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Nuova malattia professionale:prurito e dermatite da tastiera!
24 feb
Collo bloccato, mal di mouse
La mappa dei “tecno malanni”
di SARA FICOCELLI da Repubblica.it
Una ricerca dimostra che l’uso prolungato del computer provoca danni fin dall’adolescenza. Prevenirli non è impossibile ma la regola d’oro è sempre la stessa: fare una pausa ogni tanto.
TRASCORRERE dalle 10 alle 12 ore davanti al computer è qualcosa che accade a moltissime persone, dato che spesso lo si usa sia a lavoro che a casa. Secondo una ricerca della Stellenbosch University di Tygerberg, in Sud Africa, uno stile di vita di questo tipo provoca dolore al collo e alla testa, e l’aspetto più inquietante è che il disturbo non colpisce solo gli adulti ma anche i giovanissimi. Il team di ricerca sudafricano ha preso in esame 1073 studenti del liceo dell’età di circa 16 anni: il 48% di questi frequenta scuole dove si usa regolarmente il computer e di questi il 43% utilizza il computer per 8,5 ore a settimana o più. Stando ai dati raccolti, solo il 16% di chi passa meno di cinque ore davanti al pc soffre di disturbi al collo, contro il 48% di quelli che stanno al computer dalle 25 alle 30 ore a settimana, che invece lamentano dolori forti e mal di testa. Continua >
Sodomia politico/edilizia
31 ago
"Case a politici e sindacalisti a prezzi super-scontati" Un intero edificio per il Guardasigilli. Mastella: querelo

di SERENELLA MATTERA di repubblica.it
guardali sulla mappa interattiva
ROMA – Case a prezzi stracciati per vip, politici e sindacalisti. Lo rivela un’inchiesta de L’Espresso in edicola oggi, dal titolo "Casa nostra". Una squadra "vasta e assortita", è la denuncia del settimanale, ha potuto comprare appartamenti a Roma a costi di molto inferiori a quelli di mercato. Una squadra bipartisan che va dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, agli ex presidenti di Camera e Senato Luciano Violante e Nicola Mancino. Dalla famiglia del leader Udc Pier Ferdinando Casini a quelle del ministro della Giustizia Clemente Mastella e del primo cittadino di Roma Walter Veltroni. Coinvolti nell’inchiesta anche altri potenti, come il presidente della Consob Lamberto Cardia e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni.
Le prime anticipazioni, trapelate ieri, hanno sollevato la reazione di alcuni dei politici chiamati in causa. Mastella ha annunciato una querela, mentre Cossiga si è limitato a spiegare: "Ho comprato a prezzi scontati, ma non ingiustamente". Duro il presidente del Senato, Franco Marini: "Sono false le notizie che mi riguardano (due piani di un palazzo ai Parioli pagati 1 milione di euro, ndr). Io non ho avuto nessuno sconto ma ho comprato a prezzo di mercato la casa che avevo in affitto da circa 20 anni. Mi pare si stia superando ogni limite con queste pseudo-denunce". 
Nel 1996 l’inchiesta "Affittopoli" svelava come gli enti previdenziali dessero in locazione ai politici appartamenti in pieno centro a Roma a prezzi stracciati. Oggi L’Espresso parla di una "Svendopoli", perché quelle stesse case "sono state svendute definitivamente e il privilegio è stato reso eterno". Per fare un esempio, il presidente della Consob Cardia pagava 1 milione e 100 mila lire di affitto nel 1996 e ha comprato nel 2002 a 328 mila euro 10 vani e due posti auto vicino al Palaeur. Mentre il sindaco Veltroni, che "è nato nelle case dell’ente previdenziale dei dirigenti (Inpdai)", ha comprato dalla Scip, ex Inpdai, 190 metri quadri a via Velletri, zona Piazza Fiume, per 373mila euro. Un prezzo basso "per effetto non di un’elargizione personale, ma degli sconti collettivi".
Anche le società private Generali e Pirelli, secondo L’Espresso, nella vendita di immobili hanno avuto un occhio di riguardo per alcuni politici, come Casini e Mastella. A ex suocera, ex moglie e figlie del leader Udc sono andati 30 vani catastali in via Clitunno (zona Trieste) a 1,8 milioni di euro (prezzo di mercato 5100-6900 euro al metro quadro). Mentre la famiglia Mastella si è aggiudicata 26 vani (5 appartamenti) di un edificio di Lungotevere Flaminio a 1,2 milioni di euro. "Non ho certo approfittato di favori – ha replicato il Guardasigilli – tant’è che ho dovuto fare un mutuo di ben 500mila euro".
