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DIY: da tubo di Pringels a snoot
16 dic
Altro interessante articolo di PetaPixel su come costruirsi in maniera facile e divertente un po di gingilli da usare per le nostre fotografie, in questo caso un bello snoot con un tubo di Pringols e qualche cannuccia da aperitivo.
Approfitto di questo articolo sopratutto per le foto visto che non trovo dove ho messo quello che realizzai tempo fa ;-) Ve lo traduco anche se bastano le figure ^_^
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Se avete un tubo di patatine in giro per casa è possibile convertirlo in un super e semplice da realizzare snoot. Tutto quello che devi fare creare un’apertura sul fondo del tubo della grandezza della testa del flash (consiglio: utilizzare del nastro isolante per evitare che si graffi il flash).
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Per fare un’ulteriore miglioria allo snoot è possibile inserirci dentro una serie di cannucce che aiutino a concentrare ancora di più la luce (ndr: lui ha usato delle cannucce lunghe ma ce ne sono anche di più corte o comunque, sempre se volete lasciarle inserite dentro, ce ne sono di più corte, quella da cocktail).
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Una mia considerazione: utilizzate una striscetta di velcro alla base del tubo per tenerlo attaccato al flash in maniera più salda senza per questo rischiare di rovinare il fash.
[Via PetaPixel]
DIY: portagelatine per flash fai da te
29 nov
Vi riporto, mi perdonerà il caro Gianchan, se approfitto della sua fatica. Vi invito ad andare nel post originale sul gruppo Flickr degli Strobisti Italiani a ringraziarlo!!!
In pratica trattasi di come autocostruirsi una belle alternativa al LumiQuest Gel Holder che si fa fatica a trovare.
Grazie Gianchan!
L’ho postato già nella versione inglese(strobist) e adesso posto la traduzione qui su lampista.
Vi serviranno:
una cartellina porta documenti di plastica trasparente
nastro biadesivo
Velcro adesivo(si compra in merceria)
taglierino, righello, ecc.
L’esecuzione non è impeccabile,ma l’ho fatto solo per documentare la procedura che non ho pensato di fare quando mi sono fatto il primo set.1) Innanzi tutto misurate la testa del flash tenendo in considerazione anche lo spessore dello speedstrap.
2)Alla misura ottenuta aggiungete due volte l’altezza del nastro biadesivo e del velcro.Trasferite la misura sulla cartella porta documenti
3) Tagliate la cartellina. Otterrete così due strati di plastica uniti tra di loro lungo un lato.
4) Dopo averne tagliato un pezzo della larghezza della testa del vostro flash usate il nastro biadesivo per incollare i due strati lasciando una tasca aperta su due lati nel centro.
5) Coprite le due zone incollate con il biadesivo con il velcro, io ho usato due strisce di velcro con anelli da un lato e due strisce di velcro con i ganci dall’altro, questo permette l’applicazione di altri elementi anche quando è montato il porta gelatine.
6) infilate un pezzo di cartone di scarto tagliato a misura nella tasca.
7)Aiutandovi con un bicchiere o come ho fatto io con un rotolo di nastro tagliate una mezzaluna in uno degli strati di plastica
8)Questo faciliterà la rimozione delle gelatine
9) Ed ecco il porta gelatine finito con infilato una gelatina CTO, potrete facilmente sovrapporre più gelatine se vi dovesse servire.
10) Quando non è in uso lo potete arrotolare su se stesso, occupando così pochissimo spazio. Io per tenere organizzate le mie gelatine uso un porta carte di credito di plastica comperato in un negozio di cinesi, comodo ed economico.
LightStudio: schemi di luci su IPod/IPhone
29 ott

Un motore 3D ci permette di previsualizzare il risultato del setup
Venghino signori venghino, sopratutto i patiti degli schemi di luce. Con soli 1,99$ è in vendita LightStudio di entropia, un’applicazione per iPhone (la potete acquistare su iTunes) che vi consente di studiare il setup luci per i vostri meravigliosi scatti.

