Virtual Lighting Studio: impara la luce senza studio

Dopo la segnalazione di Itto Ogami, nome fantasioso di un mio contatto facebook, sono andato a cercarmi questo interessante tool online, Virtual Lighting Studio.

VLS vi permette di giocare con quante luci volete (anche mescolandovi quella ambiante) e alla fine di poter salvare risultato e schema ad esso associato, utile no?

Posing App: 42 esempi di pose per modelli e modelle

Ho appreso da due post apparsi su DPS dell’esistenza di una simpatica app che mostra vari esempi di pose, sia per modelli e modelle ma anche per bambini, gruppi, matrimoni ecc ecc.

Per esperienza so che prima di uno shooting avere la possibilità di mostrare degli esempi e da quelli partire per capire ed elaborare le richieste del modello/a è una cosa molto importante anzi direi fondamentale. Quindi beccatevi queste “poche” pose di esempio.

Le pose che vedrete sono estratte dalla app di Kaspars Grinvalds, un fotografo che lavora e vive a Riga, Latvia, autore, come dicevo della Posing App (per ore solo per iOS ma prestoa anche per Android) dove potete trovare, oltre quelle qui riportare un sacco di altre pose con tutta una serie di suggerimenti di fotografi professionisti che spiegano come “comporre” la pose od anche consigli sull’attrezzatura da usare.

Ma iniziamo con gli esempi, partiamo dai maschietti (link originale) e poi alle femminucce (link originale). Nelle pagine di DPS trovate anche una breve descrizione per ogni posa.

LightStudio: schemi di luci su IPod/IPhone

Un motore 3D ci permette di previsualizzare il risultato del setup

Venghino signori venghino, sopratutto i patiti degli schemi di luce. Con soli 1,99$ è in vendita LightStudio di entropia, un’applicazione per iPhone (la potete acquistare su iTunes) che vi consente di studiare il setup luci per i vostri meravigliosi scatti.

Uno dei preset precaricati con tanto di spiegazione

Il programma comprende la spiegazione dei più comuni schemi, già disponibili come preset, ad una due o tre luci. Il programma, come vedete in copertina, vi fa vedere un’anteprima dell’effetto che otterrete sul viso di un soggetto ed ovviamente avrete la possibilità di cambiare posizione ed intensità ad ogni punto luce.

Effetto Rembrandt con flash e riflettore

articolo originale (in inglese) su Wikipedia.

L’illuninazione Rembrandt è una tecnica di illuminazione, appunto, spesso utilizzato nel ritratto in studio. Può essere realizzate, vedi schema a lato, con l’utilizzo di una luce ed un riflettore, oppure due luci, è molto popolare perché si possono ottenere immagini dall’aspetto naturale e molto efficaci con un equipaggiamento minimo. L’illuminazione alla Rembrandt è caratterizzata da un triangolo (formato con l’ombra) sotto gli occhi del modello ritratto, in particolare sotto l’occhio nella parte meno illuminata. Questa “tecnica” si chiama cosi perché prende il nome dal pittore tedesco Rembrandt, conosciuto per il suo particolare uso della luce.

Descrizione

Riporto per semplicità e per la pregevole descrizione quanto scritto da Luigi Alighieri su Sesta Zona.

rembrandt.gif

Per ottenere un effetto di illuminazione più gradevole, in genere si fa in modo che la porzione di viso più lontana, cioè quella meno visibile, sia più illuminata di quella più vicina cioè di quella più ampia. Questo si fa anche per aumentare la tridimensionalità del volto e rendere più suggestiva la fotografia.

In questo caso particolare si parla di illuminazione di Rembrandt perchè il grande maestro utilizzava spesso questo tipo di luce nei suoi ritratti.

