Ottimizzare le vostre foto per i motori di ricerca

gnocchi fatti in casa
gnocchi fatti in casa
Copyright Adolfo Trinca 2013 – Gnocchi fatti in casa

E’ da tanto che non scrivo, traduco o in qualche modo elaboro un vero post per il blog…mi manca molto la cosa ma il tempo è sempre poco, pochissimo e non sempre riesco come vorrei a dedicarmi agli hobbies. Premesso questo, oggi vorrei trattare con voi un argomento molto interessante, almeno a mio parere: l’ottimizzazione delle immagini per essere meglio indicizzate dai motori di ricerca.

Se avete fretta o siete pigri andate direttamente al riepilogo, ma mi spiacerebbe aver sprecato tutti questi caratteri inutilmente ;-)

Ho preso spunto dal post di Jeff Guyer su DPS aggiungendo qua e la mie considerazioni.

Dal momento che io non sono un giornalista che scrive per riviste di fotografia on-line ne un esperto della materia non tratterò, non avendone fra l’altro i titoli, di ottimizzazione di quanto si scrive per i motori di ricerca. Anche se ritengo l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) un’argomento che tutti i blogger (o comunque chi scrive per l’on-line) dovrebbe un minimo conoscere.

Ma se siete anzi siamo qui è perché siamo fotografi per cui ottimizzare il testo di quello che scriviamo è soltanto la metà del nostro lavoro, l’altra metà è appunto ottimizzare anche le nostre immagini.

Wikipedia, nella pagina relativa al SEO scrive per quanto riguarda l’ottimizzazione delle immagini:

La ricerca per immagini è il secondo tipo di ricerca effettuato su Google. Per fare in modo che anche le immagini siano indicizzate e ricercabili dai motori di ricerca, contribuendo alla ricercabilità della pagina in cui sono inserite, l’immagine deve avere una url che descrive il contenuto dell’immagine stessa (es: /images/mobile_rosso.jpg) e ci deve essere un ALT TAG di descrizione (quello che appare come descrittivo dell’immagine). Altre informazioni possono essere introdotte in TITLE e in Caption (una tabella che ha lo scopo di descrivere l’immagine e viene utilizzata dai principali cms). Le principali web app specifiche sulle immagini sono in grado di configurare questi campi utilizzando i relativi campi EXIF.

Breve ma corretto, noi scriveremo qualche riga in più anche se già quanto sopra riportato è un buon punto di partenza.

I motori di ricerca lavorano sopratutto sulle parole ed i link, non sulle fotografie. Pensate all’ultima volta che avete cercato per immagini qualche cosa su Google e a quante immagini non inerenti alla vostra ricerca avete trovato. Ecco, adesso capite un po di più l’importanza di quanto stiamo discutendo.

Ovviamente prendete tutto quello che scrivo per quello che è, una riflessione di un’appassionato sull’argomento. Argomento molto vasto e che non è da considerarsi come una scienza esatta.

IL NOME

Chiamare una fotografia _ADT_0026.jpg non è esattamente la miglio cosa da fare. Poiché _ADT_0026.jpg non dice nulla a Google circa i contenuti della foto, devo chiamarla in modo tale che il motore di ricerca capisca (1) qualcosa circa il contenuto, (2) che cosa sto cercando, e (3) dove trovarlo sul web. Improvvisamente, una semplice foto di una donna che aspetta il treno non è più _ADT_0026.jpg, ma “ragazza-con-valigia-aspetta-treno-stazione-milano-centrale”, o qualcosa di simile. Anche l’ordine con cui abbiamo inserito le parole nel nome del file ha la sua importanza. Scegli con attenzione le parole da usare ed il loro ordine.

Ragazza con valigia aspetta il treno alla stazione centrale di Milano
Copyright Adolfo Trinca 2013 – ragazza che aspetta il treno alla stazione di Milano Centrale

SEPARATORE: trattino VS. underscore

In due parole usate il trattino ( – ). I caratteri separatori fra le parole aiutano i motori di ricerca a capire cosa si sta cercando di dire loro.
Ovviamente, noi facciamo le nostre ricerche non come “ragazza-con-valigia-aspetta-treno-stazione-milano-centrale” ma come “ragazza con valigia aspetta il treno alla stazione di milano centrale”. Il problema è che i motori di ricerca non sanno cosa fare con gli spazi fra le parole cosi li eliminano (quando indicizzano). Quindi, “street photography” è meglio se diventa “street-photography” piuttosto che “streetphotography”.
Fino all’anno scorso poi c’era stato un dibattito se i trattini erano da preferirsi o meno agli underscore. Be, nel 2012 Google ha definitivamente risposto a questa domanda, affermando che i loro motore di ricerca tratta gli underscore come spazi, trasformando “street_photography” in “streetphotography” ovvero togliendo quello che per lui è di fatto uno spazio.

