L’insostenibile leggerezza del pixel???

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Robber

Robber – © 2010 Sarah Johnson

Michele Smargiassi pubblicà una lettera di alcuni utenti Flickr dei quali Repubblica.it ha pubblicato le foto anche modificandole senza chiedergli il permesso. Non so se ho capito male o meno ma cerca quasi, ma spero di sbagliare e vi invito alla lettura dell’articolo originale.

Ho appreso la notizia dal blog di Claudia Rocchini ed anche qui, andate a leggere il suo più che mai interessante punto di vista.

Io di mio vi faccio leggere la lettere dei derubati e a seguire il commento al post di smargiassi, fatemi sapere cosa ne pensate.

Gentile Michele Smargiassi,
siamo dei fotografi ai quali
repubblica.it ha sottratto le foto prelevandole a nostra insaputa dalle proprie pagine Flickr. Ognuno di noi era in piazza durante i cortei del 14 dicembre per documentare un momento importante della vita pubblica di questo paese. Le fotografie sono state caricate sui nostri siti personali e anche su Flickr, forse la più importante vetrina di fotografia online a livello mondiale. Il giorno seguente non le dico lo stupore di trovarle nelle gallerie di repubblica.it! Ci piacerebbe poter discutere con lei e conoscere la sua opinione su alcuni temi legati a questa vicenda, quali l’informazione, l’eticità professionale e lo stato di salute del mestiere di fotografo oggi.
Qualche nostra considerazione. Sotto ognuna delle nostre foto era riportata la dicitura “
© Tutti i diritti riservati“. A quanto pare questo non è bastato a impedire che le foto venissero prelevate senza il nostro consenso e ripubblicate sul primo sito di informazione italiana, seppur riportando nome e cognome sotto ogni foto.  Molte delle foto ripubblicate sono state modificate. Alcune convertite in bianco e nero, forse per aumentarne la drammaticità, scardinando totalmente la semiologia dell’immagine e quindi la significazione attribuita dal fotografo. A chi aveva apposto nella parte bassa della fotografia un watermark “© nome cognome”, per rimarcare ulteriormente il tipo di licenza comunque già presente sotto l’immagine, le foto sono state tagliate per escludere quel tipo di informazione.  Le risposte alle nostre richieste di chiarimento pervenuteci dal desk di repubblica.it evidenziano un modus operandi abitudinario e consolidato, un atteggiamento culturale per il quale le fotografie presenti su Internet sono gratis.
Se pensiamo a
Flickr o a un sito fotografico come una vetrina, dove puoi mostrare quello che vendi tutelato dalle norme vigenti sul diritto d’autore e chi è interessato può contattare l’autore e comprare, c’è chi si sente legittimato a rompere questa vetrina e trafugare il contenuto per farne un uso pubblico e commerciale. Un’importante testata giornalistica legittima questo atteggiamento con un ritorno in termini di immagine per il fotografo: si prelevano delle foto, se gli autori se ne accorgono nella maggior parte dei casi si accontenteranno della gloria di essere finiti su un’importante testata, se sorgono problemi con qualcuno è questione di pochi attimi sostituire gli scatti con quelli di qualcun altro che probabilmente si accontenterà della gloria, il tutto con un meccanismo conseguente di qualità a ribasso. Ci chiediamo dov’è finita a questo punto l’etica professionale?  Oltre a una mancanza di rispetto verso la persona e il non vedere riconosciuta una nostra professionalità, la nostra preoccupazione riguarda tutta la categoria, già sofferente in un periodo di crisi editoriale, tra stock images e archivi royalty free. Se la più importante testata online di informazione si sente autorizzata a un tale procedimento, la cosa non potrà non influenzare le altre testate, anche più piccole? C’è bisogno di un albo professionale che tuteli il fotografo?  Sappiamo che il suo blog è ospitato da repubblica.it per cui probabilmente non ci sarà spazio per una discussione, ma la stima nei suoi confronti ci ha portato alla ricerca di un dialogo e un confronto nei modi e nei luoghi che riterrà opportuni,
distinti saluti, i fotografi
Adriano Caldiero, Remo Cassella, Alessandro Ciccarelli, Luca Farinelli, Marco Gioia

Ecco il commento che ho lasciato sul blog di Smargiassi, chissà se verrà pubblicato.

Salve a tutti.
Grazie Smargiassi per la possibilità di discutere di un argomento cosi controverso e delicato.
Siccome la stimo e siccome la sua mi è sembrata “semplicemente” una giustificazione comandata, spero di sbagliare, le faccio una domanda precisa:
Lei pensa che il comportamento di Repubblica.it sia stato corretto?
A me il prima prendo e poi in caso – soltanto se mi contatta qualcuno – vedrò cosa fare, mi sembra un comportamento scorretto e credo anche illegale.
Per capire meglio, la redazione dopo l’appropriazione indebita delle immagini (credo si chiami cosi e se cosi non è chiedo scusa), ha comunque contattato gli autori avvisandoli della modifica e della pubblicazione delle loro foto, magari offrendogli un compenso?
Ma come ho detto credo, anzi spero, di aver capito male.
Pensi che fra le righe del suo articolo mi sono messo in testa che vi fosse un messaggio del tipo siccome tutti rubano rubare e bene.
La saluto e la ringrazio se vorrà pubblicare e dare una risposta a queste domande (un po provocatorie in verità).
Adolfo Trinca

7 Replies to “L’insostenibile leggerezza del pixel???”

  1. @Alessan: grazie, avevo appreso la notizia dal blog di Claudia e trovo la cosa interessante e da farsi, anche se l’azione legale a mio parere potrebbe dare maggiore risalto alla cosa.

  2. …ho letto parecchie di quelle pagine… un effetto – magari non voluto- è stato comunque raggiunto, 512 post a ieri sera, e molti, come me per parecchio tempo a navigare e a smarronare sulle pagine di Repubblica…

  3. @NaGuL: ahime, non sono sopreso di cosa è successo ma che un professionista, apparentemente radiocomandato, abbia cercato di far passare la cosa come lecita.

    @maxsalvatori: e già, ma io Smargiassi adesso lo conosco un po di più e quando leggero e guarderò suoi lavori saprò giudicarli con un’elemento in più.

  4. Chissa’ perche’ ma dai “giornalai” italiani la cosa non mi sorprende, al contrario invece del National Geographics.

  5. Se è per questo, sul forum del Canon Club Italia c’è una storia simile: più di 40 pagine di thread in cui un utente racconta di come National Geographics gli ha rubato una foto su Flickr per poi pubblicarla sulla copertina di un libro senza citare e/o pagare l’autore.
    Queste testate giornalistiche sono una vergogna, uno schifo.

  6. @Pino: suggerisci al tizio, ho pubblica il link, di leggere l’articolo di Claudia in cui da alcuni suggerimenti su come risolvere per via legali.

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