Professionisti o Professionali?

Ultimamente, sarà la vecchiaia, sto diventando sempre meno tollerante verso chi, per “diritto di IVA”, si permette di accusare gli altri di poca professionalità o peggio di plagio, che può avvenire in varie forme: dal “furto” di immagini altrui fino alla scopiazzatura delle idee, spesso talmente originali che in confronto la scoperta dell’acqua calda meriterebbe il nobel per la fisica.

Il tutto salvo scoprire,  ne parleremo più avanti, che questi stessi personaggi,  si sarebbero macchiati delle stesse “colpe” per cui si sentono in dovere di accusare gli altri!

Dopo aver avuto  a che fare, ve lo ricorderete, con persone riconducibili a 4 o 5 profili facebook, uno come modella, uno come fotografa, una come assistente e via dicendo, oppure dopo aver assistito alla pubblicazione di articoli, parlo di Clickblog, sui quali venivano scritte, con la scusa della traduzione di articolo altrui, emerite cazzate ( ed ancora stanno li!!!)… insomma dopo aver assistito a tutto ed il contrario di tutto ho deciso di dire la mia senza più tanti scrupoli, ora ed ogni volta che assisterò ad un comportamento del genere.

Anzi vi invito a segnalarmeli che magari apriamo una sezione del blog apposita, che ne dite?

Da qui in poi soltanto fatti, lascio a Voi le considerazioni. Per meglio dire, rubando a Claudia Rocchini (a mia volta ^_^) l’apertura di un suo articolo su Reflex di febbraio, dedicato a una riproduzione non autorizzata di suoi contenuti pubblicati sulla rivista, fatta addirittura da un avvocato!!!:

Mettendo assieme dati pubblici, accessibili da chiunque, ho esercitato il semplice diritto di cronaca”

Andiamo alla questione per cui mi sono “scandalizzato”. La questione è in apparenza semplice, c’è da una parte Giovanna Griffo, fondatore e amministratore di Maxartis, nonché “fotografa e Photoshop Instructor” (definizione tratta dalla sua pagina Facebook), che prima ha accusato Daniele di Stanio, leggete il post in cui riporta il tutto, di aver copiato il format “sfide di post produzione”. Non solo, l’ha accusato di offrire corsi a pagamento laddove lei i consigli li dà gratis…  poi, date le risposte civili, argomentate e soprattutto assai cortesi di Di Stanio,  ha schiesto scusa ironizzando sui “casi” ma, al posto di permettere uno scambio di idee e opinioni sul fattaccio e magari farne anche un esempio di come si gestiscono situazioni critiche sui social network, ha cancellato tutta la conversazione, bannando dalla propria pagina Facebook chi non la pensava come lei.  Vi consiglio vivamente di leggere il post di Daniele ed i commenti allo stesso.

A parte i modi e le implicazioni che non sta a me giudicare, vi voglio riportare il mio commento prima di continuare tanto per chiarire il mio pensiero:

Ritengo la professionalità, che ritengo un modo di essere, molto più importante dell’essere professionisti (dotati di partita IVA).
Detto questo gratis vuol dire GRATIS. Se ci sono banner pubblicitari e se usi la lezioncina gratis per offrire, giustamente e lecitamente, corsi a pagamento stai solo offrendo un campioncino di profumo in attesa dell’acquisto della confezione grande altro che gratis.
Sulla censura poi mi vien da ridere, oramai si sa tutto in un nano secondo e poi esiste anche la cache di google e non ultimo cancellare, bannare e altri metodi a senso unico non solo tolgono la possibilità ai terzi di farsi un’idea e alla contro parte il diritto di replica ma ritengo siano un grande autogol.
Un consiglio, in questi casi conviene catturare le schermate ( prima che democraticamente vengano cancellate ) e copiarle su un supporto non riscrivibile, quale può essere un cd-rom. In questo modo si hanno le “prove” caso mai, a titolo di esempio, si voglia fare causa a qualcuno per danno di immagine.
my 2 cents

Passiamo ora a quello che ho scoperto o meglio a quello che la vicenda in questione mi ha fatto tornare in mente. Procediamo con ordine. Non so se lo sapete, ma iscrivendosi alla newsletter di MaxArtis si ha la possibilità di scaricare guide e manuali in formato pdf. Buono, comodo ed istruttivo.

Una di queste guide è:

Come realizzare uno scontorno di una modella con capelli svolazzanti e vestito trasparente su sfondo non omogeneo in 5 minuti?? 

