Fumo colorato: dallo scatto alla post produzione

Prendo, apro paro, l’ottimo post di sophi3 che ha pubblicato nel suo blog. Lo trovo di una semplicità disarmante ed allo stesso tempo completo ed esauriente! Complimenti a lei!

come si fa a creare immagini come questa

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senza avere uno studio professionale, un flash esterno, pannelli riflettenti e compagnia bella?
allora per fare questa foto mi sono munita di:
– qualcosa che faccia fumo (nel mio caso una candela, ma va benissimo anche l’incenso)
– una sciarpa nera per lo sfondo (un telo, un cappotto, un cartellone, va bene qualsiasi cosa)
– la fotocamera
– photoshop

il setup:

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ora, una volta che avrete la vostra fonte di fumo, puntate la messa a fuoco su di essa e poi alzate la fotocamera in modo da escludere la fonte e prendere solo il fumo, così avrete il fumo a fuoco e lo sfondo sfocato.
per la ripresa: il flash è obbligatorio! purtroppo senza il flash il risultato è pessimo e del fumo non si vede neanche l’ombra. quindi i parametri da usare sono un diaframma abbastanza chiuso (f/ 5.6 va bene), un tempo mediamente veloce (1/125, 1/250 per esempio), ISO 100 (per non avere rumore), bilanciare il bianco su flash e il flash, naturalmente. se avete un flash esterno meglio ancora, l’idea è che il fumo venga circondato dalla luce, ma se come me, avete solo quello della fotocamera va bene lo stesso!
ecco il nostro scatto base

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adesso si passa alla parte grafica, aprire photoshop!
se facciamo Immagine> Regolazioni> Inverti possiamo invertire il colore del fumo e dello sfondo per avere questo

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ora un’aggiustatina alla luminosità e il contrasto e una piccola pulizia delle zone di imperfezione del fumo ci daranno questo risultato

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in questo caso io ho aumentato di molto la luminosità, con le curve poi ho aumentato l’intensità del nero del fumo e poi col pennello bianco ho cancellato le imperfezioni.
passiamo alla parte del colore: qui potete proprio sbizzarrirvi! se volete un effetto monocromatico su tutta la foto potete ricorrere a un nuovo livello di riempimento, riempirlo del colore che più vi piace e cambiare la fusione del livello a seconda del risultato che volete ottenere. io ho usato sovrapponi o luce soffusa e mi sembra che diano i risultati migliori, tipo questi

Sovrapponi

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Luce soffusa

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se invece volete osare… create un nuovo livello e coi pennelli cominciate a colorare sopra il vostro fumo, usando ogni volta dei colori diversi in questo modo

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infine settate la fusione del livello su sovrapponi o luce soffusa e avrete ottenuto la vostra nuvoletta di fumo psichedelico :D

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Non è bravissima?

Custom Lens Hood ovvero il paraluce fai da te

Non avete il paraluce per il vostro obiettivo? che problema c’è, ci sono qua io ^_^

Anzi ci sono i nostri amici di Lenshoods.co.uk, la cosa è molto semplice, andate sul loro sito, scegliate la marca fra:

Canon
Nikon
Olympus
Pentax
Sigma
Tamron
Tokina

ed il modello del vostro obiettivo e … lo stampate!!!

Come fare? be, ci sono le istruzioni ed una sezione  in cui trovano risposta le per le domande frequenti.

Workflow del fotografo di matrimonio (e non)

Ho avuto da Matteo Cuzzola (http://www.matteocuzzola.com/), fotografo matrimonialista e non solo, il permesso di riportare qui un suo post, essattamente questo.

