La prima foto della Terra che “sorge” dalla Luna

Apollo 8 Dec 1968 Earthrise

Avevo cominciato un’altro post ma la ricerca della verità si è dimostrata più dura di quello che mi aspettavo. Per evitare di scrivere cavolate ho preferito ripiegare su qualche cosa di più “documentato” … capirete prossimamente. Allora, oggi parliamo di questa foto qui sopra, la versione gigante la trovate a questo link:
http://www.hq.nasa.gov/office/pao/History/alsj/a410/AS8-14-2383HR.jpg

24 dicembre 1968 l’equipaggio dell’Apollo 8 riusci ad immortalare per la prima volta l’Earthrise, l’immagine del nostro pianeta che sorge dal suolo lunare. Immaginate di trovarmi per un momento al posto degli astronauti nonché autori dello scatto…i primi esseri umani a circumnavigare la Luna e i primi a vedere la Terra che sorge dalla Luna…wow!
Erano i cosmonauti della Nasa Frank Borman, Jim Lovell e Bill Anders.

Nel video qui sotto,  la trascrizione l’ho presa dal blog, tratta dal blog del giornalista Paolo Attivissimo, sentirete le voci dei tre astronauti che cercano di recuperare un rullino a colori per immortalare l’attimo. Vedrete gli scatti della superficie lunare da loro realizzati ogni 20 secondi. I dati su suolo e altitudine dell’Apollo 8 sono stati ricostruiti dal LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter).

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=dE-vOscpiNc[/youtube]

Quarantacinque anni fa, gli astronauti dell’Apollo 8, Frank Borman, Jim Lovell e Bill Anders, diventarono i primi esseri umani a orbitare intorno alla Luna e i primi a vedere con i propri occhi lo spettacolo magnifico del sorgere della Terra.
Ora, per la prima volta, possiamo vedere questo evento storico esattamente come lo videro gli astronauti, grazie a nuovi dati provenienti dal Lunar Reconnaissance Orbiter, o LRO, della NASA.
Le stupende mappe lunari globali dell’LRO, combinate con le fotografie scattate dagli astronauti, rivelano dove si trovava l’Apollo 8 sopra la Luna e anche il suo orientamento esatto nello spazio, quando gli astronauti videro per la prima volta la Terra sorgere al di sopra dell’orizzonte desolato della Luna.

Il 24 dicembre 1968, pochi minuti dopo le 10:30 del mattino, ora di Houston, l’Apollo 8 stava riemergendo dal lato nascosto della Luna per la quarta volta. Il comandante della missione, Frank Borman, era nel sedile di sinistra e si preparava a ruotare il veicolo spaziale verso un nuovo assetto, come previsto dal piano di volo. Il navigatore, Jim Lovell, era nel vano tecnico inferiore del veicolo e stava per effettuare degli avvistamenti di riferimenti geografici lunari usando il sestante di bordo. Bill Anders era nel sedile di destra e osservava la Luna dal proprio finestrino laterale, scattando fotografie con una fotocamera Hasselblad dotata di un teleobiettivo da 250 mm. Nel frattempo, una seconda Hasselblad equipaggiata con un obiettivo da 80 mm era montata nel finestrino di Borman rivolto in avanti, il cosiddetto finestrino di rendez-vous, e fotografava la Luna usando un temporizzatore automatico: una nuova foto ogni venti secondi.

Queste foto, abbinate alle mappe del suolo ad alta risoluzione dell’LRO, mostrano che Borman stava ancora facendo ruotare l’Apollo 8 quando apparve la Terra. Fu solo grazie al tempismo di questa rotazione che il sorgere della Terra – avvenuto anche nelle tre orbite precedenti di Apollo 8, ma non visto dagli astronauti, stavolta divenne visibile nel finestrino laterale di Bill Anders. Ecco cosa si vedeva, ricostruito partendo da dati LRO da parte del Scientific Visualization Studio di Goddard. Sentirete le voci degli astronauti, così come le catturò il registratore di bordo, cominciare con Frank Borman che annuncia l’inizio della manovra di rollio e vedrete la Terra che sorge e si sposta da un finestrino all’altro man mano che Apollo 8 ruota.