ALT text

Altra abitudine da prendere è senz’altro quella di inserire il testo alternativo alle immagini che pubblichiamo. Aiuterà e non poco i motori di ricerca. Molti siti come WordPress offrono editor visuali che ne permettono con semplicità l’inserimento.

Parlate della foto nella pagina in cui appare

I motori di ricerca cercano informazioni non soltanto dalla immagine stessa ma anche dal testo che la circonda. Questo è uno dei motivi per cui (in genere) un blog ha più chance di avere un ranking alto rispetto a un sito portfolio o “semplice” image gallery che non hanno testo di accompagnamento.

Le dimensioni contano!

Sta a voi trovare il giusto compromesso fra qualità e tempi di caricamento della pagina.  Io in genere carico immagini con lato lungo al massimo di 1280 pixel (per quando e se verranno ingrandite). I monitor e le risoluzioni attuali permettono questo ed altro. Date un’occhiata a questo interessante articolo, che recita:

Gli ultimi report (ndr: 2012) di settore indicano un deciso incremento della risoluzione dei monitor utilizzati nei sistemi desktop italiani. I 1280px e oltre pesano ormai più del 75% del totale.

C’è una considerazione da fare e cioè le immagini più grandi vengono comunque adattate (male) alla risoluzione massima dei monitor, e richiedono un tempo più lungo (e inutile) di caricamento. C’è poi da prendere in considerazione di quanti pixel è larga la pagina che andrà ad ospitare quell’immagine.

Detto questo c’è un’altra questione, molti si staranno chiedendo…

Quanti dpi …?

Sul web non esistono i dpi (dots per inch = punti per pollice). È una convenzione che serve per tradurre i pixel in pollici. Una immagine larga 3000 pixel stampata a 300 dpi verrà grande 10″ = 25.4 centimetri. Sul web le immagini vanno su un video, quindi NON si stampano, e quindi i dpi non contano. Contano solo i pixel.

Ma andiamo oltre, magari sull’argomento faccio un post ad hoc.

Intanto faccio un riassuntino per chi non vuole o a voluto leggere tutto il post:

IN BREVE

  • Rimonima le foto dando un significato alle stesso, ovvero da _ADT_0026.jpg che non vuol dire sostanzialmente nulla a ragazza-con-valigia-aspetta-treno-stazione-milano-centrale.jpg
  • usate i trattini fra le parole che compongono il nome della immagine quindi non “ragazza_con_valigia_aspetta_treno_stazione_milano_centrale” o “ragazza_con valigia aspetta treno stazione milano centrale” MA “ragazza-con-valigia-aspetta-treno-stazione-milano-centrale”
  • usate sempre il testo alternativo ALT text
  • parlate dell’immagine nei sui dintorni

Posing App: 42 esempi di pose per modelli e modelle

Ho appreso da due post apparsi su DPS dell’esistenza di una simpatica app che mostra vari esempi di pose, sia per modelli e modelle ma anche per bambini, gruppi, matrimoni ecc ecc.

Per esperienza so che prima di uno shooting avere la possibilità di mostrare degli esempi e da quelli partire per capire ed elaborare le richieste del modello/a è una cosa molto importante anzi direi fondamentale. Quindi beccatevi queste “poche” pose di esempio.

Le pose che vedrete sono estratte dalla app di Kaspars Grinvalds, un fotografo che lavora e vive a Riga, Latvia, autore, come dicevo della Posing App (per ore solo per iOS ma prestoa anche per Android) dove potete trovare, oltre quelle qui riportare un sacco di altre pose con tutta una serie di suggerimenti di fotografi professionisti che spiegano come “comporre” la pose od anche consigli sull’attrezzatura da usare.

Ma iniziamo con gli esempi, partiamo dai maschietti (link originale) e poi alle femminucce (link originale). Nelle pagine di DPS trovate anche una breve descrizione per ogni posa.

