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Guida al modo manuale per principianti

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Italiano: Questo post è stato pubblicato 8 anni 7 mesi 3 giorni fà e potrebbe quindi non essere più attendibile. Questo sito non è responsabile per qualsiasi incomprensione o problema derivante dalla lettura del presente post.

Prima che mi scrivesse Alberto, l’autore di questo post, avevo deciso di non ospitare più nessun autore nel mio blog. Non lo ritenevo più una soluzione appagante ne tanto meno “vantaggiosa”. Ho tolto per cui la pagina “Collaboriamo” e pace. Poi però ho letto il suo blog (dopo la sua email) ed ho deciso insieme a lui di postare questo articolo molto interessante sull’uso del modo M (manuale), spero vi piaccia cosi come è piaciuto a me.
La parola ad alberto:

Questo articolo è dedicato a tutti quelli che desiderano avere il pieno controllo della loro fotocamera, tutti quelli che guardano con timore alla piccola M sul selettore dei modi di scatto, ma anche a chi vuole far fare un salto alle proprie abilità fotografiche. Oggi, finalmente, impariamo ad usare il modo manuale.

Il modo manuale è utile in varie occasioni ed in particolare per imparare bene a controllare l’esposizione. Grazie alla sofisticazione delle attuali fotocamere, spesso possiamo ottenere foto soddisfacenti anche usando i modi automatici o semiautomatici. Quindi, perché sottoporsi alla fatica di imparare a scattare in manuale e alle infinite frustrazioni di foto non riuscite?

La verità è che il modo manuale ci affida la completa responsabilità di ottenere la corretta esposizione e, spinti da questa responsabilità, dobbiamo attrezzarci per imparare ad impostarla correttamente. È come quando da piccoli ci veniva data la responsabilità dei nostri fratelli minori ed eravamo costretti a crescere.

Se il desiderio della conoscenza vi anima, seguitemi.

Non siamo completamente soli

Nell’usare il modo manuale, dovremo impostare i tre parametri del triangolo dell’esposizione, ovvero ISO, apertura e tempo di esposizione (vi consiglio di leggere gli articoli linkati, se per voi sono concetti nuovi), in maniera da ottenere un’esposizione corretta. Come abbiamo già detto, nel modo manuale la fotocamera non ci assiste impostando automaticamente questi parametri. Essa però ci fornisce uno strumento che aiuta a capire se le nostre scelte sono corrette, l’esposimetro.

Come avrete intuito, l’esposimetro serve a misurare l’esposizione. Non ci dilunghiamo in disquisizioni tecniche a riguardo, ci basta sapere che l’esposimetro considera:

  • i livelli di luminosità nella scena inquadrata,
  • la modalità di misurazione dell’esposizione scelta,
  • i valori di ISO, apertura e tempo di posa.
Esposimetro
L’esposimetro

Successivamente, determina se la combinazione di questi fattori porta ad un’esposizione corretta, o al contrario ad un’immagine sovraesposta o sottoesposta. Quest’informazione viene visualizzata attraverso un indicatore come quello nella figura qui a lato. Esso è solitamente visibile sia all’interno del mirino della fotocamera, sia sullo schermo (ovviamente solo se abbiamo selezionato il modo manuale) sia sul display a cristalli liquidi di cui dispongono le fotocamere di fascia medio-alta vicino al pulsante di scatto. Cosa ci comunica questo indicatore?

Il modo in cui l’indicatore mostra le informazioni può variare a seconda del modello e della marca della macchina fotografica, ma comunque è possibile generalizzare alcuni elementi:

  • quando l’indicatore si sposta verso destra, ovvero verso i numeri positivi, vuol dire che la foto risulterebbe sovraesposta,
  • quando l’indicatore si sposta verso sinistra, ovvero verso i numeri negativi vuol dire che la foto risulterebbe sottoesposta,
  • se l’indicatore è a zero, l’esposizione è corretta.

I numeri servono a comunicare di quanti stop interi l’esposizione è sovra o sottoesposta, mentre i segni tra un numero e un altro indicano le frazioni di stop (1/3 e 2/3).

In alcune fotocamere, l’indicatore è visualizzato in verticale, in altre (per esempio nella mia Nikon D3000) la scala è invertita, ovvero i numeri positivi sono a sinistra e i numeri negativi sono a destra.

Facciamo un esempio

Ora, se potete, prendete in mano la vostra fotocamera e impostatela sul modo manuale (magari anche accendetela). Leggete cosa dice l’esposimetro:

  • se è spostato verso i numeri negativi, aumentate il tempo di esposizione fino a portarlo a zero,
  • se invece è in territorio positivo, diminuite il tempo di esposizione fino a portarlo a zero.

