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LLOOGG: come installarlo su WordPress
14 set
Non sò quanti di voi conoscono LLOOGG, un ottimo sistema di statistica anche se molto semplice che permette di sapere sostanzialmente il numero di visite giornaliere e poco altro.
La cosa bella però è che è gratuito e molto divertente, fate una ricerca sul mio blog con il termine LLOOGG e capirete perché dico questo.
Molti hanno difficoltà ad installarlo su wordpress, non preoccupatevi.
Innanzi tutto dovete avere una utenza LLOOGG, ed aver copiato il codice da inserire nelle vostre pagine. Lo trovate nella sezione setting.
Dopo aver copiato il codice da inserire, aprite il pannello di amministrazione del vostro blog ed andate nel tag “Aspetto” (si trova nel menù a sinistra).
Da qui cliccate su “Editor” ed avrete la possibilità di modificare tutte le pagine del vostro tema (quello in uso).
Sul menù che trovate a destra della schermata cercate “Piè di pagina (footer.php)” come mostrato in figura:
Ovviamente cliccateci sopra ed avrete la possibilità di editarlo. Copiate alla fine del testo il codice che avete copiato da LLOOGG e salvate il tutto.
Complimenti, avete installato LLOOGG sul vostro wordpress. Ah, mi raccomando, se cambiate tema o aggiornate lo stesso in uso dovrete ripetere l’operazione ^_^
Aggiornare wordpress alla 2.8 su Aruba con IIS, MySql e wp-content nella public
2 lug
Eccoci qua, scrivo questo articolo per segnare l’interessantissimo ed utilissimo post di Etrusco nel quale spiega come aggiornare il vostro WordPress alla versione 2.8 se siete su Aruba su macchina windows e quindi con IIS ed avete spostato la directory wp-content nella public per avere la possibilità di godere degli aggiornamenti automatici.
In questo caso non vi hanno funzionato perché l’aggiornamento alla 2.8 prevede la sotituzione di alcuni files del core.
Non vi resta che leggere l’articolo.
Avete perso il manuale d’uso di….qualsiasi cosa?
28 mag