Workflow fotografico del fotografo di matrimonio (e non)

Implementare un workflow fotografico consistente, per un fotografo professionista è una parte importante del lavoro.
Infatti solo organizzando in maniera strutturata tutte le fasi del lavoro si può lavorare in maniera efficiente e sicura.
I parametri di lavoro fondamentali per un fotografo di matrimonio, ma non solo di matrimonio, siano le seguenti:
– efficienza (ottimizzazione di tempo e risorse)
– qualità (risultato finale)
– efficacia (raggiungimento degli obiettivi)
– sicurezza dei dati (backup!)
– downtime minimi (tempi di fermo lavoro)
Una volta compreso come implementare un sistema di backup consistente ed un workflow efficiente si può garantire un prodotto di
grande qualità con alti margini di garanzia.
Il workflow fotografico che rispetta le prerogative di un professionista della fotografia, deve coprire tutte le fasi del lavoro:
– Import dei file
– Catalogazione e rating
– Sviluppo delle immagini
– Export dei file finali
– Pubblicazione/presentazione web
– Stampa
– Backup! Backup! Backup!
La soluzione che ho scelto per il mio workflow ruota tutta intorno al software Abobe Photoshop Lightroom che mi permette di seguire quasi in toto
le fasi di lavoro. Usare un software unico per tutte le fasi del mio lavoro è la chiave che mi da consistenza e razionalità al flusso di lavoro.
Meno tempo devo dedicare alla fasi noiose e routinarie, più tempo posso dedicare alla parte creativa ed alla cura delle immagini che produco per i miei clienti.
A questo punto vediamo nel dettaglio qual’ è il workflow che ho elaborato per gestire un servizio fotografico.
Le risorse a mia disposizione sono le seguenti:
Computer:
[MacBook PRO 17″] – macchina per l’elaborazione delle immagini
HardDisk esterni:
RAID Western Digital (2 hdd fisici da 1TB in mirror)- contiente tutti i file originali ed elaborati
HDD Esterno con backup completo dell’ hardisk del MacBook (TIME MACHINE)
A questo punto come approcciare un servizio di matrimonio ?
Presupposti:
– durante la lavorazione di un servizio tengo una copia dei file RAW sul MacBook e una copia nel RAID, questa scelta mi da l’ elasticità di poter elaborare le immagini in qualunque posto io sia, senza essere legato al RAID.
– non uso un catalogo unico per tutte le mie immagini, sia per ragioni di prestazioni (catalogo grande=catalogo più lento) che per ragioni di sicurezza (avere tutte le informazioni e modifiche in un unico file mi fa venire la pelle d’oca solo a pensarci) ma ho scelto di creare un catalogo per ogni servizio fotografico quindi ho creato un catalogo LR di default (vuoto) con tutte le impostazioni che preferisco, dall’ interfaccia alle impostazioni per l’ export in modo da avere sempre pronto un Catalogo LR preimpostato da cui partire con un nuovo servizio.
A dire il vero la vera esigenza di un catalogo di default sta solo nella configurazione di alcuni plug-in.
Al lavoro:
In una directory WIP (dove metto tutti i “Work in Progress” solo per il tempo di lavorazione) del MacBook copio il catalogo di default e lo rinomino con le indicazioni del servizio es.: Cat_Wedd-X1.cat
Importo con LightRoom nel catalogo i file dalla memory card copiando i file originali in un subfolder di WIP che chiamerò Wedd-X1, e contemporaneamente (lightroom lo permette facilmente) creando una copia dei RAW nel RAID.
A questo punto i miei file originali si trovano in 3 hdd fisici differenti:
– 1 HDD del MacBook
– 2 HDD del RAID
