Categorie
Fotografia

Un anno fa

close

Italiano: Questo post è stato pubblicato 8 anni 7 mesi 2 giorni fà e potrebbe quindi non essere più attendibile. Questo sito non è responsabile per qualsiasi incomprensione o problema derivante dalla lettura del presente post.

Esattamente un anno fa, erano le 19.30, atterravo a Fiumicino proveniente da Tripoli dove la situazione non era delle migliori. Ricordo la cosa rileggendo l’email che il 25/2/2011 un’amico con il quale ho condiviso l’esperienza delle Libia mando a tutti noi (per questioni di privacy ho cambiato i nomi originale con nomi di fantasia).

Grazie ragazzi.

Per quelle ore che seppure drammatiche non sono riuscite a scalfire i vostri nervi nè ad abbattere lo spirito, ognuno mostrando il meglio di sè, ognuno aprendo il cuore e i pensieri a tutti gli altri. Pensieri che sembravano sincronizzati, decisioni unanimi, desiderio di preoccuparsi degli amici prima che di sè stessi. Telefonate incessanti dall’Italia dai colleghi che per programma erano ripartiti prima della crisi ma vicini come se fossero nella stanza affianco. Si sentiva nella voce la volontà di stare con noi e un desiderio frenetico di organizzare, telefonare, preoccuparsi, chiederci notizie, fare una battuta per sdrammatizzare … Grazie a Eva, iron-lady che a vederla prima di partire pareva uno scricciolo e ha tirato poi fuori una grinta e una combattività sorprendente quando poi si è trattato di agire.

Parola d’ordine: felafe ! i cerniotti, il blog di Adolfo, la pioggia incessante che rendeva tutto cupo e disperato, le cariche dei poliziotti, la marea disperata di profughi ammucchiati in attesa di un improbabile imbarco, una madre sconsolata che si tirava dietro un bambino terrorizzato e due valige pesandi come il piombo, il caposcalo Alitalia rosso in viso di affanno e randellate, il pressing da pacchetto di mischia verso l’entrata dell’aeroporto, un italiano che s’ostinava a portarsi dietro valigie grosse come una casa e bloccava tutti. “Spingi quel vecchio di merda … !!” gridato da un Antonino esasperato. Uno zaino giallo da dove uscivano quantità incredibili di cose da mangiare, banane e datteri, cioccolata, mandorle e uva sultanina, emmenthal, litri d’acqua e un ombrello che s’è fatto il giro di mezzo aeroporto …

Grazie ragazzi, mi resterete nel cuore.

Carmine

La notizia è che il 16 febbraio scorso abbiamo riavuto la valigia, la vedete in foto, malandata e piena di batteri ma finalmente a casa.

Di adolfo

Nato sulla terra e residente sulle nuvole.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.