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Cancellati dal vostro Social Network preferito…cosa fare?
5 mag
Siete stati impropriamente cancellati dal vostro social network preferito e non sapete come e perchè ne avete mai violato le “regole” dello stesso? Il vostro provider, a me è capitato con Aruba, vi minaccia di chiudervi i rubinetti eprchè fate troppo traffico o rallentate gli altri siti (su server condivisi come il mio)?
E adesso?
Be, intanto potreste leggetervi l’interesasntissimo articolo su Punto Informatico dal titolo Cancellati da Facebook, come reagire?
La prima cosa da fare e mandare una email a chi gestisce il sito e dopo un ragionevole lasso di tempo ripetere la cosa, magari minacciandoli di prendere provvedimenti. Poi…portateli davanti al giudice!
Una messa in mora insomma, facendo riferimento a due disposizioni del codice penale che si potrebbero applicare alla cancellazione improvvisa di un account dei social network, l’Art. 617-quater rubricato “Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche” ovvero l’ Art. 617-sexies denominato “Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche”. Queste norme proteggono dall’intercettazione (e dall’interruzione illecita) dei flussi telematici tra soggetti determinati.
Art. 617-quater.
Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni di cui al primo comma.
I delitti di cui ai commi primo e secondo sono punibili a querela della persona offesa.
Tuttavia si procede d’ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso:
1) in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità;
2) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della qualità di operatore del sistema;
3) da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.
Art. 617-sexies.
Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche.Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617-quater.
Misa che la prossima volta che Aruba prova a dirmi che se non levo applicazioni statistiche o se faccio troppo taffico…li cito ah ah ah
Per ora mi sono limitato a minacciare di adire a vie legali senza mai farlo anche perché le loro minaccia di chiudere il mio blog non sono state mai portate a termine visto che da questa parte c’è un professionista che campa di informatica da qualche decennio!
Che en dite, vi è utlie questo articoletto?
ARAI … fritta? Ovvero: sarà la vola buona per l’avvio del Wifi?
28 gen
Apprendo dal buon caro vecchio Punto Informatico che ARIA, l’unico operatore che ha acquisito le licenze per portare il WiMAX su tutto il territorio nazionale, dal 2 febbraio offrirà la connettività wireless veloce sia per i privati che per gli uffici.
L’offerta sarà di due tipi: CASA ed UFFUCIO

I due tipi di offerta wifi di ARIA
ARIA casa, sia 4 che 7 mega, ha un costo di attivazione di 100 € che non viene applicato nel caso scegliate l’addebito automatico sul conto corrente. In nesun modo garantisce la banda minima. Per il resto è come le altre offerte ADSL normali…caselle postali ecc ecc….ne di più ne di meno. La prima costa 15 € al mese mentre la seconda 20 € con la differenza della velocità di upload che và dai classici 256 kbs della 4 mega ai 512 kbs della 7 mega.
ARIA Ufficio ha le stesse caratteristiche nominali della 7 mega per casa, compreso il discorso commerciale anche se cambia il costo mensile che è di 30 €, MA…
“Velocità media minima di navigazione di 100 Kbps” !!!
Finalmente anche un rivenditore di connettività “grande” parla chiaro!!!
Forse e dico FORSE riusciremo finalmente a sapere quello che paghiamo! alla fine il costo è 30€ mensili per 100 Kbps!
Adesso speriamo come dicono che porteranno l’offerta su tutta italia … sopratutto per Acor3 ^_^
Ci risiamo…testate giornalistica a chi !?!?!?
10 nov
Ci risiamo…testate giornalistica a chi !?!?!?
Ci avevano provato nella scorsa legislatura ma era stati sgamati ed il tutto cadde, adesso ci riprovano con questa proposta di legge!
Vogliono a tutti i costi essere in grado di ricattare chiunque abbia una pagina su internet con la quale scriva il proprio pensiero!
Hai un sito blog o quant’altro con un bannerino pubblicitario? un AdSense? allora ci fai soldi per cui sei soggetto all’obbligo, se passa la legge, all’iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione e di conseguenza soggetto alla legge sui reati a mezzo stampa
Forte no? ma…i soldi che danno ai giornaleti di aprtito poi li dannoa nche a noi ????
Ma non si vergognano? non hanno un po di vergogna per tutte le cazzate che tirano fuori? a cosa serve ad uno che prende mille euro al mese che cerchino di censurare i blog? gli porterà più soldi in busta paga?
A me sembra, ma è solo un parere del signor nessuno, che sia solo una legge per azzittire alcuni fastidiosi blog tipo quello di Grillo.
Approfondimenti su Punto Informatico.
Facebook: La prima Bufala
6 nov
Facebook – La prima Bufala
Mi ero domandato quanto tempo sarebbe passato prima che una delle solite bufale arrivasse anche su facebook…be, sono stato accontentato!
Ecco il messaggio che la dolcissima Francesca mi ha mandato:
Rispondi Attenzione: a tutti gli utenti di Facebook
Facebook è ormai pieno di utenti. Molti utenti si sono lamentati che Facebook stia diventando molto lento. La ragione di ciò è che ci sono troppi utenti di Facebook che non sono attivi.
Manderemo questo messaggio a tutti gli utenti, per vedere se gli utenti sono attivi o meno.
Se sei un utente attivo per favore invia questo messaggio ad altri 15 tuoi amici, usando il Copia/Incolla, per mostrare che sei attivo.
Coloro che non invieranno questo messaggio entro 2 settimane, si vedranno il proprio account cancellato senza alcuna esitazione per creare nuovo spazio.
Se su Facebook ci saranno ancora troppi iscritti, chiederemo gentilmente dele donazioni a chi le voglia fare, ma sino ad allora fate circolare questo messaggio a tutti i vostri amici, sia per tenerli informati sia per mostrare che sei un utente attivo cosicché il tuo account non verrà eliminato.
