianca chiede di bloccare subito qualsiasi indagine su quanto accaduto. In nome della sicurezza
Lo vedi che i comunisti c’hanno ragione? Come si può dire ad un ragazzo se scarichi la musica sei un delinquente e poi si infrangono "semplicemente" i diritti umani. Tutti noi abbiamo diritto alla nostra privacy .. santa … una ed invilabile…a meno che….a meno che gli Americani non decidano che è più importante la loro sicurezza…già…peccato che poi fanno le guerre per le armi di distruzioni di massa perchè sono minacciati e non c’è nessun’arma di distruzione di massa…oddio hanno chiesto scusa eh…come per la funivia…scusate ecco 100.000 dollari e adesso non rompete più i coglioni…e nun strilla che ho chiesto scusa…HO DETTO NUN STRILLA’ … BANG
Washington (USA) – Mettere una pietra sopra sei anni di soffiate e di fornitura di dati riservati su utenti e cittadini: l’amministrazione Bush sta preparando un ghiotto regalo per tutti gli ISP, aziende di telefonia e telecomunicazioni che hanno sino ad ora a vario titolo collaborato con la galassia di sigle dell’intelligence statunitense, nella perdurante lotta al terrorismo internazionale.
La misura è inclusa nella sezione 408 di una nuova proposta di legge, e ars technica ne riporta un sostanzioso stralcio: "A dispetto di qualunque altra legge – si legge nella proposta – e in aggiunta alle immunità, ai privilegi e alle difese previste da ogni altra fonte di legge, nessuna azione sussisterà o verrà tenuta in alcuna corte (…) contro chiunque per la presunta fornitura ad un elemento della comunità dell’Intelligence di qualunque informazione, (…) che è, è stata, potrebbe essere o sarebbe potuta essere intesa a proteggere gli Stati Uniti da un attacco terrorista".
La legge è retroattiva, e interessa il periodo di tempo che intercorre tra l’11 settembre 2001 – il giorno del fatidico attacco alle Torri Gemelle di New York – e la data in cui l’Atto entrerà in vigore. Come ha spiegato il Governo in seguito nell’analisi della proposta, "le società che cooperano con il Governo nella guerra al terrore meritano il nostro apprezzamento e protezione – non processi in tribunale".
Poco importa l’eventuale illegalità delle loro azioni: il rischio che indagini terze spalanchino i tanti piccoli vasi di Pandora dei programmi di intelligence gestiti da NSA, CIA e affini supera le necessità della Giustizia secondo gli strateghi della Casa Bianca.
Kenneth Wainstein, assistente al Dipartimento di Giustizia, ha dichiarato ai senatori riuniti in assemblea all’audizione di presentazione presso il Comitato Scelto del Senato sull’Intelligence, che la misura "riempirà un vuoto nelle nostre leggi", permettendo alle società telefoniche di assistere il governo senza il rischio di ripercussioni legali.
Se la legge dovesse passare, la pletora di cause intentate dalle associazioni dei consumatori e dalle organizzazioni per la difesa dei diritti dei cittadini contro l’accesso indebito dell’intelligence a dati riservati diverrebbero in un sol colpo carta straccia. Tale sorte toccherebbe anche alla causa pendente tra EFF e AT&T, accusata appunto di violazione sistematica della legge in combutta con gli agenti segreti. Uno scandalo che per settimane ha tenuto sotto pressione Bush e i suoi consiglieri.
Non tutto è perduto, dicono in molti, ricordando il braccio di ferro sull’Iraq tra Bush e il Congresso, in mano ai Democratici: l’iter parlamentare della legge potrebbe riservare sorprese spiacevoli per la nuova iniziativa della Casa Bianca.
Alfonso Maruccia
Bufala letale in Pakistan
16 apr
Bufala letale in Pakistan
Panico nel paese per un pericoloso virus che si trasmette dal cellulare all’uomo. Si tratta di una bufala colossale, ma ci cadono in molti
Il primo che mi manda l’email con l’avviso di stare attento lo ucciso io e dò la colpa al virus !!!
da Punto Informatico
Karachi – Venerdì scorso gli operatori di telefonia mobile del Pakistan hanno ricevuto moltissime chiamate da parte di utenti impauriti da un SMS nel quale si avvertiva che un pericoloso virus poteva diffondersi anche attraverso i cellulari e aveva già provocato 20 vittime.
Una bufala che rassomiglia per molti versi alle decine di catene di S.Antonio che intasano la rete e talvolta anche la telefonia mobile. Ma è così "grossa" da aver destato l’attenzione dei media internazionali.
Per quanto incredibile, questo SMS allarmistico è andato via via diffondendosi, tanto che alcuni muezzin nelle moschee hanno lanciato avvertimenti, leggendo talvolta questa notizia come un segno dall’alto, invitando i fedeli a non usare il telefonino in quanto reale minaccia. Inoltre il capo del pronto intervento della regione del Punjab ha ricevuto un richiesta di aiuto per un uomo che si era accasciato a terra subito dopo aver ricevuto una telefonata sul proprio telefonino.
