Ciao e grazie Zio Graziano

Due giorni fa mio zio Graziano è morto. Ho molti bei ricordi legati a lui. Era uno di quegli zii che mi sono goduto e vissuto nella fase iniziale della mia vita, quella in cui impari.

Grazie anche a mia Zia Tina che mi ha insegnato cosa vuol dire amare a tutti i costi.

Mi ha detto una cosa che non dimenticherò mai in vita mia.

Dopo 41 anni di matrimonio quello che mi ha detto è: “Me lo sono goduto fino alla fine, anche fosse ‘durato’ altri sei mesi me lo sarei goduto o fissuto fino alla fine…ogni momento!”

Considerate che era molto malato e che molto spesso veniva ospedalizzato per qualche tempo e lei doveva prendere una vagonata di mezzi per andare a trovarlo partendo la mattina e tornando la sera tardi con grandi grandissimi sacrifici.

Alla fine se l’è portato a casa, scegliendo di farlo andare via in mezzo ai propri cari.

GRAZIE

Non so di chi è, aiutatemi a scoprirlo

Non venire a piangere sulla mia tomba
Io non sarò là..non sto dormendo.
Sono nei mille venti che soffiano sono nel riflesso di diamante della neve
Sono nei raggi di sole sul grano maturo
Sono nella morbida pioggia d’autunno.
quando ti svegli nel silenzioso mattino io sono il rapido librarsi di uccelli che disegnano anelli nel cielo.
Sono la pallida stella che brilla la notte
Non venire a cercarmi sulla mia tomba
Io non sono là…perché non sono morto.

Macro Fotografia: pillole di…

da Fotografia Digitale

Introduzione

Gli spazi che ci circondano sono ricchi di particolari che ad occhio nudo spesso passano inosservati; la macrofotografia si pone, a tal proposito, come strumento ideale per la ricerca di un punto di vista insolito ed inaspettato nel quotidiano.
Possiamo sintetizzare questa tecnica come l’arte di osservare la realtà da vicino

Definizioni
Prima di esporre i principi ottici alla base di questa ricerca del particolare, è opportuno fare una distinzione tra le varie terminologie di uso corrente:

Fotografia Close-Up, immagine che va da almeno 1:10 delle dimensioni effettive a circa 1:2 della grandezza naturale del soggetto;
Macrofotografia, l’immagine va da un rapporto di 1:1 fino a 10 volte la dimensione originale;
Microfotografia, tecnica che spinge il fattore di ingrandimento oltre il precedente 10x .

Principio fisico

Di solito gli obiettivi fotografici producono un’immagine ridotta della scena; tuttavia con un’estensione sufficientemente lunga fra l’obiettivo e il piano della pellicola (o il sensore) i soggetti vengono riprodotti a grandezza naturale e persino maggiore.

Possiamo sintetizzare tutta l’arte dell’ingrandimento come la ricerca di un’estensione maggiore.

Partendo da questa osservazione descriveremo ora tutte le apparecchiature classiche per la macrofotografia.

Attrezzature
In questo articolo verranno presi in considerazione i seguenti strumenti
Opzione Macro
Presente in molte fotocamere, è tipicamente contrassegnata con un fiorellino. La sua funzione è quella di permettere di ridurre la distanza oggetto anche fino a 1-2 cm (ma varia molto a seconda della macchina). Rappresenta quindi un’utile opportunità per iniziare i primi esperimenti nel “mondo piccolo” senza dover spendere ulteriori soldi.

Per chi non si accontentasse delle prestazioni raggiunte solo con questa impostazione, risultano d’obbligo le seguenti apparecchiature.

Lenti Addizionali
Rappresentano il primo approccio alla macrofotografia; il loro utilizzo è particolarmente semplice infatti è sufficiente montarle sugli obiettivi delle reflex per ottenere immediatamente un incremento del fattore moltiplicativo.
Per le macchine digitali compatte è spesso richiesto l’acquisto di opportuni anelli adattatori.

Il vantaggio di questo ausilio alla fotografia close up consiste nell’avere lenti che non assorbono luce e aumentano l’avvicinamento al soggetto.
Se quindi da un lato si ha una leggera riduzione della lunghezza focale, si ha d’altra parte una forte riduzione di quella che abbiamo chiamato distanza oggetto.


Esempio approssimato della diminuzione “distanza oggetto” grazie a ottiche aggiuntive

Tubi di estensione
A differenza delle lenti addizionali i tubi di estensione aumentano l’ingrandimento del soggetto andando ad incrementare la distanza obiettivo-pellicola (sensore).