5 Schemi di luce per i vostri ritratti

Dopo un po di silenzio torno con un post breve ma a mio parere interessante, un video di Jay P. Margan caricato su Youtube nel quale ci mostra 5 differenti schemi di illuminazione, in inglese:

  • Rembrant Light
  • Split Light
  • Broad Light
  • Butterfly Light
  • Loop Light
[via DPS]

Quanti scatti farà la mia reflex?

Ieri abbiamo parlato, anzi abbiamo ricordato dell’esistenza di MyShutterCount.com, il servizio on line che, con il semplice upload di una foto, vi dice il numero di scatti fatti dalla vostra fotocamera, ma se volessimo sapere quanti ancora ne mancano prima che la vostra fotocamera sia kaput?

I produttori danno dei numerelli a riguardo, numerelli che rappresentano il numero minimo di scatti garantiti, ma fin dove può arrivare la mia D300 ad esempio nessuno lo sa….o no?

Be, se andate su Camera Shutter Life Expectancy Database avremo la possibilita, non appena selezionato il modello che ci interessa o scelto fra quelli maggiormente cliccati avremo la possibilità di sapere “dove sono arrivati gli altri”.

La cosa bella di questo sito è che tutti noi siamo gli altri ed inserendo il numero di scatti a cui siamo arrivati, sperando di non dover mai inserire l’ultimo scatto, possiamo anzi dobbiamo contribuire a questa iniziativa, voi che ne pensate?

Ah, la mia D300 è a 46376 scatti e scommettete che domani ne parlerà anche clickblog?

Contatore di scatti

In un vecchio articolo vi raccontai come fare a capire il numero di scatti della vostra macchina fotografica. Il sistema che trovai e adesso uso è quello on line tramite MyShutterCount. Utile sopratutto se state per acquistare una macchinetta usata e volete essere sicuri di quanti scatti abbia fatto.

link: My Shutter Count

Quanti scatti ha la tua fotocamera?

Addio amica

Volete sapere quanti scatti ha la vostra fotocamera o la fotocamera che state per acquistare usata? Semplice, ci sono io oltre un sacco di sofware (freeware) che fanno questo mestiere.

Andiamo con ordine.

Canon Cameras

Bisogna precisare che Canon non salva il numero di scatti effettuati negli EXIF. Cosi, per Canon, le cose sono un pochino differenti. Il miglior programma, sempre freeware, da utilizzare per Canon è EOS Info (by AstroJargon).

Nikon and Pentax Cameras

Nikon e Pentax salvano il numero di scatti negli EXIF data. Per questo potete usare sia My Shutter Count – basta fare l’upload di una immagine JPG o RAW ed aspettare il risultato – oppure scaricare Opanda IExif.

Olympus Cameras

Anche Olympus, come Canon, non salva il numero di scatti negli EXIF, ma c’è un trucco per verificarli direttamente dalla macchinetta. Fate cosi, bisogna aprire il comparto della scheda e poi premere contemporaneamente i tasti DISPLAY+OK oppure MENU+OK  (dipende dalla macchina). Vi verrà mostrata una schermata che riepiloga le versioni del vostro sistema. Dovrete poi premere, in sequenza, “su”, “giù”, “sinistra”, “destra”, il tasto di scatto ed ancora il tasto “su”. Il numero di scatti è presente a pagina 2 nella riga che inizia con la lettera R. In queste pagine nascoste potrete trovare anche altre informazioni interessanti che potete decodificare grazie all’impegno di Biofos.

Sony Cameras

Purtroppo per le sony c’è poco da fare, provate a scaricare Opanda IExif, My Shutter Count oppure EOS Info ma noj c’è nessuan garanzia che funzionino.

Anzi se sapete come fare o lo scoprite, fatecelo sapere.

leberamente ispirato a DPS

6 Suggerimenti per una composizione pefetta dei vostri ritratti

Provo a tradurre, mettendoci del mio che spero non siano solo errori, l’articolo 6 Tips for Perfect Composition in Portrait Photography apparso su Digital Photography School. Anzi diciamo pure che questo articolo è liberamente tratta dal post che vi ho segnalato sopra ^_^

La prima cosa è in soldoni è di fare attenzione allo sfondo!

L’errore più comune di noi “dilettanti” è proprio quello. Stiamo attentissimi a prendere e sistemare la luce giusta, occhi aperti all’esposizione e poi concentratissimi per cogliere l’espressione del viso migliore ma dopo il click …… cazzo lo sfondo fà cagare.

