La risposta dei Pixel

Ecco la replica di Smargiassi al mio commento, del quale lo ringrazio. Non avendo la possibilità di replicare direttamente sull’articolo dello stesso lo faccio qui, nella speranza che lo legga.

Questo è il mio commento (22 dicembre 2010 alle 14:50):

Salve a tutti.
Grazie Smargiassi per la possibilità di discutere di un argomenti cosi controverso e delicato.
Siccome la stimo e siccome la sua mi è sembrata “semplicemente” una giustificazione comandata, spero di sbagliare, le faccio una domanda precisa:
Lei pensa che il comportamento di Repubblica.it sia stato corretto?
A me il prima prendo e poi in caso – soltanto se mi contatta qualcuno – vedrò cosa fare, mi sembra un comportamento scorretto e credo anche illegale.
E per capire meglio, la redazione dopo l’appropriazione indebita delle immagini (credo si chiami cosi e se cosi non è chiedo scusa), ha comunque contattato gli autori avvisandoli della modifica e della pubblicazione delle loro foto, magari offrendogli un compenso?
Ma come ho detto credo, anzi spero, di aver capito male.
Pensi che fra le righe del suo articolo mi sono messo in testa che vi fosse un messaggio del tipo siccome tutti rubano rubare e bene.
La saluto e la ringrazio se vorrà pubblicare e dare una risposta a queste domande (un porovocatorie in verità).
Adolfo Trinca

E questa la sua risposta (22 dicembre 2010 alle 15:39):

@adolfo.trinca
Avrei appena promesso di replicare solo con un intervento riassuntivo, ma lei mi costringe…
Nessuno mi ha comandato giustificazioni. E non devo dare altre prove della mia libertà di giudizio se non la mia carriera di giornalista i cui prodotti sono disponibili a chiunque, gratuitamente. Se non si rpesuppone l’onestà dell’interlocutore non vale neanche la pena fargli domande.
Io penso che repubblica.it abbia sbagliato se ha riprodotto foto coperte da copyright. Su come sia andata la vicenda fra redazione e fotografi ho detto fin dall’inizio che non è argomento di questa discussione, visto che è già stato affrontato nella sede giusta, e questo non è lo sportello reclami di Repubblica, è un blog di discussione.
Ridurre il mio lunghissimo argomento a una frasetta come “tutti rubano dunque è giusto” è una semplificazione che non fa onore all’intelligenza. Posso essermi spiegato male, ma temo ci sia anche poca voglia di capire e molta di sfogarsi con chi ha avuto semplicemente il coraggio di sedersi a un tavolo di discussione e invitare tutti ad accomodarsi.
Ma pazienza. Se non avessi le spalle robuste avrei aperto un blog di giardinaggio.
Il Fotocrate

Innanzi tutto grazie della sua risposta che per quanto mi riguarda chiarisce una cosa non da poco. Lei ritiene, come ha scritto, che nell’eventualità che Repubblica abbia pubblicato foto coperte da copyright la cosa è sbagliata. Il resto verrà deciso in altre sedi.

A me premeva sapere questo.

Come le ho scritto alla fine del mio commento volevo essere un po provocatorio e mi tengo stretto il suo giudicare come “offesa all’intelligenza” il mio commento.

Purtroppo o per fortuna sono un tipo di persona che non crede nel delitto di lesa maestà e sono convinto che tutti possiamo sbagliare e che a tutti si possa chiedere conto delle proprie opinioni ed azione ed è quello che ho “semplicemente” e goffamente cercato di fare con Lei. Un comportamento antipatico, maleducato e senz’altro da vili sarebbe stato quello di rifugiarmi su Facebook o sul mio blogghino a sparlare di lei senza darle la possibilità di replica.

Prima di concludere e per esser chiari le voglio dire che non penso a lei come ad un difensore della Repubblica ne al bersaglio delle frustrazioni di chi è stato derubato (parlo in generale) ma come ad un giornalista che ha avuto il fegato di mettersi a tavolino con centinaia di persone e discutere di un argomento assai scottante, sopratutto per la sua posizione all’interno di Repubblica. La mia stima nei suoi confronti le assicuro è maggiore di quella di ieri.

Come lei stesso ha scritto “Ho scoperchiato senza che nessuno me lo chiedesse una pentola di rabbie e frustrazioni che bollivano e mi sono beccato un po’ di schizzi infuocati che probabilmente non erano diretti a me”.

Contento della sua risposta la ringrazio ancora di averci dato la possibilità di discutere della cosa.

L’altra parte dei Pixel

Sul blog di Claudia Rocchini, Luca Farinelli, uno dei fotografi che ha subito il “furtarello” delle foto da parte di Repubblica.it ha dato la sua versione dei fatti e badate bene, dice che nessuna offerta di ricompensa è stata rifiutata semplicemente perché nessuna offerta è stata fatta.

L’insostenibile leggerezza del pixel???

Robber
Robber – © 2010 Sarah Johnson

Michele Smargiassi pubblicà una lettera di alcuni utenti Flickr dei quali Repubblica.it ha pubblicato le foto anche modificandole senza chiedergli il permesso. Non so se ho capito male o meno ma cerca quasi, ma spero di sbagliare e vi invito alla lettura dell’articolo originale.

