Come fare: scarica batterie per pile ricaricabili da 1,2 Volt

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Qual’era la mia esigenza? Rivolvere il problema del mio flash il Nikon SB-900 che và in protezione.

Se ne parla anche nel form della Nital Italia esattamente qui quindi non vi faccio tutta la pappina. Vi dico solo che ho comperato le batterie consigliate e da mamma Nikon e nel forum su indicato e a quel punto volevo essere sicuro che durassero nel tempo e che fossero sempre al massimo della loro efficienza.

A questo punto mi serviva uno scarica batterie degno di questo nome e sempre nel forum Nikon ho trovato una bellissima “guida”, scritta da Tony su come sostruirsene uno da soli.

Leggete che spettacolo.

Per scaricare in sicurezza pile ricaricabili da 1,2 volt.

Avete presente gli accoppiatori per pile dei giocattoli e delle radio portatili di un tempo?

Accoppiatori
Accoppiatori

Si trovano ancora in commercio a cifre irrisorie con attacco tipo batteria 9 v (come quelli raffigurati) o con fili uscenti rosso/nero.

Interrompere, tagliando con tronchesino, i ponticelli che mantengono in serie le pile ed eliminare, in alloggiamenti alterni, le mollette del polo negativo che assicurano il contatto ad ogni elemento.
Si avranno così disponibili un numero dimezzato dei posti iniziali. Gli altri saranno poi occupati cadauno da una resistenza (resistore) e da un diodo collegati in serie tra loro.

Accoppiatori Modificati
Accoppiatori Modificati

Procurarsi diodi e resistenze necessari (1+1 ogni pila) ed assemblare il tutto, con saldature a stagno, seguendo le indicazioni dello schema sottostante nel quale sono riportati anche i valori necessari.

schema

La resistenza determina l’intensità di corrente per la scarica. Per esempio:
5,6 ohm = circa 80 mA (per una scarica lenta)
2,2 ohm = circa 210 mA (consigliata per pile da 1500 – 3000 mAh)
1,0 ohm = circa 480-500 mA (troppi per carico continuo delle pile citate)
Il diodo sopporta max 1Ampere continuo ma è meglio non arrivarci.
Per determinare la potenza in W necessaria della resistenza impiegata moltiplicare la tensione sui
terminali di essa per la corrente in Ampere (consigliabile abbondare con la capacità dissipante)
Con 4,6 volt medi su resistenza da 2,2 ohm e 210 mA (0,21 A) di corrente la potenza da dissipare sarà:
4,6 x 0,21 = 0,966 W.
Essendo molto vicini al Watt intero è consigliabile una res. da 2 Watt (almeno).

La resistenza determina l’intensità di corrente per la scarica.

Per esempio:

5,6 ohm = circa 80 mA (per una scarica lenta)

2,2 ohm = circa 210 mA (consigliata per pile da 1500 – 3000 mAh)

1,0 ohm = circa 480-500 mA (troppi per carico continuo delle pile citate)

Il diodo sopporta max 1Ampere continuo ma è meglio non arrivarci.

Per determinare la potenza in W necessaria della resistenza impiegata moltiplicare la tensione sui

terminali di essa per la corrente in Ampere (consigliabile abbondare con la capacità dissipante)

Con 4,6 volt medi su resistenza da 2,2 ohm e 210 mA (0,21 A) di corrente la potenza da dissipare sarà:

4,6 x 0,21 = 0,966 W.

Essendo molto vicini al Watt intero è consigliabile una res. da 2 Watt (almeno).

Ogni serie diodo/resistore sarà collegata all’allogiamento pila adiacente (attenzione alla giusta polarità dei collegamenti) e scollegata elettricamente da qualsiasi altro contatto.

Inserire le pile negli alloggiamenti del “supertecnologico scaricapile” realizzato, esse si scaricheranno attraverso diodo e resistenza.

Considerando che sui terminali del diodo saranno mantenuti circa 0,8 volt (mediamente 0,78), la resistenza lascerà transitare corrente (Volt : Ohm = Amp) fino alla scarica totale della pila ma senza farla mai scendere sotto 0.8 volt. Infatti la corrente diminuirà fino a valore quasi nullo man mano che la tensione scende e si avvicina a quel valore minimo.

In queste condizioni, vedi sotto, le pile possono essere anche “dimenticate” per parecchie ore senza subire danni.

uso finale
uso finale

Se ci si vuole sincerare in tempo reale dello stato di ogni singolo elemento può essere usato un semplice testerino tascabile, come in figura, o altro analizzatore universale più completo sempre utile in moltissime occasioni per chi lo sa usare.

controllo scarica con tester
controllo scarica con tester

La ricarica

La ricarica delle pile può essere fatta con lo stesso tipo di accoppiatori non modificati collegati opportunamente ad un caricabatterie a Corrente Costante (ne esistono con valori variabili in uscita nei negozi di elettronica; un esempio nell’immagine sottostante) oppure con i soliti a scelta dedicati al tipo di pile acquistate.

esempio di carica batterie a corrente costante
esempio di carica batterie a corrente costante

Nel primo caso i tempi di ricarica per Ni-Cd o Ni-Mh sono rapportati alla corrente iniettata.

Moltiplicare per 1,4-1,5 la capacità in mAh delle pile e dividere il prodotto per il N° delle ore in cui si vuole ricaricarle. Il risultato sarà pari ai mA da iniettare per una ricarica totale.

Esempio per pile da 2700 mAh:

2700 x 1,4 = 3780
3780 : 5 = 756

Occorrerà una corrente di 756- 800 mA per ricaricarle in 5 ore.

Poiché, per prolungare la vita delle pile nel tempo, è meglio non eccedere con cariche rapide, salvo necessità particolari sarebbe preferibile, per elementi di questo tipo e capacità, usare per esempio 500 mA per 8 ore oppure 400 mA per 10 ore.
Un qualsiasi timer per accensione/spegnimento luci può essere utile allo scopo.

Conclusioni

Caricabatterie + timer + accessori potrebbero raggiungere il prezzo di un carica/scarica batterie commerciale, ma con questo sistema si sa esattamente cosa si sta facendo (e per chi è interessato non è poco) ma ciò che credo sia più interessante per alcuni dovrebbe essere la prima parte titolata “Per scaricare in sicurezza pile ricaricabili da 1,2 volt”, molto economica e di facile realizzazione per chi maneggia senza difficoltà un saldatore.

Un saluto e ……….. buon divertimento,
Tony.

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