Borman: Bene, stiamo per effettuare il rollio. Pronti… Attenti…

Anders: Il cratere d’impatto con, uhm, al, um, appena prima del punto subsolare sul lato sud, sul fondo, uhm [inudibile] c’è un foro scuro. Ma non sono riuscito a guardarlo abbastanza rapidamente per vedere se poteva essere qualcosa di vulcanico.

Anders: Oddio, guarda quell’immagine laggiù! C’è la Terra che sorge. Wow, quant’è bella!

Borman: [scherzando] Ehi, non riprenderla, non è nel programma.

[clic dell’otturatore]

Anders: Hai della pellicola a colori, Jim? Dammi un rullino a colori, veloce, ti dispiace?

Lovell: Oh, gente, è magnifica.

Anders: Sbrigati.

Lovell: Dov’è?

Anders: Svelto.

Lovell: Qui in basso?

Anders: Prendimene uno a colori e basta. A colori per esterno. Spicciati. Ce l’hai?

Lovell: Sì, ne sto cercando uno. C 368.

Anders: Uno qualsiasi. Veloce.

Lovell: Ecco.

Anders: Beh, penso che l’abbiamo persa.

Lovell: Ehi, ce l’ho proprio qui [nel finestrino del portello].

Anders: Fammi fare la foto da questo [finestrino], è molto più limpido.

Lovell: Bill, l’ho inquadrata, è molto nitida qui!

[clic dell’otturatore]

Lovell: Presa?

Anders: Sì.

Lovell: Fanne tante, fanne tante! Qua, dalla a me!

Anders: Aspetta un momento, lasciami trovare la regolazione giusta, adesso. Calmati.

Lovell: Prendi –

Anders: Calmati, Lovell!

Lovell: Beh, l’ho fatta giusta – oh, che foto bellissima… 1/250″ a f/11.

[clic dell’otturatore]

Anders: OK.

Lovell: Ora cambia leggermente l’esposizione.

Anders: L’ho fatto, ne ho scattate due qui.

Lovell: Sicuro di averla presa adesso?

Anders: Sì, prenderemo – beh, sorgerà di nuovo, penso.

Per gli astronauti, vedere la Terra sorgere fu un’esperienza inaspettata ed elettrizzante. Una delle tre foto scattate da Bill Anders divenne un’icona del ventesimo secolo. Ma come abbiamo appena visto e sentito, quella foto fu in realtà un lavoro di gruppo: non solo perché Jim Lovell trovò la pellicola a colori e la passò ad Anders, ma anche perché gli astronauti non avrebbero visto la Terra se Frank Borman non avesse ruotato la navicella spaziale proprio nel momento in cui stava sorgendo. Oggi quel sorgere della Terra è divenuto un simbolo di una delle più grandi esplorazioni della storia, quando degli esseri umani viaggiarono verso un altro mondo e poi, guardandosi indietro, videro il proprio pianeta natio, come disse Lovell, come una grande oasi nella vastità dello spazio. Sono Andrew Chaikin, autore di “A Man on the Moon.” [musica]

Traduzione e trascrizione © 2013 by Paolo Attivissimo
(http://disinformatico.info)

Adobe aggiunge “Focus Mask” in Photoshop CC

Una interessante future aggiunta da Adobe su Photoshop CC per la selezione attraverso l’uso di maschere.
Guardando il video, poi bisognerà vedere nella realtà se è cosi semplice, è davvero interessante. In pratica Adobe ha aggiunto un nuovo modo di fare una selezione automatica in base ai pixel che sono a fuoco.  Potrebbe risultare molto comoda questa future per chi vuole ad esempio aumentare lo stacco del soggetto con lo sfondo.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=ARFbJQxgjSA[/youtube]

Quanti scatti hai fatto con la tua Nikon? Te lo dice Photoshop!

Ultimo scatto con la mia Nikon D300
Ultimo scatto con la mia Nikon D300

Ho deciso a malincuore di vendere la mia fedele Nikon D300 e come tutti quelli che vogliono fare le cose in maniera … come dire precisa ecco, ho auto la necessità di dare l’informazione circa il numero di scatti che la mia macchina aveva al momento della vendita.

