Giorgio Benni

La cosa bella di questo blog, almeno per quando mi riguarda, è la possibilità che mi ha dato in questo anni di conoscere gente del mestiere, persone in gamba, veramente forti. Gente come Claudia Rocchini o Monica Silva oppure Giorgio Benni di cui parleremo stasera.

Giorgio l’ho conosciuto per per alcuni commenti lasciati proprio qui su questo blog ed alla fine, come spesso accade, l’ho conosciuto di persona mentre era a fare compere da Ikea.  Prima di allora ci eravamo sentiti “soltanto” in tutti i modi che la tecnologia moderna consente.

Ma cosa fà Giorgio Benni? Ma il fotografo ovviamente, ma non un fotografo normale…uno che ha studiato, uno che ha praticato, uno che sa di cosa parla e sopratutto sa sempre cosa sta facendo.

Potrebbero sembrare tutte cose scontate ma non è cosi, in un momento in cui tutti sono dei professionisti basta avere la reflex nuova e magari non sapere neanche cos’è un banco ottico avere la possibilità di parlare con gente come Giorgio vi assicuro che può risultare quanto meno interessante.

Basterebbe chiedergli che flash utilizza per rendersi conto che non siamo di fronte al fighetto di turno oppure basterebbe, cosa che vi consiglio, leggere l’intervista fattagli dalla rivista Fotografare (credo sia ancora in edicola).

Io sono rimasto colpito da come è partito e da come si passi nell’intervista dai Pink Floyd alla metro A di Roma. Io non riesco a non citare alcune frasi di Giorgio che dice:

Pian Piano quello che avevo cercato in me, lo iniziai a trovare negli altri. Un lavoro continuo al servizio dell’arte: mettere la mia tecnica a disposizione, senza protagonismi. Cercando di mediare il meno possibile, diventando un fotografo trasparente. Perché se ami qualcuno o qualcosa lo lasci libero.

Oppure quando gli è stato chiesto se fotografasse al di fuori del lavoro:

Si, spesso. Ritratti di amici ed amiche, familiari, semisconosciuti che me lo chiedono. Gratis ovviamente. Si guardano ritratti sul display, sono felici. Regalare la felicità con un gesto mi viene naturale. E’ straordinario. Poi fotografo i miei figli, la mia famiglia, i matrimoni dei parenti, amici campestri sulla spiaggia, una foto che terranno per sempre è un dono che faccio volentieri. Vado a casa di conoscenti e vedo le mie foto sul muro, sul comodino con loro che sorridono…Perché i talenti si usano, non si sotterrano.

 

Questo fa capire molto su chi è. E prendete carta e penna oppuro no, meglio, fatevi tatuare sull’avambraccio questa frase:

Per me le macchine fotografiche sono uno strumento di lavoro, le uso e le intendo cosi, una vale l’altra se rispondono ai miei standard, non sono un feticista.

Scioccane vero? E guardate come conclude l’articolo, dopo che a Giorgio è stato chiesto cosa consiglierebbe ai giovani, mai capito perché fanno sempre questa domanda.

Vorrei dire ai giovani di stare attenti, ragazzi non perdetevi in cose poco concrete. Il tempo passa e alle 21 la metro A chiude per lavori. C’è un’autobus sostitutivo ma è sempre pieno.

Ovviamente l’articolo è molto molto più interessante e completo di questo piccolo post ma spero di aver reso almeno il giusto a Benni.

Piove e siete convinti che non si possa fotografare?

Siete convinti che quando piove non si possano fare delle belle foto? Non avete idea di cosa possiate riprendere con questo tempaccio?

Be, date un’occhiata alle 25 immagini selezionate da lightstalking.com e delle quali vi do un’assaggio qui sotto dopo alcune selezionate da me fra i miei preferiti di Flickr.


photo © 2010 Καλημέρα KALIMERAmore info

photo © 2008 Rosie Hardymore info

Rain Drops

photo © 2008 Mikemore info(via: Wylio)

rain over street lights

photo © 2007 s marcumore info(via: Wylio)

singing in the rain

photo © 2005 Noyesmore info(via: Wylio)

Cycling in the rain #2

photo © 2004 Dave Gingrichmore info(via: Wylio)

Siete ancora della stessa opinione? Cercate su Flickr “rain” !