Uno dei preset precaricati con tanto di spiegazione
Il programma comprende la spiegazione dei più comuni schemi, già disponibili come preset, ad una due o tre luci. Il programma, come vedete in copertina, vi fa vedere un’anteprima dell’effetto che otterrete sul viso di un soggetto ed ovviamente avrete la possibilità di cambiare posizione ed intensità ad ogni punto luce.
Dustin Diaz e l’inverso del quadrato della distanza
22 set
Come potevo non tradurre un’articolo di Dustin Diaz, preso da DPS (Digital Photo School) che a sua volta lo ha preso da Flash Bullet Photography, che parla dell’uso del flash?
Non sapete chi è dustin? ahi ahi ahi, andate immediatamente a visitare il suo stream su Flickr!
Ma bando alla ciance e procediamo con la traduzione; come sempre vi prego di segnalarmi eventuali panzane che scrivo.
Ammettiamolo, una delle cose più noiose della fotografia è la legge sull’inverso del quadrato (ndr: parliamo di propagazione della luce). Ma prima di strapparvi i capelli e gridare “il quadrato de che?” aspettate un secondo. Per prima cosa non c’è bisogno che impariate a memoria le leggi dell’ottica per fotografare o per diventare dei professionisti. Ma chiunque abbia una SLR (ndr: Reflex) e voglia dominare tutte le variabili che determinano una corretta esposizione, dovrebbe conoscerla ed avere ben chiaro come essa funziona. Ovviamente il conoscere la legge dell’inverso del quadrato (se non l’hai capito già) serve a chi vuole immergersi nella fotografia con il flash.
Pertanto, se sei uno di coloro che dicono “Io non scatto mai con il flash, io uso soltanto la luce ambiente”, divertiti dall’alto del tuo piedistallo e continua ad inventare scuse sul perché non sei interessato all’uso del flash. Sicuramente macchine come la nuova Canon 5Dmkii o Nikon D3 con un bel 50mm f/1.4 stanno dilaniando le tenebre con delle stupende foto a 3200 ISO, ma noi stiamo parlando di fotografia di qualità professionale fatta in studio per ritratti/riviste dove il flash è utilizzato per creare foto incredibilmente definite, colorate, splendidamente illuminate. E non dimentichiamo che il flash è “sempre disponibile” – cosa da sfruttate a nostro vantaggio.
Bene, detto questo, diamo un’occhiata ad alcuni principi di base che forse già conosciamo.
Velocità di scatto, apertura e sensibilità ISO
Velocità di scatto
Tutti sappiamo che più lungo il tempo di scatto più luce entra. Al contrario, una maggiore velocità di scatto, fà passare meno luce. E naturalmente, uno stop di luce (in termini di velocità di scatto) lavora su fattore di due. Questo significa che raddoppiare la velocità di scatto di 1/100 vuol dire portarla ad 1/50. Questo è “uno stop di luce” in più, più luminosità. Al contrario, se dimezzare la velocità di scatto di un 1/100 la porta a 1/200 portando l’esposizione “uno stop” sotto, più scuro.
Bene, possiamo andare avanti.
Apertura
Dovremmo avere tutti ben in mente la scala degli f. In caso contrario, sappiate che si tratta di una semplice scala dove possiamo raddoppiare i nostri numeri, a partire da f / 1, ed ogni volta che lo facciamo la luce aumenterà o diminuirà ad ogni passaggio di due stop. Quindi:
1 → 2 → 4 → 8 → 16 → 32
Per calcolare gli step (incrementi) intermedi, basterà che moltiplichiamo il nostro stop per il numero magico 1.4 (che null’altro è che l’arrotondamento della radice quadrata di 2 (che è ~ 1.414)). Questo rende il calcolo del nostro primo valore molto semplice. 1 x 1.4 = 1.4! Ora possiamo completare il nostro grafico riempendo le ulteriori lacune!
