Portfolio, ma che è e come lo creo?

Piccolo dettaglio che cattura

“Il portfolio è l’elenco dei lavori svolti da un professionista (ad esempio un architetto), eventualmente corredato di immagini esplicative.

Curiosamente in Italia si usa il termine inglese portfolio che a sua volta deriva dall’italiano portafoglio, di cui ha tutti i significati e che quindi può essere usato in alternativa.” – Wikipedia

Ho scovato un bel post sul sito della Treccani che parla della presentazione del Portfolio, della sua composizione (intesa come quantità di foto, a chi è destinato e via dicendo). Molto interessante e sicuramente da leggere.

Se dobbiamo presentare dei lavori ad esempio alla redazione di Digital Photography Italia (che poi è la stessa di Fotografia Reflex), come dobbiamo organizzarci?

intanto abbiamo già individuato uno dei parametri fondamentali per la composizione del nostro futuro Portfolio ovvero il destinatario!

La redazione di una rivista come quella che abbiamo appena citato visionerà un casino di foto al giorno e sceglierà le foto “di pancia”, non avrà tempo ne voglia di stare due ore a visionare le vostre centinaia di foto…per cui poche foto ma buone! Diciamo 10/15. Su questo numero sappiate che ognuno da i numeri (appunto)…fate voi…diciamo che il numero di foto giusto è quello che serve a presentare la vostra storia (e voi) ne una di più ne una di meno!

Chi analizza un portfolio, in genere, ha una buona cultura fotografica ed ha visto in vita sua moltissime fotografia comprese (ovviamente) quelle dei grandi maestri. Non mandategli foto del gattino o del tramonto (a meno che non troviate un modo originalissimo di presentarli) ma cercate di essere originali sia nel modo di raccontare sia in quello che state raccontando. Penso che il bambino di colore con gli occhioni grandi abbia scassato i cabasisi oramai, quindi occhio ai contenuti ^_^

In fotografia molto è stato già fatto e diffuso, scegliete un tema originale e perseverate.

Un’altra cosa importante è l’obiettività con cui sceglierete le vostre foto. Siate obiettivi, osservate le vostre foto con distacco, allontanando le emozioni legate ai ricordi che le foto portano con se. E come già abbiamo accennato evitate come la peste le ripetizioni, concentrate tutto il “racconto” in poche immagini distinte ma connesse tra loro.

Un portfolio deve contenere un progetto sviluppato e compiuto, saper descrivere un fatto, esporre una storia. Una sorta di racconto breve ma sempre completo ed esaustivo. Siate degli scrittori ^_^

Il racconto di questa storia può avvenire sostanzialmente in due modi, almeno quelli conosco, come un racconto chiuso o aperto.

Aperto se la storia non ha un inizio o una fine e chiuso invece è un racconto classico, con un’inizio un centro ed una fine. Esempio: colazione la mattina, pranzo, cena e tutti a letto. Quello aperto non ha questi elementi temporali per cui avremo in realtà la sequenza delle immagini che non danno la sensazione ad esempio dello scorrere del tempo, almeno non per forza. In entrambe i casi scegliete con cura la collocazione di ogni foto, in modo che il racconto possa svilupparsi secondo la vostra personale idea.

Basta, me so stufano e me ne vado a casa…il resto lo trovate ad esempio sul post che vi ho linkato in apertura di articolo.

Oggi 31.05.2013 aggiorno l’articolo con questa citazione:

Le porte di ogni rivista dovrebbero essere aperte alla collaborazione. Quello che ci vuole è un argomento originale o un tema abusato, ma rivisitato. Meglio se si tratta di un argomento che piace e che si conosce. Però la bella idea non basta. Occorrono le fotografie giuste per illustrarla e poi un testo senza fronzoli, senza superlativi, troppi avverbi o troppo autocompiacimento… io qui, io là. Il tutto in un buon italiano. Difficile, ma non impossibile. Altrimenti non saremmo qui.
by Giulio Forti

Spazio Negativo: l’importanza dello spazio vuoto

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© 2011 by Adolfo Trinca – Valentina

Colgo l’occasione del commento di Kalak of Tyr lasciato su questa foto, la stessa che vedete in apertura del post, per parlare o meglio passarvi il concetto di spazio negativo.

