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E pensare che il vero papà dello smiley era un altro…
21 set
Secondo i linguisti: un serio contributo al lessico elettronico

25 anni fa nasceva l’emoticon…
da La Stampa.it
PITTSBURGH
Ormai popolano l’immaginario collettivo elettronico, eppure pochi sanno che sono nati più di vent’anni fa, 25 per l’esattezza. Era il 19 settembre 1982 quando premendo di seguito tre tasti, due punti seguiti da un trattino e una parentesi, nacque la prima «faccina smiley» orizzontale, in un messaggio scritto al computer da Scott E. Fahlman, professore dell’Università Carnegie Mellon.
Secondo i linguisti le cosiddette faccine smiley, in gergo chiamate «emoticon» (o «emotional icon», più o meno icone delle emozioni), hanno fornito alle persone un modo divertente e preciso per esprimere i sentimenti nelle email o in altri messaggi elettronici (anche negli sms), altrimenti difficili da comunicare.
Fahlman ha inserito il suo primo emoticon in un messaggio pubblicato su una bacheca online alle 11.44 del mattino del 19 settembre 1982, durante una discussione sui limiti dello humor online e su come poter indicare i commenti da prendere alla leggera. «Propongo la seguente sequenza di caratteri per i segnali scherzosi
», scrisse Fahlman. «Da leggere orizzontalmente», precisò.
L’emoticon si è diffuso dalla Carnegie Mellon ad altre università, aziende e in tutto il mondo e ha ottenuto la sua popolarità grazie a internet. La variazione dell’«occhiolino», che usa il punto e virgola invece dei due puntini, è nata più tardi.

gravestonebike
8 giu
E’ come se tutti i partecipanti al Giro morissero ogni sei mesi. Dal 2003 percentuali di incidenti
in continuo aumento. Auto e moto sempre meno attenti verso questa categoria di utenti
Italia, strage di ciclisti 1000 morti in tre anni
di VINCENZO BORGOMEO da repubblica.it
Le associazioni di categoria lo dicono da tempo, ma il loro grido rimane inascoltato: per i ciclisti ormai
chi è senza peccato scagli la prima pietra
9 mag
Aveva appena 13 anni quando suo padre la gettò tra le braccia di un amico Dopo due anni di crudeltà la minorenne ha raccontato tutto ai carabinieri
Vende figlia per una birra Arrestato uomo nel Barese Venduta dal padre a 13 anni in cambio di una birra
da repubblica.it
BARI – Vendeva sua figlia per una birra. Gli bastava poco per lasciare in mano ai suoi amici quella bambina di 13 anni. I carabinieri non svelano il nome del padre-aguzzino per tutelare l’identità della minorenne; dicono solo che i fatti si sono svolti in un centro del Barese e che l’uomo è stato arrestato.

E’ durato due anni quel calvario. L’uomo la svegliava di notte e la gettava tra le braccia di uno dei suoi amici, spesso dei pregiudicati, che aveva pagato con una bottiglia di liquore scadente o con una semplice birra. E’ capitato pure che il padre offrisse la sua bambina ad una compagnia di amici conosciuti al bar o in piazza. “Mi strappavano i vestiti di dosso”, ha raccontato la ragazzina nella denuncia. “Ridevano mentre mi mettevano le mani dapperttutto. Io piangevo e chiudevo gli occhi pregando che finisse presto”.

Fu ricoverata qualche volta anche in ospedale per problemi ginecologici, ma la ragazzina non era mai riuscita a confidare quel tormento a nessuno e i medici non avevano intuito la tragedia che si nascondeva dietro quelle ferite. Finchè qualche mese fa, ha trovato il coraggio di raccontare tutto ad un carabiniere.
Da quando i suoi genitori si sono separati, lei viveva spesso con il padre e i nonni. Le umiliazioni e le violenze iniziarono nel 2004 e sono proseguite, senza interruzioni, per i due anni successivi. Il padre la trascinava in auto per farla violentare. I nonni hanno giurato ai carabinieri di non aver mai capito cosa capitasse alla loro nipotina; la vedevano rientrare a casa, con il padre, la sera, “un po’ triste, ma non pensavamo quello che subisse”.
Il giudice ha deciso di indirizzare la minorenne in una struttura protetta: con l’aiuto degli psicologi e di un coetaneo di cui si è innamorata e da cui ha avuto qualche settimana fa un figlio, cercherà di trovare pace ad un tormento che non l’ha abbandonata neppure adesso che suo padre è in carcere.
(9 maggio 2007)



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