Sembrerebbe essere una versione modificata di quello che gira da qualche tempo che è:
Attenzione: a tutti gli utenti di Facebook
Facebook è ormai pieno di utenti. Molti utenti si sono lamentati che Facebook stia diventando molto lento. La ragione di ciò è che ci sono troppi utenti di Facebook che non sono attivi.
Manderemo questo messaggio a tutti gli utenti, per vedere se gli utenti sono attivi o meno.
Se sei un utente attivo per favore invia questo messaggio ad altri 15 tuoi amici, usando il Copia/Incolla, per mostrare che sei attivo.
Coloro che non invieranno questo messaggio entro 2 settimane, si vedranno il proprio account cancellato senza alcuna esitazione per creare nuovo spazio.
Se su Facebook ci saranno ancora troppi iscritti, chiederemo gentilmente delle donazioni a chi le voglia fare, ma sino ad allora fate circolare questo messaggio a tutti i vostri amici, sia per tenerli informati sia per mostrare che sei un utente attivo cosicché il tuo account non verrà eliminato.
Il fondatore di Facebook
Mark Zuckerb
Adesso…secondo voi…un’utente che è INATTIVO come fà a dare da fare a facebook?
Non scrive non si logga non manda cocktail del cazzo non crea improbabili gruppi ecc e lo vogliamo anche punire cancellandolo?
Povero!
Cancelliamo invece chi rompe le scatole mandando avanti ste zzo de catene di sant’Antonio !
Comunque se non credete a me date una letta a quanto dice Dario Bonacina sulle “pagine” di Punto Informatico.
Dimenticavo la versione originale in lingua inglese presa da About.com:
Attention all Facebook membeRs.
Facebook is recently becoming very overpopulated, There have been many members complaining that Facebook is becoming very slow.Record shows that the reason is that there are too many non-active Facebook members And on the other side too many new Facebook members. We will be sending this messages around to see if the Members are active or not,If you’re active please send to other users using Copy+Paste to show that you are active Those who do not send this message within 2 weeks, The user will be deleted without hesitation to create more space, If Facebook is still overpopulated we kindly ask for donations but until then send this message to all your friends and make sure you send this message to show me that your active and not deleted.
Founder of Facebook
Mark Zuckerberg
Censuriamo le sigarette…o i siti che le vendono!
17 ott
Censuriamo le sigarette…o i siti che le vendono!
Aridaje, prima provano a censurare i siti di scommesso online e ci facciamo una bella figura di merda!
Poi ci riprovano con The Pirate Bay e giù schiaffi dai loro avvocati!
Adesso cercano di oscurare i siti che vendono sigaretta on line (Ste, non te ne avevo mai parlato prima perchè mi sembrava brutto dirti che potevi risparmiare sull’acquisto di sigarette online).
da Punto Informatico:
Siti come K2Smokes o RebelSmokes sembrano destinati a non essere più raggiungibili dall’Italia: ai provider nostrani viene inoltrato in queste ore un provvedimento di sequestro preventivo che li obbliga ad integrare quei due siti nelle liste nere nazionali, quelle che finora hanno preso di mira i siti che diffondono contenuti pedopornografici e che si sono poi via via arricchite con siti di altra natura, come quelli legati al gioco d’azzardo e, in qualche caso, alla condivisione di contenuti.
Ancora non hanno capito che semplicemente utilizzando servizi come openDns o altri piccoli stratagemmi le loro censure sono inutili?
Che figura…che figura!!!
Come disdire il canone RAI .. yeahhhhhh
8 ott
Come disdire il canone RAI .. yeahhhhhh
Appena ho letto la notizia ieri mi sono commosso…che figata se pagassi il canone lo disdirei! Ma ahime sono povero e non ho nessun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di segnali televisivi…me ne regalate uno?
Ah, considerate anche se il funzionario RAI fosse accompagnato da un CC o GdF NON puo’ entrare in casa, il domicilio e’ INVIOLABILE senza un mandato di perquisizione firmato da un magistrato…
Roma – Un lettore racconta a Punto Informatico come ha ottenuto l’autorizzazione a non pagare più il Canone RAI. Descrive nei dettagli la sua trafila burocratica con cui si è aggiudicato l’autorizzazione a non pagare l’odiato balzello, quello che come noto di questi tempi viene richiesto non più solo per i televisori ma anche per una serie di altri apparecchi elettronici. Strategie diverse per scopi simili, un’esperienza che può essere utile riportare.
Buon giorno!
Sono uno dei pochi fortunati che ha in mano una lettera della RAI che lo AUTORIZZA a non pagare il canone.
Come ci sono riuscito? Semplicemente seguendo la legge e quanto previsto dal Regio Decreto R.D.L.21/02/1938 n. 246, convertito in legge il 4 giugno 1938, n. 880.
Chiariamo un punto.
Il canone, come tassa di possesso, non si può "disdire", anche se la formula "disdetta" verrà usata sul vaglia. Però si può chiedere alla RAI la "suggellazione" dell’apparecchio "atto alla ricezione del segnale televisivo". Una volta in attesa della suggellazione (che di solito non arriva mai) si ha il DIRITTO di non pagare il canone.
Veniamo alla pratica.
1) Bisogna essere in possesso del libretto di abbonamento alla televisione, dal quale ricavare il "numero di ruolo".
Se non lo si ha, si chiede un duplicato con raccomandata A.R. all’indirizzo degli abbonamenti Tv (1° ufficio entrate Torino – S.A.T Sportello Abbonamenti Tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino).
2) Non si devono avere pendenze con il SAT (arretrati, multe, etc.)