Definiamo “Whitespace”, “spazio bianco” o “spazio negativo” è lo spazio tra gli elementi in una composizione. Quando si scatta una foto molti di noi si concentrano cosi tanto sul soggetto principale che dimenticano l’importanza del “resto” e sopratutto non considerano e studiano con attenzione la composizione ne lo spazio vuoto appunto.

Quello di prestare molta attenzione a tutti gli elementi che rientrano nell’inquadratura è un’esercizio mentale molto prezioso che porta verso la sintesi, ci fa arrivare subito al nocciolo della questione, al messaggio che vogliamo dare. Senza appesantire con del superfluo il nostro messaggio.
Si tratta volte d una nostra capacità innata, altre volte lo si deve imparare con esercizio, esercizio ed ancora esercizio.

Probabilmente molti fotografi famosi lo sono diventati proprio per la loro capacità di saper determinare che cosa non mostrare nelle loro foto, ed è forse proprio questo uno degli elementi che differenzia un professionista da un comune “possessore di fotocamera” : il saper valutare che cosa eliminare dall’immagine. (Pega’s Photographic Blog)

All’inizio può sembrare una palla al piede ma mano mano che la cosa diventa automatismo vedrete che le vostre foto faranno un click verso l’alto! E vi assicuro che delle fotografie che utilizzano lo spazio negativo, se ben fatte crea effetti unici e sorprendenti (vedi foto sottostante ed il sito dell’autore).

Mario Giacomelli - Mani
© Mario Giacomelli - IO NON HO MANI CHE MI ACCAREZZINO IL VOLTO

Potremmo dire, ditemi la vostra, che lo spazio negativo va sfruttato per esaltare meglio il soggetto fotografato e portare l’attenzione di chi guarda verso il nostro centro focale. Lo spazio negativo non deve e non può essere per forza bianco o nero ed addirittura potrebbe diventare lui il soggetto della nostra fotografia (magari un po minimalista).

Mamma fotografa? Missione not impossible

© Roberta Garofalo

E’ quello che Roberta Garofalo sostiene nel suo recente blog. Blog nel quale mi sono imbattuto cercando dritte e suggerimenti per fotografare il mio bel bimbo appena arrivato, Luca ^_^

Fra le altre cose Roberta è menbro del NAPCP National Association of Professional Child Photographers ed è fra le altre cose anche una persona molto disponibile, oltre ovviamente una professionista con i contro softbox (giudicate voi dai suoi lavori) !

Interessante poi quello che dice nell’articolo di presentazione del suo blog, affermazione che mi ha colpito molto e che mi ha spinto a leggere tutto quanto avesse già scritto, ve ne do un piccolo estratto:

Volevo un blog che non parlasse soltanto di me e del mio lavoro, ma di bambini o meglio….di fotografia di bambini!

Perfetto mi sono detto. E di fatti ho trovato sul suo blog un sacco di “dritte” sia tecniche, ma non spaventatevi, non parla di tecnica, sia di come approcciare al bambino per non farlo annoiare o peggio indispettire oppure di come allestire un piccolo set casalingo sia per lui che per lei oppure di come fare delle belle foto al parco o di come comporre al meglio le foto dei nostri figli.

Insomma, davvero interessante e poi basta chiedere che vi sarà risposto, non male direi.

5 suggerimenti per un ritratto da Scott Bourne

© 2011 by Adolfo Trinca

Un’altro post interessante di Scott Bourne preso da PhotoFocus, stavolta si parla di ritratti.

Sono consapevole dell’enorme pressione che c’è nel cercare di fare qualche cosa di NUOVO quando si parla di ritratti. La mia opinione è che sia più importante fare qualcosa di personale piuttosto che di nuovo, ma – dato che so che è un problema, ho un paio idee da condividere con voi oggi. Spero che queste idee facciano scattare qualche scintilla di creatività per le vostre future sessioni di ritratto. Provatele.

1. Fai il ritratto in un luogo che sia molto familiare ai soggetti, come la loro casa o il luogo di lavoro. Le persone tendono a bloccarsi in uno studio fotografico.  A casa o al lavoro, tendono ad essere più spontanei. Questo può essere un buon trucco per ottenere dei grandi scatti.

2. Pensa come se stessi scattando con una Hasselblad (ndr: beato te che ce l’hai!!!). Tanto tempo fa, feci il mio primo ritratto serio usando una Hassleblad 501C. Questa fotocamera ha un taglio (ndr: visione del soggetto) quadrato. So che è un concetto strano per per molti fotografi moderni, ma io so l’influenza positiva che la cosa può avere sui vostri scatti. Provate con una cornice quadrata. Chissà – potrebbe farvi scattare qualche idea.

