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Articoli con tag punto informatico

Bush: vi abbiamo spiati ma non potrete indagare

mag07
2007
2 commenti Scritto da adolfo

Bush: vi abbiamo spiati ma non potrete indagare

Dopo l’11/9 l’intelligence USA ha ottenuto una collaborazione senza precedenti da società TLC e provider. E ora la Casa Bianca chiede di bloccare subito qualsiasi indagine su quanto accaduto. In nome della sicurezza

Lo vedi che i comunisti c’hanno ragione? Come si può dire ad un ragazzo se scarichi la musica sei un delinquente e poi si infrangono "semplicemente" i diritti umani. Tutti noi abbiamo diritto alla nostra privacy .. santa … una ed invilabile…a meno che….a meno che gli Americani non decidano che è più importante la loro sicurezza…già…peccato che poi fanno le guerre per le armi di distruzioni di massa perchè sono minacciati e non c’è nessun’arma di distruzione di massa…oddio hanno chiesto scusa eh…come per la funivia…scusate ecco 100.000 dollari e adesso non rompete più i coglioni…e nun strilla che ho chiesto scusa…HO DETTO NUN STRILLA’ … BANG

da Punto Informatico

Washington (USA) – Mettere una pietra sopra sei anni di soffiate e di fornitura di dati riservati su utenti e cittadini: l’amministrazione Bush sta preparando un ghiotto regalo per tutti gli ISP, aziende di telefonia e telecomunicazioni che hanno sino ad ora a vario titolo collaborato con la galassia di sigle dell’intelligence statunitense, nella perdurante lotta al terrorismo internazionale.

La misura è inclusa nella sezione 408 di una nuova proposta di legge, e ars technica ne riporta un sostanzioso stralcio: "A dispetto di qualunque altra legge – si legge nella proposta – e in aggiunta alle immunità, ai privilegi e alle difese previste da ogni altra fonte di legge, nessuna azione sussisterà o verrà tenuta in alcuna corte (…) contro chiunque per la presunta fornitura ad un elemento della comunità dell’Intelligence di qualunque informazione, (…) che è, è stata, potrebbe essere o sarebbe potuta essere intesa a proteggere gli Stati Uniti da un attacco terrorista".

La legge è retroattiva, e interessa il periodo di tempo che intercorre tra l’11 settembre 2001 – il giorno del fatidico attacco alle Torri Gemelle di New York – e la data in cui l’Atto entrerà in vigore. Come ha spiegato il Governo in seguito nell’analisi della proposta, "le società che cooperano con il Governo nella guerra al terrore meritano il nostro apprezzamento e protezione – non processi in tribunale".

Poco importa l’eventuale illegalità delle loro azioni: il rischio che indagini terze spalanchino i tanti piccoli vasi di Pandora dei programmi di intelligence gestiti da NSA, CIA e affini supera le necessità della Giustizia secondo gli strateghi della Casa Bianca.

Kenneth Wainstein, assistente al Dipartimento di Giustizia, ha dichiarato ai senatori riuniti in assemblea all’audizione di presentazione presso il Comitato Scelto del Senato sull’Intelligence, che la misura "riempirà un vuoto nelle nostre leggi", permettendo alle società telefoniche di assistere il governo senza il rischio di ripercussioni legali.

Se la legge dovesse passare, la pletora di cause intentate dalle associazioni dei consumatori e dalle organizzazioni per la difesa dei diritti dei cittadini contro l’accesso indebito dell’intelligence a dati riservati diverrebbero in un sol colpo carta straccia. Tale sorte toccherebbe anche alla causa pendente tra EFF e AT&T, accusata appunto di violazione sistematica della legge in combutta con gli agenti segreti. Uno scandalo che per settimane ha tenuto sotto pressione Bush e i suoi consiglieri.

Non tutto è perduto, dicono in molti, ricordando il braccio di ferro sull’Iraq tra Bush e il Congresso, in mano ai Democratici: l’iter parlamentare della legge potrebbe riservare sorprese spiacevoli per la nuova iniziativa della Casa Bianca.

Alfonso Maruccia

Pubblicato sotto dblog, Sicurezza - con tag camera, legge
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Bufala letale in Pakistan

apr16
2007
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Bufala letale in Pakistan

Panico nel paese per un pericoloso virus che si trasmette dal cellulare all’uomo. Si tratta di una bufala colossale, ma ci cadono in molti

Il primo che mi manda l’email con l’avviso di stare attento lo ucciso io e dò la colpa al virus !!!

da Punto Informatico
Karachi – Venerdì scorso gli operatori di telefonia mobile del Pakistan hanno ricevuto moltissime chiamate da parte di utenti impauriti da un SMS nel quale si avvertiva che un pericoloso virus poteva diffondersi anche attraverso i cellulari e aveva già provocato 20 vittime.

Una bufala che rassomiglia per molti versi alle decine di catene di S.Antonio che intasano la rete e talvolta anche la telefonia mobile. Ma è così "grossa" da aver destato l’attenzione dei media internazionali.