Ho scovato, alla ricerca del manuale utente del Sekonik L-28c (un esposimetro del 1964 di cui parlai molto tempo fà), un sito, esattamente Diplodocs che consente la ricerca di manuali di tutti i generi.
Basta andare sul sito, inserire la marca ed il modello di quello che stiamo cercando e….se siamo fortunati avremmo la possibilità di scaricare in pdf quando desiderato!
Ho fatto un po di prove e devo dire si esserne rimasto contento. Ho trovato il manuale della Nikon D300, della Nikon F801 e della F60.
Quindi se avete smarrito un manuale o semplicemente non vi và di cercarlo be…scaricatelo all’istante!
Il nostro debutto teatrale con “La cantatrice Calva” domenica 31 maggio 2009
23 mag
Signore e Signori per chi volesse (AGGRATISSE o vero GRATIS) può venire a vederci debuttare con “La cantatrice calva” di Ionesco domenica alle ore 19.00 nell’auditorium sotto la chiesa della Beata Vergine Maria Del Rosario in viale Kennedy a Ciampino (RM).
Vale la pena soltanto per vedere come m’hanno vestito ^_^
Macro Fotografia: pillole di…
1 mag
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Introduzione
Gli spazi che ci circondano sono ricchi di particolari che ad occhio nudo spesso passano inosservati; la macrofotografia si pone, a tal proposito, come strumento ideale per la ricerca di un punto di vista insolito ed inaspettato nel quotidiano. |
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Definizioni
Prima di esporre i principi ottici alla base di questa ricerca del particolare, è opportuno fare una distinzione tra le varie terminologie di uso corrente:
- Fotografia Close-Up, immagine che va da almeno 1:10 delle dimensioni effettive a circa 1:2 della grandezza naturale del soggetto; |
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Principio fisico
Di solito gli obiettivi fotografici producono un’immagine ridotta della scena; tuttavia con un’estensione sufficientemente lunga fra l’obiettivo e il piano della pellicola (o il sensore) i soggetti vengono riprodotti a grandezza naturale e persino maggiore. Possiamo sintetizzare tutta l’arte dell’ingrandimento come la ricerca di un’estensione maggiore. Partendo da questa osservazione descriveremo ora tutte le apparecchiature classiche per la macrofotografia. |
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Attrezzature
In questo articolo verranno presi in considerazione i seguenti strumenti
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Opzione Macro
Presente in molte fotocamere, è tipicamente contrassegnata con un fiorellino. La sua funzione è quella di permettere di ridurre la distanza oggetto anche fino a 1-2 cm (ma varia molto a seconda della macchina). Rappresenta quindi un’utile opportunità per iniziare i primi esperimenti nel “mondo piccolo” senza dover spendere ulteriori soldi.
Per chi non si accontentasse delle prestazioni raggiunte solo con questa impostazione, risultano d’obbligo le seguenti apparecchiature. |
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Lenti Addizionali
Rappresentano il primo approccio alla macrofotografia; il loro utilizzo è particolarmente semplice infatti è sufficiente montarle sugli obiettivi delle reflex per ottenere immediatamente un incremento del fattore moltiplicativo.
Per le macchine digitali compatte è spesso richiesto l’acquisto di opportuni anelli adattatori. Il vantaggio di questo ausilio alla fotografia close up consiste nell’avere lenti che non assorbono luce e aumentano l’avvicinamento al soggetto. |
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A differenza delle lenti addizionali i tubi di estensione aumentano l’ingrandimento del soggetto andando ad incrementare la distanza obiettivo-pellicola (sensore).
E’ necessario precisare che, aumentando la lunghezza del tubo, si incide sulla quantità di luce in arrivo sulla pellicola; questo comporta una maggior difficoltà della messa a fuoco. L’uso del treppiede è suggerito anche perché a tali ingrandimenti si ha una forte riduzione della profondità di campo. |
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Esempio approssimato dell’aumento di “estensione” grazie a tubi aggiuntivi
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Sono Ottiche dedicate alla fotografia ravvicinata; hanno tipicamente rapporti di ingrandimento di 0,5x.>
Gli obiettivi macro possono essere utilizzati anche su tubi di estensione e soffietti. Si segnala l’esistenza di obiettivi macro a zoom, ma questi non danno risultati soddisfacenti. |
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Perché molti fotografi montano l’obiettivo in posizione invertita?
Per rispondere è necessario osservare come gli obiettivi ordinari (persino quelli macro) siano calcolati e corretti per distanze obiettivo-soggetto più lunghe di quelle obiettivo-film. Quando si entra nel campo della fotografia ravvicinata la distanza obiettivo-soggetto diventa sempre più piccola e, d’altra parte, si tende ad aumentare l’estensione al fine di ottenere un ingrandimento desiderato. Capito questo risulta facile comprendere come, girando i nostri obiettivi, noi si vada a ricostruire le condizioni ottimali per il sistema ottico ma, attenzione, nel campo del ravvicinato! Ultima osservazione, con l’inversione dell’ottica si aumenta oltre la possibilità di avvicinarsi al soggetto, anche l’ingrandimento! |
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La loro funzione è molto simile ai tubi d’estensione, tuttavia permettono grande versatilità grazie alle differenti regolazioni applicabili.
Il soffietto deve essere accoppiato a particolari obiettivi da macro oppure con l’inversione dell’ottica. L’uso a questo punto è molto semplice: fissato il rapporto d’ingrandimento allunghiamo l’estensione finché la nostra scena non appare nitida. |