1.0 → 1.4 → 2.0 → 2.8 → 4 → 5.6 → 8 → 11 → 16 → 22 → 32
Adesso disponiamo di una scala di aperture che mostrano un incremento di uno stop alla volta. Ad essere puntigliosi, diamo un’occhiata alla scala delle aperture su base dei terzi (molti di voi lavorano con questi valori sulle proprie SLR):
… → 1.4 → 1.6 → 1.8 → 2.0 → 2.2 → 2.5 → 2.8 → …
Ok, adesso so dei valori di Apertura, adesso mi ricordi come si legano con l’esposizione?
Diciamo che la giusta esposizione e ad 1/125 ed f/8. La tua modella è li che aspetta che tu gli scatti un bellissimo ritratto. Tu (il fotografo) decidi che la cosa migliore è una minore profondità di campo. Cosi imposti l’apertura a f/4. Quindi aumenti la luce di due stop. f/8 → f/5.6 → f/4. Per compensare, devi abbassare la velocità di scatto di due stop. 1/125 → 1/250 → 1/500. Facile, veloce e preciso.
Velocità ISO
Tutti sappiamo che un valore ISO basso ci permette di ottenere dei file puliti (ndr: in termini di rumore digitale). La scala degli ISO è molto simile a quella utilizzata per la velocita di scatto:
100 → 200 → 400 → 800 → 1600
Molte delle ultime fotocamere come la Nikon D700/D3 oppure la Canon 5Dmkii hanno la possibilità di lavorare a valori ISO pazzeschi come 25.600, valore di quattro stop superiore a 1600 ISO!
Torniamo un’attimo indietro e facciamo un esempio, se abbiamo un valore iniziale ad ISO 400 e dobbiamo scendere di 2 stop, dobbiamo semplicemente andare da ISO 400 → 200 → 100
Ok, adesso cosa dire di quella cosa chiamata flash?
Anche i Flash hanno gli stop! Gli incrementi sono misurati ad incrementi di mezzo, come la velocità di scatto. Questo è quello che chiamiamo “la potenza del flash”, o se preferita, quanta luce spara fuori. La sua scala è più o meno così:
1/1 → 1/2 → 1/4 → 1/8 → 1/16
Da sinistra a destra, “piena potenza”, “metà potenzza,” “un quarto di potenza,” etc. Molti flash possono arrivare sino a 1/128 come l’SB-800/900 oppure il Canon 580EXii.
Una delle cose principali che dovete considerare quando acquistate un flash è la sua potenza. Ovvero, “quanto sara potente questo flash a piena potenza rispoetto quast’altro a piena potenza?” Possiamo sapere quando potenti essi siano attraverso il Numero Guida (ndr: GN). Questo parametro è importantissimo da conoscere prima di acquistare un flash. Questo è importante quanto sapere di quanti millimetri è il vostro obiettivo. Ad esempio, non andreste a comperare un obiettivo da 200 mm senza sapere che è un’obiettivo da 200 mm! Giusto?
Che cos’è il Numero Guida?
In termini matematici è l’apertura moltiplicata per la distanza alla quale il vostro flash illuminerà correttamente un soggetto. Il numero guida è misurato a ISO 100 (sensibilità della pellicola) e a 35mm ed a piena potenza (1/1 power).
Prendiamo un modello base di flash Nikon, per esempio l’SB-600 che ha GN 98. Per rendere semplici i nostri calcoli, arrotondiamo la sua potenza a 100. Questo ci porta alle seguenti assunzioni. Date un’occhiata al diagramma qui sotto. abbiamo il flash (F) ed il soggetto (S). Essi sono distanti l’uno dall’altro venti piedi (ndr: poco più di sei metri).
/
(F)——————————20′——————————(S)
\Per esporre correttamente il vostro soggetto avrete necessità di una apertura pari a f/5.
f/5 × 20′ = 100 G.N.