(31 agosto 2007)
Ferragosto e dintorni a Montefalco, quando il vino regna!
20 ago
Ferragosto e dintorni a Montefalco: quando il vino regna!
Alla partenza si sono presentati Miro e Luigi tutti e due con la "propria" moto (non ho ben capito chi è il benefattore di Luigi). Alle 9.00 eravamo a fare colazione tutti insieme a casa nostra.
Partenza ore 9.30 per quel di Montefalco dove il nostro amico Pietro ci aspettava, illuso, per l’ora di pranzo. Siamo arrivati un pò tardino viste le medie "prudenti" che abbiamo tenuto grazie a Luigi che ci teneva sempre a catena. Cmq appena arrivati, se non ricordo male erano le 14.30 ci siamo fatti una di quella magnate che non vi dico! Il mangiare era come sempre ottimo e il bere più che abbondante.
Ah, dimenticavo di ringraziare Pietro per averci sistemato nonostante la prenotazione delle stanze, una era il galoppatoio del padre di Pietro (capirete meglio guardandolo nella foto qui sotto), sia tata fatta solo due giorni prima di partire e nella settimana di ferragosto!!!
La serata purtroppo la ricordo vagamente vista la quantità di alcool che mi circolava in corpo grazie a Pietro anche se ho la sensazione di esser tornato a casa con una certa fretta … e se non sbaglio c’erano dei fuochi d’artificio…ma non in paese…dentro il mio bagno…ma magari ricordo male 
Il giorno dopo l’arrivo ci hanno raggiunto Noemi e Marco in moto e Sabrina con la macchina, i primi direttamente al lago di Fiastra dove eravamo andati a fare un giro mentre Sabrina si è fatta, aspettandoci, una bella passeggiata per montefalco. Il lago era molto bella ed i pupi si sono divertiti tantissimo a nuotare nell’acqua gelata ma trasparente di quell’incantevole invaso artificiale.
La serata è proseguita all’insegna delle risa e del vino con contorno di tante cose buone da mangiare…ma adesso mi sono stufato di scrivere e lascio la parola alle immagini.
Francy consiglia:
1 giu
62° Sagra delle Ciliegie

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Un fine settimana all’insegna del passionale frutto rosso. Le ciliegie sono celebrate a Pastena con la 62° Sagra delle Ciliegie. Carri allegorici e tante sorprese attendono i visitatori presso il piazzale delle celebri Grotte. Sfilate in costume, stand enogastronomici e musica tradizionale ciociara animeranno la kermesse. Da non perdere, per gli amanti della natura, una visita alle celebri Grotte dove è possibile scendere nelle viscere della terra e scoprire quante ricchezze esistano: un paesaggio simile al Carso Friulano offre al visitatore bizzarre forme di erosione e antichi laghi carsici. Gallerie e fiumi sotterranei di una bellezza mozzafiato… Info: Consorzio delle Grotte di Pastena e Collepardo Tel. 0776.546322 |
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| Dove e quando | ||
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Si svolge a partire dal 2 Giugno a Pastena (provincia di Frosinone). |
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da PaesiOnLine
Sopravvoliamo e vai col Kipli sound
18 mag
Verba volant
Ufficio Postale Pavona
Alla cortese attenzione di Vs responsabile del personale
Oggetto : Vostro disservizio grave e reiterato
Dobbiamo purtroppo constatare come le nostre telefonate della scorsa settimana non abbiano prodotto l’effetto sperato.
Il nuovo addetto al recapito della corrispondenza persiste nella sua condotta negligente ed inefficiente.
Per la quarta volta negli ultimi 10 giorni ci troviamo recapitata nella cassetta postale una cartolina di avviso di passaggio in un orario in cui i nostri uffici sono regolarmente aperti.
Posto che immagino che costui venga retribuito con denaro per un servizio che non compie e che a nostra volta dobbiamo sostenere un esborso economico per inviare del nostro personale a ritirare le assicurate/raccomandate non recapitateci per la pigrizia/negligenza/incapacità/scorrettezza( e quanti altri aggettivi che descrivano tal comportamento Vi possano venir in mente) , prima di esperire altre vie per porre fine a tale incresciosa situazione siamo a chiederVi di porre in essere misure volte a far cessare immediatamente l’attività esecrabile, o meglio l’inattività, del nuovo personaggio deputato alla distribuzione , almeno in linea teorica, della corrispondenza nella nostra zona.