Per quanto incredibile, questo SMS allarmistico è andato via via diffondendosi, tanto che alcuni muezzin nelle moschee hanno lanciato avvertimenti, leggendo talvolta questa notizia come un segno dall’alto, invitando i fedeli a non usare il telefonino in quanto reale minaccia. Inoltre il capo del pronto intervento della regione del Punjab ha ricevuto un richiesta di aiuto per un uomo che si era accasciato a terra subito dopo aver ricevuto una telefonata sul proprio telefonino.

Nel paese, che conta 160 milioni di cittadini, vi sono circa 52 milioni di persone che possiedono almeno un cellulare. Farah Hussain, portavoce di Warid Telecom, ha riferito che i propri operatori hanno provveduto a calmare gli animi di coloro che, terrorizzati, avevano chiamato, smentendo quella che è stata definita, a ragione, una diceria senza alcun fondamento scientifico.

Oltre a suscitare ilarità, questa notizia ha destato le impressioni, non proprio entusiaste, di alcuni blogger. Uno di questi, Ali Eteraz, sostiene come questa sia una testimonianza dell’ignoranza tecnologica che affligge molti paesi islamici, spesso ancorati a superstizioni antiche che li rendono più impressionabili di altri popoli più avvezzi alla tecnologia.

Giorgio Pontico

Pubblicato sotto dblog, Sicurezza - con tag blog, fede, legge, Pericolo, vita, wordpress
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27 giorni per impedire l’appecoronamento nostro a favore delle major

mar28
2007
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27 giorni per impedire l’appecoronamento nostro a favore delle major

Angelo legatoSiamo alle solite, le case discografiche, le televisioni e chiunque altro abbia l’interesse a farci pagare l’aria che respiriamo tende a fare pressione sui politici, stavolto a livello Europeo, per far si che vengano varate delleleggi a loro favore. Poco importa se saremo schedati controllati e se i nostri dati, anche sensibili, potranno essere richiesti da Murdoc o che per lui. Paga e zitto!!!

L’unica voce "amica" è quella senatore Fiorello Cortiana, membro del Comitato consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell’Innovazione, che stà cerando di raccogliere consensi per cercare di bloccare la proposta di direttiva europea IPRED2. Se ricordate riusci tempo fà a far bocciare la direttiva sulla brevettabilità del software quindi penso meriti ascolto (FATTI NON PUGNETTE).

A questo indirizzo trovate l’articolo apparso su Punto Informatico mentre …

"Per aderire all’appello

In queste ore si sta provvedendo all’allestimento di uno strumento ad hoc che consenta di raccogliere le adesioni. In via provvisoria si può utilizzare la mail della redazione di Punto Informatico, pi@deandreis.it con subject "APPELLO" e, nel corpo del messaggio, il proprio nome e cognome, con città di residenza: PI provvederà a trasferire le adesioni non appena sarà possibile ai promotori della campagna."

Pubblicato sotto dblog, Pirateria - con tag Software
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Folena, sulle ADSL nude ribassi in arrivo

mar23
2007
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Folena, sulle ADSL nude ribassi in arrivo

Ieri il Governo ha accolto l’ordine del giorno che provocherà un piccolo terremoto sul fronte delle ADSL attivate in assenza di linea Telecom. Si temevano rincari

Finalomente qualcuno, mi chiedo dove siano le Autorità garanti delle tariffe e cosa facciano, ha pensato bene di prendere la enostre difese. Certo ci danno da una parte e ci levano dall’altra ma la politica relativa ai canoni fissi ed ai costi "rubati" mi piace!

da Punto Informatico

Roma - Gli utenti lo chiedono da tempo e così molti operatori: il canone sulle linee cosiddette ADSL nude imposto da Telecom Italia va rimosso o ridotto, perché l’attivazione e il mantenimento di connessioni ADSL in assenza di linea Telecom secondo i consumatori oggi costa troppo. Ed è questo il senso di un ordine del giorno presentato dal presidente della Commissione cultura della Camera, Pietro Folena, accolto ieri dal Governo.

L’ordine del giorno impone al Governo di varare un provvedimento che porti all’azzeramento o alla riduzione del canone di 10 euro che grava sulle offerte degli operatori che offrono le "naked ADSL" e, di conseguenza, sui portafogli dei consumatori che le adottano. Si tratta di una novità che potrebbe scongiurare il pericolo rincari su questo genere di connessioni.

Il provvedimento deriva direttamente da un emendamento al decreto legge sulle liberalizzazioni (il cosiddetto decreto Bersani) che la presidenza della Camera non aveva potuto ammettere dal punto di vista regolamentare poiché non corrispondente a misure già presenti nel testo del decreto-legge.

"Il governo – ha commentato Folena – è favorevole a venire incontro ai consumatori e agli operatori e si è impegnato a studiare una soluzione già nel disegno di legge Bersani che sarà prossimamente alla Camera. È giusto che i consumatori non paghino il prezzo di un monopolio ancora esistente e invece si favorisca la concorrenza e il conseguente abbassamento dei prezzi".

La misura, di sicuro interesse per ISP e consumatori, è probabilmente destinata a rinfocolare il mai sopito dibattito sul ruolo delle Autorità garanti sul fronte del controllo sulle tariffe, un ruolo che molti ritengono sempre meno incisivo e superato dall’iniziativa governativa.