Potete voi stessi scaricarlo gratuitamente, addirittura senza iscrivermi da questo link. Tutto senza trucco e senza inganno, basta inserire il testo in neretto su un motore di ricerca ed il gioco è fatto.

Proprio in quell’opuscolo c’è una bellissima foto di una ragazza altrettanto bella su sfondo verde. Questa foto aveva un’aria … conosciuta ecco. Diciamo che non era la prima volta che la vedevo. Rimugina e rimugina….ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh adesso ricordo!

L’ho vista su un dvd della linea venduta su Lynda.com, quello di Chris Orwig, a cui per inciso la foto appartiene… (si nota dagli exif). La cosa strana è che tuttavia non c’è traccia del suo nome nella guida distribuita su Maxartis a firma della Griffo.

Ma noi non vogliamo pensar male anzi, ci permettiamo di usare le parole della Griffo nella discussione con Di Stanio quando, a proposito del presunto plagio del suo format, ha così risposto a Daniele: “…sarà un caso? sarà un caso!”

Claudia Rocchini presenta: Come proteggersi dal furto di fotografie online

Oramai non vi dico più nulla su Claudia Rocchini, che conoscete benissimo. Vado dirtto alla notizionA !!!

Un bel Webinar in collaborazione con Manfrotto sul come proteggersi dal furto delle imamgini, e si, avete capito benissimo! Claudia scrisse già sull’argomento ma avere l’occasione di poterle fare domende ed avere le giuste risposte be … fesso chi manca ;-)

Il webinar è fissato per l’8 Novembre 2011 alle ore 20.00 e durerà fino alle 21.00, quindi aperitivo prima di iniziare cosi non morirete di fame ;-)

Ma ecco il comunicato stampa:

Il furto delle immagini sul web è sempre più frequente. Anche da parte dei giornali on line. Ecco come difendersi con i consigli degli avvocati specializzati in tema di proprietà intellettuale

Il furto di fotografie, tecnicamente definito come “riproduzione non autorizzata di immagini altrui”, non è un fenomeno nuovo, certamente non è nato con il web. La tecnologia digitale e i relativi strumenti di diffusione delle immagini, vedi social network fotografici, album e siti, hanno però contribuito ad amplificare un malcostume che sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, soprattutto per l’importanza dei soggetti coinvolti. Rubare una fotografia su Internet è facile, perlopiù è sufficiente un semplice copia e incolla, ma se inizialmente a rendersi responsabili di queste azioni nella maggior parte dei casi erano soggetti privati e con superficiali conoscenze della legislazione sul diritto di autore, di recente si sono moltiplicati i casi in cui a rendersi responsabili di comportamenti illeciti sono grandi gruppi editoriali, proprio coloro che, per primi, dovrebbero dare ben altri esempi.

Quali sono i comportamenti più diffusi di chi è vittima di un furto? 
In molti casi ci si limita a salvare una schermata della pagina web che contiene la fotografia rubata per poi ricorrere alla cosiddetta “diffida informale”, scrivendo ai titolari del sito responsabile del prelievo e chiedendo la rimozione dell’immagine pubblicata. Molti professionisti, invece, procedono direttamente con l’invio di una fattura, o di un avviso di fattura, indicando un tempo minimo per il pagamento, riservandosi eventuali azioni legali.
Non solo comunicazioni di questo tipo molto spesso non hanno alcun seguito, ma rischiano di danneggiarci nel caso in cui si decida, in un secondo momento, di ricorrere a un legale: infatti, nel frattempo con ogni probabilità la nostra foto sarà stata rimossa senza un cenno di riscontro. Inoltre, non è detto che la semplice schermata sia sufficiente a provare la paternità di una fotografia: ciò che conta non è avere ragione, ma poter dimostrare di averla.
Infine, non tutti sanno che anche se un’immagine viene rimossa, si ha comunque diritto a un risarcimento per tutto il tempo in cui è stata pubblicata.

Quali le giustificazioni spesso addotte?
Tra le scusanti più utilizzate da chi ruba una fotografia vi è il “principio della corretta citazione”, secondo cui il diritto di paternità verrebbe rispettato principalmente tramite la citazione della fonte, a patto che venga utilizzata per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Tuttavia è sufficiente la presenza di un qualsiasi riferimento pubblicitario, (che sia un banner, un testo, un elemento grafico o altra soluzione di web advertising poco importa), nella pagina Internet che ospita fotografie altrui, perché si configuri il cosidetto “lucro indiretto”.