Spiacendoci che la Vostra azienda sia rappresentata da tal genere di esseri umani che non possono che rendere una pessima immagine di Voi e del Vostro servizio siamo certi che, d’accordo con quanto da noi esposto, andrete immediatamente a porre rimedio a quanto sopra.
Cecchina, 18/05/2007
F.LLI FACCHI SPA
Filiale di Cecchina/Roma
Via Cancelliera 23, 00040

chi è senza peccato scagli la prima pietra
9 mag
Aveva appena 13 anni quando suo padre la gettò tra le braccia di un amico Dopo due anni di crudeltà la minorenne ha raccontato tutto ai carabinieri
Vende figlia per una birra Arrestato uomo nel Barese Venduta dal padre a 13 anni in cambio di una birra
da repubblica.it
BARI – Vendeva sua figlia per una birra. Gli bastava poco per lasciare in mano ai suoi amici quella bambina di 13 anni. I carabinieri non svelano il nome del padre-aguzzino per tutelare l’identità della minorenne; dicono solo che i fatti si sono svolti in un centro del Barese e che l’uomo è stato arrestato.

E’ durato due anni quel calvario. L’uomo la svegliava di notte e la gettava tra le braccia di uno dei suoi amici, spesso dei pregiudicati, che aveva pagato con una bottiglia di liquore scadente o con una semplice birra. E’ capitato pure che il padre offrisse la sua bambina ad una compagnia di amici conosciuti al bar o in piazza. “Mi strappavano i vestiti di dosso”, ha raccontato la ragazzina nella denuncia. “Ridevano mentre mi mettevano le mani dapperttutto. Io piangevo e chiudevo gli occhi pregando che finisse presto”.

Fu ricoverata qualche volta anche in ospedale per problemi ginecologici, ma la ragazzina non era mai riuscita a confidare quel tormento a nessuno e i medici non avevano intuito la tragedia che si nascondeva dietro quelle ferite. Finchè qualche mese fa, ha trovato il coraggio di raccontare tutto ad un carabiniere.
Da quando i suoi genitori si sono separati, lei viveva spesso con il padre e i nonni. Le umiliazioni e le violenze iniziarono nel 2004 e sono proseguite, senza interruzioni, per i due anni successivi. Il padre la trascinava in auto per farla violentare. I nonni hanno giurato ai carabinieri di non aver mai capito cosa capitasse alla loro nipotina; la vedevano rientrare a casa, con il padre, la sera, “un po’ triste, ma non pensavamo quello che subisse”.
Il giudice ha deciso di indirizzare la minorenne in una struttura protetta: con l’aiuto degli psicologi e di un coetaneo di cui si è innamorata e da cui ha avuto qualche settimana fa un figlio, cercherà di trovare pace ad un tormento che non l’ha abbandonata neppure adesso che suo padre è in carcere.
(9 maggio 2007)
Diffida e Messa in Mora
20 mar
Diffida e Messa in Mora
Purtroppo il consumismo ci porta a consumare e non solo i beni che comperiamo ma anche il fegato che inevitabilmente si spappola sotto la pressione dei problemi derivati dai furbetti che cercano di fregarci.
Oggi cari bambini impareremo che esistono due mezzi moooolto carini per difendere il nostro fegato.
LA DIFFIDA
a cura di Domenico Murrone (da ADUC.it)
La raccomandata A/R di diffida serve ad avvertire un soggetto che, se mettesse in pratica o continuasse a praticare determinate azioni, illegittime o indesiderate, ci si rivolgera’ all’autorita’ competente.
Esempi pratici:
- continuano ad arrivare solleciti di pagamento quando avete gia’ provveduto o a cui non siete tenuti;
– vi vogliono attivare un servizio telefonico non richiesto;
– vi tempestano di telefonate per vendervi prodotti/servizi.
La diffida si differenzia dalla MESSA IN MORA per alcuni elementi, rimanendo immutata la valenza come azione propedeutica all’azione legale davanti al giudice di pace, Tribunale o Corecom (per i servizi delle telecomunicazioni).
Semplificando possiamo dire che le differenze importanti sono due.
In sostanza la messa in mora dice: “Se non fai questa cosa entro X giorni vado da un giudice”
La diffida dice: “Se fai questa cosa vado da un giudice”.
Quindi, la prima e’ un’intimazione a fare entro un certo tempo, la seconda un’intimazione a non fare.
La diffida si struttura idealmente in tre parti.
- Descrizione dell’accaduto.
- Intimazione a non fare: non disturbare, non inviatemi illegittime richieste, non attivatemi nessun servizio non richiesto, ecc.
- Avvertimento che in difetto si adira’ le vie legali con beneplacito di spese e danni.