il livello di sicurezza mi sembra già abbastanza buono.
Ma per non saper ne leggere ne scrivere, lancio un backup, incrementale con il software TIME MACHINE (compreso con OS X) in modo da avere le copie del WIP (RAW e Catalog) immediatamente accessibili con un restore.
La particolarità di TIME MACHINE sta nel fatto che memorizza varie versioni dei file, quindi nel caso remoto che il file del catalogo di corrompa, sono sicuro di ridurre al minimo la perdita di lavoro, in quanto potrò accedere a tutte le diverse versioni precedenti del catalogo stesso, questo mi potrà far perdere al massimo l’ ultima ora di elaborazione.
Non male no ?
Riepilogando la situazione delle copie dei file è la seguente:
– MAC\WIP\Wedd-X1: RAW + Catalogo LR
– RAID\Weddings\2010\Wedd-X1: RAW + Catalogo LR
– TIMEMACHINE backup con verioning dei file di MAC HDD
Ora sono tranquillo e posso cominciare a scegliere le foto.
Di solito, in questa prima fase seleziono solo le foto da elaborare e cancello quelle sbagliate, in modo da preparare il successivo lavoro di elaborazione in maniera pulita, lo faccio con LR, naturalmente quindi dopo o durante questa fase devo ricordarmi di innescare TIMEMACHINE per il backup del catalogo.
Poi, una volta elaborate tutte le immagini arriva il momento dell’ export con LR dei file ad alta definizione pronti per la stampa, questa fase non presenta particolari criticità, esporto i file direttamente nel RAID senza consevare copie in quanto avendo il catalogo e gli originali in più copie di backup sono facilmente recuperabili.
Creati il file ad alta risoluzione, preparo la web gallery per il miei clienti, sempre con LR uso il plugin SlideShow PRO che mi permette di pubblicare direttamente su una pagina del mio sito uno slideshow di grande qualità, con la musica di sottofondo e personalizzabile con molti effetti.
Date un’ occhiata al sito http://slideshowpro.net è eccezionale.
A questo punto il lavoro è quasi finito.
Il folder WIP sul MACBook è solo temporaneo e a fine lavoro verrà svuotato, quindi va spostato il catalogo (contenente tutte le modifiche ai file) nel folder corrispondente sul RAID (RAID\Weddings\2010\Wedd-X1).
Lightroom a questo punto non troverà più le immagini, ma basta fare un RELOCATE deo file e dirgli che sono nel path del RAID.
Magicamente tutte le modifiche saranno portare sui file RAW presenti nel disco esterno.
Manca solo il backup finale su DVD come segue:
DVD Backup:
– NEF
– Jpeg ad alta risoluzione
– Jpeg a bassa risoluzione
– Cat_Wedd-X1.cat
Ancora non è finita…
Ogni fotografo di matrimonio che si rispetti ha un ALL THE BEST da mostrare ai suoi clienti, ma come fare se le immagini di ogni matrimonio sono catalogate su diversi cataloghi ?
Ho creato un catalogo dove importo, alla fine di ogni lavoro solo le foto che hanno un rating superiore o uguale a 4 stelle.
Questo catalogo lo tengo nel MacBook in modo da averlo sempre con me, naturalmente in questo caso non copio i file in locale ma lascio che LR li tenga referenziati sul RAID. Per visionarli non è necessario essere connessi al disco esterno, quindi è utilizzabile per le presentazioni quando vado da un cliente.
Ecco, credo che siamo arrivati alla fine, il workflow, una volta metabilizzato è abbastanza semplice, l’importante è posizionare i dati sensibili in più copie su diversi dispositivi fisici (HDD) e in ultimo anche ottici.
La legge di Murphy è sempre in agguato, specialmente per i fotografi di matrimonio!