E’ necessario precisare che, aumentando la lunghezza del tubo, si incide sulla quantità di luce in arrivo sulla pellicola; questo comporta una maggior difficoltà della messa a fuoco.

L’uso del treppiede è suggerito anche perché a tali ingrandimenti si ha una forte riduzione della profondità di campo.

Esempio approssimato dell’aumento di “estensione” grazie a tubi aggiuntivi
Obiettivo Macro
Sono Ottiche dedicate alla fotografia ravvicinata; hanno tipicamente rapporti di ingrandimento di 0,5x.>

Gli obiettivi macro possono essere utilizzati anche su tubi di estensione e soffietti.

Si segnala l’esistenza di obiettivi macro a zoom, ma questi non danno risultati soddisfacenti.

Inversione dell’ottica
Perché molti fotografi montano l’obiettivo in posizione invertita?
Per rispondere è necessario osservare come gli obiettivi ordinari (persino quelli macro) siano calcolati e corretti per distanze obiettivo-soggetto più lunghe di quelle obiettivo-film.

Quando si entra nel campo della fotografia ravvicinata la distanza obiettivo-soggetto diventa sempre più piccola e, d’altra parte, si tende ad aumentare l’estensione al fine di ottenere un ingrandimento desiderato.

Capito questo risulta facile comprendere come, girando i nostri obiettivi, noi si vada a ricostruire le condizioni ottimali per il sistema ottico ma, attenzione, nel campo del ravvicinato!
Con l’operazione di inversione abbiamo infatti invertito anche il funzionamento della lente e pertanto avrò la messa a fuoco non appena la distanza obiettivo-film diventa maggiore della lunghezza obiettivo-soggetto.

Ultima osservazione, con l’inversione dell’ottica si aumenta oltre la possibilità di avvicinarsi al soggetto, anche l’ingrandimento!
Abbiamo quindi un’ottima soluzione applicabile a macchine reflex e alle digitali compatte attraverso apposite ghiere.

Soffietto
La loro funzione è molto simile ai tubi d’estensione, tuttavia permettono grande versatilità grazie alle differenti regolazioni applicabili.
Il soffietto deve essere accoppiato a particolari obiettivi da macro oppure con l’inversione dell’ottica. L’uso a questo punto è molto semplice: fissato il rapporto d’ingrandimento allunghiamo l’estensione finché la nostra scena non appare nitida.
Macrofotografia con la digitale, alcuni consigli.

Regolazione della macchina
Come primo accorgimento che mi sento di suggerirvi: utilizzate sempre il manual focus.
Questo perché una volta bloccato il fuoco, è possibile fare delle piccole oscillazioni, in avanti ed in dietro, con la camera finché l’immagine sul monitor LCD non risulta perfetta. Per raggiungere una buona dimestichezza con questa tecnica sono necessari parecchi scatti, ma, appunto, anche questo è un vantaggio per chi possiede una digitale.
Un secondo consiglio riguarda l’apertura: questa dovrebbe essere piccola (F grande) per aumentare la profondit�
di campo e poter mettere a fuoco tutta la scena d’interesse.
Si ricorda a tal proposito che con l’aumento dell’ingrandimento inevitabilmente si incorre in una diminuzione della profondità di campo.
Flash ed Illuminazione
Punto di partenza è la luminosità della giornata:
ovviamente se il tempo è clemente e vi concede una buona luce, potrete scegliere delle alte velocità dell’otturatore e fissare meglio i piccoli soggetti in movimento.
L’utilizzo del flash è comunque sempre consigliato in particolare con l’accorgimento della diffusione. Alle piccole distanze l’uso del flash diretto porterebbe alla sovraesposizione del soggetto, quindi è un buon trucco quello di mascherare la propria lampada con una pezza.
Io personalmente ho fatto molte prove con dei fazzoletti bianchi di tela fino a trovare il numero giusto di strati che mi consentisse una buona illuminazione.
Un altro metodo più professionale prevede di far giungere la luce attraverso un riflettore bianco esterno alla scena.
Treppiedi
Il vantaggio di una digitale per la macrofotografia è rappresentato dall’ottimo supporto dato dal monitor LCD; questo permette di avere tempestivamente un’idea della composizione e del controllo della profondità di campo.

In commercio esistono anche treppiedi che permetto lo spostamento in orizzontale della camera attraverso incrementi molto piccoli; grazie a queste apparecchiature, è possibile fissare il fuoco e variare con molta precisione la distanza della camera dalla scena.

Per chi si affidasse alle proprie mani si ricorda che un buon appoggio per i gomiti e una presa salda sulla macchina possono scongiurare il mosso.