LA MESSA IN MORA
sempre a cura di Domenico Murrone (da ADUC.it)
Il problema
- Sono 15 giorni che ho il telefono staccato, al 187 mi dicono che stanno provvedendo, ma rinviano sempre a domani, ho fatto anche due fax, ma niente.
– Ho consegnato il computer al centro assistenza da due mesi: telefono e mi rinviano di settimana in settimana, ho inviato anche due e-mail.
– Nell’incidente ho ragione al 100%, ma l’assicurazione ancora non mi rimborsa, l’agente dice che dipende dalla sede centrale, alla sede centrale dicono che dipende dalla mia assicurazione …
– Ho comprato il divano due mesi fa, dovevano consegnarlo dopo 15 giorni, ma ancora niente, telefono e mi arrabbio.
– Sono mesi che attendo il risarcimento danni dalla lavanderia che mi ha danneggiato il cappotto, una volta mi dice che deve chiedere alla sua assicurazione, un’altra che e’ colpa del produttore, io intanto non ho piu’ il cappotto.
La soluzione
Sono le tipiche situazioni che generano impotenza nei consumatori. È successo a tutti, nonostante si seguano le istruzioni della controparte: telefoni domani, invii un fax, ecc.
In questi casi e’ meglio tagliare immediatamente la testa al toro, mettendo in mora la controparte. La messa in mora e’ una procedura per intimare UFFICIALMENTE alla controparte (che non rispetta il contratto) un determinato adempimento. E’ importante ricordare che la controparte e’ il soggetto col quale si e’ concluso il contratto, quindi occorre non farsi rimandare ad altri soggetti.
Come prevede l’articolo 1219 del Codice civile, LA MESSA IN MORA NECESSITA DI FORMA SCRITTA LEGALE.
FAX, SEMPLICI E-MAIL E TELEFONATE NON SERVONO. GIURIDICAMENTE RICONOSCIUTE SONO:
LA RACCOMANDATA A/R e, quando sara’ operativa, LA CORRISPONDENZA INFORMATICA CON VALORE LEGALE, la cosiddetta FIRMA ELETTRONICA.
Come scrivere una raccomandata A/R di messa in mora
La lettera deve essere incisiva e sintetica. Possiamo dire che si compone di 4 parti:
1. DESCRIZIONE DEI FATTI che danno il diritto a una certa prestazione. E’ utile evidenziare le discrepanze tra gli obblighi contrattuali e quello che in realta’ e’ accaduto.
2. RICHIESTE PUNTUALI: consegna del bene, risoluzione del problema, quantificazione del risarcimento danni richiesto, ecc.
3. FISSAZIONE DI UN TERMINE: di solito si concedono 15 giorni dal momento in cui la controparte riceve la raccomandata, ma per casi urgenti il tempo concesso puo’ essere anche di 24/48 ore.
4. MINACCIA DI ADIRE LE VIE LEGALI, CON BENEPLACITO DI SPESE E DANNI: nel caso la controparte non provvedesse a quanto richiesto.
Per rendere la missiva piu’ efficace, dando notizia alla controparte che si sta informando dei fatti anche un’associazione dei consumatori, consigliamo di inserire sotto all’indirizzo del destinatario la formula:
p.c. Aduc, Associazione Diritti Utenti Consumatori, Via Cavour 68 – 50129 Firenze
inviandoci una copia della lettera per e-mail o posta ordinaria.(*)
…e se non adempiono?
Trascorso il tempo concesso, grazie alla messa in mora, il consumatore e’ autorizzato a rivolgersi all’autorita’ competente, che varia a secondo dei casi o degli importi:
– GIUDICE DI PACE, fino a 2.582,28 euro in contenzioso, o senza limiti in conciliazione
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=40691
– TRIBUNALE CIVILE, per importi superiori
– COMMISSIONE CAMERALE DI CONCILIAZIONE, presso le camere di commercio, per un tentativo di conciliazione nell’ambito di un rapporto contrattuale-commerciale
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=40708
– CORECOM, per un tentativo di conciliazione obbligatorio per legge, in caso di controversie tra utenti e operatori telefonici
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=106436
Schemi di messa in mora specifici
Viaggi, richiesta rimborso danni
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40182
Telecom Italia: rimborso telefonate 70x-899
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=61136
ALTRI UTILI RIFERIMENTI
Come imbastire una pratica legale
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=40717
(*) Ribadiamo che non importa che inviate all’Aduc la copia conoscenza per raccomandata, e’ sufficiente spedire la lettera per posta ordinaria. Molto gradito, invece, sarebbe un contributo -in francobolli o in carta moneta- inserito in busta.
niente fiori ma opere di bene
8 mar
Festa della donna??!!