Prevenire è meglio che intervenire
In questo webinar, grazie anche alla consulenza di avvocati specializzati in diritto d’autore e in diritto penale inforatico, affronteremo sia gli step più opportuni su come comportarci in caso di furto di nostre fotografie sia le indicazioni per capire cosa dobbiamo sapere, e fare, prima di pubblicare una fotografia on line ed essere certi di poterne eventualmente dimostrare la paternità.

Per registrarsi: https://www1.gotomeeting.com/register/559292768

Giorgio Benni

La cosa bella di questo blog, almeno per quando mi riguarda, è la possibilità che mi ha dato in questo anni di conoscere gente del mestiere, persone in gamba, veramente forti. Gente come Claudia Rocchini o Monica Silva oppure Giorgio Benni di cui parleremo stasera.

Giorgio l’ho conosciuto per per alcuni commenti lasciati proprio qui su questo blog ed alla fine, come spesso accade, l’ho conosciuto di persona mentre era a fare compere da Ikea.  Prima di allora ci eravamo sentiti “soltanto” in tutti i modi che la tecnologia moderna consente.

Ma cosa fà Giorgio Benni? Ma il fotografo ovviamente, ma non un fotografo normale…uno che ha studiato, uno che ha praticato, uno che sa di cosa parla e sopratutto sa sempre cosa sta facendo.

Potrebbero sembrare tutte cose scontate ma non è cosi, in un momento in cui tutti sono dei professionisti basta avere la reflex nuova e magari non sapere neanche cos’è un banco ottico avere la possibilità di parlare con gente come Giorgio vi assicuro che può risultare quanto meno interessante.

Basterebbe chiedergli che flash utilizza per rendersi conto che non siamo di fronte al fighetto di turno oppure basterebbe, cosa che vi consiglio, leggere l’intervista fattagli dalla rivista Fotografare (credo sia ancora in edicola).

Io sono rimasto colpito da come è partito e da come si passi nell’intervista dai Pink Floyd alla metro A di Roma. Io non riesco a non citare alcune frasi di Giorgio che dice:

Pian Piano quello che avevo cercato in me, lo iniziai a trovare negli altri. Un lavoro continuo al servizio dell’arte: mettere la mia tecnica a disposizione, senza protagonismi. Cercando di mediare il meno possibile, diventando un fotografo trasparente. Perché se ami qualcuno o qualcosa lo lasci libero.

Oppure quando gli è stato chiesto se fotografasse al di fuori del lavoro:

Si, spesso. Ritratti di amici ed amiche, familiari, semisconosciuti che me lo chiedono. Gratis ovviamente. Si guardano ritratti sul display, sono felici. Regalare la felicità con un gesto mi viene naturale. E’ straordinario. Poi fotografo i miei figli, la mia famiglia, i matrimoni dei parenti, amici campestri sulla spiaggia, una foto che terranno per sempre è un dono che faccio volentieri. Vado a casa di conoscenti e vedo le mie foto sul muro, sul comodino con loro che sorridono…Perché i talenti si usano, non si sotterrano.

 

Questo fa capire molto su chi è. E prendete carta e penna oppuro no, meglio, fatevi tatuare sull’avambraccio questa frase:

Per me le macchine fotografiche sono uno strumento di lavoro, le uso e le intendo cosi, una vale l’altra se rispondono ai miei standard, non sono un feticista.

Scioccane vero? E guardate come conclude l’articolo, dopo che a Giorgio è stato chiesto cosa consiglierebbe ai giovani, mai capito perché fanno sempre questa domanda.

Vorrei dire ai giovani di stare attenti, ragazzi non perdetevi in cose poco concrete. Il tempo passa e alle 21 la metro A chiude per lavori. C’è un’autobus sostitutivo ma è sempre pieno.

Ovviamente l’articolo è molto molto più interessante e completo di questo piccolo post ma spero di aver reso almeno il giusto a Benni.

Fotografia Reflex: De pellicola e dintorni

Vi consiglio vivamente di dare una letta al post, come sempre accade in quel gruppo, interessantissimo sulla possibilità o meno di riproporre articoli sulla fotografia analogica (non me ne voglia il direttore Forti) nella nostra amata rivista Fotografia Reflex.

