Post con tag reportage
Adolfo analizza Adolfo
1 ott
Da qualche tempo frequento, devo dire con molto soddisfazione, MaxArtis e vi ho postato qualche foto (peccato se ne possano caricare una soltanto al giorno). La cosa bella di MA e che nulla viene mai lasciata li.
Sentite che bella lettura e che lezione ci da Adolfo Fabbri approfittando della mia fotografia.
I presupposti per parlare un po’ di fotografia in modo quantomeno generico, ci sono.
Una fotografia deve raccontare qualcosa, e questo “qualcosa” lo deve decidere l’ autore dello scatto; agli osservatori spetta il compito di chiarire all’ autore stesso, se le sue intenzioni hanno funzionato bene oppure no.
Guardando questa fotografia, mi accorgo che più di un ritratto, si voglia descrivere un ambiente dove gli attori di un teatro, si truccano prima di prendere parte allo spettacolo. La persona accanto la ragazza che si sta truccando davanti un grandissimo specchio, (non ne vediamo la fine…) mi dà la sensazione si trucchi pure lei e che pertanto ci troviamo in un camerino del teatro. Descrivendo un ambiente, una figura umana e l’ azione che svolge, significa fare del reportage, e questo è “forse” quello che Adolfo voleva. (Sottolineo “forse”…)
La correzione che ha apportato la buona Francesca, colloca l’ immagine nella categoria del ritratto puro, dove altri significati prendono piede, ma se ne perdono altri; ad esempio anziché trovarsi in un camerino, (non c’ è più quella percezione…) avrebbe potuto trovarsi nel bagno di casa sua.
Può essere che Il Trinca nostro, non interessasse il ritratto allo stato puro, quando ha scattato.
L’ osservatore è portato (ed è umano!!) a convogliare la struttura di una qualsiasi fotografia degli altri, verso i suoi gusti personali, e talvolta implica il fatto che certe correzioni, sono veramente soluzioni intelligenti, utili all’ autore e a chi va a vederle.
Sicuramente, apportando un taglio si apporta pure un cambiamento del messaggio, se proprio non si tratta di una correzione marginale e di poco conto. (in quest’ ultimo caso, l’ ipotetico miglioramento si rivela utile solo ai fini estetici.)
Lo spazio sul forum dedicato alle immagini modificate dagli utenti, non dobbiamo utilizzarlo esclusivamente per “migliorare” la fotografia di chi l’ ha scattata, perché la riteniamo “sbagliata”; significa soprattutto “implementare” quella fotografia, di nuove idee e accorgimenti diversi che altri possono beneficiarne, utilizzandoli in simili circostanze quando usciranno con la fotocamera. Ecco perché quello spazio sul forum deve essere considerato positivamente; perché fa parte della didattica.
Detto questo, a suffragio che un taglio cambia il massaggio, Francesca ha estrapolato un ritratto puro da una foto di matrice reportagistica, e lo ha fatto pure bene, a mio parere, ma soprattutto ha fatto bene a mostrarcelo.
Anch’ io voglio dare una mia versione, e a conferma di quanto sopra, con un taglio azzardatissimo, sposterò l’ attenzione sull’ azione e non sul soggetto che la espleta. Il soggetto quindi non sarà l’ attrice, (tantomeno il luogo…) bensì il gesto del truccarsi, ovvero “l’ azione”.
Per fare una fotografia all’ azione, ho escluso parti importanti del volto, come gli occhi e il naso, ed ho lasciato solo quelli che servono per descrivere la gestualità.
Ovviamente la foto risulterà essere microscopica perché nata dal taglio estremo di uno scatto che aveva mire diverse dalla mia, ma darà l’ idea di cosa intendo. Per fare seriamente la fotografia che avrei scattato io, occorreva una lente diversa e soprattutto avvicinarsi moltissimo alla ragazza, per poi chiudere adeguatamente il diaframma per una profondità di campo efficace.
Tra un po’ la posto.
Ciao a tutti!L’ altro Adolfo
PS
Ecco la “miniversione” sul forum
http://www.maxartis.it/phpbb_forum/posting.php?mode=quote&p=61704
Fossi in voi farei un giretto da quelle parti.
Intanto ecco un’altra versione della foto, quella che avrei fatto se avessi voluto ritrarre e non raccontare Ilaria.
Pietro Collini: Il Reportage sociale: significato, difficoltà e semantica
1 set
Un bel post di Marco Crupi che ha tradotto il post di Pietro Collini (in inglese) nel quale ci illuastra, attraverso la sua esperienza, il significato di “fare” un reportage sociale.
Dalla sua preparazione alle sua realizzazione ed anche alla sua interpretazione perché “…non basta per leggere in modo corretto una fotografia di reportage, così, isolatamente. Deve essere contestualizzata. Da qui la raccomandazione di passare all’osservazione anche delle altre fotografie dell’album proposto.”
Questa è soltanto una delle belle parole scritte da Pietro, vi consiglio di leggerlo.
EUR da Capannelle
7 mag
Nooo, ma dici…non è uan specie di Google Maps. Noneeeee, non è un’articolo per insegnarvi la strada più breve da Capennelle verso l’EUR…certe volte mi fate passare la voglia di scrivere uff.