La violenza a Magnago, nel Milanese. La donna è stata colpita al volto con un pugno «Il bar chiude». Stuprata e rapinata La titolare aggredita: erano 5 albanesi. Picchiata anche la madre
MILANO dal corriere.it— «Cinque stranieri. Albanesi, sì albanesi. Erano entrati a bere. Birra, vino bianco, amari. Un po’ di tutto. Stavamo per chiudere il bar, abbiamo detto "Scusate, dovete andare". Sono salita al piano di sopra, dove abitiamo. La mamma mi avrebbe raggiunto di lì a poco, giusto il tempo di dare una pulitina al bancone. L’ho sentita urlare. Sono scesa di corsa. Uno la stava picchiando. Un altro mi è corso incontro, mi ha tirato un pugno sul naso. Sono caduta, non riuscivo a parlare, poi…». Poi, nel bar-tabaccheria di Magnago (Milano), gestito con la madre, l’hanno violentata. Mentre sanguinava per il colpo in viso. E sotto gli occhi della mamma, 75 anni, in ginocchio per il dolore. Le hanno fratturato alcune costole, è in ospedale.
La figlia, di 40 anni, è stata ricoverata e dimessa in giornata. Mercoledì scorso, a Caravaggio (Bergamo), Luigia Polloni, 63 anni, era stata strangolata nel bagno del colorificio dove lavorava. Si era opposta alla rapina di Vincenzo D’Errico, che ha confessato l’omicidio. Nemmeno una settimana dopo, un’altra rapina. Con stupro. Martedì, attorno alle 22, ecco le botte e gli abusi d’una banda che poi ha portato via soldi e tre stecche di sigarette. Ieri sera, la 40enne è tornata nel bar-tabacchi. Saracinesca abbassata. Luci accese. La vicinanza dei parenti. Il pellegrinaggio di quelli di Magnago — quasi ottomila abitanti in provincia di Milano — tornati davanti al bar-tabaccheria come nel febbraio 2002, quando due banditi avevano sparato a Luciano Pasello, un cliente che aveva reagito all’arrivo dei banditi tirando una sedia. Questa volta, non c’erano clienti. Il locale andava verso la chiusura.
I malviventi sono sì usciti, accogliendo la richiesta delle due donne, ma sono rientrati dal retro. Forse, all’esterno — ipotizzano i carabinieri di Legnano —, ce n’erano altri cinque, utili per coprire la fuga. «Sono scappati sempre dal retro, scavalcando la staccionata del giardino» racconta la 40enne, che chiede scusa per la voce: «Il naso è conciato male, faccio fatica a respirare e a parlare». La rapina nel 2002. La rapina con violenza in questo 2007. E, nel mezzo, nel 2003, il titolare del «Cavallino», un altro locale, aveva sparato e ucciso un malvivente. Ma perché così tanta violenza a Magnago? Dal Comune, dove comanda una lista civica tendente al centrodestra, provano ad analizzare: «Stiamo diventando una sorta di paese-dormitorio. Bisogna fare qualcosa. Però, di spedizioni contro gli stranieri non vogliamo sentir parlare». Paese-dormitorio. Magnago, dal ’90 a oggi, sta vivendo e vive un boom edilizio. «Non c’è nessuna emergenza — tengono a precisare i carabinieri —. Non c’è una criminalità con percentuali da incubo. Siamo pur sempre in un paese piccolo e in provincia». D’accordo. Però, adesso, c’è questa banda. Feroce. I banditi sarebbero già stati visti a Magnago. Ci sono le descrizioni delle vittime che hanno permesso di stilare buoni identikit. E soprattutto: il bar-tabaccheria è dotato di un sistema di videosorveglianza, le immagini sono state acquisite dagli inquirenti. «Speriamo li trovino» dice la figlia 40enne.
