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LightStudio: schemi di luci su IPod/IPhone
29 ott

Un motore 3D ci permette di previsualizzare il risultato del setup
Venghino signori venghino, sopratutto i patiti degli schemi di luce. Con soli 1,99$ è in vendita LightStudio di entropia, un’applicazione per iPhone (la potete acquistare su iTunes) che vi consente di studiare il setup luci per i vostri meravigliosi scatti.

Uno dei preset precaricati con tanto di spiegazione
Il programma comprende la spiegazione dei più comuni schemi, già disponibili come preset, ad una due o tre luci. Il programma, come vedete in copertina, vi fa vedere un’anteprima dell’effetto che otterrete sul viso di un soggetto ed ovviamente avrete la possibilità di cambiare posizione ed intensità ad ogni punto luce.
Effetto Rembrandt con flash e riflettore
23 mar
articolo originale (in inglese) su Wikipedia.

L’illuninazione Rembrandt è una tecnica di illuminazione, appunto, spesso utilizzato nel ritratto in studio. Può essere realizzate, vedi schema a lato, con l’utilizzo di una luce ed un riflettore, oppure due luci, è molto popolare perché si possono ottenere immagini dall’aspetto naturale e molto efficaci con un equipaggiamento minimo. L’illuminazione alla Rembrandt è caratterizzata da un triangolo (formato con l’ombra) sotto gli occhi del modello ritratto, in particolare sotto l’occhio nella parte meno illuminata. Questa “tecnica” si chiama cosi perché prende il nome dal pittore tedesco Rembrandt, conosciuto per il suo particolare uso della luce.
Descrizione
Riporto per semplicità e per la pregevole descrizione quanto scritto da Luigi Alighieri su Sesta Zona.
Per ottenere un effetto di illuminazione più gradevole, in genere si fa in modo che la porzione di viso più lontana, cioè quella meno visibile, sia più illuminata di quella più vicina cioè di quella più ampia. Questo si fa anche per aumentare la tridimensionalità del volto e rendere più suggestiva la fotografia.
In questo caso particolare si parla di illuminazione di Rembrandt perchè il grande maestro utilizzava spesso questo tipo di luce nei suoi ritratti.

Si posiziona il soggetto in modo che il suo volto sia leggermente rivolto verso la nostra destra destra, si posiziona la luce principale alla nostra destra a circa 60 gradi ripsetto all’asse dell’obiettivo, mentre la luce di schiarita deve essere posizionata quasi frontalmente e dovrebbe avere una differenza rispetto alla luce principale di circa 2 stop (diaframmi).

Per ottenere il vero effetto Rembrandt occorre che l’ombra proiettata dal naso del soggetto si vada ad unire all’ombra presente sulla sua guancia formando un triangolo di luce che parte dalla base dell’occhio e arriva fino all’angolo della bocca.
Vi consiglio di andare a leggere l’articolo orgininale, qui ne ho riportato soltanto un pezzattino, in quanto l’ho trovato molto interessante, chiaro ed utile.
E se dovessi fotografare delle modelle dilettanti 2.0?
1 feb
Tempo fa scrissi un post con alcuni semplici accorgimenti sulle cose da fare per fotografare una modella non professionista (e non solo).
Aggiorno l’argomento proponendo quanto scrive Claudia Rocchini su un post molto interessante del gruppo Flickr Fotografia Reflex.
Ciao Dario e ciao Roberta,
entrambi avete evidenziato uno dei problemi più frequenti, e inevitabili, nell’approccio fotografico quando si scelgono soggetti umani : il blocco emotivo.
Dario ha scritto: Nel fotografare le persone non mi sento proprio a mio agio, non ho la stessa sicurezza che ho nel fare una macro ad un fiore o nel fotografare un panorama. Può dipendere da qualcosa di tecnico o è solo un fattore emotivo? Non so, mi sembra sempre che sulle persone la luce abbia un effetto diverso che sul resto delle cose.
Roberta ha scritto: Le persone . 1. si muovono – 2. si annoiano – 3. non sono modelli che puoi comandare a bacchetta (altrimenti ti picchiano) – 4. non si riconoscono nella foto scattata (e questo per noi è una delusione)
Fermo restando che solo pratica ed esperienza serviranno a farvi sentire più a vostro agio, ci sono alcuni piccoli accorgimenti utili per tentare di superare lo scoglio.
