L’otturatore

Gironzolando su internet, su Digital Photographic School,  ho trovato le bellissime immagine che vedete sotto. Esse mostrano, in maniera molto semplice, quello che succede quando scattate una foto (in realtà mostrano una parte di quello che succede).

Molti credono che l’otturatore sia formato da una sola tendina ed invece no, ve ne sono due e qui potete vedere come funzionano.

Ma chiariamo in breve cos’è l’otturatore. In breve: l ‘otturatore  è quel meccanismo che effettivamente fornisce la luce alla pellicola o sensore aprendosi e chiudendosi ad una certa velocità anzi più corretto dire in un certo tempo. Una descrizione più “scientifica” la trovate in fondo all’articolo.

Esistono vari tipi di otturatori ma quello che ora è più usato è quello a tendina (qui sotto) e quindi spesse volte si usa il termine di tendina come sinonimo di otturatore.

le-tendine-quando-si-scatta

L’otturatore assieme al diaframma ha lo scopo di fornire la corretta quantità di luce alla pellicola o sensore; il primo illuminandola per periodi più o meno lunghi ed il secondo con un’intensità più o meno forte.Ma questi sono concetti che riguardano l’esposizione della quale, forse, parleremo.

Nella seconda immagine qui sotto mostra le tendine in azione a velocita (e tempi) diversi, da uno più lento ad uno più veloce.

fastshutteranimation

E date un’occhiata anche a questa animazione su Jeffrey Friedl’s Blog, dovete passarci il mouse sopra per vedere tutte le fasi, in cui si vede benissimo come funsiona su una Nikon D3. Spettacolare, non potete non andare a vederla!!!

L’otturatore da CentoISO.com

Gli otturatori a tendina (a scorrimento verticale o orizzontale), sono composti da una serie di tendine che scorrendo parallelamente al piano della pellicola lasciano che essa si faccia impressionare dalla luce per un determinato lasso di tempo durante il quale rimangono aperte.
Fermiamoci un attimo ad analizzare le fasi che consentono ai raggi luminosi di giungere alla pellicola. Per prima cosa i raggi vengono intercettati dalla lenti dell’obbiettivo, passano attraverso il diaframma e, finché non premiamo il pulsante di scatto, vengono deviati dallo specchio nel mirino.
Quando lo specchio si alza, nel momento esatto in cui scattiamo, le tendine dell’otturatore si mettono in moto lasciando passare la luce per un determinato periodo: il “tempo d’esposizione”.

Il tempo d’esposizione, che il fotografo gestisce grazie ad una ghiera presente sul corpo della fotocamera obbedisce ad una scala che venne elaborata con un criterio simile a quello del diaframma affinché tra di loro vi fosse un nesso durante la misurazione dell’esposizione.
Ogni valore è quindi la metà di quello che lo precede ed il doppio di quello successivo.
I tempi possibili da impostare possono essere, in base al modello della fotocamera, da 30 secondi ad 1/8000 di secondo, passando naturalmente per tutti i valori intermedi (15s, 8s, 4s, 2s, 1s, 1/2s, 1/4s, 1/8s…).

Ora sappiamo come gestire la quantità di luce che vogliamo vada ad impressionare la nostra pellicola. Abbiamo a disposizione due dispositivi: il diaframma, e l’otturatore.
Il primo sfrutta lo spazio (quello in cui passano i raggi) il secondo il tempo. Se non è immediato capire come il diaframma produca effetti diversi sulle nostre foto (estensione della zone nitida) è più facile capire come l’otturatore, che agisce sui tempi, possa influire sulla resa di oggetti in movimento.
Se utilizziamo un tempo di scatto breve sarà più facile congelare il movimento di soggetto che vogliamo inquadrare.
Si è precedentemente accennato allo “stop” come intervallo tra i diversi valori del diaframma, la stessa cosa è valida per l’otturatore, aprire di uno stop il diaframma equivale a passare tra un tempo di scatto di 1/250 a 1/125 (raddoppiando il tempo di posa).

Madonna a Medjugorje

Madonna a Medjugorje, inserito originariamente da adolfo.trinca.

Madonna a Medjugorje

da Wikipedia

Međugorje (ˈmɛdʑu.ɡɔːrjɛ), traslitterato anche Medjugorje, è un piccola frazione del comune di Čitluk, oggi facente parte del cantone della Erzegovina-Narenta, della Federazione di Bosnia-Erzegovina, in Bosnia-Erzegovina.

Il paese è la frazione principale di una parrocchia formata da cinque villaggi: Međugorje, Bijakovići, Vionica, Miletina e Šurmanci, con popolazione a maggioranza croata, ed è situato alla base di due colline, il Križevac e il Podbrdo (il nome Međugorje significa proprio “fra i monti”).

È conosciuta nel mondo perché, dal 24 giugno 1981, sei ragazzi (che allora avevano tra 10 e 16 anni, oggi sono tutti adulti, padri e madri di famiglia) affermano di ricevere apparizioni della Vergine Maria, che si presenterebbe con il titolo di Regina della Pace, “Kraljica Mira“. Per questo motivo Medjugorje è divenuta meta di numerosi pellegrinaggi.

Quello che posso dire io conta poco ma la sensazione di devozione che quella gente mostra è favoloso. La loro fede, giusta o sbagliata che sia a vostro parere è assoluta. Loro CREDONO…come noi crediamo che domani mattina ci alzeremo o che sorgerà sicuramente il sole!

Siamo partiti in 5, io, Adriano, Deborah, Daniela e Padre Dragan. Quest’ultimo nativo del loco. Abbiamo parlato con lui e con le altre persone non solo di apparizioni e di “religione” ma di guerra di regime e di fame !

Abbiamo pregato pellegrinato e magnato ^_^

Abbiamo conosciuto Vicka, una delle veggenti. Affascinante. Fede pura e carisma da vendere. Siamo stati in un orfanotrofio con più di 100 bambini “ospiti” e ci hanno spiegato cosa fanno e perchè. Molti hanno perso i genitori per la guerra altri ne hanno perso uno e l’altro non può tenerli e cosi via. A me frega poco se credete o meno nelle apparizioni della Madonna…non è quello il miracolo di Medjugorie. Secondo me il vero miracolo è quello che la Madonna o Super Pippo, se preferite, ha fatto nascere in quei luoghi. Abbiamo visto comunità di ex tossici dove ognuno di loro aveva assegnato un angelo custode per i primi periodi di permanenza (nulla di mistico sono solo persone che li accompagnano ovunque per i primi mesi).

Abbiamo cenato a casa della mamma di Padre Dragan e vissuto la loro vità per soli 4 miseri giorni ma non dimenticherò mai l’aria che si respirava.

Ho visto un tramonto dove la luna sorgeva mentre il sole calava. Sembravano volersi salutare. Arcobaleno, statue che perdono liquidi strani e altre che mi invogliano a fargli foto con la corone solare…che vi devo dire?!

A me me paice!