Microsoft Camera Codec Pack: visualizzare i files RAW in Windosws

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Microsoft ha rilasciato un codec pack (Microsoft Camera Codec Pack) che consente ad Explorer (le anteprime delle immagini nella cartelli) e a Windows Live Photo Gallery di poter gestire i files RAW.

E’ un’aggiornamento gratuito che immagino farà piacere a molti appassionati di fotografia che per ora dovevano per forza utilizzare software di terze parti, io più volte vi ho consigliato FastStone Image Viewer ad esempio, per poter visualizzare il contenuto di cartelle contenenti files RAW.

L’aggiornamento è compatibile sia con Vista che con Seven a 32 o 64 bit e supporta più di 120 fotocamere.

Tempo fa sul suo blog Microsoft scriveva:

I file RAW hanno molti vantaggi rispetto ai JPEG fra cui una qualità finale più alta, un maggiore controllo dei dettagli e più informazioni correlate all’immagine. Pensateli come un grande negativo digitale che aspetta di essere elaborato.

Insomma, secondo loro non ci sarà più bisogno di strumenti di conversione o tool esterni per sviluppare i nostri negativi ed aggiunge:

Photo Gallery supporterà anche le copie editate delle vostre immagini RAW. Dato che i file RAW originali sono da proteggere, da non alterare o danneggiare. Sappiamo quanto siano preziosi, quindi se vuoi lavorarci, Photo Gallery fa una copia del RAW originale e lo converte in JPEG o nel formato superiore JPEG-XR (o HD Photo).

Che dire…non o mai pensato sinceramente a Photo Gallery come ad un possibile sostituto degli attuali strumenti che uso…ma adesso sono curioso di vedere cosa riesce a fare.

Provate anche voi?

E’ arrivato il momento di usare il DNG?

Mi sto trovato nella situazione in cui lo spazio disco nei miei due NAS sia arrivato al limite e di conseguenza a dover porre a questo un rimedio. Siccome non è il momento di investire in nuovo hardware mi sono messo alla ricerca di una soluzione che potesse essere più o meno a costo zero.

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di scattare direttamente in RAW ma con compressione ovvero con perdita dati (riduzione della grandezza – Mbyte – del negativo digitale a scapito delle informazioni). Non mi piace come soluzione perché anche se le informazioni perse sono poche son comunque perse…meglio averle tutte a disposizione sino alla fase di sviluppo.

La seconda considerazione che ho fatto, se la mia macchinetta comprime il RAW, possibile che non ci sia un software che lo faccia una volta prodotto e scaricato sull’hard disk?

Per mia/nostra fortuna l’ultima versione di Adobe DNG Converter ha una simpatica vocina che recita “Usa compressione con perdita”.

C’è da dire che la stessa possibilità la offre Lightroom, ma come per la scelta se scattare compresso o meno preferisco mantenere tutte le informazioni a disposizione almeno fino a quando avrò finito di sviluppare le foto, a quel punto senza andare a scomodare il fratellone uso il DNG converter e via.

Prima di fare una cosa del genere, seppur sulle foto non selezionate, ho cercato conforto nel web dove mi sono imbattuto in un interessante articolo che mi ha rincuorato circa la qualità comunque buona del DNG compresso, link qui.

Quindi scatto, selezione, modifica e soltanto dopo, in fase di archiviazione  (per quanto mi riguarda per le sole foto non selezionate) facciamo una bella cura dimagrante.

Il risparmio è considerevole, una mia cartella piena di NEF era di 1,86 Gbyte e dopo la trasformazione degli stessi in DNG compressi è passata a 487 Mbyte … quasi 4 volte in meno, mica male!

Quanti scatti farà la mia reflex?

Ieri abbiamo parlato, anzi abbiamo ricordato dell’esistenza di MyShutterCount.com, il servizio on line che, con il semplice upload di una foto, vi dice il numero di scatti fatti dalla vostra fotocamera, ma se volessimo sapere quanti ancora ne mancano prima che la vostra fotocamera sia kaput?