Tecnicamente parlando, per questi primi approcci, consiglio uno zoom medio: aiuta, e tanto, a non farvi sentire bloccati e vi permetterà di cogliere maggiori dettagli. E’ importante, per chi scatta, prendere confidenza con espressioni e posture senza dover andare troppo vicino al soggetto.
Evitate all’inizio foto in posa: il vostro blocco emotivo sarà contagioso e anche se avrete di fronte modelli professionisti, nella migliore delle ipotesi otterrete scatti asettici.
Scegliete dunque un amico o un’amica che non hanno particolari problemi a farsi riprendere, spiegate loro che non vi interessano pose plastiche ma che volete solo spontaneità.
Tentate di entrare in sintonia con il soggetto: la strada più veloce è quella di assuefarlo/a alla vostra presenza, dunque per quanto paradossale sia cominciate con gli scatti a raffica, sdrammatizzando sempre e comunque. Fate in modo che diventi un gioco e passateci una giornata assieme, in esterni ed in interni.Mostrate ogni tanto il work in progress: sarete voi stessi stupiti di quante sfumature umorali siete riusciti a cogliere. E’ inoltre un passaggio fondamentale perché abituerà il modello/a per caso a prender confidenza con l’immagine di sé che hanno gli altri.
L’amico o l’amica non si riconoscono negli scatti?
No problem: spiegate loro che la visione che si ha di sé non sarà mai quella che restituisce la macchina fotografica, perché è la visione che si ha davanti allo specchio, dunque riflessa.
La macchina fotografica non potrà cogliere quello che si vede in uno specchio, ma metterà in risalto lineamenti o dettagli in modo differente. Potrete dunque far leva su questo aspetto: aiutarli a scoprire come li vedono gli altri.Scattate mentre chiacchierate, concentrandovi anche sui dettagli delle posture: molte persone si sforzano di adottare una posa seducente o affascinante, arrivando spesso a scimmiottare le pose di modelli professionisti, con effetti a dir poco grotteschi.
Fateli appoggiare a un divano o a un tavolino, è ininfluente, l’importante è riuscire a distrarli dalla convinzione che si devono mettere in posa, e scattate proprio nel momento in cui non badano all’obiettivo.Man mano che farete pratica non vi preoccuperete più di come sta venendo il lavoro, perché sarete totalmente concentrati nella ri-scoperta del vostro amico/a che, nel frattempo, si sarà completamente dimenticato di chi ha di fronte.
Complicità e sintonia con il soggetto portano a un livello superiore: vi accorgerete che il rapporto non sarà più con voi ma con la vostra fotocamera, perché sarete riusciti a far scattare in lui/lei quel sottile piacere di essere fotografati.
Ed ecco il Nikon Day
23 nov
Dopo aver partecipato al CANON Day lo scorso Ottobre, non mi farò certo scappare l’occasione di dare un’occhiata anche alla produzione dell’altro colosso giapponese: NIKON
Ecco parte dell’annuncio che mi è arrivato via email.
L’evento si svolgera quindi SABATO 12 DICEMBRE presso l’Hotel Best Western di Viale Ippocrate proprio accanto al negozio di Ottica Universitaria dove ci si recherà per il check-in all’evento e avrà uno schema simile a quello del Canon Day:
- due sessioni (alle 11 e poi alle 16,30) di workshop sull’uso del software NIKON CAPTURE NX2, con tecnici Nital
- Touch & Try continuativo dalle 10:00 alle 18:30 dove vedere e toccare con mano i prodotti Nikon avendo anche la possibilità di provarle inserendo una propria memory card
- shooting continuativo dalle 11:00 alle 18:00 su un set a luci continue allestito e animato da Fotografiche Evasioni con modelle professioniste per provare le attrezzature in esposizione ma…anche le vostre!
- inoltre sarà possibile prenotare una pulizia gratuita del sensore
e poi.. volete mettere il piacere di vedersi e chiacchierare di fotografia con amici vecchi e nuovi?
