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Ciao e grazie Zio Graziano
25 dic
Due giorni fa mio zio Graziano è morto. Ho molti bei ricordi legati a lui. Era uno di quegli zii che mi sono goduto e vissuto nella fase iniziale della mia vita, quella in cui impari.
Grazie anche a mia Zia Tina che mi ha insegnato cosa vuol dire amare a tutti i costi.
Mi ha detto una cosa che non dimenticherò mai in vita mia.
Dopo 41 anni di matrimonio quello che mi ha detto è: “Me lo sono goduto fino alla fine, anche fosse ‘durato’ altri sei mesi me lo sarei goduto o fissuto fino alla fine…ogni momento!”
Considerate che era molto malato e che molto spesso veniva ospedalizzato per qualche tempo e lei doveva prendere una vagonata di mezzi per andare a trovarlo partendo la mattina e tornando la sera tardi con grandi grandissimi sacrifici.
Alla fine se l’è portato a casa, scegliendo di farlo andare via in mezzo ai propri cari.
GRAZIE
Non so di chi è, aiutatemi a scoprirlo
15 dic
Non venire a piangere sulla mia tomba
Io non sarò là..non sto dormendo.
Sono nei mille venti che soffiano sono nel riflesso di diamante della neve
Sono nei raggi di sole sul grano maturo
Sono nella morbida pioggia d’autunno.
quando ti svegli nel silenzioso mattino io sono il rapido librarsi di uccelli che disegnano anelli nel cielo.
Sono la pallida stella che brilla la notte
Non venire a cercarmi sulla mia tomba
Io non sono là…perché non sono morto.
Macro Fotografia: pillole di…
1 mag
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Introduzione
Gli spazi che ci circondano sono ricchi di particolari che ad occhio nudo spesso passano inosservati; la macrofotografia si pone, a tal proposito, come strumento ideale per la ricerca di un punto di vista insolito ed inaspettato nel quotidiano. |
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Definizioni
Prima di esporre i principi ottici alla base di questa ricerca del particolare, è opportuno fare una distinzione tra le varie terminologie di uso corrente:
- Fotografia Close-Up, immagine che va da almeno 1:10 delle dimensioni effettive a circa 1:2 della grandezza naturale del soggetto; |
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Principio fisico
Di solito gli obiettivi fotografici producono un’immagine ridotta della scena; tuttavia con un’estensione sufficientemente lunga fra l’obiettivo e il piano della pellicola (o il sensore) i soggetti vengono riprodotti a grandezza naturale e persino maggiore. Possiamo sintetizzare tutta l’arte dell’ingrandimento come la ricerca di un’estensione maggiore. Partendo da questa osservazione descriveremo ora tutte le apparecchiature classiche per la macrofotografia. |
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Attrezzature
In questo articolo verranno presi in considerazione i seguenti strumenti
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Opzione Macro
Presente in molte fotocamere, è tipicamente contrassegnata con un fiorellino. La sua funzione è quella di permettere di ridurre la distanza oggetto anche fino a 1-2 cm (ma varia molto a seconda della macchina). Rappresenta quindi un’utile opportunità per iniziare i primi esperimenti nel “mondo piccolo” senza dover spendere ulteriori soldi.
Per chi non si accontentasse delle prestazioni raggiunte solo con questa impostazione, risultano d’obbligo le seguenti apparecchiature. |
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Lenti Addizionali
Rappresentano il primo approccio alla macrofotografia; il loro utilizzo è particolarmente semplice infatti è sufficiente montarle sugli obiettivi delle reflex per ottenere immediatamente un incremento del fattore moltiplicativo.
Per le macchine digitali compatte è spesso richiesto l’acquisto di opportuni anelli adattatori. Il vantaggio di questo ausilio alla fotografia close up consiste nell’avere lenti che non assorbono luce e aumentano l’avvicinamento al soggetto. |
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A differenza delle lenti addizionali i tubi di estensione aumentano l’ingrandimento del soggetto andando ad incrementare la distanza obiettivo-pellicola (sensore).
E’ necessario precisare che, aumentando la lunghezza del tubo, si incide sulla quantità di luce in arrivo sulla pellicola; questo comporta una maggior difficoltà della messa a fuoco. L’uso del treppiede è suggerito anche perché a tali ingrandimenti si ha una forte riduzione della profondità di campo. |
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Esempio approssimato dell’aumento di “estensione” grazie a tubi aggiuntivi
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Sono Ottiche dedicate alla fotografia ravvicinata; hanno tipicamente rapporti di ingrandimento di 0,5x.>
Gli obiettivi macro possono essere utilizzati anche su tubi di estensione e soffietti. Si segnala l’esistenza di obiettivi macro a zoom, ma questi non danno risultati soddisfacenti. |
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Perché molti fotografi montano l’obiettivo in posizione invertita?
Per rispondere è necessario osservare come gli obiettivi ordinari (persino quelli macro) siano calcolati e corretti per distanze obiettivo-soggetto più lunghe di quelle obiettivo-film. Quando si entra nel campo della fotografia ravvicinata la distanza obiettivo-soggetto diventa sempre più piccola e, d’altra parte, si tende ad aumentare l’estensione al fine di ottenere un ingrandimento desiderato. Capito questo risulta facile comprendere come, girando i nostri obiettivi, noi si vada a ricostruire le condizioni ottimali per il sistema ottico ma, attenzione, nel campo del ravvicinato! Ultima osservazione, con l’inversione dell’ottica si aumenta oltre la possibilità di avvicinarsi al soggetto, anche l’ingrandimento! |
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La loro funzione è molto simile ai tubi d’estensione, tuttavia permettono grande versatilità grazie alle differenti regolazioni applicabili.
Il soffietto deve essere accoppiato a particolari obiettivi da macro oppure con l’inversione dell’ottica. L’uso a questo punto è molto semplice: fissato il rapporto d’ingrandimento allunghiamo l’estensione finché la nostra scena non appare nitida. |
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Macrofotografia con la digitale, alcuni consigli.
Regolazione della macchina
Come primo accorgimento che mi sento di suggerirvi: utilizzate sempre il manual focus.