Vi riporto l’intervento di Giulio Forti, il direttore di Fotografia Reflex, che dice:

La richiesta di Lehasnikro e di spiderfrank sul tema bianconero analogico e la lunga catena di interventi mostra che la questione esiste e che esista una voglia di fotografare con un mezzo chimico di estrema bellezza e manualità.

La discussione inconsciamente rilancia l’idea vagante da tempo in redazione di riprendere l’argomento su FR. Dicendo manualità, intendo quel gusto irripetibile che tutti coloro che per la camera oscura sono passati conoscono bere: la sfida senza compromessi con se stessi nel portare a termine il processo con le proprie mani, senza software di supporto. Ovvio che si possa immaginare amche la via ibrida che consiste nello sviluppo della pellicola (facile) e nella stampa digitale via scansione.

Se è vero che il sistema all’alogenuro d’argento non aveva più molti modi di perfezionarsi, altrettanto lo è il sistema digitale oggi perché, dopo 15 anni, strizzati come limoni gli elementi base l’industria non sa più come innovare e quindi ripiega su soluzioni di marketing per mantenere vivo il mercato.

Chi ha avuto esperienza analogica, sa che una reflex digitale va usata nello stesso identico modo. Insomma, che non c’è un modo digitale per fare fotografie. Non è vero, d’altro canto, che scattare con pellicola significhi usare la testa. O ce l’hai, o non ce l’hai, la testa. Fatta salva ogni sua utile e riconosciuta caratteristica usata con la testa, il digitale ha reso possibile a chiunque di vedere la fotografia sul display, ciò che è la chiave del suo successo commerciale e della risultante massificazione culturale.

Quell’ansia da ricerca del negativo perfettamente esposto è scomparsa, sostituita dell’ansia da menu, da colorimetria, da bilanciamento del bianco, da rumore, da profili colore… Il tutto ancora perché il sistema fa una fatica boia ad emulare la semplicità della ripresa analogica. Dubito che riprendere l’argomento sulla rivista basti a far ripartire il gusto della fotografia su pellicola, penso però che un certo numero di lettori apprezzerà e che altri potranno incuriosirsi.

Ci ragioneremo in modo più approfondito. E voi aiutateci a chiarirci le idee.

Ovviamente vi consiglio di andare a leggere tutto il post dove troverete i pareri di gente come Claudia Rocchini o Le Ali.

Vuoi fare il reporter?

Dite la verità, vi piacerebbe andare in giro per il mondo facendo della fotografia oltre che il vostro hobby anche un lavoro. A me si ed anche parecchio.

Certo, come tutte le professioni, almeno quelle fatte seriamente, non la si può improvvisare ed allora ecco una soluzione, della quale segnalazione devo ringraziare Claudia Rocchini.

E quale migliore scuola se non una delle migliori agenzie a livello italiano e mondiale che opera da oltre 25 anni. L’iniziativa si chiama Obiettivo Reporter, nato da un’idea di Marco Toldi, socio fondatore dell’agenzia fotografica di cui vi dicevo, ovvero Milestone Media.

Tutti i dettagli sul post di Claudia.

Il punto di vista di un professionista

Vera e gli altri
© 2010 by Adolfo Trinca

Grazie a Claudia Rocchini che lo ha segnalato ho avuto la possibilità di leggere un’interessante parare, quello di Edoardo Agresti, circa il costo di un servizio matrimoniale.

Edoardo partendo da una richiesta arrivatagli via email che parlava di “prezzo esagerato” ci descrive il perché ed il come mai delle volte un prezzo che sembra esagerato non è altro che la logica conseguenza e delle richieste del cliente (mi servono soltanto un’80 di foto ed un video ah, voglio sia casa di lui che casa di lei).

Ma date una letta al suo post e fatemi sapere cosa ne pensate.

Claudia Rocchini: TOCCA SCEGLIERE, TU COME LO FAI?

Copertina Reflex ottobre 2010
Copertina Reflex ottobre 2010

Continuiamo ad avere l’onore ed il piacere di ospitare gli articoli di Claudia, della quale oramai sapete tutto. Non mi stancherò mai di lodare il suo modo di portare la notizia, completo, semplice e ben comprensibile da TUTTI.