Ottica Universitaria è in Viale Ippocrate 109
l’invito, necessario per la registrazione, si puo scaricare dalla home page www.otticauniversitaria.it
Ritratti: un modo rapido per entrare nella testa dei vostri soggetti
11 mar
L’articolo originale (tradotto alla meno peggio) è stato preso da Digital Photography School.
Il grande giorno è arrivato. Non credevi fosse possibile ma il momento è arrivato, sei entusiasta ma molto, molto nervoso.
E’ il tuo primo incarico.
Ti è stato commissionato di fare il ritratto a 55 giovani di un coro locale. Hai meno di due ore per scattare. Potresti fare un casino. Oppure potresti fare un capolavoro. Non puoi sapere a priori quale delle due ipotesi si avvererà.
Mentre pulisci la tua attrezzatura, pensi hai fatti:
1. 55 ragazzi.
2. 100 minuti di tempo.
3. Neanche un minuto a persona.
4. [accidenti] [accidenti]
5. Ci sono un sacco di personalità diverse.
6. La location è una graziosa chiesetta con una finestra verde. In fin dei conti potrei sfruttarla ma….
7. E’ il grande Nord-Ovest – potrebbe piovere.
Hmmm. Potrebbe essere interessante. Per questo lavoro avete a disposizione la Canon 30D, ed il vostro obiettivo preferito: il 50 millimetri f1,8. Hai anche un riflettore che potrà reggere uno dei ragazzi del coro in attesa.
Entri in macchina e ti avvii. E, naturalmente, inizia a piovere. Ok. Oramai è andata. E’ stata una gran cosa aver portato il riflettore.
Vedi la chiesa, dai una rapida occhiata all’ingresso. Due banchi. Bagni. E – ti manca il respiro – un’ampia finestra ed un’elegante poltrona. La speranza si riaccende. Potrebbe funzionare. Le finestra, luminosissima, sarà il tuo miglior alleato. La poltrona la potrai far usare alle persone che poseranno. Il riflettore poi potrà darà una bellissima luce di riempimento.
Ma non avete neanche il tempo di respirare che il direttore del coro vi ha visto arrivare e si avvicina con calma salutandovi. “Ok, siete pronti? E ti manda i ragazzi 3 alla volta. Appena avete finiti con ogni singolo ragazzo, ne spunta un altro che deve posare. E’ tutto ok? Voi annuite con fiducia [dopo tutto la fiducia è la chiave giusta per qualsiasi fotografo]. “Assolutamente. Stiamo procedendo.”
Mentre il direttore se ne và, tu fai dei rapidissimi pensieri. Non stai ottenendo dei buoni ritratti. Nonostante tu abbia realizzato 55 (frettolosi) scatti. Vuoi qualcosa di più artistico. Vuoi qualcosa di più individuale. Come fare?
Ed è allora che ti ricordi quello che diceva il tuo mentore. Il suo utile suggerimento per definire velocemente la personalità di un soggetto. Prendi dalla tua tasca 5 sets di opposti. Chiedi al tuo soggetto di scegliere quello che preferisce. Se sceglie quello più drammatico, fallo posare come estroverso. Se sceglie quello più tranquillo a solenne, allora fatelo posare come se fosse un introverso.
Non puoi sapere se funzionerà, ma hey, dopo i primi 3 tentativi dovresti farti un’idea.
“Hey there!”. Ti presenti.” Chiedete il loro nome, e poi cominciate. “OK, ho un paio di domandine per te.” Fate una piccola pausa per aggiungere un po di drammaticità. “Ti piacciono le mele o le arance?” Otterrete, come unica risposta, uno sguardo vuoto. Incalzatelo. “E’ tutto ok, veramente. Dimmi soltanto quale pensi sia più buona.” Le mele sono morbide, le arance più saporite?
Lei tentenna ma risponde. “Arance.”
“Ok. Fico. Eccone un’altra. Preferisci lo scii o lo snowboard?” Sorridete a questa domanda – un argomento chiave per fare un profilo nel Nord Est. [Gli Snowboarders sono molto giovanili, gli sciatori sono molto sicuri di se].
“Snowboard.” Risponde con un’altra risata.