Se spostiamo il nostro soggetto di altri 20 piedi…
/
(F)—————————————————————40′—————————————————————(S)
\Per compensare l’incremento di distanza, avremmo bisogno di più luce! Questo significa che dovremo aprire di più, esattamente a f/2.5
f/2.5 × 40′ = 100 G.N.
Se manteniamo l’apertura a f/5, il nostro soggetto sarà sottoesposto. allo stesso modo, se apriremo troppo il diaframma, ad esempio a f/1.4, sovraesporremmo il nostro soggetto. Capito?
Ok, sono pronto a spiegarvi la regola dell’inverso del quadrato
Se proprio insistete: la regola dell’inverso del quadrato è questa “L’intensità della luce emessa da un punto è inversamente proporzionale al quadrato della distanza da quel punto.“
Quindi un oggetto due volte più lontano, riceve solo 1 / 4 la quantità di luce. Oppure, se è due volte più vicino, riceve 4 volte più luce. Tutte e due le ipotesi rappresentano una variazione di due stop.
Questo può creare confuzione lo so. Ma fortunatamente sappiamo già come funziona la scala delle aperture. Tenete solo a mente che la luce “ha profondità” cosi come la ha il nostro piano focale (ndr: la zona nitida o profondità di campo).
Oramai sapete che più si apre il diaframma e più diminuira la profondità di campo (ndr: zona nitida) e di conseguenza tutti gli oggetti alle spalle del nostro soggetto “cadranno velocemente fuori fuoco”.
Questo è esattamente quello che succede con la luce (e mano male!).
Date un’occhiata a questo esempio, per semplicità usiamo la scala delle aperture.
In questa illustrazione abbiamo aggiunto uno sfondo (B):
/
(F)——————————4′——————————(S)——————————4′——————————(B)
\Assumiamo di avere questo settaggio:
ISO 100
f/4
flash a 1/4 di potenzaE’ lecito ritenere che il che lo sfondo sia di due stop sotto esposto. (4′ → 5.6′ → 8′)
Adesso, cosa succede se spostiamo il nostro soggetto di due piedi (ndr: 0,6 metri) verso il flash?
/
(F)————2′————(S)————————————————6′—————————————————(B)
\Non appena abbiamo spostato il nostro soggetto “due stop in avanti” lo abbiamo reso due stop più illuminato! Quindi per compensare questa sovraesposizione abbiamo due possibilità:
A) Abbassare di due stop la potenza del flash
1/4 → 1/8 → 1/16oppure
B) Chiudere un pochino il diaframma
f/4 → f/5.6 → f/8Tutte e due le scelte faranno si che il soggetto sia correttamente esposto, ma è una scelta “artistica” che dovete fare scegliendo fra una più ridotta profondità di campo (soluzione A), o rimuovere una maggiore quantità di luce ambiente ed avere una foto maggiormente ricca di dettagli (soluzione B). Inoltre, attenzione che a causa della legge dell’inverso del quadrato, il nostro sfondo è ora “quattro stop” sottoesposto!
8′ → 5.6′ → 4′ → 2.8′ → 2′
Fico, che flash mi posso comeprare, quello con numero guida più alto giusto?
Be, in linea di massima si. Ci sono esempio in cui nuovissimi flah hanno numero guida minore del, ad esempio, vecchio di 30 anni Vivitar 285HV che si trova a $89 (via B&H) e eche ha numero guida 120 mentre devi spendere $400 per prendere un Canon 580EXii con lo stesso numero guida. oppure il nuovo Nikon SB-900 che ha numero guida 111.
Ma cosa voglio dire con tutto questo? Be, certamente se comprate i nuovi Nikon o Canon speedlight system, parleranno con la vostra fotocamera con i migliori e più recenti i/e-TTL technology, gli stop a disposizione andranno dalla piena potenza 1/1 sino ad un 1/128, considerate che il Vivitar ha soltanto 1/1 → 1/2 → 1/4 → 1/16 (si, salta l’1/8). L’SB-900 ha un range di 17-200mm per coprire un largo numero di focali. Ha un sistema per il bilanciamento del bianco per cui comunica alla fotocamere che gelatine monta, tre diverse modalità di illuminazione del soggetto ed un tempo di ricarica velocissimo.