Vi lascio alle sue parole.

da FOTOGRAFIA REFLEX OTTOBRE – Dagli scatti vergini alla selezione finale. Appassionati o professionisti, la valutazione delle proprie fotografie è un problema comune a tutti. – di Claudia Rocchini

Una delle operazioni più delicate, e complicate, del flusso di lavoro fotografico riguarda la selezione delle fotografie. Non importa se si è semplici appassionati o professionisti, l’esame degli scatti è un passaggio capace di far venire il mal di testa a tutti perché chiunque, dopo una giornata passata a fotografare, si ritrova con centinaia di scatti tra cui operare una scelta. Al solito, non esiste una formula magica, ma ci sono alcuni accorgimenti di base, utili e universali, da applicare in ogni circostanza. Vediamo quali, con qualche premessa doverosa.

Il primo e più importante passo è essere consapevoli della destinazione delle nostre fotografie.

Ora, lasciamo perdere i discorsi stile “Io scatto per mio piacere personale, non mi interessa il giudizio altrui” e diamo per scontato che si voglia far vedere le fotografie a un pubblico. E’ importante sapere a chi ci vogliamo rivolgere. Prendiamo in esame le due situazioni più frequenti: fotografie destinate a una mostra oppure a una galleria on line sul nostro album o sito internet. Se sono opere destinate a una mostra, non possiamo prescindere dal prendere in considerazione anche se non soprattutto tutti quei fattori legati alla stampa; se viceversa, come nella maggioranza dei casi, le fotografie saranno messe prevalentemente on line, potremo concentrarci su altri fattori, anche se sarebbe buona norma scattare con l’idea che qualsiasi nostra fotografia dovrà/potrà essere degna di stampa.

Una volta chiaro questo passaggio, dobbiamo essere psicologicamente pronti a indossare il camice per scatenare il dottor House presente in ognuno di noi: prepariamoci a diagnosi asettiche condite da un pizzico di cinismo e spietatezza, possibilmente autoironiche, stando pronti a usare il bisturi senza esitare.
Saper “tagliare” è il più importante passo che ci aiuta a perfezionare le capacità di valutazione fotografica.

Sarebbe anche opportuno non lasciare troppo spazio a suggestioni ipnotiche dettate dalla speranza, neanche troppo nascosta, di venire considerati “artisti” e, in quanto tali, liberi da regole formali.
Se una fotografia non è venuta, non è venuta, punto. E si vede. A volte siamo particolarmente legati a uno scatto sbagliato per le circostanze in cui l’abbiamo ottenuto. Non importa: partiamo dal presupposto che a quasi nessuno interessa sapere quanta fatica abbiamo fatto, né che siamo legati al soggetto da un forte legame affettivo, tantomeno interessano le giustificazioni sui motivi degli errori, a meno che si intenda utilizzare l’immagine per far capire come e perché è sbagliata. Le trasgressioni alle regole sono certamente ammesse, ma in rari casi e solo se si è consapevoli: difficilmente si potrà spacciare uno scatto con evidenti e grossolane imperfezioni come il risultato di una ricerca
“artistica”.

Passando alle cose pratiche, il primo consiglio, a meno di essere professionisti alle prese con scadenze strette, è di non esaminare subito le fotografie, ma attendere qualche giorno per distaccarci dai ricordi emotivi, lasciandoli sedimentare, così da avere una visione asettica. Va tenuto presente che molto dipenderà anche dal nostro stato d’animo del momento: l’ideale sarebbe affrontare la selezione con animo sereno altriment rischiamo che la scelta sia influenzata da emozioni puramente estemporanee.
Ciò detto, possiamo cominciare la nostra valutazione. Procediamo per esclusione e creiamo una carrellata di tutte le nostre fotografie, scartando subito quelle tecnicamente errate, probabilmente la maggioranza. Sconsiglio di eliminare fotografie lievemente mosse, sfocate, o dalle composizioni improbabili perché a volte anche gli errori tecnici contribuiscono a creare valore in una fotografia.
Per ora mettiamole da parte, in una cartella che potremo anche chiamare “foto sbagliate”.
Il primo e più profondo taglio va destinato a quelle immagini che provocano un’immediata reazione di rigetto. Continue reading “Claudia Rocchini: TOCCA SCEGLIERE, TU COME LO FAI?”

Party Fotografico@Studio N°21


eyes - Claudia Rocchini 2010 - All Rights Reserved

Ritengo sia un’occasione davvero buona, sopratutto, ma non solo, per chi ancora non se la sente di gestire una modella tutto da solo e vuole prima, magari senza spendere una fortuna nell’affitto di una sala pose (se vi serve a Ciampino fatemi un fischio!), dare un assaggio alla “situazione”.