Questo perché una volta bloccato il fuoco, è possibile fare delle piccole oscillazioni, in avanti ed in dietro, con la camera finché l’immagine sul monitor LCD non risulta perfetta. Per raggiungere una buona dimestichezza con questa tecnica sono necessari parecchi scatti, ma, appunto, anche questo è un vantaggio per chi possiede una digitale. Un secondo consiglio riguarda l’apertura: questa dovrebbe essere piccola (F grande) per aumentare la profondit� di campo e poter mettere a fuoco tutta la scena d’interesse. Si ricorda a tal proposito che con l’aumento dell’ingrandimento inevitabilmente si incorre in una diminuzione della profondità di campo. |
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Flash ed Illuminazione
Punto di partenza è la luminosità della giornata:
ovviamente se il tempo è clemente e vi concede una buona luce, potrete scegliere delle alte velocità dell’otturatore e fissare meglio i piccoli soggetti in movimento. L’utilizzo del flash è comunque sempre consigliato in particolare con l’accorgimento della diffusione. Alle piccole distanze l’uso del flash diretto porterebbe alla sovraesposizione del soggetto, quindi è un buon trucco quello di mascherare la propria lampada con una pezza. Io personalmente ho fatto molte prove con dei fazzoletti bianchi di tela fino a trovare il numero giusto di strati che mi consentisse una buona illuminazione. Un altro metodo più professionale prevede di far giungere la luce attraverso un riflettore bianco esterno alla scena. |
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Treppiedi
Il vantaggio di una digitale per la macrofotografia è rappresentato dall’ottimo supporto dato dal monitor LCD; questo permette di avere tempestivamente un’idea della composizione e del controllo della profondità di campo.
In commercio esistono anche treppiedi che permetto lo spostamento in orizzontale della camera attraverso incrementi molto piccoli; grazie a queste apparecchiature, è possibile fissare il fuoco e variare con molta precisione la distanza della camera dalla scena. Per chi si affidasse alle proprie mani si ricorda che un buon appoggio per i gomiti e una presa salda sulla macchina possono scongiurare il mosso. |
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Come fotografare I soggetti della macrofotografia sono molteplici… ma i più ricercati sono sicuramente gli insetti.
Penso tutti siano rimasti sbalorditi dal film “Microcosmos-Le peuple de l’herbe”… ebbene ora cercherò di darvi qualche consiglio per “catturare” qualche immagine da quel “piccolo mondo”. La cosa più importante è muoversi lentamente, senza fretta, senza arrecare nessun disturbo al soggetto. La seconda regola è avere MOLTA pazienza… aver paura di non riuscire a scattare la foto porta inevitabilmente a commettere qualche movimento brusco col risultato di far scappare l’insetto o di ottenere un brutto mosso. Detto questo analizziamo l’approccio all’insetto: una volta avvistato vi consiglio di regolare la vostra macchina in anticipo; questo perché spesso capita di aver a disposizione solo uno scatto. A questo punto avvicinatevi molto lentamente cercando di non far cadere la vostra ombra sulla scena. Man mano che acquistate confidenza con la tecnica vi risulterà naturale scegliere non solo il soggetto ma anche l’ambientazione e la composizione stessa della fotografia. |
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Composizione della scena
Possiamo dire che le regole base sono quelle viste per la composizione in generale, ma non solo…
essendo la macrofotografia incentrata su profondità di campo molto piccole, è sempre un’ottima idea cercare di ritrarre i soggetti non frontalmente. Questa soluzione porta inesorabilmente ad un’appiattimento della fotografia! Cercate quindi di conferire alla scena tridimensionalità con una opportuna scelta dell’inquadratura. Con questo è tutto, buon viaggio nel “mondo piccolo”! |
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Alcune regolette per scrivere il curriculum vitae
29 apr
Alcune semplici regole o meglio indicazioni su come scrivere un bel curriculum, da Guadagnare Risparmiando

Regole di contenuto
- Suddividi il curriculum in sezioni tematiche, connesse in una sequenza logica: dati anagrafici, studi, lingue conosciute, competenze informatiche, esperienze lavorative, hobby e attività extraprofessionali, motivazioni e aspirazioni.
- Personalizza il tuo curriculum, ossia focalizza le informazioni veramente significative per la posizione richiesta, omettendo i dati non attinenti o penalizzanti.
- Valorizza i tuoi pregi e nascondi i difetti, oppure trasformali in punti di forza. Non inserire competenze che non possiedi o notizie false.
- Per evitare di confondere e distrarre il lettore, evita di fornire troppi dati e notizie.
- Indica tutte le esperienze di lavoro significative, anche se molto brevi, ed evita i “buchi” lavorativi.
Regole di forma
- E’ necessario allegare sempre al CV una lettera di accompagnamento.
- Il curriculum va redatto su PC e stampato su fogli bianchi A4. Può essere scritto a mano solo se esplicitamente richiesto. Non deve contenere errori di battitura, cancellazioni o correzioni. Non inviare mai CV fotocopiati.
- Non allegare foto se non sono richieste, biglietti da visita, diplomi o attestati.
- Utilizza sempre la prima persona, mai la terza che risulta eccessivamente burocratica (per es., evitare espressioni del tipo: “è stato assunto presso la ditta XY dal al “).
- Al termine del CV occorre riportare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.
- Ricordati di firmare e datare in calce il curriculum e l’autorizzazione.
- Ultimo ma non meno importante, rileggi attentamente il CV e la lettera di accompagnamento, e se possibile chiedi anche il parere di una persona di fiducia.
L’importanza dei “NO”
7 apr
da Fantavolando
E’ innegabile che dire di no, per i genitori o ancora di più per i nonni, è talvolta molto difficile, ma basta fermarsi un momento a riflettere sul significato che può assumere un “no” detto nel modo giusto e nella situazione giusta per capire quanto possa diventare importante proprio per la crescita del bambino. Nella vita di tutti i giorni dobbiamo rispettare delle regole e saper riconoscere dei limti per mantenere relazioni positive con il mondo che ci circonda e questa capacità di riconoscere ciò che si deve e non si deve fare si inizia ad apprendere fin dalla prima infanzia.
I bambini devono poter sviluppare la propria identità grazie ad un’educazione che consenta loro di comprendere con chiarezza le regole che caratterizzano i rapporti tra le persone.
Dire di no non significa mai essere severi come talvolta qualcuno può essere indotto a pensare, ma significa essere delle guide che consentono al bambino di crescere sereno.
Chiaramente anche nel dire “no” si devono rispettare alcuni punti fondamentali e modalità adeguate di comunicazione.
Dire di “no” non deve mai significare imporre al bambino qualcosa ma deve invece significare far capire, attraverso la spiegazione del perché, i motivi che stanno alla base del “no”.
Dire di no non deve mai significare alzare la voce ma spiegare con convinzione e fermezza le ragioni dimostrandosi sempre aperti al dialogo.