Nulla di più semplice, non è la prima volta che trattiamo l’argomento in questo nostro blog. Se non sbaglio ne parlammo almeno due volte. Già sul blog parlammo più volte, basta che clicchiate qui per rendervene conto.

Oggi volevo suggerirvi un metodo alternativo al solito  MyShutterCount.com, Opanda MyShutterCount.como, Preview Extractor ovvero Photoshop.

Numero di scatti rilevati online su MyShutterCount.com
Numero di scatti rilevati online su MyShutterCount.com

Mi sono posto una semplice domanda, possibile che il team di Photoshop, che certo non è l’ultimo arrivato, non gestisce le informazioni degli exif in maniera completa? Ah, per chi non lo sapesse è negli exif che viene registrata l’informazione (una delle tantissime) sul numero totale di scatti effettuati. Ovviamente era cosi ^_^

Tutto quello che dovete fare è scattare una foto in formato RAW (l’informazione che ci interessa non è registrata sul JPG). Potete scattare anche senza obiettivo (con il tappo montato magari ^_^) tanto non stiamo valutando l’immagine prodotta. Trasferire il file NEF sul vostro computer ed apritelo con Photoshop (o Bridge).

Andate sul menu File e cercate File Info. Vi si aprirà la scheda con le informazioni sul file appunto, voi cercate la cartella Avanzate (o Advance) cercate il ramo “Schema” e li troverete fra le altre cose la voce ImageNumer. La foto qui sotto dovrebbe aiutare.

Numero di scatti ottenuto tramite Photoshop
Numero di scatti ottenuto tramite Photoshop

EDIT: 21/09/2016

Su Photoshop CC adesso trovate il numero di scatti qui:

numero_scatti_ps_cc

Andate sul menu File e cercate File Info. Vi si aprirà la scheda con le informazioni sul file appunto, voi cercate la cartella Raw Data e cercate ImageNumer tramite la funzionalità di ricerca che trovate in alto. La foto qui sotto dovrebbe aiutare.

Avete suggerimenti o critiche?

 

Focus Stacking in 4 mosse

Durante il Workshop tenutosi sabato scorso da Giorgio Benni (Illuminazione Pratica), uno dei casi di ripresa prevedeva la realizzazione di uno still life con l’oggetto completamente a fuoco attraverso l’utilizzo del Focus Stacking.

Il “Focus Stacking” o “Fuoco Composito” è una tecnica molto usata in macrofotografia ma che spesso viene “rubata” da chi deve realizzare qualche foto di Still-Life come nel nostro caso in cui era l’unico modo per ottenere il soggetto completamente a fuoco!

Lo so che state pensando che basta chiudere il diaframma per avere una maggiore profondità di campo ma fate attenzione, il diaframma è un’arma pericolosa che delle volta potrebbe rivoltarcisi contro. E’ vero che più si chiude il diaframma e più si ha la sensazione di estendere il fuoco ma è anche vero che più si chiude il diaframma e meno luce passa accentuando il problema della “diffrazione”. Senza entrare in argomenti complessi diciamo che la diffrazione riduce drasticamente la qualità della foto facendola sembrare morbida e priva di dettagli. E comunque non sempre, nonostante il diaframma chiuso al massimo, si riesce ad ottenere tutto a fuoco. Giorgio ci ha spiegato (e fatto vedere) che questi problemi si possono risolvere durante lo scatto utilizzando un banco ottico, ma non tutti ne possiedono uno ^_^

Anche l’utilizzo, per chi utilizza come la maggior parte di noi una reflex, di obiettivi con possibilità di effettuare basculaggi e decentramenti ( Obiettivi decentrabili ) non è esattamente economica per cui la lascerei ai professionisti.

Tralasciando gli schemi di illuminazione e tutto quanto quello che riguarda la realizzazione degli scatti (nel nostro caso 3) ci concentreremo sulla procedura di post produzione avvenuta utilizzando Photoshop. La versione da noi utilizzata e la CC ma questa tecnica va benissimo dalla versione CS4 in poi.

Partiamo quindi dalle 3 foto con diverse “messe a fuoco”. Date un’occhiata ingrandendo gli originali (perdonate la qualità ma le immagini hanno il solo scopo di favorire l’apprendimento di questa tecnica).