Ma non scartata a priori il Vivitar, è un vero affare per chi ha bisogno di mota potenza. Collegato alla fotocamera con un cavo PC o con un paio di Pocket Wizards e vale tanto oro quanto pesa!
Dopo tutto quello che avete letto, uscite con il vostro flash ( se ne avete già uno), mettetelo in manuale e sperimentate facendo un sacco di foto.
This article has been republished for use at Digital Photography School.
About the Author: Dustin Diaz is an Engineer at Twitter Inc. and a professional photographer with his wife Erin Caton. Together they run Flash Bullet Photography in San Francisco.
Effetto Rembrandt con flash e riflettore
23 mar
articolo originale (in inglese) su Wikipedia.

L’illuninazione Rembrandt è una tecnica di illuminazione, appunto, spesso utilizzato nel ritratto in studio. Può essere realizzate, vedi schema a lato, con l’utilizzo di una luce ed un riflettore, oppure due luci, è molto popolare perché si possono ottenere immagini dall’aspetto naturale e molto efficaci con un equipaggiamento minimo. L’illuminazione alla Rembrandt è caratterizzata da un triangolo (formato con l’ombra) sotto gli occhi del modello ritratto, in particolare sotto l’occhio nella parte meno illuminata. Questa “tecnica” si chiama cosi perché prende il nome dal pittore tedesco Rembrandt, conosciuto per il suo particolare uso della luce.
Descrizione
Riporto per semplicità e per la pregevole descrizione quanto scritto da Luigi Alighieri su Sesta Zona.
Per ottenere un effetto di illuminazione più gradevole, in genere si fa in modo che la porzione di viso più lontana, cioè quella meno visibile, sia più illuminata di quella più vicina cioè di quella più ampia. Questo si fa anche per aumentare la tridimensionalità del volto e rendere più suggestiva la fotografia.
In questo caso particolare si parla di illuminazione di Rembrandt perchè il grande maestro utilizzava spesso questo tipo di luce nei suoi ritratti.

Si posiziona il soggetto in modo che il suo volto sia leggermente rivolto verso la nostra destra destra, si posiziona la luce principale alla nostra destra a circa 60 gradi ripsetto all’asse dell’obiettivo, mentre la luce di schiarita deve essere posizionata quasi frontalmente e dovrebbe avere una differenza rispetto alla luce principale di circa 2 stop (diaframmi).

Per ottenere il vero effetto Rembrandt occorre che l’ombra proiettata dal naso del soggetto si vada ad unire all’ombra presente sulla sua guancia formando un triangolo di luce che parte dalla base dell’occhio e arriva fino all’angolo della bocca.
Vi consiglio di andare a leggere l’articolo orgininale, qui ne ho riportato soltanto un pezzattino, in quanto l’ho trovato molto interessante, chiaro ed utile.
Lampista: Illuminazione II in pdf
16 mar
Dopo aver fatto la versione pdf, esclusivamente per mia comodità, degli articoli apparsi su Lampista che a loro volta hanno tradotto dagli originali apparsi su Strobist per la “serie” Illuminazione I, eccomi a proporvi, sempre in pdf, Illuminazione II.
La guida, come potrete vedere manca di alcune parti ancora non tradotte. Ci stiamo lavorando.
Ecco il link per scaricare la versione pdf del Lampista_Illuminazione_II (in italiano).
Lampista: Illuminazione I in pdf
12 mar
Ho fatto, per mia comodità, una raccolta, in versione pdf, degli articoli apparsi su Lampista che a loro volta hanno tradotto dagli originali apparsi su Strobist.
Vi propongo anche il video che accompagna la presentazione, su Strobist, della guida.
Ecco il link per scaricare la versione pdf (in italiano) della guida.
















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