E’ importante chiarire che l’autorevolezza del genitore non va mai confusa con l’autorità. La persona autorevole è capace di accogliere l’altro, di mettersi in discussione senza però perdere di vista il proprio ruolo conferitogli dall’età e dall’esperienza, l’autorevolezza si testimonia nell’incontro e mai nello scontro.
I “no” detti in una particolare situazione devono essere gli stessi per ogni situazione simile, ossia è importante essere coerenti; inoltre entrambi i genitori devono mantenere la stessa linea educativa ed essere d’accordo sulle regole ed i comportamenti da rinforzare nel bambino in modo da non creargli confusione.
Quando il bambino dimostra di aver compreso i limiti in determinate situazioni, va sempre rinforzato positivamente. Il rinforzo non si riferisce ad una ricompensa materiale (ad esempio dire: ti compro un gioco se fai il bravo) ma ad una ricompensa di tipo affettivo come un abbraccio, passare del tempo in più con il bambino a fare qualcosa che a lui piace, ecc. Le ricompense affettive aumentano l’autostima del bambino e rappresentano una fonte significativa di valorizzazione della sua persona.
PhotoCritic -> ClickBlog -> Come catturare la decadenza urbana
2 mar
Nella continua ed inesauribile voglia di trovare belle idee e cose nuove da fotografare, spesso inciampo in articoletti interessanti come questo proposto da ClickBlog (traduzione dell’originale postato su PhotoCritic):
In città ci sono tanti spunti per scattare foto, ma i quartieri in decadenza o gli edifici abbandonati possono comunicare con facilità emozioni forti.
1. Alzatevi presto
La prima mattina è uno dei momenti migliori per via della luce pulita e diffusa. Inoltre potrete vedere una città ancora più desolata e meno frequentata.2. Date una prospettiva
Quando si fotografano degli edifici cercate di lasciare sempre un po’ di sfondo dietro per consentire di dare una prospettiva da cui apprezzarne le forme a chi guarda.
3. Chiedete il permesso
Sul suolo pubblico si può scattare come volete, ma in certe zone è necessario chiedere il permesso prima di entrare e fotografare. In futuro potrebbero persino appropriarsi dei diritti delle vostre foto.4. Seguite la vita degli edifici
Fate foto al paesaggio prima della costruzione di un edificio, durante la costruzione e dopo la conclusione. Può essere la base di partenza per foto interessanti.5. Guardate da angolazioni differenti
Non fermatevi alle prime apparenze, ma cercate di osservare le forme, le texture, gli angoli ed ogni caratteristica che può consentire una foto unica.6. Che lenti usare
Gli obiettivi che potete usare vanno dai grandangoli, anche spinti, fino a 300mm per fotografare senza limitazioni e scattare da ogni angolazione.7. Cos’altro portare
In base alle vostre esigente potreste portare con voi un treppiedi per foto in notturna, filtri, flash esterni, ecc.8. Fate delle ricerche
Anche se potreste avere la fortuna di essere al posto giusto al momento giusto è meglio fare un po’ di ricerche e pianificare dove, come e quando scattare il vostro prossimo capolavoro.9. Pensate alle foto come un tema
I paesaggi urbani sono pieni di elementi differenti, ma si possono sempre trovare i fili conduttori di temi differenti. Provate a realizzare una serie di scatti tematici.10. La vita notturna
Di notte tutto cambia e si trasforma completamente. Potreste trovare molti spunti tra il tramonto e la notte fonda.
Nuova malattia professionale:prurito e dermatite da tastiera!
24 feb
Collo bloccato, mal di mouse
La mappa dei “tecno malanni”
di SARA FICOCELLI da Repubblica.it
Una ricerca dimostra che l’uso prolungato del computer provoca danni fin dall’adolescenza. Prevenirli non è impossibile ma la regola d’oro è sempre la stessa: fare una pausa ogni tanto.
TRASCORRERE dalle 10 alle 12 ore davanti al computer è qualcosa che accade a moltissime persone, dato che spesso lo si usa sia a lavoro che a casa. Secondo una ricerca della Stellenbosch University di Tygerberg, in Sud Africa, uno stile di vita di questo tipo provoca dolore al collo e alla testa, e l’aspetto più inquietante è che il disturbo non colpisce solo gli adulti ma anche i giovanissimi. Il team di ricerca sudafricano ha preso in esame 1073 studenti del liceo dell’età di circa 16 anni: il 48% di questi frequenta scuole dove si usa regolarmente il computer e di questi il 43% utilizza il computer per 8,5 ore a settimana o più. Stando ai dati raccolti, solo il 16% di chi passa meno di cinque ore davanti al pc soffre di disturbi al collo, contro il 48% di quelli che stanno al computer dalle 25 alle 30 ore a settimana, che invece lamentano dolori forti e mal di testa. Continua >
Un reportage fotografico
5 feb
Vagavo alla ricerca di spunti perchè domani parto per Medjugorie e vorrei provare a fare “seriamente” un reportage fotografico della cosa.
Vado sul mio bravo google e cerco…cosa esce fuori? Questo bell’articolo di Alberto Amoroso. Continua >
Fotografia: Siamo tutti destinati alla morte – 100 Metri di esistenza
2 feb
“We’re All Gonna Die – 100 meter of existence” ovvero “Stiamo tutti morendo, 100 metri di esistenza”
E’ una foto bellissima a mio parere. Potete scorrere tutti e 100 metri della foto (esattamente 100 metri X 78 cm di altezza) con un comodissimo slider. Trovo l’esperimento fichissimo.
voi che ne dite?
Una sola volta l’anno la luce vince le tenebre….
22 dic
SOLSTIZIO D’INVERNO
Ebbene questa estate siamo stati in Irlanda ed abbiamo visitato il sito di Newgrange… al centro visitatori si poteva partecipare alla lotteria annuale per vedere il sostizio dall’interno del tumulo… anche perchè essere estratti (o essere il presidente della repubblica o giù di lì) è l’unico modo per poter partecipare… ebbene non ci hanno invitato… sniff sniff… ed allora guardiamolo in rete anche se, vi garantisco che quello che si prova anche con la simulazione, fa mancare il fiato!!!!!
dal sito www.newgrange.com
Winter Solstice
Newgrange is best known for the illumination of its passage and chamber by the winter solstice sun. Above the entrance to the passage at Newgrange there is a opening called a roof-box. This baffling orifice held a great surprise for those who unearthed it. Its purpose is to allow sunlight to penetrate the chamber on the shortest days of the year, around December 21, the winter solstice.