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Italia.it – Petizione contro il logo!

feb26
2007
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Italia.it – Petizione contro il logo!

Che ne direste di firmare una bella petizione per far togliere quell’orrendo logo?

Non in my name
E’ stato creato un blog ad ok per parlare del portale Italia.it … ovviamente se ne parla benisssssimo.
Come non potrebbero…in fondo è stato come pagare una Ferrari ed avere una Panda 45!
Cmq la petizione è qui, vedere voi.
Ah, c’è un’interessante articolo a riguardo, un po lungo per la verità, su Punto Informatico.

 logo di Spagna, Grecia e Francia...aho!

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Il WiFi non fa male. Punto

gen16
2007
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Il WiFi non fa male. Punto

Un esperto dell’agenzia britannica per la tutela della Salute non ne può più delle polemiche sulla connettività wireless e dice: allora spegniamo il GSM e chiudiamo le televisioni

da Punto Informatico

Londra – Le polemiche sull’elettrosmog che sarebbe generato dalla connettività WiFi sempre più diffusa nel mondo hanno stufato gli esperti. Micheal Clark, dell’Agenzia britannica per la tutela della Salute pubblica, ha spiegato al Times: "Star seduto per un anno in una classe vicino ad un network wireless equivale a 20 minuti passati al telefono cellulare. Se il WiFi deve essere cancellato dalle scuole, allora la rete di telefonia mobile dovrebbe essere chiusa, così come la radio FM o la televisione, poiché la potenza dei loro segnali è simile a quella del WiFi in classe".

Dichiarazioni che non arrivano a caso: un mese fa proprio il Times ha pubblicato una inchiesta dal titolo emblematico, WiFi, dovremmo preoccuparci?. Un articolo pensato anche per parlare di un disturbo segnalato da molti quando posti in prossimità di un campo elettromagnetico, un tipo di patologia riconosciuta come tale solo in Svezia.

Che il WiFi faccia paura si è capito da tempo, da quando ad esempio una università canadese ha deciso di metterlo al bando nelle strutture didattiche. Ma questa paura – come scrive WI-FI net news – è cosa diversa dalle giuste analisi che andrebbero fatte sulle persone che dichiarano di risentire dei campi elettromagnetici.

"Un modo semplice per capire se questa condizione sia vera o meno – conclude Engadget – sarebbe condurre un test serio. In verità, per voi esperti del governo e per chi contesta il Wi-Fi, sarebbe davvero così difficile realizzarlo?"

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Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?

dic22
2006
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Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?

Lo sostengono i molti che hanno risolto i propri problemi di connettività modificando gli indirizzi dei server DNS. Ma gli addetti ai lavori avvertono: la rete italiana soffre di più profondi problemi strutturali

da Punto Informatico

Roma – Tra le molte segnalazioni che continuano ad arrivare dagli utenti sulle difficoltà di navigazione, arrivano anche email che spiegano come sono state risolte, in particolare modificando nei parametri della connessione gli indirizzi dei server DNS. Grazie al passa parola in rete molti hanno optato per le soluzioni diOpenDNS.

Attivo dal mese di luglio, propone un servizio di Domain Name System che, a fronte di un po’ di pubblicità, promette velocità, sicurezza e un minor rischio di errori nella battitura degli indirizzi web. In un recente post nel suo blog, OpenDNS dà il benvenuto agli utenti che ne hanno scelto la soluzione e che, allo stesso post, rispondono con commenti entusiastici.

Le ragioni per cui questa “migrazione” può funzionare si trovano forse nelle parole di Telecom Italia raccolte la scorsa settimana da Punto Informatico: Telecom identificava la causa di questi problemi di connessione nella “notevole diffusione di software malevolo di tipo spyware o adware il cui effetto si manifesta nella possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi DNS dei vari Internet Service Provider”. Ai più appare quindi verosimile che la “migrazione” dell’utenza verso impostazioni differenti di server DNS, possa aver risolto i problemi di “sovraccarico dei sistemi DNS dei vari ISP” menzionati da Telecom.

Problema risolto, dunque? Non sembra detta l’ultima parola: nonostante i festeggiamenti di molti utenti, non manca chi manifesta, dati alla mano, il proprio scetticismo sul fatto che questa soluzione sia risolutiva. La causa dell’inconveniente, sostengono molti, risiederebbe in un’estrema saturazione del backbone ATM, su cui viaggiano le ADSL “entry level” di Telecom e degli operatori alternativi.

Ai dubbi già manifestati da Stefano Quintarelli di AIIP, che in settembre aveva dato conto di alcune avvisaglie sul degrado prestazionale delle dorsali offerte da Telecom sul mercato wholesale, fanno eco le perplessità di Gigi Tagliapietra, presidente Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), che esprime la convinzione che “le difficoltà pesanti che la rete sta incontrando non sono in parte imputabili al worm ma piuttosto a una fragilità intrinseca della rete italiana dovuta anche al sovraccarico di traffico a cui è sottoposta, non controbilanciato da investimenti adeguati per il potenziamento”.

“

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