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Monica Silva: ormai il suo io è dentro noi!
30 mag
E si, ieri ho assistito a qualche cosa alla quale raramente si ha la fortuna di assistere. Ieri ho visto un balletto molto speciale. Ieri ho avuto l’onore ed il piacere di vedere la luce ballare sotto la direzione di Monica Silva e della sua arte.
E si, quando Monica fa le foto balla, danza ed incanta, credo che nelle bibite che ci hanno offerto abbia messo della polvere di fata cosi da portarci tutti sull’isola che non c’è dove abbiamo conosciuto Jack Sparrow e la sua Perla Nera, c’era Primo Carnera dopo un’incontro, Crudelia Demon in tutta la sua perfidia e bellezza e poi Shaggy, che stranamente non era con Scooby-Doo.
Poi c’erano anche strani pagliacci dai quali ho davvero imparato che con un sorriso la malattia può sembrare meno brutta.
Ho visto fragili angioletti strappare le loro vesti interiori e mostrare al mondo il significato della parola IO SONO! Ho visto occhi pieni di lacrime giurare a se stessi che non avrebbero mai più organizzato un’evento del genere e cuori iniziare a pensare dove realizzarlo. Ho visto dolore, dolore vero nel doversi distaccare da persone, delle splendide persone, che in soli due giorni avevano prepotentemente messo radici nel proprio cuore.
Ma adesso che l’effetto della polvere di fata è finita, parliamo in maniera il più possibile obiettiva anche se non credo di riuscirci.
Non si è parlato soltanto di tecnica, non soltanto, si è andati ben oltre…il ritratto è un’analisi della persona che stiamo ritraendo ed insieme la proiezione di noi stessi in essa ed è da qui che Monica ci ha fatto partire, dalla conoscenza dell’altro con tecniche di rilassamento e spiegandoci il suo metodo di approccio al soggetto. Ragazzi, non capita spesso che un’artista del calibro di Monica ti dica la verità tutta la verità su come lui lavora!
Ma andiamo un passo indietro, la prima cosa che ho detto a Claudia quando mi propose questo workshop, organizzato da lei e tenuto da Monica, fu “bello si, ma un po costosetto” all’epoca pensavo fra me e me “si tratterà della solita cosa, piano americano, primo piano l’inquadratura migliore e bla bla … la luce e piri pi, qualche schema di illuminazione e via dicendo. Nulla di più sbagliato.
Ovviamente la stima e l’ammirazione per Claudia e per Monica mi hanno portato a riflettere e prendere in considerazione CHI sono e COSA hanno realizzato in passato.
Perché come spesso mi capita di dire, io giudico le persone da ciò che fanno e non per quello che dicono! E non avendo mai visto o sentito di cose organizzate da Claudia che fossero state giudicate fatte male o semplicemente care ho aderito ben volentieri. Di Monica poi basta ammirare anche solo una fotografia per aver voglia di ascoltarla!
Ebbene, ogni singolo centesimo della quota di partecipazione è meritatissimo anzi, vorrei dire a Claudia e Monica un grazie enorme per aver mantenuto un prezzo del genere (non diventerete mai ricche) con tutto quanto quello che ci hanno dato, sia in termini materiali sia in termini di umani.
La quota sarebbe bastata a mala pena soltanto per le attrezzature messe a disposizione. Attrezzature “da paura”, un set completo con 4 flash della Profoto, softbox ed ombrellini è il caso di dire, come se piovesse! Ben due assistenti a nostra completa disposizione senza contare Monica e Claudia sempre sulle spallucce pronte a correggere e suggerire.
Vogliamo poi parlare delle mua? che più che make up artist definirei dei geni del male eh eh eh.
E’ bastato dire loro la parola aggressività per scatenare una magia fatta di ali di pipistrello e coda di lucertola…un piccolo rimprovero però per i dalmata che non sono riuscite a creare dal nulla e e e, non si fa!
E tutto questo con due Hasselblad e svariati obiettivi.
Tutto questo per due giorni, 7 persone e più e tutto quel ben di Dio a disposizione per due giorni, fate due conti.
Il mio rammarico o meglio la sensazione che ho avuto andando via è quello di aver potuto assistere agli ultimi 5 minuti della finale del campionato mondiale del 1982!