3. Considerare oggetti di scena e costumi. Se stai lavorando con un noto musicista,forse una chitarra – in qualche parte del fotogramma – aiuterà voi e il soggetto a entrare nello spirito. Oppure, che ne dite di un costume divertente? La creatività nasce in molti luoghi. Siate sempre aperti alle influenze esterne.

4. Inquadrate stretto. Voglio dire davvero stretto. Inquadrate dettagli come gli occhi o addirittura le ciglia. Una prospettiva diversa a volte può essere molto interessante.

5. Usa le texture. Mi piace drappeggiare del tessuto sulla gente e poi fargli dei ritratti .Questa è una variazione sull’idea di usare un costume. A volte basta mettere la persona dietro ad un semplice tessuto e cambia tutto.

La creatività è una cosa sfuggente. Non si sa mai cosa potrebbe accenderla. Speriamo che una di queste idee possa farla scattare in voi.

Io mi permetto di suggerirvi di scattare tutte le settimane perché l’unico vero modo di far scattare il processo creativo è quello di tenerlo costantemente allenato. Ad ogni sessione imparerete qualche cosa o avrete una piccola intuizione che potrete esplorare successivamente.

E voi avete qualche suggerimento interessante da dividere con noi a proposito di ritratti?

Prima di fare click

Traduzione più o meno corretta del post apparso su Beyond Mega Pixels. Tratta come avrete capito delle domande che ognuno di noi dovrebbe imparare a farsi prima di scattare una foto.

ASK YOURSELF BEFORE YOU CLICK

L’articolo è stato scritto da: Tiffany Joyce

Prendendo l’abitudine di porti una o più delle seguenti domande, prima di scattare, vedrai che le tue fotografie miglioreranno.

“confusion” by polandeze on Flickr Creative Commons.

Quel’è il mio soggetto? Immagino che per molti di voi potrà sembrare scontato. Stiamo per scattare una foto a qualche cosa e questo qualche cosa dovrebbe essere il nostro soggetto, giusto? Tuttavia, ci potremmo trovare nella situazione di scattare senza pensare, senza aver ben definito bene il soggetto della nostra fotografia. Prendete ad esempio la foto qui sopra. In questa occasione, io penso che il fotografo volesse semplicemente catturare il caos creato dalle linee. Ma, se non c’è un soggetto ben definito, molto spesso chi guarda la foto non è in grado di capire le intenzioni del fotografo.

“solitary tree” by Minnie Mouse Aunt on Flickr Creative Commons.

Che cosa voglio raccontare? C’è una storia dietro ogni fotografia. Quando guardi dentro il mirino, racconta a te stesso la storia che vuoi raccontare. Guarda la scena come un narratore ed essa verrà “assorbita” dalla fotografia quando la scatterai. Come esercizio, dai un titolo alla fotografia prima di scattarla. Sapere cosa andrai a scattare può aiutarti a focalizzare la storia che vuoi raccontare.

“One cow, one ferris wheel” by Kevin Dooley on Flickr Creative Commons.

Quale emozione vuoi suscitare? In maniera analoga al discorso sulla storia raccontata da una foto, una fotografia è avvincente quando suscita una qualche emozione. Quando componete la foto, prestate attenzione a quale sensazione vi genera la scena che state per riprendere. Pace? Felicita? Solitudine? Eccitazione? Disagio? Riconoscere la sensazione che provate vi aiuterà a concentrarvi sull’obiettivo ed a trasmettere questa sensazione alla vostra foto.

LOFOTEN
“LOFOTEN” by Johnny on Flickr Creative Commons.

Quale la composizione migliore per questa foto? Quando cerchiamo di migliorare le nostre foto non possiamo dimenticare l’aspetto tecnico proprio del nostro skill di fotografi. Quando prepariamo la macchina per lo scatto, in base alle vostre conoscenze, verificare se c’è un modo migliore di comporre la fotografia. Rallentate, prendete un bel respiro, e guardate nel mirino con occhio critico. Stai seguendo la regola dei terzi? La foto è bilanciata? state tagliando o unendo quello che non dovreste? Dov’è il fuoco? Com’è la luce? Se non è necessario, non avere fretta. Fidatevi del vostro istinto, ma allo stesso tempo date fiducia anche alle vostre competenze.