At dawn, from December 19th to 23rd, a narrow beam of light penetrates the roof-box and reaches the floor of the chamber, gradually extending to the rear of the passage. As the sun rises higher, the beam widens within the chamber so that the whole room becomes dramatically illuminated. This event lasts for 17 minutes, beginning around 9am.
Newgrange’s accuracy as a time-telling device is remarkable when one considers that it was built 500 years before the Great Pyramids and more than 1,000 years before Stonehenge. The intent of its builders was undoubtedly to mark the beginning of the new year. In addition, it may have served as a powerful symbol of the victory of life over death.
Each year the winter solstice event attracts much attention at Newgrange. Many gather at the ancient tomb to wait for dawn, as people did 5,000 years ago. So great is the demand to be one of the few inside the chamber during the solstice that there is a free annual lottery (application forms are available at the Visitor Centre). Unfortunately, as with many Irish events that depend upon sunshine, if the skies are overcast, there is not much to be seen. Yet all agree that it is an extraordinary feeling to wait in the darkness, as people did so long ago, for the longest night of the year to end.
Full achieve videos of Solstice 2007 and Solstice 2008 are available online.
Le espressioni regolari
20 ott
Le espressioni regolari
Avevo bisogno di chiarire a cosa zzo serviva il .+ o meglio la differenza con .* ed ho cercato la risposta sul mio motore di ricerca preferito. Be, ho trovato questa bellissima guida ( da http://www.kerouac3001.com/ ) introduttiva e ve la riporto para para.

INTRODUZIONE
Le espressioni regolari (regex) sono una manna dal cielo per chi si occupa di programmazione, infatti, tramite queste è possibile descrivere qualsiasi stringa che presenti al suo interno una certa regolarità.
Senza scendere in formalismi e evitando di parlare di linguaggi regolari o grammatiche regolari, scelgo di portarvi subito un esempio pratico che vi faccia capire l’utilità delle regex.
Supponiamo di avere una pagina web contenente un form con i seguenti campi:
- nome
- cognome
- numero di telefono
Una volta compilato il form ed inviati i dati allo script è importante eseguire un controllo che permetta di verificare la correttezza dei dati stessi.
Occorre, dunque, definire i vari campi:
- nome: è formato da una sola parola e può contenere solo lettere dell’alfabeto, sia normali che accentate. Nel nostro caso abbiamo deciso che questo campo non è obbligatorio.
- cognome: è formato da da una o più parole che possono contenere solo lettere dell’alfabeto (anche accentate) e può in più contenere apici. Questo campo è obbligatorio.
- email: è formata da 3 parti di cui la prima contenente caratteri alfanumerici, underscore (_) e punti (.) è seguita da una chiocciola (@), dopo di che c’è una seconda parte formata da caratteri alfanumerici e trattini (-), seguita sempre da un punto (.) che è sempre seguito da sole lettere dell’alfabeto di almeno 2 caratteri e al massimo 4. Questo campo è obbligatorio.
- numero di telefono: formato da 2 parti numeriche separate da un trattino (-). Questo campo è obbligatorio.
Come vedete è chiaro che i quattro campi posseggono una regolarità che li caratterizza, resta solo da vedere quali sono le espressioni regolari che li individuano. Vi do immediatamente la soluzione del quesito, passando successivamente alla descrizioni delle varie costanti e dei vari operatori utilizzati:
- nome: [a-zA-Zàòèéùì]*
- cognome: [a-zA-Zàòèéùì’ ]+
- email: [a-zA-Z0-9_\.]+@[a-zA-Z0-9-]+\.[a-zA-Z]{0,4}
- numero di telefono: [0-9]+\-[0-9]+
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LE CLASSI
Partiamo descrivendo l’operatore [ ]. Questo metacarattere è formato da una coppia di parentesi quadre al cui interno possono essere inseriti vari caratteri o costanti. Tramite questo metacarattere è possibile individuare una singola occorrenza di uno dei caratteri presenti al suo interno, sia se inseriti come normali caratteri sia se descritti tramite l’uso di costanti: il set di caratteri definito tramite questo operatore prende il nome di classe. Per esempio la classe [a] rappresenta la singola occorrenza del carattere a e permette di verificare che esso sia presente all’interno di una stringa e in quel caso di eseguire alcune operazioni su di esso. Mentre la classe [abcd] rappresenta la singola occorrenza di uno dei quattro caratteri presenti al suo interno e permette di verificare se sono presenti all’interno di una stringa e in tal caso di eseguire operazioni su di essi.
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L’OPERATORE RANGE
- invece è un operatore che permette di individuare un range, ad esempio:
- a-z individua tutte le lettere minuscole
- A-Z individua tutte le lettere maiuscole
- 0-9 individua tutte le cifre
Apparte a questi 3 range classici, se ne possono creare di personalizzati come a-f che individua tutte le lettere minuscole dalla a alla f e che è molto utile per esempio quando si deve individuare numeri esadecimali. La classe [a-fA-F0-9] infatti individua tutti le cifre e le lettere dalla a alla f (minuscole e maiuscole), ovvero tutti i caratteri che possono essere presenti in un numero esadecimale.
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RIPETIZIONI DI CLASSI
Adesso passiamo a descrivere gli operatori che si occupano della ripetizione di classi.
Il primo operatore che analizzeremo è l’asterisco * il quale si occupa di verificare se una classe è ripetuta all’interno di una stringa zero o più volte e di selezionarne tutte le occorrenze consecutive. Per esempio la seguente espressione regolare [a-z]* seleziona all’interno di una stringa tutte le occorrenze consecutive di lettere dell’alfabeto, come mostrato qui di seguito (in grassetto):
Ho 7 numeri di telefono ma quello di casa è questo: 0004578907
Dato che questo operatore considera l’insieme vuoto come una soluzione positiva è stato usato per verificare la correttezza del nostro campo NOME, il quale può anche essere vuoto, ma se non lo è dev’essere formato unicamente da una parola. Tutto questo è stato detto tramite la seguente espressione regolare: [a-zA-Zàòèéùì]*
L’espressione sopra citata individua, dunque, tutte le lettere dell’alfabeto minuscole a-z, tutte le maiuscole A-Z, e le 6 lettere accentate inserite àòèéùì.
