Siamo tornati a casa

Eccoci, finalmente siamo tutti a casa. Prima di qualsiasi altra cosa voglio ringraziare tutti quanti Voi per l’averci tenuto su con i vostri messaggi e commenti, vi assicuro che ci avete dato una grossa mano.

Lo scopo dei post su questo blog, che di solito si occupa di fotografia, era esattamente quello di darvi ed avere notizie.

Nel caos e con tutti gli interventi atti a disturbare anzi ad impedire le comunicazioni siamo riusciti, in alcuni momenti, soltanto in questo modo a comunicare.

E nonostante questo il nostro team interno, la nostra unità di crisi istituita dalla Ericsson è riuscita, grazie ad un’organizzazione grandiosa, a tenersi sempre in contatto con noi (nei limiti del possibile) con tutti i mezzi possibili, dal telefono ai segnali di fumo ^_^

E tutto questo in condizioni di guerra civile… pensate che oltre ad internet è riuscito a disturbare anche le comunicazioni satellitari (telefoniche).

Per ora voglio soltanto riposare, salutare e rivedere i miei compagni di avventura (Fabrizio sta bene gh gh gh) e non mi và di raccontare di cosa abbiamo vissuto all’aeroporto di Tripoli per partire, la cosa importante è che ce l’abbiamo fatta.

Si poteva fare di più o meglio? Chissà, ma dato che nessuno di noi, ne a Roma ne a Tripoli ha ed aveva la palla di vetro non avevamo in nessun modo previsto una escalation del genere.

Certo è che dal nostro governo ci aspettavamo una maggiore reattività, ma forse parlo da “sopravvissuto” che, dato lo spavento ha ancora molta “rabbia” da smaltire.

Ringrazio di nuovo tutti quanti Voi e riprendiamo a scrivere cazzate come sempre ;-)

A Tripoli mi si rizza !

Ovviamente, storditi che non siete altro, parlavamo dell’indice relativo alle visite del blog !!!

Riecchece, ma stavolta abbiamo un piano!

Oggi alle 14 ore locale, da voi le 13.00, ci hanno dato l’ordine di andare di corsa all’aeroporto perché c’era personale Alitalia che prendeva le persone italiane e le portava dentro, per cui abbiamo preso i bagagli, già pronti da ieri sera e siamo saliti in macchina con il minimo indispensabile.

L’impressione era quella di poter partire visto che dei colleghi Malesiani erano andati stamattina a prendere il loro volo. Be, mentre eravamo usciti con le macchine, ad appena 200 metri dal cancello di ingresso del campus li abbiamo visti mestamente tornare indietro.

C’erano migliaia di persone, ci hanno detto, e non vi era nessuna possibilità di entrare e prendere l’aereo…in più la gente iniziava a menarsi per la calca.

Comunque risiamo qui e andiamo avanti con il nostro piano e la pasta con la cernia!

No Fly No Party

A stamattina la situazione è assai divertente. L’ambasciata ci dice di andare all’aeroporto, siamo riusciti insistente a farci dare il numero del caposcalo Alitalia a Tripoli che ci ha detto che stanotte non sono partiti voli se non due militari.

La Farnesina ci dice che stanno arrivando aerei Alitalia ed uno militare … ci stanno consigliando di andare all’aeroporto e di fare riferimento a 3 persone ….

Ci muoviamo.

Come non detto…siamo ancora al campus e c’è un’aria pesantuccia.

Riprova sarai più fortunato

Oggi pomeriggio ci abbiamo provato. Alle 15 circa abbiamo fatto i bagagli di corsa e siamo partiti con 7 vetture fra pick-up, furgoni ed auto con tutto il personale Ericsson verso l’aeroporto di Tripoli.

All’inizio sembrava che nulla fosse accaduto almeno sino all’arrivo al check point. Check point gestito da civili armati e non da militari o polizia. Il nostro addetto alla sicurezza, un ex campione di calcio locale, è ben introdotto per cui non abbiamo avuto nessun problema e ci hanno lasciato passare.

All’aeroporto la bella sorpresa di trovare migliaia di persone in attesa, non si riusciva neanche ad entrare nell’edificio.

Alla fine siamo dovuti tristemente tornare al campus con l’animo triste e mille pensieri per la testa. Pensieri rivolti sopratutto alle persone che ci amano dall’altra parte del mediterraneo.

Ci sarebbero parecchie considerazioni da fare ma per ora mi limito a darvi qualche notizia. Abbiamo chiamato la Farnesina, in dettaglio l’unità di crisi e ci hanno detto che stanno spingendo per far aumentare il numero di voli per l’italia.

In questo momento ho letto una email dell’ambasciata Olandese arrivata ad un collega e le cose a loro parere stanno peggiorando velocemente tant’è che lo hanno avvisato che lasceranno l’ambasciata per motivi di sicurezza e che se riesce ad arrivare all’aeroporto di rimanere finché non trova un volo che lo riporti in europa.