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Macrofotografia con la digitale, alcuni consigli.
Regolazione della macchina
Come primo accorgimento che mi sento di suggerirvi: utilizzate sempre il manual focus.
Questo perché una volta bloccato il fuoco, è possibile fare delle piccole oscillazioni, in avanti ed in dietro, con la camera finché l’immagine sul monitor LCD non risulta perfetta. Per raggiungere una buona dimestichezza con questa tecnica sono necessari parecchi scatti, ma, appunto, anche questo è un vantaggio per chi possiede una digitale. Un secondo consiglio riguarda l’apertura: questa dovrebbe essere piccola (F grande) per aumentare la profondit� di campo e poter mettere a fuoco tutta la scena d’interesse. Si ricorda a tal proposito che con l’aumento dell’ingrandimento inevitabilmente si incorre in una diminuzione della profondità di campo. |
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Flash ed Illuminazione
Punto di partenza è la luminosità della giornata:
ovviamente se il tempo è clemente e vi concede una buona luce, potrete scegliere delle alte velocità dell’otturatore e fissare meglio i piccoli soggetti in movimento. L’utilizzo del flash è comunque sempre consigliato in particolare con l’accorgimento della diffusione. Alle piccole distanze l’uso del flash diretto porterebbe alla sovraesposizione del soggetto, quindi è un buon trucco quello di mascherare la propria lampada con una pezza. Io personalmente ho fatto molte prove con dei fazzoletti bianchi di tela fino a trovare il numero giusto di strati che mi consentisse una buona illuminazione. Un altro metodo più professionale prevede di far giungere la luce attraverso un riflettore bianco esterno alla scena. |
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Treppiedi
Il vantaggio di una digitale per la macrofotografia è rappresentato dall’ottimo supporto dato dal monitor LCD; questo permette di avere tempestivamente un’idea della composizione e del controllo della profondità di campo.
In commercio esistono anche treppiedi che permetto lo spostamento in orizzontale della camera attraverso incrementi molto piccoli; grazie a queste apparecchiature, è possibile fissare il fuoco e variare con molta precisione la distanza della camera dalla scena. Per chi si affidasse alle proprie mani si ricorda che un buon appoggio per i gomiti e una presa salda sulla macchina possono scongiurare il mosso. |
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Come fotografare I soggetti della macrofotografia sono molteplici… ma i più ricercati sono sicuramente gli insetti.
Penso tutti siano rimasti sbalorditi dal film “Microcosmos-Le peuple de l’herbe”… ebbene ora cercherò di darvi qualche consiglio per “catturare” qualche immagine da quel “piccolo mondo”. La cosa più importante è muoversi lentamente, senza fretta, senza arrecare nessun disturbo al soggetto. La seconda regola è avere MOLTA pazienza… aver paura di non riuscire a scattare la foto porta inevitabilmente a commettere qualche movimento brusco col risultato di far scappare l’insetto o di ottenere un brutto mosso. Detto questo analizziamo l’approccio all’insetto: una volta avvistato vi consiglio di regolare la vostra macchina in anticipo; questo perché spesso capita di aver a disposizione solo uno scatto. A questo punto avvicinatevi molto lentamente cercando di non far cadere la vostra ombra sulla scena. Man mano che acquistate confidenza con la tecnica vi risulterà naturale scegliere non solo il soggetto ma anche l’ambientazione e la composizione stessa della fotografia. |
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Composizione della scena
Possiamo dire che le regole base sono quelle viste per la composizione in generale, ma non solo…
essendo la macrofotografia incentrata su profondità di campo molto piccole, è sempre un’ottima idea cercare di ritrarre i soggetti non frontalmente. Questa soluzione porta inesorabilmente ad un’appiattimento della fotografia! Cercate quindi di conferire alla scena tridimensionalità con una opportuna scelta dell’inquadratura. Con questo è tutto, buon viaggio nel “mondo piccolo”! |
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nonnoGG: Costruiamo mini-bank a costo ridottissimo
27 mar
Vi riporto un pezzo dello spettacolare post inserito sul forum della NiKonClub da nonnoGG (geniale) nel quale ci suggerisce come realizzare un diffusore per il flash.
Guardate qui che spettacolo!!!
Stavolta, invece di un solo coperchio alluminato (da 25 cent) ne ho usati quattro, con una spesa esagerata: se la nonnaLL scopre che ho sprecato un euro per questo giocattolino:
…un attimo di pazienza per caricarlo nella cache, poi lasciatelo “girare”!
Non lo trovate semplicissimo? Ho capito, volete anche le dimensioni, eccole, in millimetri:
Con due coppie di “facce”, un minimo di pazienza ed un po’ di voglia di fare… otterrete un bank da 31×31 cm. Per il foglio diffusore ho in mente vari spessori: carta master bianca da 75 gr/mq, carta glossy da plotter 90 gr/mq, carta da disegno sui 100-105 gr/mq. La carta lucida o pergamena che dir si voglia è troppo trasparente e non diffonde a sufficienza.
Rispetto a quello precedente ha una superficie illuminante quasi doppia ed è più profondo, permettendo di sfruttare maggiore potenza del flash.
Le attrezzature utilizzate sono sempre le stesse:
- riga trasparente da 40 cm e matita per tracciare
- forbici, tagliabalsa o bisturi (attenti alle dita)
- una penna a sfera scarica per segnare i solchetti delle piegature
- fermagli per “imbastire”
- spillatrice a mano per “cucire” lungo gli spigoli
- nastro adesivo e qualche goccia di colla uhu.Buon lavoro.
nonnoGG
Aggiornamento del 5 Aprile 20009, ecco la foto della mia personale realizzazione:

Fake Magazine Cover Collection: 20 siti per creare copertine di rivista (false)
14 mar
Divertitevi, ma senza esagerare!!!

da Meastro Alberto (grande!)
Ecco una lista di servizi dove creare copertine di rivista false, in gergo Fake Magazine Cover.
Sono tutti gratuiti ed è molto facile inserire un’immagine o una foto personale scegliendo tra tantissime copertine di importanti riviste internazionali o italiane.
Basta caricare una foto e scegliere tra i tanti giornali messi a disposizione e il fotomontaggio con la tua foto è pronto.
Quasi tutti i siti elencati consentono scaricare l’immagine generata, di prelevare il codice per inserirla in una pagina web o il link diretto.
- MeOnMag
- MagMyPic
- Fake Magazine Cover
- Revistate
- FakeMagazines
- InCopertina
- JpgFun
- WriteOnIt
- OnCoverPage
- MagaFake
- Pimp-Pic
- Paparazzied
- MyPictureOnMagazine
- YourCover
- SillyWebcam
- FrontPageYou
- MyPicStyle
- MyCoverPics
- MockMagazine
- U.R.Celeb
L’ultimo link della lista un software gratuito.
L’otturatore
6 mar
Gironzolando su internet, su Digital Photographic School, ho trovato le bellissime immagine che vedete sotto. Esse mostrano, in maniera molto semplice, quello che succede quando scattate una foto (in realtà mostrano una parte di quello che succede).
Molti credono che l’otturatore sia formato da una sola tendina ed invece no, ve ne sono due e qui potete vedere come funzionano.
Ma chiariamo in breve cos’è l’otturatore. In breve: l ‘otturatore è quel meccanismo che effettivamente fornisce la luce alla pellicola o sensore aprendosi e chiudendosi ad una certa velocità anzi più corretto dire in un certo tempo. Una descrizione più “scientifica” la trovate in fondo all’articolo.
Esistono vari tipi di otturatori ma quello che ora è più usato è quello a tendina (qui sotto) e quindi spesse volte si usa il termine di tendina come sinonimo di otturatore.

L’otturatore assieme al diaframma ha lo scopo di fornire la corretta quantità di luce alla pellicola o sensore; il primo illuminandola per periodi più o meno lunghi ed il secondo con un’intensità più o meno forte.Ma questi sono concetti che riguardano l’esposizione della quale, forse, parleremo.
Nella seconda immagine qui sotto mostra le tendine in azione a velocita (e tempi) diversi, da uno più lento ad uno più veloce.