Un operatore molto simile all’asterisco è il più + che esegue la stessa funzione, ma che a differenza del precedente si occupa di verificare se una classe viene ripetuta all’interno di una stringa una o più volte. Per questo motivo lo abbiamo scelto per verificare il campo COGNOME, il quale può contenere una o più parole separate da spazi o apici. Questo è stato descritto tramite questa espressione regolare: [a-zA-Zàòèéùì’ ]+.
Un altro operatore che individua le ripetizioni consecutive di una classe è formato da 2 parentesi graffe { } al cui interno può essere presente un numero {3} o un range numerico {12,58}. Nel primo caso l’operatore individua tutte le ripetizioni di 3 caratteri che verificano la classe. Nel secondo caso l’operatore individua almeno 12 e al massimo 58 ripetizioni di caratteri che verificano la classe.
Per esempio [0-9]{3, 4}\-[0-9]{7} individua tutti i numeri telefonici con un prefisso composto da 3 o 4 cifre e un suffisso di esattamente 7 cifre.
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LO SLASH
Nell’esempio precedente oltre all’operatore per le ripetizioni definite è stato usato un operatore di cui non vi avevo ancora parlato lo slash \. Questo semplice operatore se anteposto ad un carattere fa in modo se è un operatore che non venga considerato come un carattere, mentre in genere se viene anteposto ad una lettera la trasforma in una costante. Come avevamo visto infatti il trattino – è un operatore utilizzato per indicare un range e quindi se vogliamo utilizzarlo come carattere dobbiamo scriverlo nel seguente modo: \-
Adesso è totalmente chiara l’espressione regolare che abbiamo utilizzato per verificare l’email:
[a-zA-Z0-9_\.]+@[a-zA-Z0-9-]+\.[a-zA-Z]{0,4}
Ed è anche chiara l’espressione che abbiamo utilizzato per verificare il numero di telefono:
[0-9]+\-[0-9]+
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PARTICOLARE CARATTERISTICA DEGLI OPERATORI DI RIPETIZIONE
Una caratteristica degli operatori di ripetizione è quella di selezionare tutto quello che verifica l’espressione, finché possono. Questa caratteristica però potrebbe rivelarsi controproducente in alcuni casi. Per esempio ipotizziamo di voler eliminare da una pagina html tutti i tag; la prima soluzione che può venirci in mente è la seguente espressione regolare:
<.+>
Questa regex seleziona una serie consecutiva di caratteri all’interno di una stringa, tali che il primo carattere è < seguiti da una serie di caratteri consecutivi diversi dall’accapo, seguiti da >. Quindi l’espressione regolare sopra descritta nella seguente stringa si comporterà in questo modo:
Praticamente all’interno di una riga seleziona tutto quello che è compreso tra la prima occorrenza del carattere < e l’ultima occorrenza del carattere >.
Questo non soddisfa la nostra richiesta e dunque è necessario utilizzare uno dei seguenti metodi:
- <.+?>
- <[^<>]+>
Il primo rende l’operatore di ripetizione meno forte e fa in modo che si fermi alla prima occorrenza del carattere di chiusura.
Il secondo, invece, specifica di voler individuare all’interno di una stringa tutte le serie di caratteri che cominciano per < a cui segue qualunque carattere diverso da < e da > a cui segue un >.
Praticamente all’interno della precedente stringa le due regex appena descritte avranno il seguente effetto:
Verranno, quindi, trovate le 8 occorrenze e sarà possibile operare su di esse in modo da eliminarle.
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NEGARE UNA CLASSE
Analizziamo adesso un nuovo problema. Supponiamo di avere un racconto e di voler individuare tutte le frasi presenti al suo interno. Se all’interno di questo racconto il punto viene unicamente utilizzato per finire le frasi, un modo molto semplice di individuarne una è quello di definire una classe negativa, ovvero di negare una classe:
[^\.]+
L’operatore ^ se posto subito dopo la prima parentesi quadra di una classe, svolge la funzione di negarla. Quindi nel nostro caso viene individuata la ripetizione consecutiva di tutti quei caratteri che non sono il punto. Praticamente viene individuata una frase.
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IL PUNTO
Come avete notato sia ora che nei precedenti esempi, abbiamo sempre slashato tutti i punti, questo perché il punto è una costante, che se inserita all’interno di una espressione regolare equivale a una classe contenente tutti i caratteri tranne l’accapo.
Un esempio per far capire la funzione del punto può essere il seguente:
c.s.
La precedente espressione regolare individua tutte le sequenze di 4 caratteri che cominciano per una c a cui segue qualsiasi carattere tranne l’accapo a cui segue una s a cui segue qualsiasi carattere tranne l’accapo. Possibili combinazioni di carattari che verificano la precedente regex sono le seguenti:
- casa
- cosa
- case
- cose
- c%s9
- c£sl
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OPERATORE DI ALTERNANZA
Un altro operatore molto utile è il pipe | che equivale ad un OR. Per esempio l’espressione regolare giorgio|stuart individua all’interno di una stringa o l’occorrenza della parola giorgio o l’occorrenza della parola stuart, come nell’esempio seguente:
Sia giorgio che stuart sono due seo famosi, ma giorgio ha un forum, mentre stuart ha una web agency.
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LE ANCORE
Un altro problema che potrebbe sorgere è quello di dover modificare uno o più elementi all’interno di un database CSV (comma-separated value), ovvero di un database testuale i cui campi sono separati tramite virgole e i cui records sono divisi tramite accapo. Un esempio pratico può essere il seguente database che rappresenta il guadagno giornaliero tramite adsense generato da tre amici:
12€,50€,70€
30€,46€,68€
15€,52€,73€
16€,30€,85€
Se un giorno uno dei tre amici venisse bannato da adsense, i suoi dati non servirebbero più e potrebbe essere necessario eliminarli. Nell’esempio sopra descritto i dati inseriti sono pochi, quindi, una modifica manuale potrebbe essere molto facile da eseguire. Ma se i dati fossero migliaia le espressioni regolari sarebbero una soluzione più veloce. Ammettiamo per esempio che i dati riguardanti l’amico bannato siano quelli inseriti nella terza colonna; una soluzione molto veloce per eliminarla sarebbe quella di eliminare tutte le occorrenze individuate dalla seguente espressione regolare:
,[0-9]*€$
Il carattere $ è una costante che non identifica nessun carattere, bensì identifica una posizione, ovvero il termine di una riga. Quindi la precedente regex trova tutte le serie consecutive di caratteri che cominciano con una virgola a cui seguono alcuni numeri, a cui segue il carattere €, a cui segue il termine di una riga.