Quindi fate sempre e dico sempre attenzione a cosa c’è dietro! (è un consiglio per tutto nella vita gh gh gh)

Pensate ad un bellissimo ritratto con una luce bellissima con la giusta inquadratura e un’espressione del viso assolutamente giusta click …. cazzo un ramo che le pende sulla testa!

Ma passiamo ai punti indicati nell’articolo di cui vi parlavo e dai quali ho preso spunto per lacune riflessioni:

1. Riempite il fotogramma con il soggetto

E’ un ritratto quindi non abbiate paura di zoomare o avvicinarvi! Questo non vuol dire che dovete riempire il frame con la facciona del soggetto, potete riempirlo con lui seduto su uno sgabello oppure appoggiato ad un’albero e cosi via.

Gente di Barcellona

2. Tenete gli occhi del soggetto nel terzo superiore

Verificate sempre se è il caso di scattare in verticale, delle volte non ci si pensa. Posizionate gli occhi nel terzo superiore, è la loro posizione più naturale. Cercare di rispettare questa regola se non volete deliberatamente creare tensione. Un’altra eccezione a questa regola è quando il soggetto è nel terzo inferiore del frame.

Adriana-232_bn

3. Incorniciate il soggetto per focalizzare l’attenzione su di lui

Piuttosto che eliminare l’ambiente che circonda il soggetto lo uso! Porte, archi, finestre, gazebo sono tutte le soluzioni creative che massimizzano l’attenzione sui soggetti.

Pezzi (sensuali) della Puglia

4. Creare una texture

E se non è possibile eliminare un sottofondo? usatelo a vostro vantaggio!  Allontanando il soggetto dallo sfondo ed impostando la macchina con su un diaframma aperto ( F4.0 ma anche f5.6, dipende da che lente avete in uso), lo sfondo verrò sfuocato e nello stesso tempo, nel caso di un muro a mattoncini o di una catasta di lagna ad esempio, una bella  trama.  Il soggetto verrà ben separato dallo sfondo catturando l’attenzione del “lettore”, senza l’annullamento del background avrete anche un bellissimo effetto artistico.

Legna

5. Utilizzate le linee

Un muro può essere, come vi ho già scritto, uno sfondo perfetto per un ritratto! Le linee aggiungono interesse creativo, ma nello stesso tempo portano l’attenzione sul soggetto. Tenete sempre presente che qualsiasi linea utilizzerete è meglio se porta verso il soggetto.

Barcellona da leccarsi i baffi

6. Cambia il tuo angolo di visuale

A volte eliminando qualcosina che distrae o semplicemente cambiando posizione dalla macchinetta da orizzontale a verticale si posso ottenere risultati completamente diversi. Per utilizzare al meglio la prospettiva cambiate spesso l’angolo fra la fotocamera ed il soggetto. Basta che ci spostiamo un po’ a destra o a sinistra oppure puntiamo un pochino più in su od in giù e potremmo eliminare qualsiasi elemento, come un ramo di un albero o palo del telefono, che distraggono dal soggetto principale.

Fotografia notturna: appunti

Dopo aver letto l’articolo apparso su DPS (Digital Photography School) ho deciso di scrivere un piccolo appunto su come realizzare degli scatti notturni traducendo tagliando e reimpastando quanto letto dall’articolo originale.

Vediamo cosa serve per fare delle belle fotografie notturne.

  1. Tripod o se preferite un Treppiede. Anche se non indispensabile (puoi sempre usare degli apopggi che trovi per strada come macchine cassonetti ecc ecc), un treppiede vi darà la massima flessibilità mantenedo bel salda ed immobile la fotocamera durante le lunghe esposizioni. Anche quelli da bancarella possono andare bene sempre che non abbiate intenzione di usarlo con “carichi”  troppo pesanti (obiettivi pro).
  2. Lenti grandangolari. Almeno in genere. La lente in dotazione con l’acquisto della macchina fotografica và benissimo, tanto non deve essere strafichissima visto che la useremo a diaframmi decisamente alti.
  3. Un paraluce. Per ridurre al minimo le interferenze delle luci laterali.
  4. Una torcia elettrica. Oltre ad essere utile se siete in luoghi bui come boschi o montagne può anche servire per disegnare o per schiarire delle parti della immagine che volete riprendere.
  5. Se la vostra fotocamera ha la funzione NR su esposizioni lunghe (Long Exposure NR)  usatela. Vi permetterà di ottenere foto prive di pixel bruciati. Questo vale sopratutto per le fotocamere con sensore CCD che usano un voltaggio maggiore di quelle con sensore CMOS.
  6. Chiudete il view finder (il buco da dove inquadrate) con l’apposito tappo in dotazione. Se avete il live view tanto meglio per voi altrimenti inquadrate, tappate e scattate.
  7. Se li avete potete usare o il cavetto di scatto remoto od il telecomando. Non sono necessari perché potete sempre usare il timer.