Si posiziona il soggetto in modo che il suo volto sia leggermente rivolto verso la nostra destra destra, si posiziona la luce principale alla nostra destra a circa 60 gradi rispetto all’asse dell’obiettivo, mentre la luce di schiarita deve essere posizionata quasi frontalmente e dovrebbe avere una differenza rispetto alla luce principale di circa 2 stop (diaframmi).

luce rembradt (particolare)

Per ottenere il vero effetto Rembrandt occorre che l’ombra proiettata dal naso del soggetto si vada ad unire all’ombra presente sulla sua guancia formando un triangolo di luce che parte dalla base dell’occhio e arriva fino all’angolo della bocca.

Vi consiglio di andare a leggere l’articolo orgininale, qui ne ho riportato soltanto un pezzattino, in quanto l’ho trovato molto interessante, chiaro ed utile.

E se dovessi fotografare delle modelle dilettanti 2.0?

Sara
by Adolfo Trinca - © All Rights Reserved

Tempo fa scrissi un post con alcuni semplici accorgimenti sulle cose da fare per fotografare una modella non professionista (e non solo).

Aggiorno l’argomento proponendo quanto scrive Claudia Rocchini su un post molto interessante del gruppo Flickr Fotografia Reflex.

Ciao Dario e ciao Roberta,

entrambi avete evidenziato uno dei problemi più frequenti, e inevitabili, nell’approccio fotografico quando si scelgono soggetti umani : il blocco emotivo.

Dario ha scritto: Nel fotografare le persone non mi sento proprio a mio agio, non ho la stessa sicurezza che ho nel fare una macro ad un fiore o nel fotografare un panorama. Può dipendere da qualcosa di tecnico o è solo un fattore emotivo? Non so, mi sembra sempre che sulle persone la luce abbia un effetto diverso che sul resto delle cose.

Roberta ha scritto: Le persone . 1. si muovono – 2. si annoiano – 3. non sono modelli che puoi comandare a bacchetta (altrimenti ti picchiano) – 4. non si riconoscono nella foto scattata (e questo per noi è una delusione)

Fermo restando che solo pratica ed esperienza serviranno a farvi sentire più a vostro agio, ci sono alcuni piccoli accorgimenti utili per tentare di superare lo scoglio.

Tecnicamente parlando, per questi primi approcci, consiglio uno zoom medio: aiuta, e tanto, a non farvi sentire bloccati e vi permetterà di cogliere maggiori dettagli. E’ importante, per chi scatta, prendere confidenza con espressioni e posture senza dover andare troppo vicino al soggetto.

Evitate all’inizio foto in posa: il vostro blocco emotivo sarà contagioso e anche se avrete di fronte modelli professionisti, nella migliore delle ipotesi otterrete scatti asettici.
Scegliete dunque un amico o un’amica che non hanno particolari problemi a farsi riprendere, spiegate loro che non vi interessano pose plastiche ma che volete solo spontaneità.
Tentate di entrare in sintonia con il soggetto: la strada più veloce è quella di assuefarlo/a alla vostra presenza, dunque per quanto paradossale sia cominciate con gli scatti a raffica, sdrammatizzando sempre e comunque. Fate in modo che diventi un gioco e passateci una giornata assieme, in esterni ed in interni.

Mostrate ogni tanto il work in progress: sarete voi stessi stupiti di quante sfumature umorali siete riusciti a cogliere. E’ inoltre un passaggio fondamentale perché abituerà il modello/a per caso a prender confidenza con l’immagine di sé che hanno gli altri.

L’amico o l’amica non si riconoscono negli scatti?
No problem: spiegate loro che la visione che si ha di sé non sarà mai quella che restituisce la macchina fotografica, perché è la visione che si ha davanti allo specchio, dunque riflessa.
La macchina fotografica non potrà cogliere quello che si vede in uno specchio, ma metterà in risalto lineamenti o dettagli in modo differente. Potrete dunque far leva su questo aspetto: aiutarli a scoprire come li vedono gli altri.

Scattate mentre chiacchierate, concentrandovi anche sui dettagli delle posture: molte persone si sforzano di adottare una posa seducente o affascinante, arrivando spesso a scimmiottare le pose di modelli professionisti, con effetti a dir poco grotteschi.
Fateli appoggiare a un divano o a un tavolino, è ininfluente, l’importante è riuscire a distrarli dalla convinzione che si devono mettere in posa, e scattate proprio nel momento in cui non badano all’obiettivo.

