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SaraTopa il vibratore sigillante (fatto in casa)
20 ott
Lo ammetto, questa ha stupito anche me! Cercando in un raro momento di pausa vari howto (come fare) qualcosa di spassoso da postare mi sono imbattuto in questo divertentissimo post di un certo piero144 su AlFemminile.com, guardate un po cosa ci suggerisce il nostro caro Piero!
Vibratore fai da te
Da un p di giorni mi è venuta l’idea di costruire un vibratore da usare con la mia ragazza, non volendo entrare e spendere soldi in un sexyshop, ho avuto questa idea per farmene uno in casa!
Tra gli attrezzi per la manutenzione della casa ho preso uno stik mezzo usato ma ancora buono di silicone, poi ho sottratto per un p di tempo dalla gabbia del mio uccelino il beverino a sifone “cosi si chiama e nei negozi di animali ci sono di varie grandezze, ha la stessa forma di un dildo rigido liscio”.
Prima di versare il silicone nel beverino, ho inserito uno spazzolino elettrico che non ho più usato nel beverino, facendo attenzione che stesse precisamente al centro, e lasciando uno spazio di qualche centimetro dal fondo, dopo di che ho inserito il silicone e ho aspettato che si solidificasse.
Una volta estratto dal beverino l’ho rivestito con un preservativo e il giochetto erotico è pronto per l’uso!
Piero, ti prego, facci vedere l’opera realizzata e magari dacci anche le di lei impressioni d’uso!
Ma non è mica finita qui!!! C’è anche yagoryo che ci dà delle indicazioni casomai volessimo farne uno su misura per la di lei “grotta”.
Su misura?
Recupera della resina a due componenti (indurisce in 5 minuti) tipo quella usata dagli odontotecnici, quella usata per uso industriale potrebbe essere irritante.
dopo averla mescolata la metti dentro ad un preservativo e gli fai un nodo e crei un salcicciotto.
Poi velocemente (5 miniti) te lo infili strizzando la parte esterna in modo che (dentro il preservativo) entri la maggior parte all interno, ovviamente devi essere eccitata per avere dimensioni interne maggiori.
Aspetti che la resina indurisca e ti sei fatta un calco delle tue dimensioni interne.
Poi a piacere fai un calco e controcalco modificato del ” Tuo ” dildo personale.PS: si puo usare anche resina siliconica che resta morbida.
I miei due centesimi.
Anche qui ci piacerebbe vedere un “realizzato” con le impressioni d’uso!
E se anche a voi è venuta voglia di consigliare l’uso di frutta ed ortaggi…non fatelo, almeno non prima di aver visto il video qui sotto!
Comunque sappiate che esiste anche un kit di montaggio (in tutti i sensi) per costruire da soli il proprio vibratore, si chiama, indovinte? bravi “Make Your Own Dildo” ed è esattamente quello che pensate: un pratico kit fai da te per creare una esatta replica in gomma del proprio pene, magari per natale. Ah, non credetele se vi dice che con tempo il vostro rimpicciolisce e che quello in gomma è più grosso perché fatto tempo prima…fatevi qualche domanda piuttosto!
Ma per tutte le ragazze rispettose della natura esiste anche vibratore completamente ecologico. Ha un nome bellissimo: Earth Angel Wind-Up Vibrator ed è realizzato con materiali riciclabili al 100%, non usa batteria e va a manovella (immagino se la faccia lui mentre lei lo usa gh gh gh). A parte gli scherzi, per ricare il coso basta semplicemente girare la manovella posta sul manico. Cinque minuti di fatica per ben trenta, dico trenta minuti di ingroppata. Non ci credete? andate a vedere sul sito LoveHoney.

perch
16 mag
perché le ragazze vanno spesso in due al bagno?
Care amiche, cari amici, a rieccoci con la vostra amata rubrica ‘
E a proposito di domande, sono sicura che ce n’è una che, almeno una volta nella vita, questa metà del cielo (la metà nuvolosa e bizzarra… che chiameremo comunemente ‘i maschi’) si è fatta circa una particolare caratteristica dell’altra metà del cielo (la metà solare e creativa… che chiameremo ‘le femmine’): perché le ragazze vanno spesso in due al bagno?
Sarà capitato a tutti di sentire un’amica che chiede all’altra: ‘Devo andare in bagno, mi accompagni?’, oppure direttamente ‘Andiamo in bagno?’. Perché, dopo l’emancipazione, il femminismo, la rivoluzione sessuale, l’invenzione del Wonderbra eccetera eccetera si ha una sorta di necessità di contiguità, vicinanza, empatia, condivisione per espletare un atto che, diciamolo, è assolutamente privato???