“L’ultima, prometto. Preferisci vedere un film a casa con gli amici o andare a teatro?” Questa è un pochino più difficile. La prima implica la preferenza alla sicurezza della propria casa, l’altra la gioia del vivere in mezzo agli altri.
“Sicuramente il teatro.”.
“Grande! Cominciamo allora!” Decidi di far posare il soggetto come una ragazza che ama l’avventura e la vita in mezzo agli altri – ma non dimenticare un po di verve. Per la successiva ora e mezza fai queste domande ad ogni membro del coro con grandi risultati. Le domande fanno sorridere ed incuriosire i ragazzi e tu ti sei fatto una buona idea sul come farli posare esaltando la loro personalità.
Quando risali in macchina, non sai se il trucco funzionerà ancora, ma per stavolta è stato un successo.
Dopo 3 settimane, l’annuale del coro è pubblicato. Hai piacere nel vedere la disposizione dei ragazzi. Noti l’eccitazione che traspare dai loro sorrisi.I ragazzi sono soddisfatti di come i ritratti li rappresentino e tu hai guadagnato la reputazione di essere un veloce, divertente ed imprevedibile ritrattista!
Yeah. Questo è ciò che amo.
One-Light Portraits: Introduction
9 mar
Sempre alla ricerca di nuovi “stimoli” e nuove dritte ho trovato su Flickr, precisamente sullo stream di snapify un serie molto interessante di foto che mostrano che con l’uso di una singola fonte di illuminazione si possono ottenere ben 10 diverse tipologie di ritratto…anzi di autoritratto!
One-Light Portraits: Introduction, inserito originariamente da snapify.
Oltre le foto, sopra c’è il riassuntino, ed una ricca spiegazione sul come realizzarle ci sono anche gli schemi di luce e tutti gli altri accorgimenti necessari.
Direi molto interesasnte.
Nuova malattia professionale:prurito e dermatite da tastiera!
24 feb
Collo bloccato, mal di mouse
La mappa dei “tecno malanni”
di SARA FICOCELLI da Repubblica.it
Una ricerca dimostra che l’uso prolungato del computer provoca danni fin dall’adolescenza. Prevenirli non è impossibile ma la regola d’oro è sempre la stessa: fare una pausa ogni tanto.
TRASCORRERE dalle 10 alle 12 ore davanti al computer è qualcosa che accade a moltissime persone, dato che spesso lo si usa sia a lavoro che a casa. Secondo una ricerca della Stellenbosch University di Tygerberg, in Sud Africa, uno stile di vita di questo tipo provoca dolore al collo e alla testa, e l’aspetto più inquietante è che il disturbo non colpisce solo gli adulti ma anche i giovanissimi. Il team di ricerca sudafricano ha preso in esame 1073 studenti del liceo dell’età di circa 16 anni: il 48% di questi frequenta scuole dove si usa regolarmente il computer e di questi il 43% utilizza il computer per 8,5 ore a settimana o più. Stando ai dati raccolti, solo il 16% di chi passa meno di cinque ore davanti al pc soffre di disturbi al collo, contro il 48% di quelli che stanno al computer dalle 25 alle 30 ore a settimana, che invece lamentano dolori forti e mal di testa. Continua >
E se dovessi fotografare delle modelle dilettanti?
20 feb

Ecco alcune dritte che mi ha dato Sonia ed alle quali io già mi attenevo fatta eccezzione per la musica…in genere mettevo quella che paiceva a me e non come lei giustamente mi ha consigliato quella che magari paice alla modella.
Ma procediamo con ordine:
- Fare una compilation di musiche che paicciono alla modella, chiedegli di portarsi un cd l’ipod o che so io.
- Come al solito, specialmente se è la prima volta che lavorate insieme, i primi scatti saranno a ciufolo. Usateli per regolare tempi diaframmi e luci.
- Chiedete alla modella di farsi inspirare della musica, veloce lenta strappalacrime. Che cosa ti viene in mente di fare con questa musica? (consiglio a tutti la colonna sonora di 9 settimane e 1/2)
Finito. Avete anche voi dei suggerimenti da darmi?