Effetto Rembrandt con flash e riflettore

articolo originale (in inglese) su Wikipedia.

L’illuninazione Rembrandt è una tecnica di illuminazione, appunto, spesso utilizzato nel ritratto in studio. Può essere realizzate, vedi schema a lato, con l’utilizzo di una luce ed un riflettore, oppure due luci, è molto popolare perché si possono ottenere immagini dall’aspetto naturale e molto efficaci con un equipaggiamento minimo. L’illuminazione alla Rembrandt è caratterizzata da un triangolo (formato con l’ombra) sotto gli occhi del modello ritratto, in particolare sotto l’occhio nella parte meno illuminata. Questa “tecnica” si chiama cosi perché prende il nome dal pittore tedesco Rembrandt, conosciuto per il suo particolare uso della luce.

Descrizione

Riporto per semplicità e per la pregevole descrizione quanto scritto da Luigi Alighieri su Sesta Zona.

rembrandt.gif

Per ottenere un effetto di illuminazione più gradevole, in genere si fa in modo che la porzione di viso più lontana, cioè quella meno visibile, sia più illuminata di quella più vicina cioè di quella più ampia. Questo si fa anche per aumentare la tridimensionalità del volto e rendere più suggestiva la fotografia.

In questo caso particolare si parla di illuminazione di Rembrandt perchè il grande maestro utilizzava spesso questo tipo di luce nei suoi ritratti.

Si posiziona il soggetto in modo che il suo volto sia leggermente rivolto verso la nostra destra destra, si posiziona la luce principale alla nostra destra a circa 60 gradi rispetto all’asse dell’obiettivo, mentre la luce di schiarita deve essere posizionata quasi frontalmente e dovrebbe avere una differenza rispetto alla luce principale di circa 2 stop (diaframmi).

luce rembradt (particolare)

Per ottenere il vero effetto Rembrandt occorre che l’ombra proiettata dal naso del soggetto si vada ad unire all’ombra presente sulla sua guancia formando un triangolo di luce che parte dalla base dell’occhio e arriva fino all’angolo della bocca.

Vi consiglio di andare a leggere l’articolo orgininale, qui ne ho riportato soltanto un pezzattino, in quanto l’ho trovato molto interessante, chiaro ed utile.

Dimensioni di stampa: da formato a pixel

Volete calcolare la risoluzione in pixel per stampare le foto in un certo formato?

Ad esempio, voglio stampare nel formato 20×30 a 300 dpi (risoluzione consigliata per la stampa di qualità)?

Seguite il seguente ragionamento considerando che 1 pollice = 2,54 cm

formula, da applicare ad ambo i lati della foto:  (lato in cm : 2,54) x numero dpi

dove:

lato in cm = 20

2,54 i cm che equivalgono ad un pollice

numero dpi = i punti per pollice a cui si vuole stampare (la qualità), nel nostro caso 300

otteniamo:

(20 : 2,54) x 300 = 2362 pixel

(30 : 2,54) x 300 = 3543 pixel

quinde la nostra immagine dovrà avere dimensioni di 2362 x 3543 pixel

Ecco una tabellina per alcuni formati di stampa, sempre presupponendo di voler stampare a 300 dpi:

Mpx Pixel cm a 300 dpi
2 1600×1200 13,5×10,2
3 2048×1536 17,3×13
4 2272×1704 19,2×14,4
5 2560×1920 21,7×16,3
6 3000×2000 25,4×16,9
8 3264×2448 27,6×20,7
10 3872×2592 32,8×21,9
14 4536×3024 38,4×31,3

Foto di Maternità – studio o location?

Mi sono divertito a tradurre, magari aggiungendo piccolo commento, alcuni interessantissimi articoli apparsi su Digital Photography School che trattano dei ritratti o se preferite servizi fotografici durante la maternità.

La prima volta ho tradotto l’articolo:

  1. 7 Must-Have Maternity Shots (7 foto assolutamente da avere della maternità)

mentre stavolta tocca a …. Maternity Photography – Studio or Location?

Foto di Maternità – studio o location?

by Elizabeth Halford

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taken by Elizabeth Halford

“Everyone loves someone who’s pregnant” -Knocked Up
“Tutti amiamo chi è incinta” -Knocked Up

Quando fate una sessione fotografica di Maternità, vi piace di più farla in atmosfera controllata oppure portate la futura mamma in una location?

Ognuna delle due soluzioni ha le sue difficoltà, i suoi pro ed i suoi contro. La fotografia di Maternità porta ad affrontare molte difficoltà ed esserne coscienti aiuta a prepararsi meglio.

note: date una letta al precedente articolo Maternity Photography tips.

{Studio}

Pro

  • Ambiente controllato. Non c’è la luce del sole da “combattere”.
  • Più privacy – fondamentale per quelle mamme che non si sentono a loro agio scattando foto in pubblico.
  • Un volta impostato il giusto setup hai l’unica preoccupazione di mettere a fuoco la mamma ed il pancione e non ti devi preoccupare di null’altro.