I produttori danno dei numerelli a riguardo, numerelli che rappresentano il numero minimo di scatti garantiti, ma fin dove può arrivare la mia D300 ad esempio nessuno lo sa….o no?

Be, se andate su Camera Shutter Life Expectancy Database avremo la possibilita, non appena selezionato il modello che ci interessa o scelto fra quelli maggiormente cliccati avremo la possibilità di sapere “dove sono arrivati gli altri”.

La cosa bella di questo sito è che tutti noi siamo gli altri ed inserendo il numero di scatti a cui siamo arrivati, sperando di non dover mai inserire l’ultimo scatto, possiamo anzi dobbiamo contribuire a questa iniziativa, voi che ne pensate?

Ah, la mia D300 è a 46376 scatti e scommettete che domani ne parlerà anche clickblog?

Contatore di scatti

In un vecchio articolo vi raccontai come fare a capire il numero di scatti della vostra macchina fotografica. Il sistema che trovai e adesso uso è quello on line tramite MyShutterCount. Utile sopratutto se state per acquistare una macchinetta usata e volete essere sicuri di quanti scatti abbia fatto.

link: My Shutter Count

Visualizzare i RAW su Windows senza software di terze parti

E’ uscito da poco Microsoft Camera Codec Pack, con il quale sarete in grado di visualizzare in maniera nativa, senza cioè software di terze parti, i files raw della vostra fotocamera. Dopo l’installazione del pacchetto sarete in grado di visualizzare il Windows Explorer ( esplora risorse ) le miniature delle immagini e di aprirle con tutti i software che supportano il Windows Imaging Codecs (WIC).

Per ora la macchine supportate sono le seguenti:

  • Canon: EOS 1000D (EOS Kiss F in Japan and the EOS Rebel XS in North America), EOS 10D, EOS 1D Mk2, EOS 1D Mk3, EOS 1D Mk4, EOS 1D Mk2 N, EOS 1Ds Mk2, EOS 1Ds Mk3, EOS 20D, EOS 300D (the Kiss Digital in Japan and the Digital Rebel in North America) , EOS 30D, EOS 350D (the Canon EOS Kiss Digital N in Japan and EOS Digital Rebel XT in North America), EOS 400D (the Kiss Digital X in Japan and the Digital Rebel XTi in North America), EOS 40D, EOS 450D (EOS Kiss X2 in Japan and the EOS Rebel XSi in North America), EOS 500D (EOS Kiss X3 in Japan and the EOS Rebel T1i in North America), EOS 550D (EOS Kiss X4 in Japan, and as the EOS Rebel T2i in North America), EOS 50D, EOS 5D, EOS 5D Mk2, EOS 7D, EOS D30, EOS D60, G2, G3, G5, G6, G9, G10, G11, Pro1, S90
  • Nikon: D100, D1H, D200, D2H, D2Hs, D2X, D2Xs, D3, D3s, D300, D3000, D300s, D3X, D40, D40x, D50, D5000, D60, D70, D700, D70s, D80, D90, P6000
  • Sony: A100, A200, A230, A300, A330, A350, A380, A700, A850, A900, DSC-R1
  • Olympus: C7070, C8080, E1, E10, E20, E3, E30, E300, E330, E400, E410, E420, E450, E500, E510, E520, E620, EP1
  • Pentax (PEF formats only): K100D, K100D Super, K10D, K110D, K200D, K20D, K7, K-x, *ist D, *ist DL, *ist DS
  • Leica: Digilux 3, D-LUX4, M8, M9
  • Minolta: DiMage A1, DiMage A2, Maxxum 7D (Dynax 7D in Europe, α-7 Digital in Japan)
  • Epson: RD1
  • Panasonic: G1, GH1, GF1, LX3

Ne manca “qualcuna” ad esempio la Nikon D7000 ma siamo fiduciosi che il pacchetto verrà aggiornato costantemente.