_ADT5539 radio sveglia radio sveglia

Passiamo allora la palla a Photoshop per il lavoro di montaggio. Appena aperto il programma andiamo nel menù:

File > Automatizza > Photomerge…

fstacking_1

Ci apparirà la seguente schermata e cliccando sul pulsante “Sfoglia” andremo a selezionare le nostre 3 foto. Fate attenzione che la sequenza sia rispettata ovvero in cima deve esserci la foto 1, sotto la foto 2 poi la 3 (e cosi via).

fstacking_3

n.b: Un altro metodo per aprire le immagini in Photomerge è quello di aprirle tutte e 3 in Photoshop e poi andare sul menu File > Automatizza > Photomerge cliccando sul pulsante “Aggiungi file aperti”.

Nella colonna di sinistra lasciamo selezionata la voce “Automatico” mentre tra le varie voci presenti in basso dobbiamo deselezionare (ovvero togliere il segno di spunta) dalla voce “Fondi le immagini”.
A questo punto premiamo “OK”e lasciamo che il programma elabori tutte le immagini. A seconda del peso delle immagini questo procedimento può richiedere diverso tempo di elaborazione.

fstacking_4Alla fine Photoshop ci restituirà un unica immagine composta da 3 livelli differenti (uno per immagine elaborata). A prima vista non è cambiato molto infatti le immagini non sono state “fuse” per aumentare la profondità di campo ma solo “allineate” per essere distorte e spostate in
maniera automatica dal programma.

Adesso dalla palette “livelli” selezioniamo tutti e 3 i nostri livelli, come mostrato nell’immagine a lato e procediamo con la fusione automatica dei livelli per comporre la nostra immagine finale dove l’immagine risultante sarà completamente a fuoco.

Andiamo nel menù Modifica > Fusione automatica dei livelli ed una volta cliccato ci apparirà la seguente schermata:

fstacking_5

Selezioniamo la voce “Crea serie di immagini”, lasciamo spuntata la voce “Toni e colori uniformi” e premiamo sul pulsante “OK”.
A questo punto Photoshop inizia la fusione, come per il passaggio precedente, anche questa
operazione può richiedere diverso tempo a seconda del numero e dalla complessità delle immagini da elaborare.
Completata la fusione abbiamo la nostra immagine a fuoco composito e, se andiamo a guardare nuovamente la palette “livelli” di Photoshop notiamo come a ciascun livello è stata applicata in automatico una maschera di livello. Questa serve a nascondere (le parti nere della maschera) una determinata area della foto e a far vedere (le parti bianche della maschera) un altra area della medesima foto. In sostanza Photoshop analizza ciascun livello e nasconde le parti sfuocate mentre lascia vedere le parti a fuoco.

Questa operazione la effettua per tutti i livelli e quindi alla fine ci restituisce una foto
tutta a fuoco. Nella maggior parte dei casi questi automatismi funzionano alla perfezione ma è possibile che ci sia qualche piccolo errore di fusione. In questo caso potremmo agire manualmente su ciascun livello (attraverso la sua maschera) per sistemare le fusioni in modo perfetto. Ma non è lo scopo di questo post descrivere ed analizzare l’uso dei livelli e delle loro maschere.

Tornando a noi, una volta che la fusione ci garba non ci resta che unire insieme tutti i livelli andando nel menù Livello > Unisci Livelli e salvare la nostra immagine.

Il risultato, del nostro specifico esercizio pratico, lo trovate qui sotto. A questo punto non ci resta che elaborare la nostra immagine come meglio crediamo lavorando sui toni i colori ecc ecc.

Panoramica_senza-titolo1

Un ringraziamento a tutti i partecipanti al workshop e a Giorgio Benni che ancora una volta si è dimostrato una persona ed un professionista eccezionali!

 

 

 

 

 

 

Rieccoci con i nostri corsi

Locandina attività DIRITTI & rovesci Onlus di marzo ed aprile 2014

Dopo tanto silenzio, dopo tanto attendere, finalmente riprendiamo le nostre attività fotografiche nella speranza di creare un bel movimento anche dalle parti di Ciampino e dintorni.