Contro

  • Le foto in studio potrebbero sembrare tutte uguali se non ti fai venire qualche brillante idea per movimentare un po la situazione. Si lo so, ogni pancia è ogni volta la più speciale del mondo, ed ogni parente vuole la foto con le mani sulla stessa, ma attenzione, le foto potrebbero rassomigliarsi troppo se non sembrare tutte uguali.
  • Le foto fatte in studio sono fantastiche quando dovete fotografare soltanto la pancia, ma se volete provare a catturare le emozioni (o semplicemente dei visi rilassati), scattare in studio può diventare una difficoltà. A meno che i soggetti non si trovino a loro agio davanti all’obiettivo a qual punto nessuno dei parenti si accorgerà che “recitavano ad essere naturali”.

In breve

  • La mia opinione è che lo studio va benissimo per gli scatti al pancione (da solo). Alla fine della sessione di scatto, quando si sono rilassati (o sono convinti che tu stia fotografando soltanto la pancia) dovresti essere in grado di catturare delle vere emozioni e tenerezze, ma in generale userete questo tipo di sessione soltanto per tirar fuori delle bellissime foto dell’ombelico.

{Location}

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taken by Elizabeth Halford (professional photographer and mother of three)
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taken by Elizabeth Halford

Pro

  • Scattare in una location da la possibilità di cucire addosso al cliente il servizio che andiamo a fare basandosi sul loro stile. La location potrà essere cosi in città, in campagna, formale o più casual.
  • Per le coppie che non riescono proprio a rilassarsi davanti all’obiettivo, scattare in una location li può aiutare a far finta che voi non siate li, permettendogli cosi di essere più romantici.
  • Non devi avere molte idee per le foto in location. In studio tutto l’onore nel decidere la prossima posa è a carico tuo, in location puoi semplicemente limitarti a registrare quello che accade catturando i momenti più belli.
  • Essere incinta è una cosa naturale. molto spesso fotografare questa condizione in studio fa sembrare…be…tutto scomodo. Anche quando guardiamo delle foto che riguardano la maternità, è più “facile” guardare quelle in una location naturale perché sembrano cogliere l’occasione in maniera migliore (ndr: meglio de cosi non ho saputo fare, andate a leggere l’originale).

Contro

  • La tua attenzione sarà disturbata (divisa). Dovrai prestare attenzione alla Mamma ed in contemporanea ai settaggi della macchina, la posizione del sole, il tempo etc etc.
  • “Everyone loves someone who’s pregnant”. E questo significa che molte persone penseranno che sia naturale assistere alla vostra sessione fotografica. Questo potrà risultare imbarazzante per la mamma ed il papà ed almeno che tu non abbia una forte personalità e la battuta pronta (esempio: “Avete pagato il biglietto per vedere lo spettacolo?”) ti toccherà trovare una location più appartata. Nota: Penso di avere bisogno di qualche “dritta”. Qualsiasi suggerimento sarà apprezzato! :)

In breve

  • La base delle fotografie di Maternità? Io mi concentro molto su questo tipo di sessione. Sono più difficili e mettono a dura prova le vostre abilità tecniche e creative ed il vostro spirito di adattamento sarà fortemente sollecitato ma sono situazioni che danno molto.

Personalmente suggerisco alle mie coppie entrambe le situazioni. Vado a casa loro con un paio di luci, faccio la sessione in “studio” dopodiché si va fuori a cercare una bella location adatta a loro. Avranno più foto da cui scegliere e alla fine saranno più soddisfatti!

Elizabeth Halford is a professional photographer and mother of three. She owns a photo studio in Hampshire, England. Visit her online: elizabethhalford.com and GlacierCake.com

7 Foto assolutamente da avere della Maternità

Mi sono divertito a tradurre, magari aggiungendo piccolo commento, alcuni interessantissimi articoli apparsi su Digital Photography School che trattano dei ritratti o se preferite servizi fotografici durante la maternità.