Purtroppo non ho potuto partecipare alla giornata di sabato perché impegnato a teatro, difficile dire al mio regista potresti fare lo spettacolo senza uno degli attori? Mi sono perso il primo e la metà del secondo tempo. Ho “soltanto” assistito a dei giocatori oramai fuoriclasse ed ad un’allenatore soddisfatto del lavoro svolto.
Che aggiungere se non GRAZIE, è stato un piacere fare la vostra conoscenza e sopratutto toccare con mano la vostra professionalità cosi estrema, umana e sopratutto passionale!
p.s.: prenoto un posto per il prossimo!
Help Portrait
2 dic

Faccio eco alla notizia pubblicata da Sara Lando sul suo blog, invitando anche voi ad aderire, ecco quello che ci dice Sara (andatela a ringraziare postando un commento sul suo blog please!)
Come l’anno scorso, vi ricordo anche quest’anno l’iniziativa di Help Portrait, che quest’anno e’ previsto per il 4 dicembre.
Si tratta semplicemente di fare un ritratto a qualcuno che non avrebbe i mezzi o la possibilità di farlo, gratuitamente, e poi di fargli avere una stampa con il prodotto finito.Non deve per forza essere un istituto per bambini malati, il ritratto di gente che ha salvato vite umane o qualcosa di grandioso e nobile (beh, non deve nemmeno NON esserlo… vedete voi). Puo’ essere la foto alla vostra amica che ha appena avuto un bambino e non ha soldi per far fare dei ritratti a un fotografo perche’ ha un mutuo, lo stipendio al 30% e i pannolini costano come se fossero rivestiti d’oro. Puo’ essere la vostra maestra delle elementari che non sa quanto sia stata importante per voi perche’ vi ha allungato la sua copia personale “lo hobbit” di nascosto e vi ha cambiato la vita. Non deve nemmeno per forza essere il ritratto del secolo. Se avete una macchina fotografica e la voglia di mettervi in gioco, e’ un’occasione in piu’ per farlo.
Sara Lando: Autoritratto 1-2-3
26 mar
Ah ah a, grazie al buon caro vecchio (sopratutto) Etrusco ho scoperto l’interessante blog di Sara Lando (lei non esiste ma fingersi femmina fa’ odiens dicono loro stessi).
In particolare mi sono innamorato dell’articolo in cui danno suggerimenti su come farsi un autoritratto.
Ritratti: un modo rapido per entrare nella testa dei vostri soggetti
11 mar
L’articolo originale (tradotto alla meno peggio) è stato preso da Digital Photography School.
Il grande giorno è arrivato. Non credevi fosse possibile ma il momento è arrivato, sei entusiasta ma molto, molto nervoso.
E’ il tuo primo incarico.
Ti è stato commissionato di fare il ritratto a 55 giovani di un coro locale. Hai meno di due ore per scattare. Potresti fare un casino. Oppure potresti fare un capolavoro. Non puoi sapere a priori quale delle due ipotesi si avvererà.
Mentre pulisci la tua attrezzatura, pensi hai fatti:
1. 55 ragazzi.
2. 100 minuti di tempo.
3. Neanche un minuto a persona.
4. [accidenti] [accidenti]
5. Ci sono un sacco di personalità diverse.
6. La location è una graziosa chiesetta con una finestra verde. In fin dei conti potrei sfruttarla ma….
7. E’ il grande Nord-Ovest – potrebbe piovere.
Hmmm. Potrebbe essere interessante. Per questo lavoro avete a disposizione la Canon 30D, ed il vostro obiettivo preferito: il 50 millimetri f1,8. Hai anche un riflettore che potrà reggere uno dei ragazzi del coro in attesa.
Entri in macchina e ti avvii. E, naturalmente, inizia a piovere. Ok. Oramai è andata. E’ stata una gran cosa aver portato il riflettore.
Vedi la chiesa, dai una rapida occhiata all’ingresso. Due banchi. Bagni. E – ti manca il respiro – un’ampia finestra ed un’elegante poltrona. La speranza si riaccende. Potrebbe funzionare. Le finestra, luminosissima, sarà il tuo miglior alleato. La poltrona la potrai far usare alle persone che poseranno. Il riflettore poi potrà darà una bellissima luce di riempimento.