Leggete il tempo di esposizione e annotatelo. Ora, mantenendo fissa l’inquadratura (per non modificare la luce ambientale), aumentate il tempo di esposizione sino a raggiungere la prima tacca intera dopo lo zero (o prima, a seconda di come è fatto il vostro esposimetro). In altre parole, raggiungete la tacca corrispondente al +1, ovvero ad una foto sovraesposta di uno stop. Leggete nuovamente il valore del tempo di esposizione e vi accorgerete che è esattamente uno stop superiore al valore annotato precedentemente. Talvolta potrebbe non essere uno stop esatto a causa del fatto che comunque l’esposimetro non è preciso “al millimetro” (se il concetto di stop vi è nuovo vi consiglio di leggere gli articoli su triangolo dell’esposizione). La stessa procedura può essere ripetuta modificando l’apertura o provando a sottoesporre invece che a sovraesporre.

Questo esempio è utile per capire come si utilizza l’informazione presentata dall’esposimetro. Quando è spostato verso i numeri positivi, per portarlo verso lo zero abbiamo tre opzioni (che possono essere anche combinate):

  • Esposimetro +1aumentare il valore dell’apertura,
  • ridurre il tempo di esposizione
  • ridurre l’ISO.

Viceversa, quando è spostato verso i negativi le opzioni sono:

  • Esposimetro -1usare valori più bassi per l’apertura,
  • usare valori più alti per il tempo di esposizione,
  • usare valori più alti per l’ISO.

Inoltre, l’esposimetro ci indica anche esattamente di quanto dobbiamo correggere questi valori (a meno che l’esposizione non sia fuori scala).

Come modificare ISO, tempo di esposizione e apertura

Chiaramente, se non avete idea di come controllare i parametri del triangolo dell’esposizione sulla vostra macchina fotografica, l’esempio appena descritto non serve a nulla. I controlli su cui agire dipendono dalla marca e dal modello della vostra fotocamera. Generalmente, sulle reflex, sono presenti una o due ghiere dietro e davanti al pulsante di scatto che controllano apertura e tempo di esposizione. Ruotandole aumentiamo o diminuiamo il valore di questi due parametri. Quando la ghiera è una sola, come sulle reflex digitali più economiche, essa controlla solo tempo di esposizione o apertura e per modificare l’altro parametro è necessario premere in contemporanea un pulsante apposito. Per controllare l’ISO è spesso necessario entrare nel menù o usare il pulsante apposito. Questa apparente scomodità non è comunque così pesante in quanto, per correggere l’esposizione, ci troveremo molto meno spesso a modificare l’ISO piuttosto che l’apertura o il tempo di posa.

Con gli altri tipi di fotocamere, le compatte e le bridge, purtroppo ho poca esperienza diretta. Solitamente queste presentano molti meno comandi fisici e richiedono invece di agire via software, ovvero entrare nei menù. Quindi il consiglio è sempre quello di dare un’occhiata al manuale della vostra fotocamera in cui sarà sicuramente specificato come agire su apertura, tempo di esposizione ed ISO (ovviamente solo se la fotocamera dispone dei modi semiautomatici e manuale).

No pain, no gain

Gli anglosassoni usano questo modo di dire per spiegare che senza fare fatica e mettersi in difficoltà non si fanno progressi. Vale anche per noi appassionati di fotografia che vogliamo padroneggiare il modo manuale e il triangolo dell’esposizione. Una volta capito come funzionano l’esposimetro e i controlli sulla nostra fotocamera, doppiamo solo fare pratica, pratica e ancora pratica e prepararci a buttare via un sacco di foto. Credo però ne valga la pena, perché anche se useremo di rado il modo manuale, quanto imparato nel processo di apprendimento rimarrà con noi e ci aiuterà in ogni scatto.

So che l’argomento può essere un po’ ostico, se avete domande e richieste di chiarimenti, non esitate a condividerle nei commenti!

Se questo articolo vi è piacituo, venite a trovarmi sul mio sito, www.fotocomefare.com, dove trovate numerosi altri articoli per imparare a fotografare. Mi trovate anche su Facebook, alla fan page di FotoComeFare.

4 risposte su “Guida al modo manuale per principianti”

per fargli sperimentare i tempi li facevo passare davanti ad una porta mentre facevano delle smorfie e poi sperimentavamo l’effetto coi vari tempi di scatto.
venivano delle cose stranissime, distorte, orrende a volte un po’ alla Bacon.

non sai come insegno il “modo manuale” ai ragazzi delle medie……….
i tempi e i diaframmi
è divertenitsismo……

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