Oggi vi presento (qui l’articolo originale – here the original one):

7 Foto assolutamente da avere della Maternità

by Elizabeth Halford

1.} Pancia Pancia Pancia (“did you ever ride a Wump?” –Dr. Seuss) Ovviamente, riprendete la pancia! Ci sono un paio di foto che non potete non fare del pancione:

  • Mani sulla pancia (non dimenticate Papa e Fratelli se ce ne sono!)
  • con l’Ecografia. E’ il modo con cui il bambino dice “hei, sono qui!”
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taken by Elizabeth Halford (professional photographer and mother of three)

2.} Papa – Non dimenticate che il papa ha un ruolo importante nella faccenda (ndr: e considerate che un gran numero di divorzi avviane durante il primo anno del bambino perché il Papa si sente escluso! quindi non emarginatelo ^_^) Sembra stupido che dire una cosa del genere ma come mamma di tre figli posso dirvi con certezza che spesso il papa viene dimenticato.  Fate alcune foto incentrate su di lui e l’emozione che sta provando nel diventare papa.

L’unica cosa a cui dovete fare attenzione è di non fare solo foto con le mani del papa sulla pancia. L’unico effetto che otterrete è quello di far sembrare la mamma dotata di più mani del normale!

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taken by Elizabeth Halford (professional photographer and mother of three)
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taken by Elizabeth Halford

3.} La pancia tutta intera – Non diementicate che c’è una faccia la sopra. Cercate di fare degli scatti in cui si veda la pancia ma nei quali sia inclusa anche la parte superiore della mamma. (questa sono io! (ndr Elizabeth Halford) –>)

4.} Relazioni (ndr: ho lasciato il termine relazione anche indica anche le persone coinvolte nel sentimento/relazione)– E’ facile concentrarsi esclusivamente sul piccoletto in arrivo, dimenticandosi completamente dei sentimenti che hanno portato a che tutto questo accadesse. Ho realizzato che non sempre c’è un papa coinvolto nelle relazioni affettive che ci sono dietro ad una maternità. Se è cosi (ma anche se il papa c’è)  ci sono molte altre relazioni affettive che verranno coinvolte nella vita del bambino. Ad esempio la mamma con la sua mamma, oppure la sorella od amiche, magari incinte a loro volta. Se c’è un fratello o una sorella maggiori è importante sottolineare anche questa relazione. Fate scatti che non siano soltanto concentrati sul pancione ma anche sulla famiglia in cui lei/lui sta per entrare.

5.} POV (Point of view) (ndr: punto di vista)– Io sono una grande fan della sperimentazione di nuovi punti di vista. Scattate da diversi punti di vista a modo che le foto non sembrino tutte “uguali”.

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taken by Elizabeth Halford (professional photographer and mother of three)

6.} Accessori – E’ sempre una buona idea quella di provare a fare qualche scatto con degli accessori in “scena”. Come ad esempio questa foto di me con un fiore, rosa perché stavo avendo una bimba!  Ci sono molte altre idee da usare: dati con le lettere che compongono il nome del bimbo/bimba, le scarpine da neonato sulla pancia della mamma ecc ecc. Adoro uno scatto che ho fatto di recente in cui una mamma annaffiava il suo ombelico con un’annaffiatoio da giardino! Come fotografi noi dobbiamo sempre inventare qualche cosa oltre alla solita foto della pancia della mamma con i blocchi di lettere sopra, ma per la mamma, prima di tutto è la prima volta per cui datele un po di riposo ogni tanto e siate gentili (ndr: leggete l’originale che io ho fatto quello che ho potuto ^_^).

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taken by Elizabeth Halford (professional photographer and mother of three)

7.} Solo la Mamma – Siate certi di aver scattato foto con soltanto la Mamma. La bellezza, il bagliore, delle donne in stato interessante passa presto ed io spero di catturarlo per sempre.

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taken by Elizabeth Halford (professional photographer and mother of three)

Sono rimasta per 10 minuti a cercare di tirar fuori qualche cosa per  lo scatto 8, 9 e 10 ma senza riuscirci giusto per avere il gusto di fare numero pari, pensaci tu! Quali sono  secondo te gli scatti fondamentali da farsi in gravidanza?

Elizabeth Halford is a professional photographer and mother of three. She owns a photo studio in Hampshire, England. Visit her online: elizabethhalford.com and GlacierCake.com

ndr: nel post originale trovate dei commenti in cui i suoi lettori hanno inserito dei loro scatti, potreste fare altrettanto qui o andare a vedere quelli.

p.s.: volete foto della vostra maternità? contattatemi via email.

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