Orbene, iniziamo la nostra analisi con lo studio del fatto in sé (vi risparmio la contestualizzazione storica della serie: già 2000 anni fa…. bla bla bla). La necessità di avere un’amica accanto nel momento in cui la fisiologia cessa di essere Medicina ed inizia a diventare un bisogno nasce, innanzitutto, dall’ambiente che ci circonda. Se fossimo in ufficio, in fabbrica, a casa nostra o nell’appartamento di qualcuno raramente (o al massimo in casi particolari quali spettegolare, condividere l’acquisto di biancheria intima, mostrare l’ultimo succhiotto morsichereccio lasciato dall’adorato Pitecantropo…) ci verrebbe in mente di farci accompagnare all’agognata meta.
Cosa spinge alla ricerca di una ‘scorta’ per andare alla tiolette è, tendenzialmente, il locale o luogo in cui ci si trova: bar, pub, pizzeria, ristorante, discoteca (i night non sono stati nominati perché, a quanto scrivono i lettori, in questi casi saltano le consuete dinamiche)… quasi un meccanismo pavloviano del riflesso condizionato (ricordate la campanella e il cane?).
Eh, già, il solito leit-motiv psico-nano-sociologico dell’ambiente che condiziona l’individuo… tuttavia se ci soffermiamo a pensare…. ad esempio un disco-pub nell’ora di punta e immaginare di transitare davanti a tutta la bolgia nelle sale del locale: sole, alla ricerca della ritirata alla mercè degli sguardi interro-smanio-inquisitori di questa metà del cielo (vedi, maschi) e di quelli bastardo-invidiosi di tutta quell’altra (rif. femmine). La semplice ricerca di un bagno diventerebbe potenziale fonte di ansia e panico….meglio affrontare l’ignoto percorso in due, no? Poi non dimentichiamo che la ‘toilette’ spesso potrebbe essere proprio un cesso, magari senza chiave, ed allora il supporto dell’amica diventa ancor più indispensabile, soprattutto alla luce della possibilità che qualcuno\a (i sondaggi dicono che si tratta maggiormente di questa metà del cielo –maschi- se il gabinetto è unisex) entri senza bussare creando ulteriori attimi di (nell’ordine) ansia, panico, imbarazzo, problemi alla vescica in seguito a ripetute contratture da spavento, il tutto costellato da frasi del tipo “oh.. scusa, avevo bussato”, ‘si…alla velocità della luce!non ho avuto il tempo di risponderti”… ecc ecc. Capite bene, che non si tratta di una bazzecola…
Ecco infine, un ulteriore stringato elenco di motivi (questi un po’ più soft e non derivanti dai traumi sopraelencati) per cui le donne possono decidere di andare a fare ‘tin tin’ con l’amica:
- descrivere per filo e segno l’ultimo sms del fanciullo che si ha sotto le grinfie
- descrivere per filo e segno l’ultimo sms del fanciullo che si vorrebbe avere sotto le grinfie, ma che ha una serie di relazioni con ‘n’ donne ‘a multiproprietà’ non ci si fila di pezza
- studiare la strategia per diventare la ‘multiproprietaria’ più quotata del fanciullo in causa
- studiare la strategia per diventare la proprietà e per conquistare n multiproprietari
- lodare ed apprezzare il nuovo vestito dell’amica, pensando che sia una ciofeca terribile
- sentirsi lodare ed apprezzare il nuovo vestito, mai immaginando che l’amica pensi sia una ciofeca
- controllarsi il trucco allo specchio dell’antibagno parlando con l’amica dentro il bagno lamentando lo lievitare esponenziale degli ultimi tempi del fondoschiena….un tempo alla J.Lo
- controllarsi il trucco allo specchio dell’antibagno parlando con l’amica dentro il bagno gongolando all’affermazione “ti sei dimagrita n’a cifra ultimamente!”
- controllarsi il trucco allo specchio dell’antibagno parlando con l’amica dentro il bagno affermando in maniera subdola e godereccia, a mo di domanda, quanto l’amica rimasta al tavolo si sia ingrassata, in-rughita, afflosciata, malconciata ed abbia una terribile ricrescita.
DIFENDERSI DA SOPRUSI E FREGATURE CONSIGLI PER IMBASTIRE UNA PRATICA LEGALE
20 mar
DIFENDERSI DA SOPRUSI E FREGATURE CONSIGLI PER IMBASTIRE UNA PRATICA LEGALE
Succede ormai molto spesso di trovarsi in situazioni tali che prima o poi ci obbligheranno a giungere ad uno scontro, con persone che hanno cercato di ingannare nella conclusione di un lavoro o di un acquisto, o che, anche solo per poca esperienza o superficialita’, causano danni e disagi.
da ADUC.it a cura di Barbara Vallini
La prima cosa da tenere presente
e’ che la giustizia aiuta chi si sa difendere. Non esiste un diritto “dogmatico” a niente. Chi ha ragione, lo deve provare e non solo per controbattere le insinuazioni od i punti di vista dell’avversario, ma proprio perche’ la giustizia ha bisogno di essere convinta. Occorre dimostrare buona fede e danno effettivo.