Man mano che farete pratica non vi preoccuperete più di come sta venendo il lavoro, perché sarete totalmente concentrati nella ri-scoperta del vostro amico/a che, nel frattempo, si sarà completamente dimenticato di chi ha di fronte.
Complicità e sintonia con il soggetto portano a un livello superiore: vi accorgerete che il rapporto non sarà più con voi ma con la vostra fotocamera, perché sarete riusciti a far scattare in lui/lei quel sottile piacere di essere fotografati.

Ed ecco il Nikon Day

Canon Girl

Dopo aver partecipato al CANON Day lo scorso Ottobre, non mi farò certo scappare l’occasione di dare un’occhiata anche alla produzione dell’altro colosso giapponese: NIKON

Ecco parte dell’annuncio che mi è arrivato via email.

L’evento si svolgera quindi SABATO 12 DICEMBRE presso l’Hotel Best Western di Viale Ippocrate proprio accanto al negozio di Ottica Universitaria dove ci si recherà per il check-in all’evento e avrà uno schema simile a quello del Canon Day:
– due sessioni (alle 11 e poi alle 16,30) di workshop sull’uso del software NIKON CAPTURE NX2, con tecnici Nital
– Touch & Try continuativo dalle 10:00 alle 18:30 dove vedere e toccare con mano i prodotti Nikon avendo anche la possibilità di provarle inserendo una propria memory card
– shooting continuativo dalle 11:00 alle 18:00 su un set a luci continue allestito e animato da Fotografiche Evasioni con modelle professioniste per provare le attrezzature in esposizione ma…anche le vostre!
– inoltre sarà possibile prenotare una pulizia gratuita del sensore

e poi.. volete mettere il piacere di vedersi e chiacchierare di fotografia con amici vecchi e nuovi?

Ottica Universitaria è in Viale Ippocrate 109

l’invito, necessario per la registrazione, si puo scaricare dalla home page www.otticauniversitaria.it

Ritratti: un modo rapido per entrare nella testa dei vostri soggetti

La fatina del teatro

L’articolo originale (tradotto alla meno peggio)  è stato preso da Digital Photography School.

Il grande giorno è arrivato. Non credevi fosse possibile ma il momento è arrivato, sei entusiasta ma molto, molto nervoso.

E’ il tuo primo incarico.

Ti è stato commissionato di fare il ritratto a 55 giovani di un coro locale. Hai meno di due ore per scattare. Potresti fare un casino. Oppure potresti fare un capolavoro. Non puoi sapere a priori quale delle due ipotesi si avvererà.

Mentre pulisci la tua attrezzatura, pensi hai fatti:

1. 55 ragazzi.
2. 100 minuti di tempo.
3. Neanche un minuto a persona.
4. [accidenti] [accidenti]
5. Ci sono un sacco di personalità diverse.
6. La location è una graziosa chiesetta con una finestra verde. In fin dei conti potrei sfruttarla ma….
7. E’ il grande Nord-Ovest – potrebbe piovere.

Hmmm. Potrebbe essere interessante. Per questo lavoro avete a disposizione la Canon 30D, ed il vostro obiettivo preferito: il 50 millimetri f1,8. Hai anche un riflettore che potrà reggere uno dei ragazzi del coro in attesa.

Entri in macchina e ti avvii. E, naturalmente, inizia a piovere. Ok. Oramai è andata. E’ stata una gran cosa aver portato il riflettore.

Vedi la chiesa, dai una rapida occhiata all’ingresso. Due banchi.  Bagni.  E – ti manca il respiro – un’ampia finestra ed un’elegante poltrona. La speranza si riaccende. Potrebbe funzionare.  Le finestra, luminosissima, sarà il tuo miglior alleato. La poltrona la potrai far usare alle persone che poseranno. Il riflettore poi potrà darà una bellissima luce di riempimento.