3) Versare 5,16 euro con vaglia postale (non con il bollettino ordinario), specificando nella causale del versamento "per disdetta canone numero di ruolo: (scrivete il vostro numero di ruolo)". Beneficiario del versamento è il S.A.T. casella postale 22, 10121 TORINO, l’agenzia di pagamento è TORINO VAGLIA E RISPARMI (non sempre questo è chiesto)
4) Staccare dal libretto la cartolina "d", (la "b" se il vostro libretto è recente) intitolata "denuncia di cessazione dell’abbonamento tv". Barrare la casella 2 che riporta la richiesta di suggellamento. Quindi compilare gli spazi in bianco riportando il numero del vaglia e la data del versamento. Più sotto, trovate lo spazio per la data di spedizione della cartolina, riportatela e apponete la vostra firma. Sul retro della cartolina riportare nome, cognome e indirizzo del titolare che intende disdire. Correggete eventualmente il vecchio indirizzo URAR TV in SAT. Se non avete la cartolina per la denuncia di cessazione dell’abbonamento, usate la cartolina per le comunicazioni generiche e scrivete:
Il sottoscritto (nome, cognome, indirizzo) chiede la cessazione del Canone TV e chiede di far suggellare il televisore (numero di ruolo:…) a colori detenuto presso la propria abitazione. A tale scopo ha corrisposto l’importo di 5,16 euro a mezzo vaglia postale n…. del…/…/… sul quale ha indicato il numero di ruolo dell’abbonamento.
Fate una fotocopia della cartolina (davanti e dietro). L’originale della cartolina va spedito con raccomandata ricevuta ritorno all’indirizzo già stampato.
5) Attendere il ritorno della ricevuta di ritorno
6) Spedire con raccomandata A.R. il libretto di abbonamento originale completo con tutto quanto attaccato, tenendovi a casa le ricevute dei pagamenti degli ultimi 10 anni, sempre all’indirizzo del SAT.
Tutto questo va completato entro il 30 novembre, pena dover ricominciare da capo.
A fronte di quanto sopra, la RAI vi scriverà chiedendo i vostri dati anagrafici (ma non li avevano già?), la marca dell’apparecchio da suggellare e dove si trova. A me personalmente ha chiesto altri 3,24 euro (non so a che titolo) che ho pagato volentieri, dicendomi di rimanere in attesa della suggellazione dell’apparecchio.
Ricordo a tutti che il funzionario RAI NON ha il diritto di entrare a casa vostra, a meno che non sia accompagnato da un finanziere o carabiniere. Quindi il televisore glielo potete far trovare FUORI dall’uscio.
Bene. Sono tre anni che attendo, e quest’anno la RAI mi ha scritto che "dato che non risulta alcun abbonamento a mio nome, le modalità per accendere un nuovo abbonamento sono…".
EVVIVA! Ho sconfitto il Burocratosauro!!!
Cesare B.
Ma c’è chi suggerisceun’altra via più sicura e senza sorprese asserendo che solo il 10% delle disdette fatte con il metodo di cui sopra và a buon fine. La domanda che faccio io è: ma sti dati chi li tira fori? Io intanto riporto…poi vedete voi, siete grandi e vaccinati. Anzi fatemi sapere com’è andata.
da M.A.B. online – Lo stato di diritto
DISDETTA IL CANONE RAI
La pretesa dello pseudo “canone di abbonamento” alla RAI è un vero e proprio furto legalizzato la cui forza si basa solo sull’accettazione supina dei tanti cittadini che lo pagano senza chiedersi cosa e perché stanno pagando con questo “canone” Non rassegnarti a subire la prepotenza: ora insieme con noi puoi difenderti e farti valere senza aggravio di spese e senza perdite di tempo. Recupera la Tua dignità di cittadino!!
RICORDATI CHE:
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La RAI è una televisione offre servizi generalisti (programmi che vanno dall’intrattenimento all’informazione, passando per lo sport, film, musica, documentari, approfondimenti, talk show, ecc.) al contrario delle TV via cavo e via satellite che danno servizi a domanda.
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L’utente del servizio generalista non è lo spettatore, bensì le imprese che comprano gli spazi pubblicitari per promuovere i propri marchi. Solo nel servizio a domanda l’utente è lo spettatore, ed infatti paga un canone mensile.
-
Pertanto la RAI, svolgendo solo servizio generalista, avendo come clienti le imprese, non può farsi pagare un canone di abbonamento da noi spettatori che non siamo utenti, bensì oggetto del servizio.
IL CANONE È ILLEGALE
Per tenerlo in piedi “Lorsignori” lo hanno trasformato in “tassa di possesso dell’apparecchio televisivo”. Sì, proprio così, una tassa di possesso: vedi che non sai nemmeno Tu che cosa stai pagando?
Invece il “canone” vero e proprio è quello che lo stato versa alla società RAI per la concessione del servizio pubblico che essa è tenuta a svolgere per conto dello Stato, a mo’ di risarcimento poiché si sostiene che la RAI, effettuando il servizio pubblico, subisce una perdita di introiti che è compensata, appunto, con il canone. Lo Stato ha disposto, poi, che per pagare il “canone” alla RAI venga imposto l’obbligo ai cittadini di versare direttamente alla RAI la tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo.
TUTTO CIÒ È SOLO UNA VERGOGNOSA PRESA IN GIRO, ESPRESSIONE DELLA INCULTURA DEL CETO POLITICO E DELLA BUROCRAZIA, CHE SI ORGANIZZANO PER DERUBARE IL CITTADINO, ECCEZIONE UNICA A LIVELLO MONDIALE (IN TUTTO IL MONDO NON ESISTE NESSUNA ALTRA TELEVISIONE GENERALISTA AUTORIZZATA A PAGARSI UN CANONE, TANTO CHE L’EUROPA HA INTIMATO L’ITALIA DI FAR CESSARE QUESTO SCANDALO);
NON ACCETTARE CHE RIDANO DI TE, NON FARTI DERUBARE:
FAI LA DISDETTA
L’inganno che formalmente non si vede deriva dal fatto che quello formalmente viene chiamato “canone di abbonamento RAI” di fatto si trasforma in una vera e propria tassa di possesso del televisore. A questo punto cominciano le ingiustizie e le vessazioni. Infatti il televisore è un bene mobile di cui è impossibile provare il possesso (provateci, se ci riuscite) salvo che non ci autodenunci. Ecco spiegata la ragione per cui il “Canone RAI” è una tassa “in libertà”, cioè chi vuole (autodenunciandosi) la paga e chi non vuole non la paga, basta non denunciare il possesso del televisore. Gli enti preposti al controllo non potranno provare il contrario. al fine di evitare la consumazione di tale vessazione di massa, è quindi opportuno mettere tutti i cittadini sullo stesso piano. Chi, per errore o per ignoranza, si è autodenunciato in passato e l’apparecchio televisivo che aveva allora non lo ha più può mettersi sullo stesso piano degli altri, cessando l’abbonamento del canone RAI ed attendendo tranquillo, paziente, quanto speranzoso, il controllo da parte degli addetti ai quali, se caso mai nel frattempo avesse riacquistato un altro apparecchio televisivo, potrà sempre chiedere il suggellamento dell’apparecchio stesso.