Ringrazio dell segnalazione bombadil ^_^

Ecco il link dove scaricarlo.

Suggerimenti di uno stampatore

Parteciperò ad una collettiva organizzata da Prospettive 8 sul tema L’ASSENZA e vi giro un piccolo intervento di Lorenzo Lessi, il nostro stampatore, che da alcune dritte sulla stampa.

Volevo aggiungere qualcosa sui formati di file per la spedizione: io posso stampare da tiff o da jpeg e la qualità sarà paragonabile, ammesso che il jpeg sia salvato come copia da un file senza compressione come il psd o il tif, dove dovreste aver lavorato i file, meglio ancora se a 16 bit. La compressione dovrebbe essere minima (12). Se un jpeg (magari che non provenga da un raw) viene lavorato e salvato più volte il file finito non sarà paragonabile a un tif, che è un file senza compressione, o con compressione senza perdita… una via di mezzo molto buona potrebbe essere un tif prodotto da un converitore raw, come lightroom, acr in photoshop, o altri convertitori, anche a 8 bit, quindi, già pronto per l’invio.

Per i profili colore, le immagini sarebbero da preferire in adobe rgb, dato che è uno spazio più ampio dell’srgb, e le carte possono riprodurre, magari non tutte le informazioni di adobe rgb, ma spesso più di quelle dell’srgb. con l’srgb insomma, siete abbastanza sicuri, ma potreste privarvi di qualche tono, anche se le differenze non sembrano poi così apprezzabili. inutile è convertire in adobergb solo alla fine, se avete lavorato sempre in srgb, convertendolo e lavorandolo in quello spazio colore.
per i file in bianco e nero, posson andare sia in scala di grigio sia in rgb, ma solo, ovviamente, quelli a colori possono contenere un colore che dà un viraggio al bn, sia caldo, freddo, seppia, ecc.
alla fine va comunque bene anche un jpeg fatto in macchina, sempre che non sia stato modificato troppo pesantemente.
quindi, formato ottimale per una foto a colori sarebbe:
un tif in adobergb a 8 bit (i 16 in stampa non servono), ma anche jpeg con bassa compressione.
per una foto in bn:
tiff a 8 bit in rgb, che può contenere anche un’intonazione, ma per stampe neutre va benissimo anche in scala di grigi.
via, ora buonanotte a tutti!

Bianco e Nero secondo Rob Sheppard

Piccole donne

Stamattina ho letto un post su CultorWeb (vi consiglio di metterlo fra i vostri preferiti) molto interessante.

Il post recita cosi “In questo articolo spiega come realizzare foto migliori in bianco e nero“. Come potevo non segnalarvelo? Non vi aspettate la soluzione a tutti i vostri problemi ma ci sono alcuni “elenchi” molto interessanti.

Si va dal classico elenco delle cose da condiderare durante lo scatto, uno per tutti “Valutate i toni e le loro differenze, non il colore. Trovare differenze nette nella luminosità dei toni è davvero fondamentale per le immagini in b/n.” a quello che elenca i vantaggi della conversione in bianco e nero in post produzione e quello invece che spiega il perché sia conveniente scattare direttamente in bianco e nero.