Andrea Galli
08 marzo 2007
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9 feb
Metti il tuo peluche online: ti parlerà Si chiama Webkinz la nuova passione dei bambini americani: un sito dove i loro giocattoli si animano e diventano vivi
La trovata di una società che senza pubblicità ha attirato 1 milione di clienti
NEW YORK dal corriere.it – La settimana scorsa le quattro amiche newyorchesi di 10 anni si sono incontrate online sul sito www.webkinz.com per festeggiare il compleanno di Zucchero Filato, l’ippopotamo di peluche di una di loro. Per oltre un’ora le allieve di quarta elementare hanno giocato a consegnare regali virtuali al festeggiato (un golf, una palla, un puzzle e un aquilone). Che alla fine ha spento le candeline sulla sua torta preferita, al cioccolato. Benvenuti nel mondo di Webkinz, il nuovissimo giocattolo che sta facendo impazzire i bambini americani nell’era di Internet. Un pupazzo di peluche, morbido e dall’aspetto piuttosto tradizionale, che però continua a vivere una elaborata ed emozionante vita virtuale sul web. «Il suo straordinario successo – sentenzia il Washington Post – illustra i cambiamenti profondi nel gioco per l’infanzia». Che oggi è un’interazione tra mondo reale e web.
dakota
PRIMO – Altre volte, in passato, si è cercato di integrare giocattoli e siti. Basti pensare al Tamagotchi (che spopolò alla fine degli anni 90). E, più di recente, al successo di Neopets.com, ad un certo punto costretto a fabbricare i pupazzi «cybunny»: sosia dei popolarissimi animaletti virtuali del suo sito. Webkinz (che costa tra gli 7.50 e i 10 dollari) è però il primo a sposare la versione fisica e quella virtuale fin dall’inizio. Ogni pupazzo è dotato di numero di identificazione che da ai bambini l’accesso al sito Webkinz. Lì ognuno può scoprire i gusti, vizi e virtù personalissimi del suo pet. «Ti rivelo un segreto», spiega ad esempio un cocker spaniel. «Adoro i bastoncini di pesce fritto e ho sempre desiderato possedere un coniglio-clown».
GIOCO VIRTUALE – Una volta online, i bambini possono anche usare soldi virtuali per acquistare vestitini per i loro pet, decorare la loro stanza da letto, portarli al ristorante o a fare shopping con altri pupazzi virtuali. «Webkinz è la realizzazione del sogno di ogni bambino», spiega la psicologa Diane Bolton, «Permette ai loro giocattoli di animarsi, diventando personaggi veri e propri da poter mostrare e condividere con gli amici». Il cyberpet piace anche ai genitori perché combina le intramontabili doti del classico animaletto di peluche ai trend online quali l’instant messaging e le chat room. E, perchè non è violento. «Webkinz è un amico intimo e fedele da amare, un gioco concettuale e un ponte interattivo per comunicare con altri bambini» assicura la Bolton.
BOOM – Il loro successo è tale che la ditta che li produce dal 2005 – la Ganz dell’Ontario, in Canada – non ha speso neppure un centesimo in pubblicità. Ritrovandosi oltre un milione di utenti tra i 6 e i 13 anni nel giro di un anno. «E’ stato tutto un passaparola – spiega un portavoce – di scuola in scuola e da bambino a bambino». Molti di loro fanno collezione di Webkinz, proprio come i loro fratelli maggiori avevano fatto con i Beanie Babies. Anche per loro c’è l’imbarazzo della scelta: dal cane Scruffy alla scimmietta Cheeky, dall’unicorno Sparkle, al leone Leo all’orso polare Icy. Poi c’è Lily il Chihuahua, Ivana la terrier bianca, i cani gemelli Lovey Dovey and Dovey Lovey, e Puffy l’ippopotamo.
Alessandra Farkas
Crea il tuo vino, come fare il vino
4 feb
Crea il tuo vino, come fare il vino
Benvenuti !!! In questo spazio troverete semplici ed utili consigli su come fare il vino in casa!!! Prima di tutto non badate a spese per l’acquisto dell’uva, è la base per produrre un buon vino!
In tal senso è opportuno informarsi sul periodo migliore per la raccolta dal proprietario del vigneto, in quanto localita’, tipo di impianto del vigneto, tipo di vitigno e fattori climatici dell’annata influiscono sulla data di raccolta. Inoltre, è bene che il processo di vinificazione si svolga in un luogo areato (durante la fermentazione si sviluppa anidride carbonica nociva alla salute) e fresco (le temperature elevate potrebbero vanificare gli sforzi). In ogni caso, la vostra cantina deve essere sempre pulita, il vino non deve prendere aria e vanno evitati sempre odori forti e grosse vibrazioni. 
Ammettiamo che abbiate l’intenzione di produrre circa 150 litri di vino (se le quantita’ cambiano fate le dovute proporzioni): considerando che ogni quintale di uva dà circa 70 litri di vino (avendo un torchio, altrimenti si diminuisce), bisognerà acquistare 2,5 quintali d’uva da vino. Le prime operazioni da effettuare dopo la raccolta dell’uva sono quelle della pigiatura e della diraspatura, ovvero separare i raspi dall’acino (a tal proposito ci sono delle pigiadiraspatrici manuali, che per piccole quantità vanno benissimo). Mentre svolgete questa operazione aggiungete del metabisolfito (o trefosolfina):questa sostanza ha infatti proprieta’ antisettiche, antiossidanti ed aiuta la precipitazione delle sostanze in sospensione da eliminare (la quantità da aggiungere, è scritta sulla confezione).