Il nostro obiettivo, come chi ci conosce sa è quello di offrire un “prodotto” di qualità a prezzi accessibili. Pensiamo che tutti debbano poter arricchire il proprio bagaglio culturale senza dover spendere cifre astronomiche.

Non avremo grandi nomi, ma anche grandi nomi, non avremo attrezzature megafantagalattiche ma solo quelle che bastano e che servono per aiutarci a portare avanti con convinzione e passione quello in cui crediamo!

Inizieremo dunque nei mesi di Marzo ed Aprile con due workshop ed un evento gratuito per i tesserati…a proposito, ringraziamo DIRITTI & rovesci Onlus per la sua ospitalità con la quale ci accoglie nei propri locali permettendo tutto questo.

Ma iniziamo con il raccontare quello che per ora abbiamo in cantiere.

22 MARZO – Giorgio Benni: Illuminazione pratica

Il 22 Marzo prossimo alle ore 9.30 Giorgio Benni, in collborazione con Diritti & rovesci Onlus, spiegherà i principali tipi di illuminazione, la funzione delle diverse parabole ed illuminatori, tendenze e mode nell’illuminazione dagli anni 70 ad oggi.

Alcune prove pratiche su oggetti e persone. Scelta degli sfondi, loro illuminazione, scelta delle ottiche controllo del fuoco con diversi sistemi. Le prove sui soggetti verranno fatte con luci flash con lampada pilota spenta. Un po’ come lavorare con la digitale senza monitor. Ovvero bisogna riabituarsi alla progettualità.

Inoltre verranno spiegati piccoli espedienti su soggetti vari come ottenere luci dignitose con poca spesa e con le cose che abbiamo in casa.
Individuazione delle linee guida di un soggetto e di come le luci possono estrarre da esso la sua forma.

Prezzo 25€ + tessera dell’associazione di 10€ che da diritto a tutti gli eventi gratuiti proposti dall’associazione, mediamente uno al mese.

 12-13 Aprile – Simone Malatesta in COME LE HO FATTE: workshop di Illuminazione in stile STROBIST

Simone Malatesta

Il 12 ed il 13 di Aprile, sempre presso le sale dell’associazione Diritti & rovesci Onlus, Simome Malatesta ci svelerà tutti segreti delle sue fotografie in stile Strobist dandoci tutti gli strumenti (pratici) necessari per entrare in questo scintillante mondo fatto di luci ed ombre.

Avremo modo di verificare se per creare foto d’impatto sia necessario l’utilizzo di costose attrezzature o se un piccolo flash da slitta, un radiocomando ed un ombrellino (se ben usati) possano bastare.

Le lezioni si divideranno in teoria e pratica e si inizierà alle ore 18 cosi da finire la parte teorica per poi passare all’aperto (in serale/notturna) con gli scatti veri e propri, la seconda giornata sarà dedicata a scattare in studio per poi passare alla teoria/pratica sulla post produzione.

Prezzo 35€ + tessera dell’associazione di 10€ che da diritto a tutti gli eventi gratuiti proposti dall’associazione, mediamente uno al mese.

Eventi gratuiti – FOTOGRAFIA ITALIANA”, UN VIAGGIO DIETRO L’OBIETTIVO

Visione dei cinque DVD della serie Fotografia italiana (ovviamente uno a serata ^_^).

Cinque film documentari dedicati ai fotografi italiani tra i più noti a livello internazionale: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana, Mimmo Jodice e Ferdinando Scianna, autori molto differenti tra loro per stile e poetica, in grado pertanto di rendere la complessità e la qualità dell’espressione italiana nel campo fotografico.

Il progetto permette di approfondire la conoscenza di questi artisti e nel tempo stesso della fotografia, uno dei linguaggi centrali della contemporaneità. In ogni film, dalla durata di circa 50 minuti, lo stile e l’atmosfera riflettono la personalità del protagonista, che racconta di sé e del proprio lavoro senza mediazioni tra lui e lo spettatore. Si alternano riprese in interno, realizzate nello studio del fotografo e in camera oscura, e in esterno nei luoghi più significativi per la sua storia. Il racconto è accompagnato dalla visione di fotografie celebri oppure meno note.

