Post con tag Ricette
Zaganelle alle cime di raspa e Ditalini alla passera ripiena
5 nov
L’ho letto qui, su prepuziO’s bloG e mi sono ammazzato dalle risate gh gh gh. Ed ho scoperto fra l’altro di essere un grande cuoco!
Zaganelle alle cime di raspa.
Preparazione: tirate fuori l’ambaradàn e soppesatene la consistenza, in modo da scaldarlo anche leggermente. Prendete quindi un bel raspone di quelli maturi e tagliatelo alla julienne. Soffriggete il tutto in un wok, avendo l’accortezza di lavorare molto di polso, in modo da non far attaccare la pasta sul fondo. Nel caso il succo del raspone fosse esiguo, aggiungete un filo d’olio come lubrificante. Servire caldo e fumante. Avvertenza: tenete a portata di mano un panno carta per asciugare eventuali schizzi.
Varianti regionali: Bigoli alla pipparola, Fusilli alla Federica, Cinque rigatoni contro un cannellone.
Ditalini alla passera ripiena.
Difficoltà: ***
Prezzo: **
Ricetta per quattro persone o per single insaziabili. Preparazione: mettetevi comode, niente abiti impegnativi o molto pesanti. L’ideale sarebbe una sana libertà adamitica. Prendete quindi due belle passere, che vi sarete fatte marinare per bene dal vostro passeraio di fiducia, e riempitele di cetrioli, carote, zucchine, melanzane ed altri ortaggi squisitamente cilindrici, purtroppo, per esigenze di spazio, preventivamente affettati. Cuocetele in un tegame per almeno una mezz’ora in modo che restituiscano un bel sughetto. Nel frattempo, mettete a bollire l’acqua per i ditalini, in modo da averli pronti quando le passere saranno cotte. Condite quindi la pasta col sugo delle passere ed aggiungetene un bel pezzo sopra, avendo il buon gusto di posizionare in modo creativo le verdure. Servire caldo e fumante. Avvertenza: se le passere risultano tignose, vi hanno rifilato selvaggina non proprio giovanissima.
Varianti regionali: Conchiglione alla sgnaccherona, Farfalline in brodo di giuggiole, Tortellini con panna rancida.
Una bella parmigiana di tarantole
4 giu
Ricercatori americani rilanciano i benefici dell’entomofagia
Molti insetti hanno pochi grassi e abbondano di proteine “Mangiate pure ragni e cavallette sono gustosi e molto nutrienti”
La Fao: “Ci vorr
Immancabile ad un banchetto nuziale
20 nov
Garum – Archeologia gastronomica

Questa le preparazioni che consigliamo.
A) Prendere la bianca carne dello sgombero, aggiungerla a sardine e acciughe. Sminuzzare e mescolare il tutto su di un tagliere. Aggiungere del sale in grande quantità e fare riposare per tutta la notte. Versare quindi in un contenitore, da lasciare poi aperto per alcuni mesi in un angolo soleggiato. Si otterrà un liquido fermentato da versare come salsa sulle pietanze.
B) Prendere erbe aromatiche (timo, finocchio, salvia, menta peperita, origano) e pesci (acciughe, sardine, tonno..), tritare il tutto e mettere il composto ottenuto in un vaso con un coperchio di legno o di sughero. Dopo venti giorni, pigiare con forza e raccogliere il liquido in un recipiente, avrete così ottenuto il garum.
Dieta Olandese
21 ago
Eccoci ritornati rintronati
la tipica dieta olandese ha distrutto il nostro fegato e ciò che restava delle nostre menti