Il "vino" ottenuto da questa prima fase di lavorazione deve essere posto in un recipiente, possibilmente di acciaio inox, da 250 litri e con rubinetto.
Il contenitore, deve essere lavato e disinfettato con una parte di un dischetto di zolfo, facendolo bruciare all’interno (o pulito con acqua bollente).
Solo dopo questa operazione potrete tappare il contenitore: dopo qualche minuto potrete riaprire, ma evitando di respirare il fumo che si è prodotto. Dovrete ripetere questa operazione ogni qual volta riutilizzerete il recipiente.

Chiudete appena il coperchio, in modo tale che i gas prodotti durante la fermentazione possano fuoriuscire. Le bucce devono essere "affogate" (follatura) due volte al giorno per evitare che si ossidino (diventerebbero più scure ed irrancidirebbero alterando il mosto) e anche per abbassare leggermente la temperatura della massa, che oltre i 36 gradi circa, potrebbe far arrestare la fermentazione (si arresta infatti l’attività dei lieviti che sono gli autori della fermentazione).
A questo punto passate alla svinatura: dopo 1 giorno, se si tratta di uve bianche, circa 5 giorni, se si tratta di uve nere.
La svinatura, consiste nella fuoriuscita del mosto dal recipiente e nella raccolta delle bucce che possiedono ancora molto liquido. Inserite le bucce nella piccola pressa e passate alla torchiatura: il mosto ottenuto dovra’ essere unito a quello appena svinato. Tutto il mosto che avrete ottenuto dovra’ essere posto in 3 damigiane da 54 litri ciascuna (eventualmente distribuendo il mosto ottenuto dalla pressatura in ciascuna damigiana), la rimanenza, che all’incirca dovrebbe essere di 10 -15 litri, in un contenitore più piccolo .
Come tappo dovrete utilizzare dei piccoli "bollitori" di plastica (uno per damigiana) che dovranno essere riempiti al loro interno con un po’ d’acqua. In questo modo otterrete una barriera che impedirà all’aria di entrare, e allo stesso tempo farete fuoriuscire l’anidride carbonica (l’effetto è molto evidente e si vedranno fuoriuscire dal tappo delle bolle). Mettete le damigiane su di un piano rialzato. Il mosto pian piano si quieterà e dopo circa 20 giorni potrete fare il 1° travaso (dico circa, perché non è sbagliato eseguire l’operazione con la luna in fase calante). A questo punto si potra’ effettuare il travaso tramite un tubo di plastica nel recipiente in acciaio inox, sciacquate bene le damigiane e riempitele nuovamente. Non bisogna assolutamente toccare il fondo delle damigiane né agitare il vino da travasare, perche’ si potrebbe causare il movimento della "feccia" che si è accumulata nel fondo (i residui oltre ad essere causa della non limpidezza del vino sono anche portatori di batteri pericolosi per lo stesso).
Durante il travaso prelevate un campione del vostro vino (circa ½ litro), chiudetelo bene in una bottiglia di pari quantità e portatelo ad analizzare da un enologo (la spesa si aggira intorno a 10 euro). L’enologo sicuramente vi darà dei correttivi come ad esempio acido citrico, o tartarico, di cui il vostro vino è deficitario e vi consiglierà di mettere un po’ di bentonite per la chiarificazione del vino (fatevi spiegare bene come utilizzarla): in commercio esistono comunque dei filtri ad un prezzo accessibile.
La quantità del vino è diminuita per via dei depositi che avrete eliminato e va reintegrata con il vino del piccolo recipiente, colmandolo . Di nuovo andrete a mettere gli speciali tappi. Dopo circa 30 giorni dovrete effettuare un nuovo travaso – II TRAVASO (se avete acquistato la bentonite ricordatevi di metterne un po’ per damigiana circa una settimana prima del nuovo travaso). Mettete tutto il vino che avete nel recipiente di acciaio e dopo aver miscelato bene i prodotti che vi sono stati dati dall’enologo con del vino(non vi preoccupate non sono sostanze pericolose ma solo sostanze che il vino possiede naturalmente e di cui il vostro necessita per la sua buona conservazione ed il miglioramento delle qualità organolettiche).