Fotografia: Disegnare schemi di luce per lo studio
24 gen
Ieri sera mentre aspettavo il rientro di Deborah mi sono messo a cercare qualche spunto per degli schemi di luce da usare per i ritratti in studio.
Il tutto grazie al fatto che Amelia ha acconsentito a farmi da modella e vorrei arrivare li con qualche idea ^_^
Alla fine mi sono imbattuto in due siti che ti permettono di disegnare lo schema di luce che vuoi, con tanto di apparati e modelle, e di salvarli come immagine.

Lighting Studio
Si tratta di Lighting Studio e di PhotoDiagrams.
Più che a dare spunti servono entrambi a preparare magari in anticipo gli schemi che si vorranno usare.
Motobikernazi
18 giu
Primo giorno di lavoro per l’ex ufficiale delle SS condannato per l’eccidio delle Fosse Ardeatine
A bordo di un motorino elude la folla che lo attendeva per contestare la decisione dei giudici romani
Priebke, in cento manifestano sotto casa
"Assassino, hai ammazzato pure i bambini senza andare a Cogne"
Veltroni: "Tutta la mia solidarietà e l’abbraccio di Roma ai familiari delle vittime"
Il presidente della provincia di Roma, Enrico Gasbarra: "E’ veramente una vergogna" 
ROMA da repubblica.it - E’ il suo primo giorno di lavoro. Erich Priebke, l’ex ufficiale delle SS condannato per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, è uscito questa mattina molto presto, eludendo così la folla di persone che lo attendeva per protestare contro la decisione dei giudici romani, e raggiungendo via Panisperna a bordo di un motorino, guidato dal suo avvocato Guido Giachini. 
Ad attenderlo sul luogo del lavoro, un fotografo, Massimo Percorsi. Quando questi ha estratto la macchina fotografica, Giachini lo avrebbe bloccato stringendogli i polsi delle mani e impedendogli di fotografare, mentre Priebke gli passava a fianco, poco lontano.
Questa centinaia di persone – per la maggior parte giovani della Comunità ebraica- hanno prima manifestato sotto casa di Priebke, contro il provvedimento emesso in suo favore che gli consente di lasciare gli arresti domiciliari per andare a lavorare. Successivamente si sono spostati davanti allo studio legale dell’avvocato Giachini, dove l’ex capitano delle SS si è recato per il primo giorno di lavoro.
Dalla folla sono partiti cori di "Assassino", "Hai ammazzato pure i bambini", "Hai sparato in testa alla gente legata". I manifestanti hanno portato cartelloni con su scritto: ‘Tribunale militare vergogna’; ’335 volte vergogna’; ‘Non dimentico le Fosse Ardeatine’; ‘I miei nonni sono reduci di Auschwitz io sono qui.
A protestare anche una signora che porta il cartello ‘in rappresentanza del rione Monti – Priebke se questo e’ un uomo…’. Alcuni passanti si sono fermati unendosi alla protesta ed esortando i ragazzi a far sentire ancora più forte la loro voce. "E’ assurdo che non ci siano tra di noi nè politici nè rappresentanti delle istituzioni", ha detto uno dei ragazzi.
Presente alla manifestazione Carla di Veroli, consigliera del municipio XI e membro della giunta dell’Aned: "Chiediamo al ministro Padoa Schioppa – ha detto – che giustifichi la spesa o che smentisca che si arrivi a un milione di euro l’anno per pagare la sorveglianza ad Erik Priebke. Vogliamo inoltre vedere i certificati medici con cui Priebke è stato rilasciato dal carcere per problemi di salute. Se può andare a lavorare può anche andare a dormire in carcere. Il presidente della Repubblica deve intervenire per bloccare questa sentenza che sporca l’immagine dell’Italia".
E intanto, un consigliere del municipio XV, Angelo Pavoncello, chiede di indagare sull’avvocato Giachini, perchè "sta difendendo un uomo che ha commesso i più atroci atti criminali".
Tra lo sconcerto e l’incredulità, le reazioni della comunità ebraica cavalcano l’onda dell’agitazione e si fanno minacciose. Settimio Porto, uno dei rappresentanti della comunità, esprime il suo sdegno:
"Il 24 marzo era stata istituita la giornata delle Fosse Ardeatine. Se Priebke sarà ancora libero la giornata non si farà più".