Insomma stamattina mi sono svegliato bello bello con la voglia di parlarvi del bellissimo (Capa, due birre a me!) libro di Pino D’Amico detto Capannelle.
Anche in questo caso ho chiesto a lui stesso di presentarsi e di presentare il suo libro, che potete trovare in vendita su Blurp (dategli un’occhiata che ne vale davvero la pena!)
Ma diamo “voce” a Pino.
Prefazione libro
« L’EUR è un quartiere molto congeniale a chi fa di professione il rappresentante di immagini »
(Federico Fellini).
Spesso un libro fotografico è la sintesi di un lavoro. In questo caso si tratta di un anno e mezzo di lavoro sul quartiere EUR di Roma.
Ci sono molti modi di fotografare un quartiere; c’è chi preferisce mettere in risalto l’architettura, chi invece da maggiore spazio alle persone e alle loro storie.
La scelta dipende da quello che vogliamo raccontare, dalla nostra sensibilità e dalle nostre inclinazioni.
Sono un fotografo istintivo, per cui durante le uscite non ho seguito un piano preciso. Mi sono affidato alle sensazioni del momento, fotografando quello che attirava la mia attenzione e che stimolava la mia curiosità.
Spero che guardando queste foto proverete le stesse emozioni che ho provato io.
Biografia
| Sono nato a Genova nel 1959, vivo a Roma dal 1966. | ![]() |
| Nel 1982 ho cominciato a fotografare con una reflex meccanica Minolta. In quegli anni non era facile come adesso imparare a fotografare. Internet non c’era, i miei amici di allora non si occupavano di fotografia e non conoscevo nessuna scuola a Roma. Ero forzatamente un completo autodidatta. Reperivo le informazioni sulle riviste del settore. | |
| Da subito appassionato alla fotografia in bianco e nero, ho allestito una camera oscura per sviluppare e stampare in proprio i negativi. | |
| Nel 1984 ho cominciato a lavorare nel campo informatico dove opero tuttora come progettista di applicazioni software bancarie. | |
| Col miglioramento delle disponibilità economiche riesco ad ampliare e migliorare il mio corredo fotografico analogico. Da Minolta passo a Pentax e successivamente a Nikon. In quel periodo fotografavo con due corpi FM2, meccanici e manuali, uno caricato con un rullo in bianco e nero, l’altro con pellicola invertibile. | |
| Nel 1995 mi sposo. L’arrivo di due figli e la cronica mancanza di tempo di fanno allontanare per circa 10 anni dal mondo della fotografia. | |
| Nel 2005, con la fine del matrimonio, la voglia di fotografare riemerge ben presto più forte di prima. Comincio a mettere da parte la pellicola e ad esplorare il mondo della fotografia digitale, per me completamente nuovo. Gli inizi non sono facili: ci sono tanti concetti nuovi da assimilare e bisogna prendere confidenza con il software per la post produzione delle immagini. | |
| A inizio 2006 ho fondato la comunità romana di flickr Romamor | |
| Pubblico le mie immagini su Flickr con lo pseudonimo di Capannelle | |
| Attualmente fotografo con una nikon d700 corredata con nikkor 14-24, nikkor 50 1.8, nikkor 85 1.8 e nikkor 70-300 VR |
Attività
| Nel 2007 ho esposto alla Mostra Internazionale Confini/Boundaries. | ![]() |
| Nel 2008 ho fondato l’associazione fotografica Fotocolture | |
| Successivamente ho curato gli audiovisivi “Roma insolita” per conto del gruppo Romamor e “Fotografia di strada” per conto dell’associazione Fotocolture, presentati alla manifestazione Fotoleggendo 2008 organizzata da Officine Fotografiche | |
| Nel 2009 ho affrontato un progetto personale sul quartiere EUR di Roma che ho finalizzato in un libro fotografico | |
| Tre mie foto del quartiere Corviale di Roma sono state pubblicate sulla rivista Archiworld Magazine del Consiglio Nazionale degli Architetti | |
| Nel 2010 ho aderito al gruppo di lavoro sull’EUR organizzato da Officine Fotografiche per la partecipazione al Festival delle Architetture. | |
| Il 21, 22 e 23 Maggio 2010 parteciperò al Festival OcchiRossi con la mostra personale [Angosce Urbane ] EUR. |
Un’applauso per Capa !!!
Un reportage fotografico
5 feb
Vagavo alla ricerca di spunti perchè domani parto per Medjugorie e vorrei provare a fare “seriamente” un reportage fotografico della cosa.
Vado sul mio bravo google e cerco…cosa esce fuori? Questo bell’articolo di Alberto Amoroso. Continua >
Cena Aive Natale 2006
15 dic
Ecco a voi il reportage della cena “aziendale” del 2006
Ecco il foto video reportage della cena di eiri sera!
Finalmente sono riuscito a scaricare le foto sulla macchina e a convertire il filmato sul comizio di Ermanno…uno spettacolo!
Le foto le otete visualizzare o selezionando l’album dalla lista in alto a destra oppure cliccando qui.
Qui invece potete scaricare lo zippone con tutte le foto (sono circa 10 Mega).
Ma ora ecco a voi il pezzo forte…il discorso di ermanno!
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