E date un’occhiata anche a questa animazione su Jeffrey Friedl’s Blog, dovete passarci il mouse sopra per vedere tutte le fasi, in cui si vede benissimo come funsiona su una Nikon D3. Spettacolare, non potete non andare a vederla!!!
L’otturatore da CentoISO.com
Gli otturatori a tendina (a scorrimento verticale o orizzontale), sono composti da una serie di tendine che scorrendo parallelamente al piano della pellicola lasciano che essa si faccia impressionare dalla luce per un determinato lasso di tempo durante il quale rimangono aperte.
Fermiamoci un attimo ad analizzare le fasi che consentono ai raggi luminosi di giungere alla pellicola. Per prima cosa i raggi vengono intercettati dalla lenti dell’obbiettivo, passano attraverso il diaframma e, finché non premiamo il pulsante di scatto, vengono deviati dallo specchio nel mirino.
Quando lo specchio si alza, nel momento esatto in cui scattiamo, le tendine dell’otturatore si mettono in moto lasciando passare la luce per un determinato periodo: il “tempo d’esposizione”.Il tempo d’esposizione, che il fotografo gestisce grazie ad una ghiera presente sul corpo della fotocamera obbedisce ad una scala che venne elaborata con un criterio simile a quello del diaframma affinché tra di loro vi fosse un nesso durante la misurazione dell’esposizione.
Ogni valore è quindi la metà di quello che lo precede ed il doppio di quello successivo.
I tempi possibili da impostare possono essere, in base al modello della fotocamera, da 30 secondi ad 1/8000 di secondo, passando naturalmente per tutti i valori intermedi (15s, 8s, 4s, 2s, 1s, 1/2s, 1/4s, 1/8s…).Ora sappiamo come gestire la quantità di luce che vogliamo vada ad impressionare la nostra pellicola. Abbiamo a disposizione due dispositivi: il diaframma, e l’otturatore.
Il primo sfrutta lo spazio (quello in cui passano i raggi) il secondo il tempo. Se non è immediato capire come il diaframma produca effetti diversi sulle nostre foto (estensione della zone nitida) è più facile capire come l’otturatore, che agisce sui tempi, possa influire sulla resa di oggetti in movimento.
Se utilizziamo un tempo di scatto breve sarà più facile congelare il movimento di soggetto che vogliamo inquadrare.
Si è precedentemente accennato allo “stop” come intervallo tra i diversi valori del diaframma, la stessa cosa è valida per l’otturatore, aprire di uno stop il diaframma equivale a passare tra un tempo di scatto di 1/250 a 1/125 (raddoppiando il tempo di posa).
Da foto ad Ascii Art
5 mar

Esiste un bel sito per trasformare le vostre immagini in ascii art immagini costruite usando gli stessi caratteri alfanumerici che sto utilizzando io per scrivere questo articolo.
Il sito in questione è Picascii.com ed è molto semplice da usare, io mi sono divertito con l’immagine che vedete qui sotto ottenendo quella subito dopo, che ne dite?
| immagine originale | Ascii Art (html) |
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L’evoluzione dell’universo in una splendida animazione
4 mar

Sul sito johnkyrk.com c’è una bellissima animazione flash con la quale potrete assistere alla lenta ma inesorabile evoluzione dell’universo!
E’ davvero spettacolare e molto istruttivo.
Sullo stesso sito, ma nella root c’è la possibilità di visualizzare altre interessantissime animazioni (DNA, Water ecc ecc.)
Buon divertimento.
Aggiungere tatuaggi con Photoshop
3 mar
Volete vedere come vi stà addosso un tatuaggio senza deturparvi per sempre? Che problema c’è, ci penso io.
Sto cercando di imparare ad utilizzare Photoshop e ne rimango sempre più meravigliato, ad esempio volevo proprio vedere come ci sarebbe stata Daniela con un bel tatuaggio a Tigre su una cosca.
Vediamo come ho fatto. Innanzi tutto è molto importante la scelta del giusto tatuaggio, l’immagine deve essere della giusta risoluzione ed avere lo sfondo bianco. Ecco la mia scelta.

Ed ecco la foto di Daniela che ho scelto come “sfondo”.

Per prima cosa bisogna inserire “sopra” la foto di destinazione l’immagine scelta come tatuaggio. Selezioniamola dal menù File -> Inserisci come mostrato nella foto sottostante.

Una volta selezionata il tatuaggio esso dovrebbe apparire come sotto.

Cliccateci sopra con il tasto destro e selezionate la voce Altera per adattare la tigre al profilo della superficie su cui la volete adattare.

Una volta che avete trovato la giusta forma, facendo ancora click con il tasto destro, selezionate la vece del menù Inserisci

A questo punto, sulla barra degli strumenti di destra, precisamente sulla barra dei Livelli selezionate (dal menu a tendina) Moltiplica e per rimuovete cosi tutta la parte bianca del tatuaggio.