Ve lo riporto:

Ecco le motivazioni per scattare direttamente in b/n dalla fotocamera:

1. Vedete quello che si ottiene.
Se non hai molta esperienza di bianco e nero, ci sono grandi vantaggi per le riprese diretta dalla fotocamera, perchè si può esaminare e rivedere quello che hai scattato immediatamente sullo schermo LCD.
2. L’esperienza è più diretta.
Quando si scatta direttamente in b/n, si inizia a lavorare in uno spazio creativo che non è lo stesso di quello delle riprese a colori. Si tratta sicuramente di una diversa sfida alla nostra creatività ed esperienza.
3. E’ possibile regolare gli effetti dei filtri.
Utilizzando i filtri interni della la fotocamera, o utilizzando filtri esterni specifici per le riprese in bianco e nero, è possibile vedere immediatamente come le tonalità possano essere modificate e adattate alla nostra scena.
4. L’immagine è più vicina a quella definitiva.
Quando si scatta in bianco e nero, non si deve fare nessuna conversione dal colore.
5. RAW + bianco e nero JPEG offre più flessibilità.
Quando la fotocamera è impostata per lavorare in bianco e nero, si è bloccati nel formato JPEG. I file RAW, infatti, non sono convertiti in bianco e nero. Scegliete quindi la modalità di scatto RAW + JPEG che offre il meglio di entrambi i formati.

Io penso che adotterò quest’ultima soluzione e cioè Jpeg b/n + RAW cosi da avere la sensazione del risultato finale e la possibilità poi, se le tonalità mi piacciono, fare una post produzione partendo già da un’idea più precisa del risultato.

Abbiamo queste possibilità offerte dal digitale, perché non sfruttarle?

Quando il JPEG batte il RAW

La velocità batte la qualità

Il più delle volte non è cosi, ma in certe occasioni in cui la velocità è fondamentale.

E’ in queste occasioni che il RAW potrebbe non essere la scelta migliore.

280/365 Graduate Student Union Rally
280/365 Graduate Student Union Rally by rakeif, on Flickr

Tenete presente che lavorare in RAW è sempre un po più impegnativo in termini di risorse hardware utilizzate. Il più delle volte questo non è un problema.  In genere è soltanto un posso in più nel work-flow di post produzione.  Per molti, come a me ad esempio, è parte naturale del processo fotografico o work-flow, che tante volte dimentico che c’è la possibilità più che giustificata di usare il JPEG.
Fotogiornalismo

Molti reporter usano le JPEG.  Il file JPEG image è più piccolo e di conseguenza più snello da inviare via internet alla propria redazione. L’editore ha l’immagine pronta per la pubblicazione con al massimo qualche piccolo aggiustamento.  Questo è molto utile e conveniente specialmente nelle situazioni in cui si deve uscire con una breaking news.
Sports

Honda in the dust
Honda in the dust by CONNORMATT, on Flickr

Con le attuali DSLR (ndr: Reflex digitali) molti fotografi scattano fra i 3 e gli 8 fotogrammi al secondo (o più) durante gli eventi sportivi.  Molti di loto per ottenere questi risultati utilizzano la scrittura del file in JPEG.  Questo perché essendo il JPEG più piccolo necessita di meno tempo per essere scritto sulla memory card.  Inoltre, avevre files più piccoli significa utilizzare meno spazio sul vostro hard disk specialmente quando stai realizzando centinaia e centinaia di scatti.

Stampe On-Site
Ci sono eventi nei quali un fotografo stampa le foto che realizza direttamente nel luogo dove l’evento avviene e molti di loro utilizzano il JPEG per fare questo. Ci sono molti modi per impostare questo tipo di scatto ma non li tratteremo, vi basti sapere che essi necessitano di velocità.  Hanno bisogno che lo loro foto siano pronte subito per essere stampate e senza la necessità di essere post prodotte.

Tutti quanti queste “situazioni” hanno (o dovrebbero) una sola cosa in comune.

Una corretta esposizione.
Dovreste sempre sfornarvi di ottenere sempre una corretta esposizione sia lavorando in JPEG che in RAW, ma tenete presente che in JPEG non avrete le stesse possibilità in post produzione offerte dal formato RAW non compresso.

La vostra esposizione, se avete la necessità di lavorare il JPEG,  dovrà essere molto accurata e precisa per essere sicuri che la qualità del vostro scatto non sia compromessa per colpa della necessità di essere veloci.

Via | YourPhotoTips