Allo stesso modo è possibile individuare l’inizio di una riga tramite il carattere ^. Questo però va usato con cautela perché come vi ho già spiegato può anche essere usato all’interno di una classe per negare la stessa. Quindi ricordatevi di utilizzarlo sempre al di fuori di una classe. Lo stesso vale per l’operatore $ che se utilizzato all’interno di una classe ha valore di carattere.
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GRUPPI
Potremmo, però, voler considerare una serie di caratteri o di classi come un gruppo unico, per poter poi agire su di esso tramite i vari operatori che formano le regex. Per esempio, potremmo voler cercare all’interno di un testo un codice di cui non conosciamo la lunghezza, ma che è composto da 5 numeri seguiti da una lettera a cui seguono 5 numeri a cui segue una lettera, e così via, fino a terminare con un accapo. Per trovare questo codice l’unica soluzione è quella di utilizzare un gruppo. Nel nostro caso il gruppo è formato da una classe che contiene solo numeri e che è ripetuta 5 volte, seguita da una classe che contiene solo lettere. Questo gruppo dev’essere ripetuto almeno una volta e deve terminare con un accapo. Tutto questo si scrive:
([0-9]{5}[a-zA-Z])+$
Un esempio pratico dell’effetto di questa espressione regolare è il seguente:
Il mio codice segreto è 12345T45345R12343F34567j
Il codice segreto di è 34526g54638j92725K63723H72829D12345l
12345T45345R12343F34567j non è il codice di
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BACKREFERENCES
Uno dei problemi che potremmo incontrare è quello di voler modificare la posizione di diverse porzioni di testo all’interno di una stringa. Per esempio, ipotizziamo di avere un database csv composto da 5 colonne e 10000 righe che purtroppo contiene un errore: la colonna 2 è stata inserita al posto della colonna 4. Scambiare il posto a queste due colonne potrebbe richiedere ore di lavoro se fatto manualmente, ma le regex ci permetteranno di risolverlo in meno di 5 secondi.
Infatti, una delle proprietà dei gruppi è quella di memorizzare in una variabile il testo selezionato tramite di essi, in modo da poterlo successivamente utilizzare in fase di sostituizione. Per esempio nel caso precedentemente esposto potremmo voler creare 5 gruppi che selezionano i campi presenti all’interno di una riga del nostro csv. Ammettiamo che il database sia strutturato come segue:
1,45,589,,luigi
2,56,79,mario,luigi
3,57,89,,marco
..,..,..,..,..
Possiamo usare la seguente espressione regolare per selezionare ognuno dei singoli campi all’interno di una riga:
([^,]+),([^,]+),([^,]+),([^,]+),([^,]+)$
Tramite la precedente regex ognuno dei campi verrà memorizzato in una variabile, nella prima ci sarà il primo, nella seconda il secondo e così via. Quindi in generale ci basterà sostituire il testo selezionato con la nuova struttura (1,4,3,2,5) per poter ottenere il risultato desiderato.
Nasce però un problema. Infatti, ci sono diversi modi per richiamare le variabili.
htaccess, dreamweaver, PERL richiamano le variabili usando il carattere $. Esempio: $1 per richiamare la prima, $2 per richiamare la seconda. Inoltre $0 per richiamare il match dell’intera regex. Nel precedente esempio avremmo dovuto sostituire la nostra regex con quanto segue:
$1,$4,$3,$2,$5
EditPad Pro, PowerGREP richiamano le variabili usando il carattere \. Esempio: \1 per richiamare la prima, \2 per richiamare la seconda. Inoltre \0 per richiamare il match dell’intera regex. Nel precedente esempio avremmo dovuto sostituire la nostra regex con quanto segue:
\1,\4,\3,\2,\5
.NET, Javascript, PHP, etc.. richiamano le variabili ognuno con un metodo diverso e si consiglia di leggere le relative guide.
ATTENZIONE: se usate la ripetizione per ripetere interi gruppi, le variabili si riferiranno ognuna ad un singolo gruppo selezionato e non all’intero gruppo ripetuto. Esempio se usate l’espressione regolare ([0-9]{5}[a-zA-Z])+$ per selezionare i codici su questo testo
Il mio codice segreto è 12345T45345R12343F34567j
la variabile 1 corrisponderà solo alla porzione di testo selezionato e non a tutto il codice. Questo avviene perché la ripetizione è esterna alla backreference, quindi, per ovviare questo problema la soluzione è trasformare il gruppo da ripetere in un gruppo senza backreference (in modo che non venga salvato) e impostare una backreference sull’intera ripetizione:
((?:[0-9]{5}[a-zA-Z]?)+)$
Nella regex precedente noterete in particolare la presenza di questa struttura (?: ?) all’interno della quale sono state inserite le 2 classi. Questa struttura è un gruppo senza backreferences; in questo modo abbiamo potuto applicare una ripetizione e memorizzarla internamente. Infatti, adesso nella variabile 1 sarà presente il seguente codice (in grassetto):
Il mio codice segreto è 12345T45345R12343F34567j
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IL PUNTO INTERROGATIVO
Abbiamo appena visto che all’interno dei gruppi il punto interrogativo può essere usato per evitare che venga memorizzato il match, mentre prima avevamo visto che il punto interrogativo può essere usato per limitare l’intrusività delle ripetizioni. Adesso vedremo come esistono molte funzioni per questo semplice carattere.
Una prima funzione è quella di rendere opzionale un gruppo, come nel seguente esempio:
( inzaghi)?
Nella precedente regex il gruppo ( inzaghi) è stato reso opzionale e dunque sarà possibile selezionare sia la semplice occorrenza della parola , sia l’occorrenza della coppia di parole inzaghi.
Una seconda funzione del punto interrogativo è quella di ancora. Come visto prima esistono operatori come ^ e $ che possono svolgere la funzione di ancore, ovvero individuano all’interno della stringa una posizione. Allo stesso modo il punto interrogativo può essere usato all’interno di un gruppo come ancora, per individuarlo come posizione all’interno del testo. Esempio:
(?= inzaghi)
La precedente regex seleziona la parola all’interno del testo solo se è seguita dal gruppo ( inzaghi) che però non verrà selezionato. Esempi:
Pippo Inzaghi
Pippo
Oggi inzaghi ha fatto un goal
Ieri inzaghi non ha segnato
Allo stesso modo si può usare il punto interrogativo per individuare l’assenza di una posizione. Per esempio la seguente funzione seleziona la parola solo se non è seguita dal gruppo ( inzaghi):
(?! inzaghi)
Esempi:
Pippo Inzaghi
Pippo
Oggi inzaghi ha fatto un goal
Ieri inzaghi non ha segnato
Le due proprietà appena descritte funzionano solo quando l’ancora segue il testo (o il gruppo o la classe) da selezionare. Mentre se l’ancora precede il testo da selezionare, vanno usate queste due altre strutture, la prima per verificare la presenza di un ancora, la seconda per verificarne l’assenza:
(?<=inzaghi)
(?