L’email continua dicendo che a nessun volo straniero è permesso di atterrare a Tripoli e che l’unico volo che gira è un aereo militare Autriaco che sta evacuando tutti i cittadini europei. Loro non sanno per dove ma io aggiungo di aver sentito verso Malta. Ovviamente non posso controllare le fonti quindi ditemi voi se vi risulta.

A breve attendiamo la guardia armata che monterà di guardia al campus non per paura dei rivoltosi o del governo ma per gli sciacalli che come in ogni occasione del genere stanno dandosi da fare.

Che dire, siamo stanchi e molto incazzati.

Il mio collega mi ha appena fatto leggere un’altra email stavolta dell’ambasciata Austriaca verso tutte le ambasciate che dice che l’unico volo autorizzato ad atterrare in Tripoli è un loro aereo militare, un C-130, che offre 30 posti e che parte tutti i giorni alle 17.

Staremo a vedere.

Aggiornamenti dal fronte Libico

Ecco la cronaca di una tranqilla giornata di terrore. Stamattina sveglia dopo una nottataccia alle ore 8. Raggiungo gli altri in ufficio per capire se era o meno il caso di andare a Tripoli presso il cliente.

Dopo una breve chiacchierata con gli addetti alla sicurezza e sopratutto dopo che il contatto presso il cliente mi ha chiamato per dirmi che mi aspettava on site, vive dall’altra parte della città e non mi sembrava carino avergli fatto attraversare la città per nulla, ho deciso di andare.

Durante il viaggio di andata l’unica cosa di strano che ho visto sono due cammelli su un pick-up della Nissan.

La mattinata è passata tranquilla cercando di sistemare quella maledetta macchina (server unix) ed all’ora di pranzo come al solito sono andato con il cliente a mangiare fuori in una paninoteca (chiamiamola cosi) a poca distanza dalla sede di lavoro.

Nessuno mi ha detto nulla, nessuna mi ha guardato male, non credo che la popolazione abbia nulla da ridire a noi stranieri ma io avevo comunque gli occhi aperti. Parlando con il cliente vengo a sapere che già ieri sera, oramai l’altro ieri sera, ci sono stati degli incidenti fra sostenitori del governo e rivoltosi. La cosa mi lascia un pochino preoccupato…poi se aggiungete le 4 telefonate della moglie preoccupata ed il fatto che i telefoni non funzionano, internet è tornata soltanto adesso anche se twitter, facebook ed altri siti non erano e non sono disponibili capirete come mai ho iniziato a preoccuparmi (moderatamente).

La faccio breve e vi dico subito che durante il viaggio di ritorno, dopo essermi fermato al supermercato ed aver comperato dei felafen ho visto un gruppo di persone armate…dico persone e non poliziotti o militari. Molto probabilmente i mercenari assoldati da magoG per sedare la rivolta di Bengasi che poi, fonte Aljazeera, cono stati dirottati su Tripoli.

Che altro dire, domani mattina si parla di organizzare una bella evacuazione con un volo charter. La situazione non è preoccupante ma provate a stare chiusi dentro casa con echi di urla spari ed elicotteri che vi arrivano da lontano e tutto questo con la consapevolezza che mentre tu sei gioco forza chiuso dentro casa la fuori si sta facendo la storia!

Morale della favola stanotte non si dorme e domani è un’altro giorno.

Se qualcuno volesse essere cosi gentile da postare il link di questo post sulla mia bacheca facebook mi farebbe un grosso favore ^_^

Siamo senza internet

La connessione ad Internet qui a Tripoli, come in tutta la Libia non è disponibile da ieri sera. Facebook e Twitter cosi come il sito di al Jazeera non sono raggiungibili e la rete telefonica non è un granché. Userò il blog per dare qualche notizia in più.

Da ieri siamo chiusi per precauzione nel campus Ericsson. Era prevista per oggi una passeggiata a Tripoli ma il nostro driver ci ha sconsigliato di andarci ammettendo la possibilità di qualche possibile incidente anche qui.

Oggi ci sarà una riunione fra la nostra sicurezza e l’ambasciata ed io credo che ci faranno partire. Vi tengo aggiornati.

Vuoi fare il reporter?

Dite la verità, vi piacerebbe andare in giro per il mondo facendo della fotografia oltre che il vostro hobby anche un lavoro. A me si ed anche parecchio.

Certo, come tutte le professioni, almeno quelle fatte seriamente, non la si può improvvisare ed allora ecco una soluzione, della quale segnalazione devo ringraziare Claudia Rocchini.

E quale migliore scuola se non una delle migliori agenzie a livello italiano e mondiale che opera da oltre 25 anni. L’iniziativa si chiama Obiettivo Reporter, nato da un’idea di Marco Toldi, socio fondatore dell’agenzia fotografica di cui vi dicevo, ovvero Milestone Media.

Tutti i dettagli sul post di Claudia.