Gratuito per i tesserati, la tessera dell’associazione costa 10€ CHE da diritto a tutti gli eventi gratuiti proposti dall’associazione, mediamente uno al mese.

Ottimizzare le vostre foto per i motori di ricerca

gnocchi fatti in casa
Copyright Adolfo Trinca 2013 – Gnocchi fatti in casa

E’ da tanto che non scrivo, traduco o in qualche modo elaboro un vero post per il blog…mi manca molto la cosa ma il tempo è sempre poco, pochissimo e non sempre riesco come vorrei a dedicarmi agli hobbies. Premesso questo, oggi vorrei trattare con voi un argomento molto interessante, almeno a mio parere: l’ottimizzazione delle immagini per essere meglio indicizzate dai motori di ricerca.

Se avete fretta o siete pigri andate direttamente al riepilogo, ma mi spiacerebbe aver sprecato tutti questi caratteri inutilmente ;-)

Ho preso spunto dal post di Jeff Guyer su DPS aggiungendo qua e la mie considerazioni.

Dal momento che io non sono un giornalista che scrive per riviste di fotografia on-line ne un esperto della materia non tratterò, non avendone fra l’altro i titoli, di ottimizzazione di quanto si scrive per i motori di ricerca. Anche se ritengo l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) un’argomento che tutti i blogger (o comunque chi scrive per l’on-line) dovrebbe un minimo conoscere.

Ma se siete anzi siamo qui è perché siamo fotografi per cui ottimizzare il testo di quello che scriviamo è soltanto la metà del nostro lavoro, l’altra metà è appunto ottimizzare anche le nostre immagini.

Wikipedia, nella pagina relativa al SEO scrive per quanto riguarda l’ottimizzazione delle immagini:

La ricerca per immagini è il secondo tipo di ricerca effettuato su Google. Per fare in modo che anche le immagini siano indicizzate e ricercabili dai motori di ricerca, contribuendo alla ricercabilità della pagina in cui sono inserite, l’immagine deve avere una url che descrive il contenuto dell’immagine stessa (es: /images/mobile_rosso.jpg) e ci deve essere un ALT TAG di descrizione (quello che appare come descrittivo dell’immagine). Altre informazioni possono essere introdotte in TITLE e in Caption (una tabella che ha lo scopo di descrivere l’immagine e viene utilizzata dai principali cms). Le principali web app specifiche sulle immagini sono in grado di configurare questi campi utilizzando i relativi campi EXIF.

Breve ma corretto, noi scriveremo qualche riga in più anche se già quanto sopra riportato è un buon punto di partenza.

I motori di ricerca lavorano sopratutto sulle parole ed i link, non sulle fotografie. Pensate all’ultima volta che avete cercato per immagini qualche cosa su Google e a quante immagini non inerenti alla vostra ricerca avete trovato. Ecco, adesso capite un po di più l’importanza di quanto stiamo discutendo.

Ovviamente prendete tutto quello che scrivo per quello che è, una riflessione di un’appassionato sull’argomento. Argomento molto vasto e che non è da considerarsi come una scienza esatta.

IL NOME

Chiamare una fotografia _ADT_0026.jpg non è esattamente la miglio cosa da fare. Poiché _ADT_0026.jpg non dice nulla a Google circa i contenuti della foto, devo chiamarla in modo tale che il motore di ricerca capisca (1) qualcosa circa il contenuto, (2) che cosa sto cercando, e (3) dove trovarlo sul web. Improvvisamente, una semplice foto di una donna che aspetta il treno non è più _ADT_0026.jpg, ma “ragazza-con-valigia-aspetta-treno-stazione-milano-centrale”, o qualcosa di simile. Anche l’ordine con cui abbiamo inserito le parole nel nome del file ha la sua importanza. Scegli con attenzione le parole da usare ed il loro ordine.