Praticamente viene inserito dopo il punto interrogativo anche il carattere <.
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FINE?
Nonostante la smisurata lunghezza di questo post, questa può essere considerata solo una guida base alle espressioni regolari. Il mio scopo è quello di stuzzicare l’interesse dei programmatori, dei seo, dei sem e degli smanettoni verso un argomento che reputo interessantissimo e molto utile. Chi avrà poi voglia di continuare ad approfondirlo troverà su internet milioni di guide sulle espressioni regolari. Ciò che vi posso consigliare è di non buttarvi a capofitto su un argomento che a volte può risultare complesso. Applicate a situazioni pratiche le informazioni che vi ho dato in questa guida e poco per volta comincerete a capire l’importanza di questo magnifico strumento.
In ogni caso in futuro molto probabilmente realizzerò una guida avanzata, quindi ricordatevi di iscrivervi ai feed!
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CONSIGLI

Trovo favoloso EditPad PRO e vi consiglio di scaricarlo: iniziate con la versione demo, così la potrete acquistare solo quando ne capirete i vantaggi. EditPad PRO è un notepad molto evoluto che supporta tra le caratteristiche più interessanti:
- l’uso dell’espressioni regolari nel Search & Replace
- un sistema di Search & Replace su più files
- possibilità di colorare il codice a seconda del tipo di linguaggio di programmazione (o di markup)
Come disdire il canone RAI .. yeahhhhhh
8 ott
Come disdire il canone RAI .. yeahhhhhh
Appena ho letto la notizia ieri mi sono commosso…che figata se pagassi il canone lo disdirei! Ma ahime sono povero e non ho nessun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di segnali televisivi…me ne regalate uno?
Ah, considerate anche se il funzionario RAI fosse accompagnato da un CC o GdF NON puo’ entrare in casa, il domicilio e’ INVIOLABILE senza un mandato di perquisizione firmato da un magistrato…
Roma – Un lettore racconta a Punto Informatico come ha ottenuto l’autorizzazione a non pagare più il Canone RAI. Descrive nei dettagli la sua trafila burocratica con cui si è aggiudicato l’autorizzazione a non pagare l’odiato balzello, quello che come noto di questi tempi viene richiesto non più solo per i televisori ma anche per una serie di altri apparecchi elettronici. Strategie diverse per scopi simili, un’esperienza che può essere utile riportare.
Buon giorno!
Sono uno dei pochi fortunati che ha in mano una lettera della RAI che lo AUTORIZZA a non pagare il canone.
Come ci sono riuscito? Semplicemente seguendo la legge e quanto previsto dal Regio Decreto R.D.L.21/02/1938 n. 246, convertito in legge il 4 giugno 1938, n. 880.
Chiariamo un punto.
Il canone, come tassa di possesso, non si può "disdire", anche se la formula "disdetta" verrà usata sul vaglia. Però si può chiedere alla RAI la "suggellazione" dell’apparecchio "atto alla ricezione del segnale televisivo". Una volta in attesa della suggellazione (che di solito non arriva mai) si ha il DIRITTO di non pagare il canone.
Veniamo alla pratica.
1) Bisogna essere in possesso del libretto di abbonamento alla televisione, dal quale ricavare il "numero di ruolo".
Se non lo si ha, si chiede un duplicato con raccomandata A.R. all’indirizzo degli abbonamenti Tv (1° ufficio entrate Torino – S.A.T Sportello Abbonamenti Tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino).
2) Non si devono avere pendenze con il SAT (arretrati, multe, etc.)
3) Versare 5,16 euro con vaglia postale (non con il bollettino ordinario), specificando nella causale del versamento "per disdetta canone numero di ruolo: (scrivete il vostro numero di ruolo)". Beneficiario del versamento è il S.A.T. casella postale 22, 10121 TORINO, l’agenzia di pagamento è TORINO VAGLIA E RISPARMI (non sempre questo è chiesto)
4) Staccare dal libretto la cartolina "d", (la "b" se il vostro libretto è recente) intitolata "denuncia di cessazione dell’abbonamento tv". Barrare la casella 2 che riporta la richiesta di suggellamento. Quindi compilare gli spazi in bianco riportando il numero del vaglia e la data del versamento. Più sotto, trovate lo spazio per la data di spedizione della cartolina, riportatela e apponete la vostra firma. Sul retro della cartolina riportare nome, cognome e indirizzo del titolare che intende disdire. Correggete eventualmente il vecchio indirizzo URAR TV in SAT. Se non avete la cartolina per la denuncia di cessazione dell’abbonamento, usate la cartolina per le comunicazioni generiche e scrivete:
Il sottoscritto (nome, cognome, indirizzo) chiede la cessazione del Canone TV e chiede di far suggellare il televisore (numero di ruolo:…) a colori detenuto presso la propria abitazione. A tale scopo ha corrisposto l’importo di 5,16 euro a mezzo vaglia postale n…. del…/…/… sul quale ha indicato il numero di ruolo dell’abbonamento.
Fate una fotocopia della cartolina (davanti e dietro). L’originale della cartolina va spedito con raccomandata ricevuta ritorno all’indirizzo già stampato.
5) Attendere il ritorno della ricevuta di ritorno
6) Spedire con raccomandata A.R. il libretto di abbonamento originale completo con tutto quanto attaccato, tenendovi a casa le ricevute dei pagamenti degli ultimi 10 anni, sempre all’indirizzo del SAT.
Tutto questo va completato entro il 30 novembre, pena dover ricominciare da capo.
A fronte di quanto sopra, la RAI vi scriverà chiedendo i vostri dati anagrafici (ma non li avevano già?), la marca dell’apparecchio da suggellare e dove si trova. A me personalmente ha chiesto altri 3,24 euro (non so a che titolo) che ho pagato volentieri, dicendomi di rimanere in attesa della suggellazione dell’apparecchio.
Ricordo a tutti che il funzionario RAI NON ha il diritto di entrare a casa vostra, a meno che non sia accompagnato da un finanziere o carabiniere. Quindi il televisore glielo potete far trovare FUORI dall’uscio.