Agite ora sul livello creato modificando (sempre nella scheda livelli sulla destra) l’Opacità e/o il Riempimento per rendere il più reale possibile il tatuaggio.

Ed ecco infine il risultato finale!

Che ne dite?
Folder Date Organizer: organizzare automaticamente files e cartelle per data
3 mar
Grazie alla segnalazione del caro Acor3, vi propondo un software che risulterà molto comodo a chi deve, come me, catalogare ed archiviare una marea di files, fra cui moltissime immagini e magari in formato RAW.
File/Folder Date Organizer è una applicazione rilasciata su DonationCoder che permette di dividere i files presenti in una directory a seconda del mese in cui sono stati creati.

Facciamo un’esempio pratico. Ho una cartella
C:\temp_test
che contiene i seguenti files (le due righe in rosso):
03/03/2009 10:04 AM <DIR> .
03/03/2009 10:04 AM <DIR> ..
11/07/2008 12:13 PM 30,208 Che dio cha manni bona.xls
10/01/2008 07:46 AM 402 INSTALL.LOG
2 File(s) 30,610 bytes
2 Dir(s) 23,864,623,104 bytes free
Come potete vedere Folder Date Organizer sistemerà i due files in due directories separate basandosi sul mese della data creazione del file. Ed ha anche la possibilità se volete di fare la stessa cosa per giorno (opzione Create DAY subfolder).
L’utility legge anche i dati EXIF di 3 tipi di files: .jpeg, .cr2 (Canon Raw File) e .nef (Nikon Raw File). Questo può risultare molto comode ad esempio al ritorno da un viaggio in cui le nostre schede contengono centinaia di foto. Che fatica dividerle per giorno uff…
Via | InstantFundas.com
Download Diretto | Folder Date Organizer (380 KB)
Quale flusso di lavoro utilizziamo in digitale?
3 mar
Ho molti utenti fra gli “amici” sul profilo Flickr ma sono pochi quelli con cui mi relaziono regolarmente, uno di questi è Capannelle.
Lo ritengo una persone spiritosa e cordiale nonché un bravissimo fotografo. Ha scritto un’interessante post sul sua normale flusso di lavorazione delle immagini, dallo scatto alla loro successivo “sviluppo”.
Penso che sia interessante confrontare i nostri flussi di lavoro abituali in digitale.
Io opero così:
- Scatto in raw (d80) senza nessun intervento sulle regolazioni “on camera” (contrasto, nitidezza, saturazione, bianco e nero, etc)
- Apro il raw con Adobe Camera Raw a 16 bit con spazio colore Adobe 1998
- Regolo i parametri di sviluppo del raw (primo pannello di Camera raw)
Per le foto a colori cerco di ottenere in questa fase il contrasto e la luminosità desiderati.
Per le foto che successivamente convertirò in b/n cerco di ottenere un contrasto basso, cercando di non perdere dettagli nelle luci e nelle ombre.- Apro l’immagine in Photoshop CS3
Se necessario intervengo sulla prospettiva della foto
Per le foto a colori, se necessario, intervengo sulle curve
Se necessario creo livelli per agire in modo differenziato sulle diverse zone dell’immagine.Per le foto in b/n effettuo la conversione col plugin Bw Styler.
Anche in questo caso, se necessario, creo livelli per agire in modo differenziato sulle diverse zone dell’immagine.- Se serve, riduco il rumore digitale col plugin Noise Ninja
- Converto lo spazio colore in sRGB
- Porto l’immagine a 8 bit
- Genero un jpg alla compressione minima o un TIFF
Voi come lavorate?
Io seguo praticamente la stessa scaletta ma per la riduzione del rumore digitale utilizzo la modalità di cui vi ho già parlato nel post Photoshop: come eliminare il rumore digitale (iso alti).
Ma non perché il metodo da me descritto sia migliore semplicemente perché non dispongo e non sò usare il Noise Ninja.
E voi? Come lavorate voi?
Finalmente, era ora che anche 














Come fotografare 






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