Ho appreso la notizia dal blog di Claudia Rocchini ed anche qui, andate a leggere il suo più che mai interessante punto di vista.

Io di mio vi faccio leggere la lettere dei derubati e a seguire il commento al post di smargiassi, fatemi sapere cosa ne pensate.

Gentile Michele Smargiassi,
siamo dei fotografi ai quali
repubblica.it ha sottratto le foto prelevandole a nostra insaputa dalle proprie pagine Flickr. Ognuno di noi era in piazza durante i cortei del 14 dicembre per documentare un momento importante della vita pubblica di questo paese. Le fotografie sono state caricate sui nostri siti personali e anche su Flickr, forse la più importante vetrina di fotografia online a livello mondiale. Il giorno seguente non le dico lo stupore di trovarle nelle gallerie di repubblica.it! Ci piacerebbe poter discutere con lei e conoscere la sua opinione su alcuni temi legati a questa vicenda, quali l’informazione, l’eticità professionale e lo stato di salute del mestiere di fotografo oggi.
Qualche nostra considerazione. Sotto ognuna delle nostre foto era riportata la dicitura “
© Tutti i diritti riservati“. A quanto pare questo non è bastato a impedire che le foto venissero prelevate senza il nostro consenso e ripubblicate sul primo sito di informazione italiana, seppur riportando nome e cognome sotto ogni foto.  Molte delle foto ripubblicate sono state modificate. Alcune convertite in bianco e nero, forse per aumentarne la drammaticità, scardinando totalmente la semiologia dell’immagine e quindi la significazione attribuita dal fotografo. A chi aveva apposto nella parte bassa della fotografia un watermark “© nome cognome”, per rimarcare ulteriormente il tipo di licenza comunque già presente sotto l’immagine, le foto sono state tagliate per escludere quel tipo di informazione.  Le risposte alle nostre richieste di chiarimento pervenuteci dal desk di repubblica.it evidenziano un modus operandi abitudinario e consolidato, un atteggiamento culturale per il quale le fotografie presenti su Internet sono gratis.
Se pensiamo a
Flickr o a un sito fotografico come una vetrina, dove puoi mostrare quello che vendi tutelato dalle norme vigenti sul diritto d’autore e chi è interessato può contattare l’autore e comprare, c’è chi si sente legittimato a rompere questa vetrina e trafugare il contenuto per farne un uso pubblico e commerciale. Un’importante testata giornalistica legittima questo atteggiamento con un ritorno in termini di immagine per il fotografo: si prelevano delle foto, se gli autori se ne accorgono nella maggior parte dei casi si accontenteranno della gloria di essere finiti su un’importante testata, se sorgono problemi con qualcuno è questione di pochi attimi sostituire gli scatti con quelli di qualcun altro che probabilmente si accontenterà della gloria, il tutto con un meccanismo conseguente di qualità a ribasso. Ci chiediamo dov’è finita a questo punto l’etica professionale?  Oltre a una mancanza di rispetto verso la persona e il non vedere riconosciuta una nostra professionalità, la nostra preoccupazione riguarda tutta la categoria, già sofferente in un periodo di crisi editoriale, tra stock images e archivi royalty free. Se la più importante testata online di informazione si sente autorizzata a un tale procedimento, la cosa non potrà non influenzare le altre testate, anche più piccole? C’è bisogno di un albo professionale che tuteli il fotografo?  Sappiamo che il suo blog è ospitato da repubblica.it per cui probabilmente non ci sarà spazio per una discussione, ma la stima nei suoi confronti ci ha portato alla ricerca di un dialogo e un confronto nei modi e nei luoghi che riterrà opportuni,
distinti saluti, i fotografi
Adriano Caldiero, Remo Cassella, Alessandro Ciccarelli, Luca Farinelli, Marco Gioia

Ecco il commento che ho lasciato sul blog di Smargiassi, chissà se verrà pubblicato.

Salve a tutti.
Grazie Smargiassi per la possibilità di discutere di un argomento cosi controverso e delicato.
Siccome la stimo e siccome la sua mi è sembrata “semplicemente” una giustificazione comandata, spero di sbagliare, le faccio una domanda precisa:
Lei pensa che il comportamento di Repubblica.it sia stato corretto?
A me il prima prendo e poi in caso – soltanto se mi contatta qualcuno – vedrò cosa fare, mi sembra un comportamento scorretto e credo anche illegale.
Per capire meglio, la redazione dopo l’appropriazione indebita delle immagini (credo si chiami cosi e se cosi non è chiedo scusa), ha comunque contattato gli autori avvisandoli della modifica e della pubblicazione delle loro foto, magari offrendogli un compenso?
Ma come ho detto credo, anzi spero, di aver capito male.
Pensi che fra le righe del suo articolo mi sono messo in testa che vi fosse un messaggio del tipo siccome tutti rubano rubare e bene.
La saluto e la ringrazio se vorrà pubblicare e dare una risposta a queste domande (un po provocatorie in verità).
Adolfo Trinca