E’ quasi inutile, ad esempio, attendere inermi per settimane o mesi che si sblocchi una situazione e poi, svegliandosi d’improvviso, pretendere che vengano risarciti chissa’ quali danni economici e morali. L’inerzia dei mesi prima non verra’ considerata con comprensione, ma biasimata come menefreghismo, buttando anche una luce di dubbio sull’intera pretesa.
Chi e’ stato fregato, non e’ contento o non ha ricevuto quello che voleva, deve farsi sentire, deve protestare. Non bisogna avere paura di scrivere una raccomandata A/R (unico documento certo), ne’ di minacciare di adire le vie legali se entro un tot di tempo non si ottiene cio’ che si vuole: non succede niente, nessuno fara’ una denuncia per una letteraccia, anche prima di quanto potrebbe sembrare opportuno. Certo, conviene prima cercare un dialogo con la controparte, ma se cio’ diventa impossibile od inutile, se non da’ risultati immediati o se comunque ci sono dubbi….meglio scrivere subito. Dare un termine per adempiere (secondo il codice 15 giorni, salvo i casi di manifesta urgenza) e minacciare che in caso contrario si adiranno le vie legali. Questa e’ la messa in mora.
La messa in mora
Dare un termine e’ necessario: se non si da’, il giudice non giudichera’ favorevolmente la cosa, e comunque non si avra’ la possibilita’ di pretendere l’adempimento. Quando si potra’ richiedere l’adempimento? Senza un termine preciso di riferimento, chi dira’ quando e’ giusto rivolgersi al giudice? E il giudice, non giudicherebbe forse vaghi ed un po’ inconcludenti i solleciti privi di un qualsiasi ultimatum? Essere -od apparire- ambigui non e’ mai un atteggiamento giusto, anzi c’e’ il rischio di fare un favore all’avversario. Spesso da questi comportamenti puo’ dipendere -se non addirittura tutto lo svolgimento della causa- quantomeno l’entita’ della colpa attribuita (od “equamente” condivisa) tra le parti in causa. Anche perche’ non sempre la giustizia sta da una parte sola: errori possono essere commessi da entrambe le parti e spesso anche chi ha ragione ha avuto alcune mancanze. O per lo meno, tali possono apparire se non si dimostra sufficientemente la propria posizione.
Minacciare le vie legali e’ opportuno:
dettare un termine per l’adempimento senza minacciare vie legali o risoluzione del contratto, serve a poco. Allo stesso modo sarebbe sbagliato -di punto in bianco- decidere di aver aspettato abbastanza ed inviare una lettera di risoluzione del contratto. E’ un po’ pretenzioso, dopo settimane o mesi di silenzio, senza un sollecito, senza dare un termine per l’adempimento, d’improvviso dire basta. Puo’ darsi, anche, che ci siano state molte telefonate e ci si e’ sfiniti nel cercare un accordo, ma come si dimostra? Qualcosa si puo’ anche dedurre, pero’ prima di tutto occorre che le deduzioni del giudice vadano nella giusta direzione. Comunque affidarsi alla sorte ed all’incertezza e’ un po’ pericoloso.
Ricordarsi sempre di inviare lettere raccomandate con ricevuta di ritorno.
Una lettera semplice e’ carta straccia, non si puo’ provare, ed il fax non ha praticamente mai valore legale. Serve solo per anticipare, per far decorrere subito i termini rispetto alla raccomandata. Un fax, infatti, non merita di essere preso in considerazione anche per tutelare chi lo invia: i dati possono essere modificati e teoricamente chiunque lo potrebbe mandare. Nello spedire la raccomandata, in alcuni casi, e’ addirittura opportuno utilizzare lo stesso foglio come busta, in modo che la controparte non possa dire -ad esempio- di aver ricevuto una busta vuota.
La pre-costituzione delle prove
Durante le discussioni con la controparte e’ opportuno essere sempre accompagnati da amici o conoscenti. Gli amici potranno testimoniare, e la loro affidabilita’ in giudizio viene ancora stimata superiore rispetto a quella dei parenti (la cui testimonianza viene sottoposta al vaglio del giudice, che la valuta con maggiore severita’ ed attenzione). Ma se non si trova un amico, meglio un parente che andare da soli! Anche in questo occorre essere previdenti: prima di andare all’incontro, per esempio, invece di scambiarsi con la controparte telefonate che poi, alla fine, nessuno puo’ testimoniare cosa sia stato detto, e’ meglio, alla presenza di una terza persona, usare un telefono a viva voce.