Come fotografare
I soggetti della macrofotografia sono molteplici… ma i più ricercati sono sicuramente gli insetti.
Penso tutti siano rimasti sbalorditi dal film “Microcosmos-Le peuple de l’herbe”… ebbene ora cercherò di darvi qualche consiglio per “catturare” qualche immagine da quel “piccolo mondo”.
La cosa più importante è muoversi lentamente, senza fretta, senza arrecare nessun disturbo al soggetto.
La seconda regola è avere MOLTA pazienza… aver paura di non riuscire a scattare la foto porta inevitabilmente a commettere qualche movimento brusco col risultato di far scappare l’insetto o di ottenere un brutto mosso.
Detto questo analizziamo l’approccio all’insetto:
una volta avvistato vi consiglio di regolare la vostra macchina in anticipo; questo perché spesso capita di aver a disposizione solo uno scatto. A questo punto avvicinatevi molto lentamente cercando di non far cadere la vostra ombra sulla scena.
Man mano che acquistate confidenza con la tecnica vi risulterà naturale scegliere non solo il soggetto ma anche l’ambientazione e la composizione stessa della fotografia.
Composizione della scena
Possiamo dire che le regole base sono quelle viste per la composizione in generale, ma non solo…
essendo la macrofotografia incentrata su profondità di campo molto piccole, è sempre un’ottima idea cercare di ritrarre i soggetti non frontalmente. Questa soluzione porta inesorabilmente ad un’appiattimento della fotografia!
Cercate quindi di conferire alla scena tridimensionalità con una opportuna scelta dell’inquadratura.

Con questo è tutto, buon viaggio nel “mondo piccolo”!

Alcune regolette per scrivere il curriculum vitae

Alcune semplici regole o meglio indicazioni su come scrivere un bel curriculum, da Guadagnare Risparmiando

Regole di contenuto

  1. Suddividi il curriculum in sezioni tematiche, connesse in una sequenza logica: dati anagrafici, studi, lingue conosciute, competenze informatiche, esperienze lavorative, hobby e attività extraprofessionali, motivazioni e aspirazioni.
  2. Personalizza il tuo curriculum, ossia focalizza le informazioni veramente significative per la posizione richiesta, omettendo i dati non attinenti o penalizzanti.
  3. Valorizza i tuoi pregi e nascondi i difetti, oppure trasformali in punti di forza. Non inserire competenze che non possiedi o notizie false.
  4. Per evitare di confondere e distrarre il lettore, evita di fornire troppi dati e notizie.
  5. Indica tutte le esperienze di lavoro significative, anche se molto brevi, ed evita i “buchi” lavorativi.

Regole di forma

  1. E’ necessario allegare sempre al CV una lettera di accompagnamento.
  2. Il curriculum va redatto su PC e stampato su fogli bianchi A4. Può essere scritto a mano solo se esplicitamente richiesto. Non deve contenere errori di battitura, cancellazioni o correzioni. Non inviare mai CV fotocopiati.
  3. Non allegare foto se non sono richieste, biglietti da visita, diplomi o attestati.
  4. Utilizza sempre la prima persona, mai la terza che risulta eccessivamente burocratica (per es., evitare espressioni del tipo: “è stato assunto presso la ditta XY dal al “).
  5. Al termine del CV occorre riportare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.
  6. Ricordati di firmare e datare in calce il curriculum e l’autorizzazione.
  7. Ultimo ma non meno importante, rileggi attentamente il CV e la lettera di accompagnamento, e se possibile chiedi anche il parere di una persona di fiducia.

L’importanza dei “NO”