Ma non avete neanche il tempo di respirare che il direttore del coro vi ha visto arrivare e si avvicina con calma salutandovi. “Ok, siete pronti? E ti manda i ragazzi 3 alla volta. Appena avete finiti con ogni singolo ragazzo, ne spunta un altro che deve posare. E’ tutto ok?  Voi annuite con fiducia [dopo tutto la fiducia è la chiave giusta per qualsiasi fotografo]. “Assolutamente. Stiamo procedendo.”

Mentre il direttore se ne và, tu fai dei rapidissimi pensieri. Non stai ottenendo dei buoni ritratti. Nonostante tu abbia realizzato 55 (frettolosi) scatti. Vuoi qualcosa di più artistico. Vuoi qualcosa di più individuale. Come fare?

Ed è allora che ti ricordi quello che diceva il tuo mentore. Il suo utile suggerimento per definire velocemente la personalità di un soggetto.  Prendi dalla tua tasca 5 sets di opposti. Chiedi al tuo soggetto di scegliere quello che preferisce. Se sceglie quello più drammatico, fallo posare come estroverso. Se sceglie quello più tranquillo a solenne, allora fatelo posare come se fosse un introverso.

Non puoi sapere se funzionerà, ma hey, dopo i primi 3 tentativi dovresti farti un’idea.

“Hey there!”. Ti presenti.”  Chiedete il loro nome, e poi cominciate. “OK, ho un paio di domandine per te.”  Fate una piccola pausa per aggiungere un po di drammaticità. “Ti piacciono le mele o le arance?” Otterrete, come unica risposta, uno sguardo vuoto. Incalzatelo. “E’ tutto ok, veramente. Dimmi soltanto quale pensi sia più buona.” Le mele sono morbide, le arance più saporite?

Lei tentenna ma risponde. “Arance.”

“Ok. Fico. Eccone un’altra. Preferisci lo scii o lo snowboard?” Sorridete a questa domanda – un argomento chiave per fare un profilo nel Nord Est. [Gli Snowboarders sono molto giovanili, gli sciatori sono molto sicuri di se].

“Snowboard.” Risponde con un’altra risata.

“L’ultima, prometto. Preferisci vedere un film a casa con gli amici o andare a teatro?” Questa è un pochino più difficile. La prima implica la preferenza alla sicurezza della propria casa, l’altra la gioia del vivere in mezzo agli altri.

“Sicuramente il teatro.”.

“Grande! Cominciamo allora!” Decidi di far posare il soggetto come una ragazza che ama l’avventura e la vita in mezzo agli altri – ma non dimenticare un po di verve. Per la successiva ora e mezza fai queste domande ad ogni membro del coro con grandi risultati. Le domande fanno sorridere ed incuriosire i ragazzi e tu ti sei fatto una buona idea sul come farli posare esaltando la loro personalità.

Quando risali in macchina, non sai se il trucco funzionerà ancora, ma per stavolta è stato un successo.

Dopo 3 settimane, l’annuale del coro è pubblicato. Hai piacere nel vedere la disposizione dei ragazzi. Noti l’eccitazione che traspare dai loro sorrisi.I ragazzi sono soddisfatti di come i ritratti li rappresentino e tu hai guadagnato la reputazione di essere un veloce, divertente ed imprevedibile ritrattista!

Yeah.  Questo è ciò che amo.

One-Light Portraits: Introduction

Sempre alla ricerca di nuovi “stimoli” e nuove dritte ho trovato su Flickr, precisamente sullo stream di snapify un serie molto interessante di foto che mostrano che con l’uso di una singola fonte di illuminazione si possono ottenere ben 10 diverse tipologie di ritratto…anzi di autoritratto!

One-Light Portraits: Introduction, inserito originariamente da snapify.

Oltre le foto, sopra c’è il riassuntino, ed una ricca spiegazione sul come realizzarle ci sono anche gli schemi di luce e tutti gli altri accorgimenti necessari.

Direi molto interesasnte.