Bene. Sono tre anni che attendo, e quest’anno la RAI mi ha scritto che "dato che non risulta alcun abbonamento a mio nome, le modalità per accendere un nuovo abbonamento sono…".
EVVIVA! Ho sconfitto il Burocratosauro!!!
Cesare B.
Ma c’è chi suggerisceun’altra via più sicura e senza sorprese asserendo che solo il 10% delle disdette fatte con il metodo di cui sopra và a buon fine. La domanda che faccio io è: ma sti dati chi li tira fori? Io intanto riporto…poi vedete voi, siete grandi e vaccinati. Anzi fatemi sapere com’è andata.
da M.A.B. online – Lo stato di diritto
DISDETTA IL CANONE RAI
La pretesa dello pseudo “canone di abbonamento” alla RAI è un vero e proprio furto legalizzato la cui forza si basa solo sull’accettazione supina dei tanti cittadini che lo pagano senza chiedersi cosa e perché stanno pagando con questo “canone” Non rassegnarti a subire la prepotenza: ora insieme con noi puoi difenderti e farti valere senza aggravio di spese e senza perdite di tempo. Recupera la Tua dignità di cittadino!!
RICORDATI CHE:
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La RAI è una televisione offre servizi generalisti (programmi che vanno dall’intrattenimento all’informazione, passando per lo sport, film, musica, documentari, approfondimenti, talk show, ecc.) al contrario delle TV via cavo e via satellite che danno servizi a domanda.
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L’utente del servizio generalista non è lo spettatore, bensì le imprese che comprano gli spazi pubblicitari per promuovere i propri marchi. Solo nel servizio a domanda l’utente è lo spettatore, ed infatti paga un canone mensile.
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Pertanto la RAI, svolgendo solo servizio generalista, avendo come clienti le imprese, non può farsi pagare un canone di abbonamento da noi spettatori che non siamo utenti, bensì oggetto del servizio.
IL CANONE È ILLEGALE
Per tenerlo in piedi “Lorsignori” lo hanno trasformato in “tassa di possesso dell’apparecchio televisivo”. Sì, proprio così, una tassa di possesso: vedi che non sai nemmeno Tu che cosa stai pagando?
Invece il “canone” vero e proprio è quello che lo stato versa alla società RAI per la concessione del servizio pubblico che essa è tenuta a svolgere per conto dello Stato, a mo’ di risarcimento poiché si sostiene che la RAI, effettuando il servizio pubblico, subisce una perdita di introiti che è compensata, appunto, con il canone. Lo Stato ha disposto, poi, che per pagare il “canone” alla RAI venga imposto l’obbligo ai cittadini di versare direttamente alla RAI la tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo.
TUTTO CIÒ È SOLO UNA VERGOGNOSA PRESA IN GIRO, ESPRESSIONE DELLA INCULTURA DEL CETO POLITICO E DELLA BUROCRAZIA, CHE SI ORGANIZZANO PER DERUBARE IL CITTADINO, ECCEZIONE UNICA A LIVELLO MONDIALE (IN TUTTO IL MONDO NON ESISTE NESSUNA ALTRA TELEVISIONE GENERALISTA AUTORIZZATA A PAGARSI UN CANONE, TANTO CHE L’EUROPA HA INTIMATO L’ITALIA DI FAR CESSARE QUESTO SCANDALO);
NON ACCETTARE CHE RIDANO DI TE, NON FARTI DERUBARE:
FAI LA DISDETTA
L’inganno che formalmente non si vede deriva dal fatto che quello formalmente viene chiamato “canone di abbonamento RAI” di fatto si trasforma in una vera e propria tassa di possesso del televisore. A questo punto cominciano le ingiustizie e le vessazioni. Infatti il televisore è un bene mobile di cui è impossibile provare il possesso (provateci, se ci riuscite) salvo che non ci autodenunci. Ecco spiegata la ragione per cui il “Canone RAI” è una tassa “in libertà”, cioè chi vuole (autodenunciandosi) la paga e chi non vuole non la paga, basta non denunciare il possesso del televisore. Gli enti preposti al controllo non potranno provare il contrario. al fine di evitare la consumazione di tale vessazione di massa, è quindi opportuno mettere tutti i cittadini sullo stesso piano. Chi, per errore o per ignoranza, si è autodenunciato in passato e l’apparecchio televisivo che aveva allora non lo ha più può mettersi sullo stesso piano degli altri, cessando l’abbonamento del canone RAI ed attendendo tranquillo, paziente, quanto speranzoso, il controllo da parte degli addetti ai quali, se caso mai nel frattempo avesse riacquistato un altro apparecchio televisivo, potrà sempre chiedere il suggellamento dell’apparecchio stesso.
Scarica il modulo della disdetta e dell’autocertificazione e chiedi tutta l’assistenza necessaria o il riferimento del comitato comunale MAB a te più vicino alla sede nazionale di UNICO – MAB (Tel. 059/776.777 – e-mail: unico.ortofrutta@libero.it):
Disdetta.pdf
Repubblica.it : Concorso Fotografico “La finestra di fronte”
21 mar
Repubblica.it : Concorso Fotografico "La finestra di fronte"
La Repubblica selezionerà delle immagini inviate dai lettori pubblicandone alcune sul proprio portale. Quelle ritenute più interessanti poi verranno selezionate da Marco Delogu, direttore artistico di FotoGrafia, e presentate al Palazzo delle Esposizioni durante il periodo del festival (4 aprile – 25 maggio).
fonte: la Repubblica.it
La foto và inviata via email indicando il nome, il luogo dello scatto e una breve descrizione. La dimensione della foto 800×600 pixel.
Questa è quella che ho mandato io:
Utente/Password da utilizzare un po ovunque
23 feb
Utente/Password da utilizzare un po ovunque
BugMeNot.com nasce nel 2005. Lo scopo che si era prefisso, nobile come sempre, è quello di garantire la nostra privacy. Come lo fà? Be, evitando di farci fare miliardi di registrazioni ai vari siti che offrono servizi di nostro interesse.
Basta digitare digitare l’indirizzo del sito e saranno mostrati, se disponibili, le user con le relative password da poter utilizzare. Tutto questo se siete fortunati altrimenti da bravi, registrate voi un account e condividetelo 
Ah…ovviamente visto che sono gli stessi utenti a condividere le login … si trova di tutto!
articolo ispirato da: WebVillage.it








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