Scarica il modulo della disdetta e dell’autocertificazione e chiedi tutta l’assistenza necessaria o il riferimento del comitato comunale MAB a te più vicino alla sede nazionale di UNICO – MAB (Tel. 059/776.777 – e-mail: unico.ortofrutta@libero.it):
Disdetta.pdf
Linux compie 17 anni
7 ott
Linux compie 17 anni

Il 5 ottobre 1991 Torvalds annunciava al newsgroup comp.os.minix di aver messo in piedi un kernel di un sistema operativo molto simile a Minix (OS sviluppato qualche anno prima da Tanenbaum) in grado di girare su piattaforma x86. Linus aveva iniziato lo sviluppo quasi per caso, interessato ad avere a disposizione un terminale sul suo nuovo computer per interfacciarsi ai server della sua universit
Molestatori (sex offender) si diventa. Ma solo sopra i 36 anni!
23 mag
Molestatori (sex offender) si diventa. Ma solo sopra i 36 anni!

Stamattina leggevo l’interessantissimo articolo apparso su Punto Informatico nel quale si riporta la notizia che Faceparty, un socila network britannico ha deciso (e messo in atto) la cancellazione dei profili utenti che hanno dichiarato pi
ADSL: Overbooking, poca banda molti utenti
22 mag
ADSL: Overbooking, poca banda molti utenti
Punto Informatico stamattina ha pubblicato un’interessante indagine giornalistica sulla situazione delle ADSL in italia.
Ve ne riporto un pezzetto consigliandovi di trovare 10 minuti per leggere il loro articolo:
Si chiama overbooking di banda e, sostanzialmente, significa che i provider vendono una quantità di banda maggiore rispetto a quello che la potenzialità tecnologica messa in campo permette di sostenere. È un po’ quello che accade nelle tangenziali delle grandi città nell’ora di punta: strade troppo strette, molte macchine in circolazione e lunghissime code estenuanti.
Stanchi dell’ADSL lento? Ditelo a Punto Informatico
30 apr
Stanchi dell’ADSL lento? Ditelo a Punto Informatico
Siete stanchi di pagare per 7Mbyte di linea ADSL mentre in realtà non riuscite ad andare mai sopra i 40Kb?
Possibile che non si riesce a capire per che cosa pago l’abbonamento?
Come possono gli operatori vendere 20Mbyte di abbonamento quando non sanno nemmeno loro cosa possono offrire?
Siete stanchi di tutto questo? be:
La tua ADSL non ti soddisfa?
Punto Informatico raccoglierà in questi giorni i racconti degli utenti italiani alle prese con l’ADSL: scrivi nei dettagli la tua testimonianza e inviala alla redazione (pi@deandreis.it). PI si metterà in contatto con gli ISP interessati e chiederà loro di raccontare la loro versione, un primo passo verso un dialogo fruttifero tra tutti i soggetti interessati, per risolvere i problemi specifici sollevati dagli utenti e capire i mille perché dietro difficoltà così spesso denunciate.
(da Punto Informatico)
Aggiungo che vi sono tutta una serie di operatori "minori" (se cosi vogliamo chiamarli) che danno la banda minima garantita.
La banda minima garantita altro non è che il flusso minimo di data GARANTITO sia in ingresso che in uscita. Esempio: abbonamento da 7Mbyte con banda minima garantita 500Kb download e 256 upload. Capito?
Basta andare su google e cercare.
Canone RAI: cosa si e cosa no
8 apr
Canone RAI: cosa si e cosa no ed altre amenità

Foto da Consumatori in Piemonte
Partiamo dal presupposto che a me il Mercato Libero ha rotto i coglioni, tanto non esiste.
Pago le tasse, mi levano la pensione e ai giornali danno sovvenzioni, le assicurazioni fanno cartello, non parliamo del prezzo della benzina che non scende se sale l’euro e via dicendo. Per cui, essendo il mercato un luogo in cui tutti devono partire dalle stesse condizioni non vedo perchè la RAI debba prendere soldi e gli altri no.
A parte le mie riflessioni c’è la bella notizia che il Garante della Privacy in questo provvedimento chiede ai signori ispettori della RAI (agenti privati) di stare “manzi” e non rompere i coglioni e minacciare la gente di fantomatiche spedizioni punitive.
Cito testualmente:
“ RILEVATO che numerose segnalazioni pervenute al Garante hanno prospettato nuovamente all’Autorità comportamenti irrituali che sarebbero stati posti in essere da parte di “ispettori”, contraddistinti dall’utilizzo di toni minacciosi e di modalità ritenute “inquisitorie” e “intimidatorie” nella raccolta di dati personali, anche in relazione alla prospettazione di possibili accertamenti intrusivi in caso di mancato conferimento di determinate informazioni;”
Poi ci sono dei divertentissimi commenti all’articolo apparso su Punto Informatico:
“Nessuno puo’ entrare in casa vostra senza un mandato della magistratura.
Cio’ premesso, quando si presenta il picciotto della Rai a riscuotere il pizzo questo e’l'algoritmo da seguire:
1) Ha un mandato del giudice? IF YES GOTO 6
2) E’ un pubblico ufficiale? IF YES GOTO 4
3) Insultarlo (L’oltraggio semplice non e’ piu’ reato, solo quello a pubblico ufficiale in esercizio lo e’)
4) Sbattergli la porta in faccia
5) GOTO END
6) Attenda che chiamo il mio avvocato
7) Farlo accomodare FUORI CASA, mentre si chiama l’avvocato, e nel frattempo si scollegano tutti gli apparecchi TV dall’antenna.