Sulla vicenda parla anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni: "All’amarezza per il permesso concesso a Priebke – ha detto – di lasciare gli arresti domiciliari per recarsi al lavoro si aggiunge lo sconcerto per i modi, segno di un totale disprezzo di quel minimo di silenzioso rispetto con cui ciò sarebbe dovuto avvenire". Poi ha aggiunto: "D’altra parte da un individuo dal quale mai è arrivata una sola parola di pentimento per il male assoluto di cui si è macchiato era impossibile pretendere un atteggiamento diverso. Non posso che esprimere ancora una volta tutta la mia solidarietà e l’abbraccio di Roma ai familiari delle vittime e alla comunità ebraica romana"
E al cordoglio di Veltroni fa da contraltare il grido di protesta del presidente della provincia di Roma, Enrico Gasbarra: "E’ veramente una vergogna, è difficile da credere in un paese di diritto. E’ una vergogna per la storia e per l’umanità" ha commentato.
"La motivazione e le modalità – continua Gasbarra – rinnovano il dolore dei famigliari e dell’intera città. Il suo arrivo in motorino, poi, conferma che Priebke vuole ostentare impunità, vuole provocare. Dimostra quanto l’ex capitano delle Ss sia lontano dal pentimento e tutto questo è inaccettabile".
Chiamato a difendere il suo protetto, l’avvocato Giachini ha rilasciato ai cronisti una dichiarazione tesa a spiegare quella che ha definito essere una incomprensione diffusa: "Priebke è stato messo ai domiciliari non perchè era malato ma perchè l’articolo 27 della Costituzione prevede che la pena sia umana, quindi dopo un certo periodo di carcere, in buona condotta, ci sono dei benefici. Priebke ha novant’anni e gli sono stati concessi questi benefici". E alla domanda di una cronista se l’ex ufficiale delle SS gli avesse mai confidato di essersi pentito per la strage delle Fosse Ardeatine, Giachini ha detto che "il rammarico per aver dovuto fare quello che ha fatto, Priebke lo ha sempre manifestato. Nel ’95 ha letto un cordoglio per i parenti delle vittime, lui non e’ assolutamente una persona rigida, era il pesce più piccolo che hanno messo lì e ha dovuto obbedire agli ordini".
"Qualcuno – ha proseguito l’avvocato – ha mai chiesto a chi ha sganciato la bomba su Hiroshima se si fosse pentito? No, perchè la guerra è fatta cosi".
Poco tempo prima, Giachini aveva ricevuto nel suo studio due ragazzi della manifestazione, nipoti di deportati nei campi di sterminio nazista, i quali, avendogli chiesto perchè avesse deciso di difendere un ex capitano delle SS, avrebbero ricevuto la seguente risposta: "Io difendo chiunque è perseguitato", al chè i giovani di rimando: "I perseguitati non stanno dalla parte di chi lei sta difendendo".
"Questo è uno stato di diritto, un paese democratico e funziona così, io faccio l’avvocato – avrebbe aggiunto poi Giachini rispondendo ai cronisti – e mi interessa la sfera del diritto".
Il mouse? Buttalo che ti fa male
17 giu
Il mouse? Buttalo che ti fa male
Deborah ed un suo collega hanno già abbandonato il mouse a favore di una bella tavoletta grafica…io l’ho comperata e devo solo abituarmi all’idea di usarla. Voi intanto leggete il bell’articolo preso da Punto Informatico!
Roma – Dolorino insistente al polso? La spalla pesa? Le dita fanno male ogni volta che toccano la tastiera? Questi alcuni dei sintomi delle note e temute RSI, sigla che sta per Repetitive Strain Injury, patologie dovute ad uno sforzo ripetitivo, problemi che secondo Wacom, tra i maggiori produttori di tavolette grafiche, sono spesso e volentieri attribuibili al mouse.