Nel paese, che conta 160 milioni di cittadini, vi sono circa 52 milioni di persone che possiedono almeno un cellulare. Farah Hussain, portavoce di Warid Telecom, ha riferito che i propri operatori hanno provveduto a calmare gli animi di coloro che, terrorizzati, avevano chiamato, smentendo quella che è stata definita, a ragione, una diceria senza alcun fondamento scientifico.
Oltre a suscitare ilarità, questa notizia ha destato le impressioni, non proprio entusiaste, di alcuni blogger. Uno di questi, Ali Eteraz, sostiene come questa sia una testimonianza dell’ignoranza tecnologica che affligge molti paesi islamici, spesso ancorati a superstizioni antiche che li rendono più impressionabili di altri popoli più avvezzi alla tecnologia.
Giorgio Pontico
27 giorni per impedire l’appecoronamento nostro a favore delle major
28 mar
27 giorni per impedire l’appecoronamento nostro a favore delle major
Siamo alle solite, le case discografiche, le televisioni e chiunque altro abbia l’interesse a farci pagare l’aria che respiriamo tende a fare pressione sui politici, stavolto a livello Europeo, per far si che vengano varate delleleggi a loro favore. Poco importa se saremo schedati controllati e se i nostri dati, anche sensibili, potranno essere richiesti da Murdoc o che per lui. Paga e zitto!!!
L’unica voce "amica" è quella senatore Fiorello Cortiana, membro del Comitato consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell’Innovazione, che stà cerando di raccogliere consensi per cercare di bloccare la proposta di direttiva europea IPRED2. Se ricordate riusci tempo fà a far bocciare la direttiva sulla brevettabilità del software quindi penso meriti ascolto (FATTI NON PUGNETTE).
A questo indirizzo trovate l’articolo apparso su Punto Informatico mentre …
"Per aderire all’appello
In queste ore si sta provvedendo all’allestimento di uno strumento ad hoc che consenta di raccogliere le adesioni. In via provvisoria si può utilizzare la mail della redazione di Punto Informatico, pi@deandreis.it con subject "APPELLO" e, nel corpo del messaggio, il proprio nome e cognome, con città di residenza: PI provvederà a trasferire le adesioni non appena sarà possibile ai promotori della campagna."
Folena, sulle ADSL nude ribassi in arrivo
23 mar
Folena, sulle ADSL nude ribassi in arrivo
Ieri il Governo ha accolto l’ordine del giorno che provocherà un piccolo terremoto sul fronte delle ADSL attivate in assenza di linea Telecom. Si temevano rincari
Finalomente qualcuno, mi chiedo dove siano le Autorità garanti delle tariffe e cosa facciano, ha pensato bene di prendere la enostre difese. Certo ci danno da una parte e ci levano dall’altra ma la politica relativa ai canoni fissi ed ai costi "rubati" mi piace!
Roma - Gli utenti lo chiedono da tempo e così molti operatori: il canone sulle linee cosiddette ADSL nude imposto da Telecom Italia va rimosso o ridotto, perché l’attivazione e il mantenimento di connessioni ADSL in assenza di linea Telecom secondo i consumatori oggi costa troppo. Ed è questo il senso di un ordine del giorno presentato dal presidente della Commissione cultura della Camera, Pietro Folena, accolto ieri dal Governo.
L’ordine del giorno impone al Governo di varare un provvedimento che porti all’azzeramento o alla riduzione del canone di 10 euro che grava sulle offerte degli operatori che offrono le "naked ADSL" e, di conseguenza, sui portafogli dei consumatori che le adottano. Si tratta di una novità che potrebbe scongiurare il pericolo rincari su questo genere di connessioni.
Il provvedimento deriva direttamente da un emendamento al decreto legge sulle liberalizzazioni (il cosiddetto decreto Bersani) che la presidenza della Camera non aveva potuto ammettere dal punto di vista regolamentare poiché non corrispondente a misure già presenti nel testo del decreto-legge.
"Il governo – ha commentato Folena – è favorevole a venire incontro ai consumatori e agli operatori e si è impegnato a studiare una soluzione già nel disegno di legge Bersani che sarà prossimamente alla Camera. È giusto che i consumatori non paghino il prezzo di un monopolio ancora esistente e invece si favorisca la concorrenza e il conseguente abbassamento dei prezzi".
La misura, di sicuro interesse per ISP e consumatori, è probabilmente destinata a rinfocolare il mai sopito dibattito sul ruolo delle Autorità garanti sul fronte del controllo sulle tariffe, un ruolo che molti ritengono sempre meno incisivo e superato dall’iniziativa governativa.
Italia.it – Petizione contro il logo!
26 feb
Italia.it – Petizione contro il logo!
Che ne direste di firmare una bella petizione per far togliere quell’orrendo logo?
E’ stato creato un blog ad ok per parlare del portale Italia.it … ovviamente se ne parla benisssssimo.
Come non potrebbero…in fondo è stato come pagare una Ferrari ed avere una Panda 45!
Cmq la petizione è qui, vedere voi.
Ah, c’è un’interessante articolo a riguardo, un po lungo per la verità, su Punto Informatico.






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