8) Quando arriva l’avvocato procedere col controllo e far presente come gli eventuali apparecchi TV non siano collegato all’antenna perche’ li abbiamo acquistati IERI e stiamo valutando se tenerli o restituirli.
9) Non c’e’ scontrino perche’ li abbiamo acquistati usati da un privato che e’ ritornato al suo paese oltre oceano.
END.
”
Altro commento dello stesso articolo:
“E inoltre
Art. 614 Violazione di domicilio
Chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volonta’ espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, e’ punito con la reclusione fino a tre anni.
Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l’espressa volonta’ di chi ha diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno.
Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa.
La pena e’ da uno a cinque anni, e si procede d’ufficio, se il fatto e’ commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole e’ palesemente armato.”
Eh eh eh, l’importante alla fine è non lasciare testimoni!
Se non vi và di cliccare di seguito trovate la copia del provvedimento del Garante.
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Precari, mettiamo il caso…
4 apr
Precari, mettiamo il caso…
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Modifica del 7 Aprile 2008: Sia Acor3 che Wodka hanno “commentato” sui loro blog questo articolo. Essendo loro persone degne di stima nonchè lavoratori “diversi” da me per scelta (freelance ecc) vi consiglio di andare a dare una letta 
Ciao, sono un’informatico. Se volete, fa più fico potete anche darmi del progettista software. Oggi sono un pò incazzato e mi sono venute in mente alcune riflessioni che vorrei condividere con voi.
Vivo in un mondo nel quale la mercato libero è solo una parola. Se ci fosse il mercato libero potrei assicurare la mia moto con una compagnia Francese o prendere il mutuo in Germania. Provateci!
Qualcuno, credo il mercato, ha deciso che per portare avanti un progetto debbano esistere delle figure molto flessibili. Sarà mica perchè è più facile metterle a 90 gradi? Adesso ho capito perchè le segratarie molto volte sono bone!
Queste figure le chiamano precari. Che poi sarebbe pre – cari. O meglio una volta cari adesso a buon mercato. già il buon mercato libero. I precari prendono, dopo una laurea ed un culo tanto fatto per studiare dai 600 ai mille uero (per quello che mi è dato sapere, sapete ci hanno convinti che dire quanto prendi è un disonore e non và fatto).
Le aziende non li formano. Mi sono sentito dire che sono io, dipendente da 14 anni presso la mia azienda a doverli formare. Lo chiamano training on the job. Molti precari (e non) sono convinti che sia una cosa buona. Costa poco dice la mia azienda. Ma io devo lavorare, insegnare e vivere la mia vita. Non mi pagano gli straordinari e figuriamoci se mi pagano la docenza. Ricapitolando…600 euro di stipendio formazione gratuita e lavoro in qualche modo fatto.
Già perchè alla fine le aziende contano sulla buona volontà di noi vecchi che per far contento il cliente (altrimenti rimaniamo senza lavoro e chissà cosa succede) facciamo le ore piccole a sistemare le cose.
Fra qualche anno poi, mi manderanno a cagare perchè sono “antico” e meno flessibile. Magari perchè ho capito che la conoscenza si paga e pretendo anche che mi si paghi in base ad essa. Diventerò scomodo.
La situazione è semplice:
- i nuovi, maltrattati e mal pagati avanzano,
- tu, messo nella condizione di dovergli insegnare
Se gli insegni ti faranno le scarpe e comunque non li pageranno mai quanto dovrebbero.
Sentite cosa dice di Giuseppe Cubasia su Punto Informatico:
“Diciamo che io voglio far riparare il mio scooter. In qualsiasi officina autorizzata io vada, il prezzo della manodopera è di 40 euro/ora circa. Prezzo imposto mi dicono.
Bene, allora mi rivolgo altrove, i prezzi variano, ma meno di 20 euro l’ora non trovo nessuno disposto a riparare il mio scooter. Perché?
Perché tutti i meccanici sono tra di loro consorziati (inconsapevolmente, magari) e sanno bene che nessun loro collega si svenderebbe. Se ti svendi, abbassi il prezzo del tuo lavoro e quindi ti ritrovi poi a fare la fame.
La stessa cosa succede con qualsiasi categoria professionale!”
Semplice!
Vi siete mai chiesti come mai non esiste un sindacato degli informatici? E che ne pensereste di un bel contratto degli informatici? Non conviene…non a noi, per carità ma al mercato liberò.
Pensate se dei 40.000 precari, impegnati a progetto a Roma nei call center, la metà si rifiutasse di lavorare per il solito stipendio. Le aziende avrebbero difficoltà a trovare altri schiavi. Non ho sbagliato a scrivere, era proprio schiavi la parola che volevo usare. E si perchè i soldi che gli danno anzi, che ci danno, servono solo per vitto ed alloggio e per pagare i trasporti da casa al lavoro. E vi assicuro che non gli frega un cazzo dei vostri sogni e men che meno delle vostre aspirazioni. Questo lo avevate chiaro spero.
Ma, mettiamo il caso in cui esistesse un sindacato degli informatici, farebbe qualche cosa di utile? Io non lo so, ma almeno si riconoscerebbe l’esistenza di una categoria di lavoratori che è la più numerosa oramai. E magari qualche sindacalista del cazzo potrebbe anche essere stanco della figlia che non riesce a prendere il mutuo, non essendo riuscito a trovarle lavoro aumma aumma. Magari coordinerebbe uno sciopero. Magari riuscirebbe ad organizzare qualche piccola manifestazione. Chissà.