Adesso beccatevi alcuni esempi presi direttamente dall’articolo originale:

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Old World New World by Robin Ryan

Le belle forme (linee guida) della Biblioteca Pubblica di Vancouver sono “fotogeniche” a qualsiasi ora del giorno, ma la morbidezza della luci notturne le rendono ancora più più attraenti. Avviso circa il riflesso (flare) verde in alto a sinistra –  può essere evitato rimuovendo il filtro o con una velocità di scatto maggiore. Giudicate voi. Questo scatto è stato fatto con 30 secondi di esposizione ad un apertura f/22.

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Vancouver in the Night by Robin Ryan

L’acqua è il tuo miglior amico nel lavoro notturno. Riflette e filtra i colori, ammorbidisce ed aggiunge un bagliore affascinante per le immagini.

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Lion’s Gate Bridge by Robin Ryan

Ancora una volta, vedete come l’acqua porta più in luce alle vostre immagini, creando splendide simmetrie. Un’altra delizia della fotografia notturna è il modo in cui appaiono le luci dei lampioni, bellissime stelle – e non ci sono effetti speciali qui. 25 secondi a f/22.

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The Twilight Runner by Robin Ryan

Mi sono trovato di fronte a questa statua sulla terra ferma chiedendomi come avrei potuto aggiungere un minimo di dettaglio per la parte di essa non esposta alla luce. Era una notte da congelare ed ero in bicicletta intorno al parco, così ho preso la lampadina della mia bici e l’ho puntata alla gola e al torace della statua. 30 secondi a f/22.

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The Rock iii by Robin Ryan

Bene, in finale … un’altra cosa che amo della fotografia notturna è che le uniche persone nella mia foto sono quelle che io ci voglio dentro. Vuoi ritrarre una figura ben riconoscibile? Scatta veloce;  desideri che la folla si perda del tutto. Imposta dei tempi di scatto di 10-30 secondi e guardali sparire nell’oscurità. In questo scatto la folla di pattinatori si sono trasformati in una nube scura che aggiunge movimento e vita all’immagine che altrimenti risulterebbe statica. Un secondo di esposizione a f/8 mi ha permesso di confondere i pattinatori mantenendo la folla di spettatori in background.

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Times Square by Robin Ryan

Vi ricordate quando ho detto che il treppiedi non è sempre necessario? In effetti non è. Il mondo è pieno di superfici piane su cui appoggiare la fotocamera. Basta assicurarsi di utilizzare un timer (lo scatto a mano potrebbe far muovere la fotocamera e creare del mosso), appoggiare la fotocamera su una superficie piana e mantenere una velocità relativamente veloce (da 1/8 di un secondo a 2 secondi) . Questo scatto è stato preso a 2,5 secondi con f/22.

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The Rock ii by Robin Ryan

Come sempre, cercare scorci unici. Questo scatto del Rockefeller Center di New York l’ho catturato prendendo soltanto la parte superiore di esso, mostrando l’interazione di luce degli edifici circostanti. Senza treppiede, ho scattato impostando il timer a 2 secondi e tenendo la macchina fotografica saldamente premuta contro la base di una statua. 1/8 di un secondo a f/8.

Infine, se le scattate con una macchina che ha il Live View, usatelo! Live View is indispensable for nailing your focus, especially as you can do a digital zoom to manually adjust your focus. Live View è indispensabile per fissare la messa a fuoco, specialmente se puoi zoommare. Un treppiede sarà un grande aiuto. Basta accendere il Live View, mettere la lente sul fuoco manuale e regolare la messa a fuoco finché non è perfetta.

Spero che questo articolo ha incoraggiato a uscire stasera e vedere come sia meravigliosamente diverso il nostro mondo sotto la luce della luna e dei lampioni. Mi piacerebbe conoscere i vostri pareri e le vostre tecniche nei commenti.

L’autore: Robin è un fotografo di Vancouver, che è attualmente in partenza le isole Galapagos a continuare la sua odissea attraverso il Sud America e il Rio delle Amazzoni in Brasile. È possibile leggere i suoi racconti sul suo blog, My Lost Words e vedere il suo portafoglio a www.robinryan.ca.