Portfolio, ma che è e come lo creo?

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Piccolo dettaglio che cattura

“Il portfolio è l’elenco dei lavori svolti da un professionista (ad esempio un architetto), eventualmente corredato di immagini esplicative.

Curiosamente in Italia si usa il termine inglese portfolio che a sua volta deriva dall’italiano portafoglio, di cui ha tutti i significati e che quindi può essere usato in alternativa.” – Wikipedia

Ho scovato un bel post sul sito della Treccani che parla della presentazione del Portfolio, della sua composizione (intesa come quantità di foto, a chi è destinato e via dicendo). Molto interessante e sicuramente da leggere.

Se dobbiamo presentare dei lavori ad esempio alla redazione di Digital Photography Italia (che poi è la stessa di Fotografia Reflex), come dobbiamo organizzarci?

intanto abbiamo già individuato uno dei parametri fondamentali per la composizione del nostro futuro Portfolio ovvero il destinatario!

La redazione di una rivista come quella che abbiamo appena citato visionerà un casino di foto al giorno e sceglierà le foto “di pancia”, non avrà tempo ne voglia di stare due ore a visionare le vostre centinaia di foto…per cui poche foto ma buone! Diciamo 10/15. Su questo numero sappiate che ognuno da i numeri (appunto)…fate voi…diciamo che il numero di foto giusto è quello che serve a presentare la vostra storia (e voi) ne una di più ne una di meno!

Chi analizza un portfolio, in genere, ha una buona cultura fotografica ed ha visto in vita sua moltissime fotografia comprese (ovviamente) quelle dei grandi maestri. Non mandategli foto del gattino o del tramonto (a meno che non troviate un modo originalissimo di presentarli) ma cercate di essere originali sia nel modo di raccontare sia in quello che state raccontando. Penso che il bambino di colore con gli occhioni grandi abbia scassato i cabasisi oramai, quindi occhio ai contenuti ^_^

In fotografia molto è stato già fatto e diffuso, scegliete un tema originale e perseverate.

Un’altra cosa importante è l’obiettività con cui sceglierete le vostre foto. Siate obiettivi, osservate le vostre foto con distacco, allontanando le emozioni legate ai ricordi che le foto portano con se. E come già abbiamo accennato evitate come la peste le ripetizioni, concentrate tutto il “racconto” in poche immagini distinte ma connesse tra loro.

Un portfolio deve contenere un progetto sviluppato e compiuto, saper descrivere un fatto, esporre una storia. Una sorta di racconto breve ma sempre completo ed esaustivo. Siate degli scrittori ^_^

Il racconto di questa storia può avvenire sostanzialmente in due modi, almeno quelli conosco, come un racconto chiuso o aperto.

Aperto se la storia non ha un inizio o una fine e chiuso invece è un racconto classico, con un’inizio un centro ed una fine. Esempio: colazione la mattina, pranzo, cena e tutti a letto. Quello aperto non ha questi elementi temporali per cui avremo in realtà la sequenza delle immagini che non danno la sensazione ad esempio dello scorrere del tempo, almeno non per forza. In entrambe i casi scegliete con cura la collocazione di ogni foto, in modo che il racconto possa svilupparsi secondo la vostra personale idea.

Basta, me so stufano e me ne vado a casa…il resto lo trovate ad esempio sul post che vi ho linkato in apertura di articolo.

Oggi 31.05.2013 aggiorno l’articolo con questa citazione:

Le porte di ogni rivista dovrebbero essere aperte alla collaborazione. Quello che ci vuole è un argomento originale o un tema abusato, ma rivisitato. Meglio se si tratta di un argomento che piace e che si conosce. Però la bella idea non basta. Occorrono le fotografie giuste per illustrarla e poi un testo senza fronzoli, senza superlativi, troppi avverbi o troppo autocompiacimento… io qui, io là. Il tutto in un buon italiano. Difficile, ma non impossibile. Altrimenti non saremmo qui.
by Giulio Forti

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