Ragazza con valigia aspetta il treno alla stazione centrale di Milano
Copyright Adolfo Trinca 2013 – ragazza che aspetta il treno alla stazione di Milano Centrale

SEPARATORE: trattino VS. underscore

In due parole usate il trattino ( – ). I caratteri separatori fra le parole aiutano i motori di ricerca a capire cosa si sta cercando di dire loro.
Ovviamente, noi facciamo le nostre ricerche non come “ragazza-con-valigia-aspetta-treno-stazione-milano-centrale” ma come “ragazza con valigia aspetta il treno alla stazione di milano centrale”. Il problema è che i motori di ricerca non sanno cosa fare con gli spazi fra le parole cosi li eliminano (quando indicizzano). Quindi, “street photography” è meglio se diventa “street-photography” piuttosto che “streetphotography”.
Fino all’anno scorso poi c’era stato un dibattito se i trattini erano da preferirsi o meno agli underscore. Be, nel 2012 Google ha definitivamente risposto a questa domanda, affermando che i loro motore di ricerca tratta gli underscore come spazi, trasformando “street_photography” in “streetphotography” ovvero togliendo quello che per lui è di fatto uno spazio.

ALT text

Altra abitudine da prendere è senz’altro quella di inserire il testo alternativo alle immagini che pubblichiamo. Aiuterà e non poco i motori di ricerca. Molti siti come WordPress offrono editor visuali che ne permettono con semplicità l’inserimento.

Parlate della foto nella pagina in cui appare

I motori di ricerca cercano informazioni non soltanto dalla immagine stessa ma anche dal testo che la circonda. Questo è uno dei motivi per cui (in genere) un blog ha più chance di avere un ranking alto rispetto a un sito portfolio o “semplice” image gallery che non hanno testo di accompagnamento.

Le dimensioni contano!

Sta a voi trovare il giusto compromesso fra qualità e tempi di caricamento della pagina.  Io in genere carico immagini con lato lungo al massimo di 1280 pixel (per quando e se verranno ingrandite). I monitor e le risoluzioni attuali permettono questo ed altro. Date un’occhiata a questo interessante articolo, che recita:

Gli ultimi report (ndr: 2012) di settore indicano un deciso incremento della risoluzione dei monitor utilizzati nei sistemi desktop italiani. I 1280px e oltre pesano ormai più del 75% del totale.

C’è una considerazione da fare e cioè le immagini più grandi vengono comunque adattate (male) alla risoluzione massima dei monitor, e richiedono un tempo più lungo (e inutile) di caricamento. C’è poi da prendere in considerazione di quanti pixel è larga la pagina che andrà ad ospitare quell’immagine.

Detto questo c’è un’altra questione, molti si staranno chiedendo…

Quanti dpi …?

Sul web non esistono i dpi (dots per inch = punti per pollice). È una convenzione che serve per tradurre i pixel in pollici. Una immagine larga 3000 pixel stampata a 300 dpi verrà grande 10″ = 25.4 centimetri. Sul web le immagini vanno su un video, quindi NON si stampano, e quindi i dpi non contano. Contano solo i pixel.

Ma andiamo oltre, magari sull’argomento faccio un post ad hoc.

Intanto faccio un riassuntino per chi non vuole o a voluto leggere tutto il post:

IN BREVE

  • Rimonima le foto dando un significato alle stesso, ovvero da _ADT_0026.jpg che non vuol dire sostanzialmente nulla a ragazza-con-valigia-aspetta-treno-stazione-milano-centrale.jpg
  • usate i trattini fra le parole che compongono il nome della immagine quindi non “ragazza_con_valigia_aspetta_treno_stazione_milano_centrale” o “ragazza_con valigia aspetta treno stazione milano centrale” MA “ragazza-con-valigia-aspetta-treno-stazione-milano-centrale”
  • usate sempre il testo alternativo ALT text
  • parlate dell’immagine nei sui dintorni

Libster Award e adolfo.trinca.name

liebster-blog-award2[1]Qualche giorno fa il nostro caro amico e blogger Etrusco ha commentato un mio post cosi:

Ciao! Ti ho nominato per il Liebster Award! se ti interessa,tutto quello che dovrai fare sta scritto sul mio blog.

Non sapevo neanche di che cosa si trattava finché non sono andato a leggerlo da Silvio, anche lui amico caro dei tempi di DBlog, che ringrazio a mia volta (e mando a cagare per non aver votato me come uno dei blog favoriti ^_^ ).