Mettiamo il caso che gli schiavi si ribellassero scioperando per un paio di settimane. Le commesse subirebbero dei ritardi e le aziende pagherebbero delle bellissime penali. Come? Se poi falliscono? Meglio, i committenti contatterebbero direttamente voi e non l’azienda che a chiamato l’altra azienda che poi ha chiamato la vostra(si fà per dire) che ha alla fine chiamato voi. Mettiamo che il committente paghi 100 per il vostro lavoro. 50 và all’azienda che chiama l’altra azienda, 30 all’altra azienda, 15 alla “vostra” e 2 a voi. Ecco il libero mercato.
E adesso vaffanculo, mi avete rotto i coglioni, andate a lavorare che dovete guadagnarvi quei 6,25 € l’ora che vi danno!
Ah, un mio amico lavavetri ne fa 15 l’ora…se non sbaglio non ha potuto studiare.
Ah, anche la mia donna di servizio ne prende 14 ma ha la terza media.
p.s.: Quella di anagrafeprecari.it potrebbe essere una idea.
Diritto di panorama: che famo? E fate come ve pare!
14 feb
Diritto di panorama: che famo? E fate come ve pare!
Evviva Franco Grillini e Cinzia Dato
Alla fine qualcuno che cerca di portare a casa il risultato e risolvere le questioni c’è! Leggo stamattina con molto piacere un’articolo su Punto Informatico nel quale parlano della risposta, la trovate qui in fondo, data dal ministro dei Beni Culturali all’interrogazione parlamentare degli onorevoli Grillini e Dato.

"In Italia, non essendo prevista una disciplina specifica, deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo, per qualunque scopo anche commerciale salvo che, modificando o alterando il soggetto, non si arrivi ad offenderne il decoro ed i valori che esso esprime."
Questo il principio affermato. Ovviamente non si può fare come si pare ma si deve seguire il controverso addendum alla legge sul diritto d’autore che riguarda le opere degradate.
"Il Ministero spiega che le opere in forma degradata possano essere riprodotte esclusivamente con finalità didattiche o scientifiche e mai per scopo di lucro. Visto il riferimento esplicito a Wikipedia nell’interrogazione, e vista la natura collaborativa del progetto enciclopedico, non è azzardato ritenere che la riproduzione di opere sull’enciclopedia online possa essere effettuata liberamente, sebbene in forma degradata." (dall’articolo di Punto Informatico)
Forma degradata…be, gli mp3 e le jpg sono una forma degradata ^_^
Ecco invece la riposta del Ministro dei Beni culturali e a seguire il testo dell’interrogazione parlamentare.
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI UFFICIO LEGISLATIVO
Roma 5 febbraio 2008
All’Onorevole Grillini Camera dei Deputati ROMA
Alla Camera dei Deputati Segretariato Generale ROMA
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento Rapporti con Parlamento
Uff. III
ROMA
Al Segretario Generale ROMA
All’Ufficio Stampa SEDE
Allo Schedario generale Elettronico
Camera dei Deputati
ROMA
OGGETTO: Interrogazione parlamentare n. 4-05031.
In merito all’opportunità di introdurre nel nostro ordinamento giuridico l’istituto del "panorama freedom" per consentire ai gestori di siti internet privati la pubblicazione di immagini di opere d’arte contemporanee e non, al fine di favorire ed accrescere in Italia ed all’estero la conoscenza del nostro patrimonio culturale, occorre procedere ad alcune precisazioni preliminari.
Pur non essendo espressamente disciplinata nel nostro ordinamento, la libertà di panorama ossia il diritto spettante a chiunque di fotografare soggetti visibili, in particolare monumenti ed opere dell’architettura contemporanea, è riconosciuta in Italia per il noto principio secondo il quale il comportamento che non è vietato da una norma deve considerarsi lecito.
In altre legislazioni, invece, tale diritto è disciplinato diversamente a seconda dell’interesse che si ritiene di tutelare prevalentemente (si pensi, ad esempio, alla legislazione belga ed a quella olandese che consentono di fotografare liberamente solo gli edifici mentre è necessaria la richiesta di un permesso per le sculture ove costituiscano il soggetto principale della fotografia; oppure a quella tedesca secondo cui è possibile invece fotografare anche le sculture pubblicamente visibili per usi commerciali; infine a quella statunitense che, similmente a quella italiana consente di poter utilizzare le fotografie scattate in luoghi pubblici o aperti al pubblico per qualunque scopo, salvo che si tratti di opere d’arte non stabilmente installate in un luogo pubblico poiché in tal caso è necessaria l’autorizzazione del titolare).
In Italia, non essendo prevista una disciplina specifica, deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo, per qualunque scopo anche commerciale salvo che, modificando o alterando il soggetto, non si arrivi ad offenderne il decoro ed i valori che esso esprime.
Per quanto attiene alla tematica del pagamento dei diritti agli autori delle opere contemporanee, si evidenzia che l’art. 2 della legge 9 gennaio 2008, n. 2 (in G.U. serie generale n. 21 del 25 gennaio 2008) ha modificato l’articolo 70 della legge sul diritto d’autore ampliando il regime delle esenzioni. In particolare, è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.
Pertanto, ove il soggetto fotografato fosse un’ opera di autore vivente, l’utilizzo non potrà avvenire che nei limiti anzidetti. Il problema chiaramente non riguarda le opere considerate beni culturali, ossia aventi più di cinquant’anni e di interesse culturale che si trovano in consegna nei musei o negli altri luoghi della cultura, le quali possono essere riprodotte ai sensi e con i limiti previsti dagli art. 107 e 108 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (autorizzazione da parte dell’amministrazione consegnataria e pagamento di un canone, salvo che la riproduzione non sia chiesta per scopi personali o didattici e non commerciali).
IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
On. Danielle Mazzonis
A seguire l’interrogazione presentata da Franco Grillini e Cinzia Dato lo scorso ottobre.