di seguito cartoline sparse dall’olanda











xxx
13 giu
Pranzo in ufficio, così è più sano e light
Se proprio sei costretto a restare al tuo posto di lavoro, ecco come non mettere a rischio la tua dieta (e la tua salute)
Newsletter di Diet@mica.it
n. 22 – giugno 2007
Ma è sempre meglio uscire
Di corsa, affannati per concludere un lavoro e allora… si finisce per consumare un panino davanti al computer dell’ufficio. Niente di più sbagliato, soprattutto se si segue una dieta: non solo si rischia di incorrere in carenze nutrizionali, mangiando solo panini o pizzette farcite, ma, distratto dal lavoro, il cervello non invierà i giusti segnali di sazietà. Il risultato? Si è tentati di mangiare molto di più del necessario, a scapito della linea. Non parliamo poi del fatto che un tramezzino, giusto per fare un esempio, dopo tre ore fuori dal frigo potrebbe diventare terreno favorevole per i batteri. Microbiologi dell’università dell’Arizona hanno riscontrato che la scrivania sulla quale in genere si mangia in ufficio, in termini di batteri è sporca 400 volte di più della tavoletta del water. Un bel record!
Se non siete ancora convinti che sia meglio fare una pausa all’ora di pranzo, piuttosto che rimanere incollati alla sedia, sappiate che c’è un altro motivo per cui vale la pena di alzarsi dalla sedia: il movimento, anche quello che richiede lo spostarsi dalla postazione di lavoro al bar sotto l’ufficio, è un ottimo alleato di qualsiasi dieta perché consente di mantenere elevato il metabolismo con una conseguente riduzione dei depositi adiposi e un graduale aumento della massa magra.
Trucchi per non sbagliare
Premesso che è arrivato il momento di cambiare abitudini (sempre che non l’abbiate ancora fatto), se proprio volete continuare a ingrossare le fila dell’esercito di "irriducibili" del pranzo alla scrivania dell’ufficio, lasciate almeno che Diet@mica vi suggerisca sei consigli per rendere questo tipo di pasto più sano. E, soprattutto, rispettoso della linea.
Presta attenzione a ciò che mangi: continuando a tenere gli occhi sullo schermo del pc o su quella pratica, il cervello viene "distratto". E così si rischia di mangiare molto più del necessario, contribuendo a far salire l’ago della bilancia.
Porta il pranzo da casa. No ai piatti pronti della rosticceria o della tavola calda: oltre al fatto che sono più costosi di quelli che potreste portare da casa, sono di sicuro più calorici. L’ideale sarebbe riuscire a ritagliarsi il tempo, al mattino, per preparare un’insalata con pollo, fagioli e verdure, ricca di nutrienti, comprese fibre e proteine.
Fai quattro passi. Cercate di muovervi più che potete, perché è il modo migliore per bruciare calorie. Lasciate la macchina più lontano possibile e quando siete in ufficio alzatevi ogni tanto dalla scrivania per arrivare alla stampante o alla fotocopiatrice o comunicare qualcosa al collega della stanza in fondo al corridoio (invece di chiamarlo al telefono).
Mangia in compagnia. Se proprio non potete (o non avete voglia di) allontanarvi dal posto di lavoro, cercate di mangiare insieme con un collega. Fare quattro chiacchiere vi aiuterà spezzare la giornata lavorativa e renderà il pasto più piacevole.
Non far diventare il pranzo in ufficio un’abitudine. Rimanete alla scrivania solo se è strettamente necessario. Appena possibile, uscite, anche solo per fare un giro dell’isolato.
Occhio ai batteri. La scrivania dell’ufficio è piena di oggetti a rischio di ospiti indesiderati per l’igiene: dal mouse alla tastiera, dal telefono alle pratiche, ai giornali… Se proprio decidete di restare alla vostra postazione di lavoro per mangiare, usate sempre un vassoio
Bella testa su belle gambe
6 giu
Gisele 4 president
Una modella sfida la Chiesa in una delle nazioni pi
Okkio alla linea
24 mag
In questo periodo di diete ferree ecco a Voi un piatto leggero leggero
Rigatoni con la pajata

800 gr. di intestini di vitello, 200 di rigatoni, 50 gr. pancetta, cipolla, sedano, prezzemolo, aglio, salsa di pomodoro, un bicchiere di vino bianco secco, qualche chido di garofano, aceto, pecorino romano grattugiato, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
Spellare la pajata e tagliarla a pezzi di 20 cm circa. Mettere in un piatto e spruzzare con aceto. Tritare la cipolla, il sedano, il prezzemolo e la pancetta e metterli in un recipiente di coccio con due spicchi d’aglio interi e un po’ di olio; lasciar soffriggere togliere l’aglio, unire la pajata, sale pepe e i chiodi di garofano, bagnare con il vino, far evaporare ed aggiungere la salsa di pomodoro diluita in 4 bicchieri di acqua calda. Lasciare cuocere coperto a fuoco basso per circa tre ore. Il sugo dovrà risultare denso, se occorre aggiungere altra acqua calda. Nel frattempo lessare i rigatoni, scolarli al dente, versarli in un piatto caldo e servirli con la pajata ed il pecorino. 
Mc Pork
26 apr
Curiosa vicenda in un fastfood della multinazionale dell’hamburger
«Happy meal», il lieto pasto del preservativo Regalato per sbaglio ad una bambina un condom al posto della solita sorpresa giocattolo
SYDNEY dal corriere.it- Andare per hamburger e tornare con le tasche piene di preservativi. Potrebbe succedervi anche questo nei McDonald’s neozelandesi, se fate incetta di«Happy Meal».
SORPRESA PER ADULTI – Il «lieto pasto», offerta che McDonalds pratica da anni nei suoi ristoranti mangia e fuggi, prevede in Nuova Zelanda che in certi orari si aggiunga un regalino a sorpresa nel sacchetto dell’hamburger. Ma i nonni di una bambina di sette anni erano tutt’altro che lieti quando la piccola ha chiesto spiegazioni sul ‘giocattolo di color verde con il marchio McDonald’s, contenuto in una borsetta, e hanno visto che era un preservativo.

