Siamo tornati a casa

Eccoci, finalmente siamo tutti a casa. Prima di qualsiasi altra cosa voglio ringraziare tutti quanti Voi per l’averci tenuto su con i vostri messaggi e commenti, vi assicuro che ci avete dato una grossa mano.

Lo scopo dei post su questo blog, che di solito si occupa di fotografia, era esattamente quello di darvi ed avere notizie.

Nel caos e con tutti gli interventi atti a disturbare anzi ad impedire le comunicazioni siamo riusciti, in alcuni momenti, soltanto in questo modo a comunicare.

E nonostante questo il nostro team interno, la nostra unità di crisi istituita dalla Ericsson è riuscita, grazie ad un’organizzazione grandiosa, a tenersi sempre in contatto con noi (nei limiti del possibile) con tutti i mezzi possibili, dal telefono ai segnali di fumo ^_^

E tutto questo in condizioni di guerra civile… pensate che oltre ad internet è riuscito a disturbare anche le comunicazioni satellitari (telefoniche).

Per ora voglio soltanto riposare, salutare e rivedere i miei compagni di avventura (Fabrizio sta bene gh gh gh) e non mi và di raccontare di cosa abbiamo vissuto all’aeroporto di Tripoli per partire, la cosa importante è che ce l’abbiamo fatta.

Si poteva fare di più o meglio? Chissà, ma dato che nessuno di noi, ne a Roma ne a Tripoli ha ed aveva la palla di vetro non avevamo in nessun modo previsto una escalation del genere.

Certo è che dal nostro governo ci aspettavamo una maggiore reattività, ma forse parlo da “sopravvissuto” che, dato lo spavento ha ancora molta “rabbia” da smaltire.

Ringrazio di nuovo tutti quanti Voi e riprendiamo a scrivere cazzate come sempre ;-)