da Fantavolando

E’ innegabile che dire di no, per i  genitori o ancora di più per i nonni, è talvolta molto difficile, ma basta fermarsi un momento a riflettere sul significato che può assumere un “no” detto nel modo giusto e nella situazione giusta per capire quanto possa diventare importante proprio per la crescita del bambino. Nella vita di tutti i giorni dobbiamo rispettare delle regole e saper riconoscere dei limti per mantenere relazioni positive con il mondo che ci circonda e questa capacità di riconoscere ciò che si deve e non si deve fare si inizia ad apprendere fin dalla prima infanzia.
I bambini devono poter sviluppare la propria identità grazie ad un’educazione che consenta loro di comprendere con chiarezza le regole che caratterizzano i rapporti tra le persone.
Dire di no non significa mai essere severi come talvolta qualcuno può essere indotto a pensare, ma significa essere delle guide che consentono al bambino di crescere sereno.
Chiaramente anche nel dire “no” si devono rispettare alcuni punti fondamentali e modalità adeguate di comunicazione.
Dire di “no” non deve mai significare imporre al bambino qualcosa ma deve invece significare far capire, attraverso la spiegazione del perché, i motivi che stanno alla base del “no”.
Dire di no non deve mai significare alzare la voce ma spiegare con convinzione e fermezza le ragioni dimostrandosi sempre aperti al dialogo.
E’ importante chiarire che l’autorevolezza del genitore non va mai confusa con l’autorità. La persona autorevole è capace di accogliere l’altro, di mettersi in discussione senza però perdere di vista il proprio ruolo conferitogli dall’età e dall’esperienza, l’autorevolezza si testimonia nell’incontro e mai nello scontro.
I “no” detti in una particolare situazione devono essere gli stessi per ogni situazione simile, ossia è importante essere coerenti; inoltre entrambi i genitori devono mantenere la stessa linea educativa ed essere d’accordo sulle regole ed i comportamenti da rinforzare nel bambino in modo da non creargli confusione.
Quando il bambino dimostra di aver compreso i limiti in determinate situazioni, va sempre rinforzato positivamente. Il rinforzo non si riferisce ad una ricompensa materiale (ad esempio dire: ti compro un gioco se fai il bravo) ma ad una ricompensa di tipo affettivo come un abbraccio, passare del tempo in più con il bambino a fare qualcosa che a lui piace, ecc. Le ricompense affettive aumentano l’autostima del bambino e rappresentano una fonte significativa di valorizzazione della sua persona.

PhotoCritic -> ClickBlog -> Come catturare la decadenza urbana

Nella continua ed inesauribile voglia di trovare belle idee e cose nuove da fotografare, spesso inciampo in articoletti interessanti come questo proposto da ClickBlog (traduzione dell’originale postato su PhotoCritic):

In città ci sono tanti spunti per scattare foto, ma i quartieri in decadenza o gli edifici abbandonati possono comunicare con facilità emozioni forti.

1. Alzatevi presto
La prima mattina è uno dei momenti migliori per via della luce pulita e diffusa. Inoltre potrete vedere una città ancora più desolata e meno frequentata.

2. Date una prospettiva
Quando si fotografano degli edifici cercate di lasciare sempre un po’ di sfondo dietro per consentire di dare una prospettiva da cui apprezzarne le forme a chi guarda.

3. Chiedete il permesso
Sul suolo pubblico si può scattare come volete, ma in certe zone è necessario chiedere il permesso prima di entrare e fotografare. In futuro potrebbero persino appropriarsi dei diritti delle vostre foto.

4. Seguite la vita degli edifici
Fate foto al paesaggio prima della costruzione di un edificio, durante la costruzione e dopo la conclusione. Può essere la base di partenza per foto interessanti.

5. Guardate da angolazioni differenti
Non fermatevi alle prime apparenze, ma cercate di osservare le forme, le texture, gli angoli ed ogni caratteristica che può consentire una foto unica.

6. Che lenti usare
Gli obiettivi che potete usare vanno dai grandangoli, anche spinti, fino a 300mm per fotografare senza limitazioni e scattare da ogni angolazione.

7. Cos’altro portare
In base alle vostre esigente potreste portare con voi un treppiedi per foto in notturna, filtri, flash esterni, ecc.

8. Fate delle ricerche
Anche se potreste avere la fortuna di essere al posto giusto al momento giusto è meglio fare un po’ di ricerche e pianificare dove, come e quando scattare il vostro prossimo capolavoro.

9. Pensate alle foto come un tema
I paesaggi urbani sono pieni di elementi differenti, ma si possono sempre trovare i fili conduttori di temi differenti. Provate a realizzare una serie di scatti tematici.

10. La vita notturna
Di notte tutto cambia e si trasforma completamente. Potreste trovare molti spunti tra il tramonto e la notte fonda.

Un reportage fotografico

Vagavo alla ricerca di spunti perchè domani parto per Medjugorie e vorrei provare a fare “seriamente” un reportage fotografico della cosa.

Vado sul mio bravo google e cerco…cosa esce fuori? Questo bell’articolo di Alberto Amoroso. Leggi tutto “Un reportage fotografico”

Fotografia: Siamo tutti destinati alla morte – 100 Metri di esistenza

“We’re All Gonna Die – 100 meter of existence” ovvero “Stiamo tutti morendo, 100 metri di esistenza”

We're All Gonna Die - 100 meter of existence
We're All Gonna Die - 100 meter of existence

E’ una foto bellissima a mio parere. Potete scorrere tutti e 100 metri della foto (esattamente 100 metri X 78 cm di altezza) con un comodissimo slider. Trovo l’esperimento fichissimo.
voi che ne dite?