“Wedding Day Jump” by fevisyu on Flickr Creative Commons.

Chi è il io pubblico? Stai facendo delle foto per un cliente? Stai semplicemente scattando delle foto ricordo? Vuoi condividere le foto con i tuoi amici? Familiari? Stai per postarle on-line? Sono per un compito scolastico? Un progetto? Un concorso? Tieni rpesente chi sarà il tuo pubblico quando scatti la foto. In questo modo sarete sicuri di catturare delle immagini in sintonia con le loro aspettative.

Il resto, commenti compresi li potete andare a leggere nel post originale. Se aveste considerazioni o suggerimenti da darci, fatelo nei commenti, vene saremmo grati ;-)

Claudia in “Regole per Osservare”

Fotografe Italiane su Facebook
by Paola Casali

Su Facebook è nato un bel gruppo, si chiama Fotografe Italiane su Facebook.

Guarda caso lo ha creato Claudia insieme a Paola Casali, fotografa professionista di Roma (che ha scattato la fotografia qui a fianco).

Ma chi cazz’è Claudia?

ANCORAAAAAAAAAAAAAAAA, basta!

Claudia lo sapete benissimo chi è!!!

Torniamo a noi, nella sessione “Discussioni” c’è un bellissimo post che parla delle “Regole per osservare”.

Io, da bravo ladro, non potevo certo farmi scappare un’occasione cosi ghiotta e non riportare qui una cosi preziosa guida.

Ovviamente vi suggerisco di andare a leggere e ricontrollare spesso l’originale perché arricchito dalle osservazioni e dalle domande delle iscritte e sopratutto dalle risposte ed osservazioni che mano mano Claudia aggiungerà nel post.

Anche se scritto evidentemente come nota per le iscritte e non certo per la pubblicazione vera e propria troverete l’articolo davvero interessante ed esauriente pur restando, come sempre, semplice da capire e scritto magistralmente. Io mi sono permesso di aggiungere qualche nota (ndr) e qualche link di approfondimento.

Come dite? si capisce che adoro Claudia? e be, non posso negarlo!

Peccato non poter commentare direttamente anche noi mascietti ma che ci volete fare, vi dovrete accontentare di fare le vostre osservazioni qui sul mio blog.

Chissà, magari un giorno le potrebbe leggere, vero Claudia?

;-)

Inauguriamo l’area discussioni con un piccolo ma utile decalogo tratto da letture sulla fotografia fatte qua e là (ebbene sì, facciamo il lavoro sporco per voi ;) integrato con esperienze personali.

E’ una sintesi, non esaustiva, che ci piace condividere. In attesa di vostri ulteriori spunti.

Fotografia non è solo vedere con gli occhi, ma anche saper pre-visualizzare (ndr: Ansel Adams è stato un pioniere dell’idea di previsualizzazione oltre che del famosissimo sistema zonale) una foto, mettendo in moto il cervello prima di scattare :)
Per esempio, sapere come verrà fotograficamente il soggetto che stiamo inquadrando, ci aiuterà a capire come ripulire l’inquadratura e la composizione prima di scattare.

Ecco alcuni spunti in pillole:

1. Cercate la semplicità.
Guardarsi attorno alla ricerca di zone dove c’è meno confusione. Se invece vi capita di voler fotografare il caos cosmico della vostra stanza, almeno cercate di individuare Il simbolo del disordine all’interno di una piccola area.

2. Girateci attorno.
Si dice che alle donne piaccia girare attorno a cose e concetti, senza mai arrivare al dunque (ndr: confermo! ed in verità invidio moltissimo alle donne, oltre qualche altra cosetta che noi maschietti desideriamo da sempre, questa capacità ^_^ ). Vero o non vero, ecco, in questo caso se avete questa predisposizione, sfruttatela fotograficamente per cambiare punto di visione. Se è il caso, non dimenticatevi di arrampicarvi sull’armadio, con un bel grandangolo, meglio se a occhio di pesce (ndr: detto anche fish eye).