Interrogazione all’Ill.mo Sig. Presidente della Camera dei Deputati ai sensi dell’art. 128, comma 1, del Regolamento della Camera dei Deputati I sottoscrittori Deputati interrogano il Ministro per i Beni e le attività Culturali, On. Francesco Rutelli, per sapere – premesso che: Come segnalava di recente una serie di articoli sulla stampa italiana, fra i quali un articolo di Aprileonline.info del 2 luglio 2007 che riportiamo in calce, "La legislazione italiana, a differenza di molti altri paesi, non contemplerebbe il cosiddetto panorama freedom (libertà – o diritto, ndr. – di panorama), che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d’autore".
Il problema è stato portato alla ribalta dal fatto che l’edizione italiana dell’enciclopedia "Wikipedia" e il progetto collegato "Commons" (un database di immagini liberamente e gratuitamente disponibili a tutti), dopo avere rilevato l’assenza in Italia di una normativa che conceda la "libertà di panorama" ha deciso di cancellare tutte le fotografie, già presenti o inserite in futuro, riguardanti opere dell’architettura progettate in Italia da architetti che non siano morti da almeno 70 anni, e così pure tutte le opere d’arte esposte in pubblico (ivi inclusi i monumenti cittadini). Questo implica che "L’intera architettura contemporanea e moderna italiana – di progettisti ancora in vita, o morti da meno di 70 anni (come previsto dalla Legge 633/1941 sul diritto d’autore) -, perciò, rischia di non poter essere raffigurata nella pi&
ugrave; grande enciclopedia del mondo, col pesante danno per i beni culturali italiani che questo comporta". Wikipedia è infatti la più grande enciclopedia del web e con sessanta milioni di utenti al giorno è tra i dieci siti più visitati al mondo (settimo sito in Italia con oltre 17 milioni di visite – fonte Nielsen, agosto 2007), è libera, gratuita, indipendente, gestita e costruita da volontari, e disponibile a tutta la popolazione grazie ad Internet, e rappresenta una delle novità più interessanti del secolo nella diffusione della cultura.
Così una fotografia della Stazione Centrale o del portone del Duomo o del Pirellone a Milano, piuttosto che del nuovo edificio dell’Ara Pacis o il nuovo Auditorium di Roma o la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, o il monumento ai partigiani a Bergamo o quello a Pertini a Milano, o la Stazione di Firenze o il "Colosseo Quadrato" all’Eur, fino alle singole opere come la fontana di Piazza Esedra a Roma…, non possono essere riprodotte in Internet su Wikipedia (né, teoricamente, su alcun sito di qualsiasi tipo) per illustrare "le immagini di tutte le opere architettoniche moderne" presenti sul territorio italiano.
Questo implica che illustrare l’arte italiana degli ultimi 100-150 anni (a seconda della durata della vita dell’autore) è impossibile, anche quando si tratti di opere prodotte con denaro pubblico al preciso scopo di abbellire gli spazi pubblici ed accrescerne il pubblico godimento. A questo va aggiunto il fatto che realizzazioni artistiche contemporanee, dalla Défence di Parigi al nuovo Reichstag tedesco, sono oggi utilizzate attivamente per generare turismo, con beneficio della collettività ed anche della fama degli artisti che hanno realizzato le opere, nonché vantaggio d’immagine e di prestigio degli enti che le hanno commissionate e pagate.
L’assenza di una legge sulla "libertà di panorama" danneggia quindi, anziché aiutarli, gli artisti contemporanei italiani, specie quelli meno noti, che vedono preclusa da questa lacuna la possibilità di fare conoscere attraverso un mezzo di comunicazione potente e gratuito le loro realizzazioni. Al tempo stesso danneggia le città che hanno investito in opere d’arte e in ristrutturazioni affidate a nomi prestigiosi allo scopo dichiarato di favorire il turismo, dato che il solo artista ha oggi il potere di impedire, se lo desidera, qualsiasi riproduzione di una propria opera, anche se nata per essere di pubblico godimento, e che tale potere è in mano ai suoi eredi per 70 anni dopo la sua morte.
La gratuità di Wikipedia, e l’enorme valore socio-culturale della diffusione di fotografie che riguardano opere d’arte moderne e contemporanee, meritano una deroga al diritto d’autore che preveda, per la loro diffusione a scopo didattico, la totale libertà.
La legge sul diritto di autore risale al 1941 ed è urgente una omogenizzazione della legislazione italiana con quella internazionale, che tenga in considerazione i nuovi media, e che esistono numerosi progetti di legge bipartisan per la revisione delle norme sul diritto di autore.
si chiede se il Signor Ministro non intenda
provvedere urgentemente alla regolamentazione della "libertà di panorama", considerate le diverse specificità dei media e il valore della diffusione didattica della cultura a tutta la popolazione.
On. Franco Grillini
On. Cinzia Dato
Chi è un Bravo Informatico?
31 ott
Chi è un Bravo Informatico?
Articolo, con il quale mi trovo in sintonia, preso paro paro (tranne le immagini) da Punto Informatico. Buona lettura!
Roma – Sono 25 anni che mi occupo d’informatica, e mi sono sempre chiesto: ma come dovrebbe essere un bravo informatico? Sono partito dalle basi della mia esperienza per giungere alla conclusione che ciò che si dice dell’informatica è vero: è quella cosa dove chi comanda non la conosce, e chi la conosce non comanda.
Questo perché per il nostro utente/cliente/committente quella cosa lì, (l’informatica) la vede a seconda del suo ruolo, (la realtà è rappresentazione, ci ricorda Schopenhauer), in molti modi differenti: talvolta come una form, talvolta come un semplice pulsante, e spesso solo come una cifra in un conto d’investimento, quasi mai, anzi proprio mai come un sofisticato meccanismo creato dalle abili mani di un artigiano.
Si, perché per quanto la si voglia far sembrare un prodotto industriale, l’informatica fatta a qualsiasi livello è del tutto artigianale.
Magari ci fosse un prodotto che schiacciando il tasto mi tiri fuori un gestionale, un ERP, un real time e cosi via. È vero, ci sono i tools che automatizzano molte azioni, ma il succo è che senza l’intervento umano poco o nulla si fa.