Ripulite le damigiane e, se potete, lasciatele scolare a testa in giù (risciaquare con acqua prima di un nuovo utilizzo).
Il nostro recipiente con il vino deve essere dotato di galleggiante, è l’ideale perché con l’aggiunta di una piccola quantità di olio enologico (intorno al galleggiante) avrete ottenuto un’ottima protezione dall’aria; in caso contrario la quantità di olio da utilizzare sarà di circa 1 litro, e l’effetto sarà identico. Dopo circa 15 giorni assaggiate il vostro vino, ma se volete un consiglio del tutto personale non iniziate a berlo prima di Natale: ha bisogno di maturare !!!
Ora se tutto è andato bene avrete la grande soddisfazione di aver CREATO IL VOSTRO VINO!!! Guardatelo dentro ad un bicchiere rigorosamente di vetro non lavorato, se il vostro vino bianco avrà un colore dorato va bene se risulta ambrato dovrete iniziare a preoccuparvi !
Procedete alla degustazione del primo bicchiere…..vi emozionerete perché vi sembrerà il vino più buono che abbiate mai bevuto!!! Qualora vogliate imbottigliare il vostro vino, posto che quest’ultimo non potra’ durare a lungo nelle bottiglie, dovrete usare tappi in plastica o in sughero tenendo presente che per questi ultimi serve necessariamente un’imbottigliatrice manuale.
Per il vino rosso imbottigliato con tappi di sughero, provate a vedere com’e’ dopo un anno. L’imbottigliamento deve essere fatto comunque a primavera. Cercate quindi di consumare il vino nell’anno in corso,con maggiore attenzione per il bianco e ricordatevi di imbottigliare con la Luna giusta.
Per presentare meglio il vostro vino potrete creare una vostra etichetta ed utilizzare una capsula termorestringente sul tappo. Ora che avete imparato a fare il vino in casa, sperando che tutto sia andato bene e soprattutto che sia venuto un buon vino vi auguro….. BUONA BEVUTA A TUTTI!!!!!!
Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?
22 dic
Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?
Lo sostengono i molti che hanno risolto i propri problemi di connettività modificando gli indirizzi dei server DNS. Ma gli addetti ai lavori avvertono: la rete italiana soffre di più profondi problemi strutturali
Roma – Tra le molte segnalazioni che continuano ad arrivare dagli utenti sulle difficoltà di navigazione, arrivano anche email che spiegano come sono state risolte, in particolare modificando nei parametri della connessione gli indirizzi dei server DNS. Grazie al passa parola in rete molti hanno optato per le soluzioni diOpenDNS.
Attivo dal mese di luglio, propone un servizio di Domain Name System che, a fronte di un po’ di pubblicità, promette velocità, sicurezza e un minor rischio di errori nella battitura degli indirizzi web. In un recente post nel suo blog, OpenDNS dà il benvenuto agli utenti che ne hanno scelto la soluzione e che, allo stesso post, rispondono con commenti entusiastici.
Le ragioni per cui questa “migrazione” può funzionare si trovano forse nelle parole di Telecom Italia raccolte la scorsa settimana da Punto Informatico: Telecom identificava la causa di questi problemi di connessione nella “notevole diffusione di software malevolo di tipo spyware o adware il cui effetto si manifesta nella possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi DNS dei vari Internet Service Provider”. Ai più appare quindi verosimile che la “migrazione” dell’utenza verso impostazioni differenti di server DNS, possa aver risolto i problemi di “sovraccarico dei sistemi DNS dei vari ISP” menzionati da Telecom.
Problema risolto, dunque? Non sembra detta l’ultima parola: nonostante i festeggiamenti di molti utenti, non manca chi manifesta, dati alla mano, il proprio scetticismo sul fatto che questa soluzione sia risolutiva. La causa dell’inconveniente, sostengono molti, risiederebbe in un’estrema saturazione del backbone ATM, su cui viaggiano le ADSL “entry level” di Telecom e degli operatori alternativi.
Ai dubbi già manifestati da Stefano Quintarelli di AIIP, che in settembre aveva dato conto di alcune avvisaglie sul degrado prestazionale delle dorsali offerte da Telecom sul mercato wholesale, fanno eco le perplessità di Gigi Tagliapietra, presidente Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), che esprime la convinzione che “le difficoltà pesanti che la rete sta incontrando non sono in parte imputabili al worm ma piuttosto a una fragilità intrinseca della rete italiana dovuta anche al sovraccarico di traffico a cui è sottoposta, non controbilanciato da investimenti adeguati per il potenziamento”.
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