3. Lo sfondo, questo sconosciuto.
Siete maniache del teleobiettivo, come la sottoscritta? Siete di quelle che basta avere ben a fuoco il dettaglio dell’occhio del micio e chissenefrega di cosa ci sta dietro? Se sì, ribaltate l’approccio. Provate a individuare prima uno sfondo gradevole, previsualizzandolo, sapendo che quello che i vostri occhi vedono, in fotografia verrà sfocato. Per esempio, non c’è peggior sfondo di una foresta o un bosco con macchie di cielo bianco che spuntano qua e là per distogliere l’attenzione dal soggetto in primo piano. Parola d’ordine: sfondo ordinato. (ndr: la composizione di una fotografia con il tele è molto più semplice di quella fatta con un grandangolo … ma ne parleremo)

4. Non c’è niente da fotografare.
Quante volte, figliole, vi è capitato? Tantissime, anzi di più. E’ il momento di farsi qualche domanda. Avete esplorato il luogo da ogni punto di vista, incluso dal basso e dall’alto? Vi siete messe a testa in giù con la fotocamera in mezzo alle gambe? (ndr: il primo che fa battute lo cionco!) Le ginocchia sono fatte anche per essere piegate e le cose non si posizionano da sole così come vorreste voi. La luce fa schifo? Avete provato a sfruttare positivamente l’apparente negatività? Se il cielo è bianco e noioso, chi l’ha detto che la foto deve per forza includere il cielo? Avete fatto finta di essere una persona con uno stile differente dal vostro solito?

5. Siete ancora convinte che non c’è niente da fotografare.
Va bene, avete ragione voi: non c’è proprio nulla che meriti l’onore di un vostro click. Fate una cosa, mollate la fotocamera e andate in giro, godendovi il posto, guardando le cose comunque ma senza la fissa di dover scattare a tutti i costi. Comportatevi da bambine curiose alla ricerca di nuovi giochi: toccate le cose, sollevate sassi (occhio alle vipere), giocate a contare le foglie su un ramo, parlate con la gente, cercate persone che attraggono la vostra curiosità e osservate come si muovono nell’ambiente. Vogliamo scommettere che dopo mezz’ora di questo gioco, tornate a casa con le schede piene? :) (ndr: ha detto schede?)

6. Non tutte le cose possono essere fotografate.
Prendetene atto: le nostre scelte fotografiche vanno adeguate alla scena che abbiamo di fronte (luce, elementi, soggetti, sfondi, linee rette, curve, diagonali) e non al pensiero che “tanto sistemo tutto con Fotosciop”.

7. Raccontate di voi
Siete al supermercato a fare la spesa, magari in quel bellissimo orario tra le 21 e le 22 quando non c’è più nessuno a parte i soliti single alla ricerca dell’anima gemella (cliché, passatemelo)(ndr: vabbè non lo faccio più sigh). Cosa c’è da fotografare in un supermercato? La vostra esperienza. Siete affascinate dalle forme, dalla moltitudine di barattoli, dai contrasti di colore delle differenti marche di pasta, dall’occhio vitreo della trota quando lo osservate per chiedervi se è veramente pesce fresco o cosa… Compris?

8. Pensate positivo
Oh che noia. Eh sì, sarà anche una noia l’invito al pensiero con il più, ma se passate il vostro tempo sulla scena a tirar giù tutti i santi del paradiso, riserve comprese, perché non avete il grandangolo o perché la luce fa schifo, o se vi capita di dover fotografare cose che emotività zero… ovvio che i risultati faranno schifo. Mente aperta e leggerezza aiutano a scoprire qualcosa di inusuale. (ndr: amen!)

9. Dove puntare la fotocamera?
Quando cambiate genere vi capiterà spessissimo di non riuscire a “vedere la foto”. Un esempio: un campo arato con cascina sullo sfondo, e dietro l’orizzonte, con cielo magari bianco. Il principiante punterà sulla cascina, magari centrale, senza badare al resto. Il fotoamatore medio metterà la cascina a destra o a sinistra dell’immagine, intuendo senza saper bene il perché una composizione più suggestiva. Il fotoamatore più scafato invece osserverà le righe del campo arato e punterà su di loro, facendo in modo di condurre l’occhio dell’osservatore verso la cascina. E volete scommettere che gestirà lo scatto in bianconero?