Studio 21 con la collaborazione di Claudia Rocchini hanno pensato a questo nell’elaborare l’offerta che leggerete qui sotto.

Io, anche se un po’ lontano una capatina penso proprio che ce la farò!

Quante volte avreste voluto cimentarvi in una sessione fotografica con modelli in studio o sala di posa? E quante volte avete rinunciato perché scoraggiati dai costi? Affitto location, noleggio attrezzatura, modelli, stylist sono voci che incidono pesantemente sul bilancio.

Una soluzione ideale potrebbe essere quella di partecipare a un workshop, ma magari la vostra è solo una mera curiosità o un piccolo sfizio che vorreste togliervi, oppure siete realmente interessati al genere ma non al punto di pianificare la partecipazione a un corso specifico senza prima aver “assaggiato” sul campo.

Per darvi modo di toccare con mano e capire se siete davvero interessati a questo genere di fotografia, abbiamo pensato di offrirvi un aperitivo, o un antipasto, di cosa significhi fotografare in studio, secondo la formula del Party Fotografico.

Si tratta di un approccio light che vi darà la possibilità di trascorrere una serata in studio, fotografando liberamente una modella in set semplici, “minimalisti”, e preallestiti.
Sarete assistiti da tutor che vi daranno alcune indicazioni di base su come utilizzare le attrezzature di illuminazione e le tecniche fondamentali di fotografia in sala di posa, scenari, tipi di luce e accessori, facendo pratica su alcune situazioni tipo per affrontare le differenti condizioni di ripresa.

E ancora: una modella non è un pezzo di carne, né un oggetto inanimato. Per ottenere scatti suggestivi che vanno oltre alla mera e asettica ripresa è importante entrare in sintonia e capire le peculiarità della persona che abbiamo di fronte. Vi verranno quindi date preziose indicazioni sul corretto approccio emotivo al soggetto che fotograferete.

Avrete infine la possibilità, nei giorni successivi al Party, di inviarci una selezione di max 5 scatti per avere un riscontro professionale sul vostro lavoro e capire se vorrete approfondire il genere.
Una selezione delle fotografie verrà pubblicata sul sito dello Studio21:

http://www.numero21.it/

Per evitare scenari da incubo tipo quelli cui assistiamo nelle fiere, cioè folle di fotoamatori ammassati davanti ai set allestiti dai marchi, la partecipazione sarà limitata a 20 partecipanti che, in piccoli gruppi, si alterneranno sui set durante la serata.

Programma

19.30 – Ritrovo presso Studio21, accoglienza e registrazione partecipanti

20.00 – Presentazione e introduzione alla fotografia in studio

20.30/23.30 – Shooting libero con cambi di set e abiti modella, assistiti dai tutor

23.30 – Confronto tra partecipanti, tutor e modella

24.00 – Fine lavori e brindisi

Ai partecipanti verrà rilasciata una liberatoria, non esclusiva e non commerciale, per l’utilizzo auto promozionale delle immagini.

Tutor
Max Bertoli – Canale Glamour Nikon Club: www.maxbertoli.com
Claudia Rocchini – Fotogiornalista, FOTOGRAFIA REFLEX: www.reflex.it

Modella
Lara Manfredi
http://www.numero21.it/?p=329

Costo:
80 euro

Partecipanti:
Minimo 10, massimo 20

Modalità di iscrizione:
Entro e non oltre il 20 novembre, inviare una mail con nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, telefono e ricevuta versamento di € 40 a: partyfotografici@gmail.com

Coordinate bancarie

Intestatario:
Massimiliano Bertoli – Via Milano, 21- 20025 Legnano (MI)
P.I. 07177990962

Banca Cesare Ponti
Via Washington, 22
20100 Milano

Codice IBAN:
IT83 Z030 8401 6010 0000 0621 880

Causale:
Party fotografico 26/11/2010

Il saldo verrà effettuato in loco.

Verranno accettate le iscrizioni in rigoroso ordine di arrivo e verrà data conferma dell’avvenuta iscrizione tramite mail.
Vi daremo conto qui dell’eventuale stop alle iscrizioni per numero massimo di partecipanti raggiunto, ma nel caso non scoraggiatevi, abbiamo in programma altri appuntamenti simili :-)

Importante: in caso di mancata partecipazione, la quota versata non verrà restituita.