Nell’informatica poi si distinguono 3 grandi categorie:
1. I realizzatori di codice puro. In genere sono coloro cui occorre solo dire di che cosa hai bisogno e loro te lo costruiscono. Difficilmente si pongono domande sul perché ti serve qualcosa, loro lo fanno e basta. Si arrabbiano moltissimo quando ricevono richieste illogiche od astruse.
2. Coloro che ricevono le richieste dell’utente. Non so voi, ma il 99% delle richieste dei miei utenti è: non so cosa voglio, ma lo riconosco quando lo vedo. La maggior parte di coloro che si riconoscono in questa categoria passa il tempo a spiegare ad un utente, senza sembrare brusco, che una 500 con le ali, anche se fattibile, non è il massimo; meglio dotarsi o di una bella utilitaria o di un biplano o di entrambi. Se poi si dice sì all’utente (sulla 500), devi poi passare altrettanto tempo a parlare con i realizzatori per far digerire loro che adesso quello che hanno fatto lo buttano a mare e ricominciano a fare qualcosa di diverso. (Se avete manie masochistiche fatelo pure, io non ve lo consiglio!)
3. La terza categoria degli informatici ha per me qualcosa di magico. In genere la si trova nei piani alti della scala gerarchica. Di informatica hanno uno spruzzo, come le torte con su lo zucchero a velo, però sono degli abilissimi comunicatori e dei perfetti creatori di presentazioni ad effetti speciali creati ad arte con Power Point. Eccellono nel redigere piani in Project e sono degli ottimi oratori. Quanto poi a realizzare prodotti informatici…In genere sono soliti dire per farvi capire che sono dentro la materia:
Un prodotto informatico è un insieme di sequenze logiche che prendono delle informazioni in input, le elaborano e forniscono un output!
Si ma come ? Beh, questo è un lavoro per i tecnici… (vedi 1 e 2).
Un bravo informatico, qualsiasi sia il suo livello, deve avere le seguenti qualità per non finire presto in depressione o scoprire che la sua settimana lavorativa dura tra le 60 e le 80 ore.
· Preveggenza. Ormai in ufficio mi chiamano Cassandra, quando entra un utente e mi chiede qualcosa che sia di solo 2 giorni lavorativi, so già che stiamo parlando di 2-4 mesi. L’ultima volta che mi hanno chiesto un db provvisorio per una cosuccia da niente, è rimasto in piedi 3 anni. Ancora mi domandano come facevo a saperlo. Io uso questa Regola, tramandatami da un vecchio saggio. Quando vi chiedono una stima di qualcosa di nuovo, aumentatelo alla categoria superiore e moltiplicatelo per 2.
1 giorno=2 settimane. Siete molto vicino a quello che impiegherete.
. Ascolto. Mai e dico mai realizzate qualcosa non appena l’utente ha finito di parlare. Aspettate, fate una pausa e poi dite sempre, lo metto per iscritto perché cosi lo capisco meglio. A questo punto accadono 2 cose: o l’utente dice, non mi serve più (40%), o vi cambia i requisiti (60%). Nel secondo caso si ricomincia il loop.
· Essere un terribile mal fidato. Controllate l’attività dell’utente, è facile che vi chieda cose pazzesche, solo perché non sa che la stessa cosa la fa la calcolatrice di windows. Testate, testate sempre ogni singola cosa e poi ri-testatela. Avere dei programmi free bugs è l’unico vostro scudo ad ogni possibile richiesta assurda ed alla domanda, ma perché ci vuole cosi tanto…?!
L’ultimo talento lo si acquista con l’esperienza, con tanta esperienza, o si è fortunati ad averlo dalla nascita e si chiama la capacità di vendere la propria attività.
Dilbert insegna che se siete dei super esperti, bravissimi, capaci, ottimi risolutori, fornitori di soluzioni, ecc,ecc, beh, questo non vi sarà mai riconosciuto. Mai. Perché (sempre per la solita legge della rappresentazione) state per tutti solo facendo il vostro lavoro.
È come dire bravo ad un chirurgo. Certo che è bravo, è il suo lavoro.
Però il chirurgo si fa pagare ! E questo, perchè il chirurgo fa pesare tantissimo il suo know-how.
Questo talento poi, più passa il tempo e più diventa molto più importante di tutti gli altri, specie qui in Italia.
Posso affermare con sicurezza che il Vostro stipendio e livello in azienda è direttamente proporzionato a questa capacità.
Più saprete far intendere al Vostro utente, (Capo od altro), quanto il Vostro lavoro sia complesso e sfaccettato ( e di conseguenza oneroso ed impegnativo) perché deve essere accurato, completo per dare un servizio che nel tempo porterà guadagno (ovvero risparmio), e maggiori saranno i Vostri compensi. (C’è sempre chi vi dirà, ma che ci vuole a farlo?! A quel punto cedetegli la sedia ed chiedetegli di mostrarvi la sua bravura…Si azzittirà all’istante).
Al mio team dico sempre: se realizziamo un’intera applicazione in Ajax, con le ultimissime tecnologie, in un terzo del tempo e senza bugs non potremmo mai pretendere nulla in più di quello che abbiamo. Questo perché per tutti questo è il nostro lavoro, e non si può pretendere di avere di più per fare “solamente” il proprio lavoro.
Invitare l’utente ad una serie di 3, 4 riunioni in cui illustriamo come lavoriamo, come Egli sarà sempre informato su tutto durante tutto il progetto, e come il servizio prodotto gli renderà la vita migliore, non ha prezzo!
Ed infine due massime:
- La prima da esporre come bigliettino da visita: Se tu lo sai immaginare, noi lo sappiamo realizzare.
- La seconda da dire al Vostro Team: Alla gente quasi mai interessa un’applicazione che giri 1 secondo più veloce o che abbia una base dati ultra ottimizzata od utilizzi solo paradigmi OO, ma tutti vogliono che sia bella, sicura, affidabile e che risolva il loro problema.
Ecco, forse alla fine una possibile definizione è: il bravo informatico è colui che gli altri riconoscono come un risolutore di problemi.




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