10. Accettate i compromessi.
Anche in fotografia, non è tutto bianco o nero. Le infinite sfumature di grigio restituiscono suggestioni che meritano di essere prese in considerazione. Ma il mondo è a colori, obietterà qualcuna. E infatti, il modo migliore per non complicarsi la vita è accettare che, a colori o in bianconero, la foto perfetta non esiste ed è meglio un buon compromesso che lasci capire che è stata proprio quella la scelta del fotografo, ad un (finto) miracolo ottenuto in post produzione.

78 consigli per fotografi idioti

78 divertenti regole fotografiche ed utili avvisi creati dal fotografo lituano Ivars Gravlejs

Occhio! che so cazzate!

(ndr) Anche se io ho imparato molto!!! Sarebbe carino che lasciaste un commento su queli sono le cazzate che fate voi, su che vi costa un minutino al massimo!

via: gawno.com

6 Suggerimenti per una composizione pefetta dei vostri ritratti

Provo a tradurre, mettendoci del mio che spero non siano solo errori, l’articolo 6 Tips for Perfect Composition in Portrait Photography apparso su Digital Photography School. Anzi diciamo pure che questo articolo è liberamente tratta dal post che vi ho segnalato sopra ^_^

La prima cosa è in soldoni è di fare attenzione allo sfondo!

L’errore più comune di noi “dilettanti” è proprio quello. Stiamo attentissimi a prendere e sistemare la luce giusta, occhi aperti all’esposizione e poi concentratissimi per cogliere l’espressione del viso migliore ma dopo il click …… cazzo lo sfondo fà cagare.

Quindi fate sempre e dico sempre attenzione a cosa c’è dietro! (è un consiglio per tutto nella vita gh gh gh)

Pensate ad un bellissimo ritratto con una luce bellissima con la giusta inquadratura e un’espressione del viso assolutamente giusta click …. cazzo un ramo che le pende sulla testa!

Ma passiamo ai punti indicati nell’articolo di cui vi parlavo e dai quali ho preso spunto per lacune riflessioni:

1. Riempite il fotogramma con il soggetto

E’ un ritratto quindi non abbiate paura di zoomare o avvicinarvi! Questo non vuol dire che dovete riempire il frame con la facciona del soggetto, potete riempirlo con lui seduto su uno sgabello oppure appoggiato ad un’albero e cosi via.

Gente di Barcellona

2. Tenete gli occhi del soggetto nel terzo superiore

Verificate sempre se è il caso di scattare in verticale, delle volte non ci si pensa. Posizionate gli occhi nel terzo superiore, è la loro posizione più naturale. Cercare di rispettare questa regola se non volete deliberatamente creare tensione. Un’altra eccezione a questa regola è quando il soggetto è nel terzo inferiore del frame.

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3. Incorniciate il soggetto per focalizzare l’attenzione su di lui

Piuttosto che eliminare l’ambiente che circonda il soggetto lo uso! Porte, archi, finestre, gazebo sono tutte le soluzioni creative che massimizzano l’attenzione sui soggetti.

Pezzi (sensuali) della Puglia

4. Creare una texture

E se non è possibile eliminare un sottofondo? usatelo a vostro vantaggio!  Allontanando il soggetto dallo sfondo ed impostando la macchina con su un diaframma aperto ( F4.0 ma anche f5.6, dipende da che lente avete in uso), lo sfondo verrò sfuocato e nello stesso tempo, nel caso di un muro a mattoncini o di una catasta di lagna ad esempio, una bella  trama.  Il soggetto verrà ben separato dallo sfondo catturando l’attenzione del “lettore”, senza l’annullamento del background avrete anche un bellissimo effetto artistico.

Legna

5. Utilizzate le linee

Un muro può essere, come vi ho già scritto, uno sfondo perfetto per un ritratto! Le linee aggiungono interesse creativo, ma nello stesso tempo portano l’attenzione sul soggetto. Tenete sempre presente che qualsiasi linea utilizzerete è meglio se porta verso il soggetto.

Barcellona da leccarsi i baffi

6. Cambia il tuo angolo di visuale

A volte eliminando qualcosina che distrae o semplicemente cambiando posizione dalla macchinetta da orizzontale a verticale si posso ottenere risultati completamente diversi. Per utilizzare al meglio la prospettiva cambiate spesso l’angolo fra la fotocamera ed il soggetto. Basta che ci spostiamo un po’ a destra o a sinistra oppure puntiamo un pochino più in su od in giù e potremmo eliminare qualsiasi elemento, come un ramo di un albero o palo del telefono, che distraggono dal soggetto principale.