In pratica si tratta di una iniziativa in cui i blogger premiano (promuovendoli) altri blogger; le regolo per partecipare sono semplici:

  1. Ringraziare il blog che ti ha nominato e assegnato il premio

  2. Rispondere alle domande richieste dal blog(ger) che ti ha nominato/a

  3. Scrivere 5 cose che parlano di te

  4. Premiare a tua volta 5 blog con meno di 200 follower

  5. Formulare le tue 11 domande per il/la blogger che nominerai

Ringraziare il blog che ti ha nominato e assegnato il premio

Iniziamo quindi con il ringraziare Alessandro aka Etrusco, autore del blog http://www.pensando.it del forum http://www.analogica.it ed anche del nuovissimo e fichissimo Dark Room Locator, che mi ha “premiato” e fatto conoscere questa interessante iniziativa.

Rispondere alle domande richieste dal blog(ger) che ti ha nominato/a

Ecco le risposte alle domande formulate da Alessandro sul suo blog

1. cosa ti piace fare?
Scrivere/fare e parlare di Fotografia è una risposta scontata ma è anche la verità. Aggiungo giocare mio figlio Luca e la sua mamma nonché mia adorata moglie Deborah. Poi passeggiare, leggere libri (si, ho anche un ebook reader comodo per i viaggi) e guardare film avventurosi.

2. cosa non ti piace fare?
Avere a che fare con gente di pessima statura morale che crede che il lavoro sia una concessione del “padrone”. Odio anche pestare merda sui marciapiedi e gli utenti dei forum che pensano che l’amministratore non abbia altro nella vita che stare a moderare ^_^

3. cosa ami fotografare?
Facce. Amo il ritratto. Anche se vorrei realizzare (volontarie/i?) un progetto  “body scapes” e non solo quello. Ovviamente ho molte idee che da qualche parte credo di aver elencato in questo blog tempo fa; serve per mantenermi in esercizio.

4. a cosa non faresti mai una fotografia?
Non farei mai una foto ad un gattino con gli occhioni grandi e le mutandone calate sulla tazza del cesso che mette la bocca a culo di gallina guardando dalla finestra un bellissimo tramonto. Il resto è ok.

5. dove vorresti vivere?
Ovunque ci sia la mia famiglia.

Adesso … visto che Etrusco è pigro ed io ho voglia di scrivere qualche cosa per arrivare ad 11 risposte, come previsto, mi vado a prendere qualche domanda da Silvio.

6. Bianco e nero o colore?
bianco e nero anche se…

7. Fotografia analogica o digitale?
digitale

8. Mare o montagna?
montagna (se riuscissi a convincere mia moglie ad andarci)

9. Nelle foto di paesaggi inserisci l’essere umano?
non sempre

10. quante ore al giorno navighi nel web?
quelle in cui lavoro e qualche altra a casa. Poi con gli smartphone oramai non stacca più nessuno ammettiamolo

11. Quale social network preferisci?
Non lo preferisco ma uso Facebook perché stanno tutti li. Spero che G+ si diffonda maggiormente.

Scrivere 11 cose che parlano di te

  1. Famiglia
  2. Pazienza
  3. Ironia
  4. Reflex
  5. Blog
  6. Social
  7. Odio verso questa lista
  8. Permalosità
  9. Timidezza
  10. Compromesso
  11. Intelligenza

Premiare a tua volta 5 blog con meno di 200 follower

http://www.pensando.it/

http://www.acor3.it/

http://www.photorevolt.com/

http://www.maestroalberto.it/

http://www.fotosservando.it/

…. nulla …. ho altri blog “pensanti” in mente ma parliamo di roba professionale e non credo sia questo lo spirito di questa iniziativa; mi fermo qui.

 

Formulare le tue 11 domande per il/la blogger che nominerai

Ecco le mie domande :

1. Come ti vedi?

2. …e come ti vedono?

3. Di cosa ti occupi nella vita?

4. …e cosa vorresti fare nella vita?

5. Le tue priorità?

6. Il tuo più grande difetto?

7. …e il pregio?

8. Quando hai aperto il tuo blog?

9. Quale pensi sia il futuro dei blog se ne vedi uno?

10. Da dove è nata ‘esigenza di aprire un blog?

11. Anche tu pensi che Adolfo sia un grande?