Wacom si affida per queste deduzioni ad uno studio, Prevenzione del RSI attraverso un diverso dispositivo di puntamento, realizzato sotto la direzione di Hardo Sorgatz, docente di psicologia clinica presso l’Istituto universitario di Tecnologia a Darmstadt, in Germania, ed è stato completato da un test durato tre mesi su 60 persone, che utilizzavano il mouse con il PC da circa dieci anni, "senza aver mai lavorato con una pen tablet", specifica Wacom.
Falqui, basta la parola
23 mag
Ma è polemica: la pastiglia potrebbe mettere fine alle mestruazioni
Via il ciclo per sempre, nuova pillola in Usa Via libera dal governo di Washington al nuovo farmaco: è un anticoncezionale in grado di interrompere indefinitamente il ciclo
dal corriere.it WASHINGTON (Stati Uniti) – Il governo degli Stato Uniti ha dato il via libera alla diffusione sul mercato di una nuova pillola anticoncezionale capace di interrompere indefinitamente il ciclo mestruale. La nuova pillola può fermare il ciclo femminile per un tempo indefinito: se una donna la prende non ha più le mestruazioni.
LE POLEMICHE – Negli Stati Uniti la nuova pillola è stata chiamata «Lybrel», ed è la prima pillola di questo tipo a ricevere l’approvazione della Food and Drugs Administration. Presa quotidianamente, la pillola può interrompere indefinitamente il ciclo mestruale e proprio per questo in America non mancano le polemiche. C’è chi sostiene che «Lybrel» sancisce «la fine delle mestruazioni».
La pillola «magica» «non è per tutti – sottolinea Daniel Shames, della Fda – tant’è che circa la metá delle donne arruolate dall’azienda farmaceutica per testare l’anticoncezionale è rimasta fuori dalla ricerca». Può essere assunta 365 giorni l’anno, e solo quando si decide di smettere, per passare a un altro contraccettivo o per desiderio di maternitá, le mestruazioni fanno ritorno. Il preparato verrà commercializzato in una scatola contenente 28 pasticche, ciascuna con un basso dosaggio ormonale.
Lo studio condotto dalla casa produttrice ha dimostrato come questo anti-concezionale eviti gravidanze inattese esattamente come la classica pillola. Ma, a differenza di questa – riconosce Shames – potrebbe essere più difficile, per chi la assume, restare incinta dopo aver smesso di usarla.
23 maggio 2007
perch
16 mag
perché le ragazze vanno spesso in due al bagno?
Care amiche, cari amici, a rieccoci con la vostra amata rubrica ‘
E a proposito di domande, sono sicura che ce n’è una che, almeno una volta nella vita, questa metà del cielo (la metà nuvolosa e bizzarra… che chiameremo comunemente ‘i maschi’) si è fatta circa una particolare caratteristica dell’altra metà del cielo (la metà solare e creativa… che chiameremo ‘le femmine’): perché le ragazze vanno spesso in due al bagno?
Sarà capitato a tutti di sentire un’amica che chiede all’altra: ‘Devo andare in bagno, mi accompagni?’, oppure direttamente ‘Andiamo in bagno?’. Perché, dopo l’emancipazione, il femminismo, la rivoluzione sessuale, l’invenzione del Wonderbra eccetera eccetera si ha una sorta di necessità di contiguità, vicinanza, empatia, condivisione per espletare un atto che, diciamolo, è assolutamente privato???
Orbene, iniziamo la nostra analisi con lo studio del fatto in sé (vi risparmio la contestualizzazione storica della serie: già 2000 anni fa…. bla bla bla). La necessità di avere un’amica accanto nel momento in cui la fisiologia cessa di essere Medicina ed inizia a diventare un bisogno nasce, innanzitutto, dall’ambiente che ci circonda. Se fossimo in ufficio, in fabbrica, a casa nostra o nell’appartamento di qualcuno raramente (o al massimo in casi particolari quali spettegolare, condividere l’acquisto di biancheria intima, mostrare l’ultimo succhiotto morsichereccio lasciato dall’adorato Pitecantropo…) ci verrebbe in mente di farci accompagnare all’agognata meta.
Cosa spinge alla ricerca di una ‘scorta’ per andare alla tiolette è, tendenzialmente, il locale o luogo in cui ci si trova: bar, pub, pizzeria, ristorante, discoteca (i night non sono stati nominati perché, a quanto scrivono i lettori, in questi casi saltano le consuete dinamiche)… quasi un meccanismo pavloviano del riflesso condizionato (ricordate la campanella e il cane?).