Documentare: e’ importante!
Oltre a far vedere a testimoni l’oggetto rotto, il lavoro fatto male, l’auto accartocciata, e’ opportuno fare fotografie, e subito, non appena succede il fatto: questo anche nel caso che non si sospettino possibili ostacoli futuri. In seguito, si potra’ continuare a constatare gli effetti progressivi con nuove foto, ma quelle immediate sono molto importanti; specialmente se si ha intenzione di modificare lo stato dei fatti (avendo gia’ provveduto a fare le contestazioni) e si ritene che non sia necessario richiedere al Tribunale una consulenza tecnica d’ufficio (che costa un po’ di soldini). Nelle inquadrature delle foto sara’ meglio riprendere anche la copertina di un giornale la cui data sia certa (non importa su tutte le foto: si chiedera’ al fotografo di non tagliare il rullino): si avra’ cosi’ la possibilita’ di dimostrare che in quella data la situazione era quella. Ma la controparte potrebbe accusare di aver utilizzato un giornale vecchio per attribuirle la responsabilita’ di altri; si puo’ circoscrivere ulteriormente il periodo: occorrera’ mettere un francobollo da lettera sul retro delle foto e scriverci accanto: “In corso particolare” e farlo annullare da un timbro dell’ufficio postale. Alcuni addetti postali pretendono che venga indicato anche l’indirizzo di chi fa questa operazione, come se si trattasse di una vera lettera: e’ un po’ eccessivo, ma se e’ richiesto, non ci si perde nulla a farlo. Cosi’ la data e’ certa: la foto non potra’ essere stata scattata prima dell’uscita del giornale ne’ dopo la data del timbro postale.
La perizia: in alcuni casi e’ meglio richiederla
Conviene richiedere immediatamente una CTU -consulenza tecnica d’ufficio- ai sensi dell’art.700 c.p.c. E’ indicata nei casi in cui si ha intenzione di mutare definitivamente la situazione, aggiustando l’oggetto o ristrutturando il luogo; oppure se c’e’ il rischio di deterioramento o di manomissione, per apportare le dovute riparazioni o comunque per sostituire quello che non va piu’. Siccome il procedimento -tra avvocato e perizia- costa una certa cifra, occorre ricorrervi solo nel caso in cui effettivamente la situazione rischi di mutare e deteriorarsi, o se comunque sia effettivamente necessario apportare delle modifiche.
In causa, poi, il giudice ordinera’ un’altra perizia, ed anche quella dovra’ essere pagata, motivo per cui la prima -pur se utile- potrebbe venire superata. Nel caso in cui -ad esempio- ci sia il soggiorno spaccato ed il bagno divelto, non si potra’ certo attendere per anni i tempi della giustizia, prima di metterci mano. Occorrera’ quindi giudicare la necessita’ della CTU in relazione alla spesa, senza dimenticare che, quando sara’ effettivamente necessaria, allora andra’ fatta e non si potra’ tendere al risparmio. Probabilmente la controparte avra’ un suo perito (che partecipera’ ai rilievi dei periti d’ufficio, presentando le sue considerazioni), e quindi sarebbe meglio avere anche un
proprio perito, che a sua volta prospetti al tecnico d’ufficio la visione della situazione. Si consideri che un bravo consulente tecnico d’ufficio (CTU) non dovrebbe farsi influenzare, e che i soldi per il consulente tecnico di parte (CTP) potrebbero essere risparmiati. Comunque, potendosela permettere, e’ pur sempre una tutela in piu’.
In conclusione, molto dipende dal tipo di problema.
Per cui le cose da fare potrebbero mutare caso per caso.
Le spese di transazione
In questo caso (la proposta della controparte di concedere una cifra in cambio della rinuncia all’azione legale, che non e’ necessariamente un’ammissione di responsabilita’ e come tale non verra’ giudicata) e’ opportuno cercare di pretendere di accollare le proprie spese alla controparte: in caso contrario, c’e’ da tener presente le spese del proprio avvocato (oltre ai periti): se la cifra concessa ce la fa o meno a coprirle.
Nel caso di particolari accordi con la controparte (prima di giungere all’intervento degli avvocati) c’e’ da ricordarsi che un accordo non puo’ essere ritenuto valido senza un documento scritto, inequivocabilmente datato e controfirmato.
Tra gli attrezzi per la manutenzione della casa ho preso uno stik mezzo usato ma ancora buono di silicone, poi ho sottratto per un p di tempo dalla gabbia del mio uccelino il beverino a sifone “cosi si chiama e nei negozi di animali ci sono di varie grandezze, ha la stessa forma di un dildo rigido liscio”.



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