Ma non avete neanche il tempo di respirare che il direttore del coro vi ha visto arrivare e si avvicina con calma salutandovi. “Ok, siete pronti? E ti manda i ragazzi 3 alla volta. Appena avete finiti con ogni singolo ragazzo, ne spunta un altro che deve posare. E’ tutto ok? Voi annuite con fiducia [dopo tutto la fiducia è la chiave giusta per qualsiasi fotografo]. “Assolutamente. Stiamo procedendo.”
Mentre il direttore se ne và, tu fai dei rapidissimi pensieri. Non stai ottenendo dei buoni ritratti. Nonostante tu abbia realizzato 55 (frettolosi) scatti. Vuoi qualcosa di più artistico. Vuoi qualcosa di più individuale. Come fare?
Ed è allora che ti ricordi quello che diceva il tuo mentore. Il suo utile suggerimento per definire velocemente la personalità di un soggetto. Prendi dalla tua tasca 5 sets di opposti. Chiedi al tuo soggetto di scegliere quello che preferisce. Se sceglie quello più drammatico, fallo posare come estroverso. Se sceglie quello più tranquillo a solenne, allora fatelo posare come se fosse un introverso.
Non puoi sapere se funzionerà, ma hey, dopo i primi 3 tentativi dovresti farti un’idea.
“Hey there!”. Ti presenti.” Chiedete il loro nome, e poi cominciate. “OK, ho un paio di domandine per te.” Fate una piccola pausa per aggiungere un po di drammaticità. “Ti piacciono le mele o le arance?” Otterrete, come unica risposta, uno sguardo vuoto. Incalzatelo. “E’ tutto ok, veramente. Dimmi soltanto quale pensi sia più buona.” Le mele sono morbide, le arance più saporite?
Lei tentenna ma risponde. “Arance.”
“Ok. Fico. Eccone un’altra. Preferisci lo scii o lo snowboard?” Sorridete a questa domanda – un argomento chiave per fare un profilo nel Nord Est. [Gli Snowboarders sono molto giovanili, gli sciatori sono molto sicuri di se].
“Snowboard.” Risponde con un’altra risata.
“L’ultima, prometto. Preferisci vedere un film a casa con gli amici o andare a teatro?” Questa è un pochino più difficile. La prima implica la preferenza alla sicurezza della propria casa, l’altra la gioia del vivere in mezzo agli altri.
“Sicuramente il teatro.”.
“Grande! Cominciamo allora!” Decidi di far posare il soggetto come una ragazza che ama l’avventura e la vita in mezzo agli altri – ma non dimenticare un po di verve. Per la successiva ora e mezza fai queste domande ad ogni membro del coro con grandi risultati. Le domande fanno sorridere ed incuriosire i ragazzi e tu ti sei fatto una buona idea sul come farli posare esaltando la loro personalità.
Quando risali in macchina, non sai se il trucco funzionerà ancora, ma per stavolta è stato un successo.
Dopo 3 settimane, l’annuale del coro è pubblicato. Hai piacere nel vedere la disposizione dei ragazzi. Noti l’eccitazione che traspare dai loro sorrisi.I ragazzi sono soddisfatti di come i ritratti li rappresentino e tu hai guadagnato la reputazione di essere un veloce, divertente ed imprevedibile ritrattista!
Yeah. Questo è ciò che amo.
One-Light Portraits: Introduction
9 mar
Sempre alla ricerca di nuovi “stimoli” e nuove dritte ho trovato su Flickr, precisamente sullo stream di snapify un serie molto interessante di foto che mostrano che con l’uso di una singola fonte di illuminazione si possono ottenere ben 10 diverse tipologie di ritratto…anzi di autoritratto!
One-Light Portraits: Introduction, inserito originariamente da snapify.
Oltre le foto, sopra c’è il riassuntino, ed una ricca spiegazione sul come realizzarle ci sono anche gli schemi di luce e tutti gli altri accorgimenti necessari.
Direi molto interesasnte.
















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