Eh, già, il solito leit-motiv psico-nano-sociologico dell’ambiente che condiziona l’individuo… tuttavia se ci soffermiamo a pensare…. ad esempio un disco-pub nell’ora di punta e immaginare di transitare davanti a tutta la bolgia nelle sale del locale: sole, alla ricerca della ritirata alla mercè degli sguardi interro-smanio-inquisitori di questa metà del cielo (vedi, maschi) e di quelli bastardo-invidiosi di tutta quell’altra (rif. femmine). La semplice ricerca di un bagno diventerebbe potenziale fonte di ansia e panico….meglio affrontare l’ignoto percorso in due, no? Poi non dimentichiamo che la ‘toilette’ spesso potrebbe essere proprio un cesso, magari senza chiave, ed allora il supporto dell’amica diventa ancor più indispensabile, soprattutto alla luce della possibilità che qualcuno\a (i sondaggi dicono che si tratta maggiormente di questa metà del cielo –maschi- se il gabinetto è unisex) entri senza bussare creando ulteriori attimi di (nell’ordine) ansia, panico, imbarazzo, problemi alla vescica in seguito a ripetute contratture da spavento, il tutto costellato da frasi del tipo “oh.. scusa, avevo bussato”, ‘si…alla velocità della luce!non ho avuto il tempo di risponderti”… ecc ecc. Capite bene, che non si tratta di una bazzecola…
Ecco infine, un ulteriore stringato elenco di motivi (questi un po’ più soft e non derivanti dai traumi sopraelencati) per cui le donne possono decidere di andare a fare ‘tin tin’ con l’amica:
- descrivere per filo e segno l’ultimo sms del fanciullo che si ha sotto le grinfie
- descrivere per filo e segno l’ultimo sms del fanciullo che si vorrebbe avere sotto le grinfie, ma che ha una serie di relazioni con ‘n’ donne ‘a multiproprietà’ non ci si fila di pezza
- studiare la strategia per diventare la ‘multiproprietaria’ più quotata del fanciullo in causa
- studiare la strategia per diventare la proprietà e per conquistare n multiproprietari
- lodare ed apprezzare il nuovo vestito dell’amica, pensando che sia una ciofeca terribile
- sentirsi lodare ed apprezzare il nuovo vestito, mai immaginando che l’amica pensi sia una ciofeca
- controllarsi il trucco allo specchio dell’antibagno parlando con l’amica dentro il bagno lamentando lo lievitare esponenziale degli ultimi tempi del fondoschiena….un tempo alla J.Lo
- controllarsi il trucco allo specchio dell’antibagno parlando con l’amica dentro il bagno gongolando all’affermazione “ti sei dimagrita n’a cifra ultimamente!”
- controllarsi il trucco allo specchio dell’antibagno parlando con l’amica dentro il bagno affermando in maniera subdola e godereccia, a mo di domanda, quanto l’amica rimasta al tavolo si sia ingrassata, in-rughita, afflosciata, malconciata ed abbia una terribile ricrescita.
sono fiero di Voi
15 mag
15-05-2007
Biologia:italiani trovano arma batteriologica contro malaria
(ANSA)-ROMA, 15 MAG- La malaria si puo’ curare con una ‘guerra batteriologica’. Lo studio e’ pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science. La Malaria e’ causata da un parassita, il plasmodio, trasmesso all’uomo con la puntura della zanzara. I ricercatori italiani, coordinati da Guido Favia, hanno trovato un batterio che colonizza i distretti corporei della zanzara dove il plasmodio vive. Lo studio consiste nel trovare un modo per far produrre al batterio anticorpi specifici.
Foto :la esimia d.ssa Irene Riccci gongola per la meritata fama ottenuta e per il prestigio internazionale raggiunto dal team eccellentemente guidato dal di lei illustrissimo consorte grand.uff.lup.mann Guido Favia di cui a breve seguirà foto.
il prof gran uff lup mann Guido Favia che corre verso la fama imperitura ed il premio nobel







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