NONNI A BOCCA APERTA – I nonni della piccola, Suzanne e Rowan Hatch, riferisce il quotidiano Dominion Post, hanno fatto la scoperta ieri sera quando si sono fermati nel punto di vendita di fast food per offrire alla nipote uno spuntino prima di portarla al cinema. «Sono rimasto sconvolto, veramente», ha detto Rowan Hatch. «Il fatto che mia nipote abbia trovato quella cosa. È stato difficile da spiegare, ha solo sette anni».
L’ERRORE – Alle proteste dell’uomo, il personale ha offerto alla piccola un secondo hamburger ed il regalo vero, un astuccio di matite colorate e altri oggettini. Da una prima indagine è emerso che la borsetta contente il condom era destinata ad un’altra iniziativa della catena di fast food, ed era stata scambiata per errore con l’omaggio previsto, l’astuccio di colori.
26 aprile 2007
A chi piace il Sushi???
23 mar
A chi piace il Sushi???
Ebbene questo appello è diretto a coraggiosi di nota fama… quelli che insomma mangiano il formaggio con gli ospiti…

Cerco disperatamente compagni di Sushi… Ste e Lucia, Raffa e chiunque altro vuole partecipare… raccolgo adesioni per data da concordare…
Speranzosa di trovar certa compagnia attendo…
Casu martzu
19 mar
Casu martzu
Udite udite: a tutti gli amanti del casu martzu, abbiamo la possibilità di ordinarne vasetti come quello che in questo weekend ha titillato le papille gustative di alcuni di voi,con consegna tra 2 settimane circa alla modica cifra di euro 11 a vasetto , fatemi sapere

Qui mi toccherà giocare con le parole, per non impressionare il lettore, la speranza è che lo leggano solo gli amanti del formaggio…
Il "casu martzu" è un formaggio molto ma molto particolare, intanto non bisogna storcere il naso, quando vi scrivo che letteralmente "casu martzu" stà per formaggio marcio… ma che di marcio non c’è assolutamente niente… ha un odore molto forte, tant’è che quando ero ragazzino e mio padre comprava o si faceva procurare dal pastore "su casu martzu", scappavo solo a sentirne l’odore… mentre con la coda dell’occhio… vedevo mio padre col sorriseto sornione che borbottava mentre io scappavo, gli altri componenti si accostavano… non passò molto tempo da allora, e nel continuarmi a chiedere del perchè gli altri venivano attratti, quasi a far festa a quel formaggio marcio, mentre io scappavo… Fino a quando un giorno mi armai di coraggio e affrontai quel formaggio dall’odore puzzolente ma dal sapore paradisiaco… e dal giorno non passa anno… senza che io gli faccia la festa!!!
E’ un formaggio dove all’interno prendono vita dei piccoli vermini bianchi, che una volta tagliata la forma di formaggio, a vederli, si rivelano dei fantastici artisti da circo, saltano in acrobatiche ed energiche giravolte da far invidia al miglior acrobata… All’interno si presenta cremoso, dal sapore forte e piccante, una vera delizia spalmato sulle fette di pane fatto in casa (su civraxiu), per accompagnarlo richiede un vino nero e pastoso di quello così detto "bin’e domu" che stà per vino di casa, cioè di quello fatto da piccoli viticultori che fanno il vino nella loro cantina di casa e lo rivendono direttamente al pubblico… a proposito se vedete una grande foglia di palma che spunta da un portone… fermatevi perchè lì vendono "su bin’e domu" bianco e nero, moscato e/o malvasia e magari hanno anche qualche forma di formaggio… anche se non "casu martzu"… già perchè non è facile trovarlo ormai è una rarità… Provalo prima di storcere il naso e poi mi dirai… ohhhhh spyryyyyyyyy… lampuuuuuu! ta cosa bona, non è chi tenis un’amigu chi teni "casu martzu"? (meno male che… non mi manca la pazienza)
El fuego por todos los hombres… anche primitivi!!!
16 feb
Ricercatori americani hanno trovato tracce fossili della pianta su utensili preistorici
Lo coltivavano per usarlo come condimento già prima della scoperta della ceramica
Il peperoncino? Lo si usava già 6.000 anni fa
"E’ la spezia più antica della storia"
di ALESSIA MANFREDI da Repubblica.it
Castroni che vai afrodisiaco che trovi
14 feb
Per Voi donne sempre troppo impegnate per preparare ricette afrodisiache,
Per Voi unomini che quando sentite parlare di Guacamole pensate subito al Real Madrid o al Benfica
Ecco qui il fornitore di coadiuvanti alla cena eroticamente romantica che avete sempre desiderato preparare ma non avete mai avuto il tempo di fare
Rapidamente a casa Vostra in pacco anonimo







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